Lauree Abilitanti

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Lauree Abilitanti

  1. 1. [Cartella Stampa]LAUREE ABILITANTI: LA NOSTRA SFIDA PER IL FUTURO Per info e approfondimenti: Comitato Organizzatore Julian Colabello - Tel. 393.3861952 Carlo Mazzei - Tel. 320.9189862 Lorenza Falcone - Tel. 339.3799823 Davide Sardo – Tel. 329.0065233 Comunicazione - Media Relations: Stefano Bellu - Tel. 320.0130071 Con la collaborazione di Sara De Marco - sara.demarco@uniroma1.it
  2. 2. Dopo quasi due anni di battaglie le richieste di “Studenti Democratici” cominciano ad essereascoltate. La possibilità di svolgere il praticantato abilitativo già durante gli studi universitari è stataipotizzata dal Rettore Frati nelle sue recenti dichiarazioni. Compito di “Studenti Democratici” è farsi che quella che ieri era una nostra battaglia ed oggi è un’ipotesi, domani divenga realtà. Per questoabbiamo invitato il Magnifico Rettore Prof. Frati, il Preside di Giurisprudenza Prof. Caravale, ilSegretario Generale dell’ANF Avv. Perifano a discuterne con la nostra candidata al CNSU ElisaLjiljanic. La nostra è una richiesta di impegno concreto da parte delle istituzioni affinché il progettovenga attuato, rendendone pubbliche le caratteristiche e i tempi di attuazione.Ad ogni modo continueremo questa battaglia, ieri come oggi, nel CNSU come in tutti gli organi dirappresentanza studentesca, perché siamo convinti che una vera formazione pubblica e di qualitàdebba iniziare allinterno delle Università, auspicando un sistema che formi professionisti di livelloeuropeo.Prof. Luigi Frati - Magnifico Rettore dell’Università de “La Sapienza”Prof. Mario Caravale - Preside della Facoltà di Giurisprudenza de “La Sapienza”Avv. Ester Perifano - Segretario Generale ANF(Associazione Nazionale Forense)Elisa Ljiljanic – Candidata al CNSU
  3. 3. Via La Spezia, 79 00182 Roma Tel. 320.9189862 Comunicato stampaContatti: Julian Colabello RILASCIO IMMEDIATO DELTelefono: 393.3861952 COMUNICATOContatti: Carlo Mazzei 02 Maggio 2010Telefono: 320.9189862Contatti: Stefano BelluTelefono: 320.0130071Contatti: Sara De MarcoTelefono: 328.2765560 - 329.8007130sara.demarco@uniroma1.it LAUREE ABILITANTI: LA NOSTRA SFIDA PER IL FUTUROROMA, 02 MAGGIO 2010: “Dobbiamo immaginare un’Università piùvicina al mondo del lavoro”, dichiara Elisa Ljiljanic, candidata al CNSUnelle liste dell’UDU per gli Studenti Democratici. “Dopo quasi due anni dibattaglie le richieste degli Studenti Democratici cominciano ad essereascoltate. La possibilità di svolgere il praticantato già durante gli studiuniversitari è stata ipotizzata dal Rettore de “La Sapienza” Frati nelle suerecenti affermazioni. Compito di Studenti Democratici è far si che quella cheieri era una nostra battaglia ed oggi è un’ipotesi, domani divenga realtà. Perquesto – conclude la candidata - abbiamo invitato il Rettore, il Preside Prof.Caravale e il Segretario Generale dell’ANF Avv. Perifano a discuternepubblicamente con noi martedì 4 Maggio alle 10, presso la Facoltà diGiurisprudenza de “La Sapienza”.
  4. 4. Lauree Abilitanti: la nostra sfida per il futuroUna nuova generazione in Italia esiste. Sarà per questo che essa è da considerarsi demagogica e provocatoria.E’, nelle corde dell’analisi dei maggiorenti di questo paese, caratterizzata dall’incapacità di elaborareproposte e da una spiccata critica ad ogni proposta di riforma del sistema. Essa è inerme o nel migliore deicasi negativa. Saranno spunti, ma la discussione inerente alla Riforma Forense sembra suggerire molte delledeformazioni che oggi attraversano la nostra nazione e che impediscono un reale dialogo intergenerazionale.La critica sull’attuale progetto di riforma forense è ormai nota, a tal punto dall’aver influenzato anche ladiscussione parlamentare. Come sono note le reazioni dei fautori della riforma, governo in testa, che hannocandidamente ammesso che “non hanno nessuna intenzione di emendare il testo”.La critica alla riforma partì ormai più di un anno fa dalle università e dai tribunali, dagli studenti e praticanti,in modo addirittura trasversale in alcuni casi. Nessuno pretende che questo, come non accade, siariconosciuto e valorizzato. Sta alle nuove generazioni imporsi, e il percorso è lungo e difficoltoso, anche senon privo di successi.Quello su cui è utile ragionare è invece il livello di proposta. Quando, ormai più di un anno fa, vi fu il primoconfronto pubblico tra le istituzioni universitarie e dell’avvocatura e i giovani professionisti, studenti epraticanti, l’argomento su cui più difficilmente i fautori della riforma forense argomentarono furono i tempidi accesso alla professione. Già allora molti studenti e praticanti invitarono le Istituzioni a prendere in esamela possibilità di effettuare almeno un anno di pratica durante il percorso universitario, prevedendo un corso distudi professionalizzante, caratterizzato da uno studio maggiormente applicativo del diritto. Quella propostafu accolta e ulteriormente discussa ed elaborata dagli studenti e giovani Democratici, attraverso la rete e gliincontri, prendendo la forma di un disegno di legge.Cominciò quindi a divenire noto che una sperimentazione simile era già in atto nelle Facoltà di Economia inrelazione al percorso di abilitazione alla professione di Commercialista. Si è quindi cominciato a parlare di“Lauree Abilitanti”, ovvero lauree che consentono di svolgere una parte del tirocinio professionale giàdurante l’università. L’ultimo atto è stato quello del Rettore dell’Università de “La Sapienza”, Luigi Frati,poco tempo fa durante un Consiglio di Facoltà a Giurisprudenza, in cui ha annunciato che alla Sapienza ilprogetto delle Lauree Abilitanti era in cantiere anche per ciò che riguardava l’Avvocatura.Anche qui, l’iniziativa della “base” si è a suo modo diffusa verso i vertici, anche senza che questo fosseesplicito. Chi parla, dai politici agli esponenti delle istituzioni, di una mancanza di proposta dalle nuovegenerazioni, chi lamenta un mancato contatto con le realtà generazionali, dovrebbe forse chiedersi se si ponein ascolto di esse per depredarle o per valorizzarle. Alternativa forte, ma che sembra confermata dall’attualerealtà in cui praticanti e giovani professionisti sono sub-precari e parasubordinati, tenuti a rimborso spese evaghe promesse. Dalla prospettiva di giovane praticante, mi verrebbe da dire, “Loro vogliono che cichiudiamo? E noi apriamo!”. Apriamo nuovamente alla discussione, al confronto, elaboriamo la protesta,affermiamola come proposta. Da qui nasce l’incontro organizzato dagli studenti democratici per martedìprossimo, 4 Maggio, ore 10 alla Sapienza – aula Calasso, Giurisprudenza, sulle lauree abilitanti. Sono statiinvitati il Rettore de “La Sapienza” Luigi Frati, il Preside della facoltà Mario Caravale, il SegretarioGenerale dell’ANF, Ester Perifano e la studentessa candidata al CNSU per la lista “UDU” Elisa Lijlijanic.L’obbiettivo è quello di rendere pubblici da parte delle istituzioni universitarie, come ancora non è accaduto,i tempi di attuazione e le caratteristiche del progetto. Ciò al fine di confrontarli con le proposte dei giovanipraticanti e studenti. La volontà è quella di portare sul piano attuativo quella che non è una semplice ipotesima una reale possibilità e speranza di migliorare il sistema.Quella che poi dovrebbe essere una riforma. L’invito è esteso a tutti gli interessati.Julian Gareth Colabello – 02-05-2010 - Mondoprofessionisti
  5. 5. Il varo di questa riforma è considerato di buon auspicio per l’altra riforma, quella dell’ordinamentoforense, che entrata nel vivo sta subendo gravissimi attacchi. “Ad un certo punto, la parolaliberalizzazione è stata applicata anche alle professioni e si è cominciato a parlare della necessità dieliminare i supposti ostacoli al loro libero svolgimento. Ricordo che l’Autorità Antitrust hacominciato a parlare dell’esame di stato come un ostacolo da rimuovere, ma senza evidentementeriflettere sulla circostanza che esso ha un chiaro ancoraggio costituzionale nell’articolo 33. Secondol’Antitrust, non avremmo diritto di autoregolarci e di esercitare il controllo deontologico interno”.Eppure l’avvocatura svolge un servizio, partecipa al funzionamento della giurisdizione. La riformadella professione, ora in aula al senato, “non è corporativa. Punta a imporre sacrifici ai legali, comel’obbligo di assicurazioni obbligatoria, l’obbligo di formazione continua; punta a garantire unamaggiore qualità della prestazione tramite regole di accesso più stringenti, tariffe minime vincolantiche svolgono anche una funzione di evitare sperequazioni tra clienti potenti e comuni cittadini, uncontrollo deontologico più stringente”.La riunione di ieri con il ministro della giustizia Alfano lascia intravedere speranze visto che iprincipi nei quali la riforma delle professioni sarà inquadrata coincidono con quelli della riformaforense. “Il nostro compito istituzionale è anche quello di difendere il progetto perché si sta facendodelle parole modernità e concorrenza un uso ideologico”. Alpa ha chiuso il suo intervento con dueinviti all’avvocatura: impegnarsi anche per difendere l’università e rimanere fedeli all’eticadell’avvocato, pur nella crisi economica e negli attacchi subiti, per superare le difficoltà delmomento. 
