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David Hume

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WebquestIV A Liceo Vailati Genzano di Roma

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David Hume

  1. 1. David Hume 1711-1776 L'abitudine, la grande guida della vita umana
  2. 2. L’empirismo è la corrente filosofica nata nel seicento in Inghilterra, secondo la quale, la conoscenza umana deriva esclusivamente dai sensi e dall’ esperienza . I maggiori esponenti dell’empirismo furono John Locke, George Berkeley e David Hume. A differenza del razionalismo, l’empirismo sostiene che tutta la conoscenza viene acquisita dalla nostra coscienza tramite sensazioni interne o esterne. L’oggetto primario della filosofia di Hume è la natura umana , in quanto tutti gli ambiti della conoscenza possono essere definiti solo in riferimento ad essa. Egli vuole offrire infatti un’analisi sistematica delle varie dimensioni che la costituiscono: dalla morale alla politica, dalla ragione al sentimento. Avanti
  3. 3. «Non c’è questione di qualche importanza, la cui soluzione non sia compresa nella scienza dell’uomo, e non c’é nessuna che possa venire risolta con certezza se prima non la padroneggiamo.» ( Trattato sulla natura umana, Introduzione ) Avanti
  4. 4. La vita Le opere Il pensiero Ad opera di…
  5. 5. La vita Le opere Ad opera di… Il pensiero
  6. 6. David Hume nasce il 26 aprile del 1711 a Edimburgo ed una volta cresciuto si dedica allo studio delle materie letterarie. In un periodo della sua vita decide di dedicarsi al commercio ma in seguito sceglie di trasferirsi in Francia dove soggiorna dal 1734 al 1737 per proseguire i suoi studi e dove redige il suo Trattato sulla natura umana che pubblicherà tra 1739 e il 1740. Impegnato nella vita politica dell’epoca, scrive numerosi saggi su argomenti di attualità, che vengono raccolti durante il 1742 nell’opera Saggi morali e politici . I testi politici di Hume hanno subito una rapida diffusione e lo rendono in poco tempo il massimo esponente dell’illuminismo empirista britannico. Avanti
  7. 7. Tra il 1745 e il 1748 ricopre diversi incarichi politici. Nel 1752 ottiene un posto di bibliotecario alla facoltà di diritto di Edimburgo ed ha così la possibilità di dedicarsi ai suoi studi personali e dare inizio alla compilazione di una Storia d'Inghilterra e della Ricerca sui principi della morale . Nel 1757 pubblica la Storia naturale della religione . Prima aveva composto i Dialoghi sulla religione Naturale , che però furono pubblicati postumi, tre anni dopo la sua morte. Nel 1763 ricopre l’incarico di ambasciatore inglese a Parigi, città nella quale resta fino al 1766 e dove frequenta illuministi e conosce J. J. Rousseau. In seguito Hume lo ospita in Inghilterra, ma ben presto, a causa del pessimo carattere di Rousseau e delle sue manie di persecuzione, l'amicizia si guasta. Dal 1769, raggiunta la sicurezza economica, inizia a scrivere una autobiografia conducendo un’esistenza agiata nella sua città natale fino al 25 agosto del 1776, il giorno in cui muore. Il pensiero Sommario Le opere
  8. 8. Trattato sulla natura umana Dialoghi sulla religione naturale Sommario Altre opere
  9. 9. Trattato sulla natura umana Dialoghi sulla religione naturale Sommario Altre opere
  10. 10. La politica Il processo conoscitivo Lo spazio e il tempo La scienza L ’ estetica Sommario La religione La credenza nel mondo esterno La credenza nell’Io La critica al principio causa-effetto La morale
  11. 11. La politica Il processo conoscitivo Lo spazio e il tempo La scienza L ’ estetica Sommario La religione La credenza nel mondo esterno La credenza nell’Io La critica al principio causa-effetto La morale
  12. 12. -Saggi morali e politici, 1741- Pubblicati al suo ritorno in Inghilterra fanno guadagnare al filosofo un discreto successo fra i suoi contemporanei, che però non basta a fargli trovare una cattedra. -Ricerche sui principi della morale, 1751- Attraverso il suo scetticismo, Hume, elabora una nuova visione della morale, non più vista come l’osservanza di precetti e di insegnamenti ma bensì come una pulsione verso il benessere della società. Avanti Indietro
  13. 13. -La rivoluzione scettica,1971- Espressione dello scetticismo di David Hume, sul quale si basa tutto il pensiero e tutte le dimostrazioni, processi logici che faranno di questo filosofo un padre dello scetticismo moderno. Sommario Le opere -Le regole del gusto, 1981- Saggio sulla soggettività dei gusti delle persone, delle popolazioni e delle comunità. Ma il filosofo non si ferma a questo, che risulta solo uno spunto per analizzare il problema del Bene e del Male i fondamenti delle regole del gusto e negare l’esistenza di regole create e giuste a posteriori.
