Scrittori lucani

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Scrittori lucani

  1. 1. Progetto INFORMATICA “ A scuola con il computer “ “ Un libro per amico” Scuola primaria G. Rodari VII Circolo Potenza [email_address] Anno scolastico 2004-2005 Classe IV –ins. Rosa Massaro
  2. 2. Leggere poeti e scrittori lucani L.SINISGALLI M.TRUFELLI R. SCOTELLARO P. FESTA CAMPANILE CLAUDIO ELLIOTT A MIO PADRE LA VIGNA VECCHIA MIA MADRE LUCANIA CAMERA DI RAGAZZO LUCANIA L’OMBRA DEL BARONE LUCANIA NONNA SABELLA CLAUDIO ELLIOTT GIULIO STOLFI INCONTRO LUCANIA VICOLO
  3. 3. Sinisgalli è stato il poeta –ingegnere che in poche settimane scrisse le 18 poesie che scatenarono l'entusiasmo dei critici; è stato l'inventore, come art director della Olivetti, della Pirelli, dell'Eni, dell'Alitalia, di memorabili manifesti pubblicitari; è stato il creatore di riviste di grande successo; è stato il pubblicista di interventi legati all'arte, all'architettura, alla scienza, alla matematica, alla geometria; è stato il narratore elegante di prose memoriali; è stato il documentarista e divulgatore che con 2 film vinse consecutivamente la Biennale di Venezia; è stato il curatore di programmi radiofonici, Il teatro dell'usignolo e La lanterna ; è stato critico d'arte , disegnatore ironico di ritratti.Tuttavia di Sinisgalli, di questo gigante del Novecento, , non restano che pochi versi sparsi nei libri . Leonardo Sinisgalli
  4. 4. MONTEMURRO
  5. 5. L’uomo rimasto solo a tarda sera nella vigna scuote le rape nella vasca, sbuca dal viottolo con la paglia macchiata di verderame. L’uomo che porta così fresco terriccio sulle scarpe, odore di fresca sera nei vestiti si ferma a una fonte, parla con l’ortolano che sradica i finocchi E’ un uomo, un piccolo uomo che io guardo di lontano: è un punto vivo all’orizzonte Forse la sua pupilla si accende questa sera accanto alla peschiera dove si bagna la fronte. A MIO PADRE
  6. 6. Al pellegrino che s’affaccia ai suoi valichi, a chi scende per la stretta degli Alburni o fa il cammino delle pecore lungo le coste della Serra , LUCANIA L. Sinisgalli
  7. 7. al nibbio che rompe il filo dell’orizzonte con un rettile negli artigli, all’emigrante, al soldato, a chi torna dai santuari o dall’esilio, a chi dorme negli ovili, al pastore, al mezzadro, al mercante
  8. 8. la Lucania apre le sue lande, le sue valli dove i fiumi scorrono lenti come fiumi di polvere…
  9. 9. I fanciulli battono le monete rosse Contro il muro. ( Cadono distanti Per terra con dolce rumore). Gridano A squarciagola in un fuoco di guerra. Si scambiano motti superbi E dolcissime ingiurie. La sera Incendia le fronti, infuria i capelli. Sulle selci calda è come sangue Il piazzale torna calmo. Una moneta battuta si posa Vicino all'altra alla misura di un palmo. Il fanciullo preme sulla terra La sua mano vittoriosa. L.Sinisgalli I fanciulli battono le monete rosse
  10. 10. Mi ricordo ancora i versi che scrissi alla pigra passifiora quando il cuore tremava al lamento notturno degli infissi. Lungo l'inverno intero coi piedi sulla brace e la testa di ghiaccio. Più pesante di fuori era la neve io dentro spegnevo le candele e coi tizzi lucenti stavo solo a non far niente L. Sinisgalli Camera di ragazzo
