Così, ti dài da fare.La situazione è difficile e precaria.E tuttavia.Non vuoi lasciare nulla d’intentato.Inondi scrivanie ...
Come un ingranaggio bene oliatoun pezzo a incastro,un mozzo nel suo postofunzionale a tutto il meccanismo.Così ha deciso d...
Sei un altro. Sei sposo del padrone:è il porco del tuo corpoè il tuo signorecui devi dedicarti culo e cuorefinalizzarti tu...
Dov’è la verità?Dov’è la giusta via?Tu non capisci più.Così, nel giro di sei mesio un anno, male che gli vadail gioco è fa...
Cos’è questa spirale?Chi è che l’ha inventata?E quale soluzione?Realizzi che così non può più andare:devi uscirne, devi mi...
“Ho bisogno di più tempo a realizzarmi”(e la mia fronte suda)“per diventar me stesso, che io sonovenuto al mondo - ho un c...
Non hai orgoglio a farne parte?”.“Direi che è storia, altro che natura!Preferisco giocare a carte.Io tento la mia sorte”.“...
Così, così gli rendo fededel bene che mi fada diciassette mesimi dà il paneche ha creduto in mee addirittura!mi ha dato un...
e tutto quel che gode e che decidee alle altre membra nienteresta, o pressappoco:è un corpo servitoreè un brutto gioco”.“A...
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Emporium - specimen antologico

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Emporium - specimen antologico

  1. 1. Così, ti dài da fare.La situazione è difficile e precaria.E tuttavia.Non vuoi lasciare nulla d’intentato.Inondi scrivanie col tuo CV.Leggi le inserzionied i tuoi estremi lasci all’agenziache gli sia chiaro, infine, chi sei tu.Colloqui e concorsi e selezioni.Spendi fortune in posta prioritaria.Vivi nell’attesa e non respiriché ti manca l’aria.Ma un giorno ti raggiunge la notizia!Così, tu entri in aziendae finalmenteche ormai non ci speravi quasi piùtu sei assunto! AS-SUN-TO!Come il sole per…al poker, quando fuori piovee sei servito(rallegramenti, congratulazionie pacche sulla spalla e telegrammisostengono il tuo ritoil tuo entusiasmo…ma si festeggia, dimmi, con l’orgasmola morte psicologica di un uomo?)Sono ottocento dindi al mese(quando mille non ti bastano a campare)e in cambio, ecco, gli dài il fritto:tutto il tuo tempo, da mattina a seraOh, il tempo…tutto quel che haima soprattuttotutto quel che sei -vero, Heidegger?…È la tua vita presa in un sequestroper?Ottocento sporchi dindiad ogni meseche al massimo tu ci sopravviviriscatto quotidiano in busta pagacon un contratto a termine capestroché te lo danno come un gran favoreil precariato.Flessibile. Mobile. Disposto.
  2. 2. Come un ingranaggio bene oliatoun pezzo a incastro,un mozzo nel suo postofunzionale a tutto il meccanismo.Così ha deciso devi essere qualcunoche precario non è affattoattaccato con la colla alla poltronae non la molla micaché guadagna ottantamilavolte più di te.L’ho visto l’altro giorno con la Ficache gli stava accanto in Maserati(mentre la tua al massimo è una Skoda)guidare col suo stile prepotentelo sguardo misterioso e trinceratodietro un bel paio di lenti blé,modello ultima moda.Sarà poi un caso, mada quel giorno la tua vita si trasformae non in meglio.Testa d’aglio, sale, crocifissoe paletto in frassino appuntitotu mettere dovrai nella tua borsa.Ma oggi - ne sei fiero - è il primo maggioed hai finito appena di giocare.Da domani si comincia e fai davvero.Sei uomo. Sei grande. Sei forte.E con coraggio affronti la tua sorte.Sei stato punzonato per la corsala grande maratona delle fatedidietro al pifferaio direttoreche tiene tutti quanti con le briglieincontro alle migliori meraviglieper le più dolci ore -che è, questo, o non èil bel paese splendido del sole?Basta con i sogni e le menatesproloqui da idealisti e sciocche fole!Serietà. Sicurtà. Respònsabilità.Tu non esisti più, quello di prima.Devi scordarti di te stessoquello che sei stato e che tu sei.
