Incas

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Incas

  1. 1. Incas 1) La storia di questo popolo. L’impero Inca aveva come capitale la città di Cuzco. Ebbe il suo massimo splendore attorno al XV secolo. Il loro nome deriva dalla parola “inca” che significaimperatore, gli Incas discendono dalle civiltà che si svilupparono sugli altipiani.Era molto avanzata in tutti i campi; politico, economico, religioso e architettonico.L’ImperoL’impero Inca è stato il più vasto del continente Americano.La sua esistenza va dal XIII al XV secolo.Le origini degli Inca sono misteriose, le prime notizie risalgono al 1200 a.C., nella zona delle Ande.Prima gli andini erano un popolo nomade che viveva di caccia e raccolta, e sembra venissero dal nordAmerica. All’interno dell’Impero, gli Inca inventarono una divisione amministrativa del territorio. Divisero, illoro impero in quattro grandi province:i SUYU , governate da un suyuyuq a loro volta divisi in HUAMANI che a loro volta si suddividevano inSAYA. A capo dei saya vi erano i AYLLU che si occupavano della distribuzione della terra.La forma governativa era la monarchia teocratica, all’Imperatore veniva attribuita un’origine divina; aquest’ultimo venivano associati i titoli di SAPA ( unico) e APU (divino).L’estensione massima dell’impero si ebbe sotto il decimo inca TUPAC YAPANQUI che conquistòl’Equador verso la fine del XV secolo.Classi sociali e governoPer i Peruviani “Re” significa “Principe di stirpe regia o figlio del Sole”. A capo di questa civiltà c’era ilsovrano e i suoi parenti; Egli si doveva sposare con una sua nipote per non perdere il potere.
  2. 2. Le classi sociali erano due: i nobili e il popolo, ben distinte, era inflitta la pena di morte per coloro che sisposavano tra le due classi. I nobili facevano parte della famiglia reale e il Re per conoscere il suopopolo faceva un viaggio ufficiale. Per amministrare il regno, lo suddividero in 4 province e 4 cantoni.L’impero era così amministrato: alla guida di ogni regione Tathuantinsuyo l’Inca poneva un vicerédesignato tra i suoi parenti più stretti; alla guida delle province poneva i governatori. Non esistevanoorgani di rappresentanza popolare. Sacerdoti e militari collaboravano con i politici alla gestione delpotere.L’uomo comune era monogamo (una moglie); poligamo (più mogli) era solo il nobile.Le leggiMolto importante era il rispetto delle persone e delle proprietà altrui: i beni comuni erano più importantidei beni privati. Tra gli incas il processo giuridico si sviluppava nella testimonianza, interrogatorio, inalcuni casi con l’utilizzo della tortura; infine veniva pronunciata la sentenza contro la quale non c’eraappello. Veniva squartato chi uccideva un curaca (capo tribù), ma per l’uccisione di un uomo comune siera condannati unicamente alla flagellazione. Chi provocava a una persona lesioni permanenti eraobbligato a provvedere al sostentamento della vittima e, se non aveva i mezzi, veniva punito constraordinaria durezza. L’agricoltura ed economia Gli Incas, data la loro posizione a 3000 m, si cibavano dei prodotti che riuscivano a coltivare come mais e patate. Nonostante l’altezza coltivavano con il sistema delle terrazze quindi le tecniche agricole erano molto avanzate. Ignoravano la ruota e gli altri strumenti agricoli quindi la lavorazione dei campi era più difficile e faticosa. Gli incas si nutrivano raramente di carne (porcellini d’India e lama); la loro dieta era vegetariana (radici, pomodori, fagioli, spezie piccanti e quinonia, pianta simile allo spinacio) e consumavano solo due pasti al giorno. Il mais era l’alimento più usato con il quale producevano la farina. I nobili si nutrivano di pesce, carne, frutti tropicali, erbe aromatiche. La proprietà terriera era basata sul concetto che 1/3 del territorio spettava al Sole, 1 agli Inca e 1 alla popolazione. I lama erano utilizzati come da bestia da soma mentre gli alpaca erano allevati e addomesticati per ricavare la lana. Gli artigiani producevano ceramiche, tessuti, ornamenti di metalli, utensili e armi con belle decorazioni. La base dell’economia era l’agricoltura e l’allevamento di lama e alpaca; si usava il baratto o i chicchi di cacao come soldi, l’oro e l’argento venivano lavorati da abili artigiani che usavano leghe d’oro con l’argento, sconosciuti erano gli altri metalli sebbene il paese fosse ricco di giacimenti di quest’ultimi.
