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Alunno: “Le città sono formate da... case abit...
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di Anna Cattarin, Angelica Di Noi, Gioia Nardi (2A)
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di Gioliya Yu e Oumayma Rhris (2B)
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Ricetta di priRicetta di primaveramavera
di Eva Voltarel, Ylenia Niceforo (1A) Matteo Q...
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scoprirai cose nuove e piacevoli su...
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rispetto al 2011 ,infatti gli inventori sono ...
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Aspettando l’estateAspettando l’estate
di Marco Marchin (3D)
La bella stagione sia per ...
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presentazione dei giocatori a inizio partita è molto
realistica e la faccia dei giocato...
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abili e i più esperti. Il protagonista si chiama
Prophet ed è un soldato che si vuole v...
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mio lavoro è talmente stressante che vorrei
piangere. Mi capita di non trovare sufficie...
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Una ginnasta tra noiUna ginnasta tra noi
di Adalgisa Scarcia (2A)
Lei è Viola, la mia c...
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Io: Qual è la tua medaglia o coppa per te più
significativa?
Viola: La mia medaglia più...
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* Nel tuo stile, sei stato influenzato da qualche
scrittore?
V. - Sì, da Stefano Benni,...
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La moda fai da teLa moda fai da te
di Alexia Cautis (3C)
Vi è mai capitato di guardare ...
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Eva - Psy, è questo il tuo vero nome??
Psy - Il nome Psy è un nome d’arte che ha origin...
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AmiciziaAmicizia
di Eva Voltarel (1A)
Amicizia...
una parola molto usata
ma non sempre ...
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L’angolo dellL’angolo della postaa posta
di Ylenia Niceforo (1A), disegno di Mattia Bar...
maggio 2013 – Anno 1 – numero 0
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Parole d’amoreParole d’amore
di Eva Voltarel (1A), disegno di Mattia Barzi (1D)
BASTAVI...
maggio 2013 – Anno 1 – numero 0
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È solo un attimoÈ solo un attimo
di Elisa Bisetto (2D)
Tante volte, durante la nostra v...
maggio 2013 – Anno 1 – numero 0
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Insalata di FiabeInsalata di Fiabe
di Beatrice Pozzobon (1A)
C'era una volta un bimbo c...
maggio 2013 – Anno 1 – numero 0
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Sn@ck News # mordi la notizia - Alboscuole

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giornale studentesco on-line su Alboscuole della scuola media Don Milani di Maserada sul Piave (TV) - prodotto dalla cooperativa scolastica UNION DREAM - versione cartacea del numero inaugurale stampata con il fundrowding dei genitori della classe 1^A
a.s. 2012/13 prof.ssa Roberta Reginato

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Sn@ck News # mordi la notizia - Alboscuole

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  2. 2. maggio 2013 – Anno 1 – numero 0 2 S.o.S. La RedazioneS.o.S. La Redazione Eva Voltarel e Ylenia Niceforo (1A) Whe raga! Siamo proprio noi, gli S.o.S. Straordinari Originali Studenti, i giornalisti della redazione di SN@CK NEWS.  Le ragazze sono le magnifiche sei, mentre i ragazzi sono i magnifici cinque e insieme formiamo i fantastici undici. Visto a cosa serve la matematica!? Ma per non far torto ai proff. di italiano, in rima ci presentiamo!   LE MAGNIFICHE 6 - La rompiscatole Pozzobon Beatrice è un'adorabile sognatrice; la sua amica Mattiuzzo Tabita di sondaggi è una gran patita; la silenziosa Bettamin Alice ha lo sguardo da ispirata scrittrice; Niceforo Ylenia è solare e le piace fantasticare; Voltarel Eva, la creativa, è sempre molto esplosiva; Atzeni Giada, per ben finire, non fa la diva ma è una super sportiva.   I MAGNIFICI 5 - Quel simpaticone di Pillon Simone è un secchione furbacchione; Mattia Bianchin è un gran compagnone e fa cin-cin; quel chiacchierone di Matteo Quinto, scrive barzellette e non si dà mai per vinto; Cristopher Villanova, zitto zitto, sulla tastiera batte convinto; e con i suoi disegni Barzi Mattia ci fa volare con la fantasia. Che scelta difficile!Che scelta difficile! di Simone Pillon (1A) e Mattia Bianchin (1B) Quest’anno noi del laboratorio di Giornalismo abbiamo dovuto affrontare una dura scelta: che titolo dare al nostro giornalino? Fin dall’inizio del laboratorio, avevamo cominciato a proporne alcuni ma, dopo l’idea di coinvolgere tutta la scuola in questa ricerca, la scelta è diventata più facile. Dopo un’attenta riflessione, ascoltando il parere di compagni e amici, abbiamo scelto: SN@CK NEWS # mordi la notizia, perché richiama il fatto che è un giornalino di facile lettura, veloce come uno snack e da leggere nei momenti di pausa come la ricreazione. Ecco a voi gli altri titoli proposti: Mega mini forte! - School news - Mini maxi Il registratore sotto il banco - Le news dei ragazzi I pettegolezzi della scuola - Don Milani times Notizie nello zaino - La venticinquesima ora Voci di corridoio - Noi e voi protagonisti Fuori classe - Articoli spaziali - Fuori orbita L’Imprevisto - La seconda ricreazione - Raga news I love Don Milani - Tutti fuori - Tempera notizie Volanotizie - L’astuccio chiacchierone - Fiol news La mosca nell’astuccio - La penna magica Un panino di notizie - La scatola dei gessi Ragazzi tra le nuvole - Come un libro aperto La scuola sull’albero - Nevicano news – 366° giorno Bianchetto rosso - Voci dal salone - Whe! ragazzi! Vortice di notizie - Guardandoci dentro Ragazzi alla riscossa - Appiccica notizie
  3. 3. maggio 2013 – Anno 1 – numero 0 3 Cinquant’anni e…Cinquant’anni e… non linon li dimostradimostra di Edoardo Mazzonetto e Diego Pozzobon (1A) Noi studenti del laboratorio di storia del professor Alberto Carniel stiamo preparando la mostra per il 50° anniversario della nostra scuola, fondata nel 1962. Cerchiamo e organizziamo documenti storici che ricordino tutti i 50 fantastici anni di questa scuola media. Il laboratorio consiste nel creare cartelloni, grafici, tabelle e nel raccogliere materiale storico della scuola, il quale verrà esposto alla fine della scuola. Nei cartelloni vengono inserite poi le foto con le didascalie. Ogni giovedì a gruppi di tre persone creiamo nuovi cartelloni e, spulciando fra le tantissime foto che abbiamo, scegliamo quelle che evidenziano al meglio i laboratori fatti negli anni, a partire dal laboratorio fotografico fino ad arrivare a quello di robotica. Siamo inoltre andati a rovistare negli archivi della scuola per scoprire nei vari anni come sono cambiate le classi, sia nella composizione che nei numeri. Durante queste esplorazioni, ogni tanto giochiamo di nascosto ad appenderci delle lunghe strisce di carta come coda e questo, anche se dura poco, ci diverte molto. Puntiamo ad aumentare il materiale in nostro possesso anche con testimonianze, vecchio materiale scolastico e pagelle degli anni passati. Ci auguriamo di vedervi tutti alla presentazione della mostra e che anche voi ne rimaniate entusiasti come questa stupenda avventura ha incuriosito ed entusiasmato noi. Pagella d’epoca LO SAPEVATE CHE…  Il minor numero di classi nella nostra scuola è stato di sole 2 nel 1962-63;  il maggior numero di classi è stato invece di 16 nel 1984-85;  il nostro record di Presidi fino ad oggi è di 14.
  4. 4. maggio 2013 – Anno 1 – numero 0 4 Union Dream, stareUnion Dream, stare insieme con fantasiainsieme con fantasia di Eva Voltarel e Ylenia Niceforo, dal blog (1A) Prima o poi, ognuno di noi nella propria vita dovrà imparare a collaborare per creare un mondo migliore, perché siamo noi ragazzi a decidere come sarà il futuro. Per questo, noi della classe 1^A abbiamo imparato le fondamentali regole per poter formare una cooperativa nella nostra scuola, grazie al Progetto Itaca con l'educatrice Cecilia Zuppini. Ma cos’è una cooperativa? È una libera associazione di cittadini, i quali si propongono di esercitare solidalmente determinate attività economiche senza fini di lucro. Noi ragazzi, per capirlo meglio, a scuola abbiamo fatto giochi e riflessioni, che abbiamo raccolto in un blog di classe con le nostre foto e commenti. Nel primo incontro, abbiamo conosciuto Cecilia e abbiamo fatto un gioco molto coinvolgente; lo scopo del gioco era cercare di collaborare senza usare le parole e... ci siamo riusciti! Giochi cooperativi nella classe 1^A Nel secondo incontro abbiamo giocato al “Cooperquiz”, un modo divertente per ripassare insieme i principi su cui si fonda una cooperativa. Nel terzo e nel quarto incontro abbiamo disegnato e ritagliato delle mani di carta per fare il nostro patto e abbiamo scelto l'oggetto sociale della nostra cooperativa, cioè le attività che vogliamo realizzare per creare collaborazione tra noi studenti, insegnanti e genitori. Come prima cosa stiamo creando un Giornalino dei Ragazzi. Nel quinto abbiamo analizzato lo statuto ed esposto a voce i vari articoli. I soci fondatori al Meeting delle coop. scolastiche Nel frattempo abbiamo anche partecipato anche al Meeting provinciale delle cooperative scolastiche, che ci ha fatto scoprire le attività delle altre scuole medie e superiori. Insieme a noi c'erano i compagni del Laboratorio di Giornalismo, la prof.ssa Reginato e la prof.ssa Elena Strada con i rappresentanti dei Laboratori di Teatro, Video-editing e Tessitura. Infine, abbiamo avuto un incontro con un dipendente del Centro Marca Banca che finanzia questo progetto per le scuole. Il signor Bozzolan ci ha spiegato come si concretizzano i valori del credito cooperativo anche attraverso la beneficenza e l'aiuto ad associazioni sportive, scuole, parrocchie e associazioni.