  6. 6. PROFESSIONI Venerdì 1 Ottobre 2010 29Informatica del Cndcec agli iscritti all’albo unico dei contabili sugli adempimenti tributariVendite giudiziali, regole chiareC’è il vademecum per il professionista delegato dal giudice DI ANDREA BONGI il documento del Cndcec ritiene mento del Cndcec evidenzia come Delegati alle vendite: principali obblighi fiscaliA che il momento dal quale tale il professionista delegato sembre- dempimenti tributari del termine inizia a decorrere deb- rebbe essere il soggetto obbligato professionista delegato IMPOSTA • Fatturazione in nome e conto dell’esecutato; ba essere correlato alla effettiva al pagamento anche delle imposte alle vendite giudiziali in SUL VALORE AGGIUNTO • Versamento del tributo; conoscenza da parte del delegato ipotecarie e catastali. chiaro. Grazie al docu- dell’esistenza giuridica del decre-mento approvato dal Consiglio to. Conoscenza effettiva che nella Altri tributi indiretti. Il do-nazionale dei dottori commer- TRIBUTO • Registrazione del decreto di trasferimento; prassi operativa di molti tribunali cumento in commento esaminacialisti e degli esperti contabili DI REGISTRO • Versamento dell’imposta; si sostanzia in comunicazioni in- brevemente anche le problemati-la disciplina trova gli adeguati formali dalla cancelleria al dele- che che si possono presentare alchiarimenti gato tramite fax, posta elettronica delegato alla vendita in tema di IMPOSTE IPOTECARIA • Provvede alle trascrizioni e volture catastali; E CATASTALE • Versamento dei tributi o simili. Così come avviene per agevolazione prima casa e conse- Imposta sul valore aggiunto. l’Iva il delegato provvederà al ver- guente credito d’imposta nonchéSe il soggetto esecutato soddi- samento dell’imposta di registro per quanto attiene all’Ici dovutasfa i requisiti soggettivi previ- dovuta sulla base del decreto di sull’immobile oggetto di esecuzio-sti nell’articolo 1 del dpr 633/72 delegato, sulla base delle caratte- bitore esecutato, e al successivo trasferimento calcolata prenden- ne. Per quanto riguarda il tributoallora le operazioni di vendita ristiche oggettive dell’immobile versamento dell’importo dell’Iva do quale base imponibile il prezzo comunale sugli immobili, il docu-coattiva rientreranno nella di- posto in vendita sarà così chia- riscossa indipendentemente dalla di aggiudicazione. mento evidenzia come lo stesso,sciplina dell’Iva. Le maggiori mato ad applicare l’imposta sul reperibilità o meno del soggetto essendo ancorato al possessoproblematiche in questo ambito valore aggiunto secondo l’aliquota esecutato. Imposte ipotecarie e cata- di un diritto reale di godimentopossono derivare al professionista propria del bene considerando al- stali. La base imponibile per la sull’immobile, faccia carico al de-delegato nelle ipotesi, peraltro le tresì le nuove ipotesi di esenzione Tributo di registro. Essendo determinazione delle imposte ipo- bitore esecutato fino alla data dipiù frequenti in assoluto, nelle introdotte dal dl 223/2006 nonché la vendita coattiva di immobili tecarie e catastali è commisurata emissione del decreto di trasfe-quali oggetto dell’esecuzione co- l’applicazione del cosiddetto re- un atto soggetto a registrazione anche in questo caso al prezzo di rimento. Il documento, elabora-attiva siano dei beni immobili. Il verse charge nelle situazioni pre- in termine fisso, il professionista aggiudicazione. Nell’ipotesi in cui to dall’apposita commissione didocumento in esame ripercorre, viste dalla decreto ministeriale delegato dovrà procedere a tale l’atto fosse esente dal tributo di studio presieduta dalla dottoressabrevemente e per linee essenzia- 25/5/2007 e dalla legge 244/2007. adempimento presso l’ufficio del- registro o fosse soggetto in misura Nicoletta Mazzagardi, costituisceli, lo stato dell’arte in materia di Attenendosi a quanto previsto in le entrate nella cui circoscrizione fissa anche la base imponibile del- dunque un utile vademecum ope-cessioni di beni immobili soggette alcuni documenti di prassi ema- ha sede il tribunale che procede le ipocatastali deve essere deter- rativo per i professionisti delegatiad imposta sul valore aggiunto a nati dall’agenzia delle entrate, il all’esecuzione. Tale registrazione minata con le stesse modalità. alle operazioni di vendita in sosti-seconda che si tratti di immobili delegato alla vendita dovrà pro- deve essere effettuata nei venti Sulla base della disposizione tuzione del giudice delle esecuzio-ad uso abitativo, immobili stru- cedere alla fatturazione dell’ope- giorni successivi alla formazione contenuta nell’articolo 591-bis, ni ex articolo 591-bis del c.p.c.mentali e terreni. Il professionista razione in nome e conto del de- dell’atto. Nel silenzio normativo comma 2, n. 11) del c.p.c. il docu- © Riproduzione riservataIl Tar Lazio ordina al Miur di disciplinare la pratica durante la laurea magistrale, come previsto dal dm 143/09 Commercialisti, il tirocinio all’università DI IGNAZIO MARINO PARLA LUIGI CARUNCHIO, LEADER DELL’UNGDCECI l Tar del Lazio dà una mano agli aspiranti dottori commercia- listi. Con apposita sentenza (n. 30999 depositata il 17 agosto 2010), infatti, il tribunale amministrativo ha intimato al mi- L’Italia non è un paese per giovani nistero dell’università di adottare, entro trenta giorni, il rego- Si è aperto ieri a Catania il convegno dell’Unione di garanti della trasparenza e dell’affidabilità deilamento con le agevolazioni per i tirocinanti previsto dall’articolo nazionale dei giovani dottori commercialisti ed negozi giuridici.6, comma 2, del decreto n. 143/2009. La disposizione normativa esperti contabili dal titolo «Tra economia e legalità: D. Fra un po’, a Napoli, vi sarà il congressomenzionata stabilisce che: «Due anni di tirocinio possono essere un equilibrio possibile». ItaliaOggi ha intervista il nazionale del vostro Ordine. Presenterete unasvolti contestualmente al biennio di studi finalizzato al consegui- presidente dell’Ungdcec, Luigi Carunchio. vostra mozione «giovane»?mento del diploma di laurea specialistica o magistrale qualora sia- R. A Napoli l’intera categoria si confronterà. Ilno soddisfatte le condizioni fissate dalla convenzione quadro siglata Domanda. Presidente, quali sono a suo avviso Consiglio nazionale ha ben impostato il lavoro, pro-dal Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti i problemi più urgenti dei giovani dottori com- ponendo all’attenzione della platea cinque progetticontabili e dal ministero dell’istruzione, università e ricerca, di cui mercialisti nel nostro paese? per un paese migliore. Noi, come sindacato che rap-all’articolo 43, comma 2, del decreto legislativo n. 139 del 2005». Risposta. L’Italia semplicemente non è in grado presenta i giovani dottori commercialisti e quindiIn attesa dell’adozione della predetta convenzione le condizioni di comprendere la strategicità dell’investire sui gio- il futuro della categoria, condividiamo questa im-minime per lo svolgimento del tirocinio contestualmente alla vani e, quotidianamente, di fatto impedisce loro di postazione e facciamo nostre le mozioni propostefrequenza del biennio di studi finalizzato al conseguimento potersi spendere per il paese stesso, che è quin- dal vertice della categoria in un momento in cuidel diploma di laurea specialistica o magistrale dovevano di inevitabilmente destinato al declino. Perso- non solo il paese ma anche la professione di dottoreessere definite in via provvisoria con decreto di natura non nalmente, ho un po di imbarazzo a sedere in commercialista ha bisogno di unità e coesione.regolamentare del ministro dell’istruzione, dell’università consessi istituzionali e far presente che qui D. Parliamo dell’annoso problema del limitee della ricerca. Provvedimento che però non è mai arrivato da noi nel mondo delle professioni si è con- agli incarichi nei collegi sindacali.e che ha portato cinque praticanti bolognesi in possesso di siderati giovani fino a 43 anni, quando in R. I controlli di legalità che i collegi sindacalilaurea triennale a ricorrere alla giustizia