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LA STORIA
La fontana della Barcaccia, collocata al centro di piazza di Spagna, fu realizzata tra il 1626 e il 1629 per volontà
di papa Urbano VIII Barberini. Il pontefice attuò, in realtà, un progetto risalente al 1570 che prevedeva di
ornare con fontane pubbliche le piazze più importanti della città attraversate dal ristrutturato Acquedotto
Vergine.
La fontana fu commissionata a Pietro Bernini architetto dell’Acqua Vergine dal 1623 e padre del più celebre
Gian Lorenzo con il quale non è da escludere vi sia stata una collaborazione.
Pietro Bernini progettò una fontana assolutamente nuova rispetto alle opere realizzate a Roma alla fine del XVI
secolo; si ispirò, infatti, ad una barca, ideando un’opera più scultorea che architettonica.
La singolare vasca a forma di
imbarcazione raccoglie l’acqua che
fuoriesce da due grandi soli - collocati
internamente allo scafo a prua e a poppa -
e quella che zampilla da un piccolo catino
centrale. L’acqua straripante dai fianchi
della barca, aperti in modo da offrire
l’impressione che stia affondando, viene
raccolta da un bacino sottostante nel quale
confluiscono anche i getti provenienti da
bocche di finte cannoniere poste
all’esterno della prua e della poppa, ai lati
dei grandi stemmi papali caratterizzati
dalle api, simbolo della famiglia Barberini.
LA FONTANA DELLA BARCACCIA
Il termine “barcaccia” si riferisce alle imbarcazioni usate sul Tevere nel vicino porto di Ripetta. Altri motivi ispirator
per la fontana sono da ricercare, probabilmente, nella notizia secondo la quale esisteva nella zona una naumachia –
edificio all’aperto dove si svolgevano giochi navali e battaglie con navi da guerra in miniatura – e nelle inondazioni d
Tevere, che trascinavano le imbarcazioni fino ai piedi della Trinità de’ Monti. Secondo una versione popolare molto
accreditata, la sua particolare forma potrebbe essere stata ispirata dalla presenza sulla piazza di una barca in secca,
portata fin lì dalla piena del Tevere del 1598.
LA FONTANA DELLA BARCACCIA
DANNEGGIAMENTI E RESTAURI
Il 15 maggio 2007 quattro ubriachi danneggiarono la fontana monumentale con un grosso
cacciavite infliggendole una profonda scalfittura, con il conseguente distacco di una parte rilevante
dello stemma papale. I Carabinieri accorsi sul luogo furono aggrediti dai quattro vandali, ma
riuscirono comunque a trarli in arresto e scongiurare ulteriori danni.
Per saperne di più clicca qui
LE FONTANE DI PIAZZA DEL POPOLO
INTRODUZIONE
L'intera piazza è stata progettata e realizzata dall'architetto Valadier nel 1815 1816. La
sistemazione della piazza è ispirata all'arte egizia e romana antica. Valadier fu aiutato da
numerosi artisti. Uno di questi è Giuseppe Ceccarini, autore dei due gruppi scultorei che
decorano le fontane dei due semicerchi laterali.
Prima nella piazza c'era una sola fontana realizzata da Giacomo Della Porta nel 1573. L'aggiunta
delle altre fontane richiese un aumento della portata d'acqua. Per questo motivo all'originario
condotto cinquecentesco dell'Acqua Vergine fu affiancato un ramo dell'Acqua Felice, proveniente
da Villa Borghese. La fontana che si trova alla sommità del colle è la mostra del Nuovo acquedotto
Vergine. Fu realizzata solo negli anni Trenta del nostro secolo.
Clicca qui per approfondire
LE FONTANE DI PIAZZA DEL POPOLO
FONTANA DELLA DEA ROMA – LA STORIA
Contestualmente alla trasformazione urbanistica di piazza del Popolo, progettata dall’architetto Giuseppe
Valadier per dare nuovo assetto all’accesso alla città per chi proveniva da nord, insieme alla centrale fontana dei
Leoni, furono costruite le due fontane poste al centro dei grandi emicicli.
