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M.G. Bosco, Il punto di vista dei Servizi di Prevenzione delle ASL

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Convegno Istat Roma, Aula Magna 20.11.19
Salute e Sicurezza nella PA: dall’applicazione della normativa ai nuovi sistemi di gestione
via Cesare Balbo 16

Published in: Education
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M.G. Bosco, Il punto di vista dei Servizi di Prevenzione delle ASL

  1. 1. Maria Giuseppina Bosco Direttore UOC Servizio per la Prevenzione e Sicurezza Ambienti di Lavoro ASL Roma 2 Il punto di vista dei Servizi di Prevenzione delle ASL Salute e Sicurezza nella PA: dall’applicazione della normativa ai nuovi sistemi di gestione
  2. 2. «Il Sistema di Gestione della Salute e Sicurezza sul Lavoro (SGSL) definisce le modalità per individuare, all'interno della struttura organizzativa aziendale, le responsabilità, le procedure, i processi e le risorse per la realizzazione della politica aziendale di prevenzione, nel rispetto delle norme di salute e sicurezza vigenti, in modo da renderle più efficienti e più integrate nelle operazioni aziendali generali».
  3. 3. Obiettivo delle nuove norme del mondo ISO «Favorire lo sviluppo di Sistemi di Gestione meno burocratici e formali, cercando con nuovi strumenti e metodologie di accrescere all’interno delle organizzazioni la consapevolezza e la cultura della gestione e, in particolare, della prevenzione attraverso la gestione del rischio»
  4. 4. Basata sul ciclo PDCA ha il fine di: • aiutare le organizzazioni a prevenire e, se non possibile, ridurre il rischio di infortuni e malattie professionali dei lavoratori; • fornire un quadro per il miglioramento continuo delle prestazioni in termini di salute e sicurezza sul lavoro; • integrare il sistema di gestione della salute e sicurezza sul lavoro nei processi dell’organizzazione. ISO 45001
  5. 5. I richiami all’approccio gestionale nel D.Lgs. 81/08 Titolo I Art. 2 lettera dd) «modello di organizzazione e di gestione»: modello organizzativo e gestionale per la definizione e l’attuazione di una politica aziendale per la salute e sicurezza, ai sensi dell’articolo 6, comma 1, lettera a), del decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231(N) , idoneo a prevenire i reati di cui agli articoli 589 e 590, terzo comma, del Codice penale(N) , commessi con violazione delle norme antinfortunistiche e sulla tutela della salute sul lavoro Art. 2 Definizioni
  6. 6. Art. 6 comma 8 lettera m) Ha il compito di «indicare modelli di organizzazione e gestione aziendale ai fini di cui all’articolo 30. La Commissione monitora ed eventualmente rielabora le suddette procedure, entro 24 mesi dall’entrata in vigore del decreto con il quale sono stati recepiti i modelli semplificati per l’adozione ed efficace attuazione dei modelli di organizzazione e gestione della sicurezza nelle piccole e medie imprese» Art. 6 Commissione consultiva permanente per la salute e sicurezza sul lavoro
  7. 7. Art. 16 comma 3 – Delega di funzioni «La delega di funzioni non esclude l’obbligo di vigilanza in capo al datore di lavoro in ordine al corretto espletamento da parte del delegato delle funzioni trasferite. L’obbligo di cui al primo periodo si intende assolto in caso di adozione ed efficace attuazione del modello di verifica e controllo di cui all’articolo 30, comma 4»
  8. 8. Articolo 28 comma 2 lettera d «Il documento di cui all’articolo 17, comma 1, lettera a), redatto a conclusione della valutazione può essere tenuto, nel rispetto delle previsioni di cui all’articolo 53 del decreto………………….e contenere d) l’individuazione delle procedure per l’attuazione delle misure da realizzare, nonché dei ruoli dell’organizzazione aziendale che vi debbono provvedere, a cui devono essere assegnati unicamente soggetti in possesso di adeguate competenze e poteri» Oggetto della valutazione dei rischi
  9. 9. Articolo 30 - Modelli di organizzazione e di gestione • 1. Il modello di organizzazione e di gestione idoneo ad avere efficacia esimente della responsabilità amministrativa delle persone giuridiche, delle società e delle associazioni anche prive di personalità giuridica di cui al decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231(N), deve essere adottato ed efficacemente attuato, assicurando un sistema aziendale per l’adempimento di tutti gli obblighi giuridici relativi:
  10. 10. a) al rispetto degli standard tecnico-strutturali di legge relativi a attrezzature, impianti, luoghi di lavoro, agenti chimici, fisici e biologici; b) alle attività di valutazione dei rischi e di predisposizione delle misure di prevenzione e protezione conseguenti; c) alle attività di natura organizzativa, quali emergenze, primo soccorso, gestione degli appalti, riunioni periodiche di sicurezza, consultazioni dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza; d) alle attività di sorveglianza sanitaria; e) alle attività di informazione e formazione dei lavoratori; f) alle attività di vigilanza con riferimento al rispetto delle procedure e delle istruzioni di lavoro in sicurezza da parte dei lavoratori; g) alla acquisizione di documentazioni e certificazioni obbligatorie di legge; h) alle periodiche verifiche dell’applicazione e dell’efficacia delle procedure adottate. Articolo 30 - Modelli di organizzazione e di gestione