  14. 14. Il Trattato sulla Natura umana si divide in tre sezioni tematiche separate in altrettanti libri: Avanti Quest’opera viene scritta da David Hume durante il suo soggiorno in Francia, nel periodo fra 1734 e il 1737 e viene in seguito pubblicata tra il 1739 il 1740. L’opera non riscuote un grande successo fra i contemporanei dell’autore. Libro dell’intelletto Libro delle passioni Libro della morale
  15. 15. IO Avanti Nella prima parte Hume spiega : Le idee sono connessioni logiche tra dati sensibili. Lo spazio e il tempo sono astratti. Al di fuori di dimostrazioni umane Come anche Il problema dell’ Percepito sono nell’atto del pensare. Conosciamo solo successioni di fenomeni che vengono collegati per abitudine.
  16. 16. Sommario Le opere Nella seconda parte Hume analizza: Il comportamento degli uomini Schiavi delle passioni e spinti a condividere emozioni e sentimenti Nella terza e ultima parte dell’opera l’autore “rinnega” ancora una volta l’importanza della ragione affermando che le distinzioni morali derivino anch’esse da impulsi dell’animo umano.
  17. 17. Avanti Quest’opera viene scritta durante l’incarico di Hume come bibliotecario ad Edimburgo e verrà poi pubblicata nel 1770. <ul><li>Il filosofo decide di utilizzare la forma del dialogo in modo </li></ul><ul><li>Da rendere meglio le idee espresse </li></ul><ul><li>Da poter meglio celare la sua posizione ed evitare critiche e censure </li></ul>Le idee messe a confronto sono quelle supportate da: Filone sostenitore dello scetticismo metodico. Cleante teista ed empirista. Demea difensore dell’apriorismo e dell’evidenza dimostrativa.
  18. 18. Sommario Le opere Le discussioni principali vertono su : La dimostrazione dell’esistenza di Dio Affrontata da Cleante per analogie. Il problema di causa ed effetto. Nulla è certo, ma tutto è frutto di connessioni logiche operate dagli individui Concluso da Filone La religione e la sua utilità.
  19. 19. Particolari Astratte: nascono dall’abitudine Collegate alla mente tramite il principio di associazione Costituiscono il limite dell’immaginazione Il pensiero Le conoscenze Impressioni: pi ù vivide, acquisite tramite l’esperienza Idee: ricordo indebolito delle impressioni
  20. 20. “ Col termine impressione , dunque, intendo tutte le nostre percezioni più vivide, quando udiamo, o vediamo, o sentiamo, o amiamo, o siamo, o vogliamo. E le impressioni sono distinte dalle idee, che sono le percezioni meno vivide, di cui siamo coscienti quando riflettiamo su una delle sensazioni o degli atteggiamenti sopra ricordati.” ( Ricerca sull’intelletto umano , II) Indietro
  21. 21. Uno dei più importanti risultati conseguiti da Hume è sicuramente la critica del concetto di causa . Questa critica nasce dall’analisi dei vari tipi di conoscenza. Le conoscenze si distinguono in due classi: Avanti L’idea di questa relazione implica per Hume tre elementi: una contiguità una successione che tale successione sia necessaria . Ciò che consente tali affermazioni è la relazione di causa-effetto. <ul><li>conoscenze di semplici relazioni di idee , fondate su basi certe; </li></ul><ul><li>conoscenze di materie di fatto , su cui l’uomo fa affermazioni che superano l’esperienza diretta </li></ul>
  22. 22. La legge di causa-effetto non è una legge oggettiva, ma è basata semplicemente su una credenza istintiva, frutto di abitudine . L’idea di causalità perde così per Hume ogni valore razionale, dimostrativo, oggettivo e ne acquista uno per così dire emotivo, sentimentale, irrazionale. Il pensiero Tuttavia nell’esperienza non vi è alcuna traccia dell’ultimo elemento . Dialoghi
  23. 23. La credenza è un sentimento naturale. Essa è dovuta semplicemente alla vivacità e all'intensità della impressioni. Il pensiero Ciò che arriva alla nostra mente sono solo immagini veicolate dai sensi, e che non c’è alcun rapporto immediato tra le immagini e l'oggetto. La sola realtà di cui possiamo avere certezza è quella ricavata dall’esperienza. Gli uomini credono che esista un mondo esterno e che sia indipendente dalle impressioni che essi ne hanno. Sono tratti a credere nell'esistenza continua delle cose che comunque sussisterebbero, anche se non ci fosse più nessuna creatura umana a percepirle. Per la coerenza e la costanza di certe impressioni
  24. 24. Le nostre idee derivano da impressioni e di conseguenza anche l’idea di Io deve necessariamente derivare da un’impressione. Occorre poi dire che tutte queste impressioni sono distinte e separate secondo Hume. L’Io invece è impossibile percepirlo isolatamente. Avanti Perché allora attribuiamo un’identità sola a sensazioni distinte e mutevoli? Bisogna soffermarsi sul fatto che la mente tende a confondere il termine “ identità ” con il “ susseguirsi di oggetti in relazione ”. Anche l'identità dell'Io , come quella delle cose, è fittizia. Quello a cui si riduce l’io è un semplice flusso di diverse percezioni , che si susseguono con notevole rapidità e variabilità, in un movimento ricorrente .
