Linguaggio Cinematografico

17,354 views

Published on

UNa breve "panoramica" sul cinema ed il suo linguaggio.

Published in: Education

Linguaggio Cinematografico

  1. 1. Linguaggio cinematografico Linguaggio cinematografico
  2. 2. Tradizionalmente la nascita del cinema si fa risalire alla realizzazione dei primi apparecchi da ripresa e da proiezione da parte dei fratelli Lumiere nel 1895. I fratelli Lumiere I fratelli Lumiere fotogramma dal film L arrivée d un train en gare de la Ciotat, 1895 fotogramma dal film L’arrivée d’un train en gare de la Ciotat 1895
  3. 3. fotogramma da Le voyage dans la lune di Meliés 1902 Grazie ad autori come Meliés  e Griffith  il cinema conosce un  rapido sviluppo rapido sviluppo fotogramma da Nascita di una nazione di Griffith 1915
  4. 4. La scuola sovietica e Chaplin contribuiranno a consacrare  definitivamente il cinema come nuova arte definitivamente il cinema come nuova arte fotogrammi da film di Eisenstein, Chaplin e Vertov
  5. 5. Nel 1927 viene proiettato il primo film sonoro: The jazz singer N l 1927 i i tt t il i fil Th j i
  6. 6. Nel 1935 viene realizzato e distribuito il primo film a colori: e 935 e e ea ato d st bu to p o co o Becky Sharp di Rouben Mamoulian poster promozionale per il film
  7. 7. passando per il Cinemascope, il Cinerama, il Panavision, il cinema arriva ai giorni nostri con una nuova rivoluzione: la computer graphic fotogrammi  da Il signore degli anelli,  Troy, Ortone
  8. 8. Il cinema è un vero e proprio linguaggio e come tutti i linguaggi possiede alcuni elementi costitutivi fotogramma da L’Atalante di J. Vigo 1934
  9. 9. L’unità minima di un film è l’inquadratura, ovvero “la porzione di spazio fisico (un ambiente, un paesaggio, etc.) paesaggio etc ) inquadrata dall‘obiettivo della macchina da presa […]. L'atto di inquadrare consente di delimitare con precisione lo spazio che sarà ripreso e al contempo di escludere tutto il resto (che rimarrà “fuori campoquot;, ossia all'esterno del campo visivo dell'osservatore). da Wikipedia
  10. 10. L’inquadratura cambia di significato a seconda del contesto: variando il montaggio il significato di un’immagine cambia.
  11. 11. In tal senso l’uso delle inquadrature e più in generale il linguaggio cinematografico, ben si adattano al concetto di gioco linguistico elaborato da Ludwig Wittgenstein
  12. 12. Per Wittgenstein infatti, il significato di una parola non è dato dall’oggetto che essa denota, ma dall’uso che della parola si può fare in diversi giochi linguistici, ovvero in diverse situazioni comunicative: la stessa parola assume diversi significati in contesti diversi e viceversa. L’inquadratura del film, ma anche del fumetto o della fotografia, si comporta allo stesso modo. p
  13. 13. Il cinema esprime quindi un linguaggio, ma un linguaggio del tutto peculiare che integra una molteplicità di codici visivi e sonori: è imparentato con la fotografia ed il fumetto, ma tratta immagini in movimento. E questo aspetto di somiglian a somiglianza familiare, o affinità, è una delle conseguenze conseguen e implicite nell’idea di gioco linguistico.
  14. 14. « Un'ora, non è solo un'ora, è un vaso colmo di profumi,  di suoni, di progetti, di  climi » M. Proust  ‐ Alla ricerca del tempo perduto M. Proust Va anche detto che parlare di fotografia in movimento significa parlare di un’illusione: poiché in realtà si tratta di un certo numero un illusione: di immagini statiche fatte seguire ad una certa velocità l’una all’altra. In tal senso è interessante la distinzione bergsoniana fra tempo come durata e tempo spazializzato. spa iali ato. Parafrasando il filosofo francese si potrebbe dire che un film è tempo come durata e quindi molto più della semplice somma, spazializzata, dei singoli fotogrammi. p g g H. Bergson
  15. 15. Tornando alla narrazione filmica, si può affermare che ogni , p g Inquadratura costituisce un punto di vista : punto di vista che può essere soggettivo od oggettivo a seconda che la scena sia osservata con gli occhi di un personaggio o con occhi diversi da quella dei personaggi. L’inquadratura può poi essere normale, la macchina da presa è ad altezza d’uomo cioè, dall’alto o dal basso, ed infine obliqua. Non si tratta di una scelta neutrale: inquadrare un personaggio dal basso suggerisce un’idea di grandezza, inquadrarlo dall’alto lo sminuisce.
