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Scuola Secondaria di I Grado di Cessaniti - Classe III B-Pannaconi

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IL MIO TERRITORIO: COLORI,
SUONI E SAPORI DA SCOPRIRE

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Scuola Secondaria di I Grado di Cessaniti - Classe III B-Pannaconi

  1. 1. ISTITUTO COMPRENSIVO "F. MAZZITELLI" VIA CAPIANBI 8, 89816 CESSANITI (VV) TEL/FAX 0963/501035 PROGETTO REALTA ANNO SCOLASTIC0 2018/2019 -IL MIO TERRITORIO- COLORI,SUONI E SAPORI DA SCOPRIRE A CURA "ALUNNI III B PANNACONI" CORDINATORI : Docenti III B PANNACONI
  2. 2. CLASSE III^ B PANNACONI IL MIOTERRITORIO : A CURA: 1. A b a t e Desiree 2. Boughagha Amina COLORI,SUONI,SAPORI “DA SCOPRIRE 3. Cullia S a l v a t o r e 4. De Luca Giuseppe 5. Grasso Francesca . Iedà Vanessa 7. Mirenzio Francesco 8. N a t a l e Caterina 9. N a t a l e Letterina 10. S a ra g ò Fabiana Prefazione Loscopodi questo lavoro è quello di guidare gli alunni a conoscere in modo diretto e giocoso il loro territorio, attraverso la ricerca, l’indagine e l’esplorazione del territorio in cui vivono, apartire dal loro paese. Gli alunni, sviluppando la capacità di individuare gli elementi più specifici del proprio ambiente, collocando persone, fatti ed eventi nel tempo, conoscendo la propria realtà territoriale con la suastoria e le suetradizioni, cogliendo il sensogiocoso del folclore, perverranno alla consapevolezza della propria identità sociale eculturale. IL progetto trova la sua motivazione nella necessità che ogni comunità avverte di recuperare la propria identità attraverso la conoscenza delle proprie radici e tradizioni. La finalità è quella di guidare gli alunni alla scoperta diretta del territorio in cui vivono, allo studio delle radici e delle tradizioni locali, degli antichi mestieri, delle tradizioni culinarie, delle feste paesane, per arrivare ad acquisire valori e idealiquali  Il rispetto per le persone, le cosee l’ambiente che ci circonda La s t o r i a e l a radice d e l l a nos t ra c u l t u r a  Il rispetto per le persone, le cose e l’ambiente che cicirconda  Valorizzare il passato e le origini della propria cultura attraverso la ricerca, lo studio, le inchieste, il contatto anchecon gli anziani  Far maturare nei ragazzi il desiderio di conoscenza del proprio territorio nei suoi diversi aspetti, come presupposto per un comportamento coerente ed ecologicamentecorretto. DAL PASSATO In Cammino verso i l f u t u r o
  3. 3. Pannaconi e l a sua s t o r i a Notizie storiche Leprime notizie di Pannaconirisalgono al 1130. Erachiamato Pannakon e il nome deriva da famiglie nobili che possedevanogran parte del territorio del paesino Pannaci.In seguito la storia di Pannaconifu segnata dalla presenzadei Gabrielli, ricchi possidenti che apportarono molte migliorie all’assetto urbano delpaese. conte Gabrielli risale alla fine del 1600. Probabilmente, tra le concause del crollo, potrebbero avere influito anche le recenti piogge. In ogni caso l’evento ha destato non poco sconcerto tra la cittadinanza, legata al monumento quale simbolo identitario della comunità. La stessa che ha assistito nel corso degli ultimi 20 anni al progressivo deterioramento del bene artistico , sperando in un intervento di restauro e consolidamento che però , evidentemente, non è mai stato messo in pratica. Scompare così un reliquato architettonico di pregio, forseminore riferimento che oggi inevitabilmente si interroga suciò chepoteva essere fatto per impedire tale perdita. 1805/2019 Arco Gabrielli Fino a qualche anno fa si poteva ammirare l’arco del famoso conte Gabrielli. Di questo conte si sa poco perché gli archivi istrici dell’ottocento sono stati distrutti dal terremoto del 1805,ma si è scoperto che il conte era un signore fanatico e ricco, che scelse Pannaconi per creare un palazzo e volle costruire un arco con un cancello perché voleva separare le sue proprietà da quelle del marcheseAntonio Bisognidi Briatico. Lavilla di Palazzo Mantella Lacasanobiliare di Pannaconinominata “palazzo Mantella” esiste ancora. Oggii proprietari sonoaltri ma la dominazioneMantella permane, comerimane affisso sull’antico portale del palazzo. Qui, in casadei nonni materni,passava il tempo iltempo estivo,quello che sarebbepoi diventatouno dei grandi nomi del giornalismo televisivo italiano: LUCIANORISPOLI.