  3. 3. Le tradizioni Le feste principali deli incas con le fasi fondamentali del lavoro agricolo sono: ● i “Inti-raymi”, in giugno era il momento del raccolto; ● il “Capac-raymi”, in novembre era il periodo in cui si concludevano i lavori agricoli. ● si festeggiava il 2° compleanno dei propri figli ma non la nascita e solo al 2 compleanno gli si dava il nome.I discendenti degli Incas oggiSono la gente della Sierra: semplici campesinos (contadini del Perù) conducono una vita di stenti e fame,lavorando faticosamente i campi. Le loro case sono poverissime. Le donne sono la fascia più debole, non contano nulla e non hanno alcun diritto, per loro solo sacrifici,fatica e duro lavoro.2) descrizione geografica della regione abitata dai incaGli studiosi di Storia Precolombiana suppongono che gli inca si svilupparono nella zona del Perù,precisamente nellalto piano Andino nella città di Cuzco, nellattuale Perù, nellAmerica centrale. Cuzco èuna città collinare e montuosa con una altitudine di 3000 metri circa, il territorio comunque abbastanzaroccioso e non ostante le altezze permetteva hai cittadini della regione di coltivare, i prodotti agricolicome : patate, pomodori, mais ecc...
  4. 4. Cuzco si trova nella regione di Onomia, ancora oggi Cuzco, è una città del Perù, situata a 3399 mcapoluogo della regione omonima. È localizzata nella sierra sud del paese. Fu la capitale dellImperoInca ed è considerata la capitale storica del Perù.La città ha un tipo di clima sub-tropicale di alta quota, secco e temperato, con due stagioni bendifferenziate in base alle precipitazioni, Cuzco presenta infatti una stagione secca tra aprile e ottobre,con cielo sereno e scarse piogge, e una stagione piovosa tra novembre e marzo, i mesi più piovosi sonoquelli tra dicembre e febbraio. In media in un anno cadono circa 700 mm di pioggia, con 102 giorni dipioggia. Nonostante laltezza, la neve è un evento rarissimo. Il Perù ha una superficie di circa 1.300.000kmq, terzo paese per estensione del continente sud americano e confina ad ovest con l’Oceano Pacifico,a sud con il Cile, a est con la Bolivia e con il Brasile, a nord con la Colombia e a nord-ovest conlEcuador, ospita due prestigiosi laghi: il Lago Titicaca e il Lago de Junin. Sul territorio scorrono fiumi digrande importanza come il Maranon.La zona costiera è per lo più desertica, le sue migliaia di km di coste, molto pescose, sono caratterizzateda acque abbastanza fredde a causa della Corrente di Humboldt.La zona delle Ande è ricca di vegetazione, dove si svilupparono soprattutto gli inca, mentre la zonaamazzonica è caratterizzata da una vegetazione ricca, animali tropicali e scarsa presenza dell’uomo. Laprincipale catena montuosa è rappresentata dalla già citata Cordigliera delle Ande (che si divide nellacordigliera orientale e in quella occidentale) che in Perù ha alcuni dei suoi tratti più spettacolari, e ospitanumerose vette sopra i 6.000 mt., tra cui spicca sicuramente il Monte Huascaran, alto oltre 6.700 mt.La flora peruviana è estremamente varia a causa della diversità di climi e di altitudini. Si passa infatti dallezone desertiche del nord, dove abbondano cactus e piante grasse, alle Ande, dove fino ad una certaaltezza prosperano boschi rigogliosi di conifere e latifoglie. Nelle regioni dove impera la foresta lavegetazione è fitta e caratterizata da giganteschi fiori tropicali.Stesso discorso vale per ciò che riguarda la fauna, quanto mai varia. Accanto all’animale più tipico delPerù, il lama, che meglio di tutti sa affrontare le difficoltà delle Ande, si trovano infatti l’alpaca, i caimani,gli alligatori, numerose razze di pappagalli, molti uccelli tropicali, il condor andino e, nell’Oceano, foche,pinguini e balene fra i tanti pesci atlantici.Il clima, a causa dell’estensione e delle varietà di territorio e altezze, è estremamente vario. La zonacostiera gode di un clima generalmente caldo e umido durante tutto l’arco dell’anno, ad eccezione dellazona al confine con l’Ecuador, dove il caldo è più secco.Bisogna ricordare che, al contrario di quanto avviene in Italia, le temperature aumentano salendo versonord. La Sierra ha un clima migliore tra maggio e ottobre, con giornate calde e notti