BARACK OBAMA: L’ INTERNET PRESIDENT<br />Le ultime elezioni presidenziali americane hanno segnato una vera e propria svolt...
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  1. 1. BARACK OBAMA: L’ INTERNET PRESIDENT<br />Le ultime elezioni presidenziali americane hanno segnato una vera e propria svolta nella propaganda elettorale, con l’utilizzo del web come nuovo strumento politico.<br />Il trionfo del neo-presidente Obama, infatti, è anche frutto della internet strategy ideata dal suo entourage che, tra gli altri, vedeva uno dei fondatori di Facebook, Chris Hugues.<br />L’idea di sfruttare i vantaggi della rete era nata in tempi non sospetti, quando nessuno scommetteva sul senatore dell’Illinois come candidato alla Casa Bianca. <br />Nel febbraio del 2007, contestualmente all’annuncio della candidatura di Obama alle presidenziali venne messo in rete il suo sito internet, www.barackobama.com, che nel giro di ventiquattro ore ricevette decine di migliaia di visite. La realizzazione del sito era stata affidata a Joe Rospars, un giovane mago di internet, ex curatore della campagna elettorale di Dean, nominato ad inizio del 2007 media director della campagna elettorale di Obama. Nel corso della campagna il team media si è rafforzato con l’ingresso di Scott Goodstein, addetto alla messaggistica sms, Kate Albright-Hanna,ex produttore della CNN e capo del team video, e Chris Hugues, uno dei quattro ragazzi fondatori di Facebook, creatore e coordinatore della internet strategy di Obama.<br />Il giovane team aveva capito quanto fosse importante per un outsider come Barack Obama sfruttare internet per mobilitare rapidamente sostenitori, raccogliere fondi per finanziare la campagna e, soprattutto, creare una ampia rete di consensi. Proprio per questo si è pensato di calvacare l’onda del successo dei social network per promuovere l’immagine e il programma del neo candidato. Sono stati creati, infatti, profili di Obama sui principali social network come Facebook, MySpace, LinkedIn e Twitter, ma anche BlackPlanet, AsianAve e MiGente, che riuniscono la comunità nera, asiatica e latina.<br />I social network di per sé non erano, però, sufficienti a far conoscere il candidato alle presidenziali. Le loro potenzialità andavano sfruttate e combinate con quelle di altre tecnologie, come i video.<br />Per questo è stato creato un apposito canale youtube, www.youtube.com/barackobama, nel quale sono stati messi a disposizione video dei discorsi di Obama, delle sue apparizioni in tv,gli spot ufficiali, ma anche delle vere e proprie guide per i volontari su come partecipare in prima persona alla campagna elettorale. Questi stessi video sono stati inseriti anche sul sito internet, dove è stata creata una sezione apposita denominata “Barack TV”, e sulle pagine create sui vari social network.<br />In questo modo sono stati bypassati gli organi di informazione convenzionali, creando un rapporto più immediato con la popolazione americana. Un aspetto, questo, che si è rivelato particolarmente importante quando gli avversari politici di Obama hanno iniziato una campagna denigratoria nei suoi confronti, con accuse quali quella di essere musulmano ed antiamericano.<br />L’uso del web si è rivelato uno strumento positivo anche per la raccolta dei fondi per la campagna. Si pensi che in soli quattro mesi sono stati raccolti 6 milioni di dollari attraverso internet. In realtà, sotto questo punto di vista, l’efficacia di internet era già emersa nelle primarie del 2004, quando il candidato democratico Howard Dean raccolse una parte importante dei finanziamenti per la sua campagna grazie alla raccolta fondi on-line. In quell’occasione, però,i tempi non erano ancora maturi per una campagna incentrata prevalentemente sul web e non si era riusciti a tramutare le numerose donazioni ricevute in voti. Oggi, invece, la maggior confidenza con il web ed i social network e il maggior accesso alla rete ad alta velocità hanno reso possibile una campagna di questo tipo.