  16. 16. Nell’inquadratura si possono distinguere piani e campi. Il piano è definito in relazione alla figura; il campo in  Il piano è definito in relazione alla figura; il campo in relazione  allo spazio. Pi i Piani Campi Dettaglio Campo medio Primissimo piano Campo Lungo Primo piano Primo piano Campo lunghissimo l h Mezzo primo piano Campo totale Piano americano Figura intera Figura intera
  17. 17. Dettaglio S e de a u pa t co a e de o to o d u oggetto Si evidenzia un particolare del volto o di un oggetto.  È un tipo di inquadratura usato per caricare emotivamente  la scena.
  18. 18. Primissimo piano S p e de soggetto da e to a a o te , pe Si riprende il soggetto dal mento alla fronte , per  sottolineare in modo suggestivo l’espressione e i tratti del  volto.
  19. 19. Primo piano S p e de a gu a da e spa e su, de Si riprende la figura dalle spalle in su, delimitando il viso  ta do so in uno  spazio ridotto.
  20. 20. Mezzo primo piano Il soggetto è inquadrato dalla vita in su. soggetto è quad ato da a ta su
  21. 21. Piano americano Il soggetto è inquadrato dalle  ginocchia in su. soggetto è quad ato da e g occ a su
  22. 22. Figura intera La figura umana viene ripresa completamente dalla testa ai  a gu a u a a e e p esa co p eta e te da a testa a piedi, riducendo al massimo lo spazio della scena  circostante.
  23. 23. Campo medio Le figure umane sono interamente inquadrate e la visuale è  e gu e u a e so o te a e te quad ate e a sua e è estesa ad una parte di spazio sopra e sotto di esse
  24. 24. Campo lungo L'ambiente è dominante rispetto alla figura umana, che  a b e te è do a te spetto a a gu a u a a, c e tuttavia è riconoscibile.
  25. 25. Campo lunghissimo L’ambiente risulta preponderante rispetto alle figure umane  a b e te su ta p epo de a te spetto a e gu e u a e che sono molto piccole e scarsamente  definite.
  26. 26. Campo totale E’ un ambiente, interno o esterno, ripreso nella sua totalità. u a b e te, te o o este o, p eso e a sua tota tà
  27. 27. L’inquadratura può essere: • fissa • mobile ovvero segue l’azione e il mobile, ovvero segue l azione e  il  movimento va considerato  in rapporto  alla strumentazione utilizzata: • panoramica • carrello • steadycam • d ll dolly • gru • zoom
  28. 28. Una panoramica è una ripresa realizzata facendo ruotare una macchina da presa sul proprio asse Possiamo distinguere vari asse. tipi di movimento: orizzontale, verticale, obliquo, a 360 gradi, circolare, o composto. La panoramica può essere combinata con tutti gli altri movimenti di macchina, ed in particolare con la carrellata: partendo da un particolare, si può allargare dolcemente l inquadratura l'inquadratura spostandosi allo stesso tempo verso sinistra e concludendo in un quot;campo lungoquot;. In base alla scena ripresa e al movimento seguito, possiamo distinguere panoramiche quot;ad allargarequot;, quot;a stringerequot;, quot;a ad allargare , a stringere , a seguirequot; (inseguendo un soggetto), o quot;a schiaffoquot;: quest'ultima è una velocissima panoramica, spesso usata in scene drammatiche per rendere l'idea della velocità di oggetti p gg lanciati, come un coltello o una pallottola. La panoramica quot;descrittivaquot;, infine, può essere usata con efficacia per presentare un personaggio o un ambiente. (riduzione da Wikipedia) panoramica
  29. 29. Il carrello è una piattaforma su cui è piazzata la cinepresa.  ca e o è u a p atta o a su cu è p a ata a c ep esa Derivato dall’invenzione brevettata nel 1912 dall’italiano  Giovanni Pastore (biglie o ruote applicate al treppiede che  sosteneva la camera) è usata per movimentare la ripresa,  sosteneva la camera) è usata per movimentare la ripresa con o senza binari.  (tratto da http://cinema.tesionline.it) carrello
  30. 30. Lo steadycam è un supporto meccanico, su cui può essere  o steadyca è u suppo to ecca co, su cu può esse e montata una macchina da presa sostenuta dall’operatore  per mezzo di un sofisticato sistema di ammortizzazione  agganciato ad un  corpetto indossabile agganciato ad un “corpettoquot; indossabile. Grazie al corpetto, l'operatore (detto quot;steady‐manquot;) ha le  mani libere per controllare la macchina, ed allo stesso  tempo può muoversi liberamente, o addirittura correre,  tempo può muoversi liberamente o addirittura correre senza che il sistema da lui sorretto riceva vibrazioni od  oscillazioni eccessive. (riduzione da Wikipedia)  steadycam
