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6.3. Industria culturale e società dello spettacolo
Pedro Medina: pedro.medinareinon@d.accademiasantagiulia.it
Psicosociologia dei consumi
culturali
Telstar (1962)
Scuola di Francoforte: Theodor W. Adorno (1903-1969) e Max Horkheimer (1895-1973)
Dialettica dell’Illuminismo (1944)
• Dialettica della ragione strumentale. Questa ragione scientifica, basata
sull'oggettivazione della realtà, si proponeva di dominare tutto il mondo della
natura, allo scopo di un suo sfruttamento strumentale
• Con lo sviluppo della tecnologia, anche la vita umana stessa è diventata oggetto di
analisi a scopo di dominio e manipolazione. Di fatto, il progetto illuminista si è
risolto nel suo opposto. Tra la ragione come facoltà della scienza e la ragione come
facoltà della libertà si è così sviluppato un conflitto, con la vittoria della razionalità
tecnocratica
• Storia di Occidente - Odisseo
• “Industria culturale”: la produzione “in serie” di cultura la riduce a mera merce di
consumo
• Comprendere le implicazioni ideologiche, politiche ed economiche della
produzione di massa e del consumo di massa
• Cultura “colta” vs. cultura di massa
• Funzione “trasgresiva” della cultura e gli artisti ne accettano consapevolmente la
responsabilità, facendo così della critica e dalla trasgressione un modo di vita
• “Funzionalità” o “utilità” della cultura vs. Hannah Arendt: cultura - bellezza | I.
Kant: arte - disinteresse
• Rapporto tra creatori e istituzioni: paradosso tra trasgressione e amministrazione
Robert Smithson
Spiral Jetty, 1970
Richard Serra, Title Arc, Federal Plaza de NY
1981-1989
Richard Serra
Museo Guggenheim Bilbao
1999
Gordon Matta-Clark, Splitting, 1977
Gordon Matta-Clark, Office Baroque, 1978
Charlotte Moorman performing Paik's
Concerto for TV Cello and Videotapes
Galleria Bonino, New York, 1971
M. Abramovic
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J. Beuys
C. Burden
Scuola di Francoforte: Herbert Marcuse (1898 - 1979)
L’uomo a una dimensione (1964)
• Società occidentali inondate di soluzioni di consumo. Soluzioni di mercato per
ciò che è effettivamente politico, culturale e sociale
• Una forma di razionalità tecnologica si è imposta su ogni aspetto della cultura
e della vita pubblica ed è diventata egemonica
• Marcuse critica fortemente il consumismo e la moderna "società industriale",
che sostiene sia una forma di controllo sociale. Il sistema in cui viviamo può
pretendere di essere democratico, ma in realtà è totalitario.
• Le moderne società industriali hanno inoltre creato una "società benestante",
che con crescente conforto ha mascherato la natura di sfruttamento del
sistema e ha quindi rafforzato i mezzi di dominio e controllo
• Nelle moderne società dei consumi, un piccolo numero di individui ha il
potere di dettare le nostre percezioni della libertà fornendo a noi
l'opportunità di acquistare la nostra felicità.