<br />IL SITO <br />Homepage del sito HYPERLINK " http://www.barackobama.com" www.barackobama.com<br />Nato all’inizio del 2007 grazie al lavoro di Scott Godstein, il sito barackobama.com si è rivelato uno degli elementi chiave del successo di Obama.<br />Si tratta di un portale piuttosto articolato, che si compone di otto sezioni principali:<br />Learn: sezione dedicata alla storia di Barack Obama e del candidato alla vicepresidenza Joe Biden, nella quale è possibile visionare anche i discorsi ufficiali ed accedere alla sottosezione BarackTV,dove sono raccolti tutti i video delle apparizioni ufficiali del candidato e gli spot della campagna elettorale.<br />Issues : questa sezione è dedicata al programma elettorale di Obama. L’utente può leggere i punti chiave del suo programma o scaricare gratuitamente la versione integrale.<br />Media: è la sezione che comprende il canale BarackTV, l’area download, che permette di scaricare wallpaper e materiale con il logo della campagna, l’area Photos, l’area Obama Mobile, che permette di iscriversi al servizio di aggiornamenti via sms, e l’area Music, dove è possibile ascoltare e scaricare il cd con le canzoni create per supportare la campagna.<br />Action: sezione che permette l’iscrizione alla community MyBarackObama.com.<br />People: sezione che permette l’accesso diretto alle pagine dei gruppi creati su MyBarackObama.com.<br />States: sezione che permette all’utente di trovare il comitato elettorale più vicino alla sua zona.<br />Blog: è aggiornato costantemente sull’attività del candidato con post che possono essere liberamente commentati dagli utenti. Attraverso i commenti, le critiche e i suggerimenti lasciati dagli utenti lo staff di Obama ha l’opportunità di tastare il polso della situazione.<br />Store: è il “negozio” on-line dove è possibile acquistare gadgets ufficiali della campagna per finanziare il tour elettorale di Obama.<br /> La community MyBo<br />Il vero epicentro del sito è my.barackobama.com,un social network creato e supervisionato da Chris Hugues. <br />MyBo, come ormai è chiamata questa community, offre agli utenti una serie di strumenti per poter pianificare eventi,coordinarsi in gruppi e creare pagine personali per la raccolta fondi. <br />Iscrivendosi ad uno dei numerosi gruppi creati su MyBo gli utenti vengono costantemente aggiornati via e-mail sulle attività organizzate dal gruppo e sulle novità relative alla campagna elettorale. L’utente può anche partecipare in maniera più attiva alla campagna. Chi vuole fare propaganda porta a porta per il candidato, può creare sul sito una lista delle persone che visiterà e stampare i volantini della campagna. A questi volontari è richiesto, anche, di riportare i risultati del loro giro di visite in modo da permettere allo staff del candidato di monitorare l’andamento della campagna.<br />È possibile anche aiutare il candidato nella raccolta fondi creando una apposita pagina personale nella quale, oltre a motivare la scelta di sostenere Obama, si fissa una cifra-obiettivo da raggiungere. Via e-mail è poi possibile contattare persone affinchè visitino la pagina di raccolta fondi e diano il loro contributo.<br />Tra i numerosi strumenti messi a disposizione di coloro che hanno creato un loro profilo su MyBo vi è anche il blog, personalizzabile sia nel titolo che nell’url.<br />Grazie a tutte queste risorse messe a disposizione dei sostenitori di Obama, sono stati circa 80.000 gli eventi offline organizzati nel 2008 e circa 20.000 i gruppi creati per sostenere il candidato.<br />La pagina di iscrizione a MyBoUn post pubblicato su un blog di MyBo<br />Tutto ciò ha permesso ad Obama un notevole risparmio di forze ed energie, riducendo il numero di eventi minori ai quali dover presenziare, e permettendogli di mobilitare un maggior numero di volontari locali in alcuni stati chiave. L’obiettivo dell’ideatore di MyBo era, infatti, quello di trasformare il supporto on-line in attività locale, indipendentemente dal numero di iscritti alla community.