amministrativa altre realtà, come ad esempio l’Inghilterra, svolgono sulla gestione delle imprese sono un mez-per sentire dichiarare l’illegittimità dell’inerzia del Miur. possiamo osservare un primo ministro che zo fondamentale per garantire il conseguimento Dopo la notifica della sentenza, sono quindi già scattati i a 49 anni lascia il proprio incarico perché degli obbiettivi di trasparenza e fiducia e in taltermini per l’adempimento. In caso di perdurante iner- si ritiene troppo vecchio. senso è avvertita l’esigenza di potenziare gli stru-zia, scrivono i giudici, si potrà procedere, a semplice Proprio per questo stiamo lavo- menti della funzione di vigilanza attiva svolta daistanza di parte, alla nomina di un commissario rando con forza per conqui- tali organi. Quindi in queste attività professionaliad acta, che provveda in luogo dell’amministra- stare il nostro giusto spazio deve valere il concetto basilare che per fare le cosezione. La decisione del Tar è stata salutata e per portare aria nuova e fatte bene occorre il tempo necessario per farle! Ov-con favore dall’Unione giovani dottori com- proporre idee in grado di far vio che non solo è ragionevole, ma assolutamentemercialisti ed esperti contabili impegna- ripartire l’intero sistema. opportuno introdurre una limitazione nel numerota ieri e oggi a Catania in un convegno D. Di che cosa ha bisogno degli incarichi, tenendo in considerazione anche lanazionale sulla legalità e sulla que- oggi il nostro paese? qualità degli stessi.stione giovanile (si legga altro arti- R. Innanzitutto di profes- Su questo tema abbiamo da tempo, con la nostracolo in pagina). sionisti dinamici che sappia- apposita commissione nazionale, elaborato concre- no coniugare l’apertura alle te proposte sia al governo sia al nostro consiglio La sentenza sul sito esigenze di una società multi- nazionale ed abbiamo tenuto un congresso speci- culturale e di una economia tran- ficatamente dedicato all’argomento. Di più non so www.italiaoggi.it/docu- snazionale con una deontologia ri- al momento che cosa potremmo fare. menti gorosa che valorizzi il loro ruolo Carlo Lo Re Luigi Carunchio, presidente dell’Ungdcec
  7. 7. Professioni Riforma professioniBenedetta P.Pacelli, Italia Oggi 20/5/2010 pag. 19La riforma si sdoppiaSi apre un nuovo capitolo per la riforma delle professioni. Che dice addio al sistema dualee alle sezioni B dei laureati triennali. Il testo base di partenza della riforma, depositatomartedì scorso nelle commissioni riunite giustizia e attività produttive, riparte, infatti,proprio da questi due passaggi: riformare le professioni regolamentate da una lato, e leassociazioni dallaltro, e poi sancire il definitivo azzeramento delle sezioni dei laureatitriennali, quelle create con il dpr 328/01, che non hanno mai goduto di grande appeal. Insostanza il nodo del sistema duale, causa nel passato del fallimento di molti tentativi diriforma, sembra essere sciolto. Le intenzioni del parlamento, secondo quanto haannunciato il relatore al provvedimento Mariagrazia Siliquini (Pdl) sono quelle di separareil lavoro delle commissioni, portando in discussione il testo sulle professioni ordinistiche incommissione giustizia, e proseguendo con la riforma delle non regolamentate incommissione attività produttive, riconoscendo loro il diritto di avere una legge che liinquadri ma su principi diversi. Un percorso che, secondo la Siliquini, non dovrebbetrovare ostacoli neppure nel governo e che anzi è in linea con le intenzioni del ministrodella giustizia Angelino Alfano. E proprio sullincontro avuto con il guardasigilli lo scorso 15aprile si è soffermato anche Siciliotti: «Ora il compito delle professioni ordinistiche è quellodi individuare con chiarezza e coraggio i temi prioritari di discussione attorno ai qualicostruire una vera riforma, non qualcosa che possa sembrare una controriforma». Lepriorità? Lintroduzione di un modello societario ad hoc per i professionisti e una maggioretrasparenza nei procedimenti disciplinari nei confronti degli iscritti che sbagliano. Consiglio Nazionale Forense - via del Governo Vecchio, 3 - 00186 Roma - tel. 0039.06.977488 - fax. 0039.06.97748829 -
  8. 8. Riforma forense Pagina 6
  9. 9. *** Avvocati Riforma professione forensePietro Ichino (Pd), Italia Oggi (Avvocati Oggi) 26/4/2010 pag. 1Ecco lOrdine che vorrei per gli avvocati (estratto intervento in aula del 15/4)Veniamo al problema di cancellare limmagine del professionista rapace, del rapportoprofessionale come trappola economica pericolosa per il cittadino. Oggi il cittadino che sirivolge allavvocato entra in un sistema di rapporti economico-professionali che per lui èpericoloso. In caso di contrasto di interessi o di controversia su quanto sia dovutoallavvocato come compenso per la sua opera, a giudicare di quel conflitto sono, attraversolOrdine, gli avvocati stessi, cioè una delle parti in causa. Questo è il dato attuale e questoè il dato da correggere, e non da confermare come fa il ddl al nostro esame. Occorre darvita a un Ordine degli avvocati che sia posto non a tutela e promozione degli interessieconomici della categoria, ma dellaffidamento della collettività sulla qualità e correttezzadella prestazione forense. Questa è la sua funzione: quella che occorre mettere al primoposto nellarticolo 1, e non al quarto posto, lettera d), dove attualmente è collocata. Sequesta è la funzione dellordine, ed è giusto che sia così, allora lorgano che decidesulleventuale conflitto tra lavvocato e il suo cliente non può essere composto solo daavvocati ma quantomeno pariteticamente da avvocati, magistrati e rappresentanti delleassociazioni degli utenti, dei consumatori. Questo è il minimo che come avvocatidobbiamo chiedere allordinamento, e oggi al Parlamento. Perché qui sto parlando daavvocato, prima che da senatore. Dobbiamo chiedere ed esigere questo per recuperareprestigio, per spogliarci di quella brutta maschera di professionisti preoccupati di tutelare ilproprio interesse prima che linteresse economico del cliente.
  10. 10. Il Sole 24 Ore 16/4/2010 pag. 8Colpo di freno al Ddl avvocatiPrimo contraccolpo del progetto di riforma delle professioni sul disegno di legge ad hocper lavvocatura. Il testo aveva iniziato ieri il suo iter di discussione autonomo al Senato,dopo il termine di presentazione degli emendamenti fissato per lo scorso mercoledì sera.Ma le opposizioni hanno fatto quadrato chiedendo di sospendere lesame in attesa diconoscere le reali intenzioni dellEsecutivo sul progetto di riordino complessivo delcomparto professionale. Con tutta probabilità martedì, il ministro della Giustizia, AngelinoAlfano, riferirà in Aula al Senato. A questo punto, la presidenza del Senato, accogliendo leistanze di Pd e Udc, ha rinviato la scadenza della presentazione degli emendamenti sullariforma forense a dopo la comunicazione del Guardasigilli della prossima settimana. «Neinostri emendamenti– ha spiegato Anna Finocchiaro (Pd) –insisteremo moltissimo sullaquestione dei giovani professionisti. In particolare, sulle barriere che questo testo metteanche alla pratica forense e allequo compenso dei praticanti. Bisogna che i tirocinantisiano pagati quando stanno in uno studio professionale a imparare il mestiere». Iprofessionisti non sono imprese, sottolinea Gianpiero DAlia (Udc), «ma non ci convinceuna riforma distaccata da quella europea, nè ci piaccionoi limiti per i giovani che accedonoallavvocatura». Critiche con le opposizioni le Camere penali. «Inaccettabile lo stop chiestodal Pd. Forse la Finocchiaro –affermano in una nota –è rimasta lunica a non accorgersidella valanga di accessi indiscriminati di giovani, e meno giovani, alla professione forenseche ha devastato la qualità dellavvocatura». Mentre per lUgai (Unione giovani avvocati)sono tardive le parole della Finocchiaro perchè «il Pd sinora non ha fatto nulla per fermarenorme incostituzionali e illiberali», sullaccesso, la continuità professionale e le restrizionisui cassazionisti, «che rischiano di espellere migliaia di giovani dalla professione ».
