Dematerializzazione Master TSRM Empoli 27 aprile 2010

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  • Il termine dematerializzazione fa la sua prima apparizione nel settore finanziario, negli anni 80. Successivamente entra a far parte del lessico giuridico e lo ritroviamo in una serie di decreti, il più importante è il Codice dell’amministrazione digitale, del 2 marzo 2005, dove identifica la progressiva sostituzione della documentazione cartacea degli archivi della pubblica amministrazione con i documenti informatici.
  • Al fine di promuovere la dematerializzazione negli archivi della pubblica amministrazione, il CNIPA organizza una serie di audizioni preliminari nel corso del 2005, coinvolgendo tutti i professionisti interessati.
  • I pareri ascoltati durante le audizioni portano alla formazione del tavolo tecnico sulla documentazione sanitaria, che vede la partecipazione di SIRM ed IHE.
  • I risultati di queste attività vengono pubblicate dal CNIPA in una serie di documenti: il libro bianco sulla dematerializzazione della documentazione amministrativa (marzo 2006), un volumetto della serie “I quaderni” sullo stesso argomento(aprile 2006) ed, infine, il documento “Le linee guida sulla dematerializzazione della documentazione clinica in laboratorio ed in diagnostica per immagini. Normativa e prassi” (marzo 2007).
  • I risultati di queste attività vengono pubblicate dal CNIPA in una serie di documenti: il libro bianco sulla dematerializzazione della documentazione amministrativa (marzo 2006), un volumetto della serie “I quaderni” sullo stesso argomento(aprile 2006) ed, infine, il documento “Le linee guida sulla dematerializzazione della documentazione clinica in laboratorio ed in diagnostica per immagini. Normativa e prassi” (marzo 2007).
  • I risultati di queste attività vengono pubblicate dal CNIPA in una serie di documenti: il libro bianco sulla dematerializzazione della documentazione amministrativa (marzo 2006), un volumetto della serie “I quaderni” sullo stesso argomento(aprile 2006) ed, infine, il documento “Le linee guida sulla dematerializzazione della documentazione clinica in laboratorio ed in diagnostica per immagini. Normativa e prassi” (marzo 2007).
  • Le linee guida sono indirizzate a direttori generali, direttori sanitari, ecc
  • E’ la progressiva sostituzione della documentazione cartacea con i documenti informatici ottenuta attraverso: Promozione della produzione dei documenti informatici. Digitalizzazione, attentamente valutata, dei documenti cartacei esistenti. Ha come scopo la riduzione della spesa, in termini sia di risparmi diretti (carta, spazi) sia di risparmi indiretti (tempi di ricerca e recupero, efficienza, sicurezza). Trasformazione della documentazione clinica testuale e iconografica in formato digitale
  • Trasformazione della documentazione clinica testuale e iconografica in formato digitale
  • Trasformazione della documentazione clinica testuale e iconografica in formato digitale
  • Numerose sono le leggi, le deliberazioni, i decreti emanati negli ultimi anni, che configurano un quadro piuttosto complesso nel panorama legislativo, con notevoli difficoltà di interpretazione dei vari articoli, tra sostituzioni, rimaneggiamenti, abrogazioni totali o parziali.
  • Il digitale
  • Il documento ci ricorda la definizione del referto secondo l’art. 2702 del cc premesso che l’art. 2702 del Codice Civile asserisce che “la scrittura privata fa piena prova, fino a querela di falso, della provenienza delle dichiarazioni da chi l’ha sottoscritta, se colui contro il quale la scrittura è prodotta ne riconosce la sottoscrizione, ovvero se questa è legalmente considerata come riconosciuta”, se ne evince che il codice si sofferma ad individuare gli elementi essenziali per l’esistenza giuridica della scrittura privata: il documento deve essere composto da una dichiarazione scritta, proveniente dal soggetto interessato e sottoscritta da quest’ultimo. Nulla il Codice Civile dice sulle modalità di redazione della scrittura privata né si sofferma sui supporti o sui mezzi di scrittura, sulla firma e sulla conservazione dei documenti. Esso può quindi avere qualsiasi forma tecnologica, purché idonea a raggiungere lo scopo desiderato. Pertanto, proprio in base all'art. 2702 del Codice Civile sopra riportato, il referto, per avere dignità giuridica e per ottenere valore legale e probatorio, deve essere sottoscritto dal medico refertante. Del contenuto del referto vi deve essere un’assunzione di responsabilità da parte di colui che lo ha redatto; è proprio la sottoscrizione che attribuisce la paternità dell’atto e permette, anche in un momento successivo, di risalire all’autore di questo.