<br />Un segno di come MyBo stesse diventando strumento chiave della campagna di Obama, si ebbe quando nacque “L’Idaho per Obama”, il gruppo creato dai cittadini di uno degli Stati più repubblicani, in cui il 97% della popolazione è bianca e solo lo 0,7% è nera.<br />Un altro aspetto interessante è quello relativo alla raccolta fondi. Grazie alla raccolta fondi on-line sono stati raccolti oltre 270 milioni di dollari, molti dei quali provenienti da piccole donazioni che sono incrementate man mano nel corso della campagna. Proprio le piccole donazioni hanno permesso ad Obama di avere un notevole vantaggio economico rispetto alla sua avversaria Hillary Clinton che, dopo gli ingenti finanziamenti ricevuti ad inizio campagna, si è trovata a dover mettere mano al suo portafoglio per finanziare il tour elettorale.<br />Una parte del successo del sito barackobama.com si deve anche all’attenzione e alla cura della grafica del sito stesso.<br />La scelta dei colori e del logo sono state fatte chiaramente in ottica nazionalista.Il logo, ad esempio, è un sole stilizzato che sorge su un arcobaleno con le strisce bianche e rosse, come quelle della bandiera americana, che campeggia su uno sfondo interamente blu.Il logo del sito barackobama.comQuesto logo è presente su tutti i gadgets della campagna elettorale e su tutte le pagine ufficiali dedicate al candidato democratico, un vero e proprio marchio riconoscibile come quello dei grandi brand commerciali.Lo staff media ha pensato ,anche, di unificare i caratteri tipografici usati dalla campagna. Nei manifesti, nelle pubblicità e nel sito il carattere utilizzato è sempre il Gotham, diventato molto popolare in America perché scelto per il memoriale dell’11 settembre che si trova ai piedi della “Freedom Tower”.Attraverso l’attenzione maniacale della grafica si è cercato, quindi, di dare solidità visiva alla campagna.Uno slogan scritto in carattere Gotham<br />L’evoluzione del sito nella fase post-elettorale<br />Dopo la vittoria di Barack Obama alle elezioni presidenziali, il sito barackobama.com è rimasto attivo, ma sono stati apportati diversi cambiamenti.<br />Il sito si è trasformato in portale prevalentemente informativo e sono scomparse le sezioni che componevano originariamente il sito, ad eccezione del blog Organizing for America, che continua ad essere aggiornato sull’attività del neopresidente, e della community My Bo. Sono , però, state aggiunte alcune nuove funzionalità. È stato creato, ad esempio, un “ricerca eventi” che consente di cercare gli eventi organizzati dal movimento Organizing for America consultando un calendario che permette di filtrare la ricerca per date.È stato,inoltre, aggiunto, un link diretto al sito del Partito Democratico e una sezione dedicata al reclutamento di volontari per gli eventi organizzati da Organizing for America nei vari stati.Il “ricerca eventi” del sitoPagina dedicata al reclutamento di volontari<br />LA CAMPAGNA SU YOUTUBE<br />Il canale YouTube di Barack Obama è nato nel settembre del 2006 e ad oggi conta più di 21 milioni di visitatori ed oltre 160.000 iscritti.<br />Il canale non è incentrato unicamente sul candidato alla Casa Bianca, ma anche sui suoi supporters. Oltre ai video della campagna sono, infatti, presenti video girati dagli stessi sostenitori di Obama che spiegano i motivi che li hanno portati ad appoggiarlo . In questa maniera sono gli stessi supporter a fare ,indirettamente, propaganda elettorale.<br />Durante la campagna i visitatori del canale non solo potevano guardare, inserire e commentare i video, ma anche effettuare donazioni cliccando sul pulsante “contribute”.<br />Lo scopo della creazione del canale non era, però, solo quella di fare propaganda, ma anche quella di creare un contatto diretto con la gente, senza passare attraverso altri media. Agli attacchi dei suoi avversari e alle false notizie messe in circolazione sul suo conto, Obama rispondeva dirittamente del suo canale Youtube, evitando ogni eventuale manipolazione delle sue dichiarazioni. Una scelta che si è rivelata fondata, visto che i video di Obama su YouTube sono stati visti circa 52 milioni di volte.