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Finanza, Banche e risparmiatori: come
proteggere i nostri soldi nel 2016 ?
Una conversazione con il Dr. Giuseppe Antonino ROMEO
Università Popolare di Polignano a Mare
12 Gennaio 2016 - UNITRE
Polignano a Mare, 12 gennaio 2016
INTERVENTO
© AD 2016 - Dr. Giuseppe Antonino Prof. ROMEO
Consulente Finanziario e di Investimento – Formatore & Docente
Studio
INFORMAZIONE, EDUCAZIONE
& CONOSCENZA:
Le basi per una moderna ed attuale
Educazione Economico Finanziaria
& Partners
1° Salone del Risparmio: AD 2010
Nel 2010 si apriva a Milano la 1°edizione del “Salone del
Risparmio” alla quale partecipavo nella mia qualità di
Consulente Finanziario per la Famiglia e l’Azienda.
Ricordo che quella manifestazione- divenuta sempre più
importante con il passare degli anni- si apriva con il
motto “Risparmiare meglio”.
Il mondo dei “PROFESSIONISTI della CONSULENZA ECONOMICO-
FINANZIARIA” manifestava perciò apertamente – fin dalle
origini di quella che oggi è senz’altro una delle rassegne nazionali
più importanti per “gli addetti ai lavori”- la volontà di aiutare le
persone,le famiglie e le Imprese a gestire al meglio il
RISPARMIO, i FLUSSI FINANZIARI e gli INVESTIMENTI.
91°Giornata Mondiale del Risparmio: AD 2015
Il 28 Ottobre scorso, presso il Palazzo della Cancelleria a Roma,
veniva celebrata la giornata mondiale del Risparmio,
organizzata dall’ A.C.R.I.
Ricordo che nel messaggio del Presidente della Repubblica
Sergio Mattarella si è precisato come (…)” il risparmio
rappresenta una risorsa preziosa sia per il bilancio delle
famiglie , sia per il finanziamento delle attività delle imprese,
sia-infine- per il sostegno delle attività per le quali lo STATO
ritiene di indebitarsi sul Mercato (…)” .
Poi l’autorevole messaggio ricordava anche che (…) la sua difesa
e promozione (ndr, del RISPARMIO, cioè) è tra le finalità
tutelate dalla Repubblica Italiana.
La Costituzione Italiana
Art. 47
“ La Repubblica incoraggia e tutela
il risparmio in tutte le sue forme;
disciplina, coordina e controlla
l'esercizio del credito.
Favorisce l'accesso del risparmio
popolare alla proprietà
dell'abitazione, alla proprietà
diretta coltivatrice e al diretto e
indiretto investimento azionario nei
grandi complessi produttivi del
Paese.”
Come difenderci? Quali leve agire?
E’ bene abituarsi a “convivere con la crisi e le crisi ”.
Cominciare a considerare che le Banche possono essere non del
tutto sicure, significa semplicemente considerare la possibilità
che un’AZIENDA PRIVATA possa FALLIRE.
Esattamente come può avvenire per una SIM, per una SGR, per
una FINANZIARIA, per una Compagnia di ASSICURAZIONE ed
in genere per qualunque INTERMEDIARIO ABILITATO.
Si ritiene, infatti, che sia etico e conveniente che non sia più
opportuno che si scarichi sulla collettività (bail-out) il rischio di
insolvenza da parte di questi soggetti.
Soggetti autorizzati all’esercizio dell’attività di impresa e vigilati
dalle varie Autority, prime tra tutte BANCA d’ITALIA e
CONSOB- che di recente una norma europea ha indotto ad
ad auto-risanarsi (ndr, dall’interno, cd.tto bail-in) contando
esclusivamente sulle “Risorse interne disponibili”.
Polignano a Mare, 12 gennaio 2016
INTERVENTO
© AD 2016 - Dr. Giuseppe Antonino Prof. ROMEO
Consulente Finanziario e di Investimento – Formatore & Docente
Studio
Una prima
“alfabetizzazione”:
Cosa non si può non sapere al
giorno d’oggi
& Partners
La pianificazione Finanziaria
La pianificazione finanziaria è uno strumento che
consente alle famiglie, date le risorse
finanziarie a disposizione, di realizzare nella
maniera più efficiente possibile i propri obiettivi
vitali.
E’ una vera e propria attività a carattere
fortemente personale che richiede dedizione per la
sua programmazione ed esecuzione.
Una buona pianificazione si basa sull’analisi della
situazione patrimoniale, economica e finanziaria
della famiglia, inserita in un contesto.
La famiglia è un soggetto economico e deve essere guidata come
un’ azienda per quanto riguarda l’aspetto della gestione delle proprie
risorse.
Al pari di una azienda, infatti, può capitare che essa debba affrontare nel
tempo situazioni di difficoltà economica.
Occorre saper individuare le cause dei momenti di vera e propria
"criticità” per poterli evitare nel futuro divenire della vita, personale e
familiare.