  11. 11. G.Ventura, Italia Oggi 16/3/2010 pag. 30Riforma, lavvocatura rilanciaAvvocatura stretta dassedio da politica e Antitrust. Da un lato, infatti, la categoria è sugliscudi per i tempi lunghi del parlamento e le modifiche al testo della riforma forenseprospettate dal presidente del senato, Renato Schifani. Dallaltro, il presidentedellAntitrust, Antonio Catricalà, è tornato allattacco definendo la riforma, al Forum diCernobbio della Confcommercio, «...talmente restrittiva che non permetterebbe a quasinessuno che non sia parente di avvocati di accedere a questo lavoro». Per questo, ilpresidente del consiglio nazionale forense, Guido Alpa, ha usato parole dure nei confrontidella politica alla tavola rotonda conclusiva del V congresso di aggiornamentogiuridicoforense,che in tre giornate ha visto la partecipazione di 2700 avvocati che si sonoaggiornati in ogni branca del diritto. E il presidente dellOua, Maurizio de Tilla, haduramente replicato a Catricalà. La riforma forense. «I tempi lunghi del parlamento ele modifiche al testo della riforma forense così come approvato unitariamentedallavvocatura mettono a rischio lefficacia dellintervento riformatore perqualificare professionalmente e deontologicamente lavvocatura», si legge nellanota diramata dal Cnf, «E i legali incominciano a chiedersi se la politica nonrisponda a logiche diverse da quella della mediazione tra contrapposti interessi, chedovrebbe essere un suo preciso compito». «Come mai non cè stata alcuna levata discudi delle Autorità di garanzia contro le riforme delle altre professioni, come quellanotarile e dei commercialisti?», afferma Alpa. «Come mai Bankitalia correlalinefficienza della giustizia con il numero degli avvocati e la Banca mondiale degliinvestimenti fa lo stesso?». Il timore che serpeggia tra i legali, insomma, è che ilparlamento non porti in porto la riforma della professione, che il 18 sarà in aula al senatoma sulla quale «gli auspici, nonostante le promesse, non sembrano essere dei piùfavorevoli». Alessandro Bonzo, consigliere che si è occupato della redazione deltesto di riforma, ha evidenziato come alcune delle modifiche apportate dallacommissione giustizia del Senato abbiamo indebolito limpianto e annacquato ilvigore. «Se la riforma non si farà, il pericolo è che si consolidi la situazione di crisi in cuiversa attualmente la categoria forense, stretta tra crisi economica e decreto Bersani, che ètuttora in vigore», ha sottolineato invece il presidente dellOua Maurizio De Tilla. Il qualetra laltro ha risposto alle critiche di Catricalà. «Ci risiamo è la stessa litania di sempre,come si può parlare di casta e di nepotismo, quando abbiamo in Italia già ora oltre 230mila avvocati, in Francia sono solo 45 mila, e sapendo, oltretutto, che il numero èdestinato a crescere in modo esponenziale». Giuseppe Sileci, presidente dellAiga, haposto una questione relativa alla strategia da adottare nel silenzio della politica: «Andiamoa trattare direttamente con quei poteri che ci vogliono deboli».Gli studi di settore: Al congresso di aggiornamento forense sono stati poi resi noti i datidellAgenzia delle entrate e della Sose. Dai quali emerge che nel 2007 e nel 2008, l83%degli avvocati sono risultati congrui agli studi di settore. Così come il 50% deiprofessionisti che ha dichiarato redditi inferiori al nove mila euro. «È dunque un segnoobiettivo che la categoria professionale contribuisce correttamente rispetto ai redditiprodotti. Eppure, il rapporto tra professionisti e fisco è un rapporto tendenzialmenteiniquo», ha sottolineato Claudio Berliri, che segue per conto del Cnf la predisposizionedegli studi dei settore. 
  12. 12. 30 Sabato 21 Novembre 2009 C O N F E R E N Z A O UA Alla conferenza dell’Organismo unitario DI BENEDETTA P. PACELLI EGABRIELE VENTURA Riforma forenseS ulla riforma forense il cantiere resta aperto. E in particolare sul tema dell’accesso con paletti,che rappresenta uno dei puntiirrinunciabili dell’avvocatura. Schifani e AlfanoA mettere tutto in discussione n niugare la meritocrazia con la nella loro caratterizzazione prova di saggezza consegnan-è il presidente del Senato, Re- d disponibilità della classe fo- principale, che è il rapporto do al Governo e al Parlamen-nato Schifani, che si appresta Maurizio de Tilla rense ad arricchirsi di nuove fiduciario avvocato-cliente. «È to una proposta unitaria chea esaminare il testo di riordi- in discussione al Senato, in- risorse umane che costituisco- la forza dei cognomi», ha af- si articola su principi benno dell’avvocatura approvato cidono in misura in qualche no sempre un patrimonio del- fermato, «che rendono grandi precisi: ristabilire l’indero-dalla Commissione giustizia modo limitativa su quanti, le professioni e dello scibile». i nostri studi. Rispetto ai 27 gabilità dei minimi tariffari,mercoledì scorso e approdato in giovane età, si accingono Ma a infiammare le speranze paesi dell’Unione europea la ripristinare il divieto di pattoin Aula. Lo ha detto ieri alla a intraprendere questa pro- dell’avvocatura ci ha pensato cultura giuridica italiana ha quota-lite, prevedere l’esclusi-VI conferenza dell’avvocatura fessione così delicata e di il ministro della giustizia, An- infatti assoluta prevalenzatargata Oua, che si chiuderà altissima valenza morale». gelino Alfano, che alla platea nell’ambito del diritto euro-oggi a Roma. Schifani, nel me- «Occorre che i giovani meri- di 1.500 avvocati ha ribadito peo. Gran parte di questi pa-rito, è stato chiaro: «Occorre tevoli», ha sottolineato, «ven- che la riforma forense sarà esi sono aggredibili dai nostri Occorre riflettereriflettere se alcune modifiche, gano adeguatamente tutelati approvata da Senato e Came- studi importanti e anche da se alcune modifichecontenute nel disegno di legge con disposizioni che agevolino ra così com’è. «Diventerà ri- quelli in fase di crescita, se- il loro percorso formativo, per forma del Parlamento la rifor- guendo il percorso delle im- sono limitative per consentire loro di crescere e di ma proposta dagli avvocati», prese italiane che esportano il futuro dei giovani raggiungere gli stessi risulta- ha ribadito. E ha apprezzato all’estero. Dobbiamo dar vita ti e obiettivi che avvocati, che la riforma soprattutto perché a una vera competizione lega- svolgono da tempo la profes- lancia una grande sfida per le in Europa». sione, hanno già conseguito. gli studi legali italiani, «che vità della consulenza legale e Con questo spirito, sono con- devono fermare l’aggressio- L’accesso non ammettere le società di vinto che sul ddl già esitato ne delle firm internazionali». capitale e con soci di solo ca- dalla commissione giustizia «Perché gli studi stranieri Sul tema dell’accesso alla pitale». «Si chiede, inoltre», in Senato, l’aula di Palazzo che vengono in Italia voglio- professione il presidente ha sottolineato il presidente Madama saprà esaminare no affermare il loro primato dell’Oua, Maurizio de Tilla, dell’Oua, «che si l’introduca il con attenzione alcuni delica- lasciando all’avvocatura ita- non ammette vie di mezzo. numero chiuso all’università ti passaggi che toccano alcuni liana le liti di serie B», ha «Oggi in Italia ci sono oltre e l’accesso programmato alle aspetti relativi alla loro pro- detto senza mezze misure. Per 230 mila avvocati», ha detto, scuole di formazione forense, gressione in carriera». «Biso- il Guardasigilli, al contrario, «in attesa da settanta anni di ma anche che si definiscano gna guardare con attenzione sono i grandi studi italiani una nuova legge professiona- con rigore i criteri della for- ai giovani», ha ribadito ancora a dover affermarsi in Euro- le moderna e competitiva. Fi- mazione continua e dell’ag- la seconda carica dello stato. pa. Mentre le boutique legali nalmente l’avvocatura, spesso giornamento permanente. È «La loro selezione dovrà co- non possono essere sostituite divisa al suo interno, ha dato necessaria la previsione di SULLE PROFESSIONI... Ai presidenti degli ordini piace la legge L a legge di principi in Una storia infinita materia di professio- ni accoglie il consen- 1997 - L’Antitrust rileva un sistema professionale troppo rigido su accesso, barriere territoriali e tariffe so degli ordini pro- minime. f fessionali. L’apertura fatta 1999 - Piero Fassino, guardasigilli, prova a riformare il sistema. L’intento naufraga. d dal ministro della giustizia A Angelino Alfano, durante la 2003 - A fare la riforma ci prova il sottosegretario alla giustizia Michele Vietti. C’è un testo condiviso, ma un c conferenza annuale dei com- fronte trasversale dice no. m mercialisti e degli esperti c contabili, di procedere ver- 2005 - Scende in campo Roberto Castelli, guardasigilli. Troppo tardi, finisce la legislatura. s so la strada di una riforma 2005 - L’Antitrust avverte che il sistema è ancora ingessato. E chiede una riforma urgente. d di principi che affidi, poi, a s singoli ordinamenti il compi- 2005 - La Commissione europea avvia tre procedure di infrazione nei confronti dell’Italia su avvocati, architetti, t to di stabilire le specificità ingegneri. d di ogni singola professione, p piace agli ordini professio- 2006 – Il Parlamento approvata prima legge sulle liberalizzazioni. Via i minimi tariffari e i divieti su pubblicità e società. Gli ordini devono adeguare i propri codici deontologici entro il primo gennaio 2007. Si chiudono così n nali. Che nella giornata di le procedure di infrazione. i ieri, in occasione della VI c conferenza dell’Organismo 2006 - Il consiglio dei ministri approva un disegno di legge delega. u unitario dell’avvocatura, lo h hanno ribadito senza troppi 2007 - Il ddl del ministro della giustizia, Clemente Mastella, passa all’esame della Camera. g giri di parole evidenziando 2007 - A gennaio parte la nuova indagine conoscitiva dell’Antitrust per verificare l’aggiornamento dei codici l l’opportunità di una legge deontologici delle categorie. c costituita appunto su due l livelli. Un approccio, quin- 2007 - A marzo il garante Antonio Catricalà riferisce alla Camera sull’indagine: la situazione è sconfortante, gli d di, completamente diverso ordini affossano l’apertura alla concorrenza. Parte una nuova richiesta di adegueamento. d da quello annunciato dallo s stesso guardasigilli oltre un 2007 - A novembre la situazione non è cambiata. L’Autorithy dà un aggiornamento: le professioni resistono al a anno fa quando, all’indomani cambiamento. Intanto la riforma resta impantanata alla Camera. d del suo insediamento, aveva 2008 - Conclusa ad aprile l’indagine conoscitiva. Il garante denuncia pochi cambiamenti rispetto al passato e d dichiarato di voler procedere prepara l’ennesimo appello a riformare il sistema per la nuova compagine governativa che si sta per formare. a ad una riforma per aree di c competenza. 