Cloud computing luci e ombre

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La crescente diffusione di soluzioni fruibili attraverso internet ha portato direttamente al concetto del “cloud computing”. Comprederne il significato, i vantaggi ed anche gli aspetti meno evidenziati dai gestori dei servizi, costituisce un fattore importante per una corretta valutazione ai fini dell’impiego aziendale.

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Cloud computing luci e ombre

  1. 1. 14 30 maggio 2010 APPUNTI DIGITALI Quaderni Cloud computing: luci e ombre Contenuti: Cosa significa “cloud computing” Vantaggi del “cloud computing” Svantaggi del “cloud computing” Molti usano già il “cloud computing” senza saperlo L’ Azienda e il “cloud computing” Alcuni punti da chiarire o “sfatare” Cloud computing e professionisti IT aziendali Il “ Cloud computing” è poco costoso o gratis Le prestazioni delle applicazioni in “cloud computing” Microsoft Office Vs Google, Zoho ed altri Attivare e gestire il “cloud computing” Cosa significa “cloud computing” Inutile fornire una traduzione, rischierebbe comunque di non avere un chiaro significato. Sino ad oggi siamo abituati ad effettuare un’ampia gamma di operazioni su di un computer, dopo averlo acceso ed aver avviato un programma. Attraverso il software opportuno gestiamo le mail, ritocchiamo una fotografia, creiamo e modifichiamo documenti, utilizziamo sistemi di gestione aziendale come un ERP un CRM. Accanto a questo uso è possibile anche svolgere una serie di attività connesse ad internet collegandosi ad un sito web ed utilizzare delle funzioni come ad esempio l’“home banking” a cui moltissimi di noi non saprebbero più rinuciare nell’effettuare ormai tutte le operazioni che una volta richiedevano di recarsi in banca allo sportello. La connessione ad internet è quindi la linea di demarcazione tra le due modalità di operare. Concettualmente con il “cloud computing” si spostano online tutte o quasi le nostre attività. Ciò significa che anche per scrivere una lettera o effettuare dei calcoli con un foglio elettronico si apre il “browser”, si digita o si seleziona un indirizzo web sul quale sono utilizzabili le applicazioni web necessarie. Il “cloud computing” si basa pertanto sull’impiego di “web applications” 1
  2. 2. Per un uso di questo tipo il personal computer richiede solo la potenza di calcolo per effettuare e mantenere un collegamento internet attraverso un “browser” (Internet explorer, Firefox, Chrome, Safari, Opera, ecc): il “browser” diventa il “computer”. Vantaggi del “cloud computing” Il primo e più evidente vantaggio è quello che non si hanno costi di manutenzione, i server, la gestione dei dati e la loro sicurezza è completamente demandata al gestore del servizio, esternamente alla azienda. Programmi e dati sono posti su server collocati in un data center, dove ne vengono gestite l’archiviazione, le copie ed il backup. Apparentemente, per molte aziende, solo questo aspetto legato ai risparmi della “non gestione interna” del sistema informatico e della sicurezza, parrebbe essere una grande attrattiva. Inoltre per molte applicazioni (ma non per tutte) l’utilizzo online tende ad avere dei costi per utente inferiori a quelli dei corrispondenti prodotti licenziati per computer. La possibilità poi di condividere con semplicità e immediatezza, su scala geografica, documenti e dati facilita ed incrementa le opportunità di collaborazione. Si pensi ad esempio a Google Apps mediante cui se più utenti modificano contemporaneamente un documento, le modifiche dell’uno vengono trasferite sul lavoro dell’altro, oppure a Google Wave un sistema di comunicazione online che aggrega le funzioni di email, discussione, chat, gestione di documenti in un unico strumento. Parlando ancora di costi di manutenzione il “cloud computing” riduce i costi dell’hardware necessario per i singoli personal computer, in quanto nella maggior parte dei casi non sono richiesti dispositivi potenti. Svantaggi del “cloud computing” L’aspetto che suscita le maggiori perplessità è quello che afferisce alla “”riservatezza ed alla legalità”, soprattutto in tutte quelle circostanze in cui, oltre ai dati personali, devono essere trattati dati sensibili.. L’utilizzo di servizi in “cloud” comporta l’accettazione dei termini d’uso e la conseguenza è che i propri dati caricati sui server del gestore vengono trattati secondo i termini accettati, attraverso le misure tecniche e di sicurezza del fornitore del servizio. In conseguenza di ciò esistono rischi da valutare in relazione alla possibilità di attacchi da parte di hacker ai server del gestore ed alle modalità di trattamento dei dati in relazione al codice della privacy ed alle misure di sicurezza. Molti usano già il “cloud computing” senza saperlo Certamente nell’uso personale e, in molte occasioni, anche in quello aziendale, molti impiegano già il “cloud computing”, come i milioni di utenti di Gmail, Flickr o Picasa, o coloro i quali utilizzano le versioni “free” di Google Docs e Calendar, Google Apps Standard, Zoho Business. 2 © ing. Roberto Gallerani
