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Mediterraneo:
un Mare di differenze e opportunità
Mutamenti climatici, crisi socio-alimentare e (in)sicurezza alimentare: un Mediterraneo in transizione.
Convegno in memoria di Eugenia Ferragina
Napoli, 17 settembre 2018
Salvatore Capasso
capasso@issm.cnr.it
This work is licensed under a Creative Commons Attribution-NonCommercial 4.0 International License
Rapporto sulle Economie del Mediterraneo
a cura di Eugenia Ferragina
Focus 2017: il mercato del lavoro
Focus 2018: Le diseguaglianze
Emerge un quadro ricco di differenze e tante opportunità
Grandi forze di cambiamento:
• Condizioni Politiche
• Demografia
• Condizioni Economiche
Mediterraneo: Una cornice di differenze
Un fatto: Le economie del Mediterraneo sono lungi dall’essere omogenee.
Sussiste, tuttavia un certo grado di omogeneità tra aree: nord, sud e est.
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40000
45000
Pil pro capite (anno 2000 US$)
2000
2015
Mediterraneo: Una cornice di differenze
La crisi finanziaria non ha avuto effetti simmetrici sull’area: si sono
avute lunghe recessioni, stagnazioni o al più minori tassi di crescita
47.6
36.6 34.5 34.1
25.1 25.1 23.5 21.7 20.1
13.0 12.1 8.6 8.5 7.0 5.2 2.5
-0.2 -1.7
-9.5 -9.6
-18.2
-30.0
-20.0
-10.0
0.0
10.0
20.0
30.0
40.0
50.0
60.0
Variazione Pil pro capite 2005-2015 %
Convergenza: diseguaglianze tra paesi
Negli ultimi due decenni c’è stato un processo di convergenza tra le
economie del Mediterraneo. In parte questo è dovuto al rallentamento dei
paesi più ricchi e non all’accelerazione dei paesi più poveri.
Albania
Algeria
Croatia
Cyprus
Egypt
France
Greece
Israel
Italy
Jordan
Lebanon
Macedonia
Malta
Morocco
Portugal
Serbia
Slovenia
Spain
Syria Turkey
01234
6 7 8 9 10
Per capita GDP 1991 (log)
Le distorsioni dell’Area
Aree ricche e mature a più lenta crescita si contrappongono ad
aree più povere ma più dinamiche e giovani
North M
75%
South M
19%
Est M
6%
Pil per Area
North M
38%
South M
55%
Est M
7%
Popolazione per Area
Est M
Albania
Bosnia
Croatia
Macedonia
Montenegro
Cyprus
Greece
Malta
Serbia
Slovenia
North M
France
Italy
Portugal
Spain
South M
Algeria
Morocco
Egypt
Syria
Turkey
Israel
Jordan
Lebanon
Libya
La forza della Demografia
20.4
18.6
17.9
17.2
17
16.8
16.5
14.3
14.1
14
12.5
11.8
11.6
10.4
9.7
7.3
6
5.5
5
4.6
4.3
3.9
3.9
14.1
14.6
15.1
15
15
18.4
13.9
17.6
15
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19.2
17.6
17.8
27.2
22.7
24.8
26.4
28
31.5
27
30.4
37.5
36.9
0 5 10 15 20 25 30 35 40 45
Italy
Greece
Portugal
Croatia
Spain
France
Slovenia
Serbia
Malta
Bosnia
Montenegro
Macedonia
Cyprus
Israel
Albania
Lebanon
Turkey
Morocco
Egypt
Algeria
Libya
Jordan
Syria
Distribuzione della popolazione (% del totale)
Pop 65+ Pop 0-14
La dinamica demografica e i suoi effetti
La transizione demografica è avvenuta solo in parte nei paesi della riva sud:
• La fecondità che negli anni ’50 si attestava per i tre paesi del Maghreb su
una media di 6 figli per donna, ora ha raggiunto i 2,56 figli per donna in
Tunisia e Algeria, 2,9 in Marocco.
