Il medico di medicina generale nelle catastrofi

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Il medico di medicina generale nelle catastrofi

  1. 1. Rosario Falanga Gruppo di lavoro della Medicina Generale nelle catastrofi Società Italiana di Medicina Generale 1° Congresso NazionaleFederazione Italiana Medicina di Emergenza-Urgenza Catastrofi Roma, 17 Dicembre 2011
  2. 2. Introduzione A seguito dell’esperienza maturata dai Medici di Medicina Generale (MMG) abruzzesi durante e dopo il terremoto dell’Aquila del 2009, all’interno della Società Italiana di Medicina Generale (SIMG ), si è costituito un gruppo di lavoro di MMG dalla Sicilia al Friuli, che per vari motivi negli anni hanno maturato competenze ed esperienze nel campo della Protezione Civile (PC) ed in varie associazioni di volontariato.
  3. 3. Razionale (1) Il terremoto in Abruzzo ha evidenziato la necessità di un piano di intervento organizzato strutturato della Medicina Generale (MG), accreditato e integrato nella realtà dei soccorsi locali, nell’ambito della PC, che preveda logistica, tempi e modalità di intervento in casi di catastrofi. Allora infatti, la MG ha dovuto inventarsi una nuova organizzazione per assicurare la continuità assistenziale, in un territorio privo delle strutture distrettuali e della logistica degli ambulatori dei MMG resi inagibili dal sisma. Senza un modello di riferimento, i MMG si sono integrati per quanto possibile all’interno del sistema PC, pur rimanendone al di fuori, non essendone tuttora organicamente inseriti in modo organizzato nella struttura Dipartimentale.
  4. 4. Razionale (2) Fermo restando il ruolo importante essenziale e insostituibile che gli organi istituzionali di soccorso sanitario e la C.O.118 hanno nell’ambito della PC nelle immediate ore successive alle catastrofi, i dati della letteratura e la nostra esperienza ci hanno portato a concludere che esiste un ruolo tuttora scoperto ma ugualmente essenziale, di pertinenza esclusiva della MG che si estrinseca non tanto nell’immediatezza della catastrofe, ma lungo il corso dei giorni e delle settimane successive, quando è necessaria la presa in carico del paziente, in special modo del paziente cronico (diabetico, iperteso, bronchitico cronico, etc.). Il grosso delle prestazioni richieste già all’indomani della catastrofe riguarda competenze proprie della MG o eventualmente di specialità non strettamente legate all’urgenza.
  5. 5. Obiettivi del gruppo di lavoro Accreditare e strutturare la MG all’interno del sistema di PC e integrazione con gli organi istituzionali, C.O.118 e organizzazioni di volontariato Formazione specifica residenziale e sul campo con simulazione degli eventi per i MMG. Creare una Task Force nazionale della MG, con referenti regionali Realizzare una Unità Territoriale per l’Assistenza Primaria nelle Emergenze (UTAP-E) e/o un Posto di Assistenza Socio Sanitario (PASS) individuati come strutture modulari campali Studio e ricerca di una corretta Clinical Governance nelle catastrofi
  6. 6. Conclusioni Il MMG, figura capillare nel SSN, buon conoscitore dei luoghi e delle necessità sanitarie della popolazione assistita, potrebbe operare, su base volontaria, all’interno dei PASS e/o UTAP-E, previa adeguata formazione, per un “modus operandi” comune a tutto il personale sanitario nelle catastrofi.

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