2008 – Ad agosto ministro della giustizia Angelino Alfano apre le porte alla riforma delle professioni a comparti. S Si riapre quindi con l’uffi- E chiede a dottori commercialisti, avvocati e notai di proporre dei testi condivisi. c cialità del governo, l’infinito c cantiere, in movimento da 2009 – A ottobre parte l’indagine conoscitiva alla camera per arrivare ad un testo di principi per tutte le o oltre 15 anni, della riforma professioni. Nel frattempo molte categorie (avvocatura in testa) hanno presentato singoli progetti di riforma d delle professioni, complici 2009 – A Novembre il guardasigilli Alfano cambia idea. E avalla l’idea di una riforma di principi. n non solo le audizioni in com- Renato Schifani
  13. 13. C O N F E R E N Z A O UA Saba Sabato 21 Novembre 2009 31dell’avvocatura critiche al testo (e non solo)in evoluzione, c che costituiscono l’articolazione c culturale, politica e territorialesu fronti opposti d dell’avvocatura nel Paese e che r riconoscono il ruolo istituziona- l le del Cnf». L La riforma della previdenza f forensetitoli di specializzazione come re di regolamentare la propria svolgere compiti anche socia- La Cassa di previdenza eelemento di ulteriore qualifi- professione», ha spiegato Alpa li, come nella conciliazione». a assistenza forense, guidata dacazione e sicurezza del servizio riferendosi alla previsione del I giovani avvocati dell’Aiga, Guido Alpa M Marco Ubertini, ha poi comuni-dell’avvocato. Per l’iscrizione testo che assegna al ministro invece, contestano la mancata pari dignità ad avvocati e magi- cato ieri, nel corso della confe-all’albo, inoltre, si deve fissare il della giustizia il potere di ap- previsione dell’equo compenso strati. Battaglia che al momen- renza dell’Oua, che è pervenutalimite massimo di 50 anni d’età provare i regolamenti attuativi per i praticanti. «Nel testo che to sta combattendo solo l’Oua. Il la comunicazione ufficiale dale si deve possedere il certifica- abbiamo consegnato alla poli- Cnf, da una parte, resta sulla parte del ministero del lavoroto di abilitazione valido entro i tica la norma era presente», sua posizione storica, e cioè che (prot. 24/IX/0021733) circa l’in-cinque anni. Serve, inoltre, che afferma il presidente Giuseppe l’avvocatura è già riconosciuta tervenuta approvazione dellaci sia continuità ed effettivi- In Italia 230 mila Sileci, «ma è stata rimossa dal come soggetto costituzionale. riforma previdenziale forense.tà nell’esercizio dell’attività e avvocati in attesa parlamento. Sul numero chiu- Mentre l’Unione delle camere L’approvazione prevede una ri-l’applicazione dei criteri stabi- so all’università, invece, siamo penali ha attaccato duramente modulazione dello scalone perliti dalla Cassa forense. Auspi- da 70 anni di convinti che questo paese ne l’Organismo unitario dell’av- l’aumento a 70 anni dell’etàchiamo che questo progetto di una nuova legge abbia bisogno». Resta critica vocatura e il suo presidente de pensionabile, con entrata a regi-legge sia approvato velocemen- professionale la posizione dell’Associazione Tilla. «La costituzionalizzazio- me nel 2021 e un limite tempo-te, senza essere stravolto da chi nazionale forense. «Il ddl deve ne dell’avvocatura è il cavallo rale di sei anni all’aumento dalvorrebbe trasformare una libe- essere migliorato», dice il segre- di Troia per non fare le riforme. 2 al 4% dell’aliquo-ra professione, prima garanzia tario nazionale, Ester Perifano, L’Oua non rappresenta che se ta per il calcoloper i cittadini, in una categoria della riforma. «Vorremmo ora «L’esame a tappe forzate ha pro- stessa», si legge nella nota di- del contributoprofessionale ostaggio di questo leggere la riforma in Gazzetta vocato più di una incongruenza, ramata dal presidente e dal integrativo,o quel gruppo economico». Alla Ufficiale», ha aggiunto il presi- in particolare sul procedimento vicepresidente Ucpi, Oreste con veri-conferenza dell’Oua è interve- dente del Cnf, «è una riforma disciplinare e l’accesso per i gio- Dominioni e Renato Borzo- fica doponuto anche il presidente del che non arreca privilegi agli vani». ne. «La vera rappresentan- il secondoConsiglio nazionale forense, avvocati, come erroneamente za dell’avvocatura, come bilancioGuido Alpa, che ha posto l’ac- viene riferito. Non è una rifor- L’avvocatura come soggetto ha dimostrato il metodo tecnico.cento sulla necessità di indi- ma corporativa ma comporterà costituzionale di lavoro che ha portatopendenza e autonomia dell’av- piuttosto alcuni sacrifici: un alle proposte dell’avvoca-vocatura. Anche dall’esecutivo. accesso più difficile, l’aggior- Se all’interno dell’avvocatu- tura sulla nuova legge pro-«Se l’ordinamento dell’avvoca- namento per tutta la durata ra c’è unità di intenti sulla ri- fessionale appena approvatatura si regge sul sistema or- della carriera, l’assicurazione forma forense, non altrettanto dalla Commissione Giustiziadinistico e sul Cnf, mi chiedo obbligatoria a copertura degli può dirsi per quanto riguarda del Senato», prosegue la nota,perché allora non riconoscere eventuali errori professionali; la richiesta di modifica della «è quella plurale delle associa-alla stessa avvocatura il pote- gli Ordini saranno chiamati a Costituzionale per riconoscere zioni forensi e degli ordini di principi missioni cultura in materia, ma mercialisti e degli esperti contabili, non affidare alla delega il soprattutto il via libera in commis- «è rappresentata proprio da questa compito di distribuire le sione giustizia del senato della ri- sinergia tra una riforma parlamen- competenze. Ma attenzio-forma dell’ordinamento forense. Ma tare che fissa i principi uniformi per ne, precisa la Calderone,si riparte in un altro modo. Con una le professioni intellettuali e quello «se ci dovesse essere unalegge snella, composta da circa una che poi si farà in relazione alle fun- riorganizzazione di com-dozzina di articoli e da puri principi zioni e alle competenze delle singole petenze o di albi, questoche definirà in modo chiaro cosa si professioni, ovviamente per comparti non dovrà comportareintende per professione intellettua- omogenei». È importante soprattut- una rivisitazione dile, mettendo nero su bianco i confini: to, precisa ancora il consigliere dei competenze profes-dal sistema di accesso a quello della dottori commercialisti ed esperti sionali di altri ordiniformazione, dalle disposizioni sul contabili, «l’appoggio di Alfano per esistenti, sottrarre in-tirocinio a quelle sulle tariffe, dalle un’ iniziativa che ridisegna in modo somma competenze adagevolazioni fiscali alle responsabi- riformatore i principi fondanti delle una categoria che perlità civile. Principi inderogabili a cui professioni intellettuali. E che, fa- legge già ce l’ha». Adseguiranno singoli decreti legislativi cendo saldi questi, non potranno es- accogliere favorevol-di delega che stabiliranno poi le spe- sere confuse con altri soggetti». Il che mente la strada di unacificità di ogni singola professione. vuol dire, in sostanza, da una parte legge di principi è ancheUna prospettiva di riforma che, per mettere in chiaro che le professioni Paolo Piccoli, presidentele categorie professionali, infatti, intellettuali sono collegate ad una del Consiglio nazionale delben si accorda con l’iniziativa par- formazione ben definita e all’esame notariato: «siamo favorevo-lamentare in commissione giustizia di stato, dall’altro dire addio al vec- li», dice Piccoli, «ad una leggedella Camera dove sono in corso le chio sistema duale che aveva fino ad che definisca i principi di unaaudizioni per aree professionali di ora caratterizzato qualsiasi approc- riforma per le professioni rego-competenza. cio riformatore. E la linea tracciata lamentate. Anche alla luce del dibat-Ma una prospettiva che soprattutto da Alfano è anche quella che il Comi- tito svolto in questi anni e tenendomette d’accordo tutti. Perché, come tato unitario delle professioni (Cup) conto dei chiarimenti dell’Unionedice Mariagrazia Siliquini, relatore aveva auspicato proprio nell’audizio- europea a proposito di percorsi for-in commissione giustizia della came- ne in commissione giustizia alla Ca- mativi e selettivi che garantiscono lera sulla riforma delle professioni, «il mera di pochi giorni fa. «Abbiamo ri- professioni ordinistiche, l’ipotesi del-concetto di fondo di una legge così badito», spiega il presidente del Cup la riforma complessiva che riguardiconcepita è vincete: questa legge Marina Calderone, «l’opportunità di tutto il sistema ha dimostrato di nonmette al riparo le professioni da nuo- una riforma di principi che indichi le poter procedere. Piccoli ricorda comeve bufere ideologiche che potrebbero linee di convergenza di tutte le pro- il notariato, da parte sua, abbia giàesserci anche nel futuro. E il tutto fessioni declinando poi, attraverso anticipato moltissimi temi della ri-tenendo conto anche delle direttive decreti legislativi di delega sentiti i forma. In ogni caso, chiude, «abbiamoeuropee». Una quadratura del cer- pareri dei consigli nazionali, le spe- comunque dato la nostra disponibi-chio che per Andrea Bonechi con- cificità di ogni singola professione. lità a lavorare sulle altre questionisigliere dell’ordine dei dottori com- «Abbiamo chiesto, precisa ancora, «di da risolvere». Angelino Alfano