• Si registra un calo della Mortalità significativo in tutti i paesi
I differenziali demografici tra le due rive del bacino hanno generato:
• Da un lato, flussi migratori dal Nord Africa e Medio Oriente verso la sponda
Nord;
• Dall’altro, un aumento delle esportazioni di merci grazie all’allargamento del
mercato connesso all’aumento di popolazione nei paesi del Nord Africa e
del Medio Oriente
Le spinte migratorie
Aspetto economico e aspetto demografico alla base dei fenomeni migratori:
• Differenziali nei redditi pro capite (es 40.000 dollari Francia contro i quasi
8.000 del Marocco)
• Il differenziale nel ricambio dell’offerta di lavoro (ammontare dei flussi in
ingresso nel mercato del lavoro in rapporto a quelli in uscita).
L’indice di ricambio dell’Europa (Ir = 83,01) si contrappone a quello del riva
asiatica (Ir = 234,34) e africana (Ir = 249,65).
Le Direttrici Migratorie
• Italia, Spagna, Portogallo e Grecia hanno costituito per almeno due decenni
alcuni tra i principali poli di attrazione dei flussi migratori internazionali.
• Negli ultimi anni in questi paesi il tasso di emigrazione è negativo
• Durante il 2016 i numeri si sono ridotti grazie all’accordo con la Turchia, allo
stato attuale la situazione più complicata appare quella del Mediterraneo
centrale, dove le intercettazioni sono passate da 170 mila nel 2014, 157
mila nel 2015 e 181 mila nel 2016 con un significativo cambiamento della
composizione dei flussi che vede una consistente quota di africani.
Mercato del lavoro
In tutti i paesi i tassi di disoccupazione giovanili sono 2-4 volte
quelli aggregati.
72.9
44.8
39.3
48.6
40.8 39.5 42.0
37.3
33.3
40.2
29.6
38.7
35.0
25.7
16.6 17.7
28.8
20.2
26.6
22.5
31.3
8.9
13.8
18.8
24.9
20.2 19.1 18.7
15.5 14.5 13.0 13.0 12.8 12.1 10.8 9.4 9.2 9.1 7.6 7.3 7.2 7.2 6.9 6.8 5.0 4.4 4.4 2.7
0.0
10.0
20.0
30.0
40.0
50.0
60.0
70.0
80.0
Tassi di disoccupazione maschili 2015
Tasso di disoccupazione 15-24 Tasso di disoccupazione +25
Mercato del lavoro
La distanza dei tassi di disoccupazione delle giovani donne dai
tassi aggregati è inferiore, ma i livelli sono elevati.
54.5
58.0
68.6
47.9
41.4
65.0
38.5
66.2
47.5
56.7
44.6 43.5
35.3
38.8
29.9
34.5
42.5
22.4
14.6
23.3 20.8
24.6
9.7 9.4
26.9 25.9 25.0
21.7 20.3 20.2 18.0 17.9 16.5 16.4 14.8 14.6 14.6 13.9 12.5 11.1 10.8 10.1 9.8 8.6 8.4 7.3
4.6 4.3
0.0
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20.0
30.0
40.0
50.0
60.0
70.0
80.0
Tassi di disoccupazione femminili 2015
Tasso di disoccupazione 15-24 Tasso di disoccupazione +25
Mercato del lavoro
Decomposizione della variazione della occupazione giovanile (2000-2015): I tassi di
disoccupazione giovanile nella sponda sud sono il risultato delle forze demografiche.
