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Autori della pedagogia moderna by Lucia Gangale

Per i Licei delle Scienze Umane-4^ e 5^ anno.
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Autori della pedagogia moderna by Lucia Gangale

  1. 1. Prof.ssa Lucia Gangale La Pedagogia per il quarto e quinto anno dei Licei delle Scienze Umane
  2. 2. PEDAGOGIAMODERNA Prof.ssa Lucia Gangale 1769 Apre l’impresa agricola di Neuhof con la moglie Anna. Essa serve per formare buoni lavoratori. 1798 Avvia l’istituto di Stans, per orfani di patrioti uccisi e bimbi abbandonati nell’epoca napoleonica. Lo scopo è di formare l’uomo in quanto tale. Anche i figli di gente povera dovevano sviluppare le facoltà cognitive. 1799 Nasce la Repubblica Elvetica 1804 Apre la scuola di München-buchsee 1805-1825 Apre a Yverdon Coeducazione fra allievi poveri e ricchi. La scuola gli diede fama europea. LE SCARSE CAPACITA’ AMMINISTRATIVE FECERO FALLIRE UNA DOPO L’ALTRA LE SCUOLE APERTE DA PESTALOZZI. JOHAN HEINRICH PESTALOZZI Zurigo, 12 gennaio 1746 – Brugg, 17 febbraio 1827
  3. 3. PEDAGOGIAMODERNA Prof.ssa Lucia Gangale Il suo pensiero è ispirato a Rousseau. Difatti il figlio si chiamò Hans-Jacob (che tradotto in francese corrisponde a Jean-Jacques) 1781-1785 Scrive il romanzo pedagogico in quattro volumi Leonardo e Gertrude Donna e maestro sono i motori dell’educazione popolare EDUCAZIONE POPOLARE - Non basta solo punire i bambini per orientarli al bene - Mente, cuore, mano Il bimbo prima intuisce il bene, poi lo compie, infine lo interiorizza JOHAN HEINRICH PESTALOZZI
  4. 4. PEDAGOGIAMODERNA Prof.ssa Lucia Gangale La visione romantica di Pestalozzi esalta la madre educatrice e la forza dei sentimenti. La madre è il modello femminile profondamente educativo per affettuosità e dolcezza (ved. rapporto di Pestalozzi con la madre, che fu basilare per la sua esistenza). Pestalozzi inverte la scala di valori napoleonici, che favoriva la severità e l’autorità paterna. JOHAN HEINRICH PESTALOZZI Attaccamento materno Fondamentale per il sano sviluppo emotivo dei figli -Fondamentale la relazione con la madre che si instaura fin dai primi giorni dopo la nascita (disagio degli orfani). -Pestalozzi è contrario ai brefotrofi, privi di calore materno -Lo Stato dovrebbe tutelare le ragazze madri Grandi romanzi pedagogici 1801 – Come Gertrude educa i suoi figli 1801 – Il libro delle madri 1818-1819 - Madre e figlio
  5. 5. PEDAGOGIAMODERNA LA SCUOLA NAPOLEONICA - Sistema laico e statale - Sistema innovativo - Scuole elementari gestite da congregazioni religiose (molto stimate) e scuole superiori controllate dallo Stato napoleonico - Creazione dei Licei, per preparare l’élite di governo - Studenti risiedenti all’interno degli istituti scolastici - Superamento delle fallimentari écoles centrales, dove gli studenti personalizzavano il proprio corso di studi - 17 marzo 1808 – La legge vara l’Università imperiale
  6. 6. PEDAGOGIAMODERNA LA SCUOLA NAPOLEONICA 17 marzo 1808 – La legge vara l’Università imperiale Nominava i Rettori (a capo delle accademie) Le accademie vigilavano sugli Istituti superiori pubblici e privati, pensionati e scuole elementari Il personale amministrativo era tenuto al celibato Una legge del 1811 prevedeva di potenziare l’intervento dello Stato. Ma un freno all’espansione dei Licei fu dovuto alle difficoltà economiche della Pubblica Istruzione ed alla capillare presenza di scuole religiose sul territorio francese.