  3. 3. Quindi ognuno di noi può valutare il “principio” anche sul piano puramente personale, rendendosi conto facilmente della comodità di poter usare anche un computer meno potente e non doversi preoccupare del backup dei dati. Per contro la necessità di dover contare su di un collegamento ad internet in “banda larga” e, soprattutto, la consapevolezza che se il collegamento non c’è allora gli strumenti non sono disponibili. L’ Azienda e il “cloud computing” Un’azienda è tuttavia un “organismo” assai più complesso di un singolo soggetto. In essa coesistono diversi sistemi tra loro integrati e comunicanti (ERP, CRM, PDM/PLM, gestione elettronica dei documenti, ecc). Certamente gestire “in azienda” tutti questi sistemi richiede hardware, software, risorse e tempo per il solo mantenimento di un buono stato d’uso. Se un’azienda è di piccole dimensioni oppure si tratta di una rete di imprese distribuite su un vasto territorio, parrebbe quindi essere l’ “uovo di colombo”. Attraverso il “cloud computing” le diverse applicazioni non vengono eseguite localmente sui server dell’azienda ma su quelli del gestore, posti in un data center condiviso con molte altre aziende ed accessibile attraverso internet. La configurazione, l’aggiornamento o la personalizzazione di un applicazione in “cloud”, una volta effettuata, è immediatamente disponibile a tutti gli utilizzatori. Oggi le aziende hanno bisogno di applicazioni di ogni genere e difficilmente esiste un unico gestore in grado di offrire anche solo una parte dei servizi necessari, pertanto la scelta dei diversi fornitori, la loro affidabilità e quella del servizio, l’integrabilità e la comunicazione tra le differenti funzioni costituiscono alcuni degli elementi di valutazione e scelta. In generale con le applicazioni basate su “cloud” è necessario meno tempo per essere operativi, con un salto impressionante rispetto al software aziendale tradizionale. Possono inoltre avere costi inferiori legati ad un’economia di scala sull’uso delle risorse fisiche del gestore, condivisibili tra più aziende ed utenti, e possono risultare più scalabili, sicure e affidabili rispetto alla maggior parte delle applicazioni tradizionali. Dal punto di vista economico e finanziario la semplificazione è che non risulta necessario acquistare hardware e software, in quanto tutto rientra in un “abbonamento” con un canone prefissato, basato sul criterio del “paghi solo quello che usi”. In ogni caso va anche detto che molti rilevano però limiti e contraddizioni, in particolare l’enorme spreco che viene fatto della possibilità offertaci dalle nuove tecnologie di mettere a disposizione di ognuno delle enormi e straordinarie capacità di elaborazione, riportando di fatto ad un architettura basata su sistemi centrali e unità distribuite “poco intelligenti”, che ricorda molto quella degli anni 70 allora basata, forzatamente per ragioni tecnologiche, su mainframe o minieleboratori e terminali ad 3 © ing. Roberto Gallerani
  4. 4. essi collegati. E’ quindi ragionevole, e per certi versi inevitabile, prevedere nel prossimo futuro la ricerca di un giusto equilibrio tra la “centralizzazione” e la “distribuzione” possibili anche oggi attraverso tecnologie come quelle di CITRI X e VMWARE basate sulla virtualizzazione dei server, dei desktop e dei servizi, in grado di consentire la creazione di reti in cui l’intelligenza locale, anche se non necessaria, può essere sfruttata quando c’è, per permettere di operare anche scollegati da internet o in condizioni di emergenza. Alcuni punti da chiarire o “sfatare” Cloud computing e professionisti IT L’adozione del “cloud computing” porta ad intravedere, per l’azienda, la riduzione della necessità di disporre di personale IT interno. Il minor peso dell’infrastruttura hardware e software dedicata alle applicazioni, “spostate” nel “cloud”, sembrerebbe confermare in parte ciò. Tuttavia occorre sottolineare l’importanza strategica che vengono ad assumere i sistemi di comunicazione, il loro monitoraggio e la gestione della sicurezza e della garanzia della loro persistenza. Inoltre anche le soluzioni in “cloud”, necessarie per i servizi aziendali, richiedono un’attenta valutazione in termini di qualità, affidabilità ed integrabilità, spesso da effettuarsi tra servizi offerti da gestori differenti. Molte aziende hanno approfittato di questo scenario per spostare all’esterno la maggior parte dei servizi correlati, rilevando poi nel seguito che in ogni caso è strategico mantenere all’interno, o in una rete di professionisti vicina all’azienda ed alle sue esigenze, la capacità di analisi, valutazione, selezione e gestione dei servizi e dei gestori del “cloud”. Certamente