Tasso di
crescita
Tasso crescita
durante fasi
espansione
effetto
demografico
effetto
congiuntura
Tasso crescita
durante fasi
recessione
effetto
demografico
effetto
congiuntura
Arco Latino
Spagna -59,81% 2,1% -802,1% 922,8% -61,9% -13,4% -88,5%
Francia -4,59% 5,3% -22,5% 120,1% -9,8% -7,1% -92,9%
Italia -47,03% -4,9% -193,3% 94,8% -42,1% -8,5% -92,2%
Albania -45,38% 13,5% 2,4% 96,3% -58,8% 4,2% -103,8%
Turchia -5,72% 9,9% 23,1% 76,6% -15,6% 10,9% -110,3%
Libano 82,64% 82,6% 96,8% 3,0%
Israele 6,66% 14,9% 88,3% 11,7% -8,2% 7,4% -106,7%
Palestina 33,81% 63,6% 58,8% 40,0% -29,8% 44,6% -140,4%
Giordania 4,50% 8,7% 368,7% -261,8% -4,2% 25,1% -123,8%
Egitto 4,74% 22,2% 62,4% 36,5% -17,5% -5,0% -95,7%
Marocco -25,05% -18,3% 4,7% -104,8% -6,8% 13,2% -111,7%
Rapporti Commerciali (1)
Commercio Bilaterale nel Med meglio del Commercio Mondiale negli anni
di crisi.
80
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110
120
130
140
150
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TRADE MED TRADE WORLD
Primavere
Arabe
Crisi
Finanziaria
Guerra civile
in Libia e Siria
Rapporti Commerciali (2)
Crescente integrazione tra i «tre mediterranei»: Export dell’Euro
Med verso l’East Med e Import dall’area
0
4
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16
20
EXP IMP EXP IMP EXP IMP
1996 2006 2016
NON OIL OIL
Rapporti Commerciali (3)
Crescente integrazione tra i «tre mediterranei»: Export dell’Euro
Med verso il South Med e Import dall’area.
0
20
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60
80
100
EXP IMP EXP IMP EXP IMP
1996 2006 2016
NON OIL OIL
Fattori che modellano il futuro
del commercio mondiale (OECD)
Cambiamenti Demografici: attraverso (i) Impatto sui vantaggi comparati e (ii) Effetti
sulla domanda di import.
Investmenti in Infrastrutture fisiche: possono facilitare l’integrazione di nuovi attori
nelle catene di distribuzione internazionali.
Energia: la rivoluzione dello Shale Gas renderà il Nord America autosufficiente dal
punto di vista energetico. E l’Europa?
Un Progresso tecnologico più diffuso: questo fa si che I paesi si spostino verso
l’alto lungo la catena del valore. Nel 1999 i paesi che rappresentano il 20 per cento
della popolazione mondiale producevano il 70 per cento della ricerca e sviluppo
(R&D), la cifra scende a circa il 40 per cento nel 2010.
……scenari futuri nel Mediterraneo (1)
Cambiamenti Demografici
Crescita rapida popolazione nel
Mediterraneo del Sud
(+85 milioni di persone
nei prossimi 20 anni)
Superata la fase di instabilità politica
nel Mediterraneo del Sud,
Gli scambi bilaterali tra le sponde del
Mediterraneo ritorneranno ai valori
di crescita del 2001-2008.
219 milioni
abitanti
306 m
390 m
0
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250
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1995
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1998
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2000
2001
2002
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2005
2006
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2013
2014
2015
2016
2035
Population South Med Bilateral Trade in Manufactured Products
Crisi finanziaria/
instabilità politica
…scenari futuri nel Mediterraneo(2)
Investimenti in infrastrutture
fisiche
Investimenti nelle infrastrutture portuali
sono l’obiettivo primario di quasi tutti
i paesi del Sud Med.
Marocco, Egitto, Israele e Turchia
sono un passo avanti su questa strada.
Tunisia e Algeria pianificano di
costruire infrastrutture portuali
per le acque profonde.
Queste infrastrutture rafforzeranno
i legami commerciali tra le due
sponde del Mediterraneo.
8.3 m by
2020
4.1 m
2.8 m
6.5 m
4.0 m
6.0 m
……scenari futuri nel Mediterraneo (3)
Energia: Il Nord America sarà autosufficiente dal punto di vista energetico grazie
allo shale gas. In quanto all’Europa…
…al momento, non vi è produzione di shale gas in Europa. L’Italia non ha riserve
da sfruttare in termini commerciali, la Francia ha introdotto una restrizione e la
Germania ha sospeso le operazioni.