La fontana della Dea Roma collocata al centro dell’emiciclo orientale, al di sotto delle pendici del Pincio
esattamente di fronte a quella del Nettuno nell’emiciclo opposto, fu ultimata nel 1823. Essa prende il nome dal
grande gruppo scultoreo posto al di sopra della vasca costituito da una enorme statua della dea Roma armata e
fiancheggiata da due statue sedute rappresentanti i due fiumi di Roma, il Tevere e l’Aniene. Ai piedi della dea è
collocata la lupa che allatta i gemelli, raffigurazione che celebra le leggendarie origini della città.
Clicca qui per approfondire
LE FONTANE DI PIAZZA DEL POPOLO
FONTANA DEI LEONI
La Fontana dei Leoni è posta al centro di piazza del Popolo e sostituisce quella realizzata nel 1572-1578 da
Giacomo della Porta, che in quell’occasione fu smontata per poi essere ricomposta, molti anni dopo, in piazza
Nicosia. La fontana si sviluppa intorno all’obelisco egizio, proveniente dal Circo Massimo, innalzato da papa Sisto
V nel 1589. Ai quattro angoli del basamento a gradini dell’obelisco, Valadier collocò quattro vasche circolari di
travertino, sopra le quali, su tronchi di piramide sempre a gradini, sono posti altrettanti leoni di marmo bianco in
stile egizio, dalle cui bocche sgorgano ampi ventagli d’acqua.
per approfondire basta un click
LA FONTANA DI TREVI
STORIA
La Fontana di Trevi risale ai tempi di Augusto quando venne costruito l’acquedotto dell’Acqua Vergine che serviva
per portare l’acqua alle terme di Agrippa e che rimase in funzione per tutto il Medioevo.
Nel 1641 papa Urbano VIII incaricò il Bernini di organizzare una mostra dell’Acquedotto Vergine.
Egli progettò una vasca semicircolare che come oggi si trovava a ridosso degli edifici.
La fontana prese la sua fisionomia attuale solo nel 1667 con l’incisione di Levin Cruyl.
Successivamente papa Clemente XII indisse un nuovo concorso che fu vinto da Nicola Salvi che le diede il celebre
stile rococò.
LA FONTANA DI TREVI
L LANCIO DELLA MONETA
Ieri:
Gettare una moneta dentro la vasca della Fontana di Trevi è ormai un rituale imprescindibile per ogni visitatore di
Roma.
Il rito prevede che la moneta venga gettata volgendo le spalle alla fontana. Chi lo compie si ferma un attimo, cerca la
concentrazione, quasi a sentire la responsabilità insita nel gesto, ed esprime il suo desiderio mentre getta la moneta.
Il rito divenne famoso in tutto il mondo negli anni ’50 grazie alle canzoni “Three Coins in The Fountain”, cantata, tra
gli altri, da Frank Sinatra e vincitrice di un Oscar nel 1954 e “Arrivederci Roma” di Renato Rascel portata al successo
da Claudio Villa nel 1958, e soprattutto grazie al cinema.
La ripresa del turismo dopo la guerra e la Dolce Vita degli anni ’60 fecero il resto , contribuendo a rendere Fontana di
Trevi una delle principali mete turistiche della città.
Oggi :
Sempre tramite l’applicazione smartphone, sarà possibile lanciare nella
fontana una monetina virtuale e celebrare così il gesto che, secondo la nota
tradizione, esprime il desiderio di ogni turista di ritornare un giorno a Roma
LA FONTANA DI TREVI
Pierluigi Praturlon, tra i primi fotoreporter a lavorare in via
Veneto, professionista serissimo e conoscitore di ben cinque
lingue (questo gli aveva permesso di raggiungere la posizione di
fotografo personale di Kim Novak, Audrey Hepburn, Frank
Sinatra e molti altri), in una notte dell’estate del ’57 tornava
dall’Helio Cabala di Marino, un locale di moda dei Castelli
Romani, in compagnia di Anita Ekberg. Continua con un click
LA DOLCE VITA
È notte. Anita Ekberg si immerge nell’acqua silenziosa della Fontana di Trevi. Un Marcello
Mastroianni attonito la guarda camminare come una dea mentre lei lo invoca: “Marcello, come here!”.