Una programmazione, seppure minima, dei flussi di denaro
in entrata e in uscita può evitare, insomma, spiacevoli sorprese!
E’ quindi importante imparare ad amministrare consapevolmente le risorse
di cui si dispone, tendo sotto controllo i flussi attivi e passivi (entrate ed
uscite, insomma!).
La pianificazione Finanziaria
Il graduale e progressivo trasferimento del rischio dallo Stato e
dal Datore di Lavoro alle famiglie ha fatto sì che:
1. Le famiglie devono provvedere alla propria sicurezza
finanziaria
2. Le famiglie devono decidere l’ammontare e l’allocazione
della ricchezza pensionistica
Così come, per quanto attiene alle scelte relative ai “Bisogni e/o
Necessità di Risparmio e/o di Investimento e/o di Impiego , le
famiglie debbano sempre più essere capaci di prendere decisioni:
A. che riguardano Mercati Finanziari complessi
B. che ciclicamente sono in crisi
L’aumento della
“responsabilità” individuale
La pianificazione finanziaria è sicuramente
diventata molto più importante rispetto al
passato.
Due primarie conseguenze:
Spetta alle famiglie calcolare, ad esempio,
quanto risparmiare per la pensione e/o
quanto indebitarsi per un mutuo-casa;
Le conseguenze di una cattiva
pianificazione o di investimenti errati
possono essere devastanti. L’odierna
complessità impone che ogni Famiglia si
affidi ad un “ADVISOR” (cioè ad un
Consulente Finanziario, possibilmente
“Indipendente”)
Nonostante ci siano grandi vantaggi a pianificare,
pochi lo fanno. Perchè?...Ecco alcuni motivi:
 Bassa alfabetizzazione finanziaria
 Complessità delle decisioni finanziarie in una
epoca con troppa informazione
 Disciplina limitata alla soluzione di “Esigenze
Spot”, non inserite in un quadro complessivo e
ragionato
Perchè le famiglie non
pianificano?
La conoscenza finanziaria in Italia
 Il 33% degli italiani non sa fare il seguente calcolo:
“Lei ha € 100 sul suo c/c ed il tasso e’ 1%. Quanto pensa che
avrà fra 5 anni?”
 Circa il 55% degli italiani non sa identificare correttamente e con
semplicità quali siano gli effetti dell’inflazione.
 Quasi un italiano su due non è in grado di distinguere il diverso
livello di rischio dei due strumenti finanziari tra i più diffusi e
conosciuti nei mercati:
1. OBBLIGAZIONI (ad es., BOT e/o BTP)
2. AZIONI
(Fonte: Ricerca ICF - PattiChiari con lo Studio Ambrosetti)
L’ alfabetizzazione finanziaria
Dalla mancanza di alfabetizzazione finanziaria derivano,
quantomeno, due importanti conseguenze:
Chi non sa, si indebita di piu’del necessario
Chi non sa, commette sicuramente degli errori
Le persone con bassa
alfabetizzazione
finanziaria tendono a
non rifinanziare i mutui
quando i tassi di
interesse scendono
molto
Le persone con bassa alfabetizzazione
finanziaria tendono a prendere mutui – quindi
ad impegnarsi finanziariamente- con alti tassi
di interesse ed a condizioni svantaggiose
L’alfabetizzazione finanziaria ed gli “impegni”…!
Alto indebitamento e
prestiti ad alti costi
Investimenti
inadeguati,
ad esempio
nessuna
azione nel
portafoglio
Poca (e probabilmente inadeguata)
accumulazione di ricchezza
I “costi dell’ignoranza”
La consulenza finanziaria diventa ancora più
importante in presenza di bassa conoscenza
finanziaria
Porta con sè una grande
rivoluzione
deontologica:
 Occorrono strumenti di
comunicazione
comprensibili alle
famiglie
 Occorre chiarire le
responsabilità
La consulenza finanziaria
Il consulente finanziario dovrebbe essere come il medico di
famiglia.
Egli deve:
1. Conoscere la nostra storia
2. Aiutarci a prevenire
3. Fornirci una diagnosi
4. Individuare la terapia
5. Monitorare la terapia
6. Aiutarci a stare bene
7. …
Il consulente come il medico
Dove crea valore il consulente?
Aiutando la famiglia e la persona (!!!) nella pianificazione
finanziaria
Come? Ad esempio:
I. Occorre fare i calcoli
II. Occorre fare scenari per il futuro
III. Occorre sfruttare le incredibili opportunità che offrono i mercati
finanziari
IV. Occorre sapere ricercare e scegliere le forme di “impiego” ed
“impegno” finanziario più adeguate e convenienti
V. …..etc,etc,etc…
Il valore della consulenza
Keynes (1932) scrisse che
gli sarebbe molto piaciuto
se in un futuro prossimo
gli economisti-consulenti
fossero considerati….
(…)“persone umili e
competenti, un pò
come i dentisti”(…)
Come dovrebbero essere i consulenti?
E’ utile fare educazione finanziaria?
 Domanda inutile.