  5. 5. maggio 2013 – Anno 1 – numero 0 5 L’unione fa la forza!L’unione fa la forza! di Eva Voltarel e Ylenia Niceforo (1A) Così, incontro dopo incontro, abbiamo imparato sempre più cose e adesso siamo a un passo dal fondare una nostra cooperativa. Infatti, abbiamo già eletto le nostre varie cariche sociali (presidente, vicepresidente, consiglieri) e proprio lo stesso giorno in cui il parlamento italiano stava eleggendo il nostro presidente della Repubblica. Dopo di che è arrivato il momento di scegliere il nome: abbiamo cercato un titolo che esprimesse questi concetti: Fantasia, Creatività, Allegria, Amicizia, Unione, Aiuto, Andare d'accordo, Collaborare, Tante individualità, Tante idee, Tante attività. E quale nome migliore di: UNION DREAM per esprimerle?! Dall'inglese: sognando di essere uniti. E come logo abbiamo scelto un arcobaleno di stelle. Il prossimo 25 maggio festeggeremo la fondazione della nostra cooperativa e speriamo che tutti voi studenti vogliate diventare soci e partecipare da protagonisti alla vita della nostra bellissima scuola. Mitica classe 1^A, fondatrice di UNION DREAM I commentiI commenti dal blog della classe 1^A Ecco alcuni commenti dei nostri compagni sull'esperienza, postati sul nostro blog di classe. Simone: questa attività mi ha fatto riflettere su quanto sia importante collaborare e mi è servito per riconoscere che chiunque può avere un proprio ruolo nella scuola. Ylenia: i vari giochi ci hanno dimostrato che se vogliamo ottenere qualcosa possiamo riuscirci. Diego: E' un ottimo sistema quello di essere divisi in gruppi ed ad ogni gruppo venga assegnato un argomento diverso dello statuto dell'ACS, così lo impariamo meglio e possiamo farlo imparare agli altri. E penso che alcune regole credo che possano essere adoperate nella vita quotidiana. Federica: quando mi è stata proposta l'idea di fondare con tutti voi questa associazione ero felice e sapevo che sarebbe stata un successo, perché forte è il nostro spirito di squadra. Lara: come socio fondatore di questa cooperativa sono entusiasta di aver eseguito un lungo percorso per poi arrivare ad avere una nostra cooperativa. Io darò il meglio di me e cercherò di aiutare in qualsiasi modo sia necessario. Diventa anche tu socio di UNION DREAM: potrai partecipare alle assemblee studentesche e dire la tua! Quota associativa: 1 euro
  6. 6. maggio 2013 – Anno 1 – numero 0 6 Cari adulti vi scrivoCari adulti vi scrivo di Denise Cracco (2D) Carissimi adulti, professori e genitori, vi voglio parlare della difficoltà che abbiamo noi ragazzi a svolgere tutte le nostre attività come la scuola, lo sport e il catechismo, oltretutto con la pretesa che dobbiamo svolgerle al meglio. In poche parole: siamo troppo impegnati. E il poco tempo che ci rimane, pretendete pure che leggiamo libri. La domenica è l’unico giorno libero che abbiamo, ma perché lo sia veramente dobbiamo fare gli straordinari durante la settimana per prenderci avanti con i compiti. Dovete capire che abbiamo bisogno di più tempo libero per rilassarci e guardare la televisione. Lo so che tutto questo impegno è giusto e serve per il nostro futuro ma, se qualche volta prendiamo un sei invece dell’otto, almeno provate a capire che non finisce il mondo. Cordiali saluti da Denise Stress da studioStress da studio di Lisa Zuliani (2D) Cari amici, oggi ormai, per tutti noi, lo studio è diventato uno stress quotidiano soprattutto quando bisogna studiare per prepararsi ad una verifica e per questo penso che tutti cerchino un modo per combatterlo o almeno diminuirlo. Dunque, io vi propongo un sistema che, come funziona per me, spero funzioni anche per voi: la musica! Ascoltarla prima di cominciare a studiare o mentre studiate (ma solo di sottofondo), vi può rilassare, tranquillizzare, rendendovi lo studio piacevole ed interessante proprio come dovrebbe essere. La musica però vi deve piacere, ma non deve essere né di quelle forti, né di quelle che vi facciano addormentare. Buono studio a tutti voi. I 10 comandamentiI 10 comandamenti dello studentedello studente di Marta Piccoli (1C), Mattia Gava (1A), Margherita Mattiuzzo (1D) Dal laboratorio di Metodo di Studio, 10 regole per sopravvivere alla scuola ed essere felici. 1° - Non avrai altra scuola al di fuori della Don Milani! 2° - Non rubare i compiti agli altri, ne hai già troppi!!! 3° - Non dire cavolate durante le interrogazioni altrimenti ti prendi un ‘bel’ 4! 4° - Fare i compiti è legge altrimenti ti beccherai una crocetta! 5° - Devi impegnarti al massimo altrimenti potrai essere bocciato! 6° - Organizzati bene con i tempi, per non ritrovarti a studiare fino alle 23.30! 7° - Fatti piacere le materie che non ti piacciono, così l’ora in cui le avrai passerà velocemente. 8° - Prendi bei voti solo per te e per nessun’altra persona, la via è tua e il tuo futuro sarà decisamente migliore! 9° -Impegnati: la scuola è il tuo lavoro!!! 10°- PRIMA IL DOVERE POI IL PIACERE. … E BUONO STUDIO ^o^
  7. 7. maggio 2013 – Anno 1 – numero 0 7 La sete gluLa sete glu--gluglu di Ilyas Elmansouri e Abdoul Aziz Nombre (2B) Questa canzone è stata scritta e inventata da Abdoul Aziz e da Marco Pozzobon durante un’ora di supplenza con la prof. Reginato, perché Abdoul si era dimenticato di andare in bagno. Volete sapere com'è andata? Era una bella giornata di sole e Abdoul, correndo e giocando nell’intervallo, si era dimenticato di andare a bere e, tornato in classe, ha avuto molta sete. Allora ha chiesto alla prof. Reginato di andare in bagno e la professoressa, seguendo le regole della scuola, gli disse di no. Abdoul insisteva tanto ma la prof. non lo lasciava uscire così, per fargli passare la sete, lo mise a scrivere una canzone con Marco Pozzobon ai testi e Matteo Breda alle percussioni. La canzone è stata divertente e Abdoul non è morto di sete! Glu, Glu, Glu, L’acqua va giù Abdoul non beve più più, più, più. Glu, Glu, Glu, Acqua non berrò Io te lo chiedo E tu mi dici di no No, no, no! Suona la campana E io ti dico di sì Sì, sì, sì!! Glu, Glu, Glu Le sete non c’è più Oh yeah! Lo stress da studio secondo Christian Savian (1A) Top10 delle cavolateTop10 delle cavolate da cura di Giorgio Casella (1D) Noi ragazzi della 1^D con la prof.ssa Diotallevi scriviamo le cavolate che diciamo durante le interrogazioni di storia e geografia. Queste sono le cose buffe che riusciamo ad inventare. Fatevi una bella risata! 1: nei comuni medievali il potere era del popolo ciccione invece i poveri facevano parte del popolo minuto 2 : nei 3 stati di aggregazione dell’ acqua esiste l’acqua in forma potabile 3: durante il periodo di calo demografico bisognava essere molto veloci per prendere le noci nella foresta 4: si costruiscono strade mentre cambia il territorio romano 5: la croce che veniva data nella cerimonia di investitura era simbolo della chiesa 6: in Europa c’è un grande porto, quello di Sidney 7: la Spagna e l’Africa sono divise dallo stretto di Messina 8: i libri venivano scritti dagli scrittori per difendersi dai nemici 9: fra il XI e il XV ci sono 4 anni 10: Salisburgo è un elemento del sale 11: la pianura padana e’ di origine allungata,
  8. 8. maggio 2013 – Anno 1 – numero 0 8 12: nelle case dei più ricchi c’era un piccolo fosso come bagno 13: la longitudine si misura in km, i paralleli sono strisce 14: una lingua germanica è il romanesco 15: Roma è una città con le saline 16: nei paesi arabi esiste la religione islamista 17: la terra esegue due movimenti quello orale e quello circolare 18: la terra impiega 24 ore a fare il giro intorno al sole 19: le crociate finirono nel 2700 20: Costantinopoli fu assassinata due volte Scuola sì, scuola noScuola sì, scuola no di Veronica Moratto (2B) Studenti di tutto il mondo, maschi e femmine, grandi e piccoli, asini e secchioni... ascoltatemi! Sicuramente almeno una persona nella vostra vita vi avrà detto che la scuola è importantissima, che è fondamentale e interessante, ma io sono pronta a scommettere che la maggior parte di voi abbia negato tutto e non abbia creduto nemmeno ad una parola. Beh, è così che la pensate? Ecco cosa farò: sono pronta a farvi cambiare idea con delle semplici informazioni, che è bene che voi non dimentichiate fino alla fine dei vostri giorni, sui vantaggi di andare a scuola. Punto uno: gli amici. Contate tutti gli amici che avete. Quasi tutti li avete conosciuti a scuola. È grazie alla scuola se si trovano gli amici e questa è già una cosa importante, quindi non dovete detestarla. Punto due: se ti impegni a studiare sai molte cose, se sai molte cose gli altri ti credono un genio. Pensateci: non è fantastico essere considerati un genio? Punto tre: finita la scuola, cosa farò? Se uno studente ha usato il cervello ed è andato bene a scuola non avrà problemi a trovare qualcuno che lo assuma per lavorare. Ma mettiti nei panni dell'imprenditore che cerca operai: assumerà il ragazzo che non è mai stato bocciato o quello con la media del quattro? Punto quattro: stare a casa non è meno noioso che stare a scuola. Anzi: trovate il tempo di ridere e di scherzare anche mentre fate lezione, invece a casa o mangiate o guardate la televisione. Punto cinque: i genitori. Andare a scuola è una salvezza per voi. Provate a immaginare quanti mestieri di casa vi obbligherebbero a fare. Se andate a scuola, invece, avete la scusa di fare i compiti ed è molto meglio che pulire il pavimento o lavare i piatti, credetemi! Punto sei: riguarda ancora i genitori. Se prendete un bel voto in una verifica o un'interrogazione vi faranno i complimenti e vi premieranno certamente, motivo in più per studiare. Punto sette: i voti. Andare a scuola significa appezzare sia un 4 che un 10, perché così sai se hai studiato abbastanza. Punto otto: palestra. Puoi giocare ai giochi che preferisci come calcio, basket, pallavolo e palla guerra. Non vi ho ancora convinto Pazienza. Questi vantaggi li avranno solo i ragazzi che mi hanno ascoltata mentre gli altri, che si arrangino! Sono comunque felice di aver potuto dirvi gli otto principali vantaggi dello studio... e spero davvero che vi siano utili!!