  25. 25. <ul><li>L’“ identità ” è l’idea distinta di un oggetto che rimane sempre uguale a sé stesso; </li></ul><ul><li>La “diversità ” è l’idea distinta di oggetti differenti legati da una connessione; </li></ul><ul><li>Quest’ultima agevola il passaggio della mente da un oggetto all’altro e lo rende così piano come se si contemplasse un oggetto solo e continuo. </li></ul>In questo contesto, la memoria svolge un ruolo fondamentale, in quanto scopre l’identità e la crea. È quindi la nostra mente ad “unire” le idee grazie a dei principi associativi quali “ somiglianza ”, “ contiguità spazio-temporale ”, “ casualità ”, quindi ciò che noi sperimentiamo come Io è soltanto un fascio di percezioni che si susseguono nel tempo. Il pensiero Trattato
  26. 26. Hume si pone l’intento di analizzare la religione stessa in relazione alle caratteristiche della natura umana, come di consueto nella sua filosofia. A tal proposito ricordiamo due opere: La Storia naturale della religione , del 1757, e i Dialoghi sulla religione naturale , pubblicati postumi nel 1779. Avanti <ul><li>Nella prima opera indaga: </li></ul><ul><li>l’origine, ricondotta al sentimento derivante dalla caducità dell’esistenza e che si radica quindi nell’uomo per interessi vitali; </li></ul><ul><li>lo sviluppo della religione; </li></ul>“ A noi è nota una piccolissima parte di questo grande sistema, per un piccolissimo lasso di tempo, in modo molto imperfetto. Come potremmo, su queste basi, pronunciarci in modo conclusivo sull’origine del tutto?&quot;
  27. 27. Politeismo Si trova alla base di ogni religione. Nasce dai sentimenti umani, e nonostante autorizzi pratiche più barbare, è tollerante per le varie religioni. Monoteismo Per la tendenza ad adulare la divinità al fine di avere vantaggi, l’uomo ha attribuito poteri illimitati e infinità ad unico essere, arrivando quindi al monoteismo . Trova la sua radice nell’osservazione razionale della natura e sebbene presenti un modello perfetto di divinità, è caratterizzato dall’intolleranza per le altre religioni. Avanti
  28. 28. <ul><li>Per quanto riguarda invece i Dialoghi Hume prende in esame le principali prove razionali utilizzate per provare l’esistenza di Dio: </li></ul><ul><li>Prova a priori : vuole derivare l’esistenza di Dio, partendo dalla stessa idea di Dio; </li></ul><ul><li>Prova cosmologica : tenta di giungere a Dio partendo da legami causali che si riscontrano in natura; </li></ul><ul><li>Prova che parte dall’ordine del mondo : dalla costatazione di un’opera artificiale si risale al suo artefice; </li></ul>L’autore biasima l’assenza di un fondamento deduttivo , dato che le prove ricorrono al principio di causa, concetto non razionalmente giustificato. Il pensiero Tuttavia Hume ammette che la prova che parte dall’ordine del mondo s’impone con forza e immediatezza nell’uomo, che è quasi impossibile non esserne presi spontaneamente. Dialoghi
  29. 29. Avanti Esistono dei limiti alla nostra mente Impediscono La formazione di idee dell’infinito Poiché la nostra mente non può “dividere” un’idea infinitamente. Essa può solo concepire l’idea di estensione , ma non di un’estensione divisibile all’infinito. Dunque Esiste solamente l’ unità , perfettamente indivisibile, che dà origine a tutti i numeri.