fresche, mentre tranovembre e aprile vi è una forte piovosità e temperature più fredde. La zona della foresta gode di unclima caldo e umido, con precipitazioni frequenti e abbondanti durante tutto l’arco dell’anno.3) Cucina e Prodotti alimentari tipici.Il popolo degli Incas era molto abile in cucina: spesso venivano scelti dei giovani tra il popolo per cucinaree servire all’imperatore.Nell’ambiente montagnoso andino, fecero un uso dei campi terrazzati che non solo permettevano loro disfruttare il suolo montano ricco di minerali ma, di sfruttare anche i microclimi favorevoli alla coltivazione diuna grande varietà di prodotti agricoli durante tutto l’anno.Glii attrezzi usati erano semplicemente deibastoni per scavare.Questo popolo ci ha fatto anche conoscere piante come la zucca,la patata e l’ananas.Gli Inca coltivavano circa settanta specie di prodotti agricoli sulle coste più secche del Pacifico, prodottiprincipali erano:la canna da zucchero, la patata, il mais, il peperoncino e tante altre cose.La dieta di questo popolo era basata sui cereali specialmente il mais, il quale era anche usato perprodurre la CHICHA una bevanda simile alla birra nostra.Alcuni esempi di alimentazione degli Incas erano:
  5. 5. La QUINOA: è una tipica pianta erbacea originaria delle Ande, particolarmente dotata di proprietànutritive. Per il suo aspetto viene considerata come un pseudo-cereale infatti i suoi semi vengono ridotti infarina per preparare del pane.Ne esistono più di 200 varietà e quella più utilizzata è la quìnoa Real.Già 5.000 anni fa era coltivata dalle civiltà pre-colombiane. Per il suo valore gli Incas lo consideravanoaddirittura una pianta SACRA: la chiamavano “chisiya mama” cioè “la madre di tutti i semi”.Con la conquista degli spagnoli delle terre andine la coltivazione della quinoa andò perduta, purtroppo.Solo dopo alcuni secoli, i frutti della coltivazione della quinoa è tornata di nuovo in commercio per favorirelo sviluppo delle comunità indio.Gli Incas non si cibavano soltanto della QUINOA ma anche dell’ AMARANTO. L’amaranto è una piantaoriginaria del centro america e viene usata come alimento fondamentale per gli Aztechi e gli Incas.Questa pianta è stata inserita tra i cereali perchè veniva utilzzata in cucina.
  6. 6. L’amaranto è inoltre ricco di proteine e di calcio perchè , al contrario dei veri cereali ,contiene più lisina laquale favorisce la formazione di anticorpi, ormoni ed enzimi.Viene spesso anche usato come base per le pappe dei bambini o come ingrediente pregiato neiminestroni di verdura per gli anziani.La coltivazione dell’amaranto inoltre è molto complicata e di conseguenza il costo è elevato. Nonessendo un cereale molto diffuso difficilmente viene venduto nei supermercati.Come cucinare l’Amaranto:L’amaranto va bollito per circa 30 minuti in una pentola a pressione con acqua tre volte la quantitàdei chicchi.4) Arte: scultura, pittura, tessitura,...L’arte inca rappresenta un espressione di continuità rispetto alle pre-esistenti attività tradizionali ditessitura, metallurgia, intaglio della pietra e ceramica proprie dell’arte precolombiana. Partendo da unesperienza locale modesta, gli Inca migliorarono la loro arte grazie all’aiuto dei popoli conquistati chearricchirono le loro tecniche e le loro abilità di lavorazione. Sobrietà, geometria e sintesi sono le principalicaratteristiche dell’arte Inca in cui gli aspetti pratici e funzionali sono più frequenti di quelli formali.Manufatti tessiliQuesto settore era particolare sviluppato rispetto agli altri e diede origine ad una grandissima quantità evarietà di tessuti decorati con motivi geometrici o con figure zoomorfe (che possiedono delle forme dianimale) e antropomorfe (che possiedono delle forme umane), dalla funzione simbolica.Il processo di lavorazione prevedeva la tintura delle fibre di lana o cotone con colori naturali, poi la filaturacon la rocca ed infine la tessitura attraverso dei telai rudimentali. Il più comune, ancora utilizzato ai giorninostri dalle civiltà andine, era costituito da due strisce di tela mantenute in orizzontale fissando unestremità ad un albero o ad un palo e l’altra ad una corda che girava intorno ai fianchi di una persona.