  9. 9. maggio 2013 – Anno 1 – numero 0 9 Il Rap dello studenteIl Rap dello studente di Christian Bonolo (1D), Beatrice Ulliana (1C), Giorgia Severin (1B)) Il metodo dello studente è assai intelligente Per concentrarti, il tavolo devi prepararti, tutte le cose che ti possono disturbare devi levare e poi metterti a lavorare. Concentrati mentalmente e non fare mille cose contemporaneamente! PER IMPARARE BISOGNA STUDIARE ;-) Se le verifiche vuoi superare Prendi il libro e mettiti a studiare. Se vuoi un consiglio primi di iniziare Pianifica le cose che hai da fare. Per capire le consegne leggi attentamente E lentamente! PER IMPARARE BISOGNA STUDIARE ;-) Se per il giorno dopo non hai compiti da fare Prenditi avanti con lo studiare. Quando hai finito, ti puoi riposare e finalmente andare a giocare. Finiti i compiti vai presto a riposare Ma prima ricordati di ripassare! PER IMPARARE BISOGNA STUDIARE ;-) I rapper Marco Pavan (1B) e Christian Savian (1A) Lo stupidario della 3dLo stupidario della 3d Fin dalla prima media, noi ragazzi del 1999 e ora alunni della 3^D, la nostra prof.ssa Silvia Diotallevi abbiamo iniziato a fare una raccolta delle più simpatiche battute che possono scappare dalle nostre bocche durante la lezione con! Alla fine dell’anno vengono votate le trenta migliori, così da poter stilare una classifica che noi chiamiamo “top trenta” (o “stupidario” o “thirty jockes”) in cui vengono raccolte tutte le frasi più simpatiche, frutto delle nostre ore sui banchi di scuola. Eccole qua: 1) Durante il laboratorio storico "Le interviste impossibili": Alunno: ”Durante la rivoluzione francese non si lavavano perché senno si aprivano i fori sulla pelle” 2) Durante grammatica: Alunno: ”Al mare è complemento di scopo al 3) Durante l’interrogazione di storia sulla rivoluzione industriale: Alunno: ”Le persone salivano sul treno vestite di… bianco!!” 4) Durante l’ interrogazione di storia, la prof chiede chi era Cavour: Alunno: ”Era... un uomo!" 5) Durante l’interrogazione di geografia sulle regioni, la prof. chiede come si chiama il viaggio che Maometto fece da La Mecca a Medina: Alunno: “Scappamento!” 6) Durante l’ interrogazione di storia, la prof chiede chi era Cavour: Alunno: “Il re francese…” 7) Durante l’interrogazione di storia, la prof. chiede "Giolitti ha fatto molte riforme e… dove ci troviamo?” Alunno: “Siamo in Libia!” 8) Durante l’interrogazione di storia: Alunno: ”Le baionette era parente della pistola” 9) Durante geografia, la prof. chiede "Quando ti fai interrogare? Hai studiato?” Alunno: “Eh... prof., forse studio”.
  10. 10. maggio 2013 – Anno 1 – numero 0 10 10) Durante interrogazione di geografia: Alunno: “Le città sono formate da... case abitate da... uomini!" 11) Durante interrogazione geografia: Alunno: “Le città del Nord sono più fredde di quelle del Sud.” 12) Durante interrogazione di geografia: Alunno: “Al centro della città si trovano i palazzi e le discariche.” 13) Durante interrogazione geografia: “Parlami delle lingue.” Alunno: “Posso aggiungere anche le religioni?!” 14) Durante interrogazione geografia: Alunno: “Il latino era la lingua più parlata del secolo scorso.” 15) Durante interrogazione geografia, la prof. chiede che problemi comporta l'assenza di biodiversità: Alunno: “Posso abbassare le tapparelle?” 16) Durante interrogazione geografia, la prof chiede: “Parlami delle coltivazioni: dove si coltiva dove si coltiva il grano, per esempio?” Alunno: “Beh... nei campi." 17) Durante lezione grammatica: Alunno: “Sì senza accento è un verbo.” 18) Durante geografia la prof. dice: “In Cina hanno solo un figlio maschio, ma non ci saranno più femmine.” Alunno: "Allora divorziano e fanno una femmina!" 19) Durante storia: Alunno: “Durante la marcia a Roma Mussolini andò dal Papa e venne proclamato dal re senatore.” 20) Durante storia: Alunno: “La guerra contro la Polonia, durante la seconda guerra mondiale si fa con… le armi.” 21) Durante grammatica: Alunno: “Il predicato nominale è formato da… cupola.” 22) Durante geografia, la prof. chiede quante sono le città del mondo che superano 10 milioni di abitanti: Alunno: “Nel mondo ci sono 16 città.” 23) Durante geografia, la prof. chiede qual è il libro sacro degli ebrei. Alunno: “Scho.” 24) Durante geografia: Alunno: “Un uomo in Germania chiamato Vichì!”. 25) Durante letteratura, la prof. chiede se “pria" è una parola che useremmo ai nostri tempi: Alunno: “Sì.” La prof. chiede: "E come? Con che significato?" Alunno: "Come... vai via!" 26) Durante geografia: Alunno: "Parlo delle due Còree" 27) durante geografia la prof. chiede "Oggi ti fai interrogare?" Alunno: "Come? No oggi, ieri, no, domani!" 28) Durante geografia: Alunno: "Il Giappone duratne la seconda guerra mondialae ha attaccato il porto di Pirla Harbour" 29) Durante storia: “Durante la prima guerra mondiale ci sono state tante persone decadute” 30) Durante storia, parlando delle emigrazioni e del Veneto: Alunno: "Ma se nel Veneto bonificavano, anche nel Quattrocento c'era qualcuno che era andato lì a bonificare con le idrovore..." Prof.: "Ma erano gli Unni! E poi a Venezia!" … e questo è lo spazio dove anche voi potrete scrivere le vostre migliori cavolate scolastiche! ……………………………………………………………………………… ……………………………………………………………………………… ……………………………………………………………………………… ……………………………………………………………………………… ………………………………………………………………………………
  11. 11. maggio 2013 – Anno 1 – numero 0 11 IL RAP DEI PROFFIL RAP DEI PROFF di Anna Cattarin, Angelica Di Noi, Gioia Nardi (2A) Ecco a voi il freddoloso Petrelli re dei cammelli con la sciarpa lunga come un serpente ad anelli. Subito arriva Longato tutto indaffarato che offre un frullato alla letterata Reginato. Mentre l'elegante Salvadori Graziella mangia con stile pomodori con la nutella. C'è anche la sorridente Amadio, a lei nessuno vuol dire addio. L'allegra Salvadori Carla perfino l'alfabeto arabo parla. La tessitrice Cantarini stupendamente canta come gli uccellini. È sempre dinamica la Strada che veste Prada. La slanciata Diotallevi invece ha i jeans della Levi. C'è pure la materna Pipolo che ha un bambino piccolo. E Magaraggia con la sua barbetta ti insegna una formuletta. La matematica Bruno sa contare fino a millecentouno. E non può mancare la riccia Coassin che sémena el rosmarìn. Carniel è il vice tranquillo che però controlla ogni sbadiglio. Poi c'è la scientifica Tuon che fa giochi matematici col pompon. Il divertente Martignon Francesco che è sempre molto fresco. La sportiva Mara Ceffis che butta fuori i brutti ceffi. La rossa Lovisa Elisabetta, che in tedesco ti detta una frasetta. Intanto la British Cangialosi prepara pan cakes golosi E li offre alla dolce Pavan che balla il can can Con la nostra amata Zoppi che non ama gli scoppi. Ma ecco Tomasi la bionda che con la porche fa una baraonda. Così la simpatica Bruzzolo scappa in fretta sul cucuzzolo. Nel frattempo la severa Crosato ci consola con un bel gelato. Allora la mistica Brait si beve una Sprite Con la mora Bottacin, e insieme fanno cin cin. Intanto la Fratter Cinzìa prende il caffè in pasticceria. E l'artistico Clodomiro Colonna va a cena con la sua donna, Che non è la creativa Capelli appassionata di collane e anelli. Infine del preside nulla diciamo altrimenti l'anno ripetiamo!!!
