Il giornale iperlocale come hub di comunità

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Slide presentate il 13 novembre 2010 a Roma durante l'incontro sul giornalismo iperlocale (immaginando l'ONA Italia)

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  • A me piace considerare
  • Relazioni tra persone e
  • …relazioni tra contenuti
  • Ognuno ha accesso a strumenti di espressione, che sono semplici, economici e diffusi
  • Condividiamo il nostro punto di vista sul mondo, le nostre esperienze, le nostre competenze
  • Interagiamo con i contenuti altrui, alimentiamo conversazioni, costruiamo ponti tra specializzazioni e sguardi sul mondo differenti
  • Perdiamo il filtro centralizzato dei media di massa, ognuno ha la responsabilità di filtrare per se stesso e, attraverso la propagazione delle proprie scelte, di contribuire alla selezione comunitaria di quanto raccoglie interesse diffuso
  • In due parole: diventiamo nodi attivi di una rete
  • Di una rete che è globale
  • E che negli ultimi 15 anni ha visto moltiplicarsi questi nodi. Ogni persona connessa alla rete è un nodo, che attiva relazioni con altri nodi in funzione dei propri interessi e delle proprie necessità
  • Ogni nodo è parte di diverse comunità dentro le quali gioca ruoli diversi, ha visibilità diverse, ha funzioni diverse
  • E in questo modo abbiamo dato vita a una geografia molto particolare, che prescinde dai confini geografici tradizionali. Persone di nazionalità diverse si ritrovano nodi contigui all’interno di ambienti e comunità condivisi. La rete non è fatta di centri, ma di una moltitudine di
  • Comunità organizzate intorno a
  • Questo ci porta a un paradosso tutto sommato inedito per la società contemporanea
  • Siamo in grado di vedere in tempo quasi reale le immagini di un aereo ammarato miracolosamente sul fiume Hudson
  • Ma non siamo in grado di conoscere, attraverso la stessa infrastruttura di comunicazione, gli orari del negozio di alimentari in fondo alla via. (D’accordo, possiamo scendere e andare a vedere, ma non è questo il punto)
  • Possiamo consultare il tabellone dei voli in arrivo a Heathrow
  • Ma spesso non veniamo a sapere per tempo la programmazione di un laboratorio creativo a cui portare i nostri bimbi
  • Il livello di dettaglio è sempre più profondo
  • All’inizio i nodi erano talmente pochi che il nostro scenario era necessariamente il mondo intero
  • continente
  • regione
  • città
  • E oggi, qui vi volevo portare, sempre più spesso cominciamo a contare un numero sufficiente di nodi anche a livello di quartiere
  • I nostri vicini sono arrivati in rete e oggi possiamo cominciare a costruire reti di relazioni anche in una dimensione non soltanto locale (la città) ma iperlocale (il quartiere, la singola via). Il punto non è sostituire i rapporti personali con quelli mediati dai computer, ma portare i processi virtuosi di internet, attivare il sistema operativo per le relazioni anche nel nostro condominio
  • L’ultima nicchia possibile è quella delle comunità unite dall’appartenenza a un territorio
  • Se la città è una rete sociale, man mano che ciascun nodo si dota (o viene dotato, laddove si ha a cuore la cittadinanza digitale) di una connessione noi proiettiamo su Internet una mappa della realtà locale, con tutti i vantaggi che si ottengono in fatto di velocità, bidirezionalità e uniformità di scambio delle informazioni
  • Tutto quello che abbiamo detto fin qui ha implicazioni piuttosto interessanti per i flussi di comunicazione legati al territorio. L’informazione, per esempio.
  • Mi pare però che l’industria giornalistica applicata all’iperlocalità sia ancora saldamente ancorata alla sua eredità massmediatica, mantenendo il suo baricentro sui contenuti, mentre invece la rete – ritorno al punto da cui sono partito – ci chiede di pensare a ciò che accade online soprattutto sotto forma di relazioni
  • Io credo che un giornale iperlocale debba aspirare a essere un hub per la propria comunità. L’hub è il nodo privilegiato, che per la sua capacità di smistare il traffico e di facilitare le relazioni tra tanti altri nodi assume un ruolo fondamentale per lo smistamento delle informazioni. NON È SCONTATO CHE UN GIORNALE SIA UN HUB
  • mappare, aggregare, digerire i flussi esistenti, spontanei e professionali
    favorire la creazione di nuovi, tanti quanti sono i cittadini, le istituzioni, le aziende, le associazioni di un territorio
    promuovere pratiche di condivisione e aggregazione (hashtag)
    tutto ciò che esiste già è la base del lavoro, su quella si costruisce produzione originale e di livello professionale
    più attenzione si dà più se ne riceve
  • La città è molto più di quello che riescono a cogliere oggi i giornali locali.
    Mappare tutti i soggetti attivi sul territorio (persone, organizzazioni, associazioni sportive, aziende, istituzioni) attivando canali di informazione sulle loro attività
    esplorare la vita nei quartieri e dare voci alle varie sottocomunità locali
    mantenere flussi (e fact checking) per le istituzioni, supplendo alla loro attuale incapacità di provvedervi da sole
    liveblogging, livetweetting dei fatti ed eventi più interessanti della giornata, coprendo immediatezza e demandando approfondimento
  • Eventi (tutti gli eventi, classificati in modi non squallidamente sequenziali)
    Acquisire flussi di servizio in tempo reale (trasporti, traffico, parcheggi, webcam)
    Bacheche di annunci
  • Lavorando sulla mappa, la metafora più semplice e condivisa dalla comunità locale
  • Ma soprattutto, pienamente, consapevolmente e generosamente cittadino
  • Il giornale iperlocale come hub di comunità

    1. 1. Il giornale iperlocale come hub di comunità Sergio Maistrello
    2. 2. internet
    3. 3. sistema operativo
    4. 4. relazioni
    5. 5. persone
    6. 6. contenuti
    7. 7. possiamo:
    8. 8. pubblicare
    9. 9. condividere
    10. 10. interagire
    11. 11. filtrare
    12. 12. diventiamo nodi
    13. 13. nicchie
    14. 14. idee
    15. 15. eventi
    16. 16. specializzazioni
    17. 17. paradosso
    18. 18. ma…
    19. 19. livello di dettaglio
    20. 20. il territorio come nicchia
    21. 21. “il primo social network è il bar da Gigi” Luca Mascaro
    22. 22. città = rete sociale
    23. 23. informazione?
    24. 24. contenuti relazioni
    25. 25. aggregare i flussi
    26. 26. esplorare le nicchie
    27. 27. informazione di servizio
    28. 28. giornalista
    29. 29. social media editor
    30. 30. animatore di reti
    31. 31. community builder
    32. 32. cittadino
    33. 33. Grazie. Sergio Maistrello sm@sergiomaistrello.it www.sergiomaistrello.it

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