  7. 7. Le tecniche di lavorazione conosciute erano molte, ma per produrre i tessuti destinati ai fini cerimoniali siutilizzava il broccato, il ricamo o l’arazzo dei quali i laboratori di Paracas producevano pezzi moltoapprezzati, splendide tele, che potevano misurare fino ai 20 metri di lunghezza ed erano decorate dafigure zoomorfe e policrome (con tanti colori). Tessutocon motivi geometrici Collana incaLavorazione dei metalliLa produzione di oggetti in metallo, compresa la gioielleria, costituisce la parte più interessante dell’arteInca.La lavorazione di questo materiale spesso veniva arricchito con pietre preziose o semipreziose e a voltevenivano colorati con un acido naturale che bruniva il rame e metteva in risalto l’oro o l’argento con cuiquesto era legato.Lo scopo della maggior parte della lavorazione orafa era quello ornamentale; infatti la corte e i dignitaridello stato indossavano pettorali, bracciali o collane, simbolo del loro potere.In oltre i splendidi manufatti rivestivano un ruolo molto importante nel corredo delle case.Gli Inca lavoravano diversi metalli tra cui il rame, il bronzo, l’oro e l’argento poi prediligevano gli oggettirealizzati con lamine metalliche sbalzate e traforate.Anche in questo settore ci sono diverse figure geometriche nonostante siano frequenti i motiviantropomorfi e zoomorfi.Gli spilloni e le fibbie erano molto diffusi e piuttosto uniformi nella tipologia. L’estremità consisteva in unampia lamina , di forma variabile, che poteva essere decorata con figure geometriche disposte a strisce osul bordo.
  8. 8. Tra i vari modelli di spillone, quello a testa laminare o circolare, originario di Cuzco, fu il più diffuso.Altre culture del periodo intermedio svilupparono un arte figurativa molto ricca producendo fermagli,pendenti, collane, orecchini, anelli e bracciali abbelliti da figure umane o zoomorfe. Anche i copricapiricchi e vistosi dei re e dei nobili, elaborati con metalli preziosi abilmente accostati, tessuti e piume sonoun esempio della ricchissima arte orafa degli Inca.Non mancavano infine, gli oggetti rituali come gli amuleti o come offerte per il culto:erano, per la maggior parte, rappresentazioni di animali o di figure umane di forma tondeggiante, tra lequali ci sono figure di antropomorfe, molto stilizzate e geometriche e i tipi più comuni raffigurano lama ovigogne.Alla sinistra è rappresentato un orecchino mentre a destra una statua in oro del dio IntiLa ceramicaGli Inca producevano vasi di ceramica. Essi non avevano il tornio perciò dovevano lavorarla amano;successivamente inventarono gli stampi che permisero loro di fabbricarne in serie. Il vasellame diuso domestico era molto differente da quello di uso rituale: il primo veniva lavorato in modo che sipotesse utilizzare quotidianamente, mentre al secondo invece venivano date delle forme che si utilizzavadurante i riti religiosi.La ceramica di tipo Killke, dal 1200 al 1450, possedeva delle forme geometriche di colore rosso e nero emolto semplici, mentre la ceramica policroma di tipo Cuzco, del 1450 e dell’epoca della colonizazzione,era simile al primo ma lavorata con tecniche molto più raffinate.Le decorazioni di molti vasi, ad esempio quelli con incisioni o applicazioni di paste resinose colorate,presentavano delle raffigurazioni della vita inca prima e durante la conquista da parte degli Spagnoli.Durante quest’ultima, alla tipologia decorativa tradizionale degli Inca si aggiunsero degli elementicaratteristici dell’arte spagnola.
  9. 9. Vasi in ceramicaLe scultureLe opere di scultura Inca sono in genere rappresentazioni zoomorfe di lama, vigogne e alpaca o fitomorfedi pannocchie di mais, vasi cerimoniali in legno e recipienti comunemente chiamati mortai.Anche in queste opere si osserva sempre la tendenza alla semplificazione delle forme con il ricorso avolumi geometrici semplici ed a una schematizzazione dei motivi decorativi, prossima ad un esteticageometrizzante.5) Religione e manifestazioni religioseGli Inca erano un popolo precolombiano di religione politeista, gli dei si basavano sulle forze della natura,i principali erano: il dio del sole Inti, e sua moglie di nome Mama- Kilya, la madre Luna, che aveva ilcompito di curare e proteggere il ciclo mestruale delle donne; inoltre c’erano folgore, fulmine earcobaleno. Il dio più importante era il creatore Viracocha, re del mondo. Gli Inca credevano che alcuniluoghi e strani oggetti fossero soprannaturali; avevano anche dei luoghi sacri chiamati huacas.