  • E che il referto è comparabile alla scrittura privata. premesso che l’art. 2702 del Codice Civile asserisce che “la scrittura privata fa piena prova, fino a querela di falso, della provenienza delle dichiarazioni da chi l’ha sottoscritta, se colui contro il quale la scrittura è prodotta ne riconosce la sottoscrizione, ovvero se questa è legalmente considerata come riconosciuta”, se ne evince che il codice si sofferma ad individuare gli elementi essenziali per l’esistenza giuridica della scrittura privata: il documento deve essere composto da una dichiarazione scritta, proveniente dal soggetto interessato e sottoscritta da quest’ultimo. Nulla il Codice Civile dice sulle modalità di redazione della scrittura privata né si sofferma sui supporti o sui mezzi di scrittura, sulla firma e sulla conservazione dei documenti. Esso può quindi avere qualsiasi forma tecnologica, purché idonea a raggiungere lo scopo desiderato. Pertanto, proprio in base all'art. 2702 del Codice Civile sopra riportato, il referto, per avere dignità giuridica e per ottenere valore legale e probatorio, deve essere sottoscritto dal medico refertante. Del contenuto del referto vi deve essere un’assunzione di responsabilità da parte di colui che lo ha redatto; è proprio la sottoscrizione che attribuisce la paternità dell’atto e permette, anche in un momento successivo, di risalire all’autore di questo.
  • Infine, secondo la definizione di risultato3, si è certi di poter affermare che l'immagine radiologica è un suo tipico esempio, come lo possono essere i preparati istologici e citologici. La stessa Circolare del Ministero della Sanità n. 61 del 19 dicembre 1986, N. 900.2/ AG. 464/260, concernente il “Periodo di conservazione della documentazione sanitaria presso le istituzioni sanitarie pubbliche e private di ricovero e cura”, asserisce che le radiografie non rivestono “il carattere di atti ufficiali”, ma sono i dati su cui si deve basare la refertazione diagnostica del medico specialista. Mancando l'iconografia di un intrinseco atto medico e dell'indispensabile assunzione di responsabilità professio nale per esso, gli elementi essenziali che ne possono definire la giuridica esistenza, considerato che per essa non è richiesta forma predeterminata (certamente non scritta ad substantiam ex art. 1350, n.13, Cod. Civ.) né obbligo di sottoscrizione, sono quelli derivanti dalla definizione di cui all’art. 2712 Cod. Civ. modificato dall’art. 23 del D. Lgs. 82/2005: riproduzione meccanica nel genere e informatica nella specie.
  • Infine, secondo la definizione di risultato3, si è certi di poter affermare che l'immagine radiologica è un suo tipico esempio, come lo possono essere i preparati istologici e citologici. La stessa Circolare del Ministero della Sanità n. 61 del 19 dicembre 1986, N. 900.2/ AG. 464/260, concernente il “Periodo di conservazione della documentazione sanitaria presso le istituzioni sanitarie pubbliche e private di ricovero e cura”, asserisce che le radiografie non rivestono “il carattere di atti ufficiali”, ma sono i dati su cui si deve basare la refertazione diagnostica del medico specialista. Mancando l'iconografia di un intrinseco atto medico e dell'indispensabile assunzione di responsabilità professio nale per esso, gli elementi essenziali che ne possono definire la giuridica esistenza, considerato che per essa non è richiesta forma predeterminata (certamente non scritta ad substantiam ex art. 1350, n.13, Cod. Civ.) né obbligo di sottoscrizione, sono quelli derivanti dalla definizione di cui all’art. 2712 Cod. Civ. modificato dall’art. 23 del D. Lgs. 82/2005: riproduzione meccanica nel genere e informatica nella specie.
