Parco del Cilento 1

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La prima di 3 presentazioni dedicate al Cilento. Con la descrizione, in particolare, di queste località:
Palinuro
Marina di Camerota
San Severino
Roccagloriosa
Santuario di Pietrasanta.

Il Cilento è pieno di bellissime località. La scelta è dovuta solo alla conoscenza personale di questi luoghi ed alle foto scattate personalmente.

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Parco del Cilento 1

  1. 1. PALINURO e dintorni Il Cilento è una subregione montuosa della Campania che si protende comeuna penisola tra i golfi di Salerno e di Policastro, nella zona meridionale dellaregione. Fino alla creazione del Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano il territoriocilentano era individuato tra i paesi ai piedi del Monte della Stella (1131 mt) e altridelimitati a est dal Fiume Alento. Per ragioni oggettive si è voluto estendere il Cilento a buona parte dellaprovincia costiera e interna meridionale di Salerno. Anticamente il Cilento era parte della Lucania (insieme con il Vallo di Diano e ilgolfo di Policastro). Ne è rimasto segno nel dialetto, nelle tradizioni gastronomichee nella toponomastica (Vallo della Lucania, Atena Lucana). Se ne fa derivare il nome da cis Alentum ("al di qua dellAlento"), quantunque ilfiume non ne segni più il confine. Dal Luglio 2011 la denominazione del Parco è cambiata in: Parco Nazionale del Cilento, Diano e Alburni. Avanzamento automatico
  2. 2. I luoghi visitati in questa presentazione sono:Palinuro,Marina di Camerota,S. Severino, paese fantasma,Roccagloriosa,Santuario di Pietrasanta.Circa il 90 % delle foto sono originali.Le altre foto sono tratte da Internet per completare la descrizione dei luoghi.Le informazioni sono tratte da testi o siti Internet.Musica: Core Ingrato by Sal – i0sjc
  3. 3. PALINURO Palinuro e’ la maggiore frazione diCentola, in provincia di Salerno. E’ una stazione balneare del Cilentomeridionale piuttosto nota, il cui nomeè legato ad un personaggio dellEneide,il mitico Palinuro, nocchiero della flottadi Enea….. ….che perde la vita perché il dio del sonno lo fa addormentare con musica e dolci parole e poi lo getta in acqua. Così si avvera quello che il fato aveva sempre detto per far sì che Enea raggiunga il Lazio: uno di loro, un troiano, dovra’ morire.
  4. 4. Il Promontorio diCapo Palinuro vistodai due lati …. Dal lato ovest, località La Torre Da est, dalla litoranea verso Marina di Camerota Il Paese di Palinuro visto dal promontorio
  5. 5. La fama di Palinuro è dovuta inbuona parte alla qualità delleacque che le frutta da alcuni annila "Bandiera Blu“.
  6. 6. Lunghe spiagge sabbiose, oraggiungibili solo dal mare,sono un’ulteriore richiamo peril turismo balneare.
  7. 7. Oltre alle spiagge situate ai lati delpromontorio, è piuttosto frequentata lazona chiamata Spiaggia Mingardo(detta anche Arco Naturale, per via diuna formazione rocciosa ad arco)
  8. 8. Altro motivo di attrazione turistica sono le numerosegrotte marine site attorno Capo Palinuro (tra cui la GrottaAzzurra), apprezzate per le escursioni subacquee. La Grotta Azzurra deve il suo nome ai giochi di luce creati da un condotto a 20 metri di profondità che permette la penetrazione della luce solare.
  9. 9. Il promontorio è costituito da roccecalcaree che scendono a strapiombosul mare e nelle quali le acque hannoscavato numerose grotte e profondegole. Fra le altre:La Cala Fetente (deve il suo nomead emanazioni sulfuree).La Cala delle alghe.La Cala delle Ossa con il suggestivospettacolo di ossa umane calcinatenella roccia (probabilmente vittime diantichi naufragi).La Grotta d’argento deve il suonome ai riflessi argentei provocati dalcalcare depositato sul fondo.La Grotta del sangue deve il suonome a piccole alghe rosse.La Grotta dei Monaci mostra aitanti visitatori delle formazionicalcaree che assumono la forma dimonaci in preghiera. Cala fetente, solfatara
  10. 10. Un giro in barca è l’ideale perscoprire ed ammirare anchegli angoli più nascosti.
  11. 11. Una caletta ..…. …… con il bar !La spiaggia del buon dormire. Lo scoglio del coniglio
  12. 12. Il Porto L’abitato di Palinuro visto dal porto Da molti anni Palinuro è collegata anche con un servizio di aliscafi.
  13. 13. Anche dal punto di vista naturalistico Palinuropresenta delle sorprese: tra la macchiamediterranea, cespugli di mirto, ginestre ed erica,le pareti del promontorio ospitano un raro eimportante endemismo della flora mediterranea delversante tirrenico meridionale, la Primula diPalinuro (Primula palinuri), unico esempioconosciuto di primula in ambiente non montano. Primula Palinuri
  14. 14. E ancora: Turisti USALa stazione meteorologicaCalanchi in zona “Saline” Tramonto
  15. 15. Marina di Camerota Lasciamo Palinuro e ci dirigiamo verso est seguendo la litoranea SS 562,costeggiando altre belle spiagge. Dopo circa 10 km siamo a Marina di Camerota.
  16. 16. Pare che Camerota sia stata fondatanel VI sec. a.C. dai Focei, la stessapopolazione greca che fondò la città diElea-Velia. Il suo nome probabilmente deriva dalgreco Kamaratòn, cioè costruzione adarco. Ciò sembra convalidato dal fatto che,nella zona, sono presenti numerosegrotte naturali a volta.