  4. 4. a rm i m ei su ntella” esiste ancora. Oggii ane, come rimane affisso aterni,passava il tempo il grandi nomi del giornalismo co Mantella era primo a nonna apparteneva ad una La casa nobiliare di Pannaconi nominata “palazzo M proprietari sono altri ma la dominazione Mantella pe sull’antico portale del palazzo. Qui, in casa dei nonn tempo estivo,quello che sarebbe poi diventato uno d televisivo italiano: LUCIANORISPOLI.Suo nonno , Frances presidente della corte d’appello di Bologna, mentre nobile famiglia. I Mantella sono partiti per altri luogh i. La chiesa madonna cammino della del buon è stata costruita nel 1978 da Bucci Domenico che ebbe una visione di questa madonna mentre era inbrasile. Questa chiesaè stata edificata sul offerto dal terreno dottor Mario Bisogni.La devozione dell’iglesiente Madonna del alla buon cammino affonda le sue radici nel medioevo, ma le notizie pervenute risalgono, secondo le cronache d’archivio, al 1735. Nella primavera di quell’anno le locuste oscurarono il sole tanto erano numerose. Coprirono la campagna di un manto grigio distruggendo il raccolto e i magri pastori. Suononno , FrancescoMantella era primo presidente della corte d’appello di Bologna,mentre suanonna appartenevaad una nobile famiglia. I Mantella sonopartiti per altri luoghi. Anchei fratelli del nonno erano personaggi importanti del tempo:Domenico, farmacista e podestà del paese,Giuseppe,medico di Pannaconi,gli zii di LucianoRispoli, il capitano Raffaele Mantella, proprietario terriero e Mario, l’avvocato, fratelli della madre del giornalista. Chiabitava vicino alpalazzo ricorda l’interno nobile della casa,il giardino ben curato con una palma ultra secolareche oggi ha raggiunto un’altezza notevole, tanti alberi d’ulivo e di agrumi un giardino strapieno di fiori di ogni tipo, circondato da siepi di mirto profumato e molto rosati. La chiesa della madonna del buon cammino
  5. 5. LE TRADIZIONI E LA SOCIETA’ Fileja o Fileda, è la stessacosa,si Nella chiesa intitolata a Maria Santissima della Lettera si svolgono molte attività dedicate ai ragazzi e ai bambini di Pannaconi, si celebra la messa e si venera la Madonna della Lettera, il cui culto è diffuso in Sicilia, in modo particolare a Messina. Durante il mese di agosto si organizza una grande festa civile che si affianca alle celebrazioni religiose. Per Pannaconi, per la suasecolare devozione alla Madonna della Lettera. La festa si svolge così: alle ore 11:00 si celebra la messa, subito dopo si prosegue per la processione. Durante il pomeriggio svolgono gli incanti e infine la serasi esibisceun gruppo musicale. MADONNA DELLA LETTERA tratta di una differente modalità ortografica con i quali i due termini sono stati riportati in base alle varie zone della Calabria. La cosa certa è che parliamo di un antico piatto, ormai celebre, della cucina del territorio di Tropea, del promontorio del Poro e di tantissime zone della Calabria.Si tratta di una pasta fatta in casa, con semplici ingredienti: farina, sale, acqua. L’anima dei Filej è il supporto indispensabile per poterli filariu dinacu o dinaculu in base alle zone. E’ un bastoncino di pochi millimetri di spessore, 3-4 al massimo, prodotto da una pianta selvatica molto diffusa nell’area, chiamata Gutumara ossia Sparto. Naturalmente è un piatto, se pur ‘povero’, di cui potevano disporre quanti avevano farina bianca, e non sempre peraltro, considerate le condizioni di miseria nei La sagra è una festa popolare di carattere locale e cadenza annuale; le sagre nascono tradizionalmente da una festa religiosa, in occasione di una consacrazione o per commemorare un santo (in genere il santo patrono), ma sono anche sfruttate per festeggiare il raccolto o promuovere un prodotto enogastronomico locale. Il 10 agosto come tradizione si procede con la sagra dei Fileja dove si mangiano dei piatti tipici come:le fileja,peperoni e patate,fagioli e il panino con la salsiccia. Si fanno anche dei dolci tipici della Calabria come:le nacatole,le ciambelle,i curicchi,il pandispagna ecc… Durante la serata si esibisce un gruppo musicale.
