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La storia recente di Twitter    Esistono diversi esempi in cui Twitter è stato usato dagli utenti per diffondere notizie, ...
Quanto i media tradizionali credono nei new media - ITALIA    Twitter(*)             Tweet Following           Follower   ...
Quanto i media tradizionali credono nei new media - ESTERO    Twitter(*)             Tweet Following            Follower  ...
Dal social media al futuro del giornalismo    In Italia sembra ampliarsi il solco fra chi intraprende la strada dellinnova...
E dopo Facebook & Twitter?    •   Oggi il dibattito sul futuro del giornalismo si sta focalizzando sul reale uso        de...
L’utente quali strumenti ha a disposizione per informarsi?    Social Media           nascita        utenti (*)    Facebook...
Esiste un’economia digitale che sprona l’economia social    • E’ notizia di venerdì 22 marzo che YouTube ha toccato quota ...
L’economia social come parte integrante del social journalism    ● La differenza è su chi prima coglie le potenzialità deg...
Il social journalism aperto a tutti     ●   L’errore da evitare è che il mondo del giornalismo tradizionale si senta una  ...
Ogni tribù ha il suo social journalism     ● Le community     che nascono intorno a un interesse e che si raccolgono in sp...
Informazione dal basso(*)● Per  usare le parole di Jay Rosen (professore di giornalismo alla New York University) “Citizen...
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UniCredit IJF Social Media Journalism - quale dipendenza dal mezzo quale dalla tribu'

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UniCredit Social Media Journalism - Quale dipendenza dal mezzo quale dalla Tribu'

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  • Ottima presentazione.Interessante il rapporto sull'uso dei Social Media che si fa all'inizio tra Italia e paesi Esteri. Penso comunque che è l'Italia come paese - e non gli italiani - che dall'inizio non ha avuto la completa volontà nel digitalizzarsi. Twitter, Facebook e non solo (come è stato evidenziato nella presentazione) sono strumenti che devono essere utilizzati dalle istituzioni, dagli enti pubblici e privati per evolvere il loro modo di comunicare.
    Davvero ottima presentazione. Complimenti!
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UniCredit IJF Social Media Journalism - quale dipendenza dal mezzo quale dalla tribu'

  1. 1. Social Media Journalism Quale dipendenza dal mezzo, quale dalla tribù? Festival del Giornalismo 2013 Conferenza stampa #IJF13Renato Vichi, Head of Media Relations Italy, UniCreditRoma, 25 marzo 2013
  2. 2. La storia recente di Twitter Esistono diversi esempi in cui Twitter è stato usato dagli utenti per diffondere notizie, come strumento di giornalismo partecipativo. ● Nel del terremoto in Abruzzo del 6 aprile 2009, gli utenti Twitter hanno segnalato la notizia prima dei media tradizionali. ● Il 22 gennaio 2010 è stato il giorno del primo tweet inviato dallo spazio: lautore è stato lastronauta della NASA Timothy Creamer dalla Stazione Spaziale Internazionale. Nello stesso periodo lastronauta italiano Paolo Nespoli, nella Stazione Spaziale Internazionale per una missione dellESA, ha iniziato ad inviare tramite il suo account personale aggiornamenti costanti e foto della Terra vista dallo spazio. ● In Italia, il 29 gennaio 2012 Twitter ha per la prima volta battuto una notizia di rilevanza istituzionale con largo anticipo rispetto ai media tradizionali: la morte del Presidente emerito Scalfaro è stata infatti twittata da un professore universitario (Alberto Gambino), suo amico e collaboratore, con un messaggio su twitter ben 45 minuti prima delle agenzie di stampa, dando vita ad un vivace dibattito in rete.2
  3. 3. Quanto i media tradizionali credono nei new media - ITALIA Twitter(*) Tweet Following Follower CARTA STAMPATA @Repubblicait 58.399 108 763.331 @Corriereit 38.492 125 258.594 AGENZIA DI STAMPA @Ansa_live 16.717 68 79.874 @Ansa_topnews 75320 39 116.727 TV SATELLITARE SkyTg24 48.686 121 836.079 TV DIGITALE TG1_Rai 450 4 3234 (*) Twitter aggiornato 23 marzo 20133