  12. 12. maggio 2013 – Anno 1 – numero 0 12 La doppia intervistaLa doppia intervista di Gioliya Yu e Oumayma Rhris (2B) Tutti le mattine quando arriviamo a scuola troviamo le classi ordinate, i pavimenti puliti e un sorriso ad accoglierci: come si farebbe senza di loro? Sì, stiamo parlando proprio dei collaboratori scolastici, i nostri cari bidelli, quelli che vi mettono un cerotto quando cadete in cortile e che vi provano la febbre... quando avete una verifica! Due inviate speciali li hanno intervistati per noi. Gioliya – Da quanti anni lavorate in questa scuola? Marisa – Da sette anni. Salvatore – Da cinque anni. Oumayma – Vi piace lavorare qui alla scuola Don Milani? M. – Si, non è noioso per niente. S. – Si, è il lavoro che ho scelto. Gioliya – Da piccoli cosa volevate fare? M. – Il geometra e la maestra. S. – Da piccolo non avevo un sogno particolare, ma mi sarebbe piaciuto continuare l’impresa edile di mio padre. Eravamo otto fratelli in famiglia e ho incominciato subito a lavorare portando il caffè negli uffici. All’inizio l’ho fatto per necessità. Poi mi è piaciuto perché io faccio con passione qualunque tipo di lavoro. Oumayma – Cosa vi piace di più del vostro lavoro? M. – Stare con i ragazzi, stare in contatto con loro. S. – Stare a contatto con tutti dal piccolo al grande (preside, insegnanti, impiegati, ragazzi, genitori…). Gioliya – Che cosa vi piace di meno del vostro lavoro? M. – Ripetere ogni giorno continuamente le stesse pulizie ma non vedere mai ordine e pulizia, perché tutto è già di nuovo sporco. S. – Fare le pulizie, anche se è necessario, è la parte meno interessante del mio lavoro. Oumayma – Vi piace fare supplenza nelle nostre classi? M. – Alcune classi mi ascoltano e altre meno, non è facile. S. – Sì, se i ragazzi fanno i bravi. Gioliya – Cosa ne pensate di noi studenti delle medie? M. – Presi singolarmente siete fantastici ma quando siete insieme, come gruppo, riuscite a far vedere solo le brutte qualità, perché non vi sapete controllare. S. – Siete fatti così: nel bene e nel male, siete bravi ma birbanti. Oumayma – Che consigli dareste a noi ragazzi per migliorare le nostre abitudini? M. – Vi consiglierei di imparare la regola delle 10 P: “Prima Pensa Poi Parla Perché Parole Poco Pensate Portano Problemi” e di avere rispetto del lavoro che gli altri fanno per voi e delle cose che qui a scuola vi vengono messe a disposizione. S. – Il consiglio che darei a voi ragazzi è di studiare e di non fare giochi pericolosi perché potreste farvi male. M. – Oltre al consiglio, avrei anche un desiderio: mi piacerebbe che ognuno di noi si impegnasse per lasciare un buon ricordo di se stesso. Oumayma e Gioliya - Ringraziamo voi e anche gli altri collaboratori della nostra scuola: Antonella, Agata, Rosa e Vincenzo. E ci daremo da fare per realizzare il desiderio che ha espresso Marisa.
  13. 13. maggio 2013 – Anno 1 – numero 0 13 Ricetta di priRicetta di primaveramavera di Eva Voltarel, Ylenia Niceforo (1A) Matteo Quinto (1B) La primavera è una stagione piena di colori, di vita e di emozioni fantastiche, dove ci si innamora, dove il sorriso splende sempre nei volti, dove alle persone viene voglia di stare all'aperto e non più chiusi in casa. Volete imparare a preparare con le vostre mani questa meravigliosa stagione? INGREDIENTI: - divertimento a piacere - giochi: 3 kg - tanto tempo libero: 4.000.000.000 kg - voglia di stare all'aperto: 300.000 kg - sole 100.000.000 raggi - 2 uova - colori 150.000 litri - fiori 89.600 kg - animali 700 t - erba qualche centinaio di km - amici tutti quelli che hai - zucchero 23 g - amore tanto - gioia 66.660.000 kg - ciliegie e ciliegie quante ne riesci a mangiare - caramelle variopinte 90 hg - cioccolato (se ti piace) tanto tanto - e, perché no, anche un bel pizzico di fantasia! PREPARAZIONE: Mischiare il tutto casualmente e allegramente, poi aggiungere 2 uova e infornare a 180° per 90 minuti, lasciar raffreddare qualche minuto per assicurarsi che il risultato sia ottimo. BUONA STAGIONE! A scuola di naturaA scuola di natura L’amore e il rispetto per la natura non si imparano sui libri di scuola, ma a diretto contatto con la terra, è per questo che la prof.ssa Maria Grazia Coassin programma ogni anno il Laboratorio dell’orto e quest’anno in modo davvero particolare: secondo il metodo dell’orto sinergico. Prof.ssa Coassin - L’orto sinergico è un modo di fare l’orto nel rispetto della naturale sinergia che si crea fra le piante e il terreno che le accoglie, dove tutti gli elementi organici e inorganici si aiutano a vicenda secondo natura. E’ un macroesperimento che speriamo di poter osservare nella sua evoluzione nei prossimi anni. E cosa ne pensano gli studenti di questo laboratorio? Diamo la… zappa agli “ortolani”! LUCA - Direi che è un laboratorio stupendo dove impari molte cose nuove. Io lo rifarei anche io prossimo anno perché mi piace coltivare l’orto. DANIELE - Questo laboratorio è molto bello perché io non avevo mai lavorato prima in un orto e mi è piaciuto fare questa nuova esperienza. A me piacerebbe rifare questo laboratorio perché è molto bello. MARCO - Mi piace fare l’orto perché vedo le piante che crescono e perché mi piace la natura. A tutti
  14. 14. maggio 2013 – Anno 1 – numero 0 14 voi direi “vai a provare questo laboratorio, perché scoprirai cose nuove e piacevoli sulla natura”. NICOLA – E’ bellissimo coltivare e bisogna cogliere l’occasione di fare questo laboratorio perché si impara come e dove bisogna piantare le varie piante e come si fa. Io lo rifarei perché mi piace lavorare all’aria aperta. studenti al lavoro tra serre e compostiera Il mondo che vorreiIl mondo che vorrei di Alessandro Bettin (2D) Se ci fosse un nuovo mondo, io vorrei un mondo dove tutti fossero agricoltori. Un mondo più pulito con più foreste e meno deforestazioni. La mia passione è l’agricoltura e mi hanno interessato fin da bambino anche le grandi praterie americane abitate dai cowboy. Infatti vorrei che ci fosse un videogioco dove si può interpretare la parte di un personaggio in particolare: Tex Willer, il protagonista del fumetto TEX, e metterei nel gioco anche suo figlio Kit Willer e i suoi amici Kit Carson e il compagno Tiger Jack della tribù Navajo. Vorrei anche che la scuola non esistesse e che il nostro cervello fosse già sviluppato quanto basta per fare i calcoli che servono per svolgere una giornata normale. Agricoltori virtualiAgricoltori virtuali di Marco Zuliani (2D) Già dalle elementari, con i miei tre migliori amici al mondo, mi appassionai al mondo dell'agricoltura, perché i nostri nonni erano degli agricoltori e a noi piaceva aiutarli. Crescendo però mi venne anche la passione per i camion e per i treni. Decisi così di vendere i miei vecchi giochi della playstation per acquistarne di nuovi da usare con il computer. Con il ricavato mi comprai dei nuovi giochi riguardanti le mie passioni. I giochi riguardanti l'agricoltura si chiamano Farming Simulator 2011 e 2013, poiché ogni edizione è biennale, e simulano molto bene la vita di un agricoltore. Nel gioco si guidano le macchine agricole come trattori e mietitrebbia. Si possono anche allevare mucche e dare loro la giusta alimentazione. Ed esistono molte altre cose che si possono imparare, come fare le balle di fieno. Nella versione 2011 ci sono però delle scenografie o dei contenuti che nella realtà non esistono, ad esempio, nella realtà per seminare bisogna prima arare, invece nel gioco non serve perché il terreno è già pronto. Oppure, quando si sarchia, la terra nel gioco diventa grigia.