  10. 10. Gli huacas erano formati da templi, tombe di antenati,oggetti di strane forme, colline e grotte. La magia le offerte e le manifestazioni
  11. 11. Gli Inca erano un popolo che credeva molto nel soprannaturale ad esempio i guaritori, ”medici” usavanodegli amuleti per scacciare gli spiriti maligni dal corpo dei pazienti oppure oggetti naturali per leguarigioni. Un’altra credenza era la guarigione attraverso le erbe.I sacerdoti osservavano le stelle e tenevano un calendario basato su cicli solari e lunari. Questocalendario veniva usato per prevedere la buona o la cattiva sorte. Gli Inca davano vita a delle cerimoniesui cicli solari e lunari. I sacrifici erano vere e proprie manifestazioni.In genere gli Inca sacrificavano lama e porcellini d’India e nei templi più importanti si arrivava a svolgereofferte anche umane. La gerarchia religiosail sommo sacerdote, che era il capo di tutti i sacerdoti dell’impero; aveva autorità su tutti i santuari e itempli. Presiedeva anche tutte le più importanti cerimonie religiose.La somma sacerdotessa, veniva eletta tra le vergini del sole, partecipava alle varie cerimonie e facevavoto di castità.I sacerdoti.I sacerdoti comuni erano addetti al servizio dei templi locali e degli huacas; presso i grandisantuari ogni sacerdote aveva il proprio lavoro, tra questi c’era la preghiera, i sacrifici, l’interpretazionedegli oracoli e le confessioni.Le mamacunas o donne consacrate erano dedite all’ educazione delle ragazze che poi sarebberodiventate le Vergini del sole.Le acllas o vergini del sole, provenivano dalle famiglie più nobili, venivano educate dalle mamacunas,diventavano mogli degli Inca, in seguito alcune rimanevano nel tempio, altre diventavano mamacunas.Gli stregoni erano nella posizione più bassa della gerarchia, praticavano la magia nera per evocare ilpotere degli spiriti e ottenere da loro messaggi. I guaritori, la maggior parte erano donne, ricorrevano a canti e cerimonie magiche, guarivano con leerbe.La religione incaica è la religione delle popolazioni che occupavano tra il 1200 e il 1550 una vasta zonadell’America Latina.Un mito della religione inca narra che la dinastia venne fondata da Manco Capa il quale aveva ricevutol’illuminazione divina nei pressi del lago Titicaca dal dio sole Inti. Diffondendo tale conoscenza a tutti gliabitanti,gli donò anche una verga d’oro, che avrebbe indicato il luogo dove fondare la capitale. Da quelmomento il sovrano era anche capo religioso, considerato il rappresentante del sole sulla Terra perchè,dopo la morte sarebbe ritornato nel mondo celeste.La religione Incaica si dice che fosse di tipo animistico in quanto tutti gli elementi naturali eranoconsiderati forze a cui si consacravano enormi pietre: ad esempio il misterioso complesso del MachuPicchu.Era presente la credenza di una vita dopo la morte: si pensava che le anime avrebbero rivestito le spoglieterrene; per questo i corpi venivano mummificati e nelle tombe si ponevano oggetti utili nella vita futura,spesso di grande valore. Nel 1532 gli europei uccisero l’ultimo sovrano Atahualpa posero fine a questoimpero provocando la profanazione di queste tombe, trovando oggetti di enorme valore.La principale manifestazione era in onore al dio sole e veniva celebrata ai solstizi gli equinozi: la piùimportante era, Inti Raymi =( danza del sole ) durava 9 giorni preceduta da 3 giorni di digiuno che simanifestava ogni 24 Giugno. Nel corso di essa si accendeva il fuoco che veniva poi custodito dalleVergini del Sole fino all’anno seguente Altre feste erano quelle della purificazione e del raccolto.
  12. 12. Rappresentazione in oro del Statua in oro pietre Un’altra rappresentazione del dio sole Inti. preziose, rappresenta dio sole seduto; probbabilmente in modo diverso il dio era di credenze diverse. Inti.6) Conoscenze ScientificheLa popolazione degli Inca, nonostante non fosse a conoscenza della forma della terra, fece moltescoperte nel campo dell’ astronomia e oltre ad essa anche nella matematica e nella medicina.Astronomia Gli Inca usavano osservatori con finestre per catturare i primi e gli ultimi raggi del sole sull’orizzonte.Le loro osservazioni erano utilizzate per stabilire quando tosare i lama, le pecore e gli alpaca e quandoseminare e falciare il raccolto, attività che venivano svolte durante le diverse stagioni dell’anno. Gliastrologi osservando l’aspetto del sole nel cielo, affermavano che “essoRappresentazione di corpi celesti (costellazioni) .siede sul trono un giorno e governa da quel grado principale (del solstizio d’inverno). Poi siede in un altrotrono in cui si ferma a governare da quel grado (del solstizio d’estate).Da un trono all’altro quei giorni ilmoto del sole sull’orizzonte diventa impercettibile”. Queste affermazioni ci fanno capire quanto fosseroevolute le loro conoscenze nel campo astronomico basate sull’osservazione dell’orizzonte e delle stelle.Cuzco, la città in cui si erano insediati, era costruita secondo schemi che riproducevano allineamenti
  13. 13. astronomici.si sposta ogni giorno senza mai fermarsi . Durante i solstizi si ferma per oltre un giorno nella suaposizione celeste, e inMedicina Uno degli aspetti più affascinanti della cultura Inca è sicuramente l’abilità che gli Inca avevano nel curare le malattie utilizzando le erbe e aiutandosi anche con la magia che, se non altro, suggestionava il malato, aumentando la sua volontà di guarire. I guaritori erano spesso persone “segnate dal destino”, ciechi o deformi, oppure appartenevano a tribù che da generazioni conoscevano i segreti delle erbe. Gli Inca ritenevano che tutti i mali avessero una causa soprannaturale e che quindi occorresse curarli, oltre che con medicine naturali, anche con pratiche magiche e religiose. Nei casi più gravi si ricorreva alla chirurgia dopo che i pazienti erano stati anestetizzati (ubriacati). Per chiudere dei tagli profondi si ricorreva alle formiche carnivore alle quali venivano fatti mordere i lembi delle ferite; poi si tagliava loro la testa che faceva da graffetta naturale. Sono stati ritrovati anche crani con evidenti segni di trapanazione. Qui sopra un’immagine che rappresenta una trapanazione del cranio.