  • L’archiviazione è una memorizzazione temporanea La conservazione è una memorizzazione permanente
  • Ha valore probatorio
  • Ai fini della conservazione legale di referti e immagini, con l'avvio di una gestione digitale, è importante evidenziare come non vi sia più senso alcuno nel differenziare fra paziente interno e paziente esterno. si deve propendere oggi per la conservazione legale della documentazione radiologica prodotta per tutti i pazienti afferenti alla Struttura.
  • L’evoluzione della gestione informatica dei dati radiologici porta alla creazione del referto strutturato. Si tratta di una classe DICOM, descritta nel Suppl. 23 dello standard, in cui si codificano le varie parti del referto (intestazione, dati anagrafici del paziente, dati tecnici di esecuzione dell’esame, reperti, conclusioni), strutturandoli in un albero logico; questa operazione, come si nota,sistematizza le varie parti di una comune refertazione. In più, il referto strutturato introduce un legame diretto (link) alle immagini sulle quali lo specialista si basa per trarre le conclusioni diagnostiche. Inoltre, vengono riportate le misurazioni che normalmente si eseguono nel corso di un esame strumentale.
  • Esaminando un referto strutturato, troveremo quindi i dati anagrafici del paziente, il tipo di esame eseguito, le notizie anamnestiche, i reperti derivanti dalle immagini diagnostiche, le immagini stesse ed infine le nostre conclusioni, oltre ad una codifica della patologia di interesse. Il tutto in un formato standard, quindi fruibile da un altro applicativo informatico che ne supporti la creazione e la lettura.
  • Un modello completo di referto strutturato.
  • L’archiviazione è una memorizzazione temporanea La conservazione è una memorizzazione permanente
  • L’archiviazione è una memorizzazione temporanea La conservazione è una memorizzazione permanente
  • Prima di procedere alla dematerializzazione dei documenti sanitari radiologici, è auspicabile l’implementazione di una serie di misure tecniche atte ad assicurare la correttezza delle procedure e il controllo dei processi
  • Prima di procedere alla dematerializzazione dei documenti sanitari radiologici, è auspicabile l’implementazione di una serie di misure tecniche atte ad assicurare la correttezza delle procedure e il controllo dei processi Si ritiene molto importante che la prima di queste misure sia l'adozione di una gestione sicura della sincronizzazione degli orologi di tutti i sistemi informativi coinvolti nella gestione dell'attività diagnostica. Ciò allo scopo di poter risalire con precisione, in caso di contenzioso, alla sequenza temporale degli eventi.
  • Grazie alle odierne caratteristiche della iconografia, possono essere sfruttate le facilitazioni tecnologiche per garantire la sicurezza, la riservatezza e l’immodificabilità del dato, individuando, tracciando ed evidenziando ogni attività e tutti i soggetti agenti .
  • Può accadere che le immagini vengano erroneamente assegnate a persone diverse rispetto a quelle che si sono sottoposte all'indagine diagnostica. In tali casi debbono essere messe in atto procedure di riassegnazione la cui correttezza deve essere verificata sia in termini di efficacia che di impatto sull'archivio legale. La politica della riassegnazione dovrebbe essere definita dal responsabile della gestione del RIS e PACS ed accettata dal responsabile clinico. Dopo l'eventuale modifica dei metadati e la corretta assegnazione dell'indagine, le immagini possono essere considerate archiviate (vedi Delibera CNIPA 19/02/04) ossia in fase di pre-conservazione sostitutiva e quindi immodificabili.
  • Il consolidamento si ottiene verificando con la massima accuratezza la validità del certificato ed associando al documento in questione una marca temporale ( che è, secondo la normativa attualmente in vigore , il riferimento temporale opponibile ai terzi più adatto all’associazione con un singolo documento o, addirittura, ad una singola firma ) ottenuta da un fornitore accreditato del servizio di marcatura temporale.
  • E’ necessario apporre la marca temporale contestualmente alla firma del referto in urgenza o se il referto viene consegnato subito al paziente o al medico richiedente quale garanzia assoluta per il radiologo ed il paziente In alternativa se i referti, per effetto del consolidamento, sono già coperti da marche temporali individuali, non sussiste alcuna particolare criticità, salvo il fatto che nell’intervallo tra la marcatura temporale del documento ed il perfezionamento del processo in questione non si può dire che il documento sia “conservato”.