  15. 15. maggio 2013 – Anno 1 – numero 0 15 Farming Simulator 2013 invece è più ricco rispetto al 2011 ,infatti gli inventori sono entrati nei minimi dettagli, aggiungendo l'impianto di biogas e due nuovi animali: la gallina e la pecora. È molto bello perché le galline producono uova che si possono vendere, mentre le pecore producono lana e latte. Hanno aggiunto anche nuovi attrezzi come il carro a cinque assi e le serre per lattuga, pomodori e fiori. Il gioco sul giardinaggio si chiama Garden Simulator, è simile a quello dell'agricoltore, ma in questo caso c'è un giardiniere che deve svolgere dei lavori per mantenere il suo giardino perfetto. Il gioco ti permette di creare un tuo giardino coltivando fiori, alberi da frutto e piante di verdure, con una grafica sbalorditiva. E bisogna stare attenti anche ai predatori notturni e alle lumache, che potrebbero rovinare il lavoro! La nostra TerraLa nostra Terra di Marco Scala (3D) Carissimo Pianeta Terra, credo che nessuno negli ultimi tempi ti abbia voluto inviare una lettera. Nessuno oramai pensa a te; tutti sono impegnati con il lavoro, le scuole, tutti perennemente con il proprio cellulare in mano. Nessuno pensa a te… Eppure, noi camminiamo, viviamo, ci innamoriamo su di te. Sei tu che ogni giorno ci porti sulle spalle e ci fai trascorrere una vita felice, sei tu che ci doni le tue acque e il tuo cibo, sei tu che ci fai dormire e che ci svegli. Noi tutti, tuoi ospiti, dovremmo ringraziarti del tuo lavoro che continua da milioni di anni, senza mai fermarsi. Invece non facciamo altro che bucherellare il tuo accogliente dorso e inquinare la tua aria e, per chi non l’avesse capito, è quella che respiriamo pure noi. Tutti continuano a fare la loro vita senza neanche pensare a te. Molti credono che sei un ammasso di roccia che vaga nello spazio. Io invece non penso che tu sei qui per caso e vaghi a zonzo per l’universo. Ma penso che chiunque ti abbia creato, Dio o chissà chIcchessia, ti ha posizionato alla giusta distanza dal sole non per caso, ma perché su di te si potesse sviluppare una forma di vita intelligente, capace di pensare da sé, capace di amare, capace di fare figli che a loro volta ne faranno altri; in modo da ricoprirti di tanti esseri umani, molto piccoli di statura rispetto a te, ma allo stesso tempo tutti molto grandi, capaci di amarti e capirti, capaci di prendersi cura di te senza rovinarti; senza sfruttarti e senza portati alla distruzione. Purtroppo però non è così; anzi lo è stato all’Inizio della civiltà umana, ma appena l’uomo ha intuito che era capace di pensare, di fare molte cose, allora ha capito che poteva diventare il tuo padrone, dimenticandosi di essere tuo ospite. Perché in questo mondo grigio e spento, nessuno si accorge che lentamente ti stai spegnendo. Perché loro, piccoli insignificanti esseri umani con tanti soldi, credono che con le nuove applicazioni dell' i-phone o condividendo le foto con la scritta “SALVIAMO LA TERRA” su facebook, riusciranno a salvarti, invece di spendere qualche soldo per salvarti dalla distruzione. Invece, cara Terra, io penso che non ti stai spegnendo, ma che noi umani ti stiamo accompagnando alla distruzione. Comunque, per quel poco che può significare, io ti voglio bene, perché mi hai permesso di vivere e di pensare. GRAZIE. Marco
  16. 16. maggio 2013 – Anno 1 – numero 0 16 Aspettando l’estateAspettando l’estate di Marco Marchin (3D) La bella stagione sia per noi ragazzi che per adulti è il periodo dell’anno dove cresce la speranza della libertà, che è questa: stare fuori insieme agli amici fino a tardi, andare al mare o in piscina, trovare nuovi amori. Questa speranza si dissolve quando si sentono queste frasi espresse dai genitori: “Vieni a casa che è tardi”- “Basta giocare e vai a fare i compiti!”- “Alle 7.00 a casa!”-“No, non vai via!”- “Guarda che ti tengo d’occhio!” Con questi famosi detti i ragazzi smettono di sognare e pare di essere in carcere perché bisogna obbedire 24 ore su 24. Per gli adulti la libertà è quasi uguale a quella dei ragazzi, ma loro hanno un freno che li ferma quando esagerano. Però anche i loro piani vanno in fumo quando ci va di mezzo il lavoro. Io d’ estate vorrei avere tutto il tempo del mondo per fare quello che voglio senza avere contrattempi. E grazie alle mie recenti osservazioni ho scoperto che gli adulti sono più nervosi alla mattina, quindi ho scoperto un modo per avere tempo extra anche prima di aver iniziato a pranzare. Ecco il segreto: bisogna iniziare con la sveglia poco prima che i genitori si alzino e, appena vi chiederanno qualcosa, dovrete accontentarli subito, così prima finiranno le faccende domestiche prima inizierà il divertimento. Ad esempio io e il mio amico Jacopo quest’estate vorremmo andare in colonia, ma dovremmo promettere di fare quello che ci chiedono e fare un po’ più di compiti. Noi vorremmo anche continuare a girare la nostra “specie di telefilm” che vorremmo poi caricare sui nostri canali di youtube, ma tutto ciò lo faremo solo se gli obbiettivi giornalieri saranno conclusi. Nella vita ci sono molte interferenze che ostacolano il nostro cammino verso la libertà e saranno sempre con noi per bloccarci. Fifa e PES a confrontoFifa e PES a confronto di Daniele Falanga (2D) Fifa e Pes: non si sono mai visti due videogiochi di calcio così competitivi. Per questo, dopo aver sentito le opinioni di varie persone e aver fatto ricerche in merito, ho deciso di fare questo dettagliato confronto. LA GRAFICA FIFA - Si sa che Fifa non ha la migliore grafica al mondo, ma è migliorata molto rispetto all’anno scorso. Le facce dei personaggi sono più varie, infatti ci sono giocatori come Klose, Cristiano Ronaldo e Cavani che sembrano reali, mentre altri come Maggio o Quagliarella che sono ancora del tutto irriconoscibili. PES - Pes gode di una delle migliori grafiche al mondo grazie all’innovativo software della “Konami” che è unico nel suo genere. La
  17. 17. maggio 2013 – Anno 1 – numero 0 17 presentazione dei giocatori a inizio partita è molto realistica e la faccia dei giocatori famosi è molto realistica. L’unica pecca e che i giocatori delle squadre meno conosciute sono fatti malissimo. IL REALISMO FIFA - Fifa gode di un realismo fuori dal comune grazie ai metodi scientifici che sono stati usati. Hanno convocato i più forti giocatori del mondo alla sede centrale (che si trova a Vancouver) e, attaccando ad ogni giocatore dei sensori, gli hanno fatto fare tiri, passaggi, parate e anche una partitella. Riprendendoli con speciali telecamere hanno poi riprodotto il loro movimento sul computer e lo hanno inserito nel video-gioco. Grazie a questa novità i movimenti dei giocatori sono quasi perfetti, il che rende Fifa un ottimo simulatore. PES - Pes non è un buon simulatore, infatti i contatti sono poco realistici e i giocatori riescono a fare “stop” impossibili nella realtà. L’unico miglioramento è che ora il movimento dei giocatori senza palla è molto più simile alla realtà. LE MODALITA' DI GIOCO FIFA - Con Fifa si può sperimentare il gioco on- line in varie modalità: ad esempio, con “Ultimate team” si può creare la propria squadra e confrontarsi con giocatori di tutto il mondo. Poi ci sono le “Amichevoli on-line” dove puoi giocare con tuoi amici o conoscenti. Con la “Fifa interactive word cup” giocano i migliori al mondo e, infine, ci sono le “Stagioni pro club” che si giocano a squadre. Ci sono anche le modalità non on-line come la “Carriera giocatore” o “allenatore”, le “Amichevoli”, i “Tornei”, le “Stagioni”, la “Modalità professionista giocatore” o “portiere” e tante altre ancora. PES - Con Pes non si può giocare on-line ma ci sono molte modalità di gioco come “Campionato master”, “Tornei”, “Stagioni”, “Carriera”... ma la cosa più importante è che si può disputare la “Champions League”. Pes ha l’esclusiva su questo torneo ed è proprio il motivo che lo rendere speciale e competitivo. IL VERDETTO FINALE Dopo questo confronto, posso dire che non c’è un vincitore ma che i giochi si adattano a persone diverse: a chi vuole un vero simulatore o desidera provare il gioco on-line consiglio Fifa, mentre a chi vuole giocare la “Champions League” raccomando Pes. Crysis 3Crysis 3 di Jacopo Massimino (2D) Siete stanchi dei soliti videogiochi? Prenotate il nuovo “Crysis 3” ambientato nella grandissima New York, in cui dovrete sopravvivere facendovi strada tra molti soldati e carri armati. Un'esperienza indimenticabile grazie alla ultimissima grafica prodotta dalla Grymetek e alle tantissime difficoltà di gioco, adatte per i meno
  18. 18. maggio 2013 – Anno 1 – numero 0 18 abili e i più esperti. Il protagonista si chiama Prophet ed è un soldato che si vuole vendicare nei confronti dei “ Cell “, che sono una squadra di soldati e alieni provenienti da un pianeta sconosciuto. Nel gioco sono presenti molte armi, tra cui pistole mitra e armi aliene. Ma perché i ragazzi amano tanto i videogiochi? Abbiamo raccolto l’opinione di alcuni studenti super-extra-mega-stra-appassionati! Domanda: “Quante ore passi davanti ai videogiochi?” Alì (2A): “D’estate anche quattro o più, se non mi chiamano a fare altro.” Domanda: “Perché ti piacciono i giochi di armi?”. Steven (2C): “Perché conosco tanti tipi di armi di ogni genere e mi sento un esperto. E poi sparando e colpendo i nemici mi sfogo di tutta la rabbia che ho.” Domanda : “Perché i videogames sono il tuo gioco preferito rispetto agli altri?”. Tommaso (2C): “Perché supero tanti livelli e divento sempre più bravo, così ho una grande soddisfazione e mi sento felice.” Squadra emergenteSquadra emergente di Marianna Vendrame (2D) L’hockey è uno sport non molto conosciuto in Italia, ma è fantastico e divertente. Questo sport è praticato soprattutto in America, lì si gioca sul ghiaccio. Invece qui a Treviso si gioca su pista con i pattini a rotelle. Le squadre sono miste, cioè maschi e femmine giocano assieme. Noi ci alleniamo a Santa Maria del Rovere in vie delle Acquette. La nostra squadra si chiama RHINOS TREVISO (perché siamo forti come rinoceronti) e l’anno scorso siamo arrivati secondi in Italia. Siamo tutti amici e uniti, ridiamo e scherziamo tutti assieme e non escludiamo nessuno. Stiamo cercando altri giocatori, quindi vi aspettiamo!!! Accendete i motoriAccendete i motori di Alì Afifi (2A) Io vado matto per i motori e mi piace Jeremy Clarkson, che è il conduttore di TOP GEAR, una trasmissione televisiva che tratta di automobili. Jeremy ha circa cinquant’anni ed è una persona molto saggia nelle decisioni e persino nella scelta delle auto. Non so perché abbia scelto un’auto da 400 mila euro (è una Toyota gt86 di 200 cavalli). Jeremy deve provare le auto su un circuito: pensate a quante auto abbia provato di tutti i modelli come la Ferrari, Lamborghini e anche la BUGATTI! Voi pensate che il suo lavoro sia divertente, come pensano gli altri spettatori, invece no; lo dice all'inizio della rivista di TOP GEAR di gennaio 2013. Ecco cosa dice: "A volte, il
  19. 19. maggio 2013 – Anno 1 – numero 0 19 mio lavoro è talmente stressante che vorrei piangere. Mi capita di non trovare sufficiente spazio in cortile per tutte le auto che devo guidare." Vorrei avere io questi problemi ;-) Adesso vi presento una formidabile auto tra quelle che lui ha provato: FERRARI 458 ITALIA Se mettete piede sulla Ferrari non scenderete più da quel bolide, perché questa auto ha molta andrenalina da sprecare. È un’auto molto forte e con i suoi 325 km/h fa impazzire chi lo guida. Rossa fiammante fa abbellire il modello. Le caratteristiche: PREZZO:198.642 $ - CAVALLI:570 cv - CAMBIO:s/7 - TRAZIONE:p - 0- 100:3"4 - km/h:325 - kg:1380 Quante medaglie!Quante medaglie! di Simone Pillon (1A) Quest’anno nel secondo quadrimestre molti di noi possono fare un secondo rientro tutto dedicato allo sport, con la nostra prof. Ceffis di Educazione Fisica. Da febbraio ci siamo allenati nella varie specialità e abbiamo fatto le selezioni d’Istituto, finché venerdì 12 Aprile un gruppo di noi ragazzi di prima, seconda e terza media, che ci eravamo qualificati nelle varie discipline, abbiamo partecipato ai giochi studenteschi provinciali di atletica a Mogliano. Saliti in corriera e in mezz’ora abbiamo raggiunto lo stadio comunale di Mogliano. Qui, dopo esserci cambiati, ci siamo sistemati in tribuna e abbiamo aspettato il nostro turno. Le prime a gareggiare sono state le categorie ragazzi e ragazze di salto in alto, vortex e peso e…. whao, è stato un vero successo! * Andrea Rossetto cl.3A ha conquistato un bronzo in salto in alto. * Matteo Spigariol cl.1A un argento in salto in alto. * Martina Zago cl.1C un oro in salto in alto. * Roberta Blonda cl.1A un bronzo in vortex. A questo punto si è passati alle gare di salto in lungo, corsa ad ostacoli e infine ci sono state le gare di velocità in cui… provate a indovinare! * Simone Pillon cl.1A ha conquistato un argento. * Veronica Favaro cl.1B un argento. * Chiara Trevisiol cl.3A un bronzo. Dopo la velocità hanno gareggiato gli atleti di resistenza e dopo vari sforzi: * Sebastiano Del Sie cl.3A ha conquistato un bronzo. Per concludere ci sono state le staffette. Alla fine di questa giornata, con la nostra prof. Ceffis soddisfatta e felice, siamo tornati a scuola dove, dopo una foto ricordo, siamo entrati in classe e i nostri compagni ci hanno festeggiati.