  6. 6. LE TRADIZIONI , LA GASTRONOMI La 'Nduja è un salame spalmabile dalla consistenza molto morbida e ovviamente piccante. Il suo color ruggine, consistenza e sapore la rendono abbastanza unica nel panorama degli insaccati italiani. Originaria di Spilinga, paese in provincia di Vibo Valentia, è preparata con le parti grasse del maiale e tanto peperoncino. Tutto viene messo in budello e poi viene affumicato. Buona soprattutto spalmata sul pane, oggi la 'Nduja viene utilizzata anche in cucina sopra la pizza o per insaporire i sughi. I PRODOTTI TIPICI E L’ECONOMIA la soppressata calabrese rappresenta il meglio dell’ospitalità della regione. Non c’è padrona di casa che non si affretti ad affettarla quando qualcuno si presenta a tavola, anche se sconosciuto. È ancora tradizione prepararla in casa e vanto di ciascuna famiglia. Ese l’uomo si occupa della lavorazione delle carni del maiale, è compito della donna insaccarle. Le parti pregiate del maiale, prosciutto e spalla (che al Centro e al Nord della Penisola vengono lavorate singolarmente), a volte il filetto. Gli ingredienti sono gli stessi, ma ognuno ha la sua ricetta. La vera soppressata di Pannaconi è nata con l’aggiunta di peperoncino piccante, ottimo conservante, speciealle calde temperature delSud. Considerato tra i migliori formaggi pecorini del meridione, il Pecorino del Monte Poro viene prodotto da tempi antichi in alcune località della provincia di Vibo Valentia, ubicate su di un basso terrazzamento prospiciente la costa tirrenica. Il Monte Poro infatti è un piccolo altopiano solitario che si sviluppa tra le località di Ricadi e Nicotera, e termina ad ovest con l'alto promontorio di Capo Vaticano, interessando l'area costiera della famosa Costa degli Dei. Il pecorino del Monte Poro si ottiene dalla lavorazione di latte ovino ottenuto da pecore alimentate in pascoli naturali sulle pendici dell'altopiano. Ancor oggi su un territorio composto prevalentemente da colline calcaree si coltivano varietà autoctone la cui massima espressione si trova nel vitigno Gaglioppo, certamente la varietà più rappresentativa della regione (circa il 50% della superfi cie oggi a vigneto). Altri vitigni calabri sono i Magliocchi , il Greco nero, il Mantonico nero e bianco, il Pecorello b., ma molti altri ne esistono. Le scarse precipitazioni estive, accompagnate da elevate temperature, impongono una viticoltura che deve adeguarsi all’ambiente produttivo e da esso deve perpetuare una stagionalità che porta a vini di grande intensità aromatica e complessità gustativa, anche nel territorio di Pannaconi come in tutto il Comune di Cessaniti, la varietà più comuni è il Gaglioppo nero, che da un ottimo vino apprezzato in tutta la Provincia di
  7. 7. Cuddhuraci Iniziamo da tipici biscotti pasquali dalle origini molto antiche. Secondo la tradizione orale una versione salata di questa pietanza sarebbe stata portata dagli ebrei durante la fuga dall’Egitto. Nel corso della storia la ricetta si è man mano modificata, ma gli ingredienti di base sono sempre gli stessi: farina, acqua e zucchero. Una volta creati i dolcetti - la cui forma è solitamente tondeggiante ma può variare secondo le funzioni del dolce - al centro si inserisce un uovo sodo. Ricordo dell’antico pane ebraico, con l’uovo a simboleggiare la prosperità futura di coloro che consumano il biscotto. Pignolata – Tipico dolce di Pannaconi a forma di pigna e ricoperto di miele scaldato; viene usata prevalentemente in occasione delle feste di Carnevale. Il dolce è fatto da pallini di pasta fritti (detti appunto “pigne”) e coperti di miele o per metà da glassa bianca al limone (o bergamotto) e per la restante metà da glassa di cioccolato vanigliato Chiacchiere – Dolci tipici del periodo dei festeggiamenti del Carnevale, hanno la forma di una striscia, talvolta modellati in varie forme, fatte con un impasto di farina che viene fritto o cotto al forno e successivamente spolverato di zucchero