  17. 17. Oggi, Marina di Camerota è una rinomatalocalità turistica balneare, sia per la qualitàdelle acque che per il contesto naturaleessendo immersa fra le colline cilentane ricchedella tipica macchia mediterranea. Una serie di spiagge lunga circa 7 km sitrova lungo la strada che la collega a Palinuro. Prevalentemente di sabbia finissima, lespiagge sono rinomate per la profondità deifondali, ideali per chi ama nuotare.
  18. 18. La "perla del Cilento", comè soprannominata,è compresa nel Parco nazionale del Cilento eVallo di Diano, quindi protetta dallUnescoquale patrimonio mondiale dellumanità eriserva della biosfera. Numerose le strutture ricettive come:villaggi, camping, hotel, case vacanza,residence.
  19. 19. San Severino, città fantasma Torniamo indietro sulla ss 562, e dopo alcuni km ci dirigiamo verso l’interno sulla “Mingardina”. Ci addentriamo in una sorta di canyon percorso dal fiume Mingardo. Sopra di noi appare la spettrale visione di un paese abbandonato ed arroccato sudi uno sperone di roccia, a picco sul fiume. Il paese si chiama San Severino. 
  20. 20. Gola del Diavolo Borgo Medievale nato intorno al 1200 ai piedi delcastello fondato verso il 1045 dal normanno Turgisio,giunto nella regione al seguito di Roberto il Guiscardo. Il nome deriva dalla famiglia Sanseverino, che lo tenne,insieme con altri feudi nellItalia meridionale, fino al 1400. Situato sui dirupi della Gola del Diavolo, dove nel 1075venne ucciso in un’imboscata il longobardo Guido, Contedi Policastro. Alle sue pendici scorre il fiume Mingardo. In epocamedioevale era una postazione strategica di difesa. 
  21. 21. A causa del tempo e dellincuria degli uomini ilborgo ha mantenuto intatta solo la chiesa dedicataa Santa Maria degli Angeli posta al centro delvecchio paese. È tuttavia ancora possibile scorgere le vecchiecase, quello che resta del castello ed insomma lavita di allora, tramite un percorso attrezzato. Subito dopo la fine della seconda guerra mondialei circa 400 abitanti cominciarono a costruire dellecase a valle nei pressi della stazione ferroviaria elungo la strada provinciale, e nel giro di pochi annitutti gli abitanti si trasferirono nelle moderneabitazioni. La Chiesa
  22. 22. Roccagloriosa Un luogo dalla storia millenaria;come testimoniano i diversi repertidelletà del bronzo e dell’età del ferro. Comune con circa milleseicento abitanti, sorge in posizione dominante (450 m. slm) su uno spartiacque delle valli dei fiumi Mingardo e Bussento, a nord del monte Bulgheria. S. Martino L’abitato visto dal Castello
  23. 23. Il nome è composto dal termine "rocca" edallaggettivo "gloriosa". Il primo fa sicuramente riferimento alla suaposizione geografica, il secondo invece, perquanto ci tramanda la tradizione, deriva dalladevozione degli abitanti nei confronti diunimmagine della Madonna Gloriosapresente nella chiesa del castello. Il castello di Roccagloriosa, edificato tra i secoli VIII- IX sulla cima più alta del paese, rappresentava un anello strategico di una catena difensiva che otticamente, collegava i castelli della Molpa, di Montelmo e Policastro con le torri costiere.
  24. 24. La storia di Roccagloriosa ha radici remote,che trovano tracce in antiche civiltà come quelledegli Ausoni, degli Enotri, degli Osci, dei Greci edei Romani. Nelle immediate vicinanze vi è il sitoarcheologico dellantica Leo (Orbitania per iRomani), risalente al IV-V sec. a.C.. Antiche mura di cinta La città di Leo fu edificata dai Sibariti su di unfalsopiano, protetto dal Monte Capitenali, la cuiposizione permetteva il controllo di vastissimiterritori. Una delle tombe
  25. 25. Numerosi ed interessanti i reperti, anche in oro,recuperati nelle tombe, e raccolti in un museosituato al centro del paese.Roccagloriosa, anche se piccolo borgo, vanta:9 chiese , 6 palazzi padronali,1 castello (ruderi), 1 area archeologica,1 necropoli, 1 museo, in ampliamento.P.S.: sembra che il principeAntonio de Curtis, in arte Totò,sia stato concepito a Roccagloriosa! Corredo funebre, bracciale
  26. 26. Santuario Maria Santissima di Pietrasanta (San Giovanni a Piro) Intorno al 1200 un gruppo di monaci Basiliani trovòla statua della Madonna di Pietrasanta proprio in cimaalla collina. L’icona era incastrata nella roccia,formando un tutt’uno con la nicchia in cui era posta. Si racconta, anche, che il Santuario fu costruito inseguito alla comparizione in quel posto della madonnache indicò ad un pastorello il luogo dove avrebbedovuto costruire una cappella. In lontananza, avvolto dalle nubi, il Monte Bulgheria.
  27. 27. Posto in superba posizione, a 650 m. slm, il Santuariodomina l’anfiteatro del Golfo di Policastro. Fino a poco tempo fa era raggiungibile solo a piedi,attraverso la boscaglia, tramite un sentiero in salita; oggiinvece si può raggiungere tranquillamente in auto. Inizialmente il Santuario era molto piccolo, conteneva almassimo una decina di persone. In questi ultimi decenni la chiesa è stata ristrutturata piùvolte. L’ultima, nel 1988.  S. Giovanni a Piro Visione apocalittica del Golfo di Policastro. Il santuario è indicato dalla freccia.
  28. 28. Nella prossima presentazione :Le grotte del Bussento,Sapri e la Spigolatrice,Maratea e il Cristo. Fine By Sal – I0SJC i0sjc@libero.it

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