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IL TEMPO DELLE
ATTENZIONI
«La malattia d’Alzheimer a volte non
viene distinta dalla Demenza di tipo
Alzheimer (DAT) con esordio precoce;
un’altra malattia a volte confusa con
l’Alzheimer è la cosiddetta Demenza di
tipo Alzheimer con esordio Tardivo»
pag. 26
JULIANNE MOORE
« … è come se non
riuscissi a ritrovare me
stessa …»
Progetto Reflections
Tom Hussey - fotografo americano
Riflessione dell’anziano
« Ho ottantun anni. Entra. Siediti. Perché non usi un tono
di superiorità, come quando ero un bambino?
Verifica le mie facoltà mentali. Parlami con una voce
infantile.
Fammi riempire un modulo.
Anzi, meglio, riempilo tu per me.
Fammelo solo firmare».
«altro tema dolente rispetto alla comunicazione è la
diffusa abitudine di adottare nella relazione con
l’anziano forme di secondary baby talk, ossia un
linguaggio infantilizzato e semplificato che risulta
ambivalente e può sottendere atteggiamenti svilenti
dell’identità della persona, che portano l’anziano a
rinchiudersi in sé»p.14
p.7
Attendendo l’operatrice del domiciliare
«Per cinque giorni Frank aveva dormito con i vestiti. Non
si era lavato e i suoi lunghi capelli bianchi avevano
cominciato a somigliare ai dread di un rasta. Aveva
appositamente sparso briciole di torta e di biscotti sul
tappeto del salotto. Aveva disseminato i dvd sul
pavimento, togliendoli dalle custodie e, come ciliegina
sulla torta, negli ultimi due giorni non aveva azionato lo
sciacquone».
Salutando l’operatrice domiciliare
«Franck si sorprese di quanto fosse dispiaciuto vedendola
ripartire. La casa era più vuota senza di lei. C’era sempre stato
quel silenzio di tomba? Accese la televisione per cercare di
cancellarlo e far svanire il proprio riflesso».
Rispetto, dignità, cura …
p.18-21
«il contatto empatico apre la porta
della comunicazione. Se le nostre
emozioni vengono prima di tutto
ascoltate e accolte, se percepiamo
che viene dato loro valore, la
comunicazione migliora … l’ascolto
empatico è alla base sia della
relazione d’aiuto in generale sia del
contatto con l’anziano malorientato o
disorientato»
pag. 13
pag. 12
«Risorsa e strumento tra i più fondamentali dell’agire
professionale (contestualizzazione dell’intervento;
mansionario; metodologie e procedure …)»
«Il più grande nemico del professionista»
«Non c’è mai abbastanza tempo per tutto e per tutti»
Bisogni/necessità/desideri dell’essere umano
Ricerca di se stessi e di relazione
Siamo persone, di attenzioni gioiamo e viviamo
Siamo persone, ognuno diverso
con diverse richieste ed esigenze …
Aver
cura
delle
persone
BELLA
Centralità
dell’ospite
Desideri
«L’anziano che viene preso in carico, in ambito
domestico o comunitario, è spesso considerato
come una figura asessuata, infantile, cui non si
riconoscono la dignità e il ruolo sociale
ricoperto nella precedente vita attiva e come
sottolinea Fulcheri, cui non vengono
riconosciuti diritti, compreso ad esempio quello
della rabbia, come modalità per affermare la
propria volontà»
p.13
… eppure …
Bisogni psicologici
Fondamentali
e PERSONHOOD –
TOM KITWOOD
Al centro l’essere
persona e la permanenza
di una dimensione
relazionale, emotiva e
sensoriale nella
persona con
demenza
TEORIA DEI SISTEMI
MOTIVAZIONALI – JAAK
PANKSEPP
ATTACCAMENTO E CONCETTI
ETOLOGICI CLASSICI
(meccanismo innato di messa
in azione e di schema fisso
d’azione – JOHN BOWLBY
PIRAMIDE DEI BISOGNI
MASLOW
Nuove visioni di cura:
-Validation
-Terapie non farmacologiche
-Approccio Montessoriano
-Approccio Snoezelen
…
Tutti gli operatori
con la propria formazione e professionalità
collaborando
nell’équipe multidisciplinare allargata
Servizio Medico/
Infermieristico
(Direttore Sanitario,
coordinatrice e operatori)
Servizio Educativo-
Animativo
(Coordinatore ed
educatrici)
Servizio
Riabilitativo
Fisioterapico
Servizio
Assistenziale
(Coordinatrici
ed operatori
Fondazione e
Cooperativa)
Servizio
Amministrativo/
Consiglio e
Presidenza
Servizio
Ristorazione
Servizio
Manutenzione Servizio
Lavanderia
Servizio Pulizie
Volontari
Servizio cura
del sé
(parrucchieri,
podologi)
Servizio di
accompagnamento
alla fede CristianaCollaborazione
costante di
tutti i servizi
In particolare al tempo delle attenzioni può rispondere
l’educatore
CURA
Ambiente Chi lo abita
• Accoglienza
• Gestione e
organizzazione
degli spazi
CASA
• Dinamiche relazionali
(accoglienza/nuova
ruotine/ambientamento/
accompagnamento)
• Rielaborazione
dell’agire/ del vissuto
• Filosofia d’azione
ATTENZIONI
QUOTIDIANITÀ
Agire sull’ambiente?