  11. 11. 4. Il modello organizzativo deve altresì prevedere un idoneo sistema di controllo sull’attuazione del medesimo modello e sul mantenimento nel tempo delle condizioni di idoneità delle misure adottate. Il riesame e l’eventuale modifica del modello organizzativo devono essere adottati, quando siano scoperte violazioni significative delle norme relative alla prevenzione degli infortuni e all’igiene sul lavoro, ovvero in occasione di mutamenti nell’organizzazione e nell’attività in relazione al progresso scientifico e tecnologico 5. In sede di prima applicazione, i modelli di organizzazione aziendale definiti conformemente alle Linee guida UNIINAIL per un sistema di gestione della salute e sicurezza sul lavoro (SGSL) del 28 settembre 2001 o al British Standard OHSAS 18001:2007 si presumono conformi ai requisiti di cui al presente articolo per le parti corrispondenti. Agli stessi fini ulteriori modelli di organizzazione e gestione aziendale possono essere indicati dalla Commissione di cui all’articolo 6. Articolo 30 - Modelli di organizzazione e di gestione
  12. 12. Articolo 51 - Organismi paritetici • 3-bis. Gli organismi paritetici svolgono o promuovono attività di formazione, anche attraverso l’impiego dei fondi interprofessionali di cui all’articolo 118 della legge 23 dicembre 2000, n. 388, e successive modificazioni, e dei fondi di cui all’articolo 12 del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276, nonché, su richiesta delle imprese, rilasciano una attestazione dello svolgimento delle attività e dei servizi di supporto al sistema delle imprese, tra cui l’asseverazione della adozione e della efficace attuazione dei modelli di organizzazione e gestione della sicurezza di cui all‘articolo 30, della quale gli organi di vigilanza possono tener conto ai fini della programmazione delle proprie attività; • 3-ter. Ai fini di cui al comma 3-bis, gli organismi paritetici istituiscono specifiche commissioni paritetiche, tecnicamente competenti
  13. 13. Articolo 302-bis - Potere di disposizione 1. Gli organi di vigilanza impartiscono disposizioni esecutive ai fini dell’applicazione delle norme tecniche e delle buone prassi, laddove volontariamente adottate dal datore di lavoro e da questi espressamente richiamate in sede ispettiva, qualora ne riscontrino la non corretta adozione, e salvo che il fatto non costituisca reato.
  14. 14. Il documento «Sistema di Gestione della Salute e Sicurezza sul Lavoro nelle Aziende Sanitarie pubbliche della Regione Puglia» riporta
  15. 15. Open data INAIL Gennaio- Settembre 2019 468.698 Denunce di infortunio sul lavoro (+0.05%) 780 con esito mortale
  16. 16. UNI ISO 45001 “Sistemi di gestione per la salute e sicurezza sul lavoro - Requisiti e guida per l’uso” definisce gli standard minimi di buona pratica per la protezione dei lavoratori in tutto il mondo
  17. 17. L’attività svolta dalla ASL Roma B • Nel corso dell’anno 2015 il Servizio Prevenzione e Salute negli Ambienti di Lavoro della Azienda Sanitaria Locale Roma ex B (ora ASL Roma 2) ha intrapreso il progetto “Stress lavoro correlato e gestione della sicurezza” destinato al potenziamento e al miglioramento quali-quantitativo delle attività istituzionali di prevenzione e vigilanza nei luoghi di lavoro • Tra i diversi obiettivi del progetto, particolare attenzione è dedicata all’analisi dei sistemi di gestione della sicurezza adottati dalle aziende del territorio e alla identificazione delle principali criticità ad essi correlati
  18. 18. • Nella prima fase del progetto è stato selezionato un campione di imprese appartenenti ai settori Industria e Servizi ed è stata elaborata una check-list quale strumento di supporto a valutare l’applicazione dei sistemi di gestione della sicurezza sul lavoro • Nella seconda fase del progetto si è proceduto all’esecuzione di sopralluoghi presso tali aziende, alla raccolta di documentazione inerente gli SGSL e alla compilazione delle check-list Le fasi del progetto
  19. 19. Adozione dei SGSL (1/2) • Il 69% del campione ha adottato un SGLS certificato OHSAS 18001 e nello specifico: o tra le aziende con meno di 100 lavoratori, il 50% ha adottato un sistema di gestione della sicurezza certificato o tra quelle con un numero di lavoratori tra 101 e 500, l’80% ha adottato un sistema certificato o il 100% delle aziende con oltre 500 lavoratori ha adottato un SGSL e l’80% di esse ha ricevuto la certificazione OHSAS 18001
  20. 20. Adozione dei SGSL (2/2) • Per quanto riguarda invece i due settori di riferimento hanno adottato un SGSL: o il 100% delle aziende del comparto Industria; o il 60% delle aziende del comparto Servizi.
  21. 21. Considerazioni Le aree su cui si sono rilevate le maggiori criticità sono quelle che richiedono il coinvolgimento delle persone (es. partecipazione nell’identificazione di difetti o anomalie su attrezzature e processi di lavoro, segnalazione mancati infortuni, ecc.) Ad ogni modo si è riscontrato un andamento positivo nel tempo dell’indice infortunistico delle aziende con SGSL certificati OHSAS 18001; nonostante non sia stato possibile trovare un collegamento diretto tra adozione di tali sistemi e ed il calo degli infortuni, si percepisce, in tali aziende, una maggiore attenzione da parte del datore di lavoro, dei dirigenti, dei preposti ma soprattutto dei lavoratori
  22. 22. Quando un sistema funziona 1. “Leadership e workers partecipation” - Punto 5 della ISO 45001 - dare attuazione all’obiettivo di rafforzare la relazione tra gestione della salute e sicurezza ed il core business dell’organizzazione, coinvolgendo in particolare i manager aziendali.

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