  14. 14. Gd, Raciti: "Bloccare ddl sulla riforma dellAvvocatura" 10/03/2010“La forzatura dell’Ordine degli Avvocati, che chiede la discussione della riforma per il 18 Marzo, èinaccettabile”, dichiara il Segretario Nazionale dei Giovani Democratici Fausto Raciti. “Mi appelloal Segretario Bersani, affinché il gruppo PD al Senato si impegni a bloccare un disegno di legge chevessa i giovani praticanti e professionisti, e che non si pone minimamente il problema di renderel’avvocatura italiana più concorrenziale e in linea con gli standard europei e globali”. “ Siamosempre stati convinti che una riforma non solo dell’Avvocatura ma di tutte le professioni sia utile enecessaria – spiega Raciti -, ma i nostri inviti al dialogo sono rimasti senza risposta. Di fatto il testodi legge che il Senato si appresta a discutere è identico a quello per cui scendemmo in piazza aNovembre.”. Raciti chiude ricordando e ammonendo “Il giorno della manifestazione ricevemmoattestati di solidarietà da parte di molti esponenti del PD. Ora è il momento di dimostrare con i fattila vicinanza alla nostra battaglia. Il PD voti in maniera contraria al disegno di legge e spingaaffinché si riapra il tavolo di discussione sulla riforma.”Gd, Raciti: “Aderiamo alla manifestazione di protesta del 28 Novembre contro la riformadell’accesso alla professione forense” 19/11/2009“Latteggiamento del Governo e di parte dellopposizione sulla Riforma dellAvvocatura èinaccettabile. Non si può spingere per la rapida approvazione di un testo che non è stato in alcunmodo né presentato né discusso con chi subirà le conseguenze più pesanti della Riforma, ovvero glistudenti universitari e i giovani praticanti ed avvocati. Come organizzazione giovanile ci sentiamoin dovere di reagire per tutelare i loro interessi, per questo aderiamo con convinzione allamanifestazione del 28 Novembre a Piazza Navona. Vogliamo dare un forte segnale sia al governoche al nostro Partito, le nuove generazioni non devono essere abbandonate.” Così Fausto Raciti,Segretario Nazionale dei GD che rilancia “ Saremo in tanti, da tutta Italia. Contestualmentepresenteremo un ddl di iniziativa popolare che raccolga le proposte che abbiamo elaborato in questimesi, dalla disciplina contrattuale del praticantato alla necessità di integrare la formazioneprofessionale con quella universitaria. La priorità è accorciare i tempi di accesso e garantire a tuttile pari opportunità, in linea con i modelli adottati in tutto il resto di Europa. Su questi punti –assicura - non resteremo in silenzio.”
  15. 15. La riforma per laccesso alla professione non piaceai giovani praticanti avvocatidi Massimiliano Nespola – Articolo 21.infoGli avvocati italiani sono quasi 160.000. Ventimila in più di quelli tedeschi, 25.000 più che inSpagna. L’unico dato particolarmente rilevante a livello comparativo è quello della Francia, dovesono intorno ai 30.000. In realtà analizzando la situazione europea è più anomalo il dato francese diquello italiano. Però questo non vuol dire che il problema non esista, sia per l’accesso che perl´esercizio della professione. Il fatto è che l’intero sistema è rimasto invariato, salvo piccoliaccorgimenti, dal 1933. Un sistema che negli ultimi decenni ha prodotto un overload di formazioneed accesso alla professione. Un difetto sistemico così marcato richiede di concepire ex novo sia lelogiche di accesso che di esercizio della professione. Ne abbiamo parlato con Julian Colabello,praticante avvocato, esponente dei Giovani democratici.Numero chiuso per l’accesso alla professione forense. Scuole private durante la pratica,obbligatorie e a pagamento. Nuove modalità per l’esame di Stato: lo si può sostenere almassimo 3 volte e fino a 50 anni, senza l’aiuto dei codici commentati. La riforma indiscussione cosa vuol cambiare?La riforma che si sta portando avanti – come ammesso sia da Guido Alpa che da Giuseppe Sileci,Presidente dell’Associazione Italiana Giovani Avvocati – si ferma solo al livello post laurea. Nonc’è invece nessun intervento rispetto alla formazione universitaria. Una serie di interessi fortiimpedisce di intervenire su questo aspetto. Una riforma vera avrebbe bisogno di un coraggio cheoggi non c’è, per cambiare veramente le cose. Per usare una metafora, la crisi dell’attualeavvocatura richiederebbe un intervento che tracci un nuovo corso del fiume. L’attuale riformainvece non fa che costruire una diga ancora più alta. Così facendo si danneggiano tanti ragazzimeritevoli in modo indiscriminato e su base economica e classista. Al di là dei test di ingresso, cheho sempre ritenuto uno strumento opinabile, come è possibile che non si tengano in nessun conto itempi di accesso alla professione? Tornando al dato comparativo, in Francia si diventa avvocati a 24anni, addirittura in Inghilterra a 23, mentre oggi in Italia si vuole proporre che dopo essersi laureatia 24, 25, o anche 26 anni, i ragazzi dovrebbero fare altri due anni di praticantato pagandosi le scuoleforensi e senza alcuna possibilità di percepire un reddito. È praticamente una falcidia che forseotterrà gli effetti sperati a breve termine ma che alla lunga produrrà un blocco della mobilità socialeall´interno della professione. Questo non potrà che abbassare il livello qualitativo dei giovaniavvocati.Possibile che nessuno abbia sollevato la questione nelle sedi istituzionali?Una delle poche norme che il Consiglio nazionale forense aveva proposto e che la CommissioneGiustizia del Senato ha bloccato è stata proprio quella sul compenso, previsto in via generica e dopoun anno, per i praticanti. Il senatore Casson aveva chiesto di mantenerla, ma alla fine l’opposizionesi è astenuta e il testo è passato in Commissione con i voti favorevoli della maggioranza. In questosenso la nostra battaglia ha anche lo scopo di chiedere a Partito democratico un’opposizione piùnetta.L’attuale proposta di riforma sembra voler cancellare anche le liberalizzazioni introdotte daBersani, reintroducendo ad esempio i minimi tariffari. Anche questo è un motivo della vostraprotesta?Le norme volute da Bersani hanno avuto il pregio di muovere una situazione incancrenita e sono
  16. 16. comunque state deviate, eseguite a metà. Ad ogni modo, l’abbattimento completo dei minimitariffari e l’inserimento senza limiti del patto di quota lite – quello tra la parte e l´avvocato sullapercentuale che verrà pagata al professionista in caso di successo della causa – è avvenuto in uncontesto, quello italiano, dove gli studi legali sono per la maggior parte piccoli o medi, a differenzache in America o in Inghilterra. Il problema che si è creato riguarda il rapporto tra avvocati e igrandi soggetti economici: banche e assicurazioni, per esempio. Un avvocato non ha un grandepotere contrattuale nei confronti dei grandi poteri economici, a meno che non abbia lui stessogrande potere. Eliminati completamente i minimi tariffari, le parcelle degli avvocati sono statedecurtate del 20% da parte di molte banche e assicurazioni. E nessun avvocato si è opposto, perchéavrebbe perso un grosso cliente. L’avvocatura, e a maggior ragione i giovani avvocati, hannodovuto quindi subire il peso contrattuale dei clienti più importanti. In questo senso la reintroduzionedei minimi tariffari potrebbe avere un senso. Ma…Dica……Ma molto meno senso avrebbero se il rapporto non riguardasse grandi imprese o enti pubblici masingoli imprenditori e consumatori. Qui il mercato dovrebbe essere aperto alla competizione econsentire lo sviluppo di una sana concorrenza anche al ribasso, visto che a parità di poterecontrattuale è più difficile che la situazione si sbilanci a favore di una piuttosto che di un’altra parte.Il problema dell’attuale riforma, a mio avviso, è che reintroduce i minimi tariffari tout court. Unanorma che simboleggia tutto il disperato slancio di una parte dell’avvocatura che vorrebbeconservare ed ampliare i propri privilegi corporativi.Perché lo definisce disperato?Perché molte parti di essa – mio modesto parere – saranno giudicate in contrasto con le normativeeuropee vigenti e ancor di più con quelle che entreranno a breve in vigore. Penso agli interventi cheriguarderanno in generale il mercato del lavoro.Allora non c’è pericolo.Vedi, il problema non è impedire la riforma. È farne una migliore.Una riforma migliore è possibile?Non solo, è necessaria. Ma per essere efficace e duratura deve essere coerente e fondata su principicondivisi. Riprendendo il discorso sui minimi tariffari, se riconosciamo da un lato che ilprofessionista nei confronti delle grandi imprese può essere considerato un soggetto in un certosenso debole, allora bisogna a maggior ragione riconoscere che i neolaureati non hanno nessun pesocontrattuale nei confronti degli studi dove svolgono la pratica. In ogni mercato sano ci voglionoregole che favoriscano i soggetti più deboli. Senza regole vince sempre il più forte.Voi proponete anche il contratto di praticantato.Esatto. Il praticantato ha caratteristiche eterogenee, è insieme un lavoro ed un periodo diformazione. Ciò non toglie che in entrambi i casi dovrebbe essere certificato da contratto. Sia peruna maggior serietà della pratica sia per fornire uno strumento che garantisca le tutele minime alpraticante, sia economiche, che previdenziali, che assicurative.Non si rischia che molti studi legali smettano di prendere praticanti?Sempre meglio di quello che accade oggi, dove gli studi licenziano le segretarie e le sostituisconocon i praticanti a costo zero. Ripeto, io non credo nel numero chiuso, ma qualsiasi lavoro serio èselettivo. Preferisco perciò pensare ad un sistema in cui vengo preso perché valgo che ad uno in cuivengo scelto perché posso essere sfruttato. Ad ogni modo, nella bozza di legge che vorremmolanciare come iniziativa popolare prevediamo che tutte le spese degli studi a favore dei praticantisiano fiscalmente detraibili nella loro complessità in quanto considerate contributi alla formazione.