<br />Da organo ufficiale della campagna elettorale, il canale si è poi trasformato , dopo la vittoria alle presidenziali, in organo ufficiale della Casa Bianca. Infatti, il tradizionale discorso radiofonico del sabato del presidente, oltre ad essere trasmesso in radio, è anche disponibile in formato video su Youtube e sul sito della Casa Bianca.<br />Il canale YouTube di Barack Obama<br />www.youtube.com/barackobama <br />LA CAMPAGNA VIRALE SUI SOCIAL NETWORK<br />Un altro punto di forza della campagna elettorale di Obama è stato l’uso dei social network. In particolare, l’attività di social networking è stata finalizzata alla creazione di reti di finanziatori, attivisti e supporter. <br />Ad occuparsi della presenza di Obama sulle varie piattaforme è stato Chris Hugues, guru del social network, che ha creato profili ufficiali del candidato sulle community più frequentate dalla popolazione americana, come Facebook,Twitter,MySpace e su quelle frequentate dalla popolazione americana asiatica,nera e ispanica, come AsianAve, BlackPlanet e MiGente. Non è stata dimenticata neanche la comunità omosessuale. Obama ed il suo staff hanno,infatti, creato anche un profilo su Glee, network frequentato dalla comunità omosessuale. Va specificato, però, che Obama non è presente su tutti i social network ma solo su 15 di queste piattaforme, ovvero quelle più importanti e significative, a differenza del rivale Edwards che è presente su numerosi network.<br />L’obiettivo di Hugues non era quello di fare avvicinare gli elettori al candidato, ma piuttosto quello di fare incontrare e interagire tra loro gli elettori. I social network, infatti, permettono di creare reti di amici con i quali condividere contenuti di ogni tipo (testo, video, musica, immagini, messaggi brevi) e comunicare in tempo reale. Si è puntato, quindi, sul tam-tam degli internauti per fare conoscere Obama e il suo programma.<br />La scelta di puntare sulle reti sociali, il cui meccanismo di comunicazione è molto semplice e diretto, ha permesso,inoltre, di coinvolgere anche quella parte di popolazione che solitamente è poco avvezza ai programmi politici e alle tradizionali propagande elettorali, come i giovani.<br />Gran parte del successo della campagna condotta su queste piattaforme è stato,quindi, l’uso di strumenti che le persone dominano ormai con una certa confidenza. Infatti i sostenitori di Obama non si sono limitati a diventare suoi “amici”, ma hanno utilizzato anche gli strumenti che i vari social network mettono a loro disposizione per diffondere messaggi a supporto della sua candidatura. Su Facebook, ad esempio, più di 900.000 persone hanno preso parte al gruppo One Million Strong for Obama e sono nati gruppi studenteschi per Obama per ogni college americano. <br />Attraverso questi network si è cercato, poi, di indirizzare gli utenti verso il sito MyBo, dove le persone vengono convogliate verso specifiche attività e cause per partecipare alla campagna elettorale. Il sito MyBo ha costituito,quindi, il fulcro delle attività elettorali:dal sito le informazioni, i video, i discorsi del candidato venivano inseriti nelle varie piattaforme e, tutte queste, riconducevano poi al sito MyBo per attrarre persone, raccogliere fondi e trovare volontari.<br />Il modello di comunicazione di Obama<br />I profili di Obama sui principali social network<br />FacebookMySpaceTwitterLinkedInMiGenteBlackPlanetGleeFlickr<br />LA STRATEGIA DI COMUNICAZIONE <br />I 3 livelli di partecipazione <br />Tutti gli strumenti finora analizzati hanno permesso ad Obama e al suo staff di cercare il supporto coinvolgendo gli utenti in maniera graduale, secondo la diversa volontà di partecipazione. La campagna ha fornito,infatti, agli utenti diversi strumenti a seconda del diverso grado di partecipazione e di impegno. <br />Agli utenti veniva fornita la possibilità di scegliere tra tre diverse modalità di collaborazione:<br />Personale- diventando “amico” di Obama su un social network, iscrivendosi al servizio di messaggistica sms e alla mailing list per restare aggiornati sulla campagna. Si passa, poi, alla prima donazione o ad iscriversi per votare.