La celeberrima scena de La dolce vita, per quanto stralunata e poetica possa sembrare, è tratta da una
storia vera.
Vedi il trailer cliccando su ciak
LA FONTANA DI NETTUNO
La fontana del Nettuno, già fontana dei Calderai, è la fontana che si trova all’estremità settentrionale di piazza
Navona a Roma. Il vecchio nome le derivava dal fatto di trovarsi nei pressi dell’antico “vicolo dei Calderai”,una stradina
occupata dalle botteghe di fabbri e venditori di padelle, pentole e stoviglie metalliche in genere. Subito dopo il restauro
dell’acquedotto dell’Aqua Virgo, terminato nel 1570, furono iniziati i lavori per una ramificazione sotterranea
secondaria del condotto, in modo da raggiungere l’area dell’antico Campo Marzio, tra le zone più popolose di Roma, e
venne di conseguenza progettata anche l’edificazione di un certo numero di fontane.
Vuoi approfondire?
Clicca qui
LE TERME
Le terme romane erano degli edifici pubblici con degli impianti che
oggi chiameremmo igienico-sanitari. Sono i precursori degli
impianti odierni e rappresentavano uno dei principali luoghi di
ritrovo durante l'antica Roma, a partire dal II secolo a.C.. Alle terme
poteva avere accesso quasi chiunque, anche i più poveri, in quanto
in molti stabilimenti l’entrata era gratuita o quasi. Le numerose
terme erano un luogo di socializzazione, di relax e di sviluppo di
attività per uomini e donne che, in spazi ed orari separati, facevano
il bagno completamente nudi. Le prime terme nacquero in luoghi
dove era possibile sfruttare le sorgenti naturali di acque calde o
dotate di particolari doti curative. Col tempo, soprattutto in età
imperiale, si diffusero anche dentro le città, grazie allo sviluppo di
tecniche di riscaldamento delle acque sempre più evolute.
Per continuare a leggere clicca qui
LE CASE DELL’ ACQUA
Fresca, liscia, frizzante e gratuita per tutti. È l’acqua erogata dalla prima Casa dell’Acqua, nuovo tipo di
fontanelle installato presso il mercato alimentare di via Pescaglia, alla Magliana, che consentirà un
risparmio fino a 130 euro l’anno per le famiglie romane.
Si tratta di una versione tecnologica del celebre nasone, simbolo immortale della Capitale (sono circa 2.500
i nasoni storici presenti nella città). La moderna fontana, secondo quanto si legge sul portale del Comune
di Roma, riceve l’acqua dagli acquedotti romani, la microfiltra e la igienizza con un sistema a raggi
ultravioletti, la refrigera e, infine, la offre ai cittadini che la possono scegliere in due varianti, naturale o
frizzante.
La Casa dell’Acqua, oltre all’approvvigionamento idrico
gratuito, offre anche altri servizi: ha porte Usb per ricaricare
telefonino e tablet e uno schermo hd per conoscere gli
aggiornamenti meteo, leggere le notizie sul Campidoglio e sul
quartiere, informarsi su lavori e novità Acea. Entro i prossimi
tre anni saranno oltre 100 i nasoni “hi tech” - dislocati tra
Roma e Provincia - che porteranno vantaggi non solo a
cittadini e famiglie, ma anche all’ambiente. Sotto il profilo
dell’eco sostenibilità, infatti, sono stimate 1.800 tonnellate di
bottiglie di plastica in meno, pari a 5.000 tonnellate di CO2
emesse ogni anno per produrre, trasportare e smaltire le
bottiglie in pet. Acea e il Comune, d’intesa con i Municipi,
stanno lavorando per individuare le zone (piazze, mercati,
ville storiche) dove posizionare gli altri impianti. Inoltre, in
previsione del Giubileo, alcune case dell’acqua saranno
utilizzate anche per dare sollievo ai pellegrini che arriveranno
nella Capitale.