I paesi Europei importeranno prodotti energetici
(petrolio e gas naturale) dall’estero
L’Algeria è il 10o paese al mondo per riserve in Gas naturale, ed è il secondo in
Africa dopo la Nigeria.
Libia è il 9o per riserve di petrolio, il primo nel continente Africano.
La primavera araba: anche fragilità economica
Bisogni crescenti…
0.00
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2000
2002
2004
2006
2008
2010
Consumo e Produzione di Cereali (kg) nei paesi
della sponda sud
Average Consumption PC
Average Production PC
21
La primavera araba: anche fragilità economica
…e crescenti costi hanno generato instabilità
0.0
0.1
0.2
0.3
0.4
0.5
0.6
0.7
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Indice di autosufficienza30
35
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75
80
Quota di consumo in beni
alimentari coperta da importazioni
22
… e finanziaria
Indice prezzi alimentari e indice dei prezzi dei cereali (dati mensili)
23
Grazie mille
Salvatore Capasso
capasso@issm.cnr.it
Mediterraneo: un Mare di differenze e opportunità

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Mediterraneo: un Mare di differenze e opportunità

  • 1. Mediterraneo: un Mare di differenze e opportunità Mutamenti climatici, crisi socio-alimentare e (in)sicurezza alimentare: un Mediterraneo in transizione. Convegno in memoria di Eugenia Ferragina Napoli, 17 settembre 2018 Salvatore Capasso capasso@issm.cnr.it This work is licensed under a Creative Commons Attribution-NonCommercial 4.0 International License
  • 2. Rapporto sulle Economie del Mediterraneo a cura di Eugenia Ferragina Focus 2017: il mercato del lavoro Focus 2018: Le diseguaglianze Emerge un quadro ricco di differenze e tante opportunità Grandi forze di cambiamento: • Condizioni Politiche • Demografia • Condizioni Economiche
  • 3. Mediterraneo: Una cornice di differenze Un fatto: Le economie del Mediterraneo sono lungi dall’essere omogenee. Sussiste, tuttavia un certo grado di omogeneità tra aree: nord, sud e est. 0 5000 10000 15000 20000 25000 30000 35000 40000 45000 Pil pro capite (anno 2000 US$) 2000 2015
  • 4. Mediterraneo: Una cornice di differenze La crisi finanziaria non ha avuto effetti simmetrici sull’area: si sono avute lunghe recessioni, stagnazioni o al più minori tassi di crescita 47.6 36.6 34.5 34.1 25.1 25.1 23.5 21.7 20.1 13.0 12.1 8.6 8.5 7.0 5.2 2.5 -0.2 -1.7 -9.5 -9.6 -18.2 -30.0 -20.0 -10.0 0.0 10.0 20.0 30.0 40.0 50.0 60.0 Variazione Pil pro capite 2005-2015 %
  • 5. Convergenza: diseguaglianze tra paesi Negli ultimi due decenni c’è stato un processo di convergenza tra le economie del Mediterraneo. In parte questo è dovuto al rallentamento dei paesi più ricchi e non all’accelerazione dei paesi più poveri. Albania Algeria Croatia Cyprus Egypt France Greece Israel Italy Jordan Lebanon Macedonia Malta Morocco Portugal Serbia Slovenia Spain Syria Turkey 01234 6 7 8 9 10 Per capita GDP 1991 (log)