<br />Sociale- postando il commento sul profilo di un amico, spiegandogli i motivi della scelta di supportare Obama e ,magari, creando su MyBo un proprio account o iscrivendosi a un gruppo.<br />Come sostenitore- postando in un gruppo commenti,foto o video in cui si dichiara il proprio sostegno o inserendo un video su YouTube. Successivamente si organizza e si ospita un evento offline per convincere i sostenitori a donare denaro, iscriversi per votare o fare propaganda.<br />I PUNTI CHIAVE DEL SUCCESSO DI OBAMA<br />Riassumendo,gli aspetti che hanno reso vincente la strategia comunicativa di Obama sul web sono stati:<br />L’aver messo a disposizione contenuti -audio, video, foto, testo- per la creazione di contenuti da parte degli utenti.<br />Essere stati presenti lì dove c’erano gli utenti (Facebook, BlackPlanet, AsianAve, MiGente).<br />Aver sfruttato le piattaforme più frequentate (Facebook, My Space, Twitter).<br />Aver mobilitato i sostenitori anche attraverso i servizi di telefonia cellulare.<br />Aver cercato il supporto coinvolgendo gli utenti gradualmente.<br />6. IL POST ELEZIONI: dal sito di transizione change.gov alla Casa Bianca 2.0<br />Lo scorso 6 novembre, dopo la vittoria alle presidenziali, lo staff media di Obama ha lanciato Change.gov, un sito creato per continuare il filo diretto con la popolazione americana ,tenuto durante tutta la campagna elettorale, anche nella fase di transizione dal governo Bush a quello Obama. <br />Il sito offriva agli utenti la possibilità di condividere le proprie idee su questioni politiche,fare proposte o dare consigli nel Citizens’ Briefing Book. <br />L’idea era quella di raccogliere in un libro, da consegnare al neopresidente, le opinioni e i consigli dei cittadini in merito alle questioni di maggiore interesse, come sanità, economia e istruzione.Ai visitatori veniva data anche la possibilità diIl “Citizen’s Briefing Book”<br />partecipare a delle discussioni su temi scelti periodicamente dallo staff di Obama o di porre domande, nella sezione Open for questions, direttamente al capo ufficio stampa del presidente.<br />Il sito www.whitehouse.gov<br />A gennaio, con l’insediamento di Obama, il principale strumento di comunicazione del presidente americano è diventato il sito ufficiale della Casa Bianca http://www.whitehouse.gov/ . Ad una prima occhiata il sito appare simile nella grafica e nei contenuti a quello che ha accompagnato Obama per l’intera campagna elettorale, ovvero barackobama.com.<br />Il sito si articola in sei macrosezioni:<br />The Briefieng Room, in cui è possibile accedere al blog,vedere il tradizionale discorso del sabato del presidente e i suoi discorsi pubblici, e visionare l’agenda degli appuntamenti.<br />Issues, dove è possibile consultare il programma politico del presidente.<br />The administration, in cui è possibile documentarsi sulla storia di Obama,dei membri del suo governo e del suo staff.<br />About the White House, in cui troviamo informazioni sulla storia della Casa Bianca e sui presidenti che vi hanno vissuto, nonché sugli animali presidenziali.<br />Our Government, sezione in cui viene spiegato ai cittadini il meccanismo di interazione tra il presidente americano e i vari organi legislativi e giudiziari.<br />Contact Us, sezione dalla quale è possibile contattare il presidente e il suo staff per porre loro domande, dare consigli, inviare commenti o auguri.<br />Come si può notare effettivamente il sito permette all’utente di usufruire dei servizi e degli strumenti che erano già presenti in barackobama.com e di interagire allo stesso modo con il presidente. Il presidente,quindi, ha voluto mantenere la “comunicazione two-way” che ha caratterizzato la sua campagna ed ha, per questo, rinnovato il sito web della Casa Bianca dotandolo dei nuovi strumenti del web 2.0.