  • In base al Dlgs 82/2005, art. 23, comma 7 “ … gli obblighi di conservazione e di esibizione di documenti previsti dalla legislazione vigente si intendono soddisfatti ... a mezzo di documenti informatici se le procedure utilizzate sono conformi alle regole tecniche dettate ai sensi dell’art. 71 …” dello stesso Dlgs. Cioè, ad oggi delle Deliberazione CNIPA 11/2004 . … . il processo di conservazione, consiste nella costruzione di un “file di impronte” che contiene i valori hash di tutti i documenti appartenenti al volume, quindi nella sottoscrizione digitale di questo file da parte del Responsabile della Conservazione e la contestuale associazione di un riferimento temporale opponibile ai terzi.
  • Tenendo conto di quanto sopra evidenziato, la figura del Responsabile della conservazione, oltre ad essere obbligatoria per legge , risulta essere assolutamente indispensabile da un punto di vista operativo. Il Responsabile della conservazione infatti, pur essendo (almeno quanto alla funzione) un soggetto terzo rispetto alla mera formazione della documentazione digitale , riveste un fondamentale ruolo con lo svolgimento sia delle proprie mansioni pratiche ed esecutive, sia di quelle di verifica e controllo dei processi legati alla conservazione tutta.
  • La conservazione digitale è adottabile anche per le cartelle cliniche ed è possibile distruggerne gli originali cartacei? Per quanto attiene le cartelle cliniche, esse sono soggette a quanto previsto dalle risoluzioni del Ministero della Salute in materia. Tali risoluzioni sono attualmente in fase di revisione alla luce della Deliberazione 42/2001 dell'AIPA. In particolare, esse dovrebbero dare precise disposizioni su come debbano essere considerate le cartelle cliniche, e cioè se esse debbano essere trattate come documenti originali unici o non unici e su come si possa operare per l'eventuale distruzione del cartaceo dopo il completamento della procedura di conservazione digitale.
  • Dematerializzazione Master TSRM Empoli 27 aprile 2010

    1. 1. Empoli 27 aprile 2010 Dematerializzazione Palmino Sacco Azienda Ospedaliera Universitaria Senese Radiologia Universitaria www.radiologiasiena.it
    2. 2. CNIPA
    3. 3. CNIPA
    4. 4. CNIPA
    5. 5. CNIPA
    6. 6. CNIPA
    7. 7. CNIPA
    8. 8. <ul><ul><li>Emanate dal Ministero della Salute </li></ul></ul><ul><ul><li>Si occupano della documentazione clinica in laboratorio ed in diagnostica per immagini </li></ul></ul><ul><ul><li>Direttive pratiche per la completa dematerializzazione in Laboratorio e Diagnostica per Immagini </li></ul></ul>Linee guida
    9. 9. A chi è indirizzato: <ul><ul><li>Direttori Generali, </li></ul></ul><ul><ul><li>Direttori Sanitari, </li></ul></ul><ul><ul><li>Direttori/Responsabili dei Sistemi Informativi e </li></ul></ul><ul><ul><li>Direttori/Responsabili dei Dipartimenti </li></ul></ul><ul><ul><li>Direttori/Responsabili delle U.O. di Diagnostica per Immagini, Medicina Nucleare e Servizi di Medicina di Laboratorio </li></ul></ul>
    10. 10. La dematerializzazione E’ la progressiva sostituzione della documentazione cartacea con i documenti informatici
    11. 11. La dematerializzazione: come <ul><li>Promozione della produzione di documenti informatici </li></ul><ul><li>Digitalizzazione, attentamente valutata, dei documenti cartacei esistenti </li></ul>
    12. 12. La dematerializzazione: scopi Riduzione della spesa , in termini sia di risparmi diretti (carta, spazi), sia di risparmi indiretti (tempi di ricerca e recupero, efficienza, sicurezza).
