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Relazione "Le font serif sono migliori delle sans serif nella leggibilità di un testo?" Barison, Luciani, Omero Olimpio

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Università degli studi si Milano Bicocca
Corso di Laurea Magistrale in Teoria e Tecnologia della Comunicazione
A.A. 2014/2...
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stampato su carta?
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Il nostro interesse per la leggibilità dei testi è sorto anche in seguito al progetto sviluppato e
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Relazione "Le font serif sono migliori delle sans serif nella leggibilità di un testo?" Barison, Luciani, Omero Olimpio

Questa relazione (di cui è disponibile anche la presentazione a slide) è il frutto della ricerca condotta da Giorgio Barison, Luisa Luciani e Serena Omero Olimpio per il corso di Psicofisica e Percezione, tenuto dal prof. N. Stucchi presso il corso di studi in Teoria e Tecnologia della Comunicazione, Università di Milano Bicocca, anno accademico 2014-2015.

Questa relazione (di cui è disponibile anche la presentazione a slide) è il frutto della ricerca condotta da Giorgio Barison, Luisa Luciani e Serena Omero Olimpio per il corso di Psicofisica e Percezione, tenuto dal prof. N. Stucchi presso il corso di studi in Teoria e Tecnologia della Comunicazione, Università di Milano Bicocca, anno accademico 2014-2015.

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Relazione "Le font serif sono migliori delle sans serif nella leggibilità di un testo?" Barison, Luciani, Omero Olimpio

  1. 1. Università degli studi si Milano Bicocca Corso di Laurea Magistrale in Teoria e Tecnologia della Comunicazione A.A. 2014/2015 Psicofisica e Percezione LE FONT SERIF SONO MIGLIORI DELLE SANS SERIF NELLA LEGGIBILITA’ DI UN TESTO STAMPATO SU CARTA? Prof. N. A. Stucchi Studenti: G. Barison L. Luciani S. Omero Olimpio
  2. 2. Le font serif sono migliori delle sans serif nella leggibilità di un testo stampato su carta? Giorgio Barison Luisa Luciani Serena Omero Olimpio Matricola 791743 Matricola 791855 Matricola 791894 ABSTRACT Il nostro progetto “Le font serif sono migliori delle sans serif nella leggibilità di un testo stampato su carta?” analizza la preferenza dei soggetti relativamente a testi con font serif oppure sans serif. Abbiamo mostrato a 30 soggetti, quindici della categoria compresa tra i 20 e i 35 anni e quindici della categoria compresa tra i 55 e i 70 anni, una coppia di testi identici e della stessa grandezza (12 punti), diversi solo per la font: una serif e una sans serif. Il compito dei soggetti era di giudicare quale dei due testi fosse il più leggibile. I testi sono stati scritti impiegando tre font di tipo serif (Times New Roman, Garamond e Georgia) e tre di tipo sans serif (Arial, Verdana Gill Sans); per un totale di nove coppie somministrate. Secondo la nostra ipotesi sarebbero dovute essere predilette le font serif. I risultati che abbiamo ottenuto sono stati che per il primo gruppo (20-35 anni) il carattere preferito è risultatop essere il Garamond, serif; invece per il secondo gruppo (55-70 anni) è stata la font Verdana, sans serif. La nostra ipotesi, perciò, è stata confermata solo riguardo al primo gruppo. Il nostro studio è importante perché è uno dei pochi che non cerca il font più leggibile in termini assoluti, bensì attraverso una comparazione per coppie, analizzando i caratteri sulla base della tipologia: serif o sans serif. KEY WORDS Font, carattere, leggibilità, serif, sans serif, testo, stampa su carta. INTRODUZIONE Nel mondo del Ventunesimo secolo è ritenuto sempre più importante fare una comunicazione chiara, semplice e leggibile, quindi comprensibile. La leggibilità di un testo non solo on line, ma anche stampato su carta, è diventata una questione ormai imprescindibile da affrontare ad ogni livello. Il campo della leggibilità dei testi stampati sarà affrontato nel nostro progetto mettendo a confronto i testi per il tipo di font utilizzata: serif o sans serif. La distinzione tra serif e san serif, fondamentale nella tipografia moderna, differenzia le font con grazie, più adatte alla lettura su carta, da quelle senza grazie, più geometriche e precise, più consone quindi a una lettura su monitor e per chi ha deficit visivi legati a disturbi come la dislessia, o alla più comune ametropia e presbiopia. Con il termine “grazie” in tipografia ci riferiamo ai piccoli tratti accessori del carattere, non strettamente necessari a renderlo riconoscibile. Per esempio, nel caso della lettera “l” del carattere Times New Roman, sono grazie l'uncino collocato nella parte superiore della lettera stessa “l” e il piedino orizzontale che si trova alla base.