  20. 20. maggio 2013 – Anno 1 – numero 0 20 Una ginnasta tra noiUna ginnasta tra noi di Adalgisa Scarcia (2A) Lei è Viola, la mia compagna di classe, ma anche una futura campionessa mondiale di ginnastica artistica. Viola Trinca ha tredici anni e pratica ginnastica artistica da quando aveva sette anni. Adalgisa: Buongiorno Viola. Prima di tutto, volevo ringraziarti per questa intervista. Vuoi presentarti ai nostri lettori? Viola: Sì, grazie mille. Allora io sono Viola Trinca, sono una ragazza di tredici anni e pratico ginnastica artistica da sette anni. Io: Da quanto tempo! Com’è iniziata la tua passione? Viola: La mia passione è iniziata quando, da piccola, guardavo le campionesse di ginnastica artistica come il mio idolo Vanessa Ferrari. Io: Dove ti alleni? Viola: Ho iniziato in una piccola palestra per un anno, poi mi sono trasferita al Circolo Noi di Pero, e ora mi alleno al Gymnasium di Villorba. Io: A quanti anni ha conquistato la tua prima medaglia? Viola: La mia prima medaglia, come società, l’ho ricevuta quando avevo 6 anni, mentre quella individuale a 10 anni. Io: E la tua prima coppa? Viola: Le mia prima coppa di società quando avevo 7 anni, mentre quella individuale a 10/11 anni. Io: Fino ad ora qual è stata la tua gara più importante? Viola: La mia gara più importante è stata la nazionale dell’anno scorso a Pesaro, dove abbiamo fatto una gara di squadra e ci siamo confrontate con le più brave atlete d’Italia. Ci siamo conquistate il ventesimo posto su 60 squadre. Io: Quale sarà la tua prossima gara importante? Viola: La mia prossima gara più importante sarà la Coppa Italia che si svolgerà dal 27 al 29 giugno a Pesaro. Io: Sarà una gara individuale o a squadra? Viola: Questa gara sarà a squadre mentre quella che si svolgerà tra il 22 e il 24 giugno dove?, è poco importante ma sarà individuale. Io: A queste due gare ti senti preparata? Viola: Abbastanza! Io: Perché? Viola: Sugli attrezzi sono molto brava ma, siccome ci devono cambiare il collettivo nel quale cui mi trovo molto bene, spero di fare bene lo stesso. Io: Scusa, ma cos’è il collettivo? Viola: Il collettivo, è una coreografia composta da 4 o 6 persone che eseguono delle prese acrobatiche artistiche, con una base musicale solo strumentale. Io: Un’ultima domanda, quante medaglie e coppe hai ricevuto? Viola: Ho ricevuto minimo una ventina di medaglie e ben cinque coppe importanti.
  21. 21. maggio 2013 – Anno 1 – numero 0 21 Io: Qual è la tua medaglia o coppa per te più significativa? Viola: La mia medaglia più significativa è quella che ho conquistato arrivando seconda all’assoluto e quindi sono vice-campionessa regionale. Io: Ti ringrazio per la pazienza e la disponibilità che hai avuto e ti auguro di raggiungere grandi risultati nelle prossime gare! Viola: Grazie mille, vi farò sapere! Tanti laboratori…Tanti laboratori… tante curiositàtante curiosità di Giada Atzeni (1C) Noi ragazzi della prima media “Don Milani” al giovedì abbiamo nove laboratori a cui partecipano 12 studenti di tutte le quattro sezioni. Nella nostra scuola ci sono molti laboratori letterari e scientifici, quelli letterari sono: giochi linguistici con la prof. Amadio, letteratura animata con la prof. Salvadori, il giornalino dei ragazzi con la prof. Reginato, sketch-up (video-scenette) con il professor Longato e grammatica con la professoressa Pipolo. Quelli sciantifici sono: recupero di matematica con il prof. Magaraggia, esperimenti di scienze con il prof. Carniel, giochi logici-matematici con la prof. Tuon e il ”Mago dei numeri” con la prof. Cossin. Il primo quadrimestre ho partecipato a un laboratorio dove facevamo delle letture animate e mi è piaciuto molto imitare con la voce le diverse emozioni, ad esempio piangere, essere arrabbiati o contenti. In questo secondo quadrimestre faccio parte del laboratorio del giornalino, ma un giorno ho partecipato al laboratorio di scienze, perché la mia professoressa era assente. I ragazzi stavano facendo un esperimento con lo scopo di vedere in quanto tempo e a che temperatura l’acqua bolliva: prima senza sale, poi con due cucchiaini e poi con quattro. È stato molto interessante conoscere un altro laboratorio, anche se solo per un giorno. Così ho pensato che sarebbe bello che ogni giovedì si cambiasse laboratorio per la curiosità di conoscerli tutti!!! Scrivere per divertireScrivere per divertire di Eva Voltarel (1A), con i contributi della classe La nostra classe 1^A ha partecipato ad un laboratorio di scrittura creativa con lo scrittore Vilfred Moneta, autore del libro per ragazzi “Mimmo e l’arcipelago di Berga Berga”. * A che età ti sei appassionato alla scrittura? Vilfred - Da piccolo ero molto timido e quasi non parlavo, mi esprimevo disegnando; alle medie mi sfogavo torturando con delle caricature i miei insegnanti più antipatici. Prima mi sono appassionato al disegno e solo dopo (verso la metà delle superiori) ho iniziato a leggere e mi sono appassionato alla lettura e alla scrittura. * Come ti senti quando scrivi? V. - Per scrivere devo trovare divertente quello che faccio, altrimenti se è noioso ciò che scrivo non ci riesco. Avrei voluto fare il comico, per questo cerco di far ridere la gente con i miei disegni e i miei racconti.
  22. 22. maggio 2013 – Anno 1 – numero 0 22 * Nel tuo stile, sei stato influenzato da qualche scrittore? V. - Sì, da Stefano Benni, che è stato il mio maestro di scrittura e per me è un modello di comicità. In classe vi ho letto alcune parti dei suoi libri, perché è un grande inventore di personaggi fantastici. * Perché ha scelto di scrivere un romanzo di genere fantastico? V. – Da sempre piace la fantascienza, da piccolo volevo fare l’astronauta e viaggiare in altri mondi. *Alcuni personaggi del suo libro li hai inventati da bambino? V. - Considerando che ho ben tre nomi, Camillo Elio Vilfred, quando ero bambino facevo fatica a pronunciarli tutti così per primo ho imparato Camillo e tutti mi chiamavano Mimmo: da qui prende il nome il protagonista del mio libro. *Secondo te, quali caratteristiche o qualità bisogna avere per diventare uno scrittore? V. – Chi scrive deve divertirsi nel fare quello che fa e come lo fa: più fantasia hai, più costruisci cose incredibili, più ti piace quello che fai. *Quanto ci metti a scrivere un libro? V. - Per ideare e stampare il libro di Mimmo ci ho impiegato quasi otto anni, ovviamente non a tempo pieno, perché non è questo il mio lavoro principale (non si vive solo scrivendo libri). Prima ho inventato e disegnato i personaggi, poi li ho fatti incontrare e ho inventato la storia. Proprio come avete fatto anche voi durante il laboratorio. *Come ti sei sentito quando hai finito di scrivere il libro? V. – Ho avuto una crisi, ho dovuto staccarmi da quelle pagine e vedevo il vuoto davanti. * Perché ha scelto di scrivere un romanzo di genere fantastico? Dopo aver scritto il primo libro, come ti sembra scrivere il secondo? V. – Mi sento più forte. Se scrivi il primo libro, poi ti senti sicuro di poterne scrivere altri, perché quando hai fatto una cosa, sai che puoi rifarla. *Cosa stai scrivendo ora, altre storie o romanzi? V. – Sto scrivendo una serie di racconti su altri animali fantastici molto “alcolici” di cui sto facendo anche le vignette, i Trevigianimali. E poi una storia fantasy riguardante un drago e un mezzo pollo che devono liberare una principessa che uno pensa sia una draghetta, l’altro una pollastra. Anche questo è un libro illustrato, ma non da me. * Hai mai avuto il blocco dello scrittore? V. - Sempre, fa parte dello scrivere! Prima di scrivere devi avere in mente cosa vuoi scrivere. È come fare un viaggio: prima di partire devi decidere dove andare, quanto stare via, cosa portarti, con chi andare… Un libro per l’estateUn libro per l’estate di Simone Pillon (1A) MIMMO E L’ARCIPELAGO DI BERGA BERGA ed. Nobeer, 2011 p.282, 12.00 euro Disponibili 2 copie nella biblioteca scolastica. Siete stanchi delle solite facce? Se dite di sì, Mimmo e l’arcipelago di Berga Berga è la risposta! Dietro la copertina di questo libro vi aspettano un mondo avventuroso in cui vivono strani animali fantastici e divertenti.