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  • 1.
  • 2. LA STORIA La fontana della Barcaccia, collocata al centro di piazza di Spagna, fu realizzata tra il 1626 e il 1629 per volontà di papa Urbano VIII Barberini. Il pontefice attuò, in realtà, un progetto risalente al 1570 che prevedeva di ornare con fontane pubbliche le piazze più importanti della città attraversate dal ristrutturato Acquedotto Vergine. La fontana fu commissionata a Pietro Bernini architetto dell’Acqua Vergine dal 1623 e padre del più celebre Gian Lorenzo con il quale non è da escludere vi sia stata una collaborazione. Pietro Bernini progettò una fontana assolutamente nuova rispetto alle opere realizzate a Roma alla fine del XVI secolo; si ispirò, infatti, ad una barca, ideando un’opera più scultorea che architettonica. La singolare vasca a forma di imbarcazione raccoglie l’acqua che fuoriesce da due grandi soli - collocati internamente allo scafo a prua e a poppa - e quella che zampilla da un piccolo catino centrale. L’acqua straripante dai fianchi della barca, aperti in modo da offrire l’impressione che stia affondando, viene raccolta da un bacino sottostante nel quale confluiscono anche i getti provenienti da bocche di finte cannoniere poste all’esterno della prua e della poppa, ai lati dei grandi stemmi papali caratterizzati dalle api, simbolo della famiglia Barberini.
  • 3. LA FONTANA DELLA BARCACCIA Il termine “barcaccia” si riferisce alle imbarcazioni usate sul Tevere nel vicino porto di Ripetta. Altri motivi ispirator per la fontana sono da ricercare, probabilmente, nella notizia secondo la quale esisteva nella zona una naumachia – edificio all’aperto dove si svolgevano giochi navali e battaglie con navi da guerra in miniatura – e nelle inondazioni d Tevere, che trascinavano le imbarcazioni fino ai piedi della Trinità de’ Monti. Secondo una versione popolare molto accreditata, la sua particolare forma potrebbe essere stata ispirata dalla presenza sulla piazza di una barca in secca, portata fin lì dalla piena del Tevere del 1598.
  • 4. LA FONTANA DELLA BARCACCIA DANNEGGIAMENTI E RESTAURI Il 15 maggio 2007 quattro ubriachi danneggiarono la fontana monumentale con un grosso cacciavite infliggendole una profonda scalfittura, con il conseguente distacco di una parte rilevante dello stemma papale. I Carabinieri accorsi sul luogo furono aggrediti dai quattro vandali, ma riuscirono comunque a trarli in arresto e scongiurare ulteriori danni. Per saperne di più clicca qui
  • 5. LE FONTANE DI PIAZZA DEL POPOLO INTRODUZIONE L'intera piazza è stata progettata e realizzata dall'architetto Valadier nel 1815 1816. La sistemazione della piazza è ispirata all'arte egizia e romana antica. Valadier fu aiutato da numerosi artisti. Uno di questi è Giuseppe Ceccarini, autore dei due gruppi scultorei che decorano le fontane dei due semicerchi laterali. Prima nella piazza c'era una sola fontana realizzata da Giacomo Della Porta nel 1573. L'aggiunta delle altre fontane richiese un aumento della portata d'acqua. Per questo motivo all'originario condotto cinquecentesco dell'Acqua Vergine fu affiancato un ramo dell'Acqua Felice, proveniente da Villa Borghese. La fontana che si trova alla sommità del colle è la mostra del Nuovo acquedotto Vergine. Fu realizzata solo negli anni Trenta del nostro secolo. Clicca qui per approfondire