  • 6. Le distorsioni dell’Area Aree ricche e mature a più lenta crescita si contrappongono ad aree più povere ma più dinamiche e giovani North M 75% South M 19% Est M 6% Pil per Area North M 38% South M 55% Est M 7% Popolazione per Area Est M Albania Bosnia Croatia Macedonia Montenegro Cyprus Greece Malta Serbia Slovenia North M France Italy Portugal Spain South M Algeria Morocco Egypt Syria Turkey Israel Jordan Lebanon Libya
  • 7. La forza della Demografia 20.4 18.6 17.9 17.2 17 16.8 16.5 14.3 14.1 14 12.5 11.8 11.6 10.4 9.7 7.3 6 5.5 5 4.6 4.3 3.9 3.9 14.1 14.6 15.1 15 15 18.4 13.9 17.6 15 15 19.2 17.6 17.8 27.2 22.7 24.8 26.4 28 31.5 27 30.4 37.5 36.9 0 5 10 15 20 25 30 35 40 45 Italy Greece Portugal Croatia Spain France Slovenia Serbia Malta Bosnia Montenegro Macedonia Cyprus Israel Albania Lebanon Turkey Morocco Egypt Algeria Libya Jordan Syria Distribuzione della popolazione (% del totale) Pop 65+ Pop 0-14
  • 8. La dinamica demografica e i suoi effetti La transizione demografica è avvenuta solo in parte nei paesi della riva sud: • La fecondità che negli anni ’50 si attestava per i tre paesi del Maghreb su una media di 6 figli per donna, ora ha raggiunto i 2,56 figli per donna in Tunisia e Algeria, 2,9 in Marocco. • Si registra un calo della Mortalità significativo in tutti i paesi I differenziali demografici tra le due rive del bacino hanno generato: • Da un lato, flussi migratori dal Nord Africa e Medio Oriente verso la sponda Nord; • Dall’altro, un aumento delle esportazioni di merci grazie all’allargamento del mercato connesso all’aumento di popolazione nei paesi del Nord Africa e del Medio Oriente
  • 9. Le spinte migratorie Aspetto economico e aspetto demografico alla base dei fenomeni migratori: • Differenziali nei redditi pro capite (es 40.000 dollari Francia contro i quasi 8.000 del Marocco) • Il differenziale nel ricambio dell’offerta di lavoro (ammontare dei flussi in ingresso nel mercato del lavoro in rapporto a quelli in uscita). L’indice di ricambio dell’Europa (Ir = 83,01) si contrappone a quello del riva asiatica (Ir = 234,34) e africana (Ir = 249,65).
  • 10. Le Direttrici Migratorie • Italia, Spagna, Portogallo e Grecia hanno costituito per almeno due decenni alcuni tra i principali poli di attrazione dei flussi migratori internazionali. • Negli ultimi anni in questi paesi il tasso di emigrazione è negativo • Durante il 2016 i numeri si sono ridotti grazie all’accordo con la Turchia, allo stato attuale la situazione più complicata appare quella del Mediterraneo centrale, dove le intercettazioni sono passate da 170 mila nel 2014, 157 mila nel 2015 e 181 mila nel 2016 con un significativo cambiamento della composizione dei flussi che vede una consistente quota di africani.
  • 11. Mercato del lavoro In tutti i paesi i tassi di disoccupazione giovanili sono 2-4 volte quelli aggregati. 72.9 44.8 39.3 48.6 40.8 39.5 42.0 37.3 33.3 40.2 29.6 38.7 35.0 25.7 16.6 17.7 28.8 20.2 26.6 22.5 31.3 8.9 13.8 18.8 24.9 20.2 19.1 18.7 15.5 14.5 13.0 13.0 12.8 12.1 10.8 9.4 9.2 9.1 7.6 7.3 7.2 7.2 6.9 6.8 5.0 4.4 4.4 2.7 0.0 10.0 20.0 30.0 40.0 50.0 60.0 70.0 80.0 Tassi di disoccupazione maschili 2015 Tasso di disoccupazione 15-24 Tasso di disoccupazione +25