a velo. Possono anche essere coperte da miele, cioccolato e/o zucchero a velo, innaffiate con alchermes o servite con il sanguinaccio o con mascarpone montato e zuccherate Sono un dolce tipico di Vibo Valentia preparati nel periodo natalizio. Vengono realizzati con farina di grano tenero rimacinato, uova casarecce, olio extra vergine di oliva, latte, anice e lievito. Considerati un dolce bene augurale possono avere diverse forme: a ciambella, a treccia o a filata I dolci della tradizione calabrese vengono spesso fatti con dolcificanti naturali quali il miele, lo sciroppo di fichi, il mosto. Questi alimenti, ricchi di fibre e di preziosi enzimi, sono preferibili allo zucchero. Infatti in passato l'uso dello zucchero era molto limitato e veniva acquistato dalla popolazione una o due volte all'anno, soprattutto per dolcificare il caffè quando c'era o per fare le caramelle a vetro in caso di tosse e raffreddori. Il miele invece era abbastanza diffuso, ma circolava poco tra i contadini poveri e veniva riservato per la pignolata e i mostaccioli anche in Calabria i biscotti hanno tradizioni secolari, tramandati di generazione in generazione, frutto di un territorio ricco di risorse ma anche complesso, che alterna profili dolci a linee più aspre. La grande varietà di questi dolci è legata sia alle tradizioni religiose, con le specialità che venivano - e vengono tuttora - portate ai santi patroni come offerte rituali, sia al mondo contadino, come si nota dalle forme che riproducono cavalli, capre, pesci e altri animali, simboli del legame dell’uomo con il suo territorio.
  8. 8. I PRODOTTI TIPICI E L’ECONOMIA LE NOSTRE ECCELLENZE E LA LORO DIFFUSIONE Filejawith chickpeasand sausage: 1.After soaking the chickpeas for a night, boil them in water together with a whole clove of garlic and a sprig of rosemary. Add salt only after cooking.Drain with the cooking water set aside. 2. Preparethe pasta fileja accordingto the traditional recipe. 3. Sautéthe onion with the oil along with the choppedsausage, for afew minutes over low heat, being careful not to burn anything. Pour the tomato; cook for about 30 minutes. 4.Meanwhile, reduce half of the chickpeas to puree. Pour the chickpeas into the sauce together with the purée. Keepwarm. 5.Cook the pasta in abundant salted water and when it is cooked, drain it and pour it into the sauce; if it is too dry, add a little chickpea cookingwater. 6. Serve at the table with anice sprinkling of grated pecorino. Scialatielliwith Tropeaonion: 1.Cut the Tropea onion thinly and gently fry it with the salt oil and continue cooking until it has become a cream; let it evaporate without letting it brown; when it is withered add a little water, cool. the 2.Boil pasta water, add salt and pour thescialatielli. 3.Meanwhile, in abowl, mashthe ricotta with afork and dilute it with afew tablespoons of hot pasta cookingwater. 4.Carefully mix the onion cream with the ricotta pan sauce,pour everything into alargepan. 5.When the scialatielli are cooked, drain and pour into the cream for afew minutes. Servehot with agenerous sprinkling ofgrated pecorino and garnish with basilleaves. ORECCHIETTEWITHPOLPETSISNDUJA Let's start preparing the meatballs.Put the minced meat in abowl, add the egg,grated cheese, breadcrumbs and apinch of salt. Mix well to obtain the right consistency. We make the meatballsthat must have the size of hazelnuts, let's put them to fry. Let it dry on absorbent paper and set aside. In asaucepan we pour alittle olive oil, add the crushed garlic and let it fry. Wecombine the tomato puree and continue cooking for 10-15 minutes. Towards the end, adjust the salt and add the meatballs. Boil the orecchiette in abundant salted water. We drain them and pour them into a bowl. Add the sauce with the meatballs, the ‘nduja in tocchetti, the mozzarella and mix everything. Place in 4 terracotta terrines, add the grated cheeseand bakeat 200 °for 15 -20minutes.