Non c’è alternativa alla alfabetizzazione finanziaria!
 Come nel passato non si poteva pensare di poter
vivere nella società moderna senza saper leggere e
scrivere, così oggi occorre sapere “l’abc finanziario”
 E’ importante aumentare il capitale umano oltre al
capitale finanziario
Educazione finanziaria
1. Collegare l’educazione economico-finanziaria ai
principali eventi del ciclo della vita…
un nuovo lavoro
acquisto della prima casa
nascita dei figli
 eredità/donazione/passaggio generazionale
2. Inserire l’educazione finanziaria in ciò che la gente
fa normalmente con piacere, oltre che per dovere…
Video giochi
Scuola
Sport
Cinema/televisione
Cosa fare, allora?
Se, infatti, l’attività della pianificazione finanziaria consiste nella
programmazione dei flussi finanziari - indirizzando i saldi finanziari
positivi, laddove esistenti, verso modalità atte alla soddisfazione dei
propri bisogni, occorre tenere conto SEMPRE E COMUNQUE, di
alcuni fattori di valutazione “ex-ante”, quali -tra gli altri- il profilo di
rischio e l’orizzonte temporale di riferimento di chi impiega il
risparmio e/o effettua l’investimento o si indebita.
Cosa fare e come fare?
Errori da evitare…!!!
 Adottare programmi che non tengano conto della grandi
differenze che esistono nella popolazione
 Non riconoscere che molti non sanno “di non sapere”
 Non riconoscere che anche I cd.tti “esperti” hanno bisogno di
aggiornare le loro conoscenze
 Pensare che si possa risolvere il problema della mancanza di
alfabetizzazione con un seminario di 1 ora … o poco più!
Polignano a Mare, 12 gennaio 2016
INTERVENTO
© AD 2016 - Dr. Giuseppe Antonino Prof. ROMEO
Consulente Finanziario e di Investimento – Formatore & Docente
Studio
Una prima “alfabetizzazione”:
4 CONCETTI FONDAMENTALI
& Partners
Per iniziare ad affrontare il problema della pianificazione
finanziaria è necessario dunque partire dalla
comprensione delle RISORSE DISPONIBILI.
Il punto di partenza di ogni attività di pianificazione
finanziaria,infatti, consiste nell’analisi delle condizioni
dell’ambiente nel quale si opera( ad. Es., la Famiglia, la
Persona, l’ Azienda) e delle risorse disponibili.
Nel nostro caso,quindi, il Consulente ha prima di tutto il
compito di individuare i redditi, i consumi, il risparmio
ed il patrimonio.
Partiamo, pertanto, dal concetto di RISPARMIO
IL PUNTO DI PARTENZA
Il risparmio, in economia, è la quota del reddito di persone, imprese o
istituzioni che non viene spesa nel periodo in cui il reddito è percepito,
ma è accantonato per fare fronte ad un “bisogno” futuro.
Risparmio e consumi sono le due componenti del reddito
disponibile.
RISPARMIO = REDDITO DISPONIBILE – CONSUMI
Nella finanza personale, il risparmio corrisponde all’accantonamento del
denaro per usi futuri (risparmio precauzionale, per creare ad esempio
un fondo di emergenza, per l'acquisto di beni durevoli come una casa o
un'auto) o in previsione di spese future, nonostante la possibilità che
l'inflazione ne eroda il valore reale.
IL RUOLO DEL RISPARMIO
Risparmio, Investimento, saldo
finanziario
Risparmio è quella parte del reddito delle famiglie che non
viene spesa per acquistare beni e servizi di consumo
Investimento è la spesa per l’acquisto di beni capitali (beni
strumentali), effettuata dalle famiglie e dalle imprese.
Non tutto il reddito viene consumato o è sufficiente: la
quantità di risparmio può essere rispettivamente in
eccesso oppure insufficiente rispetto alle decisioni di
investimento.
La differenza fra quanto risparmiato e quanto investito è
il saldo finanziario
I redditi dipendono dall’insieme delle entrate (monetarie ed “in
natura”) conseguite in un dato periodo di tempo. Possonon derivare
dall’attività lavorativa, oppure dalle cd.tte “rendite”, e/o anche dagli interessi
prodotti da un capitale finanziario . Il reddito, pertanto, è definibile come
l’insieme delle attività di cui si dispone e rappresenta un “flusso attivo”.
Se guardiamo al reddito da lavoro, ad esempio, un aspetto importante di
pianificazione finanziaria potrebbe riguardare l’analisi della situazione
previdenziale.
Compito del Consulente Finanziario è individuare il cd.tto “gap pensionistico”;
una volta determinatolo, si può professionalmente mantenere inalterato il
tenore di vita che l’interessato ha condotto in età lavorativa , riproducendolo
nel suo ammontare anche durante la fase di quiescenza.
Per l’ottenimento di questo risultato, ad esempio, occorre calcolare l’ammontare
di risorse necessarie da accantonare “ex ante”per il fine desiderato.