  7. 7. JEAN PAUL FRIEDRICH RICHTER Wunsiedel, 21 marzo 1763 Bayreuth, 14 novembre 1825 PEDAGOGIAMODERNA 1807 – Pubblica il saggio educativo Levana, dea dell’antica Roma, che tutelava il riconoscimento paterno del figlio appena nato. Si firmò solo Jean Paul. - Il bambino = è colui che guarda alla realtà in modo giusto, cioè ingenuo ed ottimistico. Con Rousseau rifiuta una pedagogia fatta solo di norme e regole precostituite Al contrario di Rousseau reputa i precetti ed insegnamenti degli adulti necessari per trasmettere valori morali ed estetici. - Fondamentale il gioco dei bambini - Bambini ‘educatori degli educatori’ Le opere di Pestalozzi e Richter sono i risultati più maturi della riflessione pedagogica tedesca.
  8. 8. JEAN MARIE GASPARD ITARD Oraison, Francia, 24 aprile 1775 – Parigi, 5 luglio 1838 PEDAGOGIAMODERNA E’ considerato il padre fondatore della pedagogia speciale, specializzato nel lavoro con i ragazzi sordomuti.  Nel 1800 nei boschi dell’Aneyron, a Sud della Francia, viene catturato un ragazzo allo stato animalesco. Il ‘selvaggio di Aneyron’ era privo di qualsiasi educazione. Alla sua storia si è ispirato il regista François Truffaut nel film del 1969 ‘Il ragazzo selvaggio’.  Itard era convinto della possibilità di studiare il caso per rispondere alla domanda che si era posto anche Rousseau: chi è l’uomo nello stato di natura prima che la società lo modifichi?
  9. 9. JEAN MARIE GASPARD ITARD Oraison, Francia, 24 aprile 1775 – Parigi, 5 luglio 1838 PEDAGOGIAMODERNA Per la prima volta nella storia, venne sperimentata l’ineducabilità di un essere umano che non avesse ricevuto gli insegnamenti dovuti al momento opportuno. Il percorso di recupero durò 5 anni. Alla fine Itard concluse che l’uomo nello stato di natura non è perfetto e che l’uomo senza la società è un essere incompiuto. Itard dà origine alla pedagogia speciale, che si occupa di educare soggetti con disabilità.
  10. 10. PEDAGOGIAMODERNA JOHANN FRIEDRICH HERBART Oldenburg, 4 maggio 1776 – Gottinga, 14 agosto 1841 Nel 1861 = 75% di analfabeti Nel 1900 = 50% di analfabeti XIX secolo = processo che conduce alla ‘società alfabeta’ > Nascita della modernità (laicismo, industria, razionalismo, ottimismo) > Modello di vita borghese > Progressi nella conoscenza - Herbart succedette a Kant sulla cattedra all’Università di Königsberg per un ventennio (1809-1833) - Precettore presso l’importante famiglia svizzera dei von Steiger (anni 1797-1799) - Ebbe rapporti personali con Pestalozzi
  11. 11. PEDAGOGIAMODERNA JOHANN FRIEDRICH HERBARTLa pedagogia secondo Herbart  È una disciplina specifica  Fa riferimento alla filosofia morale da un lato, per individuare i fini dell’educazione, ed alla psicologia (non scientifica ma filosofica) dall’altro, per le modalità attraverso cui avviene l’apprendimento.  Influenza di Kant = l’educazione forma la moralità personale  La conoscenza è un flusso continuo di rappresentazioni, che possono varcare o meno la soglia della coscienza (espressione che avrà molta fortuna nella storia della psicologia)  Le idee modello (libertà, perfezione, benevolenza, diritto, carità) stanno a fondamento del retto agire e della virtù  «Istruzione educativa» = trasmettere al soggetto il sapere e plasmarne la moralità
  12. 12. PEDAGOGIAMODERNA JOHANN FRIEDRICH HERBARTIl metodo di Herbart PER GLI ALLIEVI 1-Governo Ambiente ben organizzato dove i fanciulli sono continuamente assistiti e corretti dall’autorità amorevole dei maestri 2-Disciplina Premi e castighi ben ponderati Apprendimento continuo che rinforza la volontà 3-Istruzione L’esercizio intellettuale esercita la volontà e forma l’etica della persona PER GLI INSEGNANTI 1-Chiarezza: necessario un insegnamento improntato alla chiarezza. Programmare lezioni concatenate 2-Associazione: dare agli allievi adeguati esercizi 3- Ordine sistematico: acquisizione di un metodo attraverso astrazione e generalizzazione 4-Metodo: pervenire ad un livello successivo di conoscenza
