IL DIALOGO PER PLATONE
Platone ha sempre rifiutato la scrittura poiché ritiene che non tutto può esserespiegato mediante essa e che i principi de...
DIALOGO                     I dialoghi di solito sono articolati in maniera organica        Doxa                          ...
IL DIALOGO COME MAIEUTICANel dialogo del Teeteto troviamo la definizione di Socrate come ostetrico che fa                 ...
Platone critica la scrittura evidenziandone i limiti e mostrando la superiorità del                                      d...
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Nella lettera VII Platone condanna la scrittura in quanto non permette diaffrontare alcuni temi, i quali non possono esser...
“ Perché Platone è sicuro che chi pretende di scriveresui principi primi non li ha compresi? “ Il filosofo confuta la pret...
“ Qualiproblemi comporterebbe la comunicazione scrittadeiprincipi primi? “Rivelare i principi a chi non è pronto a ricever...
Liceo scietifico “G.        Vailati”   A.S. 2010 – 2011     Classe III Arealizzato da E. Lunghi, M. DiGiuliomaria,G. Pagli...
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Il dialogo platonico

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Liceo Scientifico "G. Vailati" a.s. 2010 - 2011

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Il dialogo platonico

  1. 1. IL DIALOGO PER PLATONE
  2. 2. Platone ha sempre rifiutato la scrittura poiché ritiene che non tutto può esserespiegato mediante essa e che i principi della filosofia possono esserecomunicati solo con il dialogoLe sue opere sono tutte in forma di dialogo in cui Socrate è il protagonistache narra i miti. Una caratteristica degli scritti platonici è quella di nonavere conclusione (aporetici).
  3. 3. DIALOGO I dialoghi di solito sono articolati in maniera organica Doxa Ironia Maieutica(è l’opinione per (fingere di non saper (ricerca tesa a partorirela quale si arriva nulla autonomamente laalla ricerca e Ponendo una serie di verità)dunque alla domande in modoverità) da spingere l’interlocutore alla ricerca)
  4. 4. IL DIALOGO COME MAIEUTICANel dialogo del Teeteto troviamo la definizione di Socrate come ostetrico che fa partorire le anime invece dei corpi. La funzione e l’importanza attribuita al dialogo è differente Socrate: Platone: La verità può essere La verità è dentro raggiunta con la ogni individuo, in ragione, cioè con il quanto ognuno ha ragionamento, e conosciuto le idee, e dunque ognuno può il dialogo serve a scoprirla purché si ricordarle. liberi dai pregiudizi e la ricerchi.
  5. 5. Platone critica la scrittura evidenziandone i limiti e mostrando la superiorità del dialogo Mito di Theuth:• Elimina lo sforzo del ricordare e impedisce di interiorizzare il sapere• Dà solo la parvenza del sapere, poiché è assente il coinvolgimento personale• Non sa difendersi né consente di instaurare un dialogo, ma risponde alledomande sempre allo stesso modo• Il dialogo invece permette di scrivere direttamente nell’anima di chi impara,consentendo una vera formazione.
  6. 6. “ Per quale ragione il dialogo è superiore alla scrittura? “• La lettura di un testo non permette di far penetrare la scienza “nell’anima di chiimpara”• Il dialogo, prima ancora di comunicare i contenuti, consente di formarefilosoficamente. Senza questa formazione non si capisce la verità ma la si assimila
  7. 7. Nella lettera VII Platone condanna la scrittura in quanto non permette diaffrontare alcuni temi, i quali non possono essere comunicati ma solamentescoperti da ognuno dentro di sé. … Viene narrata una conversazione con Dionigi II dopo che questo scrisse, unicamente per fama, a proprio nome “ I principi primi “ che riteneva di aver compreso dal discorso di Platone.
  8. 8. “ Perché Platone è sicuro che chi pretende di scriveresui principi primi non li ha compresi? “ Il filosofo confuta la pretesa di Dionigi di poter scrivere dei principi • primi poiché è una conoscenza non comunicabile, ma deve sorgere da chi impara dopo una lunga preparazione. • Se fosse stato possibile scrivere dei principi primi, l’avrebbe fatto lui stesso.
  9. 9. “ Qualiproblemi comporterebbe la comunicazione scrittadeiprincipi primi? “Rivelare i principi a chi non è pronto a riceverli porterebbe all’illusione della•conoscenza che impedirebbe la ricerca stessa.Qui ritroviamo l’istanza socratica del “ sapere di non sapere ” comecondizione per la conoscenza, accompagnata dai rischi morali che derivanodalla presunzione di sapere.
  10. 10. Liceo scietifico “G. Vailati” A.S. 2010 – 2011 Classe III Arealizzato da E. Lunghi, M. DiGiuliomaria,G. Pagliaricci nell’ambito diun’attività di webquest coordinatadal Prof. P. Volpones

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