  4. 4. Quanto i media tradizionali credono nei new media - ESTERO Twitter(*) Tweet Following Follower @nytimes 102.008 734 7.918.595 @FinancialTimes 34.377 545 1.157669 @HuffingtonPost 204.349 5.336 2.832.587 @washingtonpost 80.213 747 1.520.069 (*) Twitter aggiornato 23 marzo 20134
  5. 5. Dal social media al futuro del giornalismo In Italia sembra ampliarsi il solco fra chi intraprende la strada dellinnovazione e chi sceglie di non scegliere e di opporre resistenza al cambiamento. SkyTG24 e Repubblica sembrano essere i media che prima hanno cercato di approfondire le potenzialità di Twitter. Il vantaggio competitivo è legato alla ricchezza dei contenuti che oltre i semplici 140 caratteri, sfrutta le potenzialità della cross medialità con la pubblicazione di contenuti video (tv classica per Sky web television per Repubblica) I numeri italiani non possono essere lontanamente paragonati a quelli dei media esteri, dove sicuramente l’arrivo precedente di Twitter ha portato almeno 2 anni di anticipo sullo sviluppo del mezzo e sulla sua diffusione massiva. Twitter infatti in Italia ha trovato la sua popolarità solamente negli ultimi due anni. E proprio da due anni è partito il dibattito sul futuro del giornalismo in un mondo in cui la diffusione del mezzo tecnologico sta rivoluzionando la diffusione delle informazioni.5
  6. 6. E dopo Facebook & Twitter? • Oggi il dibattito sul futuro del giornalismo si sta focalizzando sul reale uso dei social media da parte di stampa, giornalisti e blogger. Il fenomeno del momento è Twitter. • Ma sarebbe un grande errore focalizzarsi sul singolo strumento e pensare che solo Facebook e Twitter sono i nuovi media; così come sarebbe un grande errore pensare che Twitter è solamente una moda del momento. • Però è anche lecito pensare che non appena arriveranno in Italia altri fenomeni occorrerà adeguarsi. • Per esempio con i suoi 500 milioni di utenti nel mondo in meno di 2 anni, e con le potenzialità legate all’integrazione sui servizi di: • motore di ricerca google • aggregazione di contenuti google news • posta elettronica gmail • geolocalizzazione google maps • pubblicazione video youtube / hangout Google Plus appare lo strumento che potrà diventare il principale mezzo di comunicazione di domani in Italia anche in virtù della sua perfetta integrazione sui “digital device”.6
  7. 7. L’utente quali strumenti ha a disposizione per informarsi? Social Media nascita utenti (*) Facebook 04/02/2004 1 miliardo YouTube 15/02/ 2005 1 miliardo Twitter 15/07/2006 500 milioni Google + 28/06/2011 500 milioni (*) Fonte Wikipedia7
  8. 8. Esiste un’economia digitale che sprona l’economia social • E’ notizia di venerdì 22 marzo che YouTube ha toccato quota 1 miliardo di utenti • Praticamente la metà di chi naviga in Rete posta o guarda video su YouTube • YouTube è diventata la piattaforma televisiva più vista al mondo • Oggi complice la diffusione degli smartphone una persona su due che naviga su Internet carica o visualizza video su YouTube. • Larry Page e Sergey Brin i proprietari di Google, nel 2006 acquistarono la piattaforma alla cifra di 1,76 miliardi di dollari quando però gli utenti erano solo 50 milioni. Esiste quindi uneconomia digitale che incide sul concetto di nuovo giornalismo, che sprona all’uso dei social, come testimoniato da: • + 62% nelle vendite di smartphone (*) • 2,1 SIM per ogni utilizzatore di cellulari in Italia • ad Internet accede ormai 68% del totale della popolazione italiana Se esiste quindi uneconomia “social” è interessante sapere che gli utenti italiani di Facebook & Co. sono arrivati a quota 17,8 milioni. Massicce vendite di tablet (più di 2 milioni nel 2012) e di smartphone (quasi 9 milioni). (*) Fonte Social Media Diffusion Politecnico Milano 20128