<br />L’intenzione di rinnovamento è stata anche annunciata sullo stesso blog della Casa Bianca. Infatti, in un post pubblicato lo scorso maggio e intitolato “WhiteHouse 2.0”, Macon Phillips, direttore dei new media, comunicava la decisione di estendere le forme di comunicazione dell’amministrazione americana per garantire maggiore efficienza e trasparenza. <br />Un primo passo, è stato quello di aprire la Casa Bianca al mondo dei social network, creando delle pagine ufficiali su Facebook, MySpace e Twitter e creando un canale su youtube e iTunes per vedere i video e scaricare i file audio dei discorsi del presidente.<br />Nel post viene anche segnalata la decisione di pubblicare tutti i provvedimenti non urgenti e di consentire per cinque giorni la possibilità di leggerli e commentarli.<br />Non sono commentabili, invece, i post del blog per ovvie ragioni: la gestione dei commenti comporterebbe un enorme dispendio di tempo ed energie sia per la quantità che per la qualità dei commenti che potrebbero arrivare.<br />Ampia possibilità di commento è concessa, invece, nei profili della Casa Bianca creati sui vari social network che, essendo piattaforme esterne, non sono sotto la diretta responsabilità del governo.<br />Questi cambiamenti sono stati introdotti da poco, per cui non è ancora possibile valutare la loro effettiva efficacia. Resta, infatti, da valutare come lo staff del presidente riuscirà a gestire il dialogo con i cittadini e come si potrà realizzare a pieno questa “operazione trasparenza”, tenendo conto anche delle restrizioni imposte da motivi di sicurezza. <br />Bisognerà,forse, attendere il momento in cui ci saranno in discussione temi e questioni importanti, che richiederanno trasparenza da parte dell’amministrazione, per capire quanto la Casa Bianca sarà chiara con i cittadini americani.<br />Un frammento del post pubblicato sul blog della Casa Bianca<br />BIBLIOGRAFIA<br />Articolo del Corriere della Sera “Obama, il «Google president». Quando la Silicon Valley si sente al governo”, (Disponibile su: http://www.corriere.it/esteri/08_novembre_09/silicon_obama_80f25604-ae7c-11dd-a27b-00144f02aabc.shtml)<br />Articolo di La Repubblica “Barack Obama quel brand creato sul Web”, (Disponibile su: http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2008/06/09/barack-obama-quel-brand-creato-sul-web.html)<br />Articolo pubblicato sul sito del governo americano “Internet Revolutionizes Campaign Fundraising Successful fundraising efforts appeal to average people online”, (Disponibile su: http://www.america.gov/st/elections08-english/2008/July/20080710130812mlenuhret0.6269953.html)<br />Articolo del The Sunday Times “Barack Obama is master of the new Facebook politics”, (Disponibile su: http://www.timesonline.co.uk/tol/comment/columnists/andrew_sullivan/article3997523.ece?openComment=true)<br />Articolo del Times “Barack Obama sets up internet 'war room' to fight slurs Internet ‘war room’ will rebuff false rumours”, (Disponibile su: http://www.timesonline.co.uk/tol/news/world/us_and_americas/us_elections/article4100170.ece )<br />Articolo del Washington Post “Obama's Wide Web From YouTube to Text Messaging, Candidate's Team Connects to Voter”, (Disponibile su: http://www.washingtonpost.com/wp-dyn/content/article/2008/08/19/AR2008081903186.html?sid=ST2008081903613&s_pos=)<br />Studio di Edelman U.S.A. “The social pulpit. Barack Obama’s Social Media Toolkit” (Disponibile su: http://www.edelman.com/image/insights/content/Social%20Pulpit%20-%20Barack%20Obamas%20Social%20Media%20Toolkit%201.09.pdf).<br />SITOGRAFIA<br />http://www.barackobama.com<br />http://www.youtube.com/barackobama<br />http://www.change.gov/<br />http://www.whitehouse.gov/<br />http://www.facebook.com/home.php#/barackobama?ref=s<br />http://twitter.com/BARACKOBAMA<br />http://www.migente.com/barack_Obama/<br />http://www.blackplanet.com/barack_obama/<br />http://www.asianave.com/Barack_Obama/<br />http://www.myspace.com/barackobama<br />http://www.linkedin.com/in/barackobama<br />

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