• La pubblicità sostiene il consumismo diffuso, che disintegra il comportamento
sociale, e informa le masse sul fatto che la felicità può essere acquistata,
un'idea che è psicologicamente dannosa
• Pesimismo riguardo al rapporto tra progresso tecnologico ed emancipazione
umana
Guy Debord (1931-1994)
La società dello spettacolo (1967)
• Denuncia il potere di controllo esercitato dai mezzi di comunicazione di massa
e la trasformazione dei lavoratori in consumatori nel sistema economico
capitalista
• “La vita intera delle città in cui imperano le moderne condizioni di produzione
si annuncia come un immenso accumulo di spettacoli. Tutto ciò che è
direttamente sperimentato si è trasformato in una rappresentazione”
• “Lo spettacolo non è un insieme di immagini ma un rapporto sociale fra
individui mediato dalle immagini”
• “Lo spettacolo non può essere compreso come un abuso del mondo visivo,
prodotto delle tecniche di diffusione massiva delle immagini […] Non è un
supplemento del mondo reale […] È il cuore dell’irrealismo della società
attuale”
• “Laddove il mondo reale si trasforma in mere immagini, le mere immagini
diventano esseri reali e motivazioni efficaci per il comportamento ipnotico”
• Degradazioni successive: dall'essere all'avere, e da questo all’apparire
• Imitazione - pensiero - riferimenti - icona - stili di vita - estetica - consumo
Guy Debord (1931-1994)
La società dello spettacolo (1967)
• “In quanto settore dell’economia avanzato che foggia direttamente una
moltitudine crescente di oggetti-immagine, lo spettacolo è la principale
produzione della società attuale”
• “Lo spettacolo è il regno dell’economia delle merci arrivato a uno statuto di
sovranità irresponsabile”
• “Lo spettacolo è il capitale a un tal grado di accumulazione da divenire
immagine”
• “Lo spettacolo è una guerra dell’oppio permanente per far accettare
l’identificazione dei beni alle merci”
• Lo spettacolo è la comunicazione umana trasformata in merce
• Il capitalismo come accumulazione di spettacoli
• Trasformazione della politica e della vita in una fantasmagoria
• Guardare le immagini del sistema è un atto di complicità con il sistema?
• Quali sono i modi di resistenza?
La critica all’industria culturale si trasforma in critica alla società dei consumi,
come culmine di una razionalità utilizzata dal capitalismo
Guy Debord (1931-1994)
La società dello spettacolo (film)
Umberto Eco (1932-2016)
Apocalittici e integrati (1964)
• La teoria precedente (apocalittici) critica la cultura di massa (incentrata
principalmente sulla televisione e sui telespettatori), che tratta le persone
come una folla ignorante mentre demonizza il mezzo come strumento
ideologico al servizio del potere costituito.
• Viene disapprovato un gusto standardizzato che fa circolare sempre gli stessi
messaggi, favorendo il lavoro poco complesso e di facile fruizione, il
conformismo dei consumatori e il loro atteggiamento acritico verso ciò che
impone la pubblicità o la maggioranza
• Eco ha analizzato le ambiguità di un termine come “cultura di massa”
• Di fronte alla cultura intesa come fatto aristocratico che rifiuta la volgarità
della folla, c’è la reazione dell’ottimista “integrato”, che consuma con
spensieratezza i beni culturali a disposizione di tutti. Inoltre, l’integrato non si
preoccupa di essere manipolato, mentre l’apocalittico crea continuamente
teorie sul decadimento della società
Umberto Eco (1932-2016)
Apocalittici e integrati (1964)
• Aspetti analizzati: la superiorità morale dell'apocalittico –che riduce l'uomo
massa a feticcio indifferenziato–, i paradossi attorno ad alcuni prodotti di
consumo di massa, la massa come protagonista della storia, l'adattamento del
gusto e del linguaggio alla capacità di ricezione media o l'impossibilità di
ascrivere questi fenomeni sotto una formula teorica unitaria
• Rifiuta le posizioni formulate dalla Scuola di Francoforte o da critici come
Bruno Bauer, perché presuppongono un tipo di pensiero basato solo sul
dissenso e non su posizioni costruttive, il che significa che, in realtà, non
analizza le caratteristiche strutturali della massa prodotto, negandolo in blocco
• Possibilità di una critica orientativa, parlando di televisione. Richiede una
riflessione critica da un punto di vista filosofico e storico, tenendo conto della
ricerca empirica, che serve a correggere le ipotesi di partenza e ritornare
all'oggetto di studio con una prospettiva diversa
• Pensiero che lotta contro la polarizzazione cieca
• In definitiva, confida nella civiltà della televisione come complemento della
civiltà del libro. Proporre alla televisione una serie di trasmissioni didattiche
volte a “decondizionare” il pubblico.