  9. 9. I PRODOTTI TIPICI E L’ECONOMIA LE NOSTRE ECCELLENZE E LA LORO DIFFUSIONE Fusilli avecsaucisse à la sauce calabraise Le fusilli avecsauce à la saucisse est l'un desplatsles plus représentatifs de la cuisineancienne et humble de la Calabre. Le fusilli est un type de pâtes qui peuventêtrefacilementfaites à la maison et nécessitent l'utilisation d'un fil mince, comme l'un de ceuxdanslesparapluies. Voicicommentils sepréparent. Ingrédients pour 4 portions: Farine de blé dur 500gr. Eau Sel Préparationdespâtes : dans un récipient, mettez de l'eau tiède et ajoutez la farine et le sel. Commencez à pétrir, en continuantjusqu'àobtenir une pâte lisse et lisse. Quevousvousreposerez 15 minutes, ballottéesdans un film transparent. Prenez un morceau de pâte et roulez-le autourdu fil avecvosmains, en commençant par le centre. Une fois quelespâtesontétéallongées, détachez-les de l'armature, en continuantainsiégalement pour le reste de la pâte. Disposersur un plateau de papier cuisson, surlequelmettreles fusilli, qui peuventégalementêtreconservésdans le vouspréparez le lendemainoudans le réfrigérateur, si congélateur pour despériodes plus longues. Ingrédients pour l'assaisonnement: 200 gr. DeSaucisses, Puréede tomates 750gr Goussed'ail, Basile, Huile d'olive, extra-vierge Vin blanc Préparation : coupez la saucisse en petitsmorceaux, une fois dépouillés de la peau et placez-la dansune casserole, danslaquellevousaurezmis de l'huile et de l'ail pour le sauté. Une fois, cela fait, ajoutez le vin et mélangez à feuvif. Ensuite, ajoutez le basilic, la sauce tomate, le sel et couvrez tout avec un couvercle. Biencuire pendant environ une demi-heure à feumoyen et, pendant ce temps, fairebouillir l'eau, puisverserles fusilli pour leurcuisson. Faitescuire pendant aumoins 10 minutes et égouttez- les, puisversez-lesdans la poêleoù est placée la sauce à saucisse. Sur le feuvif, bienmélangerlesingrédients et quandvousêtesprêt, servir lesinvités, enrichisavecduparmesanouauchoix,pecorino.
  10. 10. I PRODOTTI TIPICI E L’ECONOMIA LE PRODUZIONI E L’ECCELLENZA “OLIO” L'OLIO EXTRAVERGINE D'OLIVA Definizione L'Olio Extravergine d'Oliva è un condimento largamente utilizzato nella Dieta Mediterranea. Si tratta di un Olio di eccellente qualità, ottenuto dalla prima spremitura dei frutti di Oleaeuropea. Da tempi immemorabili, l'ulivo e l'olio ricavato dai suoi frutti rivestono un ruolo di prestigio nella spiritualità e nella cultura alimentare di tutti i popoli che si affacciano sul Mare Nostrum: non a caso, questo prezioso olio è altresì noto come “Oro Verde del Mediterraneo”. Maggiori informazionisuwww.prezzisalute.com. Per definirsi tale, l'Olio Extravergine d'Oliva dev'essere ricavato esclusivamente mediante processi meccanici (estrazione o spremitura a freddo), senza ricorrere ad alcun trattamento chimico-fisico di raffinazione o rettificazione. Inoltre, l'Olio Extravergine d'Oliva dev'essere ottenuto in condizioni idonee, mediante un sistema di produzione controllato che possa garantire, nel prodotto finito, il giusto contenuto lipidico (grassi) e di antiossidanti (vitamine liposolubili epigmenti). Olivee Climaideale Le olive rappresentano la materia prima da cui si estrae l'Olio Extravergine. Esistono innumerevoli cultivar (varietà) di ulivo, che crescono rigogliosamente nelle zone mediterranee, ovvero in quelle aree che si distinguono per un clima temperato. Il clima mediterraneo si rivela particolarmente adatto allo sviluppo degli ulivi e, non a caso, l'Italia rimane il maggiore produttore di oliod'oliva. Acidità dell'olio extravergine d'oliva Un parametro di qualità che distingue un Olio Extravergine da un altro olio è il livello di acidità libera, espresso in percentuale di acido oleico libero (ovvero non esterificato al glicerolo): l'acidità libera dell'olio extravergine d'oliva dev'essere pari o inferiore allo 0,8%. Non a caso, per acquisire la denominazione “Extra”, l'olio d'oliva deve dichiarare in etichetta un'acidità totale massimapari allo 0,8%. Comesceglierel'Olio Extravergine d'Oliva La scelta dell'olio è importante in ambito alimentare: infatti, mentre in alcune ricette l'olio deve arricchire l'alimento evitando di stravolgerne il gusto, in altre è parte integrante dei sapori che devono essere percepiti al palato. Da qui si evince come la scelta accurata dell'Olio Extravergine d'Oliva sia senza dubbio fondamentale per impreziosire i piatti ed esaltarne al meglio il sapore, rispettando nello stesso tempo l'equilibrio ed il gusto. Se paragonato ad altri oli alimentari, l'extravergine emana un inconfondibile profumo di oliva, che permette di riscoprire il vero sapore mediterraneo enaturale.