I REDDITI (LE ENTRATE)
L’insieme delle ATTIVITA’ meno l’insieme dei DEBITI di una Famiglia
individua il suo PATRIMONIO NETTO
Capire com’è suddiviso (assets class) e diversificato il patrimonio serve a verificare se
l’assetto attuale, ad esempio, del Patrimonio è adatto a soddisfare/garantire gli
obiettivi futuri o se, invece, necessita di una revisione.
Sarà utile, ad es., esaminare:
1) se il patrimonio è sufficientemente diversificato,oppure se si corrono troppi rischi
perchè, ad esempio, è concentrato in una singola categoria di attività( ad esempio
immobiliare);
2)classificare i beni in base alla loro liquidabilità è utile per capire la capacità di
fronteggiare le spese impreviste di una certa importanza.
Inoltre, ai fini fiscali, occorre avere ben chiaro com’è distribuita l’intestazione dei beni
di famiglia e qual’è il loro trattamento fiscale in realzione alle imposte, sia quelle
“dirette” che di successione.
IL PATRIMONIO: composizione ed equilibri
Polignano a Mare, 12 gennaio 2016
INTERVENTO
© AD 2016 - Dr. Giuseppe Antonino Prof. ROMEO
Consulente Finanziario e di Investimento – Formatore & Docente
Studio
CONCLUSIONI
& Partners
La gente va in Banca e/o dal Promotore Finanziario – che è già qualcos’altro,
rispetto alla Banca- per “sistemare” i propri soldi….continua, cioè, a fidarsi ed
affidarsi!
Ma quanti saranno oggi veramente gli esperti del settore finanziario che sanno
veramente assistere le persone, le Famiglie e le Imprese nelle loro scelte di
Investimento, Risparmio, Protezione, Previdenza, Reperibilità ed economicità
delle fonti di finanziamento, corretta misurazione dei Fabbisogni, Adeguato
livello di Indebitamento,Pianificazione Fiscale e Tributaria?
MOLTO POCHI, A NOSTRO AVVISO!!!
Ma è vero anche che la pianificazione finanziaria non può essere ridotta ad una
mera “asset allocation”, come vorrebbe certa INDUSTRIA DEL RISPARMIO
Come dire:-” Ho questo “profilo di rischio” e questo “orizzonte temporale
d’investimento”, questa “esperienza e conoscenza”,etc.. per cui…vedi di
sistemarmi Tu (Banca, Promotore, etc…) I miei soldi nella maniera
migliore!”…
PIANIFICAZIONE FINANZIARIA: oltre una mera ASSET ALLOCATION
In effetti, se un processo di corretta pianificazione
finanziaria si concretizza nell’individuazione dei bisogni , delle risorse necessarie
adeguate per provvedervi ed, infine, degli obiettivi da raggiungere occorrerà
operare per realizzare quegli obiettivi nella maniera più efficiente possibile,
date le risorse disponibili ed ogni altra variabile da considerare!
Ragion per cui non potrà esistere un ”unico” profilo di rischio ed un
“unico” orizzonte temporale di investimento, buoni per tutte le stagioni!
Infatti il profilo di rischio dell’investitore cambia nel tempo(età, condizioni, etc…)
ma cambia anche ”nello spazio”(stop loss, quantità, mix degli
investimenti) ed è quindi vario e variabile.
Esattamente come di orizzonte temporale non ce n’è uno solo, ma sicuramente
tanti quanti sono gli obiettivi da realizzare (ad es, capitale per il figlio che
studia, pensione integrativa per chi lavora, profittabilità del gruzzoletto da
impiegare per comprare tra tre anni la macchina , l’accantonamento per spese
sanitarie crescenti al crescere dell’età, costituzione del capitale necessario per
l’acquisto di una casa, etc…)
SAPER fare una PIANIFICAZIONE Finanziaria: andare oltre i metodi noti
Ricordo che un mio Maestro, a proposito dell’esigenza e dell’urgenza di favorire la
cultura della PIANIFICAZIONE FINANZIARIA in Italia, già diversi anni addietro
così si esprimeva:
”-La cosa che trovo più grave è la mancata comprensione dell’opportunità di
diversificare anche perché è contraria ad un elementare buon senso che usiamo per
mangiare, per vestirci, e così via di seguito.
Questo attuale livello di conoscenza dei principi base della finanza da parte della
popolazione italiana consente ad un industria finanziaria con pochi scrupoli di
collocare strumenti strutturati complessi a solo vantaggio del collocatore.
E’ evidentemente difficile, se non impossibile, procedere ad una corretta
pianificazione finanziaria con questo scarso livello di conoscenza.
Serve una adeguata “Educazione Economico-Finanziaria”.
Dr. Pasquale Prof. MAIONE
1998- Bari
La Cultura della Pianificazione finanziaria e l’Educazione finanziaria
E’ necessario che il mondo della
SCUOLA prenda finalmente atto
della necessità di introdurre
quale disciplina di istruzione
autonoma l’educazione
Economico-Finanziaria in ITALIA.