  31. 31. Il dolly è una sorta di carrello sul quale si monta una  macchina da presa. hi d Necessita di rotaie su cui poter essere trainato da uno o più  assistenti operatori ed oltre al peso della macchina da presa  deve sopportare anche quello di un operatore. Viene utilizzato in film quot;livequot; musicali e trasmissioni  televisive. In queste ultime si adotta un dolly motorizzato che  q y supporti solo la camera e che si possa alzare ed abbassare  automaticamente. dolly
  32. 32. La gru è un braccio meccanico che può sollevarsi ben oltre i  La gru è un braccio meccanico che può sollevarsi ben oltre i dieci metri o ruotare in più direzioni, sorreggendo macchina   da presa e operatore, posizionati su una piattaforma. gru
  33. 33. zoom Lo zoom realizza un effetto di avvicinamento o di allontanamento mediante il cambio focale dell’obiettivo mantenendo immobile la macchina da presa.
  34. 34. Nella narrazione cinematografica oltre all’inquadratura,  vanno considerate la scena e la sequenza
  35. 35. Una scena è la più piccola unità narrativa che abbia una propria autonomia all interno all'interno di una sceneggiatura. Nella concretizzazione della sceneggiatura è la parte di spazio che deve essere i d t inquadrata da d una macchina hi d da presa cinematografica. Lo spazio teatrale e il telefilm realizzano concettualmente la stessa cosa.
  36. 36. La sequenza realizza un’azione unica di senso compiuto: La sequenza realizza un azione unica di senso compiuto:  è quindi è un’unità di azione. Può comprendere molte  scene  e molte inquadrature. Un caso particolare è rappresentato dal piano sequenza che U ti l è t t d l i h si ha quando  la sequenza è composta da una sola  Inquadratura.
  37. 37. Al termine delle riprese si passa alla fase di montaggio,  durante la quale si provvede a dare un ordine logico alla  storia, collegando le varie inquadrature. E’ una fase molto  , g q Delicata e può decidere le sorti di un film, come nel caso di Nuovo cinema Paradiso di Giuseppe Tornatore che venne  rimontato e accorciato notevolmente: ne risultò un film  rimontato e accorciato notevolmente: ne risultò un film decisamente diverso da quello montato inizialmente. Si hanno diversi tipi di montaggio: • Montaggio per stacco • Montaggio per dissolvenza • M t i lt Montaggio alternato t • Montaggio parallelo • Montaggio rapido • Campo ‐ Controcampo
  38. 38. Montaggio per stacco Si passa decisamente da un inquadratura ad un altra Si passa decisamente da un’inquadratura ad un’altra
  39. 39. Montaggio per dissolvenza Il t i di l Il montaggio per dissolvenza si realizza quando si passa i li d i lentamente da un’immagine all’altra. La dissolvenza si  può avere in chiusura, in apertura, incrociata.
  40. 40. Montaggio alternato Montaggio alternato Il t i lt t i li f d ll Il montaggio alternato si realizza facendo scorrere sullo  schermo due azioni simultanee che si svolgono in luoghi  diversi
  41. 41. Montaggio parallelo M t i ll l Col montaggio parallelo si accostano due avvenimenti  non contemporanei, suggerendo somiglianze o differenze  tutte da interpretare.
  42. 42. Montaggio rapido M t i id Co o tagg o ap do a sce a e e spe ata u a se e Col montaggio rapido la scena viene spezzata in una serie  di brevi inquadrature
  43. 43. Campo ‐ Controcampo Campo e controcampo sono spazi opposti inquadrati dalla  Campo e controcampo sono spazi opposti inquadrati dalla macchina da presa. Si utilizza questa tecnica di montaggio  per rappresentare il  variare del punto di vista in un dialogo.
  44. 44. U fil è Un film è ancora molte cose: soggetto, sceneggiaura, lt tt i regia, fotografia, colonna sonora, doppiaggio, costumi, effetti speciali … ed è il risultato del lavoro di un grande  numero di persone. Il film di Francois Truffaut  Effetto notte è un ottimo  esempio per comprendere la quantità di lavoro che c’è  dietro un prodotto cinematografico.
  45. 45. Il cinema  è anche intersezione con altre forme artistiche  come le arti figurative, il teatro, la narrativa …
  46. 46. … ma anche una continua citazione da un film all’altro …
  47. 47. … e un richiamarsi continuo fra realtà e finzione …
  48. 48. … tra fantasia e storia …
  49. 49. Il cinema e il suo linguaggio sono stati motivo di riflessione fra i pensatori. Si è detto rapidamente di Bergson, ma si p possono citare Benjamin , Adorno, Horkeimer, Deleuze, j , , , Cabrera o ricordare che scrittori come D’Annunzio compresero subito le potenzialità del cinema, mentre un grande drammaturgo come Pirandello ebbe a dire che il cinema non avrebbe avuto futuro.
  50. 50. Realizzato a scopo didattico Novembre 2008

×