Pedro Medina pedromedinareinon@gmail.com

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  • 1. 6.3. Industria culturale e società dello spettacolo Pedro Medina: pedro.medinareinon@d.accademiasantagiulia.it Psicosociologia dei consumi culturali
  • 3.
  • 4.
  • 5.
  • 6.
  • 7. Scuola di Francoforte: Theodor W. Adorno (1903-1969) e Max Horkheimer (1895-1973) Dialettica dell’Illuminismo (1944) • Dialettica della ragione strumentale. Questa ragione scientifica, basata sull'oggettivazione della realtà, si proponeva di dominare tutto il mondo della natura, allo scopo di un suo sfruttamento strumentale • Con lo sviluppo della tecnologia, anche la vita umana stessa è diventata oggetto di analisi a scopo di dominio e manipolazione. Di fatto, il progetto illuminista si è risolto nel suo opposto. Tra la ragione come facoltà della scienza e la ragione come facoltà della libertà si è così sviluppato un conflitto, con la vittoria della razionalità tecnocratica • Storia di Occidente - Odisseo • “Industria culturale”: la produzione “in serie” di cultura la riduce a mera merce di consumo • Comprendere le implicazioni ideologiche, politiche ed economiche della produzione di massa e del consumo di massa • Cultura “colta” vs. cultura di massa • Funzione “trasgresiva” della cultura e gli artisti ne accettano consapevolmente la responsabilità, facendo così della critica e dalla trasgressione un modo di vita • “Funzionalità” o “utilità” della cultura vs. Hannah Arendt: cultura - bellezza | I. Kant: arte - disinteresse • Rapporto tra creatori e istituzioni: paradosso tra trasgressione e amministrazione
  • 9.
  • 10.
  • 11. Richard Serra, Title Arc, Federal Plaza de NY 1981-1989
  • 14. Gordon Matta-Clark, Office Baroque, 1978
  • 15. Charlotte Moorman performing Paik's Concerto for TV Cello and Videotapes Galleria Bonino, New York, 1971
  • 17. Scuola di Francoforte: Herbert Marcuse (1898 - 1979) L’uomo a una dimensione (1964) • Società occidentali inondate di soluzioni di consumo. Soluzioni di mercato per ciò che è effettivamente politico, culturale e sociale • Una forma di razionalità tecnologica si è imposta su ogni aspetto della cultura e della vita pubblica ed è diventata egemonica • Marcuse critica fortemente il consumismo e la moderna "società industriale", che sostiene sia una forma di controllo sociale. Il sistema in cui viviamo può pretendere di essere democratico, ma in realtà è totalitario. • Le moderne società industriali hanno inoltre creato una "società benestante", che con crescente conforto ha mascherato la natura di sfruttamento del sistema e ha quindi rafforzato i mezzi di dominio e controllo • Nelle moderne società dei consumi, un piccolo numero di individui ha il potere di dettare le nostre percezioni della libertà fornendo a noi l'opportunità di acquistare la nostra felicità. • La pubblicità sostiene il consumismo diffuso, che disintegra il comportamento sociale, e informa le masse sul fatto che la felicità può essere acquistata, un'idea che è psicologicamente dannosa • Pesimismo riguardo al rapporto tra progresso tecnologico ed emancipazione umana
  • 18. Guy Debord (1931-1994) La società dello spettacolo (1967) • Denuncia il potere di controllo esercitato dai mezzi di comunicazione di massa e la trasformazione dei lavoratori in consumatori nel sistema economico capitalista • “La vita intera delle città in cui imperano le moderne condizioni di produzione si annuncia come un immenso accumulo di spettacoli. Tutto ciò che è direttamente sperimentato si è trasformato in una rappresentazione” • “Lo spettacolo non è un insieme di immagini ma un rapporto sociale fra individui mediato dalle immagini” • “Lo spettacolo non può essere compreso come un abuso del mondo visivo, prodotto delle tecniche di diffusione massiva delle immagini […] Non è un supplemento del mondo reale […] È il cuore dell’irrealismo della società attuale” • “Laddove il mondo reale si trasforma in mere immagini, le mere immagini diventano esseri reali e motivazioni efficaci per il comportamento ipnotico” • Degradazioni successive: dall'essere all'avere, e da questo all’apparire • Imitazione - pensiero - riferimenti - icona - stili di vita - estetica - consumo