  17. 17. In questo modo l’impatto non sarebbe così drammatico. E poi, parliamoci chiaro, se il problema èdare 700-800 euro ad un praticante, vuol dire che c’è una volontà di fondo che mira a spremere ilpiù possibile le nuove generazioni. Inoltre bisognerebbe dare la possibilità ai ragazzi di fare lapratica sia presso gli uffici giudiziari che presso la PA, oltre che presso gli studi legali. In questomodo si migliorerebbe sia la formazione che la tutela dei giovani praticanti. L’Ordine degliAvvocati di Roma ha mosso passi importanti in questo senso.Insomma, più tutele e tempi di accesso più brevi…Non solo, anche l’istituzione di borse di studio e finanziamenti per i più meritevoli. In questo ilruolo delle università dovrebbe essere centrale. Garantire continuità tra gli studi universitari e laformazione professionale è imprescindibile, sia per garantire i più deboli ma meritevoli che per farein modo che il percorso sia più celere e serio. Non si capisce perché non ci siano corsi universitariad indirizzo forense che consentano di svolgere una parte della pratica già durante l’università. Adeconomia si sta sperimentando con successo qualcosa del genere per i commercialisti, perché noncogliere l’occasione per allargare la sperimentazione?Crede che tutto ciò possa trovare spazio in parlamento come tra gli avvocati?Penso che il fronte a favore dell’attuale riforma sia molto meno compatto di quanto sembri. Moltiriconoscono le criticità dell’attuale disegno di legge. Noi ci siamo mossi per primi in una nuovadirezione, ora staremo a vedere cosa succederà.
  18. 18. In piazza contro la riforma dellAvvocaturadi Lorenzo De CiccoIn migliaia avevano aderito su internet, e ieri in piazza Farnese a Roma si sono riversati studenti ditutta Italia per aderire alla manifestazione nazionale contro la riforma dellAvvocatura indetta daiGiovani Democratici, Cgil e Ugai (Unione Giovani Avvocati Italiani). Alla manifestazione hannoaderito anche i Radicali Italiani, gli studenti Luca Coscioni, e decine di sigle di associazionistudentesche dei principali atenei del Paese (Roma, Napoli e Milano in testa).Gli studenti sono scesi in piazza contro il disegno di legge presentato dal senatore Mugnai (Pdl) peril riordino della professione di avvocato, che il ministro Alfano vorrebbe inserire nella riforma dellaGiustizia. Le novità principali della manovra sono l’introduzione, durante il periodo di pratica, discuole forensi obbligatorie e a pagamento, un test di preselezione al momento dell’iscrizioneall’albo dei praticanti, il reddito minimo per rimanere iscritti allalbo con la reintroduzione deiminimi tariffari, il rafforzamento del ruolo degli ordini nei procedimenti disciplinari e nellosvolgimento dellesame di abilitazione.Universitari, praticanti e giovani avvocati di Roma, Salerno, Torre Annunziata, Milano, Lecce,Urbino, hanno preso parte alla protesta nonostante il sindaco di Roma Alemanno avesse chiesto lospostamento della manifestazione (inizialmente convocata a Piazza Navona) a due giorni dal suosvolgimento, nonostante lautorizzazione della Questura.“Come organizzazione giovanile – spiega il segretario nazionale dei Giovani del Pd, Fausto Raciti -ci sentiamo in dovere di reagire. Vogliamo dare un forte segnale sia al governo che al nostro Partito:le nuove generazioni non devono essere abbandonate”. “Presenteremo un ddl di iniziativa popolareche raccolga le proposte che abbiamo elaborato in questi mesi: la priorità è accorciare i tempi diaccesso e garantire a tutti le pari opportunità, in linea con i modelli adottati in tutto il resto diEuropa. Su questi punti – assicura - non resteremo in silenzio.” Non solo “no” dunque dallamanifestazione, ma anche proposte concrete per migliorare laccesso alla professione: riduzione deitempi, formazione forense durante luniversità, disciplina contrattuale del praticantato, sostegnieconomici a studenti e tutele assicurative per i praticanti.“I praticanti hanno mostrato il loro libretto della pratica, un libretto verde in cartoncino,sventolandolo in aria come simbolo del loro stato di precarietà e malessere – racconta JulianColabello, praticante avvocato, uno dei promotori della protesta - Gli studenti invece hanno portatoil loro manuale di procedura civile, l’esame notoriamente più difficile del percorso universitario,che hanno tenuto sopra la testa come metafora del peso e dei sacrifici che gli studenti devonoaffrontare ogni giorno, già prima di intraprendere il duro percorso del praticantato”.Anche il centro-destra è spaccato: “Non ci vengano a dire che siamo i soliti comunisti – alzano lavoce alcuni ragazzi di Libertiamo, il movimento politico vicino al deputato del Pdl Benedetto DellaVedova, schieratosi contro il ddl Mugnai – Non è una riforma. È un attacco contro lo spirito delPopolo della Libertà. Siamo sicuri che convenga portare a casa una legge che piace allacorporazione forense, ma distrugge le premesse ideali e riformiste del berlusconismo classico,quello che ha allevato una generazione di autonomi e partite Iva?”Durante la manifestazione arriva anche la solidarietà del Partito Democratico: “Il disegno di legge –si legge nella nota di Stefano Fassina, segreteria Pd – rappresenta un evidente passo indietro rispettoalle norme introdotte nel 2006 dall’allora ministro Bersani. Se il testo diventerà legge, ne faranno le
  19. 19. spese i cittadini, le imprese ed i giovani avvocati. La contro-riforma peserà negativamentesullequità, sulla mobilità sociale, sulla distribuzione del reddito e sulla competitività dellItalia. IlPartito Democratico è per una riforma organica di tutti gli ordini professionali e di tutte leprofessioni secondo i principi guida contenuti nelle misure di liberalizzazione realizzate nel 2006dal Governo Prodi”.29 novembre 2009 – L’Unità
  20. 20. PROFESSIONISTI - ORDINI E PENSIONIRiforma degli avvocati , è polemicaNo di Confindustria: è contro il mercatoPossibile slittamento dell’esame al 2010ROMA - Parte al rallentatore la riforma dell’ordinamento forense il cui esame in aula alSenato potrebbe slittare al 2010 per lasciare spazio al disegno di legge sul processo breve. La legge,attesa da 236 mila avvocati, ridisegna la professione legale dalla A alla Z: confermati gli esami piùseveri per l’accesso, l’albo selettivo e la reintroduzione delle tariffe minime mentre cade, almenoper ora, la soglia minima di reddito per potersi iscrivere all’ordine.Il provvedimento è passato in commissione Giustizia con un voto bipartisan. L’Udc, tuttavia,ha scelto l’astensione perché, ha spiegato Gianpiero D’Alia, «la mancata calendarizzazione in aulaevidenzia l’esigenza della maggioranza di lasciare il campo libero all’approvazione, prima di Nata-le, del ddl Gasparri sul processo breve». Invece Giuseppe Valentino (Pdl), relatore dei dueprovvedimenti, minimizza. «Nell’affidare il mandato al relatore per l’aula c’è comunque l’impegnoad accelerare i tempi». E anche il presidente della commissione, Filippo Berselli (Pdl) rassicura gliavvocati pur non potendo offrire una data certa. Il testo di 65 articoli varato ieri ha incassato ilplauso del presidente del Consiglio nazionale forense, professor Guido Alpa, che ha parlato di «unariforma senza spirito corporativo».Alpa ha anche tentato di fugare le preoccupazioni della Confindustria che da tempo avevabocciato le norme sull’esclusività dell’attività legale: «Alcuni emendamenti approvati al Senatosono contrari ai principi del libero mercato perché queste norme potrebbero impedire alle asso-ciazioni d’imprese di assistere sul piano legale i propri associati ». Confindustria, quindi, è tornata achiedere una modifica in aula. Critiche, poi, arrivano dall’Associazione nazionale forense («La ri-forma nasce già vecchia»), dai giovani avvocati dell’Ugai («Approvata una controriforma contro icittadini») e dalla senatrice del Pd Silvia Della Monica («Riforma carente e corporativa»). Invece,per Maurizio De Tilla (Oua) «la commissione ha avuto coraggio »: ora «il prossimo passo è ilnumero programmato dalle Università alla professione».Dino Martirano19 novembre 2009 – Corriere della Sera