«ci sono fondamentalmente due strade da
percorrere per aiutare una persona anziana non
autosufficiente a stare meglio: le cure in senso
sanitario-riabilitativo, da un lato e
l’accudimento finalizzato a costruirle attorno un
ambiente supportivo (fisico e relazionale),
dall’altro ... Questi due tipi di aiuto andrebbero
considerati di pari importanza e dignità»
Agire sulla quotidianità
«Costruire un ambiente in grado di sostenere la
persona significa soprattutto intervenire nella
quotidianità: la qualità della vita passa dal
significato che assumono i gesti di ogni giorno, e
può venire annullata se si finisce per occuparsi
solo delle necessità funzionali»
pag. 8
Esserci per la persona.
Non solo per l’appuntamento
della terapia o per la
visita/attività programmata, non
solo nel tempo dell’intervento,
ma nella sua quotidianità,
nel qui ed ora del suo bisogno/necessità /desiderio.
«Non esiste una sola vecchiaia , ma tante vecchiaie»
p.13
«Personalizzazione, attenzione
all’essere e al fare,
riconoscimento dell’unicità di
ogni storia di vita e di malattia
sono aspetti imprescindibili»
pag. 6
Diversificazione delle procedure d’azione, con
specifica ATTENZIONE alle peculiarità della persona,
al qui ed ora della situazione.
È possibile progettare e pianificare gli interventi
settimanali in modo impeccabile, ma così non si
tiene conto dell’umanità delle persone con/per cui
interveniamo … «imprevedibili».
Procedura di stimolazione
cognitiva- relazionale
PR 2
Procedura di stimolazione
sensoriale – relazionale
PR 3
Nuove aperture sulle terapie non farmacologiche: musicoterapia e doll therapy
Procedura ehi … ci sono
anche io (propensioni
personali) PR 5
Procedura per disturbi
comportamentali PR 9
Progetti occasionali
intergenerazionali con
più utenze
Progetto occasionale
di biografia e
narrazione
Procedura per la
Pet-therapy PR7
Procedura per la
Psicomotricità PR6
Procedura per le attività
ed eventi socializzanti
PR 1
Procedura per la ginnastica
adattata di gruppo
PR 4
Procedura per
l’accompagnamento alla fede
PR 8
Rifacendosi a più Approcci Teorico-Metodologici:
Validante
Capacitante
Autobiografico
Gentle – care
Globale alla persona e alla famiglia
Intergenerazionale
Culturale e di rete territoriale
Un ampio ventaglio di interventi riabilitativi e/o
conservativi rivolti alla sfera cognitiva, emotiva e
relazionale-comportamentale
AVERE TEMPO PER DEDICARE
ATTENZIONE!
Dobbiamo ricordare di aver a che fare con persone, non
possiamo creare un mansionario troppo stretto, che
specifichi minuto per minuto…
… il rischio è di perdere attenzione e cura
IL TEMPO DELLE ATTENZIONI
Che cosa potrei volere se….
Un invito a riflettere …
Laura Ferro
Dottoressa in Educazione Professionale
Tutor Area Anziani CdL in Educazione Professionale
Università degli studi dell’Insubria
Il vecchio nonno e il nipotino Una fiaba dei fratelli Grimm
«C'era una volta un povero vecchio infermo; le ginocchia gli
tremavano, non vedeva niente‚ sentiva nulla e non aveva più denti.