  13. 13. PEDAGOGIAMODERNA JOHANN FRIEDRICH HERBARTSuccesso del metodo di Herbart Fino alla seconda metà dell’800 il metodo di Herbart resta solo una teoria, poi viene rilanciato dai suoi allievi, con enorme e straordinario successo. Motivi del successo del metodo di Herbart: - Rispondeva alle esigenze della scolarizzazione di massa - Convergenza/compresenza tra procedure razionalistiche, del metodo e nuova mentalità scientifica - Alfabetizzazione incanalata nei valori della società borghese
  14. 14. PEDAGOGIAMODERNA MUTUO INSEGNAMENTO -Si diffonde negli anni in cui Herbart elaborava la sua pedagogia -È rivolto ai ceti popolaru È opera di educatori inglesi: Andrew Bell (1753-1832) e Joseph Lancaster (1778-1838) che indipendentemente l’uno dall’altro ebbero la medesima intuizione: gli allievi già alfabetizzati potevano aiutare i principianti.
  15. 15. PEDAGOGIAMODERNA MUTUO INSEGNAMENTO ANDREW BELL Pastore anglicano, a Madras diresse una scuola per orfani di militari inglesi a corto di insegnanti. Aveva visto il mutuo insegnamento nelle scuole all’aperto dei maestri indù. Slogan: «Il metodo con il quale una scuola intera o una famiglia può istruirsi da sé stessa sotto la vigilanza di un solo maestro» JOSEPH LANCASTER Pastore quacchero, nella sua scuola per poveri i ragazzi erano assegnati ad allievi già formati, detti i ‘monitori’. I due non si conoscevano
  16. 16. PEDAGOGIAMODERNA MUTUO INSEGNAMENTO METODO DELLE SCUOLE MUTUE -Lettura e scrittura - Lezioni in un unico stanzone -Calcolo - Grandi cartelloni alle pareti -Cucito (per le bambine) con l’alfabeto e calcoli semplici PREGI 1-Aprono all’insegnamento contemporaneo di letture, scrittura e calcolo, prima distanti fra loro in modo consequenziale 2-Utilizzano materiali visivi (cartelloni) 3-Scolarizzazione femminile accanto a quella maschile DIFETTI 1-Ostilità dei ceti conservatori e diffidenza della Chiesa cattolica (erano esperienze protestanti) 2-Base mnemonica adatta a persone destinate a restare umili 3-Differenza col metodo di Herbart, oneroso perché richiedeva una rete capillare di maestri adeguatamente formati. Per via di tutte queste difficoltà le scuole mutue si esaurirono.
  17. 17. PEDAGOGIAMODERNA ARISTIDE GABELLI Belluno, 22 marzo 1830 – Padova, 6 ottobre 1891 -Membro del consiglio superiore della Pubblica Istruzione -1880-scrive «Il metodo d’insegnamento nelle scuole elementari d’Italia» -Riflette sull’arretratezza sociale e culturale del popolo all’indomani dell’unificazione -Metodo intuitivo  Attenzione del maestro al singolo individuo  No nozionismo, ma imparare a pensare  «Lezione di cose», cioè niente esercizi astratti, ma continuo riferimento alle esperienze degli allievi  Massima attenzione alla psicologia infantile  Come Herbart, era lontano dalla visione libertaria di Rousseau HERBART Il protagonista del processo didattico è il maestro che relazione dettagliatamente sui progressi dei fanciulli. GABELLI Il protagonista del processo didattico è il fanciullo attivo e consapevole
  18. 18. PEDAGOGIAMODERNA FERRANTE APORTI San Martino dall'Argine, 20 novembre 1791 – Torino, 29 novembre 1858 Nell’800 scuole per l’infanzia nascono in Inghilterra, Francia, Svizzera. In Piemonte i marchesi Tancredi e Giulia Barolo aprono istituti per l’infanzia povera. Ferrante Aporti è un abate - 1815 è ordinato sacerdote - 1816-1819 è aVienna al Collegium Theresianum - A Cremona è nominato direttore della scuola elementare maschile dal governo austriaco Ferrante Aporti avvia l’esperimento di scuola per bimbi maschi appartenenti a famiglie agiate, poi lo allarga ai bambini poveri. Infine apre anche una scuola femminile ed un’altra per bambini di campagna.