occorre rilevare che il diffondersi del “cloud computing” tenderà in molti casi a variare alcune delle funzioni dei professionisti IT, assimilandoli a dei “service manager” nei quali la capacità di saper valutare ingegneristicamente esigenze, soluzioni, qualità, affidabilità di vendors e proposte diventerà un elemento fondamentale, insieme alle doti di contrattazione e gestione dei fornitori del servizio. I professionisti IT tradizionali potrebbero poi trovare un nuovo ruolo nel supporto alle diverse unità di business aziendali, e nell’inevitabile lavoro di realizzazione di componenti software di integrazione per far comunicare ed operare insieme servizi in “cloud” di gestori diversi. Il “ Cloud computing” è poco costoso o gratis La convinzione che il “cloud computing” significhi, di fatto, un basso costo se non adirittura “gratis”, deve essere smentita chiaramente. In primo luogo perché i servizi necessari ad un’azienda sono molteplici e molteplici sono quindi i canoni diversi, per servizio ed utente che saranno necessari; inoltre è necessario da subito o auspicabile in tempi rapidi, la realizzazione di percorsi di integrazione ed interazione tra i diversi servizi che, se non già disponbili, dovranno essere approntati. 4 © ing. Roberto Gallerani
  5. 5. In ogni caso anche in quello più semplice in cui bastasse unicamente l’impiego di Google Apps Business Premier con un canone annuo di 40 euro all’anno per utente, il bilancio economico complessivo non si fermerebbe solo a questo. Nell’operatività di tutti i giorni diventerebbe fondamentale la disponibilità di una connessione ad internet affidabile ed efficiente, con buone prestazioni e caratteristiche tali da non lasciare mai l’azienda scollegata: e tutto ciò ha un costo. Inoltre devono essere considerati anche una serie di costi legali in aggiunta alle situazioni tradizionali; infatti nel passare le proprie applicazioni e dati sui sistemi esterni del gestore, aumentano o quantomeno cambia la natura dei rischi in modo tale da richiedere un’attenta analisi finalizzata ad assicurare un servizio compatibile con gli standard di qualità e sicurezza aziendali. I contratti, i termini d’uso devono essere attentamente studiati per verificare la presenza di clausole improprie o “pericolose” e, dove possibile, ricontrattati quando siano previste condizioni di variazione senza preavviso da parte del gestore. L’archiviazione dei propri dati e documenti nel “cloud” apre spazi a nuove forme di rischio e nuove policy di sicurezza, i cui costi sono difficilmente determinabili a priori. Occorre verificare, almeno contrattualmente, che essi non vengano utilizzati per eseguire indagini di mercato o di profilazione dell’utente. Le prestazioni delle applicazioni in “cloud computing” Come già detto precedentemente la banda disponibile è un fattore importante per la bontà delle prestazioni. Tuttavia non è l’unico, poichè per quanto i gestori dei servizi facciano di tutto per adottare architetture scalabili in grado di adeguarsi rapidamente ad un diverso carico di richieste, si possono comunque verificare situazioni di degrado delle performance. Alcuni benchmark presenti sul mercato dimostrano come anche “colossi del cloud” come AMAZON, GOOGLE, SALESFORCE possano “incappare” in particolari condizioni di degrado delle prestazioni anche dai 3 ai 5 secondi. Microsoft Office Vs Google, Zoho ed altri Alcune aziende hanno effettuato il passaggio completo da Microsoft Office a una soluzione di posta elettronica, collaborazione e produttività personale completamente erogata attraverso servizi in modalità cloud, ma queste sono da considerarsi vere e proprie eccezioni. Uno studio condotto da IDC indicava 5 © ing. Roberto Gallerani
  6. 6. che a luglio del 2009 il 97% delle aziende utilizzava Microsoft Office, e il 77% unicamente Microsoft Office, mentre Google Docs veniva impiegato dal 20% delle aziende insieme a Microsoft Office piuttosto che in sua sostituzione. Nell’attuale politica commerciale di Google viene enfatizzato il fatto che Google Docs non è il naturale sostituto di Ms Office ma deve essere visto come un complemento ad esso. Nel passato la strategia era stata in realtà quella di cercare di far passare il concetto che potesse esserne la sua sostituzione, pur con un minor numero di funzionalità, “affannosamente” sostenute da Google come non utili per la maggior parte degli utenti. Anche gli altri attori in questo campo come Zoho, evitano accuratamente di porsi in conflitto con Microsoft, anche se tutti manifestano velatamente l’auspicio che il “cloud computing” in questo settore possa diventare un’alternativa ad Office. Microsoft, da parte sua, dopo aver dedicato 20 anni per raggiungere l’attuale stato dell’arte per Office, a partire dalla versione 2010 ha iniziato un’azione massiccia per portare tutta la sua piattaforma in modalità “cloud”. Attivare e gestire il “cloud computing” Anche se i fornitori di servizi in “cloud” affermano che l’uso di applicazioni in questa modalità elimina quasi completamente la necessità di agire a livello IT, l’esperienza sul campo e gli stessi clienti dimostrano come ciò non sia del tutto vero. Le soluzioni in “cloud” sono pur sempre delle applicazioni software che devono essere correttamente configurate ed a volte anche personalizzate per poter essere utilizzate nel contesto aziendale. Continuano quindi a sussistere delle responsabilità di gestione importanti. I diversi servizi offerti possono essere in molti casi personalizzati attraverso la realizzazione di componenti applicative sviluppate secondo le specifiche del fornitore, atte a consentire la comunicazione e l’integrazione con servizi diversi (si pensi il CRM con l’ERP e con un sistema di gestione documentale). Gli utenti poi devono comunque essere seguiti e le configurazioni dell’infrastruttura del servizio devono essere manutenute nel tempo al variare delle esigenze aziendali. Accade in molti casi che questi aspetti vengano sottovalutati dalle aziende, trascurando in buona misura il fatto che, comunque, si tratta di applicazioni software che devono essere amministrate e gestite. 6 © ing. Roberto Gallerani
  7. 7. Un altro aspetto assai rilevante attiene al controllo dei dati, fatto determinante sia nella pratica che dal punto di vista legale. La possibilità di muovere dati, documenti, processi da un servizio in “cloud” di un gestore a quello di un altro costituisce spesso una limitazione o adirittura un problema. Lo stesso controllo dei dati, che potenzialmente il gestore può avere, è ancora un fatto assai dibattuto, rispetto al rischio o anche semplicemente al timore che essi vengano diffusi o carpiti in malo modo. La crescente domanda sta poi favorendo la crescita di servizi in “cloud” erogati da gestori presenti in aree geografiche e paesi molto differenti nelle normative e nei protocolli di controllo. Spesso gli utenti del servizio non risultano nemmeno consapevoli dell’ubicazione del servizio e dei loro dati, con conseguenze legali importanti nel caso non vengano analizzate adeguatamente in anticipo. 7 © ing. Roberto Gallerani
  8. 8. ing. Roberto Gallerani a partire dal 1984, nella PMI, ha maturato esperienze nella conduzione di attività nelle seguenti aree: Esame delle esigenze, valutazione, selezione, avviamento di soluzioni: • Gestione elettronica dei documenti • Fattura elettronica e conservazione sostitutiva • Acquisizione dei documenti cartacei con riconoscimento del tipo di documento ed estrazione automatica delle informazioni • BPM: Business Process Management (workflow e processi assistiti di trattamento dei documenti) • CRM: Customer Relationship Management • Integrazione di ERP e CRM con sistemi di gestione documentale • CMS: Content Management Systems per la gestione di contenuti/portali aziendali • Sistemi informativi tecnici CAD 2D/3D, PDM/PLM con integrazione ai componenti di produzione, nel settore manifatturiero meccanico Esame delle esigenze, valutazione e individuazione delle soluzioni hardware e software per l’ “adaptive enterprise“ e la “business continuity”: • Architetture di elaborazione in cluster • Virtualizzazione e consolidamento • Storage Area Network, Network Attached Storage, Tape Libraries e backup • Sistemi di monitoraggio di reti di comunicazione ed elaborazione • Sicurezza e sistemi di sicurezza a livello di comunicazioni ed applicativi • Collocazione in “data center” di sistemi ed Application Service Provisioning • Analisi dei rischi legati alla stilazione del DPS Studio, progettazione e direzione dello sviluppo di sistemi: • Electronic Document Management • Product Data Management / Product Lifecycle Management • Gestione delle funzioni pre-vendita e post-vendita nel settore manifatturiero meccanico • Database di sintesi per il supporto alle decisioni in area CRM • Gestione dei processi di formazione aziendali Progetti speciali • Gestione del progetto software di acquisizione e archiviazione dei dati di esercizio, l'analisi statistica ed il controllo di macchine per il confezionamento di prodotti nel settore farmaceutico. • Gestione del progetto software di sistemi di supporto alla progettazione ed alla documentazione di componenti per l'edilizia (dimensionamento strutturale dei componenti, generazione automatica dei disegni esecutivi 2D e della relazione per il Genio Civile) • Analisi e progettazione del sistema di pianificazione della produzione di una primaria azienda manifatturiera del settore tessile Quaderni 14 30 MAGGIO 2010 Iscrizione all'Albo degli Ingegneri della provincia di Bologna, n. 4421 Email: roberto.gallerani@ordingbo.it - Mobile: +39 339 5003435 - http://www.gallerani.it Via Berlinguer n. 1 - 40024 Castel San Pietro Terme - BO 8 © ing. Roberto Gallerani

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