  23. 23. maggio 2013 – Anno 1 – numero 0 23 La moda fai da teLa moda fai da te di Alexia Cautis (3C) Vi è mai capitato di guardare nell’armadio e trovare i soliti vestiti amorfi che non vi dicono niente, lì in fondo in un angolino? A me sì e quando il prof. Colonna ci ha parlato di un compito di Arte da fare sulla moda ho subito pensato a loro. Per la prima lezione, io e alcune mie compagne abbiamo portato a scuola nastrini, bottoni collane e passamaneria varia e poi abbiamo incominciato la metamorfosi di alcuni abiti. Inizialmente avremmo voluto cucire dei vestiti partendo dal modello, ma poi abbiamo realizzato che era decisamente troppo difficile per noi. Così abbiamo usato come base di partenza una gonna verde e una maglietta senza maniche nera. Però avevo dimenticato ago e filo, così abbiamo usato la colla Vinavil: pessima idea. In un attimo era già tutto incollato, ma quanto sarebbe durato? L’ho scoperto a casa quando i nastrini hanno incominciato a pendere e i bottoni a cadere. Allora mi sono rimboccata le maniche e ho preso ago e filo per riattaccare tutto. Devo dire che il risultato vale tutti i tagli che mi sono fatta: sul bordo vicino all’orlo abbiamo fatto una specie di zig zag con un nastro verde scuro, sulle finte tasche posteriori abbiamo cucito perline argentate e fiocchetti verdi, abbiamo riattaccato i bottoni sulle tasche anteriori e usato una nastro anch’esso verde come cintura. La lezione seguente ci siamo occupate della maglietta: abbiamo cucito una collana a grandi perle bianche e nere sul davanti e poi abbiamo aggiunto un nastro bianco piuttosto spesso sopra una fascia di paillettes preesistente sul bordo della maglietta. Altre mie compagne invece hanno rotto (di proposito) una collana e con i pezzi rimasti ne hanno fatto due braccialetti, mentre un altro pezzo è stato aggiunto sull’apertura di una piccola borsetta nera. La cosa bella è che oltre ad un buon voto sul registro in Arte e all’impagabile soddisfazione di poter dire “l’ho fatto io”, ho anche reso carini dei vestiti che altrimenti non avrei indossato. E tu, cosa farai con quei vestiti amorfi, lì in fondo all’armadio? Intervista virtualeIntervista virtuale di Eva Voltarel (1A) Amici della musica e del ballo, avete mai sentito parlare di Psy?! Non ci crederete ma io, modestamente, sono riuscita ad intervistarlo… anche se solo virtualmente! La persona che ormai tutti conoscono è l’artista più conosciuto e famoso del momento: Psy, il cantante coreano che ha scatenato la voglia di ballare dentro i nostri cuori. Pensate che la sua canzone Gangnam Style su You Tube ha avuto più di un miliardo e mezzo di click!
  24. 24. maggio 2013 – Anno 1 – numero 0 24 Eva - Psy, è questo il tuo vero nome?? Psy - Il nome Psy è un nome d’arte che ha origine dalle iniziali del mio vero nome: Park Jae-Sang. Eva - Grazie a cosa credi di essere diventato così famoso? Psy - In Corea sono molto famoso per le mie coreografie comiche ed energiche che simulano quasi una cavalcata. Penso perciò che la mia allegria e spensieratezza siano piaciute anche al resto del mondo. Eva - Come ci si sente ad essere famoso, un Vip? Psy - E’ una sensazione molto bella perché i fan mi sostengono sempre e mi fa sentire apprezzato quando giro il mondo e sento la mia canzone Gangnam Style. Eppure, come ogni cosa bella, anche per il mio lavoro esiste un lato negativo: ogni tanto è stressante essere assaliti dai fan che urlano quando mi vedono, che si mettono a fare foto oppure che vogliono un autografo. Per non parlare di tutte le richieste che ricevo per insegnare il mio ballo. Ma questo è il mio lavoro e mi ripaga il grande successo. Eva - Da dove hai preso l’ispirazione per la canzone Gangnam Style? Psy - Prima di trasferirmi negli Stati Uniti abitavo a Gangnam, uno dei quartieri più chic di Seoul, lì ogni persona doveva essere meglio dell’altra per poi vantarsi e la canzone dice proprio che il vero stile di Gangnam è “Oppa”. Oppa è un’espressione coreana usata dalle donne per riferirsi ad un uomo più grande o un fratello maggiore, quindi per i ragazzi è un modo per mettersi in mostra e conquistare le ragazze. Eva - Quali sono i tuoi progetti per il futuro? Psy - La mia speranza è di riuscire a restare sulla cresta dell’onda anche con una seconda canzone Gentleman e di non essere ricordato solo come il tormentone più cliccato della storia del pop. Eva – Grazie Psy, ma allora dietro al tormentone che noi ascoltiamo 24 ore su 24 ci sono anche dei significati. Come dice la canzone: “più in alto dell’uomo che corre c’è l’uomo che vola.” Castello di vetroCastello di vetro di Cristopher Villanova (1B) Pochi giorni fa mi è capitato di ascoltare la canzone “Castle of glass” dei Linkin Park’s alla televisione. Mi piace perché parla di una storia vera: un generale militare fa le condoglianze a una moglie e il suo bambino perché gli era morto il padre. Il ragazzo cerca di consolarsi attraverso i ricordi del papà, come foto documenti e altre oggetti, e ad un certo punto al suo fianco compare il fantasma di suo papà, ma lui non lo vede. Poi molti anni dopo il ragazzo diventa lui generale e va a fare le condoglianze ad una bambina che ha perso suo padre. Questa canzone mi ha colpito perché al giorno d’oggi tutti noi ragazzi sbuffiamo e ci lamentiamo dei nostri genitori, che persino ci disturbano. Io invece, da quando ho sentito quella canzone, ho capito che la famiglia è la cosa più bella che abbiamo.
  25. 25. maggio 2013 – Anno 1 – numero 0 25 AmiciziaAmicizia di Eva Voltarel (1A) Amicizia... una parola molto usata ma non sempre valorizzata; una parola allegra e sincera, semplice ma complessa. La parola più usata tra due amici ma non sempre vera. Una parola che a volte fa soffrire una parola che fa comparire il sorriso sui volti tristi … AMICIZIA. L’amiciziaL’amicizia di Nicole Todesco (2D) L’amicizia è un valore molto importante nella mia vita, soprattutto per una ragazza della mia età. Avere degli amici nella nostra vita con cui condividere momenti di felicità e tristezza è fondamentale. Per questo non riesco ad immaginare una vita senza amici. Infatti gli amici sono una parte fondamentale della nostra vita e non tutti che conosciamo sono nostri amici. L’ amico è colui che ci sta accanto nei momenti di bisogno, che ci dà consigli, che ci consola; è colui al quale possiamo raccontare i nostri segreti, colui che ci fa sorridere sempre, che non ci permette mai di piangere. La cosa più importante in un rapporto di amicizia, secondo me, è il rispetto, la sincerità, la comprensione e la complicità. L’amicizia è un legame molto profondo e può esistere tra più persone. Ho un carattere aperto, grazie al quale riesco ad avere dei buoni rapporti di conoscenza con tutti, ma di vera amicizia solo con alcuni. Il mio migliore amico è un ragazzo che frequento dalla scuola elementare con cui ho condiviso esperienze belle e brutte, risate e lacrime; noi siamo molto uniti, scherziamo spesso e ci divertiamo molto, questo amico mi aiuta a crescere e cresce con me e credo che sia in perfetto accordo con lui. Anche se non ci frequentiamo regolarmente, sappiamo che possiamo contare l’uno sull’altro. Concludo affermando che gli amici sono da ritenersi come l’acqua nel deserto, cioè indispensabile per poter vivere bene.
  26. 26. maggio 2013 – Anno 1 – numero 0 26 L’angolo dellL’angolo della postaa posta di Ylenia Niceforo (1A), disegno di Mattia Barzi (1D) Carissima Ylenia di Sn@ck News, sono Giulia e ho tredici anni. Questa è la prima volta che vi scrivo. Volevo chiedervi un consiglio che per me è molto importante. Da tre settimane stavo con il MIO fidanzato di nome Luca, a questo boy piaceva però la mia Best ed io non ne sapevo niente … UFFAAA!! Qualche giorno fa mi ha lasciata ed è andato a fare la dichiarazione alla mia Best e lei ha accettato, perché le piaceva molto anche se non me l’ha mai detto, forse per non farmi soffrire!!! Lei mi ha chiesto se volevo essere ancora la sua Best, ma sinceramente non voglio perché so già che se dirò di sì soffrirò a vederli ogni mattina mano nella mano o a baciarsi. COSA DEVO FARE??? Grazie mille :-) Giulia __________________ Cara Giulia, tu hai bisogno di un po’ di tempo per “superare” questo piccolo trauma di vederli insieme, però la miglior cosa da fare è di tornare a parlarsi… magari non in presenza di Luca. Vedrai che con il passare del tempo troverai anche tu il ragazzo ideale che ti sappia capire ed amare… perché quello giusto non era di certo Luca! Scommettiamo? Quindi non vale la pena di perdere un'amica per il ragazzo sbagliato. CIAO! Amori alla Don MilaniAmori alla Don Milani di Eva Voltarel (1A) e Tabita Mattiuzzo (1C) Alle medie tutto cambia, ma soprattutto gli amori e qui alla Don Dilani ce ne sono di tanti tipi! - Lui ama lei… ma lei non ama lui ? - Lei ama lui… ma lui non ama lei :’-( - Tutti e due si amano… ma poi si mette in mezzo quello/a invidioso/a e rovina tutto; - Due amiche si innamorano… dello stesso ragazzo ? - Tutto va bene ma poi lui/lei… si innamora di un altro/a :’-( - Un ragazzo/a si innamora di due due ragazze/i ed è costretto/a a sceglierne solo uno/a ^o^ - Lui/lei la/lo tradisce… per un'altra/o ? Infine, la specie di amore più bello (e che solitamente dura di più) è L’AMORE RICAMBIATO: - Lui è cotto di lei e lei impazzisce per lui, punto! Poesia d’amorePoesia d’amore di Lara Furlan (1D) Sono qui, immobile, penso a lui, a noi, a loro. Come un bicchiere pieno che cade, e l'acqua? Non c'è più. Come un fiore senza seme. Come un testo senza punteggiatura; niente avrebbe senso. Senza inizio non c'è fine. Senza odio non c'è amore. Senza paura non c'è coraggio. Senza vita non c'è morte. Non mi rimane altro che un piccolo ricordo di una nostra piccola storia.