  21. 21. L’Antitrust: “Ordini professionali agisconocome caste”Architetti, avvocati, consulenti del lavoro, farmacisti, geologi, geometri, giornalisti, ingegneri,medici e odontoiatri, notai, periti industriali, psicologi, dottori commercialisti ed esperti contabili.Ordini professionali che, secondo l’Antitrust, agiscono come delle “caste”. Con privilegiingiustificati e un’elevata resistenza al cambiamento. L’organismo che vigila sulla concorrenza haterminato un’indagine in corso dal 2007 sugli ordini professionali. E per il garante il risultato èpreoccupante: “Dall’indagine conoscitiva su 13 ordini professionali, avviata a gennaio 2007 eemerge una scarsa propensione delle categorie, sia pur con positive eccezioni, ad accogliere neicodici deontologici quelle innovazioni necessarie per aumentare la spinta competitiva all’interno deisingoli comparti”. Anzi, ”la liberalizzazione della pattuizione del compenso del professionista, lapossibilità di fare pubblicità informativa e di costituire società multidisciplinari - si legge nelleconclusioni - non sono state colte come importanti opportunità di crescita ma come un ostacolo allosvolgimento della professione”. Gli ordini, secondo l’Antitrust, non possono più tardarenell’adeguarsi alle normative europee. Così il garante invita ad agire con gli strumenti legislativicontro l’immobilismo degli ordini. E propone alcune modifiche “necessarie”, come “prevederepercorsi più agevoli di accesso alle professioni” attraverso corsi universitari e “tirociniiproporzionati alle effettive esigenze di apprendimento”, non stage infiniti. Sarebbe poi giusto,secondo l’organismo, che la nozione di “decoro professionale” sia “elemento che incentivi laconcorrenza tra professionisti e rafforzi i doveri di correttezza professionale nei confronti dellaclientela e non per guidare i comportamenti economici dei professionisti”.Secondo l’associazione dei consumatori Aduc, le parole dell’Antitrust “rendono giustizia di unasituazione sotto gli occhi di tutti: i tentativi di riforma degli ordini sono inutili. Quand’anchequalcosa dovesse apparire, si tratterebbe comunque di fumo negli occhi. Solo la loro abolizionepotrebbe democratizzare offerte e domande”.Emanuele RossiSabato 21 Marzo 2009 – Panorama Canale Economia
  22. 22. Riforma forense: l’Ordine apreArticolo Apertura News di Attualità | 16 Marzo 2009 |Un primo passo verso l’ascolto è stato fatto. L’appello di un serio confronto tra studenti, praticanti,istituzioni accademiche e forensi – lanciato dagli Studenti Democratici della Facoltà diGiurisprudenza de la ”Sapienza”, la Rete Degli Studenti (RDS) di Roma3 e gli Studenti inMovimento di ”Tor Vergata – è stato accolto da Guido Alpa, presidente del Consiglio NazionaleForense (CNF), e tra i principali redattori della bozza della riforma ora trasfusa nel ddl Mugnai.Della riforma così se ne parla e se ne è parlato giovedì alla Facoltà di Giurisprudenza dellaSapienza durante un incontro organizzato per discutere i punti più caldi di un testo per l’accessoalla carriera forense, che secondo i baby avvocati bloccherebbe l’ingresso a molti praticanti. Undibattito che ha visto anche un cambiamento di rotta e di apertura da parte di Guido Alpa.Prima una prolusione sulla necessità di regolamentare la professione e poi una breve spiegazionesulle proprie intenzioni. Al microfono – il presidente – ha ribadito più volte il suo intento di volertutelare e non colpire gli studenti e i praticanti senza un concreto supporto economico alle spalle. Ilpericolo, infatti, secondo gli Studenti Democratici è che possa profilarsi nella riforma una selezionedegli aspiranti su base economica, tramite maggiori spese e incombenze professionali.Poi si passa a snocciolare una serie di numeri sugli avvocati presenti oggi in Italia e un confrontocon gli altri Paesi Europei. I dati, infatti, fanno un po’ paura specialmente quando sul tavolo sonocomparsi gli ultimi rapporti sulla professione: in Italia sono circa 200 mila gli iscritti all’ordineforense, in Francia 47 mila.Ma l’intento di un dietro front da parte degli studenti e futuri praticanti è fallito. L’immagine èpiuttosto quella di un ordine forense diviso, dove alcuni relatori plaudono alle battute dei ragazzi esi schierano contro una riforma “che deve essere rivista in molte sue parti”.A fare dietro front, invece, è stato proprio Alpa che, a conclusione del dibattito, ha dichiarato di nonavere alcuna “solidarietà politica” nei confronti del Governo dicendosi “disposto a recepire propostedi modifica alla riforma” contenuta nel disegno di legge 1198”.Al presidente del Cnf ha fatto eco Julian Colabello, promotore dell’incontro. “Ribadiamo il nostrointento di non fermarci – ha dichiarato – costringendo al confronto chi finora pensava di poternefare a meno. Nessuno può prescindere dalla tutela delle nuove generazioni e delle pari opportunità”. Anna Di Russo – Corriere dell’Università
  23. 23. Apc-Giustizia/Praticantato avvocati, Consiglio forense pronto dialogo[1]Guido Alpa disposto ad accettare modifiche proposte da studentiRoma, 12 mar. (Apcom) - Si è concluso con un dietro front delConsiglio nazionale forense lincontro sullaccesso allaprofessione di avvocato, organizzato oggi alluniversità LaSapienza di Roma dai giovani del Partito democratico. Ilpresidente del Cnf, Guido Alpa ha dichiarato di non avere alcuna"solidarietà politica" nei confronti del Governo dicendosi"disposto a recepire proposte di modifica alla riforma" contenutanel disegno di legge 1198, a firma del senatore Franco Mugnai(Pdl), attualmente in discussione al Senato e pronto a essererecepito nella riforma Alfano sulla Giustizia. Al presidente del Cnf ha fatto eco Julian Colabello,promotore dellincontro. "Ribadiamo il nostro intento di nonfermarci - ha dichiarato - costringendo al confronto chi finorapensava di poterne fare a meno. Nessuno può prescindere dallatutela delle nuove generazioni e delle pari opportunità". Secondoi promotori dell`iniziativa, il convegno di oggi, al quale hannopartecipato studenti, giuristi ed esperti del settore provenientida tutta Italia e anche dallestero, ha evidenziato numerosecriticità sul testo, alla cui redazione aveva contribuito lostesso Cnf. La mobilitazione è partita dalla Sapienza lo scorso 10febbraio e presto si è allargata ad altri atenei italiani. Gliuniversitari contestano il disegno di legge nella parte in cuiprevede test d`ingresso a scuole forensi a pagamento obbligatorienel periodo di pratica, un esame conclusivo della scuola, unapre-selezione per l`accesso all`esame di Stato e l`eliminazione,in sede d`esame, dei codici commentati. Al contrario, lemodifiche di accesso alla professione forense sono ritenute"necessarie" dal ministro della Giustizia, Angelino Alfano per"smaltire gli oltre 150mila avvocati italiani e per garantire alpubblico professionisti più preparati e meglio selezionati".
  24. 24. PROFESSIONI: ATENEI ROMA IN PROTESTA CONTRO RIFORMA ALFANO“PER MODIFICHE AD ACCESSO PROFESSIONE FORENSE ASCOLTI ANCHESTUDENTI E ACCADEMICI”Roma, 12 mar.(Adnkronos) - Sulla riforma dellaccesso allaprofessione forense il ministro Alfano ascolti anche studenti,accademici e professionisti. E lappello degli Studenti Democraticidella Facoltà di Giurisprudenza de la Sapienza, la Rete DegliStudenti (RDS) di Roma3 e gli Studenti in Movimento di Tor Vergatahanno lanciato un appello affinché la riforma sia rivista tramite unserio confronto tra studenti, praticanti, istituzioni accademiche eforensi.Da questa mattina, infatti, sono già in opera banchettiinformativi in tutti e tre gli atenei per la sottoscrizionedellappello ed e stato confermato lincontro pubblico nella Facoltàdi Giurisprudenza de La Sapienza con Guido Alpa, presidente delConsiglio Nazionale Forense (CNF), organo che si e occupato diredigere la bozza della riforma ora trasfusa nel ddl Mugnai. Ilpericolo, secondo gli Studenti Democratici e che possa profilarsinella riforma una selezione degli aspiranti su base economica, tramitemaggiori spese e incombenze professionali e nel corso della pratica,che nel migliore dei casi porteranno ad un aumento delle tariffe. Peresempio, la previsione di una scuola forense a pagamento di due anni,parallela al praticantato, obbligatoria per tutti coloro che voglianosostenere lesame di Stato, con relative prove di accesso e di uscitada essa e prova di preselezione per laccesso allesame di Stato.Rimarrebbe disatteso, invece, lavvio di una fondamentalepolitica risolutoria volta a ridurre i tempi e a favorire i modi diinserimento delle nuove leve nel sistema produttivo. Una delleproposte maggiormente inascoltate e infatti quella di introdurreun obbligo di prepensionamento per gli avvocatiultrasessantacinquenni, tale da liberare la gran parte del contenziosoprocessuale in favore dei giovani avvocati e di quelli che lo stannoper diventare.(Sec/Ct/Adnkronos)12-MAR-09 15:07

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