  11. 11. MIA MADRE Leonardo Sinisgalli montemurresa
  12. 13. La vigna vecchia Mi sono seduto per terra accanto al pagliaio della vigna vecchia. I fanciulli strappano le noci dai rami, le schiacciano tra due pietre. lo mi concio le mani di acido verde, mi godo l'aria dal fondo degli alberi. L. SINISGALLI
  13. 14. MARIO TRUFELLI TRICARICO Mario Trufelli è nato a Tricarico (Matera) e vive a Potenza. Responsabile della redazione lucana della RAI dal 1969 al 1994, ha svolto un'intensa attività giornalistica per la quale ha meritato il premio Saint-Vincent. La sua produzione poetica è raccolta in "Prova d'addio" (Scheiwiller, 1991), che ha vinto il superpremio Ennio Flaiano e il Regium Julii; mentre suoi racconti sono sistemati in "Lo specchio del comò" (Alfredo Guida Editore, 1990). Ha pubblicato anche "Amore di Lucania", in collaborazione con G. Appella (Edizioni della Cometa, 1983) e "L'érbavento" (Rocco Curto Editore, 1997), rispettivamente serie di interviste sulla cultura lucana e antologia di scritti vari. Tra gli altri riconoscimenti, il premio Guido Dorso per l'impegno meridionalistico.
  14. 15. Io lo conosco questo fruscìo di canneti sui declivi aridi contesi dalla frana e queste rocce magre dove i venti e le nebbie danno convegno ai silenzi che gravano a sera sul passo stanco dei muli. LUCANIA
  15. 16. E' poca l'acqua che scorre e le vallate son secche spaccate, d'argilla. Di qui è passata la malaria per le stazioncine sul Basento squallide, segnate d'oleandri. Da noi la malvarosa è un fiore che trema col basilico sulle finestre tarlate in un vaso stinto di terracotta e il rosmarino cresce nei prati sulle scarpate delle vie accanto ai buchi delle talpe.
  16. 17. Di qui le mandrie migrano con l'autunno avanzato per la piana delle marine tuffando i passi nelle paludi. Da noi si riposa il falco e la civetta segna la nostra morte. Da noi il mondo è lontano, ma c'è un odore di terra e di gaggìa e il pane ha il sapore del grano. M. Trufelli
  17. 18. VALSINNI Viaggio in Lucania L’OMBRA DEL BARONE  Se non fosse per il richiamo alto di una donna che esorta un bambino a rincasare, si direbbe che a Valsinni esiste un'ora un po' magica che avvolge ogni cosa, avvolge gli uomini, le strade, le case con le porte socchiuse. É il mezzogiorno, l'ora più casalinga, e il paese per qualche tempo si ferma tra il verde degli alberi - alberi che non producono nulla - e una cascata di case che scende dolcemente verso il fiume.
  18. 19. Ho appena lasciato, sospeso nell'aria, in balia dello scirocco (il mare é a un volo di passero da qui), il profumo degli aranceti in pieno rigoglio nella piana di Tursi, tra i bacini del Sinni e dell'Agri, i fiumi della Magna Grecia. E mi domando se per caso a fare la storia non fossero soltanto gli uomini ma anche i fiumi.
  19. 20. Da un ristretto belvedere, che serve anche da parcheggio, mi fermo a guardare la valle del Sinni. Il fiume é quasi prosciugato per via degli sbarramenti: la diga di Senise a una ventina di chilometri é la più importante d'Europa in terra battuta. Ma il primato non ha mai inorgoglito gli abitanti della zona.
