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Custom boat
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Ci sono buoni motivi per fare
eseguire un progetto ad hoc, per
avere una barca a misura di sé. Il
primo è che certe barche non si
trovano usate.
Testo e immagini di Michele Ansaloni
Vi sono alcuni tipi di barca che
la produzione di serie non vede
“bene”. Dovendo soddisfare il
gusto della maggioranza degli
utenti l’ industria tende a
imporre modelli standard. La
straordinaria facilità con cui il
ketch si adatta a condizioni
meteo diverse ad esempio è
una di quelle doti che
sembrano essere meno
appetibili al grande pubblico.
Proprio per questo si potrebbe
procedere con una costruzione
custom.
Anche nel campo del
motore esistono alcuni
di questi buchi. La
barca semi dislocante
ad esempio consente
lunghe percorrenze
giornaliere a 15/18 kt
con solo 50 hp ed è
adattabile per la pesca
e altri usi, ma di serie
non ne esistono.
Il lancione che va a remi a vela
e a motore e che porta 8
persone in acque riparate è una
grande scelta per scuole di
mare che abbiano ambizione
nel formare marinai. La
costruzione in legno (+ resina
epossidica) modellato a freddo
a corsi paralleli (strip planking)
consente una grande rapidità di
esecuzione e una robustezza
che sorpassa quella della
vetroresina.
Guardate cosa propone
l’industria come Explorer
yacht tra 14 e i 18 m. Vi
accorgerete subito che
sono bagnarole. Se avete
intenzione invece di
andare in mare con ogni
tempo fuori dal
Mediterraneo (senza nulla
togliere a quest’ultimo)
forse vi serve una barca
più seria. Dotata di un
buon motore ed un elica a
passo variabile con una
chiglia lunga e ben
immersa vi porta ovunque
in surplace.
La riproduzione di barche tradizionali
consente diversi ragionamenti: La
riproduzione è di per sé fuori dai
criteri C.E. quindi non prevede costose
certificazioni. Usando materiali e
metodi moderni la costruzione può
essere veramente rapida. sia in vtr sia
col compensato cucito per le barche
piccole cioè fino a 8 m e in strip
planking per quelle più grosse e
comunque evitando ,per quanto
possibile, l’ ossatura trasversale e
preferendole correnti longitudinali e
paratie.
Sempre a proposito di
repliche, gli amanti della
chiglia lunga possono
provare l’ebbrezza di
sbandare a 45 ° con un
fiore come questo col 55%
di zavorra e di far cucire
delle vele di cotone per
farsele strappare dalla
burrasca. I velisti moderni
credono di essere gli unici a
portare tutta randa con 30
kt. Ma con la barca giusta
erano capaci anche una
volta. Eccome!
Il club racer è una proposta
interessante, indirizzata a un circolo
lungimirante che volesse ampliare la
platea dei regatanti mettendo loro a
disposizione qualcuna di queste
barche. Un quinta classe IOR
aggiornato veloce ma non sofisticato ,
non troppo acrobatico, fatto per dare
soddisfazione nelle ariette senza
spaventarsi se soffia, facile da
manutenere lungo poco meno di 9 m.
Per la crociera economica
non c’è nessuna barca che
possa battere lo sharpie. E’
un dory modificato col
fondo piatto a prua ed a “v”
a poppa, buon veliero rapido
e leggero. Qui disegnato con
una chiglia fissa in lamiera,
ma ottimo anche con la
deriva mobile. È un
“caravan” del mare: scafo
basso e grande tuga, alberi
flessibili in compensato con
una laminazione in
carbonio.
“Per saltellare da una
spiaggia all’altra.!”
I motorsailer sono una
categoria ibrida che tornerà
di moda. Dopo aver letto il
racconto di quell’uomo che
attraversò l’atlantico con la
barca con due fuoribordo
mi venne questa idea di
proporre un motorsailer
con 2 x 20 hp di poppa per
una coppia che voglia
vivere a bordo con
comodità su una barca
piccola. (9m) Dunque due
specchi uno di prua ed uno
di poppa per un
sampan.Un esercizio zen
ma non impossibile
La smania del “piccolo” non
da tregua. Quando leggo dei
coraggiosi che fanno il giro del
mondo sulla barca di 4/5 metri
mi viene voglia di provarci. È
che ci vuole una pazienza
eterna. Rispetto a questi
“micro” una barca di 8 m può
essere comoda. Un poco
galeone, lenta ma sicura con
un grande divano a poppa che
si trasforma in matrimoniale .