  11. 11. I PRODOTTI TIPICI E L’ECONOMIA Emergenze Storico/Architettoniche – Uso Energie Rinnovabili Planimetria Localizzazione Legenda e descrizioni Foto (fotovoltaico) Foto (eolico) Foto (solare/termico) Foto (biomassa) PlanimetriaLocalizzazione Energia Fotovoltaico Un impianto fotovoltaico è un impianto elettrico costituito essenzialmentedall'assemblaggio di più moduli fotovoltaici che sfruttano l'energia solare incidente per produrre energia elettrica mediante effettofotovoltaico. Energia Eolica Il vento è una fonte di energia rinnovabile, non costa nulla e può essere trasformato attraverso dei generatori eolici in energia elettrica senzaemissioni. Solare Termico Gli impianti solari termici sono dispositivi chepermettono di catturare l'energia solare, immagazzinarlae usarla nelle maniere più svariate, in particolare ai fini del riscaldamento dell'acqua corrente in sostituzione delle caldaiealimentate tramitegasnaturale. Biomasse Conil termine biomasse si identificano tutti quei materiali di origine organica (vegetale o animale) che non hanno subito processidi fossilizzazionee che possono essere utilizzati comefonti dienergia Chiesadi San Nicola Il sacroedificio è anavata unica abisidata, di forma rettangolare. Lanavata termina con un abisde semicircolare . L'edificio è illuminato da nove finestre per lato, con vetrate colorate ad arco atutto sesto su entrambi i lati dell'edificio, da una trifora ed un rosone posti sulla facciataprincipale ChiesaMadonna della Lettera PalazzoMantella
  12. 12. LO SPORT E IL TEMPO LIBERO Il Calcio Il calcio è uno sport di squadra giocato con un pallone rotondo su un campo di gioco rettangolare, con dueporte. E' giocato da due squadre composte da 11 giocatori. Dieci di essi possono toccare il pallone solo con i piedi, il corpo e la testa; uno solo posto a difesa della porta (e perciò detto portiere), può toccare il pallone anche con mani ebraccia, solamente seil pallone si trova in area dirigore. L'obiettivo del gioco è quello di segnare più punti (detti gol o reti) della squadra avversaria, facendo passare il pallone fra i pali della porta avversaria. Pallavolo LaPallavolo moderna è nata nel 1895 da un'idea diWilliam G.Morgan. Morgan fece svolgere ai suoi allievi un gioco che escludeva ogni contatto fisico tra i contendenti: le due squadre dovevano rimanere nella loro metà campo senza possibilità di contatto con gli avversari; egli chiamò questo gioco minonette. Il gioco piacque ma furono consigliate alcune modifiche come per esempio il nome , con volleyball. Il gioco cosi modificato venne proposto in tutti i collage YMCA. Il Raduno dei Cavalli Battuta diCacciaal Cinghiale PescaAmatoriale
  13. 13. AreaInterviste 1. Prima Domanda Nonno/a Raccontamila TuaGiovinezza,quali erano i giochicheai tuoi tempifacevate per divertirvi? Nonno Io con un elastico e un pezzo di legno costruiva una fionda e con una tavola e delle ruote di una vecchia bicicletta costruiva un carretto e mi divertivo con quello che io stesso Costruivo Nonna Il Giocavoanascondino,luna e a1 2 3 stella questi erano i giochi di noi ragazze 2. Seconda Domanda Nonno/a Raccontamidel tuo periododellaScuolaMedia, quanti eravate in classe,parlami di un Professore/ssa particolarmente Severo,di untuo Compagno/aParticolarmente studiosoe chefine hafatto nella vita, di untuo compagno/anonstudiosoe chefine afatto nella vita? Nonna Io non ho frequentato le medie, ma solo le elementari, nella mia classeerano circa in 15 ora non lo ricordo con certezza, ricordo di un compagnoparticolarmente studioso che adessolavora in un ospedale, invece una mia