  9. 9. L’economia social come parte integrante del social journalism ● La differenza è su chi prima coglie le potenzialità degli strumenti tecnologici qualsiasi essi siano e capisce che stiamo andando nella direzione del social media journalism. ● L’uomo di strada è parte integrante di questa tipologia di giornalismo creando contenuti o creando notizie ma anche selezionando informazioni che già sono presenti in Rete. ● Ovviamente la a scelta di chi legge e partecipa alla fruizione dei contenuti si basa sempre sulla reputazione e quest’ultima si costruisce col tempo, con la qualità, con i fatti, off-line & on-line. ● Alla fine sarà sempre la rete che sceglie quali informazioni meritano di salire a galla e spesso saranno informazioni che sui media tradizionali non troveranno. ● Quindi la rete non rappresenta solo un’espansione dell’informazione tradizionale, nel senso dell’approfondimento ma rappresenta anche il modo con cui divulgarla velocemente. ● I modelli off-line & on-line, allo stato attuale, non sono alternativi e convivono stabilmente.9
  10. 10. Il social journalism aperto a tutti ● L’errore da evitare è che il mondo del giornalismo tradizionale si senta una tribù, una elite, ma capisca che l’uomo di strada può essere un membro della comunità informativa. ● Il giornalismo partecipativo o social media journalism dovrà essere un’opportuna integrazione dell’informazione off-line ed on-line in cui ogni notizia troverà la sua espressione di pubblicazione a prescindere da chi ne sia l’autore. ● Per essere partecipativa la notizia dovrà essere corredata di tutti gli aspetti multimediali che la caratterizzano (testo breve, testo di approfondimento, foto, video, tag & hashtag). In questo modo troverà la sua essenza nella diffusione.10
  11. 11. Ogni tribù ha il suo social journalism ● Le community che nascono intorno a un interesse e che si raccolgono in spazi virtuali come i social network, sono a loro volta composte da tribù. ● E’ naturalmente possibile individuare queste tribù, segmentandole per dati parametri, soprattutto demografici, grazie alle soluzioni offerte dai social network stessi, come le cerchie di Google+ o le “custom audiences” di Facebook. ● Seth Godin (esperto di comunicazione virale) ricorda come “gli esseri umani, per milioni di anni, sono stati parti di una o di un’altra tribù. Un gruppo ha bisogno di due sole cose per essere una tribù: un interesse condiviso e un modo di comunicare” ● In questo i social network hanno dato una grandissima spinta alle community. Like (Facebook), follow (Twitter), +1 (GooglePlus) sono tutte azioni che asseriscono un’appartenenza ad una comunità, che si traduce in partecipazione nel momento in cui si sviluppa un buon livello di engagement. ● Il giornalismo partecipativo trova sua massima opportunità di personalizzazione del contenuto informativo da esso prodotto. Di questo attivismo possono essere protagonisti tutti quelli che rispettano le regole di comunicazione della tribù ● Un contenuto più mirato, un suggerimento ad hoc sono tutti elementi che garantiscono maggior valore alla conversazione con l’utente e di questo il giornalista, come fa l’uomo di strada, deve tenere conto per essere riconoscibile, affidabile e ottenere una reputazione da social media journalist.11
  12. 12. Informazione dal basso(*)● Per usare le parole di Jay Rosen (professore di giornalismo alla New York University) “Citizen journalism è quando la gente, in altri tempi detta pubblico, usa gli strumenti della stampa che sono in suo possesso per informarsi l’uno con l’altro.”● Social journalism è, dunque, il cittadino che si fa giornalista. Ovunque, e ogniqualvolta ci sia qualcosa da raccontare. Grazie, ma non solo, agli strumenti messi a disposizione dalla tecnologia del web 2.0: la Rete, e tutti gli apparati materiali ad essa in un qualche modo connessi. Suo cavallo di battaglia è la condivisione immediata di contenuti: la comunicazione della modernità si configura come orizzontale, fra pari, dai molti ai molti. In netta opposizione con il modello verticale del giornalismo tradizionale, fondato sull’unilateralità del broadcasting. Questo attraverso il social network , il blog, la piattaforma user generated content, i portali veri e propri di citizen journalism – tra cui ricordiamo Agoravox, fra i più noti nel nostro paese.(*) Da VociGlobali.it

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