  20. 21. Tra i fondatori del Partito Socialista di Tricarico, fu sindaco del suo paese a soli 23 anni. Partecipò con i braccianti all'occupazione delle terre del 1944-1945. Scrisse poesie raccolte in E' FATTO GIORNO, il romanzo L'UVA PUTTANELLA e lo studio sociologico CONTADINI DEL SUD, tutti editi dopo la morte e dopo la morte ricevette il "Viareggio". Amico di Manlio Rossi Doria e Carlo Levi, appellato POETA CONTADINO, morì a soli 30 anni.   ROCCO SCOTELLARO CARLO LEVI RITRATTO DI SCOTELLARO
  21. 22.   M'accompagna lo zirlio dei grilli e il suono del campano al collo d'un'inquieta capretta. Il vento mi fascia di sottilissimi nastri d'argento e là, nell'ombra delle nubi sperduto, giace in frantumi un paesetto lucano. [1940] Rocco Scotellaro LUCANIA
  22. 23. PASQUALE FESTA CAMPANILE Data e luogo di nascita: 28 Luglio 1927, Melfi, Italia Data e luogo di morte: 25 Febbraio 1986, Roma, Italia Narratore e sceneggiatore di grande talento a cui si devono i copioni di film importanti quali la commedia musicale Rugantino (1962), i viscontiani Rocco e i suoi fratelli (1960) e Il gattopardo (1963), La viaccia (1961), Le quattro giornate di Napoli (1962) e il capolavoro di Marco Ferreri L'ape regina (1962. Ha diretto anche molti film, in massima parte commedie, tra i quali ricordiamo: Le voci bianche (1964), La ragazza e il generale (1967), Quando le donne avevano la coda (1970), Il merlo maschio (1971), La ragazza di Trieste (1982), Il petomane (1983), Uno scandalo perbene (1984).
  23. 24. LA NONNA SABELLA Storia d’ambiente e racconto garbatamente ironico della famiglia dell’Autore: al centro delle vicende che la vedono protagonista, dapprima fanciulla caparbiamente schietta poi giovane donna sicura e imprevedibile, è la nonna Sabella. Tirannica e simulatrice commediante, straordinariamente vera e ‘fantastica’; estrosa, coinvolgente nel suo irriducibile attaccamento alla vita, resta un personaggio che suscita simpatia e che è difficile dimenticare.
  24. 25. Quando la zia Carmela morí era una caldissima estate, l'uva era acerba a Melfi, e i fichi ancora pieni di latte. Era il 1944, un luglio denso di vita e di illimitati entusiasmi. Roma era stata liberata da poco e ancora la gente faceva ala per le strade ai soldati americani: fu l'anno in cui io rividi il mio paese in Lucania per l'ultima volta.
  25. 26. Vi ero andato assai raramente negli ultimi anni, sempre di Pasqua, nei mesi che c’era ancora neve dentro i vicoli: in paese, della mia famiglia, erano restate soltanto la zia Carmela e la nonna Sabella in una vecchia casa di undici stanze.
  26. 27. Sempre nei finestrini del treno, rammento, appariva lo stesso paesaggio, un susseguirsi di poche se pure insistenti cose: gli sbilenchi pali della luce e i fantasmi dei paesi abitati - lontano - sui cocuzzoli di nere montagne; o una sottostante e sempre nera, minuta, distesa di tetti, con qualche treccia di pomidoro a una finestra; e lo schiocco delle fruste, il cigolio dei traini, le sonagliere, e l'odore dei cavalli ai passaggi a livello; e gli uomini addormentati sugli asini, con le giacche di traverso sulle spalle; e un campo sportivo apparso improvvisamente, con le porte senza reti, dove bruchino le pecore o corrano calciatori con maglie a strisce, i fazzoletti legati attorno alla fronte.
  27. 28. A Melfi, debbo dire, e sebbene non fosse molto diversa dalle sue «compagne», la nonna Sabella era conosciuta come una vecchia curiosa. In casa, il suo posto preferito era il balcone prospiciente la piazza, dal quale poteva comodamente «godersi» tutti i «guai» del paese .
  28. 29. Quando mi baciava, rammento, l’ odore del vino ch’ella aveva nel palato mi disgustava profondamente. E benchè io la sfuggissi, con la perfidia di un ragazzo,lei si ostinava a rincorrermi….