GRAZIE PER LA VOSTRA ATTENZIONE!!!
Giuseppe Antonino ROMEO
Università Popolare di Polignano a Mare
12 Gennaio 2016 - UNITRE

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  • 1. Finanza, Banche e risparmiatori: come proteggere i nostri soldi nel 2016 ? Una conversazione con il Dr. Giuseppe Antonino ROMEO Università Popolare di Polignano a Mare 12 Gennaio 2016 - UNITRE
  • 2. Polignano a Mare, 12 gennaio 2016 INTERVENTO © AD 2016 - Dr. Giuseppe Antonino Prof. ROMEO Consulente Finanziario e di Investimento – Formatore & Docente Studio INFORMAZIONE, EDUCAZIONE & CONOSCENZA: Le basi per una moderna ed attuale Educazione Economico Finanziaria & Partners
  • 3. 1° Salone del Risparmio: AD 2010 Nel 2010 si apriva a Milano la 1°edizione del “Salone del Risparmio” alla quale partecipavo nella mia qualità di Consulente Finanziario per la Famiglia e l’Azienda. Ricordo che quella manifestazione- divenuta sempre più importante con il passare degli anni- si apriva con il motto “Risparmiare meglio”. Il mondo dei “PROFESSIONISTI della CONSULENZA ECONOMICO- FINANZIARIA” manifestava perciò apertamente – fin dalle origini di quella che oggi è senz’altro una delle rassegne nazionali più importanti per “gli addetti ai lavori”- la volontà di aiutare le persone,le famiglie e le Imprese a gestire al meglio il RISPARMIO, i FLUSSI FINANZIARI e gli INVESTIMENTI.
  • 4. 91°Giornata Mondiale del Risparmio: AD 2015 Il 28 Ottobre scorso, presso il Palazzo della Cancelleria a Roma, veniva celebrata la giornata mondiale del Risparmio, organizzata dall’ A.C.R.I. Ricordo che nel messaggio del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella si è precisato come (…)” il risparmio rappresenta una risorsa preziosa sia per il bilancio delle famiglie , sia per il finanziamento delle attività delle imprese, sia-infine- per il sostegno delle attività per le quali lo STATO ritiene di indebitarsi sul Mercato (…)” . Poi l’autorevole messaggio ricordava anche che (…) la sua difesa e promozione (ndr, del RISPARMIO, cioè) è tra le finalità tutelate dalla Repubblica Italiana.
  • 5. La Costituzione Italiana Art. 47 “ La Repubblica incoraggia e tutela il risparmio in tutte le sue forme; disciplina, coordina e controlla l'esercizio del credito. Favorisce l'accesso del risparmio popolare alla proprietà dell'abitazione, alla proprietà diretta coltivatrice e al diretto e indiretto investimento azionario nei grandi complessi produttivi del Paese.”
  • 6.
  • 7.
  • 8. Come difenderci? Quali leve agire? E’ bene abituarsi a “convivere con la crisi e le crisi ”. Cominciare a considerare che le Banche possono essere non del tutto sicure, significa semplicemente considerare la possibilità che un’AZIENDA PRIVATA possa FALLIRE. Esattamente come può avvenire per una SIM, per una SGR, per una FINANZIARIA, per una Compagnia di ASSICURAZIONE ed in genere per qualunque INTERMEDIARIO ABILITATO. Si ritiene, infatti, che sia etico e conveniente che non sia più opportuno che si scarichi sulla collettività (bail-out) il rischio di insolvenza da parte di questi soggetti. Soggetti autorizzati all’esercizio dell’attività di impresa e vigilati dalle varie Autority, prime tra tutte BANCA d’ITALIA e CONSOB- che di recente una norma europea ha indotto ad ad auto-risanarsi (ndr, dall’interno, cd.tto bail-in) contando esclusivamente sulle “Risorse interne disponibili”.
  • 9.
  • 10. Polignano a Mare, 12 gennaio 2016 INTERVENTO © AD 2016 - Dr. Giuseppe Antonino Prof. ROMEO Consulente Finanziario e di Investimento – Formatore & Docente Studio Una prima “alfabetizzazione”: Cosa non si può non sapere al giorno d’oggi & Partners
  • 11. La pianificazione Finanziaria La pianificazione finanziaria è uno strumento che consente alle famiglie, date le risorse finanziarie a disposizione, di realizzare nella maniera più efficiente possibile i propri obiettivi vitali. E’ una vera e propria attività a carattere fortemente personale che richiede dedizione per la sua programmazione ed esecuzione. Una buona pianificazione si basa sull’analisi della situazione patrimoniale, economica e finanziaria della famiglia, inserita in un contesto.