  27. 27. maggio 2013 – Anno 1 – numero 0 27 Parole d’amoreParole d’amore di Eva Voltarel (1A), disegno di Mattia Barzi (1D) BASTAVI TU Tra mille sorrisi ho visto il tuo; tra mille voci ho sentito la tua; tra mille odori ho riconosciuto il tuo; da quando sono nata ho assaporato veramente solo un giorno quello in cui ti ho conosciuto. QUANDO UN GIORNO Quando diventerò adulta vorrò tornare bambina; quando inizierò a pensare non mi servirà più; quando finalmente diventerò muta avrò bisogno di parlare; quando diventerò sorda avrò bisogno di ascoltare; quando diventerò cieca avrò bisogno di vedere; quando smetterò di innamorarmi avrò finalmente trovato il mio grande amore. DONNADONNA di Ylenia Niceforo (1A) Quarantasei donne uccise dal compagno in Italia in questi primi quattro mesi del 2013, con una media che supera i cento femminicidi all'anno. E' arrivato il momento di dire basta! Se mi ami, non picchiarmi. Se mi odi, non amarmi. Se mi vuoi, tienimi, ma non molestarmi, perché no sono una bambola non sono una pezza, ma sono una Donna, una persona come te. Disegno di Aurora Mancuso (3A) Seguiteci su SN@CK NEWS on-line! Troverete tutti gli articoli in versione integrale e OGNI SETTIMANA ne verranno pubblicati di nuovi. Invia il tuo articolo a: snacknews.maserada@gmail.com
  28. 28. maggio 2013 – Anno 1 – numero 0 28 È solo un attimoÈ solo un attimo di Elisa Bisetto (2D) Tante volte, durante la nostra vita, compiamo delle azioni di cui poi ci pentiamo. Tante volte vorremo poter tornare indietro, poter cancellare quell’avvenimento, compiutosi per una distrazione, per non aver ascoltato i nostri genitori, i professori, i fratelli e sorelle; ma ciò non è possibile e a noi tocca sopportare le conseguenze senza poterci fare nulla. In questa lettera, ricordo una mia amica che morì all’età di dieci anni. Maserada, 19 febbraio 2013 Cara Silvia, come stai? Io bene, anche se vorrei poterti abbracciare. Ormai è da parecchio tempo che non ci vediamo e mi incuriosisce molto sapere dove sei e come stai; se i tuoi capelli sono ancora di quel bellissimo colore dorato, se i tuoi occhi brillano ancora di quel colore azzurro acceso, ma soprattutto vorrei sapere se sei ancora così strana (nel senso buono), se conosci ancora solo il ridere e non il piangere, se sulle tue labbra appare ancora quel sorriso malizioso che fino a poco tempo fa era la causa dei nostri litigi. Mi manca il tuo umorismo, i tuoi occhi svegli e il tuo parlare continuo. E tutto solo per quel giorno in cui non abbiamo guardato prima di attraversare la strada, è bastato solo un secondo per non vederti più, per non avere più l’amica del cuore, per perdere una delle cose più preziose che avevo al mondo. Avevamo passato assieme così tanto tempo che quando ho saputo che tu non c’eri, che il tuo cuore aveva cessato di battere, che non avrei mai più sentito la tua voce, la tua risata e che non avrei mai potuto confidarmi con te, mi sono lasciata andare: volevo smettere di vivere. Tante volte mi tornano in mente i numerosi momenti passati assieme, le corse per scappare da mia madre, le litigate per chi doveva usare la pedina a candela e per chi doveva essere la banca o l’hotel… Quanto vorrei poter tornare indietro, fare in modo che non fosse accaduto, poterti riavere accanto. Tutto perché non abbiamo ascoltato i nostri genitori. Mi manchi molto e, se potessi esprimere un desiderio, esprimerei quello di riaverti qui accanto. Ely Romania, terra miaRomania, terra mia di Andrei Veres (2B) Come vi posso descrivere l’emozione che avevo quando ho dovuto lasciare le mie terre. È successo così all’improvviso un giovedì mattina. Mia madre mi disse che dopo quattro giorni dovevamo partire per l’Italia. Il giorno prima di partire ho fatto visita ai miei amici favoriti. E il giorno dopo dovevo partire. Sono andato da tutti i miei amici, vicini e parenti, poi è arrivata l’auto e il mio cuore si spezzò in due parti: una la volevo lasciare dove ero nato e l’altra la volevo portare con me. Arrivato il momento di partire, vedevo tutti i miei parenti che mi salutavano; ho guardato indietro e ho visto mio zio che si tolse il capello: ”Ricordati che in qualsiasi posto tu andrai, qua a casa c’è ancora un vecchio che ti aspetta” - mi diceva - “Guarda intorno e dove andrai troverai gli stessi posti”. Ancora non credevo che dovevo andare. Il mio cuore batteva a 80 all’ora per l’amore che avevo per quel posto. Avevo un centinaio di farfalle dentro allo stomaco e sentivo che per me veniva la fine del mondo: non potevo accettare di non vedere più il mio paese per chissà quanto tempo.
  29. 29. maggio 2013 – Anno 1 – numero 0 29 Insalata di FiabeInsalata di Fiabe di Beatrice Pozzobon (1A) C'era una volta un bimbo chiamato Calzino Azzurro proprio perché indossava sempre dei calzini azzurri. Viveva con il papà falegname e la mamma casalinga in una piccola casa immersa nel verde e tra i boschi. Suo papà andava tutti i giorni a tagliare alberi lontano da casa, nel bosco dei faggi, per fare mobili e con gli scarti riscaldava la casa. Calzino Azzurro andava spesso a trovare suo padre al lavoro nel bosco; un giorno il papà gli disse: “Procurami del cibo e portamelo nel bosco perché voglio prendermi avanti con il lavoro. Vai al supermarket, senza passare però per la scorciatoia, anche se è la via più breve, altrimenti di certo incontrerai dei pericoli.” Calzino Azzurro partì così di gran corsa con la sua BMX e passò davanti al campo sportivo dove Bollicino, detto “il portierino”, lo chiamò per fargli tirare qualche rigore. Perse così del tempo, per recuperare il tempo perso pensò allora di prendere la scorciatoia vietata dal padre. Non si fermò con nessun altro per strada, ma si accorse della Banda Bassetti. Da tempo quei cinque tipacci volevano rubagli la BMX allora lui corse anche più veloce del veloce. Arrivato al supermarket entrò di fretta e non legò la bici perché pensava di metterci poco. Invece i mise tanto alla cassa e all'uscita la BMX non c'era più! Pensò di chiedere aiuto al Bassotto-poliziotto (inviato speciale di “Striscia la notizia”) per farsi ridare la BMX dai fetenti Bassetti. Dopo una lunga lotta a base di pugni e di manganellate, i Bassetti si arresero e restituirono la BMX. Calzino ringraziò il Bassotto-poliziotto e si lanciò a razzo verso il bosco; saltò Bollicino che lo aspettava per il secondo round, non si fermò e gli diede la partita vinta. Giunto nel bosco dei faggi trovò il papà furibondo per il ritardo e affamato come il lupo di Cappuccetto Rosso. Ma il vecchiaccio perdonò Calzino Azzurro anche quella volta e… non se lo mangiò!! Horror: Il sorellicidioHorror: Il sorellicidio di Giorgia Nardin (2B) Io e mia sorella Arianna non siamo mai andate d’accordo, perché lei voleva sempre sapere tutto e voleva aver ragione anche quando sbagliava. Questo mi faceva arrabbiare molto, anche perché la mamma le dava sempre ragione, le comprava dei bei vestiti e uscivano sempre insieme senza di me. Io ero così gelosa che decisi di ucciderla, perché volevo che la mamma guardasse solo me ma non lei. Però dovevo pensare bene al piano. Tutto successe in una sera d’estate quando c’era un forte temporale. Stavamo andando a trovare i nonni, quando un lampo colpì il motore della nostra macchina, che prese fuoco. Mia sorella prese molta paura, la macchina sbandò e andò a finire dentro il fiume lì vicino. Io sono stata veloce e mi sono gettata fuori dalla macchina, ma Arianna era stata lenta come il solito ed era finita in acqua. Dalla strada la sentivo urlare, chiamava il mio nome ma io ero troppo presa dalla gelosia per andarla a salvare, e intanto mi dicevo che lei non sapeva nuotare e che sarebbe sicuramente morta affogata. Sapevo che mi stavo comportando male e che solo io potevo tirarla fuori perché solo io sapevo nuotare, ma quella volta era il momento giusto per liberarmi di lei. Se l’avessi aiutata la mamma avrebbe guardato solo mia sorella e io sarei stata dimenticata. Arianna continuava a urlare il mio nome fino a quando non si sentì più allora, per non fare capire alla polizia che non avevo cercato di salvarla, mi tuffai in acqua. Nessuno sa la verità; anche se non ho ucciso mia sorella con le mie stesse mani, è come se lo avessi fatto. Però la cosa non mi preoccupa perché adesso tutti mi vogliono bene, tutti mi portano in giro e guardano solo me.
  30. 30. maggio 2013 – Anno 1 – numero 0 30

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