  29. 30. CLAUDIO ELLIOTT ––––– NOTIZIE BIOGRAFICHE –––––––––––––––––––––– Claudio Elliott è nato a Griffith, Australia, nel 1948. Ha vissuto e si è laureato a Napoli, dopo di che si è trasferito a Potenza, dove insegna nella scuola media Antonio Busciolano. Ha collaborato, fin da giovanissimo, a giornali e riviste nazionali con articoli e racconti. Per qualche tempo ha intrapreso l'attività di editore. Ha al suo attivo, oltre a un paio di romanzi e una raccolta di poesie, alcuni libri per ragazzi, pubblicati da Le Monnier (“ Il tesoro dei briganti”,"Game over" e "Le due vite di Aya") e un e-book - libro elettronico - dal titolo "Che ci fa Gabriella a New York?", reperibile sul sito www.superlibri.com . Attualmente, mentre sta preparando altri testi per ragazzi, è docente di scrittura creativa.
  30. 31. Questa fobia mi porta a salire e scendere (a me che sono nato nel deserto) l’altrui scale. Da bambino rincorrevo canguri al limite del bush australiano, sotto il cielo verde di pappagalli. Ora vivo nella città delle mille scale, e ad ognuna associo un mio scritto, un racconto. A volte un pensiero. Se la scala esaurisce la sua esistenza in solo tre gradini, vi cerco un titolo, un’idea molto volatile. Scendo e salgo il cuore della città con il taccuino… Dal Periodico CITTA’ NOTIZIE dicembre 2001 Alla ricerca dell’idea perduta … le idee ci sono tutte, nell’aria, esistono di per sé, lo scrittore non fa che catturarle come fa il cacciatore di farfalle, e gli dà un’anima…. .
  31. 32. dal "TESORO DEI BRIGANTI" DI CLAUDIO ELLIOTT
  32. 33. E' nato a Potenza il 16-01-1917. Ha svolto l'attività di magistrato. Presidente del TAR e Consigliere di Stato. Gli sono stati riconosciuti molti premi letterari tra i quali ricordiamo "Metaponto" e "Siracusa". Ha collaborato con giornali e riviste letterarie (Momenti - Situazione - L'esperienza poetica - ecc.). Ha pubblicato le raccolte di poesie: - Giallo d'argille e ginestre - Torino 1954 - Provincia del reame - Padova 1959 - La bandiera sul campanile (prosa) - Brescia 1973 - Il peso del cielo - Ed.Lacaita (1993) Hanno scritto di Lui critici ed editori di fama nazionale. La morte del magistrato e poeta Giulio Stolfi, avvenuta a Potenza il 23-05-2005, è stata commentata da uomini politici e di cultura. GIULIO STOLFI BIOGRAFIA
  33. 34. INCONTRO Non dico il tuo volto, Signore, ma t'ho incontrato a sera nei cantieri, quando acuti lamenti di sirene fermano la stanchezza ai muratori. T'ho visto per le strade, mentre attendono le donne innanzi agli usci e poco pane è sulla mensa. GIULIO STOLFI
  34. 35. Porta S. Gerardo VICOLO Tanto vicine le case che stringono un lembo di cielo a frantumarne le stelle sui tetti di tegole morte. Si dibatte nel fango lo sfuggente riflesso della lampada sola e la finestra consola d'una trepida croce di luce il muro intristito Lontano, le note spezzate dell'armonica ubriaca. GIULIO STOLFI
  35. 36. Giulio Stolfi   LUCANIA E' amara l'acqua dei nostri fiumi: troppe lacrime abbiamo versato. Se ci mangia la frana i magri campi e ci spia la malaria dai canneti, più ci attacchiamo a questa terra dura, senza canti e leggende, terra chiusa tra la roccia e i dirupi, noi che amiamo l'ulivo che piantiamo nell'argilla e il grano stento, conteso alla gramigna  e alla palude.

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