  • 12. La famiglia è un soggetto economico e deve essere guidata come un’ azienda per quanto riguarda l’aspetto della gestione delle proprie risorse. Al pari di una azienda, infatti, può capitare che essa debba affrontare nel tempo situazioni di difficoltà economica. Occorre saper individuare le cause dei momenti di vera e propria "criticità” per poterli evitare nel futuro divenire della vita, personale e familiare. Una programmazione, seppure minima, dei flussi di denaro in entrata e in uscita può evitare, insomma, spiacevoli sorprese! E’ quindi importante imparare ad amministrare consapevolmente le risorse di cui si dispone, tendo sotto controllo i flussi attivi e passivi (entrate ed uscite, insomma!). La pianificazione Finanziaria
  • 13. Il graduale e progressivo trasferimento del rischio dallo Stato e dal Datore di Lavoro alle famiglie ha fatto sì che: 1. Le famiglie devono provvedere alla propria sicurezza finanziaria 2. Le famiglie devono decidere l’ammontare e l’allocazione della ricchezza pensionistica Così come, per quanto attiene alle scelte relative ai “Bisogni e/o Necessità di Risparmio e/o di Investimento e/o di Impiego , le famiglie debbano sempre più essere capaci di prendere decisioni: A. che riguardano Mercati Finanziari complessi B. che ciclicamente sono in crisi L’aumento della “responsabilità” individuale
  • 14. La pianificazione finanziaria è sicuramente diventata molto più importante rispetto al passato. Due primarie conseguenze: Spetta alle famiglie calcolare, ad esempio, quanto risparmiare per la pensione e/o quanto indebitarsi per un mutuo-casa; Le conseguenze di una cattiva pianificazione o di investimenti errati possono essere devastanti. L’odierna complessità impone che ogni Famiglia si affidi ad un “ADVISOR” (cioè ad un Consulente Finanziario, possibilmente “Indipendente”)
  • 15. Nonostante ci siano grandi vantaggi a pianificare, pochi lo fanno. Perchè?...Ecco alcuni motivi:  Bassa alfabetizzazione finanziaria  Complessità delle decisioni finanziarie in una epoca con troppa informazione  Disciplina limitata alla soluzione di “Esigenze Spot”, non inserite in un quadro complessivo e ragionato Perchè le famiglie non pianificano?
  • 16. La conoscenza finanziaria in Italia  Il 33% degli italiani non sa fare il seguente calcolo: “Lei ha € 100 sul suo c/c ed il tasso e’ 1%. Quanto pensa che avrà fra 5 anni?”  Circa il 55% degli italiani non sa identificare correttamente e con semplicità quali siano gli effetti dell’inflazione.  Quasi un italiano su due non è in grado di distinguere il diverso livello di rischio dei due strumenti finanziari tra i più diffusi e conosciuti nei mercati: 1. OBBLIGAZIONI (ad es., BOT e/o BTP) 2. AZIONI (Fonte: Ricerca ICF - PattiChiari con lo Studio Ambrosetti)
  • 17. L’ alfabetizzazione finanziaria Dalla mancanza di alfabetizzazione finanziaria derivano, quantomeno, due importanti conseguenze: Chi non sa, si indebita di piu’del necessario Chi non sa, commette sicuramente degli errori
  • 18. Le persone con bassa alfabetizzazione finanziaria tendono a non rifinanziare i mutui quando i tassi di interesse scendono molto Le persone con bassa alfabetizzazione finanziaria tendono a prendere mutui – quindi ad impegnarsi finanziariamente- con alti tassi di interesse ed a condizioni svantaggiose L’alfabetizzazione finanziaria ed gli “impegni”…!
  • 19. Alto indebitamento e prestiti ad alti costi Investimenti inadeguati, ad esempio nessuna azione nel portafoglio Poca (e probabilmente inadeguata) accumulazione di ricchezza I “costi dell’ignoranza”
  • 20. La consulenza finanziaria diventa ancora più importante in presenza di bassa conoscenza finanziaria Porta con sè una grande rivoluzione deontologica:  Occorrono strumenti di comunicazione comprensibili alle famiglie  Occorre chiarire le responsabilità La consulenza finanziaria
  • 21. Il consulente finanziario dovrebbe essere come il medico di famiglia. Egli deve: 1. Conoscere la nostra storia 2. Aiutarci a prevenire 3. Fornirci una diagnosi 4. Individuare la terapia 5. Monitorare la terapia 6. Aiutarci a stare bene 7. … Il consulente come il medico
  • 22. Dove crea valore il consulente? Aiutando la famiglia e la persona (!!!) nella pianificazione finanziaria Come? Ad esempio: I. Occorre fare i calcoli II. Occorre fare scenari per il futuro III. Occorre sfruttare le incredibili opportunità che offrono i mercati finanziari IV. Occorre sapere ricercare e scegliere le forme di “impiego” ed “impegno” finanziario più adeguate e convenienti V. …..etc,etc,etc… Il valore della consulenza
  • 23. Keynes (1932) scrisse che gli sarebbe molto piaciuto se in un futuro prossimo gli economisti-consulenti fossero considerati…. (…)“persone umili e competenti, un pò come i dentisti”(…) Come dovrebbero essere i consulenti?