  19. 19. PEDAGOGIAMODERNA FERRANTE APORTI 1791-1858Le scuole aportiane garantiscono > buona assistenza materiale > mirano allo sviluppo completo del bambino > è importante l’educazione religiosa > l’esercizio fisico nella forma del gioco > attenzione all’uso corretto della lingua > pulizia del corpo, alimentazione sana > no alle punizioni corporali o alla privazione di cibo > anticipare la scuola elementare tra i 2 anni e mezzo ed i 6 anni Il modello aportiano decade con la nascita della scuola di massa e con l’introduzione dei giardini d’infanzia di Fröbel.
  20. 20. PEDAGOGIAMODERNA FRIEDRICH FRÖBEL Oberweißbach, 21 aprile 1782 – Marienthal, 21 giugno 1852 È l’inventore del ‘Giardino d’infanzia’, esperienza molto pratica, non teorica, luogo di libera espressione del bambino non condizionato dalle regole della vita adulta. Esponente di una visione romantica – Naturalphilosophie – in cui la natura è guidata dall’intelligenza immanente che regola l’evoluzione delle cose. Panteismo 1826 Esce L’educazione dell’uomo, la sua opera più importante > Fu assistente di Pestalozzi e quindi aprì la sua prima scuola a Keilhav, ed in seguito altre scuole
  21. 21. PEDAGOGIAMODERNA FRIEDRICH FRÖBEL  1840 A Bad Blankenburg aprì il primo Kindergarten (Giardino d’infanzia)  Esaltazione dell’azione educativa della donna  Importanza del gioco come baricentro dell’educazione infantile, mentre molti educatori lo avevano considerato una perdita di tempo o mera ricreazione  I ‘doni’ (Geschenke) = giocattoli col potere simbolico di far intuire al bambino le leggi che regolano il mondo. Palle, sfera, cubo, cilindro sono usati per dimostrare l’armonia che si cela anche nelle cose apparentemente contrarie  Le attività svolte dai bambini: doni, canzoncine, modellaggio, cucito, intrecci di carta. Sono definite «occupazioni».
  22. 22. PEDAGOGIAMODERNA FRIEDRICH FRÖBEL Il progetto di Fröebel non ebbe successo perché era visto come troppo innovativo e, per alcuni, addirittura rivoluzionario. Dopo la sua morte i Giardini si diffusero in tutta Europa e negli Stati Uniti, grazie all’opera della baronessa Bertha von Marenholtz-Bülow, grande sostenitrice di Fröbel. Tutti i pedagogisti del primo Novecento, da Dewey a Maria Montessori, si confrontarono con l’esperienza dei Giardini d’Infanzia.