  • 12. Mercato del lavoro La distanza dei tassi di disoccupazione delle giovani donne dai tassi aggregati è inferiore, ma i livelli sono elevati. 54.5 58.0 68.6 47.9 41.4 65.0 38.5 66.2 47.5 56.7 44.6 43.5 35.3 38.8 29.9 34.5 42.5 22.4 14.6 23.3 20.8 24.6 9.7 9.4 26.9 25.9 25.0 21.7 20.3 20.2 18.0 17.9 16.5 16.4 14.8 14.6 14.6 13.9 12.5 11.1 10.8 10.1 9.8 8.6 8.4 7.3 4.6 4.3 0.0 10.0 20.0 30.0 40.0 50.0 60.0 70.0 80.0 Tassi di disoccupazione femminili 2015 Tasso di disoccupazione 15-24 Tasso di disoccupazione +25
  • 13. Mercato del lavoro Decomposizione della variazione della occupazione giovanile (2000-2015): I tassi di disoccupazione giovanile nella sponda sud sono il risultato delle forze demografiche. Tasso di crescita Tasso crescita durante fasi espansione effetto demografico effetto congiuntura Tasso crescita durante fasi recessione effetto demografico effetto congiuntura Arco Latino Spagna -59,81% 2,1% -802,1% 922,8% -61,9% -13,4% -88,5% Francia -4,59% 5,3% -22,5% 120,1% -9,8% -7,1% -92,9% Italia -47,03% -4,9% -193,3% 94,8% -42,1% -8,5% -92,2% Albania -45,38% 13,5% 2,4% 96,3% -58,8% 4,2% -103,8% Turchia -5,72% 9,9% 23,1% 76,6% -15,6% 10,9% -110,3% Libano 82,64% 82,6% 96,8% 3,0% Israele 6,66% 14,9% 88,3% 11,7% -8,2% 7,4% -106,7% Palestina 33,81% 63,6% 58,8% 40,0% -29,8% 44,6% -140,4% Giordania 4,50% 8,7% 368,7% -261,8% -4,2% 25,1% -123,8% Egitto 4,74% 22,2% 62,4% 36,5% -17,5% -5,0% -95,7% Marocco -25,05% -18,3% 4,7% -104,8% -6,8% 13,2% -111,7%
  • 14. Rapporti Commerciali (1) Commercio Bilaterale nel Med meglio del Commercio Mondiale negli anni di crisi. 80 90 100 110 120 130 140 150 2007 2008 2009 2010 2011 2012 2013 2014 2015 2016 2017 TRADE MED TRADE WORLD Primavere Arabe Crisi Finanziaria Guerra civile in Libia e Siria
  • 15. Rapporti Commerciali (2) Crescente integrazione tra i «tre mediterranei»: Export dell’Euro Med verso l’East Med e Import dall’area 0 4 8 12 16 20 EXP IMP EXP IMP EXP IMP 1996 2006 2016 NON OIL OIL
  • 16. Rapporti Commerciali (3) Crescente integrazione tra i «tre mediterranei»: Export dell’Euro Med verso il South Med e Import dall’area. 0 20 40 60 80 100 EXP IMP EXP IMP EXP IMP 1996 2006 2016 NON OIL OIL
  • 17. Fattori che modellano il futuro del commercio mondiale (OECD) Cambiamenti Demografici: attraverso (i) Impatto sui vantaggi comparati e (ii) Effetti sulla domanda di import. Investmenti in Infrastrutture fisiche: possono facilitare l’integrazione di nuovi attori nelle catene di distribuzione internazionali. Energia: la rivoluzione dello Shale Gas renderà il Nord America autosufficiente dal punto di vista energetico. E l’Europa? Un Progresso tecnologico più diffuso: questo fa si che I paesi si spostino verso l’alto lungo la catena del valore. Nel 1999 i paesi che rappresentano il 20 per cento della popolazione mondiale producevano il 70 per cento della ricerca e sviluppo (R&D), la cifra scende a circa il 40 per cento nel 2010.