  • 6. LE FONTANE DI PIAZZA DEL POPOLO FONTANA DELLA DEA ROMA – LA STORIA Contestualmente alla trasformazione urbanistica di piazza del Popolo, progettata dall’architetto Giuseppe Valadier per dare nuovo assetto all’accesso alla città per chi proveniva da nord, insieme alla centrale fontana dei Leoni, furono costruite le due fontane poste al centro dei grandi emicicli. La fontana della Dea Roma collocata al centro dell’emiciclo orientale, al di sotto delle pendici del Pincio esattamente di fronte a quella del Nettuno nell’emiciclo opposto, fu ultimata nel 1823. Essa prende il nome dal grande gruppo scultoreo posto al di sopra della vasca costituito da una enorme statua della dea Roma armata e fiancheggiata da due statue sedute rappresentanti i due fiumi di Roma, il Tevere e l’Aniene. Ai piedi della dea è collocata la lupa che allatta i gemelli, raffigurazione che celebra le leggendarie origini della città. Clicca qui per approfondire
  • 7. LE FONTANE DI PIAZZA DEL POPOLO FONTANA DEI LEONI La Fontana dei Leoni è posta al centro di piazza del Popolo e sostituisce quella realizzata nel 1572-1578 da Giacomo della Porta, che in quell’occasione fu smontata per poi essere ricomposta, molti anni dopo, in piazza Nicosia. La fontana si sviluppa intorno all’obelisco egizio, proveniente dal Circo Massimo, innalzato da papa Sisto V nel 1589. Ai quattro angoli del basamento a gradini dell’obelisco, Valadier collocò quattro vasche circolari di travertino, sopra le quali, su tronchi di piramide sempre a gradini, sono posti altrettanti leoni di marmo bianco in stile egizio, dalle cui bocche sgorgano ampi ventagli d’acqua. per approfondire basta un click
  • 8. LA FONTANA DI TREVI STORIA La Fontana di Trevi risale ai tempi di Augusto quando venne costruito l’acquedotto dell’Acqua Vergine che serviva per portare l’acqua alle terme di Agrippa e che rimase in funzione per tutto il Medioevo. Nel 1641 papa Urbano VIII incaricò il Bernini di organizzare una mostra dell’Acquedotto Vergine. Egli progettò una vasca semicircolare che come oggi si trovava a ridosso degli edifici. La fontana prese la sua fisionomia attuale solo nel 1667 con l’incisione di Levin Cruyl. Successivamente papa Clemente XII indisse un nuovo concorso che fu vinto da Nicola Salvi che le diede il celebre stile rococò.
  • 9. LA FONTANA DI TREVI L LANCIO DELLA MONETA Ieri: Gettare una moneta dentro la vasca della Fontana di Trevi è ormai un rituale imprescindibile per ogni visitatore di Roma. Il rito prevede che la moneta venga gettata volgendo le spalle alla fontana. Chi lo compie si ferma un attimo, cerca la concentrazione, quasi a sentire la responsabilità insita nel gesto, ed esprime il suo desiderio mentre getta la moneta. Il rito divenne famoso in tutto il mondo negli anni ’50 grazie alle canzoni “Three Coins in The Fountain”, cantata, tra gli altri, da Frank Sinatra e vincitrice di un Oscar nel 1954 e “Arrivederci Roma” di Renato Rascel portata al successo da Claudio Villa nel 1958, e soprattutto grazie al cinema. La ripresa del turismo dopo la guerra e la Dolce Vita degli anni ’60 fecero il resto , contribuendo a rendere Fontana di Trevi una delle principali mete turistiche della città. Oggi : Sempre tramite l’applicazione smartphone, sarà possibile lanciare nella fontana una monetina virtuale e celebrare così il gesto che, secondo la nota tradizione, esprime il desiderio di ogni turista di ritornare un giorno a Roma
  • 10. LA FONTANA DI TREVI Pierluigi Praturlon, tra i primi fotoreporter a lavorare in via Veneto, professionista serissimo e conoscitore di ben cinque lingue (questo gli aveva permesso di raggiungere la posizione di fotografo personale di Kim Novak, Audrey Hepburn, Frank Sinatra e molti altri), in una notte dell’estate del ’57 tornava dall’Helio Cabala di Marino, un locale di moda dei Castelli Romani, in compagnia di Anita Ekberg. Continua con un click LA DOLCE VITA È notte. Anita Ekberg si immerge nell’acqua silenziosa della Fontana di Trevi. Un Marcello Mastroianni attonito la guarda camminare come una dea mentre lei lo invoca: “Marcello, come here!”. La celeberrima scena de La dolce vita, per quanto stralunata e poetica possa sembrare, è tratta da una storia vera. Vedi il trailer cliccando su ciak