  • 19. Guy Debord (1931-1994) La società dello spettacolo (1967) • “In quanto settore dell’economia avanzato che foggia direttamente una moltitudine crescente di oggetti-immagine, lo spettacolo è la principale produzione della società attuale” • “Lo spettacolo è il regno dell’economia delle merci arrivato a uno statuto di sovranità irresponsabile” • “Lo spettacolo è il capitale a un tal grado di accumulazione da divenire immagine” • “Lo spettacolo è una guerra dell’oppio permanente per far accettare l’identificazione dei beni alle merci” • Lo spettacolo è la comunicazione umana trasformata in merce • Il capitalismo come accumulazione di spettacoli • Trasformazione della politica e della vita in una fantasmagoria • Guardare le immagini del sistema è un atto di complicità con il sistema? • Quali sono i modi di resistenza? La critica all’industria culturale si trasforma in critica alla società dei consumi, come culmine di una razionalità utilizzata dal capitalismo
  • 20. Guy Debord (1931-1994) La società dello spettacolo (film)
  • 21. Umberto Eco (1932-2016) Apocalittici e integrati (1964) • La teoria precedente (apocalittici) critica la cultura di massa (incentrata principalmente sulla televisione e sui telespettatori), che tratta le persone come una folla ignorante mentre demonizza il mezzo come strumento ideologico al servizio del potere costituito. • Viene disapprovato un gusto standardizzato che fa circolare sempre gli stessi messaggi, favorendo il lavoro poco complesso e di facile fruizione, il conformismo dei consumatori e il loro atteggiamento acritico verso ciò che impone la pubblicità o la maggioranza • Eco ha analizzato le ambiguità di un termine come “cultura di massa” • Di fronte alla cultura intesa come fatto aristocratico che rifiuta la volgarità della folla, c’è la reazione dell’ottimista “integrato”, che consuma con spensieratezza i beni culturali a disposizione di tutti. Inoltre, l’integrato non si preoccupa di essere manipolato, mentre l’apocalittico crea continuamente teorie sul decadimento della società
  • 22. Umberto Eco (1932-2016) Apocalittici e integrati (1964) • Aspetti analizzati: la superiorità morale dell'apocalittico –che riduce l'uomo massa a feticcio indifferenziato–, i paradossi attorno ad alcuni prodotti di consumo di massa, la massa come protagonista della storia, l'adattamento del gusto e del linguaggio alla capacità di ricezione media o l'impossibilità di ascrivere questi fenomeni sotto una formula teorica unitaria • Rifiuta le posizioni formulate dalla Scuola di Francoforte o da critici come Bruno Bauer, perché presuppongono un tipo di pensiero basato solo sul dissenso e non su posizioni costruttive, il che significa che, in realtà, non analizza le caratteristiche strutturali della massa prodotto, negandolo in blocco • Possibilità di una critica orientativa, parlando di televisione. Richiede una riflessione critica da un punto di vista filosofico e storico, tenendo conto della ricerca empirica, che serve a correggere le ipotesi di partenza e ritornare all'oggetto di studio con una prospettiva diversa • Pensiero che lotta contro la polarizzazione cieca • In definitiva, confida nella civiltà della televisione come complemento della civiltà del libro. Proporre alla televisione una serie di trasmissioni didattiche volte a “decondizionare” il pubblico.