  • 24. E’ utile fare educazione finanziaria?  Domanda inutile. Non c’è alternativa alla alfabetizzazione finanziaria!  Come nel passato non si poteva pensare di poter vivere nella società moderna senza saper leggere e scrivere, così oggi occorre sapere “l’abc finanziario”  E’ importante aumentare il capitale umano oltre al capitale finanziario Educazione finanziaria
  • 25. 1. Collegare l’educazione economico-finanziaria ai principali eventi del ciclo della vita… un nuovo lavoro acquisto della prima casa nascita dei figli  eredità/donazione/passaggio generazionale 2. Inserire l’educazione finanziaria in ciò che la gente fa normalmente con piacere, oltre che per dovere… Video giochi Scuola Sport Cinema/televisione Cosa fare, allora?
  • 26. Se, infatti, l’attività della pianificazione finanziaria consiste nella programmazione dei flussi finanziari - indirizzando i saldi finanziari positivi, laddove esistenti, verso modalità atte alla soddisfazione dei propri bisogni, occorre tenere conto SEMPRE E COMUNQUE, di alcuni fattori di valutazione “ex-ante”, quali -tra gli altri- il profilo di rischio e l’orizzonte temporale di riferimento di chi impiega il risparmio e/o effettua l’investimento o si indebita. Cosa fare e come fare? Errori da evitare…!!!  Adottare programmi che non tengano conto della grandi differenze che esistono nella popolazione  Non riconoscere che molti non sanno “di non sapere”  Non riconoscere che anche I cd.tti “esperti” hanno bisogno di aggiornare le loro conoscenze  Pensare che si possa risolvere il problema della mancanza di alfabetizzazione con un seminario di 1 ora … o poco più!
  • 27. Polignano a Mare, 12 gennaio 2016 INTERVENTO © AD 2016 - Dr. Giuseppe Antonino Prof. ROMEO Consulente Finanziario e di Investimento – Formatore & Docente Studio Una prima “alfabetizzazione”: 4 CONCETTI FONDAMENTALI & Partners
  • 28. Per iniziare ad affrontare il problema della pianificazione finanziaria è necessario dunque partire dalla comprensione delle RISORSE DISPONIBILI. Il punto di partenza di ogni attività di pianificazione finanziaria,infatti, consiste nell’analisi delle condizioni dell’ambiente nel quale si opera( ad. Es., la Famiglia, la Persona, l’ Azienda) e delle risorse disponibili. Nel nostro caso,quindi, il Consulente ha prima di tutto il compito di individuare i redditi, i consumi, il risparmio ed il patrimonio. Partiamo, pertanto, dal concetto di RISPARMIO IL PUNTO DI PARTENZA
  • 29. Il risparmio, in economia, è la quota del reddito di persone, imprese o istituzioni che non viene spesa nel periodo in cui il reddito è percepito, ma è accantonato per fare fronte ad un “bisogno” futuro. Risparmio e consumi sono le due componenti del reddito disponibile. RISPARMIO = REDDITO DISPONIBILE – CONSUMI Nella finanza personale, il risparmio corrisponde all’accantonamento del denaro per usi futuri (risparmio precauzionale, per creare ad esempio un fondo di emergenza, per l'acquisto di beni durevoli come una casa o un'auto) o in previsione di spese future, nonostante la possibilità che l'inflazione ne eroda il valore reale. IL RUOLO DEL RISPARMIO
  • 30. Risparmio, Investimento, saldo finanziario Risparmio è quella parte del reddito delle famiglie che non viene spesa per acquistare beni e servizi di consumo Investimento è la spesa per l’acquisto di beni capitali (beni strumentali), effettuata dalle famiglie e dalle imprese. Non tutto il reddito viene consumato o è sufficiente: la quantità di risparmio può essere rispettivamente in eccesso oppure insufficiente rispetto alle decisioni di investimento. La differenza fra quanto risparmiato e quanto investito è il saldo finanziario
  • 31. I redditi dipendono dall’insieme delle entrate (monetarie ed “in natura”) conseguite in un dato periodo di tempo. Possonon derivare dall’attività lavorativa, oppure dalle cd.tte “rendite”, e/o anche dagli interessi prodotti da un capitale finanziario . Il reddito, pertanto, è definibile come l’insieme delle attività di cui si dispone e rappresenta un “flusso attivo”. Se guardiamo al reddito da lavoro, ad esempio, un aspetto importante di pianificazione finanziaria potrebbe riguardare l’analisi della situazione previdenziale. Compito del Consulente Finanziario è individuare il cd.tto “gap pensionistico”; una volta determinatolo, si può professionalmente mantenere inalterato il tenore di vita che l’interessato ha condotto in età lavorativa , riproducendolo nel suo ammontare anche durante la fase di quiescenza. Per l’ottenimento di questo risultato, ad esempio, occorre calcolare l’ammontare di risorse necessarie da accantonare “ex ante”per il fine desiderato. I REDDITI (LE ENTRATE)