Quando sedeva a tavola, riusciva a stento a tenere il cucchiaio, sicché‚
versava la minestra sulla tovaglia, e gliene colava anche fuori dalla
bocca. Il figlio e la nuora ne erano disgustati, così il vecchio nonno
dovette finire col sedersi in un angolo dietro la stufa, e gli diedero da
mangiare in una scodellina di terracotta, e, per giunta, in quantità
assai scarsa; ed egli guardava con tristezza verso la tavola e gli occhi
gli si inumidivano. Una volta le sue mani tremanti non riuscirono a
tenere ferma la scodellina che cadde a terra rompendosi. La giovane
donna lo sgridò ma egli non disse nulla e sospirò soltanto. Allora gli
comprarono una scodellina di legno per pochi soldi, e lo fecero
mangiare in quella. Mentre se ne stavano seduti là, il nipotino di
quattro anni metteva insieme delle assicelle per terra. -Che cosa stai
facendo?- gli chiese il padre. -Faccio un piccolo
truogolo- rispose il bambino -perché‚ ci
mangino dentro il babbo e la mamma quando
sarò grande.- Allora il marito e là moglie
stettero a guardarsi per un po' e poi si misero a
piangere; avvicinarono subito il vecchio nonno
al tavolo e da allora in poi lo fecero sempre
mangiare con loro senza dire più nulla anche
quando si sbrodolava un po’».

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"Il tempo delle attenzioni" - Laura Ferro

  • 2. «La malattia d’Alzheimer a volte non viene distinta dalla Demenza di tipo Alzheimer (DAT) con esordio precoce; un’altra malattia a volte confusa con l’Alzheimer è la cosiddetta Demenza di tipo Alzheimer con esordio Tardivo» pag. 26
  • 3. JULIANNE MOORE « … è come se non riuscissi a ritrovare me stessa …»
  • 4. Progetto Reflections Tom Hussey - fotografo americano
  • 5. Riflessione dell’anziano « Ho ottantun anni. Entra. Siediti. Perché non usi un tono di superiorità, come quando ero un bambino? Verifica le mie facoltà mentali. Parlami con una voce infantile. Fammi riempire un modulo. Anzi, meglio, riempilo tu per me. Fammelo solo firmare». «altro tema dolente rispetto alla comunicazione è la diffusa abitudine di adottare nella relazione con l’anziano forme di secondary baby talk, ossia un linguaggio infantilizzato e semplificato che risulta ambivalente e può sottendere atteggiamenti svilenti dell’identità della persona, che portano l’anziano a rinchiudersi in sé»p.14 p.7
  • 6. Attendendo l’operatrice del domiciliare «Per cinque giorni Frank aveva dormito con i vestiti. Non si era lavato e i suoi lunghi capelli bianchi avevano cominciato a somigliare ai dread di un rasta. Aveva appositamente sparso briciole di torta e di biscotti sul tappeto del salotto. Aveva disseminato i dvd sul pavimento, togliendoli dalle custodie e, come ciliegina sulla torta, negli ultimi due giorni non aveva azionato lo sciacquone». Salutando l’operatrice domiciliare «Franck si sorprese di quanto fosse dispiaciuto vedendola ripartire. La casa era più vuota senza di lei. C’era sempre stato quel silenzio di tomba? Accese la televisione per cercare di cancellarlo e far svanire il proprio riflesso». Rispetto, dignità, cura … p.18-21
  • 7. «il contatto empatico apre la porta della comunicazione. Se le nostre emozioni vengono prima di tutto ascoltate e accolte, se percepiamo che viene dato loro valore, la comunicazione migliora … l’ascolto empatico è alla base sia della relazione d’aiuto in generale sia del contatto con l’anziano malorientato o disorientato» pag. 13
  • 9. «Risorsa e strumento tra i più fondamentali dell’agire professionale (contestualizzazione dell’intervento; mansionario; metodologie e procedure …)» «Il più grande nemico del professionista» «Non c’è mai abbastanza tempo per tutto e per tutti»
  • 10. Bisogni/necessità/desideri dell’essere umano Ricerca di se stessi e di relazione Siamo persone, di attenzioni gioiamo e viviamo Siamo persone, ognuno diverso con diverse richieste ed esigenze …
  • 12. BELLA