  23. 23. PEDAGOGIAMODERNA L’epoca romantica «Fatta l’Italia occorre fare gli Italiani» - MASSIMO D’AZEGLIO L’istruzione diventa una necessità impellente sia per la Destra che, successivamente, per la Sinistra storica. Alto tasso di analfabetismo tra il popolo. Interventi legislativi Legge Casati (1859) Prevedeva due cicli di istruzione: Ciclo inferiore, biennale, obbligatorio e gratuito, ed almeno 50 alunni in età da frequenza; Ciclo superiore, biennale, presente solo nei comuni sede di istituti secondari o con popolazione superiore a 4.000 abitanti Massimo D’Azeglio
  24. 24. PEDAGOGIAMODERNA L’epoca romantica Legge Casati (1859) L’istruzione secondaria era articolata in biennio (ginnasio) e triennio (liceo), con successivo sbocco verso gli studi universitari. Anch’essa era a carico dello Stato. La scuola tecnica, invece, durava tre anni, era gratuita ed a carico dei comuni, seguita dall'istituto tecnico, di tre anni, a carico dello Stato. All’Università, accanto alle facoltà tradizionali, Teologia, Legge, Medicina, se ne aggiungevano delle nuove: lettere e filosofia e scienze fisiche, matematiche e naturali. La legge sanciva l'obbligatorietà e la gratuità del primo biennio dell'istruzione elementare, ma visto che le pene per i contravventori non furono mai specificate, essa fu quasi completamente disattesa. Seguirono le leggi Bon Compagni e Lanza, ma si dovrà attendere il 1877 perché l’obbligo scolastico elementare sia elevato a tre anni, dai sei ai nove anni di età. Gabrio Casati, esponente della Destra Storica
  25. 25. PEDAGOGIAMODERNA L’epoca romantica Legge Coppino (1877) Con l’avvento al potere della Sinistra Storica, cambia la percezione dei problemi del popolo, anche perché la Destra ha riportato in pareggio il bilancio tra non pochi sacrifici. > Alla stesura del testo della Legge Coppino partecipa anche il pedagogista Aristide Gabelli, seguace del Positivismo e teorico della ‘lezione di cose’.  Scuola elementare obbligatoria e gratuita per gli indigenti. Sanzioni per chi non faceva frequentare ai figli la scuola.  Tuttavia le spese rimasero a carico dei singoli comuni, non sempre in condizione per mantenerle. La legge non trovò piena attuazione. Tuttavia contribuì a ridurre l’analfabetismo nell’Italia di fine Ottocento.  Taglio positivista e laico della legge poco accettato dai cattolici intransigenti. Michele Coppino, esponente della Sinistra Storica
  26. 26. PEDAGOGIAMODERNA L’epoca romantica GIOVANNI BOSCO Castelnuovo d’Asti, 1815- Torino, 1888  Di umili origini, è il fondatore della famiglia salesiana, attiva in tutto il mondo  È noto come «il santo dei giovani»  I suoi oratori, nati nella Torino ottocentesca, un po’ clericale, un po’ laica e positivista, riscuotono generale apprezzamento, e sono diretti all’educazione della «gioventù pericolante»  Nell’oratorio di Valdocco ci sono anche dei laboratori artigiani. La preghiera ed il lavoro si alternano  Centrale nella sua opera è l’attività editoriale e giornalistica – vedi Letture cattoliche, Biblioteca della gioventù ed il Bollettino salesiano – come reazione all’imponente pubblicistica protestante.
  27. 27. PEDAGOGIAMODERNA L’epoca romantica GIOVANNI BOSCO Castelnuovo d’Asti, 1815- Torino, 1888  Il 1855 è l’anno della soppressione degli ordini religiosi contemplativi e perciò «inutili». Il ministro Urbano Rattazzi, nonostante il suo anticlericalismo, elargisce fondi per la ristrutturazione e gli oratori di don Bosco.  Nel 1872 don Bosco fonda a Mornese (AL) la congregazione femminile delle Figlie di Santa Maria Ausiliatrice. Ne è madre superiora Maria Domenica Mazzarello (morta a soli 44 anni)  Nel 1874 parte la prima missione salesiana nel mondo, con destinazione l’Argentina.
  28. 28. PEDAGOGIAMODERNA L’epoca romantica GIOVANNI BOSCO Castelnuovo d’Asti, 1815- Torino, 1888 LA PEDAGOGIA DI SAN GIOVANNI BOSCO Accoglienza Fiducia nella parola, scritta e parlata Gioia, gioco, preghiera e lavoro negli oratori Ascolto incessante Importanza della musica «Il buono risultato nell’educazione della gioventù consiste specialmente nel saperci fare amare per farci di poi temere».