  3. 3. Sei un altro. Sei sposo del padrone:è il porco del tuo corpoè il tuo signorecui devi dedicarti culo e cuorefinalizzarti tutto al suo progettoidentificarti col suo sognoessere ingranaggio funzionale,che il tuo bene è diventato il suoe non può farti male:gli devi la speranza e la tua luce -solo Lui ti porta alla salvezza!Sei chiamato, insomma, a scegliere una cosa:o il padrone o mammona;o meglio: il padrone di mammona;o meglio ancora: immolartialla mammona del padroneche è una grassa puttanazza cremolosae ti vuole bendisposto a tutte l’oreper le sue voglie, per le sue viltà.E la tua anima? E la tua luce vera?E le esigenze dello spirito interiore?E le energie che ti fanno uomo?Niente, non hai tempo più per niente.Ti succhiano, ti spremono a limone.Quando torni a casa sei distruttoconfuso, obnubilato ti addormentie spegni sul cuscino i tuoi tormenti.Non leggi più.Non pensi più.Solo un pocolino di TVquel tanto di serale disimpegnole cosce sgambettanti al varietàe la pubblicità - che ti consigliamentre tua figlia chiede le istruzioniper vivere la vita e non rispondiperché da un po’ di tempotu hai già smessodi farti le domanded’esser vivotragicamente inconscio, piano piano.Sei come in trance.Ti blocca l’aporial’opposto sentimento ambivalenteché odi ma anche ami i tuoi aguzzini:non ne puoi fare a meno.
  4. 4. Dov’è la verità?Dov’è la giusta via?Tu non capisci più.Così, nel giro di sei mesio un anno, male che gli vadail gioco è fatto:sei reso inoffensivoautoma, inerte, addormentatoun pesce incappiolato nella rete.Ci son riusciti anche con te.E i tuoi occhi infine sono spenticome pozzi vuoti e inespressivi.Ma un giorno all’improvviso ti risveglicome Belluca al fischio del vapore.Capisci che ogni giorno lavoripraticamente solo per…mantenere la macchina!che ti serve per…andare ogni giorno a lavorare!La macchina! Ah!L’ipostasi-emblema del sistema!L’invenzione più geniale e redditizia.La scatola infernaleche ammorba col fetore visceraleche scappa dal suo tubo inverecondoe fonde con l’usura la frizionementre il motore va in ebollizione.È il petroliere che accendee mantiene il semaforo rossoe gode dell’ingorgo procuratoperché ogni attimo che tu rimani làinscatolato come una sardinacon l’occhio strabuzzato ed impotentesognando il tuo bel pieno di benzinache lentamente in fumo se ne va,per lui è un affare grossoun bucintorodi milioni che gli piovono addossosenza muovere ditoe la tua macchina, pur quando utilitariaè una gallina d’oro.Ogni mattina due ore di trafficoe altre due la sera per tornare.L’aria irrespirabile che appesta,di piombo avvelenata e di furore.Ma si può campare in questo modo?
  5. 5. Cos’è questa spirale?Chi è che l’ha inventata?E quale soluzione?Realizzi che così non può più andare:devi uscirne, devi migliorare.E allora chiedi un colloquioe Lui te lo concedefranco paterno liberaleabbronzato anche a gennaioe sorridente. Bello.Ti abbraccia, ti accoglie col suo visoda porcello, da salvadanaiosenza una ruga liscio come un bimboreduce dal sole di Cancun.Sigaretta, wiskino - no grazie.Si adagia nella valva che lo accoglieprezioso ripieno imbottitodella sua Chesterfield nerala classica poltrona in pelle umana.È a tua disposizione - Dimmi pure.“Scusi, My Tycoonpregiato dirigentemio dottoreo grande chiarissimo capodi buona speranza,non vorrei sembrarle inopportunose ardisco addivenire alla sua stanza…”“Dimmi, caro, dimmi…”“Recarle disappunto maio sono un uomoe la prego di degnarmiin quanto tale”.“Ma carissimo, che cosa non ti va…Hai bisogno di un ritocco,un rinforzino?Ti aumento lo stipendio di tre dindi!”“Non è questione di danari”.“Suvvia, facciamo trentatre.Per trenta si convinse pure Giuda”.