  14. 14. Cranio trapanato Calendario IncaCalendario Dal momento che gli Inca non possedevano la scrittura ,tutte le notizie relative ad essi ci sonopervenute tramite le cronache dei conquistadores. Quasi tutti gli storici concordano nell’affermare chel’anno degli Inca era suddiviso 12 mesi; però non si sa quale lunghezza avessero. Si sa per certo checonoscevano i solstizi e gli equinozi, tanto è vero che le più importanti date dell’anno Inca coincidonoproprio con queste date nel solstizio di dicembre. Molto importanti per gli Inca erano anche altri momentidell’anno: per esempio quello in cui il Sole si trova allo zenit (il 30 ottobre e il 13 febbraio) ed anche quellodel passaggio dell’astro nel nadir (il 18 agosto), giorno in cui veniva celebrata la festa della prima araturae della preparazione dei campi per la semina del granoturco. L’inizio dell’anno sembra invece legato alsorgere della costellazione delle Pleiadi. La conquista dell’Impero Inca è avvenuta nei primi decenni del Cinquecento, per mano degliPerù.avventurieri spagnoli, detti Conquistadores, che con un colpo di mano riuscirono a cancellare un imperovasto e consolidato. Lo scontro decisivo è avvenuto nella piazza principale di Cajamarca, nell’attualePerù. Decise in poche ore di lotta la fine di una dinastia che aveva forgiato uno stato nell’altipiano andino.Il confronto tra due civiltà, quella europea - provvista di armamenti avanzati - e quella Inca - ancora all’etàdel bronzo - non poteva che risolversi a vantaggio della prima.
  15. 15. I conquistadores più famosi furono Hernàn Cortès e Francisco Pizarro per le loro vittorie contro gli imperidel Messico e del Perù. Francisco Pizarro (Trujillo, circa 1475 - Lima, 26 giugno 1541)Era un figlio illegittimo di un distinto colonnello di fanteria, ebbe un’educazione assai limitata e pare chenon sapesse leggere e scrivere. Sulla sua fanciulezza sappiamo che essendo la madre una contadina, epoiché non fece formalmente parte della famiglia del padre, fu un contadino anche lui: un pastore dimaiali, fuggito nelle Americhe, per timore della punizione conseguente alla perdita di un esemplare.Le spedizioni in America del SudNel 1522 giunse a Panamà la notizia delle immense fortune rinvenute da Hernàn Cortès nelle suespedizioni in Messico. La fortunata avventura stimolò in Pizarro il desiderio di eguagliare il suo valorosoconcittadino e le sue mire si indirizzarono verso i territori meridionali, ancora inesplorati e sulla cuiricchezza circolavano svariate leggende.La prima spedizione verso questi inesplorati territori, iniziò nel 1524, ma si rivelò un vero disastro: lecoste dell’odierno Ecuador erano allora selvagge ed inabitate; l’entroterra era ricco di paludi malsane eforeste inesploraribili. Tutto ciò portò alla morte di molti uomini della spedizione, che fu costretta arientrare a Panamà con un nulla di fatto.La seconda spedizione non ebbe, almeno all’inizio, risultati migliori della precedente e mise a repentagliola vita di tutti i suoi componenti perennemente in lotta con le insidie della giungla e la minaccia di moriredi fame. Uno dei componenti della spedizione, Diego de Almagro, tornato a Panamà per rifornirsi, venneinvece arrestato dal nuovo governatore, che decise tuttavia di inviare un vascello per rimpatriare isopravvissuti. Pizarro però si ostinò nel suo tentativo e con13 commilitoni rifiutò di rimbarcarsi dichiarando disposto a morire sul posto piuttosto che rientrare umiliato.Ciononostante, venne inviato un piccolo vascello al comando del pilota Ruiz per raccogliere quegliirriducibili, a condizione che gli stessi rinunciassero ad ogni futuro tentativo di esplorazione. Quella chedoveva eessere una spedizione di soccorso si rivelò invece la chiave di volta per la scoperta del regno degli Inca.Ruiz, alla guida di questo piccolo vascello, incrociò una balsa (imbarcazione costruita con legno di balsa,pianta tipica dell’America del sud caratterizzata da un legno molto leggero) carica di indigeni e seppedell’esistenza di una ricca città poche leghe più a sud. Imbarcato Pizarro, decise di veleggiare in quelladirezione e pervenne effettivamente a Tumbez la porta marittima dell’impero peruviano.Questa fortuita scoperta permise a Pizarro di tornare a Panamàcon alcuni monili d’oro, dei manufatti elaborati e alcuni lama, unitamente a dei giovani indigeni raccolti sulposto. Ciononostante, non vennero ritenuti credibili, il governatore non prese in esame l’ipotesi diprocedere ad un’ulteriore spedizione. L’ostinazione era però la caratteristica principale di Pizarro e deisuoi soci e, i tre quantunque rovinati, concepirono l’ardito proposito di chiedere aiuto direttamente allaCorona. Raggranellarono il denaro sufficiente, e si imbarcarono per la Spagna.