compagnanon studiosa ora fa la casalinga,per quanto adessomi ricordo non c’erano insegnanti particolarmenteseveri 3. Terza Domanda Nonno/a Raccontamidella tua prima Fidanzata,comevisiete conosciuti,dovee comeviincontravate, poi vi sieteSposati?Raccontamidella TuaFestadi Matrimonio? Nonna Il mio primo fidanzato è stato mio nonno, ci siamo conosciuti in una festa di paese,quando il nonno mi vide sene innamorò subito, cosi chiese il permessoamia madre di potermi frequentare , ci i incontravano solamente in casaovviamente con tuo nonno eravamo cugini di quarto grado, quando noi ci incontravamo c’erano sempre altre persone con noi, ci siamo sposati dopo tanti anni io avevo 19 anni e tuo nonno 23, la festa è stata tradizionale siamoandati in chiesa, poi al ristorante e infine a casaa ballare 4. Quarta Domanda Nonno/a Cosavolevifare da grande?sei riuscitoa raggiungerei tuoi progetti?senosecondote perché? Nonna Io non avevo in mente un lavoro in particolare, voleva solo avere una famiglia felice, ho sempre fatto la casalingae la mammaho tirato avanti la Famiglia una volta si faceva in questo modo il nonno invece è andato alavorare già da piccolino asoli 13 anni facevail barista. Alunno Intervistatore Natale Maria Letterina
  14. 14. AreaInterviste 1. Prima Domanda Nonno/a Raccontamila TuaGiovinezza,quali erano i giochicheai tuoi tempifacevate per divertirvi? mio nonno quando era piccolo giocava a nascondino,allo schiaffo,con lenoccioline lanciandole per terra,facevano una pezzo di legno rotondo e lo lanciavano con una corda poi facevano una palla di legno e dei birilli e lilanciavano per terra chi buttava per terra più birilli vinceva,portavano lepecore a pascolare e la sera prima di andare a dormireportavano lemucche nelle stalle 2. Seconda Domanda Nonno/a Raccontamideltuoperiododella ScuolaMedia,quanti eravate inclasse, parlamidiunProfessore/ssa particolarmenteSevero,diuntuoCompagno/aParticolarmente studiosoe chefine ha fatto nella vita, diuntuo compagno/a nonstudiosoe chefine a fatto nella vita? In classe di mio nonno erano in tutto 22 maschi,ilprofessore particolarmente severo era Marcello gli dava molti compitimio nonno non lifaceva lo picchiava e lo mandava a cucinargli la fagiola.Il suo compagno studioso era Mangialavori Gaetano e nella vita a fatto ilgiometra.Ilcompagno meno studioso era Altieri Giuseppe e nella vita ha fatto ilcontadino.Mio nonno è andato fino alla quinta elentaredi sera perchédi giorno doveva lavorare.Eallescuole medie non potevaandare perchédoveva andare a lavorare e suo padre e sua madre non lo lasciavano. Terza Domanda Nonno/a Raccontamidella tua primaFidanzata,comevisiete conosciuti,dovee comeviincontravate, poivisiete Sposati?Raccontamidella TuaFesta diMatrimonio? La prima fidanzata di mio nonno è stata mia nonna si sono conosciuti apannaconi quando uscivano in paese a giocare e si incontravano di nascosto quando la nonna andava alla fiumare a prendere l’acqua per lavare i panni . Si sono sposati. Alla festa di matrimonio erano pochi invitati sono andati in chiesa e poi al ristorante e si e sposato con mia nonna Quarta Domanda Nonno/a Cosavolevifare da grande?seiriuscitoa raggiungerei tuoi progetti?senosecondote perché? Mio nonno da grande voleva fare ilmuratore e la fatto AlunnoIntervistatore----NomeCognomeNatale Maria Letterina