    13. 13. Criticità <ul><li>Individuazione della normativa di riferimento </li></ul><ul><li>L’archivio radiologico digitale: contenuto e gestione </li></ul><ul><li>Determinazione delle modalità e dei tempi di conservazione </li></ul><ul><li>Individuazione delle figure professionali coinvolte nella gestione dell’archivio e loro responsabilità </li></ul><ul><li>Tutela della sicurezza nella gestione e trasmissione dei dati </li></ul>
    14. 14. D Lgs 537 del 23 Luglio 1993 D Lgs 489 dell’8 Agosto 1994 D.Lgs 230 del 17 Marzo 1995 DLgs n 675 del 31 Dicembre 1996 DM del 14 Febbraio 1997 Legge del 15/3/1997 DPR 513 del 10/11/1997 Deliberazione AIPA n 24 del 30 Luglio 1998 DPR 318 del 28 Luglio 1999 Testo Unico n 445 del 28 Dicembre 2000 Deliberazione AIPA n 42 del 13 Dicembre 2001 GU 296 del 21 dicembre 2001 DLgs 10 del 23 Gennaio 2002 DPR 137 del 7 Aprile 2003 DPCM 30 Ottobre 2003 Testo Unico Privacy 2003 DPCM 13 Gennaio 2004 DLgs n 82 del Marzo 2005 DLgs n. 159 del 4 Aprile 2006 Norme
    15. 15. Norme <ul><li>Dpr 513 97: introduce la firma digitale </li></ul><ul><li>DPCM 8 2 99: regole tecniche </li></ul><ul><li>Dpr 445 2000: testo unico sulla documentazione amministrativa </li></ul><ul><li>DPCM 13 1 04: regole tecniche </li></ul><ul><li>Dl 82 2005: codice dell’amministrazione digitale </li></ul><ul><li>Deliberazioni CNIPA </li></ul>
    16. 16. Il referto (art. 2702 CC) è l’atto obbligatoriamente redatto in forma scritta col quale il medico specialista dichiara conformi a verità i risultati degli esami diagnostici ottenuti, unitamente alla interpretazione clinica dei risultati stessi, in relazione al quadro clinico e all’anamnesi del paziente
    17. 17. Il referto (art. 2702 CC) Scrittura privata Fa piena prova, fino a querela di falso, della provenienza delle dichiarazioni da chi l’ha sottoscritta, se colui contro il quale la scrittura è prodotta ne riconosce la sottoscrizione, ovvero se questa è legalmente considerata come riconosciuta
    18. 18. Le immagini Risultato è il puro esito degli esami diagnostici eseguiti mediante strumentazioni cliniche ed è un prodotto privo di interpretazione o valutazione clinica
    19. 19. Circolare del Ministero della Sanità n. 61 del 19 dicembre 1986 Periodo di conservazione della documentazione sanitaria presso le istituzioni sanitarie pubbliche e private … le radiografie non rivestono “il carattere di atti ufficiali”, ma sono i dati su cui si deve basare la refertazione diagnostica del medico specialista
    20. 20. Valenza probatoria del documento informatico Il documento informatico sottoscritto con firma elettronica leggera (non qualificata) è liberamente valutabile in giudizio DLgs 82/2005 - art 21 comma 1
    21. 21. Valenza probatoria del documento informatico Il documento informatico sottoscritto con firma elettronica qualificata ha l’efficacia di scrittura privata DLgs 82/2005 - art 21 comma 2
    22. 22. L’archivio radiologico digitale: ratio e contenuto Vanno archiviate, e sottoposte successivamente al processo di conservazione a termini di legislazione vigente, tutte le immagini digitali in formato DICOM prodotte dalle apparecchiature di diagnostica per immagini della Struttura.
    23. 23. L’archivio radiologico digitale: ratio e contenuto <ul><li>Motivi clinici </li></ul><ul><li>Motivi organizzativi </li></ul><ul><li>Motivi gestionali </li></ul>Perché?
    24. 24. L’archivio radiologico digitale: ratio e contenuto Perché? Rapido accesso a tutti gli esami precedenti
    25. 25. L’archivio radiologico digitale: ratio e contenuto Perché? Razionalizzazione ed ottimizzazione di risorse umane e tecnologiche
    26. 26. L’archivio radiologico digitale: ratio e contenuto Perché? Totale disponibilità nella Struttura della documentazione originale immodificabile
    27. 27. Referto strutturato E’ un documento informatico nel quale vengono codificate e strutturate le varie parti del referto, corredato delle immagini più significative, in un formato standard.