  • 14. «L’anziano che viene preso in carico, in ambito domestico o comunitario, è spesso considerato come una figura asessuata, infantile, cui non si riconoscono la dignità e il ruolo sociale ricoperto nella precedente vita attiva e come sottolinea Fulcheri, cui non vengono riconosciuti diritti, compreso ad esempio quello della rabbia, come modalità per affermare la propria volontà» p.13 … eppure …
  • 15. Bisogni psicologici Fondamentali e PERSONHOOD – TOM KITWOOD Al centro l’essere persona e la permanenza di una dimensione relazionale, emotiva e sensoriale nella persona con demenza TEORIA DEI SISTEMI MOTIVAZIONALI – JAAK PANKSEPP ATTACCAMENTO E CONCETTI ETOLOGICI CLASSICI (meccanismo innato di messa in azione e di schema fisso d’azione – JOHN BOWLBY PIRAMIDE DEI BISOGNI MASLOW Nuove visioni di cura: -Validation -Terapie non farmacologiche -Approccio Montessoriano -Approccio Snoezelen …
  • 16. Tutti gli operatori con la propria formazione e professionalità collaborando nell’équipe multidisciplinare allargata
  • 17. Servizio Medico/ Infermieristico (Direttore Sanitario, coordinatrice e operatori) Servizio Educativo- Animativo (Coordinatore ed educatrici) Servizio Riabilitativo Fisioterapico Servizio Assistenziale (Coordinatrici ed operatori Fondazione e Cooperativa) Servizio Amministrativo/ Consiglio e Presidenza Servizio Ristorazione Servizio Manutenzione Servizio Lavanderia Servizio Pulizie Volontari Servizio cura del sé (parrucchieri, podologi) Servizio di accompagnamento alla fede CristianaCollaborazione costante di tutti i servizi
  • 18. In particolare al tempo delle attenzioni può rispondere l’educatore CURA Ambiente Chi lo abita • Accoglienza • Gestione e organizzazione degli spazi CASA • Dinamiche relazionali (accoglienza/nuova ruotine/ambientamento/ accompagnamento) • Rielaborazione dell’agire/ del vissuto • Filosofia d’azione ATTENZIONI QUOTIDIANITÀ
  • 19. Agire sull’ambiente? «ci sono fondamentalmente due strade da percorrere per aiutare una persona anziana non autosufficiente a stare meglio: le cure in senso sanitario-riabilitativo, da un lato e l’accudimento finalizzato a costruirle attorno un ambiente supportivo (fisico e relazionale), dall’altro ... Questi due tipi di aiuto andrebbero considerati di pari importanza e dignità» Agire sulla quotidianità «Costruire un ambiente in grado di sostenere la persona significa soprattutto intervenire nella quotidianità: la qualità della vita passa dal significato che assumono i gesti di ogni giorno, e può venire annullata se si finisce per occuparsi solo delle necessità funzionali» pag. 8
  • 20. Esserci per la persona. Non solo per l’appuntamento della terapia o per la visita/attività programmata, non solo nel tempo dell’intervento, ma nella sua quotidianità, nel qui ed ora del suo bisogno/necessità /desiderio.
  • 21. «Non esiste una sola vecchiaia , ma tante vecchiaie» p.13
  • 22. «Personalizzazione, attenzione all’essere e al fare, riconoscimento dell’unicità di ogni storia di vita e di malattia sono aspetti imprescindibili» pag. 6
  • 23. Diversificazione delle procedure d’azione, con specifica ATTENZIONE alle peculiarità della persona, al qui ed ora della situazione. È possibile progettare e pianificare gli interventi settimanali in modo impeccabile, ma così non si tiene conto dell’umanità delle persone con/per cui interveniamo … «imprevedibili». Procedura di stimolazione cognitiva- relazionale PR 2 Procedura di stimolazione sensoriale – relazionale PR 3 Nuove aperture sulle terapie non farmacologiche: musicoterapia e doll therapy Procedura ehi … ci sono anche io (propensioni personali) PR 5 Procedura per disturbi comportamentali PR 9 Progetti occasionali intergenerazionali con più utenze Progetto occasionale di biografia e narrazione Procedura per la Pet-therapy PR7 Procedura per la Psicomotricità PR6 Procedura per le attività ed eventi socializzanti PR 1 Procedura per la ginnastica adattata di gruppo PR 4 Procedura per l’accompagnamento alla fede PR 8
  • 24.