  16. 16. La conquista dell’impero inca - Ingresso degli SpagnoliGli Spagnoli giunsero a Tumbez, durante una sanguinosa guerra civile che distrusse gran parte dellacittà; dovettero scalare le Ande, attraversando ripidi sentieri di montagna e gole scoscese, doveavrebbero potuto essere facilmente attaccati dagli Inca. Questi ultimi, al contrario li fecero arrivare senzadifficoltà fino alla città di Atahualpa, dove erano attesi da un esercito di 3000 uomini. Era il 15 novembredel 1532.L’eccidio di CajamarcaSullo scontro decisivo e risolutivo degli spagnoli con l’Inca esistono diverse versioni: di certo sappiamoche Atahualpa entrò nella piazza di Cajamarca con un seguito ridotto di dignitari disarmati. Era infatti talela fiducia dell’Inca sulla superiorità delle sue truppe, numericamente soverchianti l’avversario, chel’esercito soggiornava nei pressi e da solo incuteva rispetto e lo garantiva da ogni sorpresa. Ma il sovranonon aveva fatto i conti con l’audacia degli spagnoli. L’azione d’attacco di questi ultimi, fu talmente rapidaed inaspettata che gli inca, peraltro disarmati, non furono in grado di opporre resistenza e caddero,schiere su schiere, sotto i colpi micidiali dei conquistadores. Athaualpa venne catturato personalmente daPizarro.Nell’analisi del conflitto non bisogna dimenticare, nonostante l’enorme differenza numerica, che gli Incanon conoscevano nè il ferro, nè altre armi che non fossero frecce o mazze o fionde.
  17. 17. Prigionia e morte di Atahualpa Atahualpa fu per un certo periodo di tempo assai utile alla causa spagnola che era, da Colomboin poi, sempre la stessa: l’oro.Nella speranza di salvarsi la vita, avvedutosi della cupidigia degli spagnoli per l’oro, offrì un favolosoriscatto, in oggetti del prezioso metallo, pari a quanto poteva essere contenuto nella stanza in cui erarinchiuso: stime affidabili parlano di 80 metri cubi solo di oro! Nonostante tutto ciò i suoi carcerieri,rinnegando la parola data, si rifiutarono di lasciarlo in libertà ed anzi decisero di giustiziarlo. Vennegiustiziato il 26 luglio del 1533, nella piazza principale di Cajamarca con lo strumento della “garrota”.Morte di Pizarro Pizarro, nel frattempo nominato “Marchese della conquista”, si dedicò all’organizzazione dei territoriconquistati, non senza uso della guerriglia contro diverse incursioni degli indigeni ribelli. Si ritirò a Limadove svolse la funzione di governatore, in questa città però, confluirono anche ribelli che il 26 luglio del1541 riuscirono a violare la casa del Marchese. Pizarro che non si aspettava quell’attacco, cercò discappare, ma venne trafitto dalle lame dei nemici. Non morì sul colpo, ebbe appena il tempo di fare unsegno della croce e di invocare il nome Qui sopra... Quipù, il primo dispositivo di conteggiodi Gesù prima di spirare.