    28. 28. <ul><li>Intestazione </li></ul><ul><li>Dati del paziente </li></ul><ul><li>Anamnesi </li></ul><ul><li>Quesito clinico </li></ul><ul><li>Dati tecnici dell’esame </li></ul><ul><li>Immagini significative </li></ul><ul><li>Descrizione dei reperti, misurazioni </li></ul><ul><li>Conclusioni </li></ul>Il referto strutturato
    29. 29. Referto strutturato
    30. 30. Tempi di conservazione
    31. 31. Tempi di conservazione
    32. 32. Deliberazione AIPA n° 42 del 2001 <ul><li>Archiviazione </li></ul><ul><li>Conservazione </li></ul>
    33. 33. L’archiviazione E’ il processo di memorizzazione, su idoneo supporto, dei documenti digitali univocamente identificati mediante un codice di riferimento, allo scopo di consentire un accesso facile e funzionale. Ha come scopo l’efficienza lavorativa.
    34. 34. La conservazione E’ il processo di memorizzazione su idoneo supporto, dei documenti digitali secondo regole tecniche definite da norme, allo scopo di mantenere l’autenticità e l’integrità nel tempo Nel caso di alcuni documenti analogici la conservazione diventa “sostitutiva”: al termine del processo è consentito eliminare il cartaceo.
    35. 35. In concreto: la conservazione deliberazione CNIPA n. 11/2004 <ul><li>Conserva i documenti, garantendone l’integrità e l’autenticità nel tempo </li></ul><ul><li>Deve consentire l’accesso e l’esibizione del singolo documento nel tempo, nel rispetto della privacy. </li></ul><ul><li>Comporta continue verifiche del sistema informativo per mantenere le caratteristiche di autenticità, integrità, leggibilità, accessibilità e riservatezza dei documenti informatici. </li></ul><ul><li>Viene gestita dal Responsabile della Conservazione </li></ul>
    36. 36. Conservazione del referto Referto analogico Tempo Responsabile Paziente interno Illimitato Direzione Sanitaria. Paziente esterno Non previsto dalle norme nazionali Possibilità di previsione da parte di norme regionali Paziente o UO di Diagnostica per Immagini Referto digitale Tempo Responsabile Paziente interno Illimitato Responsabile della conservazione sostitutiva Paziente esterno Non previsto dalle norme nazionali Possibilità di previsione da parte di norme regionali Auspicabile Illimitato Paziente o Responsabile della conservazione sostitutiva
    37. 37. Il referto strutturato determina la conservazione delle immagini con le stesse modalità del referto Conservazione del referto strutturato Referto Strutturato Tempo Responsabile Paziente interno Illimitato Responsabile della conservazione sostitutiva - Direzione Sanitaria . Paziente esterno Auspicabile illimitato Paziente e Responsabile della conservazione sostitutiva
    38. 38. misure tecniche atte ad assicurare la correttezza delle procedure e il controllo dei processi Sicurezza
    39. 39. gestione sicura della sincronizzazione degli orologi di tutti i sistemi informativi coinvolti nella gestione dell'attività diagnostica Sicurezza
    40. 40. Sicurezza Tracciamento di tutte le attività e di tutti i soggetti agenti
    41. 41. Autenticazione delle immagini: 1. Qualità del dato 2. Corretta assegnazione Sicurezza
    42. 42. Qualità del dato <ul><li>Verifica tags DICOM: accession number, patient name, modality, study description, etc. </li></ul><ul><li>Verifica anche sulle immagini da refertare, al fine di garantirne la coerenza </li></ul><ul><li>Sistema di certificazione complessiva della qualità erogata </li></ul>Verifica della correttezza e completezza delle informazioni associate all'immagine (metadati)
    43. 43. Corretta assegnazione <ul><li>Procedure di riassegnazione, in caso di errore </li></ul><ul><li>Verifiche di efficacia e di impatto sull’archivio legale </li></ul><ul><li>Pre-conservazione sostitutiva </li></ul><ul><li>(immagini immodificabili) </li></ul>
    44. 44. <ul><li>Creazione del referto </li></ul><ul><li>Firma digitale </li></ul><ul><li>Consolidamento (marcatura temporale) </li></ul><ul><li>Archiviazione </li></ul><ul><li>Conservazione Sostitutiva </li></ul>Le fasi della dematerializzazione
    45. 45. Il consolidamento Il consolidamento si ottiene verificando con la massima accuratezza la validità del certificato ed associando al documento in questione una marca temporale
    46. 46. la situazione ottimale è quella in cui l’istante della sottoscrizione (testimoniato dal signing-time e dalla registrazione dell’evento) e l’istante del consolidamento (testimoniato dalla marca temporale) sono estremamente ravvicinati, al limite della coincidenza Il consolidamento
    47. 47. E’ necessario apporre la marca temporale contestualmente alla firma del referto in urgenza o se il referto viene consegnato subito al paziente o al medico richiedente, quale garanzia assoluta per il radiologo ed il paziente In urgenza….