  • 25.
  • 26.
  • 27.
  • 28.
  • 29. Rifacendosi a più Approcci Teorico-Metodologici: Validante Capacitante Autobiografico Gentle – care Globale alla persona e alla famiglia Intergenerazionale Culturale e di rete territoriale Un ampio ventaglio di interventi riabilitativi e/o conservativi rivolti alla sfera cognitiva, emotiva e relazionale-comportamentale
  • 30. AVERE TEMPO PER DEDICARE ATTENZIONE! Dobbiamo ricordare di aver a che fare con persone, non possiamo creare un mansionario troppo stretto, che specifichi minuto per minuto… … il rischio è di perdere attenzione e cura IL TEMPO DELLE ATTENZIONI
  • 31. Che cosa potrei volere se…. Un invito a riflettere … Laura Ferro Dottoressa in Educazione Professionale Tutor Area Anziani CdL in Educazione Professionale Università degli studi dell’Insubria
  • 32. Il vecchio nonno e il nipotino Una fiaba dei fratelli Grimm «C'era una volta un povero vecchio infermo; le ginocchia gli tremavano, non vedeva niente‚ sentiva nulla e non aveva più denti. Quando sedeva a tavola, riusciva a stento a tenere il cucchiaio, sicché‚ versava la minestra sulla tovaglia, e gliene colava anche fuori dalla bocca. Il figlio e la nuora ne erano disgustati, così il vecchio nonno dovette finire col sedersi in un angolo dietro la stufa, e gli diedero da mangiare in una scodellina di terracotta, e, per giunta, in quantità assai scarsa; ed egli guardava con tristezza verso la tavola e gli occhi gli si inumidivano. Una volta le sue mani tremanti non riuscirono a tenere ferma la scodellina che cadde a terra rompendosi. La giovane donna lo sgridò ma egli non disse nulla e sospirò soltanto. Allora gli comprarono una scodellina di legno per pochi soldi, e lo fecero mangiare in quella. Mentre se ne stavano seduti là, il nipotino di quattro anni metteva insieme delle assicelle per terra. -Che cosa stai facendo?- gli chiese il padre. -Faccio un piccolo truogolo- rispose il bambino -perché‚ ci mangino dentro il babbo e la mamma quando sarò grande.- Allora il marito e là moglie stettero a guardarsi per un po' e poi si misero a piangere; avvicinarono subito il vecchio nonno al tavolo e da allora in poi lo fecero sempre mangiare con loro senza dire più nulla anche quando si sbrodolava un po’».

Editor's Notes

  1. Eternamente giovani Nel progetto Reflections, il fotografo americano Tom Hussey ritrae donne e uomini anziani malati di Alzheimer, che guardandosi allo specchio si vedono ringiovanire Quando la donna si guarda allo specchio, non vede un’anziana con le rughe e i capelli bianchi: il riflesso è quello di una bella infermiera. La donna si vede più giovane di almeno cinquant’anni. La serie fotografica è stata usata per la campagna pubblicitaria dell’azienda farmaceutica Novartist, per l’Exelon Patch, un cerotto terapeutico usato per il trattamento di forme moderate di Alzheimer. Nel 2010 il progetto vinse il Communication Arts Photography, concorso internazionale che ogni anno premia i progetti fotografici più creativi.
  2. Infantilizzare (primo scritto) non è creare un legame (terzo scritto)
  3. Tempo+ attenzioni = CURA … curare le persone, aver cura delle persone
  4. Educatore non
  5. AGIRE/INTERVENIRE NELLA QUOTIDIANITà IN CUI ABITA L’INDIVIDUO RISPONDERE AL BISOGNO ESPRESSO CONVOGLIANDOLO VERSO UN AGIRE SIGNIFICATIVO (HA SENSO SIGNIFICARE E PROFESSIONALIZZARE TUTTO? È FORSE Più SIGNIFICATIVO ESSERCI E STARE NEL MOMENTO DI CONFUSIONE E PROBLEMATICITà O NEL MOMENTO DI DIVERTIMENTO E SPENSIERATEZZA?