Successfully reported this slideshow.
We use your LinkedIn profile and activity data to personalize ads and to show you more relevant ads. You can change your ad preferences anytime.

WOOLRICH NEW CONCEPT STORE

165 views

Published on

Il flagship Woolrich a Milano
Evocare l’autenticità dei valori di uno dei più antichi brand al mondo è un’impresa straordinaria, richiede grande rispetto, sensibilità e accortezza nel rendere omaggio alle origini di un’idea che si è imposta ovunque con semplicità e personalità distintive. L’uomo che dal 1930 in Pennsylvania girava per miniere e campi a vendere i suoi filati e abbigliamento da lavoro, creò dal nulla, attorno a una sorgente d’acqua, un intero villaggio per i suoi lavoratori organizzato e funzionale, costruito su misura e comodo come i vestiti che realizzava. Infine quel suo nuovo paese prese il nome di Woolrich, fondendo per sempre così quel prezioso materiale al suo nome e alla sua arte. Il mondo della lana di John Rich. Aveva creato valore umano, il calore che avvolgeva quel paese era fatto di socialità, onesto lavoro e sane abitudini intessute ai telai, a contatto con una natura gelida ai confini col vento, le foreste e i laghi del grande nord. John Rich ha scaldato i cuori del mondo che lui stesso aveva creato e ha portato questo suo messaggio ovunque ci fosse bisogno di tenere al caldo qualcuno, un soldato, un esploratore, un cacciatore, un uomo.