    48. 48. La conservazione sostitutiva il processo di conservazione, consiste nella costruzione di un “ file di impronte ” che contiene i valori hash di tutti i documenti appartenenti al volume, quindi nella sottoscrizione digitale di questo file da parte del Responsabile della Conservazione e la contestuale associazione di un riferimento temporale opponibile ai terzi.
    49. 49. La conservazione delle immagini Immagini analogiche Tempo Responsabile Paziente interno 10 anni U.O. di radiologia o Paziente Paziente esterno Non previsto dalle norme nazionali Possibilità di previsione da parte di norme regionali Paziente o UO di Diagnostica per Immagini Immagini digitali Tempo Responsabile Paziente interno 10 anni Responsabile della conservazione sostitutiva Paziente esterno Non previsto dalle norme nazionali Possibilità di previsione da parte di norme regionali – Auspicabile Illimitato Paziente o Responsabile della conservazione sostitutiva
    50. 50. Responsabile della conservazione sostitutiva Fino all’archiviazione: i responsabili delle Unità Operative che l'hanno prodotta. Conservazione sostitutiva: il Responsabile della conservazione Responsabilità dei dati
    51. 51. Il responsabile della conservazione: art. 5 della Deliberazione CNIPA n.11/04 definisce le caratteristiche e i requisiti del sistema di conservazione in funzione della tipologia dei documenti (analogici o informatici) da conservare, della quale tiene evidenza
    52. 52. <ul><li>mantiene e rende accessibile un archivio del software dei programmi in gestione nelle eventuali diverse versioni; </li></ul><ul><li>verifica la corretta funzionalità del sistema e dei programmi in gestione; </li></ul><ul><li>adotta le misure necessarie per la sicurezza fisica e logica del sistema preposto al processo di conservazione sostitutiva e delle copie di sicurezza dei supporti di memorizzazione; </li></ul><ul><li>richiede la presenza di un pubblico ufficiale nei casi in cui sia previsto il suo intervento, assicurando allo stesso l'assistenza e le risorse necessarie per l'espletamento delle attività al medesimo attribuite; </li></ul><ul><li>definisce e documenta le procedure di sicurezza da rispettare per l'apposizione del riferimento temporale; </li></ul><ul><li>verifica periodicamente , con cadenza non superiore a cinque anni, l'effettiva leggibilità dei documenti conservati provvedendo, se necessario, al riversamento diretto o sostitutivo del contenuto dei supporti”. </li></ul>Il responsabile della conservazione: art. 5 della Deliberazione CNIPA n.11/04
    53. 53. <ul><li>Le attività qui sopra elencate richiedano un alto livello di competenze specialistiche , tali da sconsigliare che le figure del Direttore Sanitario, del Responsabile dell'U.O. di Diagnostica per Immagini diano personalmente esecuzione ai compiti più prettamente tecnici del Responsabile della conservazione sostitutiva. </li></ul>Il responsabile della conservazione: art. 5 della Deliberazione CNIPA n.11/04
    54. 54. Il responsabile della conservazione: art. 5 della Deliberazione CNIPA n.11/04 Figura obbligatoria per legge!
    55. 55. Conclusioni La SIRM e l’SNR verificano il corretto impatto professionale
    56. 56. Dove trovare questa relazione SIRM – Sezione di Studio di Radiologia Informatica www.radinfo.org
    57. 57. Grazie!

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