  18. 18. Sistema di numerazioneè da considerare il conquistatore dell’Impero Inca e fondatore della città di Lima attuale capitale del7) Profilo del loro conquistatoreOrigini8) Città e ArchitetturaLe cittàGli inca abitavano su altopiani oppure lungo la costa e costruivano le loro città assecondando la formanaturale del territorio e utilizzando i materiali presenti sul posto, di solito erano calcare e granito.Le cittàerano spesso circondate da gigantesche mura e gli edifici sugli altopiani solitamente avevano il tetto dipaglia e le pareti in pietra. Inoltre gli abitanti dovevano riuscire a coltivare i terreni , cosa che era facilitataper gli abitanti delle coste, non abitando in luoghi poco coltivabili.I mattoni usati per le case erano stati levigati e posati con tecniche più sempliGli antichi Incas utilizzavanoun sistema di numerazione in base 40. I numeri venivano rappresentati materialmente mediante la giusta posizione di semi all’interno diun’abaco, detto Yupana,la Yupana era un sistema di vasche di circa 30 per 20 centimetri fatte di pietra oaltro materiale,scolpite nella parte superiore in caselle geometriche dove si pensava venissero messi deifagioli , semi o sassolini. Questo veniva anche utilizzato per lo svolgimento di calcoli. Non avendo unaloro scrittura, i numeri erano trascritti semplicemente disegnando la Yupana e i vari semi posizionati su diessa.ci rispetto a quelle utilizzate dalle altre popolazioni precolombiane. Infatti gli Inca avevano perfezionatodelle tecniche per la lavorazione della pietra: riuscivano infatti a tagliare enormi mattoni usandosemplicemente un martello di pietra e della sabbia umida per levigarli. I mattoni così realizzati aderivanocon molta precisione.Le abitazioni sulle coste erano costituite da pareti formate da mattoni (mattoni crudi di argilla essiccata alsole), intonacate di fango e dipinte.Le città erano molto ricche di templi, palazzi e piazze cerimoniali. La zona centrale era riservata ai
  19. 19. sovrani e ai nobili. Intorno alle città spesso venivano costruiti dei magazzini in cui gli Inca conservavanoogni genere di merce. A questi edifici potevano accedere solamente i funzionari statali in periodi di crisi odi assedio. I magazzini erano sempre forniti di armi, tessuti, lana, mais, patate e altri prodotti agricoli tipicidel luogo dove gli Inca abitavano.L’architettura dei palazzi e la loro costruzioneL’architettura inca fu la più significativa delle civiltà precolombiane, tanto che i vasi e i tessuti neriproducevano spesso motivi. Il processo di costruzione era a “secco”, le pietre venivano incastrate traloro e poi bloccate con malta. La più famosa forma di architettura inca è il kancha, un edificio rettangolareche conteneva tre o più stanze rettangolari piazzate simmetricamente attorno ad una corte centrale, unaspecie di cortile.I muri degli edifici inca erano di solito leggermente inclinati verso linterno e gli angoli erano arrotondati.Questo portò gli edifici ad avere un impareggiabile resistenza sismica, grazie allalta staticità ed allacontinuità dinamica. Nel corso di un terremoto, gli edifici restavano stabili, e durante uno forte i blocchi dipietre "ballavano" attorno alla loro normale posizione atterrando esattamente nello stesso ordine dopo ilsisma.I tipi di costruzione inca sono stati suddivisi nelle seguenti categorie: ● edilizia semplice rivestita: in cui le pietre non sono allineate; ● edilizia semplice sedimentaria: in cui le pietre sono disposte su righe orizzontali; ● “architettura a guancia”: nella quale i mattoni in adobe venivano bloccati con malta fangosa e, poi, insabbiati; ● edilizia poligonale cellulare: con piccoli blocchi; ● edilizia poligonale ciclopica: con pietre molto grandi.
  20. 20. I primi tre tipi di costruzione erano soprattutto usati per edifici di molta importanza: templi, palazzipregevoli, ecc. Mentre le altre due erano usate per altri scopi: costruzioni di terrazze, di argini, ecc.Gli Inca riuscirono a produrre certi edifici di tale grandezza grazie al segreto della loro organizzazionesociale, che permetteva il mantenimento di tutta la popolazione considerando anche il grande sforzo dellagente.Architettura agricolaAnche se può sembrare strano, l’ architettura agricola inca è il particolare che rende questo popolo cosìimportante.I terreni venivano divisi grazie a dei terrazzamenti per rendere il terreno più coltivabile, ma questi gradiniavevano anche la funzione di proteggere dall’ erosione e dalle frane frequenti nelle Ande.Queste costruzioni erano e sono ancora oggi molto belle da vedere per la loro forma che sembra quasiun opera d’arte.La tecnica venne copiata molte volte per la sua praticità e la sua resistenza, basta pensare che ancoraoggi è possibile vedere i resti di queste costruzioni costruite molti anni fa.Le stradeLe strade degli Inca erano un intreccio molto complesso e avanzato per la loro epoca.La strada principaleera lunga circa 5200 Km., il Camino Real. Erano formate da vari strati di pietra sovrastanti

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