Published in: Retail
  • Be the first to comment

  • Be the first to like this

WOOLRICH NEW CONCEPT STORE

  1. 1. food TRAVEL RETAIL SHOPPING MALL retail&Anno 13 • Numero 4 • APRILE 2018 • € 5,00 In caso di mancato recapito inviare al CMP di Milano Roserio per la restituzione al mittente previo pagamento resi Il Report Mobile payment Star Trek Tata Italia Dossier Aeroporti Verona La scalata ai big di Teddy Group Parola di Pierluigi Marinelli Analisi di mercato Abbigliamento Travel Nasce Centostazioni Retail
  2. 2. retailfood - aprile 201852 E vocare l’autenticità dei va- lori di uno dei più antichi brand al mondo è un’im- presa straordinaria, richiede grande rispetto, sensibilità e ac- cortezzanelrendereomaggioal- le origini di un’idea che si è im- posta ovunque con semplicità e personalità distintive. L’uomo che dal 1930 in Pennsylvania gi- rava per miniere e campi a vendere i suoi filati e ab- bigliamento da lavoro, creò dal nulla, attorno a una sorgente d’acqua, un intero villaggio per i suoi lavo- ratori organizzato e funzionale, costruito su misura e comodo come i vestiti che realizzava. Infine quel suo nuovo paese prese il nome di Woolrich, fondendo per sempre così quel prezioso materiale al suo no- meeallasuaarte.IlmondodellalanadiJohn Rich. Aveva creato valore umano, il calore che avvolge- va quel paese era fatto di socialità, onesto lavoro e sane abitudini intessute ai telai, a contatto con una natura gelida ai confini col vento, le foreste e i laghi del grande nord. John Rich ha scaldato i cuori del mondo che lui stes- so aveva creato e ha portato questo suo messaggio ovunque ci fosse bisogno di tenere al caldo qual- cuno, un soldato, un esploratore, un cacciatore, un uomo. Lo spazio Woolrich del primo flagship store a Mila- no (in corso Venezia 3) racchiude ed espande quel luogo, come un piccolo villaggio in cui ci si sente subito accolti e ospitati con cura. L’interpretazione di Masamichi Katayaka dello Studio Wonderwall penso che nasca da questa consapevole scelta: trasferire il calore che il brand esprime attraverso quella grandearteastrattivagiap- poneseabilearestituireat- mosfere sobrie ed epurate da stilemi, per raccontare unastoriadisempliciacco- stamenti materici, di am- bienti e di arredi costruiti a maglie ortogonali in ac- cordo con le trame filate deiplaid,deltartancomeautenticoavatardelbrand. Sirespiraquelvillaggio,pulsantedivitalità,ordineed efficienza,tuttoapparenitidoefresco,creatoconsa- pienza artigiana, col lavoro buono e sincero dell’uo- mo.Ognistanzaèunacasadiquelvillaggio,racconta illegnoruvidoenaturaledeiboschiasoffitto,illegno levigato e bianco come neve a pavimento, e quel- la vera neve, chiusa in una stanza“Extreme Weather Experience Room”, che sembra un angolo d’inverno portatodalontanoperprovareicapielasciarliespri- mere nel loro habitat ideale. Persino l’immaginario della foresta ai margini del vil- laggio prende vita attraverso lo spazio dedicato alla verdeartediGreen Fingers,ungiardinoilluminato dallalucenaturalecreatodaSatoshi Kamawoto. Si avverte in tutto questo scenario il richiamo della forestadiJackLondon,ilfocolareaccesonellabaitae ilclimadiqueiluoghidovetuttoebbeorigine.Lates- situra degli arredi contrappone, sempre in contrasto termico, elementi e materiali freddi in connubio col legno. Metallo, pietra e cristallo: la miniera, la mon- tagna, l’acqua, diventano citazioni tattili in quell’am- biente in cui il fascino morbido della lana trova un contesto ideale in cui presentarsi e offrirsi abbrac- ciando gli ospiti con discrezione e stile. Si avverte il piacere di carezzarla, conoscerla, indos- sarla e renderla viva. L’esperienza è compiuta e gra- tificante, lo spazio si racconta per gradi, dall’ingres- so al museo, al salotto, alla sartoria, la storia di John Rich e della sua preziosa arte è pienamente narrata, come in una fiaba, e viverla è un fattore unicamente umano, personale e olistico, che supera l’asetticità dell’acquisto digitale per attingere ai valori essen- ziali di un brand che si fa luogo iconico, toccandoli con mano e portandoli con sé come una giacca co- moda e calda. Ma interpretare e raccontare la storia che si è volu- ta narrare in uno spazio di 700 mq non è facile e lo abbiamo subito notato. Il direttore del negozio è abile, simpatico, empati- co e sa entusiasmare con proprietà di linguaggio, i suoi sorrisi aperti e la sua conoscenza di ogni mini- mo dettaglio che va dai capi, allo spazio ai valori del brand, ma purtroppo è il solo a saperlo fare. Gli altri venditori, che abbiamo interrogato per capi- re quanto conoscessero la storia del brand e quan- to potessero raccontare del loro reparto, li abbia- mo trovati piuttosto impreparati, nell’esprimersi con quellamodestiamista a timidezza inadattea narrare gli sforzi dei progettisti che hanno creato aree espo- sitive veramente interessanti. Diciamospessocheognibrandtramitelospaziofisi- co, il suo modello di servizio, gli arredi, l’illuminazio- ne, la materia, le immagini e l’atmosfera deve creare quella brand experience che riporta alla luce i valori e l’anima del brand e che poi si tramuta in“ricordo”. Solo allora lo spazio diventa “luogo” da raccontare agli amici in quel passaparola sussurrato che lo tra- sforma in un contesto speciale che incuriosisce la vi- sita. Sappiamo come sia essenziale per tutti i brand la scelta e la formazione delle persone, ma nello spa- zio fisico, il vero protagonista resta l’essere umano con i suoi sentimenti, la sua anima e il suo cuore che sono i veri ambasciatori del brand. Ci aspetteremmo quindi di trovare ambasciatori preparati, sensibili, gentili, sinceri e capaci anche di sorridere. Marco Michele Rossi e Alberto Pasquini Retail Design Italy Il flagshipWoolrich a Milano New concept storerfrf

×