M. lori G. B. Sgritta - Relazione introduttiva

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Genere, territorio, coesione sociale:
valori aggiunti

Argomento della relazione introduttiva è il valore aggiunto fornito dalle istituzioni non profit alla società italiana; il tema è affrontato sia in termini generali, sia con riguardo specifico alle riflessioni sviluppate nelle tre relazioni della sessione. Su questo terreno si scontrano posizioni discordanti, come quella che considera per definizione le istituzioni non profit promotrici di benessere collettivo o, al contrario, la visione per cui il settore non profit sia residuale rispetto a Stato, Mercato e Famiglie o che non esista affatto.
La relazione, inoltre, prenderà in esame l’aspetto identitario delle organizzazioni non profit e cioè il problema della definizione dei confini del settore, della distribuzione delle funzioni rispetto a Stato e Mercato, dell’inquadramento teorico del fenomeno e dell’eterogeneità organizzativa.
Su quest’ultimo punto, attraverso i dati censuari, l’intervento tenterà di mettere in evidenza le principali linee di differenziazione e i fattori di omogeneità. La relazione si concluderà con l’indicazione dei contenuti informativi da includere nelle future indagini Istat per misurare gli effetti sociali ed economici delle istituzioni non profit.

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M. lori G. B. Sgritta - Relazione introduttiva

  1. 1. ROMA 16 APRILE 2014 GENERE, TERRITORIO, COESIONE SOCIALE: VALORI AGGIUNTI Censimento dell’industria e dei servizi 2011 Istituzioni non profit MASSIMO LORI Istat GIOVANNI B. SGRITTA Sapienza Università di Roma
  2. 2. Sistemi di welfare e settore non profit Il settore non profit è stato tenuto in secondo piano dalla letteratura sulla social division of welfare ROMA 16 APRILE 2014 STATO FAMIGLIA MERCATO NON PROFIT welfare & work through the state welfare through work & family work and welfare through the family welfare through work
  3. 3. E‟ possibile valutare il valore aggiunto delle istituzioni non profit?  NO, per l‟assenza di modelli causali  NO, per la presenza di disincentivi politici  NO, per la scarsa disponibilità di informazioni  NO, per la difficoltà di misurare le prestazioni MA AUSPICABILE…. "Gli sforzi per valutare l'impatto del settore non profit incoraggiano il dibattito sulle finalità che le organizzazioni non profit dovrebbero perseguire“ (DiMaggio) ROMA 16 APRILE 2014
  4. 4. Istituzione non profit: una definizione problematica  “non profit” come concetto “spugna”  uso spregiudicato delle definizioni (sovrabbondanti)  connotazione terminologica economicistica  mixed-economy: confini sfumati tra Stato, mercato e settore non profit ROMA 16 APRILE 2014
  5. 5. I limiti della teoria sul settore non profit  predominio delle teorie economiche  problema sociologico: esiste un‟unica forma di coordinamento e logica d‟azione per il non profit?  Social origin theory: luci e ombre ROMA 16 APRILE 2014
  6. 6. Nuove rilevazioni per nuovi indicatori di perfomance... Quali quesiti introdurre?  ridefinire il concetto di valore economico per il non profit  misurare le attività e i relativi beneficiari/utenti  caratterizzare le reti sociali tra gli stakeholder ... ma anche polisemia metodologica: “la quantificazione va vista come uno dei metodi di misurazione da affiancare ad altri orientati alla qualità come, ad esempio,la narrazione. Un simile approccio alternativo […] è cruciale per poter valutare il „valore aggiunto‟ delle attività di un‟impresa sociale” (Comitato economico e sociale europeo, INT/721, 2013) ROMA 16 APRILE 2014

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