  3. 3. Il nostro interesse per la leggibilità dei testi è sorto anche in seguito al progetto sviluppato e presentato a dicembre per il corso di Cognizione e Linguaggio, tenuto dalla professoressa M. T. Guasti, intitolato “Web e dislessia accessibilità e strumenti”, il quale ha analizzato e valutato gli strumenti per migliorare la leggibilità dei testi on line per persone con dislessia. Il tema della leggibilità è stato, inoltre, affrontato diverse volte anche in ambito universitario e nella saggistica come per esempio da Riccardo Falcinelli ne “Critica portatile al visual design”, nel qule l’autore si chiede: “Esiste un carattere più leggibile di un altro? In generale si può dire che leggiamo meglio quello che leggiamo di più, quindi, in Italia, dove l'ottanta percento dell'editoria usa varianti dei Garamond, questa famiglia risulta molto apprezzata”. Il progetto ha previsto che venissero mostrate ai soggetti coinvolti ogni volta due brevi testi identici, una parte del primo paragrafo de I promessi sposi di Alessandro Manzoni “Quel ramo del lago di Como[…] le fatiche della vendemmia”, e che ciascun soggetto giudicasse quale dei due fosse il più leggibile a parità di grandezza, 12 punti. I soggetti sono stati divisi in due gruppi sulla base dell’età: compresa tra i 20 e i 35 anni (gruppo 1) e tra i 55 e i 70 anni (gruppo 2). I risultati ottenuti hanno in parte confermato le nostre ipotesi: infatti per il primo gruppo 20 -35 è stata confermata in pieno l'ipotesi della preferenza di testi con caratteri serif, invece per il secondo gruppo 55-70 questa ipotesi non è stata del tutto confermata, in quanto il carattere preferito è risultato essere il Verdana, font di tipo san serif. Consideriamo interessante questa analisi, in quanto costituisce uno dei pochi esempi di studio in cui la valutazione della font più adatta per un testo destinato alla stampa viene attuata sulla base dell’età; fattore che, osservando i risultati da noi ottenuti, si è rivelato discriminante nella scelta del carattere considerato più leggibile. METODO Partecipanti Hanno partecipato all’esperimento trenta soggetti, i quali non erano al corrente delle ipotesi sperimentali. Quindici di loro erano di età compresa tra i venti e i trentacinque anni e gli altri quindici tra i cinquantacinque e i settanta. Il livello di istruzione del gruppo più giovane è risultato essere mediamente molto più alto (laurea) rispetto all’altro gruppo (licenza media). Stimoli e procedura Abbiamo predisposto una serie di sei testi stampati, caratterizzati da un unico formato (A4 composto da solo testo e stampa in bianco e nero) e un medesimo contenuto ovvero parte del primo capitolo del romanzo “I promessi sposi” di A. Manzoni: “Quel ramo del lago […] fatiche della vendemmia]”. Tali testi differivano, quindi, unicamente per la tipologia del carattere (la grandezza è stata mantenuta sempre a 12 punti), in modo che le risposte dei soggetti fossero dettate unicamente da essa. Sono state selezionate sei font, di cui tre di tipo serif e tre di tipo sans serif. Nella fattispecie: Times New Roman (A), Garamond (B) e Georgia (C) come serif e Arial (a), Verdana (b) e Gill sans (c) come sans serif. L’esperimento è stato svolto mostrando ad ogni soggetto nove coppie dei sopracitati testi, composte in modo tale che la persona si trovasse sempre a confrontare un carattere serif e uno sans serif. Il soggetto era chiamato a dire, per ogni coppia di testi, quale trovava più leggibile. Le coppie sono state predisposte secondo il metodo di Thurstone, facendo attenzione di sottoporre ciascuno stimolo in modo casuale, così che il soggetto non fosse influenzabile dall’ordine di presentazione degli stimoli stessi.