Il pozzetto è più un portoguese
bridge e va completato
all’albero con una protezione
in tela pesante.
I Cantieri
Ma parliamo un attimo anche del cantiere. Benchè vi sia una rinascita
del legno e della sua lavorazione sono rimasti pochi carpentieri in grado
di eseguire qualsiasi lavoro con maestria. Io mi ritengo fortunato
perché nella mia zona vi sono almeno tre cantieri De Cesari, Carlini,
Foschi che possono cimentarsi col “custom” dando garanzie solide
all’acquirente.
Dimensioni e tempi
Tutti e tre i cantieri
possono eseguire progetti
fino a 30 m di lunghezza .
Per i progetti più grandi i
tempi di consegna arrivano
ai trenta mesi, due anni
per un 24 m e uno sotto ai
15 metri. I materiali
soprattutto le essenze
legnose, sia pure con
maggiore difficoltà, si
trovano e, fortunatamente
sempre in zona, abbiamo
ottime fonderie e fabbri in
grado di lavorare metalli e
acciai speciali con grande
precisione. Per i motori
non vi preoccupate: la
Romagna è patria di
motoristi appassionati!
“Dulcis in fundo” le barche a fondo piatto. Io nasco nauticamente in
Adriatico il mare senza porti -dicevano i romani- e più precisamente a
Monfalcone in una golfata che si chiama Pantano. L’acqua bassa è la mia
specialità e rientrare in spiaggia con le scotte lascate timone e deriva su il
mio mestiere. Ci vuole una barca equilibrata che non immerga tanto la
prua quando l’onda alza la poppa altrimenti si fanno danni.
Il mare Adriatico era il
golfo di Venezia e le
barche hanno sempre
avuto circa questo
aspetto: prua gonfia e
poppa inquartata,
fianchi quasi rettilinei ,
vele al terzo, grande
timone sollevabile che
fa anche da deriva.
Costruite alla svelta ma
solide Trabaccoli e
Barchetti affrontavano
il mare carichi con
l’acqua alle monachelle.
QUALCHE CONSIDERAZIONE SUL “CUSTOM”.
Chi si imbarca nella costruzione di una nuova barca decide in un
qualche modo di partecipare alla nascita di un essere vivente , di
seguirne la crescita fino alla maggiore età. Vede nascere ossatura e
pelle, vede crescere gli organi interni e i tubi che li collegano come
vene nel corpo umano, vede le operazioni di finitura e di
equipaggiamento, conosce quella barca intimamente.
Nello stesso tempo incontra direttamente o indirettamente molte
persone che mettono in opera abilità di tanti generi esibendo
magnifiche qualità e talvolta lacune o mancanze. E’ uno spettacolo di
arte varia affascinante di per sé.
Verso la fine dei lavori, come sanno bene i project manager, più ci si
avvicina al momento delle prove tecniche, più il numero delle attività
e delle persone a bordo cresce. Gli ultimi giorni la barca assomiglia ad
un formicaio perché anche le truppe del committente iniziano a fare il
loro ingresso sulla scena per il tocco finale.
E’ un momento critico che ci porta alla “Accettazione” quando cioè
l’acquisto viene perfezionato e la proprietà passa definitivamente al
committente. In questo delicato passaggio si è stretti tra la necessità
di finire i “lavoretti” emersi dalle prove in banchina e in mare e il
desiderio di partire per la crociera. La fretta è cattiva consigliera e
genera attriti tra il cantiere e la committenza. A parte alcuni contratti
speciali dove i tempi di consegna sono tassativi e non rispettarli
significa rompere il contratto e intaccare le garanzie, nella maggior
parte degli altri casi tra cliente e cantiere si trova un accordo, tra i
migliori a mio parere è che la barca ritorni in autunno con una lista
di piccoli lavori che magari si è allungata durante la crociera estiva.
Il varo e la partenza per il primo viaggio sono momenti clou da
sottolineare in modo cerimonioso con riti propiziatori, sono momenti
indimenticabili che avvicinano le maestranze desiderose di un plauso
per l’opera compiuta e il committente con le sue idee e i suoi mezzi ha
dato vita alla materia bruta. Questi momenti diventano un
patrimonio intangibile di grande valore che modifica il rapporto con
la propria barca e con lo yachting in generale
Michele Ansaloni è progettista per la nautica da diporto iscritto
al registro del personale tecnico della capitaneria di porto di
Ravenna, perito nautico, tecnico qualificato Rina e skipper
professionista. Lavora in campo nautico dal 1985.
Sito: www.michele ansaloni.it e mail: ansa1955@gmail.com