  30. 30. Il pensiero Questo ragionamento può essere utilizzato per spiegare l’esistenza e l’indivisibilità del Tempo Insieme di parti congiunte ma distinte Le quali non possono coesistere, essendo il tempo unico. Se le dividessimo Otterremmo parti differenti coesistenti … Impossibile Lo stesso ragionamento si può estendere anche allo Spazio , poiché esso è unico e inscindibile analogamente al tempo. Trattato
  31. 31. La tesi fondamentale di Hume è che i principi della politica non possono essere dedotti da teorie generali, ma devono essere ricavati dall’esperienza. Avanti Hume inoltre critica la teoria del contratto originario ed anche quella dell’obbedienza passiva. Occorre quindi partire dall’analisi della Società Conseguenza di impulsi e sentimenti che permisero la nascita delle comunità Tendenza alla socievolezza, intrinseca nella natura umana, che si manifesta in primo luogo come impulso sessuale e porta dunque alla costituzione della famiglia
  32. 32. Il filosofo adduce come prova che quasi tutti i governi sono stati fondati su usurpazioni, conquiste o rivoluzioni , senza pretendere il consenso o la volontaria soggezione da parte del popolo. Hume continua facendo una divisione fra i doveri che si possono distinguere nella società: Il pensiero Soffermandoci su quest’ultimi, Hume afferma che non nascono, come sostiene la dottrina del contratto sociale, dall’obbligo di fedeltà al patto originario, ma dall’esigenza di mantenere in vita la società. <ul><li>i doveri che invece sono frutto di dogmi e obblighi; </li></ul><ul><li>i doveri che derivano da un istinto naturale, dall’egoismo e dalle passioni; </li></ul>
  33. 33. Secondo Hume alla base delle considerazioni estetiche vi è il sentimento. La bellezza infatti può essere definita soltanto attraverso il gusto. La condizione umana che rende possibile l’apprezzamento della bellezza è, per Hume, in particolar modo la delicatezza dell’immaginazione. In particolare, attraverso l’esperienza, il gusto si affina sempre di più, e quindi l’attitudine di comprendere il bello e di goderne, diventa sempre più immediata. Il pensiero “ La bellezza non è una qualità delle cose stesse: essa esiste soltanto nella mente che le contempla ed ogni mente percepisce una diversa bellezza. “ Si parla di una bellezza soggettiva o oggettiva?
  34. 34. Verit à di ragione : costruite sul principio d’identit à e non-contraddizione Verit à di fatto: il contrario è sempre possibile solo la credenza induce a non porsi il dubbio Il pensiero Le conoscenze Universali: aritmetica, algebra, matematica Particolari: chimica, fisica, metafisica…
  35. 35. <ul><li>&quot;Se ci capita per le mani qualche volume , per esempio , di teologia o metafisica scolastica , domandiamoci : Contiene qualche ragionamento sperimentale su questioni di fatto e di esperienza ? No. E allora gettiamolo nel fuoco , perchè non contiene che sofisticherie e inganni. ” </li></ul>
  36. 36. L’indagine sull'etica di Hume inizia con uno studio minuzioso delle Avanti passioni Sono impressioni, esperienze, e come tali sono simili alle semplici percezioni, con la differenza che le passioni sono frutto di una riflessione conseguente ad un’esperienza sensibile Su di esse non può agire la ragione né per provocarle né per frenarle. La ragione rimane schiava delle passioni La facoltà che le condivide è il principio della “simpatia” Alla base del sentimento morale, che ha permesso la creazione delle aggregazioni comunitarie
  37. 37. Importante è anche la differenziazione tra virtù e vizio , che Hume tratta dicendo che non esiste alcun principio morale che guidi il modo di agire. Alla base di ogni moralità vi è per Hume un sentimento che ogni uomo ritrova spontaneamente in sé. In virtù della sua stessa natura, l'uomo prova, infatti, un senso di piacere e di appagamento quando assiste a un'azione virtuosa, così come prova dispiacere e difficoltà alla presenza di un misfatto. Il pensiero Trattato
  38. 38. A.S. 2009 – 2010 Liceo Scientifico “G. Vailati” di Genzano di Roma Classe IV A La presentazione è stata realizzata da Francesca Fornelli, Luca Bonetti, Chiara Lalli, Cristina Peppi nell’ambito di un’attività di Webquest coordinata dal Prof. Pietro Volpones. Insieme alle presentazioni gli studenti hanno realizzato un ebook reperibile al seguente indirizzo web: http://www.liceovailati.it/doceboKms/index.php?modname=documents&op=download&treeid=170&cvid=338

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