  6. 6. “Ho bisogno di più tempo a realizzarmi”(e la mia fronte suda)“per diventar me stesso, che io sonovenuto al mondo - ho un compito assegnatoil mio ruolo evolutivo, la creazioneche mi vuole ancora pronto,ancora vivo: sono uscito dal miocorso, ho deragliato:io devo ritornare alla missionesono artista”…Pausa, caduta, buco del discorso.Silenzio imbarazzato e controverso.Ops. Guai in vista.Si è spento lievemente il suo sorrisocome quando il sole che splendevadi bruma un po’ si vela e non convincee l’occhio suo di lince si fa cupo.Un’ombra di pensiero, un nuovo caso?“Ne hai parlato con il referentepreposto per l’appunto alla gestionedelle risorse umane?”“Ne ho parlato, sì,non serve a niente: del restorisorse certamente,ma non Le chiami umaneper piacere - e infinenon sono un caso che si può gestirefacilmente”…È sorpreso, più che deluso.“Che ti sei messo in testa, lascia stare.Vuoi farmi concorrenza?Vuoi metterti in affare?”.“Mi dica che cos’è questo rumorequesta potenza immaneche involve al meccanismoe ci fa male”.“È il build, è il bit, è il cipè il plinto costruttore,l’impulso della macchina mondiale.È la vita, è la gioia, è la natura!
  7. 7. Non hai orgoglio a farne parte?”.“Direi che è storia, altro che natura!Preferisco giocare a carte.Io tento la mia sorte”.“Tu tenti, sciocco, la tua morte.È una signora ad ore”.“Di spirito le parlo, mio signore”.“Di spirito? Soccorso? Infermeria?Un sorso di liquore?”.Ti guarda strano, come dalla luna…Non ti capisce più - ma che gli dici?Sei una frana in un massiccio di saldezzeTu sei solo un mezzo, non un fine,tanto meno gli puoi essere d’impiccio:la tua spinta è necessaria alla catenae l’olocausto delle tue energieè sacro sulla pira dell’Ideadi cui a godere i frutti sarà Lui.Così, dopo una vitaspesa in nome di quel fuocoche ti brucia ma non ti appartieneal sacrificio immane dei tuoi giornidi rinunce, di grame apostasiedi vie che non hai sceltoma hai percorsoti guarderai allo specchioe dirai “Fui”.Arbeit macht frei.È questo il tuo discorso.Si meraviglia inquietoe innaturalee a questo punto, poimi chiede il nomeper conoscere chi èche gli fa male…Ma come? Ingrato!Sputo dentro il piattodove mangio?
  8. 8. Così, così gli rendo fededel bene che mi fada diciassette mesimi dà il paneche ha creduto in mee addirittura!mi ha dato un numeronella sua strutturami ha reso matricola,particola di un cuorecosì grande…“Il glande io non succhiodel suo peneché non gradisco il sesso,e nato non son fattoa portar pesi…Bruttura di abbrutitiè la strutturala macina che pestae che triturala strada senza uscita,e non ne faccio parteio non giocoda questo punto lasciola partitache in cesso ha trasformatola mia vita”.“Ma tapino, sciagurato, impertinente:perché la storia non t’insegna niente?Cos’è quest’Aventino?Non ricordi Menenio Agrippa?”“Ricordo che la trippa vi s’ingrassaa dismisura, mentre a noi, noinon bastano i passanti alla cintura”.“Lascia fare, che a star magri si sta bene…Voglio dire, stammi un pochino a sentire:siamo membra dello stesso corpo!Ci siamo mutuamente necessari…Ma forse è questione di orari?”“Peccato voi siate la testae in testa c’è la boccae il grimaldello, e gli occhi
  9. 9. e tutto quel che gode e che decidee alle altre membra nienteresta, o pressappoco:è un corpo servitoreè un brutto gioco”.“Ah, lo capisti… Da quanto?”“Da un po’ di tempo:non avrei dovuto?”“Ammetto. È questopurtroppo il mondo.E non le puoi cambiare certe cose:c’è chi nasce testa e chi vil piede…E allora che vuoi fare?”“Fra testa e croce vince solo questae gliela rendo piena di interessii passi barcollanti e traditorisotto lo strazio acuto del mio corpole spine, le frustate, i machiavellie quindi senza odi né rancoriLe dico che è un gran porcodentro e fuori: voi siete sempre quellie la mia testa non l’avrete mai:vi mando tutti quanti a quel paese”.Poi l’ho schiaffeggiato brutalmente.Licenziato su due piedi. Polizia.Condannato, con la condizionale.Ma prima gli ho lasciato i quattro chiodisulla scrivania.

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