  • 18. ……scenari futuri nel Mediterraneo (1) Cambiamenti Demografici Crescita rapida popolazione nel Mediterraneo del Sud (+85 milioni di persone nei prossimi 20 anni) Superata la fase di instabilità politica nel Mediterraneo del Sud, Gli scambi bilaterali tra le sponde del Mediterraneo ritorneranno ai valori di crescita del 2001-2008. 219 milioni abitanti 306 m 390 m 0 50 100 150 200 250 300 350 400 450 0 20 40 60 80 100 120 140 160 1995 1996 1997 1998 1999 2000 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 2011 2012 2013 2014 2015 2016 2035 Population South Med Bilateral Trade in Manufactured Products Crisi finanziaria/ instabilità politica
  • 19. …scenari futuri nel Mediterraneo(2) Investimenti in infrastrutture fisiche Investimenti nelle infrastrutture portuali sono l’obiettivo primario di quasi tutti i paesi del Sud Med. Marocco, Egitto, Israele e Turchia sono un passo avanti su questa strada. Tunisia e Algeria pianificano di costruire infrastrutture portuali per le acque profonde. Queste infrastrutture rafforzeranno i legami commerciali tra le due sponde del Mediterraneo. 8.3 m by 2020 4.1 m 2.8 m 6.5 m 4.0 m 6.0 m
  • 20. ……scenari futuri nel Mediterraneo (3) Energia: Il Nord America sarà autosufficiente dal punto di vista energetico grazie allo shale gas. In quanto all’Europa… …al momento, non vi è produzione di shale gas in Europa. L’Italia non ha riserve da sfruttare in termini commerciali, la Francia ha introdotto una restrizione e la Germania ha sospeso le operazioni. I paesi Europei importeranno prodotti energetici (petrolio e gas naturale) dall’estero L’Algeria è il 10o paese al mondo per riserve in Gas naturale, ed è il secondo in Africa dopo la Nigeria. Libia è il 9o per riserve di petrolio, il primo nel continente Africano.
  • 21. La primavera araba: anche fragilità economica Bisogni crescenti… 0.00 50.00 100.00 150.00 200.00 250.00 300.00 350.00 400.00 450.00 1960 1962 1964 1966 1968 1970 1972 1974 1976 1978 1980 1982 1984 1986 1988 1990 1992 1994 1996 1998 2000 2002 2004 2006 2008 2010 Consumo e Produzione di Cereali (kg) nei paesi della sponda sud Average Consumption PC Average Production PC 21
  • 22. La primavera araba: anche fragilità economica …e crescenti costi hanno generato instabilità 0.0 0.1 0.2 0.3 0.4 0.5 0.6 0.7 0.8 0.9 Indice di autosufficienza30 35 40 45 50 55 60 65 70 75 80 Quota di consumo in beni alimentari coperta da importazioni 22
  • 23. … e finanziaria Indice prezzi alimentari e indice dei prezzi dei cereali (dati mensili) 23

Editor's Notes

  1. La bilancia commerciale risulta in avanzo costante per i paesi Euro Med nell’arco del ventennio, ma percentualmente in contrazione: infatti, la bilancia commerciale normalizzata è risultata pari a +5,2% nel 1996, +6,1% nel 2006, +10,0% nel 2016. Cresce la componente energetica all’interno delle esportazioni dei paesi Euro, quota che arriva al 10% nel 2016.
  2. La bilancia commerciale risulta in avanzo costante per i paesi Euro Med nell’arco del ventennio, ma percentualmente in contrazione: infatti, la bilancia commerciale normalizzata è risultata pari a +5,2% nel 1996, +6,1% nel 2006, +10,0% nel 2016. Cresce la componente energetica all’interno delle esportazioni dei paesi Euro, quota che arriva al 10% nel 2016.
  3. Bilancia commerciale in attivo per l’Euro Med a inizio e fine periodo, ma i dati del 2006 mostrano un deficit di circa 20 miliardi di dollari (-13,7% la bilancia commerciale normalizzata), a causa della forte incidenza dei prodotti energetici all’interno delle importazioni dalla sponda sud. L’incidenza della componente energetica è alta in Import (intorno al 50% nel 1996 e nel 2006 e 27,9% nel 2016, si tratta soprattutto di prodotti fossili greggi) ma è notevole anche in Export (10,8% l’incidenza nel 2016, si tratta soprattutto di prodotti raffinati)