  15. 15. AreaInterviste 1. Prima Domanda Nonno/a Raccontamila TuaGiovinezza,quali eranoi giochicheai tuoi tempi facevateper divertirvi? Mio nonno giocava con le noccioline, poi anche a nascondino, e a calcio nel campo sportivo. 2. Seconda Domanda Nonno/a Raccontamidel tuo periododellaScuolaMedia, quanti eravate in classe,parlami di un Professore/ssa particolarmente Severo,di untuo Compagno/aParticolarmente studiosoe chefine hafatto nella vita, di untuo compagno/anonstudiosoe chefine afatto nella vita? In classe erano 14, 6 femminee 8 maschi,la professoressa più cattivaera quelladi italiano il compagno più studioso si chiamava Domenico e ora fa ilcontadino, e ilmeno studioso era Giovanni e ora fa il malandrino. 3. Terza Domanda Nonno/a Raccontamidella tua prima Fidanzata,comevisiete conosciuti,dovee comeviincontravate, poi vi sieteSposati?Raccontamidella TuaFestadi Matrimonio? La prima fnzidaata è stata mia nonna, si sono incrociati a scuola, la festadi matrimonio è stata al ristorante di mio cugino allatorretta. 4. Quarta Domanda Nonno/a Cosavolevi fare da grande? sei riuscito araggiungere i tuoi progetti?se no secondo teperché? Mio nonno voleva fare ilcamionista, eriuscitoa farlo. AlunnoIntervistatore----NomeCognomeDELUCAGIUSEPPE
  16. 16. Area Interviste 1. Prima Domanda Nonno/a Raccontamila TuaGiovinezza,quali eranoi giochicheai tuoi tempi facevateper divertirvi? Giocare a calcio. 2. SecondaDomanda Nonno/a Raccontamidel tuo periododellaScuolaMedia, quanti eravate in classe,parlami di un Professore/ssa particolarmente Severo,di untuo Compagno/aParticolarmente studiosoe chefine hafatto nella vita, di untuo compagno/anonstudiosoe chefine afatto nella vita? Mio nonno non ha frequentato la scuola media. 3. Terza Domanda Nonno/a Raccontamidella tua prima Fidanzata,comevisiete conosciuti,dovee comeviincontravate, poi vi sieteSposati?Raccontamidella TuaFestadi Matrimonio? La sua fidanzata si chiamava Agata. Non si sono sposati,dopo di leiha conosciuto. 4. Quarta Domanda Nonno/a Cosavolevifare dagrande?seiriuscito araggiungere i tuoi progetti?senosecondote perché? . S i,volevadiventarefornaio AlunnoIntervistatore----NomeCognomeVanessa Iedà
  17. 17. AreaInterviste 1. Prima Domanda Nonno/a Raccontamila TuaGiovinezza,quali eranoi giochicheai tuoi tempi facevateper divertirvi? Giocavano alla campana ,al pizzico e alle pietruzze.Il gioco lepietruzzeconsiste nel mettere lepietre in mano poi lanciarle e vedere quale sta sulla mano. Il pizzico consiste aprendere un pezzettodi legno e conun’ altro pezzo dovevano lanciarlo evedereseentrava in unquadrato. 2. SecondaDomanda Nonno/a Raccontamidel tuo periododellaScuolaMedia, quanti eravate in classe,parlami di un Professore/ssa particolarmente Severo,di untuo Compagno/aParticolarmente studiosoe chefine hafatto nella vita, di untuo compagno/anonstudiosoe chefine afatto nella vita? In classe erano sui 25.Il piu’ severoera ilprofessore Vangeli perché lipicchiava e limetteva in castigo. Quello meno studioso si chiamava Domenico Abate e non è sposato e si ubriaca. 3. Terza Domanda Nonno/a Raccontamidella tua prima Fidanzata,comevisiete conosciuti,dovee comevi incontravate, poivi sieteSposati?Raccontamidella TuaFestadi Matrimonio? Con ilsuo primo fidanzatosi sono conosciuti a 16 anni.Si sono conosciuti perchémia nonna lavorava con sua sorella .Si incontravano a casa di mia nonna poi si sono sposati e al matrimonio hanno cucinato iparenti, hanno mangiato incampagna e lesedie erano balle dipaglia. 4. Quarta Domanda Nonno/a Cosavolevifare dagrande?seiriuscito araggiungere i tuoi progetti?se nosecondote perché? Voleva andare a scuola e farel’ impiegata però non è riuscita a raggiungerei suoi progetti perchéi suoi genitori non avevano la possibilità di mandarla a scuola. AlunnoIntervistatore----NomeCognomeFrancesca Grasso

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