  4. 4. Risultati Dopo aver somministrato i nove confronti per ciascun soggetto secondo le coppie A-a, A-b, A-c, B- a, B-b, B-c, C-a, C-b, C-c, abbiamo ottenuto le matrici delle frequenze assolute come descritto dal metodo della comparazione per coppie. Dopo aver elaborato i dati, sono state redatte le seguenti matrici, prima per quanto riguarda il gruppo di quindici soggetti di età compresa tra 20 e 35 anni (fig. 1) e poi per il gruppo di quindici persone di età 55-70 anni (fig. 2). Il numero totale del partecipanti è stato, perciò, di trenta soggetti. Fig. 1 (Matrice delle frequenze relative per i soggetti di 20-35 anni) A B C a b c A 7,5 7 3 4 B 7,5 8 6 1 C 7,5 8 8 7 a 8 7 8 7,5 b 12 9 7 7,5 c 11 14 8 7,5 Fig. 2 (Matrice delle frequenze relative per i soggetti di 55-70 anni) A B C a b c A 7,5 9 11 2 B 7,5 10 13 2 C 7,5 7 12 1 a 6 5 8 7,5 b 4 2 3 7,5 c 13 13 14 7,5 E’ possibile notare che nelle matrici mancano alcuni valori, nella fattispecie i risultati relativi al confronto tra i caratteri della stessa tipologia (confronto dei serif coi serif e dei sans serif con gli altri sans serif). Questo è dovuto al fatto che ai fini dell’esperimento si voleva rilevare la leggibilità di ciascuna font unicamente rispetto alle font della tipologia opposta, per valutare quanto la leggibilità di un dato carattere potesse essere dettata dalla presenza o meno delle grazie. A questo punto sono state calcolate le proporzioni, dividendo il contenuto di ogni cella di ciascuna matrice per il numero di soggetti partecipanti al gruppo di rappresentanza della matrice stessa (15 in entrambi i casi). Fig. 3 (Matrice delle proporzioni relativa ai soggetti di 20-35 anni) A B C a b c A 0,5 0,46 0,2 0,26 B 0,5 0,53 0,4 0,06 C 0,5 0,53 0,53 0,46 a 0,53 0,46 0,53 0,5 b 0,8 0,6 0,6 0,5 c 0,73 0,93 0,53 0,5
  5. 5. Fig. 4 (Matrice delle proporzioni relativa ai soggetti di 55-70 anni) A B C a b c A 0,5 0,6 0,73 0,13 B 0,5 0,67 0,87 0,13 C 0,5 0,47 0,8 0,67 a 0,4 0,3 0,53 0,5 b 0,367 0,13 0,2 0,5 c 0,867 0,867 0,93 0,5 Si è, quindi, provveduto a normalizzare le matrici ottenute, trasformando le proporzioni in valori z e calcolando la media di ciascuna colonna. Fig. 5 (Matrice dei punti z relativa ai soggetti di 20-35 anni) A B C a b c A 0 -0,1 -0,842 -0,643 B 0 0,075 -0,253 -1,555 C 0 0,075 0,075 -0,1 a 0,075 -0,1 0,075 0 b 0,842 0,253 -0,1 0 c 0,613 1,476 0,075 0 Fig. 6 (Matrice dei punti z relativa ai soggetti di 55- 70 anni) A B C a b c A 0 0,2533 0,6128 -1,1263 B 0 0,4399 1,1263 -1,1263 C 0 -0,075 0,8416 0,4399 a -0,25 -0,5244 0,0752 0 b -0,339 -1,1263 -0,8416 0 c 1,1123 1,1123 1,5547 0 media 0,17443 -0,1794 0,26277 0,20607 0,86023 -0,6042 Infine le medie, espresse in valori z, sono state dapprima trasformate in valori y, espressi su un intervallo 0-10, e, infine, riordinate in modo crescente. Si sono ottenute così le scale psicologiche relative alle risposte dei due gruppi di riferimento. Fig. 7 (Rimappatura relativa ai soggetti di 20-35 anni) Rimappatura della scala ottenuta su un intervallo 0-10 9,8073 10 6,0215 5,533 3,2853 0 Riordino della scala 0 3,2853 5,533 6,0215 9,8073 10 media 0,51 0,543 0,01667 0,01667 -0,34 -0,766
  6. 6. Fig. 8 (Rimappatura relativa ai soggetti di 55- 70 anni) Rimappatura della scala ottenuta su un intervallo 0-10 5,317 2,9 5,92 5,533 10 0 Riordino della scala 0 2,9 5,317 5,533 5,92 10 Fig. 9 (Scala psicologica relativa alle risposte dei soggetti di 30- 55 anni). LEGENDA: c- Gill Sans, b- Verdana, a- Arial, C- Georgia, A- Times New Roman, B- Garamond. Fig. 10 (Scala psicologica relativa alle risposte dei soggetti di 55- 70 anni) LEGENDA: c- Gill Sans, B- Garamond, A- Times New Roman, a- Arial, C- Georgia, b- Verdana. Il carattere preferito dai soggetti del gruppo di età compresa tra i venti e i cinquantacinque anni è risultato essere il Garamond (B), una font di tipo serif, a riprova di quanto riportato in letteratura. Il gruppo meno giovane, invece, dichiara di preferire il carattere Verdana (b), font di tipo sans serif. Crediamo che un risultato così inaspettato sia dovuto alla spaziatura tra le lettere, maggiore rispetto agli altri font. Questa caratteristica, nei soggetti di età superiore ai cinquantacinque anni, affetti da problemi di vista tendenzialmente più accentuati rispetto al gruppo più giovane, può evidentemente comportare una maggior leggibilità e una di più facile comprensione.