  • 32. L’insieme delle ATTIVITA’ meno l’insieme dei DEBITI di una Famiglia individua il suo PATRIMONIO NETTO Capire com’è suddiviso (assets class) e diversificato il patrimonio serve a verificare se l’assetto attuale, ad esempio, del Patrimonio è adatto a soddisfare/garantire gli obiettivi futuri o se, invece, necessita di una revisione. Sarà utile, ad es., esaminare: 1) se il patrimonio è sufficientemente diversificato,oppure se si corrono troppi rischi perchè, ad esempio, è concentrato in una singola categoria di attività( ad esempio immobiliare); 2)classificare i beni in base alla loro liquidabilità è utile per capire la capacità di fronteggiare le spese impreviste di una certa importanza. Inoltre, ai fini fiscali, occorre avere ben chiaro com’è distribuita l’intestazione dei beni di famiglia e qual’è il loro trattamento fiscale in realzione alle imposte, sia quelle “dirette” che di successione. IL PATRIMONIO: composizione ed equilibri
  • 33. Polignano a Mare, 12 gennaio 2016 INTERVENTO © AD 2016 - Dr. Giuseppe Antonino Prof. ROMEO Consulente Finanziario e di Investimento – Formatore & Docente Studio CONCLUSIONI & Partners
  • 34. La gente va in Banca e/o dal Promotore Finanziario – che è già qualcos’altro, rispetto alla Banca- per “sistemare” i propri soldi….continua, cioè, a fidarsi ed affidarsi! Ma quanti saranno oggi veramente gli esperti del settore finanziario che sanno veramente assistere le persone, le Famiglie e le Imprese nelle loro scelte di Investimento, Risparmio, Protezione, Previdenza, Reperibilità ed economicità delle fonti di finanziamento, corretta misurazione dei Fabbisogni, Adeguato livello di Indebitamento,Pianificazione Fiscale e Tributaria? MOLTO POCHI, A NOSTRO AVVISO!!! Ma è vero anche che la pianificazione finanziaria non può essere ridotta ad una mera “asset allocation”, come vorrebbe certa INDUSTRIA DEL RISPARMIO Come dire:-” Ho questo “profilo di rischio” e questo “orizzonte temporale d’investimento”, questa “esperienza e conoscenza”,etc.. per cui…vedi di sistemarmi Tu (Banca, Promotore, etc…) I miei soldi nella maniera migliore!”… PIANIFICAZIONE FINANZIARIA: oltre una mera ASSET ALLOCATION
  • 35. In effetti, se un processo di corretta pianificazione finanziaria si concretizza nell’individuazione dei bisogni , delle risorse necessarie adeguate per provvedervi ed, infine, degli obiettivi da raggiungere occorrerà operare per realizzare quegli obiettivi nella maniera più efficiente possibile, date le risorse disponibili ed ogni altra variabile da considerare! Ragion per cui non potrà esistere un ”unico” profilo di rischio ed un “unico” orizzonte temporale di investimento, buoni per tutte le stagioni! Infatti il profilo di rischio dell’investitore cambia nel tempo(età, condizioni, etc…) ma cambia anche ”nello spazio”(stop loss, quantità, mix degli investimenti) ed è quindi vario e variabile. Esattamente come di orizzonte temporale non ce n’è uno solo, ma sicuramente tanti quanti sono gli obiettivi da realizzare (ad es, capitale per il figlio che studia, pensione integrativa per chi lavora, profittabilità del gruzzoletto da impiegare per comprare tra tre anni la macchina , l’accantonamento per spese sanitarie crescenti al crescere dell’età, costituzione del capitale necessario per l’acquisto di una casa, etc…) SAPER fare una PIANIFICAZIONE Finanziaria: andare oltre i metodi noti
  • 36. Ricordo che un mio Maestro, a proposito dell’esigenza e dell’urgenza di favorire la cultura della PIANIFICAZIONE FINANZIARIA in Italia, già diversi anni addietro così si esprimeva: ”-La cosa che trovo più grave è la mancata comprensione dell’opportunità di diversificare anche perché è contraria ad un elementare buon senso che usiamo per mangiare, per vestirci, e così via di seguito. Questo attuale livello di conoscenza dei principi base della finanza da parte della popolazione italiana consente ad un industria finanziaria con pochi scrupoli di collocare strumenti strutturati complessi a solo vantaggio del collocatore. E’ evidentemente difficile, se non impossibile, procedere ad una corretta pianificazione finanziaria con questo scarso livello di conoscenza. Serve una adeguata “Educazione Economico-Finanziaria”. Dr. Pasquale Prof. MAIONE 1998- Bari La Cultura della Pianificazione finanziaria e l’Educazione finanziaria E’ necessario che il mondo della SCUOLA prenda finalmente atto della necessità di introdurre quale disciplina di istruzione autonoma l’educazione Economico-Finanziaria in ITALIA.
  • 37. GRAZIE PER LA VOSTRA ATTENZIONE!!! Giuseppe Antonino ROMEO Università Popolare di Polignano a Mare 12 Gennaio 2016 - UNITRE