  • 11. LA FONTANA DI NETTUNO La fontana del Nettuno, già fontana dei Calderai, è la fontana che si trova all’estremità settentrionale di piazza Navona a Roma. Il vecchio nome le derivava dal fatto di trovarsi nei pressi dell’antico “vicolo dei Calderai”,una stradina occupata dalle botteghe di fabbri e venditori di padelle, pentole e stoviglie metalliche in genere. Subito dopo il restauro dell’acquedotto dell’Aqua Virgo, terminato nel 1570, furono iniziati i lavori per una ramificazione sotterranea secondaria del condotto, in modo da raggiungere l’area dell’antico Campo Marzio, tra le zone più popolose di Roma, e venne di conseguenza progettata anche l’edificazione di un certo numero di fontane. Vuoi approfondire? Clicca qui
  • 12. LE TERME Le terme romane erano degli edifici pubblici con degli impianti che oggi chiameremmo igienico-sanitari. Sono i precursori degli impianti odierni e rappresentavano uno dei principali luoghi di ritrovo durante l'antica Roma, a partire dal II secolo a.C.. Alle terme poteva avere accesso quasi chiunque, anche i più poveri, in quanto in molti stabilimenti l’entrata era gratuita o quasi. Le numerose terme erano un luogo di socializzazione, di relax e di sviluppo di attività per uomini e donne che, in spazi ed orari separati, facevano il bagno completamente nudi. Le prime terme nacquero in luoghi dove era possibile sfruttare le sorgenti naturali di acque calde o dotate di particolari doti curative. Col tempo, soprattutto in età imperiale, si diffusero anche dentro le città, grazie allo sviluppo di tecniche di riscaldamento delle acque sempre più evolute. Per continuare a leggere clicca qui
  • 13. LE CASE DELL’ ACQUA Fresca, liscia, frizzante e gratuita per tutti. È l’acqua erogata dalla prima Casa dell’Acqua, nuovo tipo di fontanelle installato presso il mercato alimentare di via Pescaglia, alla Magliana, che consentirà un risparmio fino a 130 euro l’anno per le famiglie romane. Si tratta di una versione tecnologica del celebre nasone, simbolo immortale della Capitale (sono circa 2.500 i nasoni storici presenti nella città). La moderna fontana, secondo quanto si legge sul portale del Comune di Roma, riceve l’acqua dagli acquedotti romani, la microfiltra e la igienizza con un sistema a raggi ultravioletti, la refrigera e, infine, la offre ai cittadini che la possono scegliere in due varianti, naturale o frizzante. La Casa dell’Acqua, oltre all’approvvigionamento idrico gratuito, offre anche altri servizi: ha porte Usb per ricaricare telefonino e tablet e uno schermo hd per conoscere gli aggiornamenti meteo, leggere le notizie sul Campidoglio e sul quartiere, informarsi su lavori e novità Acea. Entro i prossimi tre anni saranno oltre 100 i nasoni “hi tech” - dislocati tra Roma e Provincia - che porteranno vantaggi non solo a cittadini e famiglie, ma anche all’ambiente. Sotto il profilo dell’eco sostenibilità, infatti, sono stimate 1.800 tonnellate di bottiglie di plastica in meno, pari a 5.000 tonnellate di CO2 emesse ogni anno per produrre, trasportare e smaltire le bottiglie in pet. Acea e il Comune, d’intesa con i Municipi, stanno lavorando per individuare le zone (piazze, mercati, ville storiche) dove posizionare gli altri impianti. Inoltre, in previsione del Giubileo, alcune case dell’acqua saranno utilizzate anche per dare sollievo ai pellegrini che arriveranno nella Capitale.