  7. 7. DISCUSSIONE L'esperimento effettuato sui due gruppi di soggetti ci ha permesso di confermare parzialmente, tramite i risultati, le nostre ipotesi di partenza in relazione alla presentazione di parte del primo capitolo dei “I Promessi Sposi” stampato su carta con sei diverse font, tre serif e tre sans serif. Infatti, come da ipotesi, la font preferita dal gruppo dai 20 ai 35 anni è il Garamond ma per il secondo gruppo, quello dai 55 ai 70 anni, la font ritenuta più leggibile è il Verdana. Riflettendo sui risultati possiamo concludere che le caratteristiche dei soggetti sottoposti all'esperimento hanno influenzato l’esito dell’esperimento; in particolare, nel gruppo di soggetti dai 55 ai 70 anni l'età ha avuto un ruolo determinante. Riteniamo, infatti, che col crescere dell'età aumenti la difficoltà nella lettura e si prediligano testi con font più geometriche e di dimensioni più grandi. La font preferita da questo gruppo, il Verdana, è un sans serif progettato per i monitor dei computer, quindi non tra i più adatti a essere stampato su carta; ma nel caso di persone con una vista ridotta rispetto al normale può risultare più leggibile anche su carta. Come già confermato dall'esperimento di Bernard e Mills del 2000, le nostre ipotesi sulle font sans serif ed in particolare sul Verdana di 12 pt, che viene percepito come font maggiormente leggibile su monitor, sono confermate, ma questo sembra andare in contrasto con i risultati del nostro esperimento. I nostri dati sembrano avvalorare la tesi che le persone, superati i 55 anni e con carenze nella vista, tendano a preferire non una font serif, ma una sans serif la quale, avendo una migliore leggibilità su monitor a causa della sua minore risoluzione, nel loro caso risulta più leggibile anche su carta. Il grafico della Fig.11 fa notare i dati differenti per i due gruppi analizzati nel nostro esperimento. Fig. 11 (Confronto tra le scale psicologiche relative ai due gruppi di soggetti analizzati)
  8. 8. CONCLUSIONI I risultati ottenuti confermano le nostre ipotesi di partenza per il gruppo di soggetti dai 20 ai 35 anni. Infatti le font serif pensate per la carta stampata ed utilizzate per i testi di libri e articoli di giornale sono quelli a cui siamo abituati nella lettura risultando i più leggibili. Il Garamond è stato il preferito confermando un'altra ipotesi perché viene da sempre considerato come il font più usato nella stampa e quindi quello a cui siamo più abituati. Invece il gruppo di soggetti dai 55 ai 70 anni non ha confermato la nostra ipotesi. Probabilmente ciò è dovuto alla carenza nella vista dovuta all'età dato che la font ritenuta più leggibile è il Verdana insieme all'Arial e al Georgia. Quest’ultima, seppur serif, è una font progettata per i monitor del computer; quindi è più semplice ed immediata. Entrambi i gruppi invece sono concordi nel ritenere il Gill Sans la font meno leggibile tra quelle presentate. BIBLIOGRAFIA - Bernard M. e Mills M., A Comparison of Popular Online Fonts: Which is Best and When?, 2000. - Bringhust Robert, Gli elementi dello stile tipografico, Edizioni Sylvestre Bonnard, 2006, Milano - Falcinelli Riccardo, Critica portatile al visual design, Einaudi Editore, 2014 Torino, - Tavosanis Mirko, Gasperetti Marco, Comunicare, Apogeo Editore, 2004, Milano.

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