  29. 29. PEDAGOGIAMODERNA L’epoca romantica VINCENZOCUOCO Civitacampomarano, 1770 Napoli, 1823 VINCENZO CUOCO, autore del Saggio storico sulla rivoluzione napoletana del 1799, ritiene che: 1. L’educazione fa prosperare il popolo; 2. La scuola deve essere aperta al popolo e cementare il sentimento civico; 3. Il fine dell’istruzione è l’elevazione delle persone, ma deve essere calibrata sull’abitatore di campagna e sull’abitatore di città. GIUSEPPE MAZZINI, la politica è una missione, una «religione civile». Pensiero ed azione. Nascita della Giovane Italia e della Giovane Europa. Molti motivi romantici: amor di patria, culto delle tradizioni, culto religioso della nazione. Nella nazione, hegelianamente, si manifesta il divino (vedi B. Spaventa e F. De Sanctis). Idee e sommosse progettate dall’esilio inglese. ANTONIO ROSMINI, cattolicesimo liberale, cioè unione tra fede religiosa e liberalismo politico. Concetto di persona al centro della sua riflessione, con 4 importanti conseguenze: 1) fede e Chiesa al servizio della persona; 2) educazione diritto inalienabile della p.; 3) educazione diritto naturale, anche del popolo; 4) gradualità nell’insegnamento. GIUSEPPE MAZZINI Genova, 1805 – Pisa, 1872 ANTONIO ROSMINI Rovereto, 1797 –Stresa, 1855
  30. 30. PEDAGOGIAMODERNA Per secoli l’insegnamento impartito nelle scuole dai maestri è stato uguale per tutti gli allievi. Solamente nel Novecento è entrata nelle scuole una didattica individualizzata. Questo lo si deve a due fattori: > La scolarizzazione di massa > La nascita della psicologia scientifica Il clima nel quale nascono tali innovazioni pedagogiche, che comunque richiederanno alcuni decenni per essere attuate, sono: l’avvento del Positivismo, l’industrialismo, le migliori condizioni di vita, la fiducia nel progresso, le nuove scoperte nella medicina e le nuove pratiche igieniche, insomma tutto il complesso dei cambiamenti avvenuti tra Ottocento e Novecento, portarono anche a ripensare il ruolo degli insegnanti e l’attività educativa. L’ATTIVISMO PEDAGOGICO Occorre un nuovo tipo di formazione atta a rispondere alle esigenze produttive e sociali del mondo moderno. Incremento delle lingue e della cultura tecnico scientifica al posto di quella umanistica. Freni all’innovazione sono la povertà, l’analfabetismo, il monopolio di Chiesa e famiglia sul «disciplinamento del fanciullo»
  31. 31. PEDAGOGIAMODERNA JOHN DEWEY Burlington, 1859 - NewYork, 1952 Filosofo e pedagogista americano, Dewey fonda la «scuola attiva». CHE COS’ È La “scuola attiva” è quella in cui al centro del processo educativo vi è il fanciullo, non il maestro. È agli interessi degli allievi che occorre guardare, alle potenzialità di ciascuno, non all’apprendimento codificato. Cambiamento di prospettiva: Non più scuola «magistocentrica», ma scuola «puerocentrica». Rivoluzione copernicana nell’educazione. L’ATTIVISMO PEDAGOGICO
  32. 32. PEDAGOGIAMODERNA JOHN DEWEY Burlington, 1859 - NewYork, 1952 PUNTI CARDINE - Piani di lavoro e di sviluppo personalizzati - Stretto rapporto tra scuola e vita - Valorizzazione dell’intelligenza operativa e pratica - Spazio privilegiato alle attività manuali - La cultura scientifica è considerata al pari della classica. L’ATTIVISMO PEDAGOGICO Lo spirito innovatore di Dewey lo mise in contrasto con l’ambiente accademico. Ci fu così la rottura dei rapporti con l’Università di Chicago, presso la quale, con l’aiuto della moglie Alice Chipman, aveva aperto una scuola infantile ed elementare di nuova concezione. Dal 1905 fu alla Columbia University di New York, dove insegnò fino al termine della carriera, nel 1929.
  33. 33. PEDAGOGIAMODERNA JOHN DEWEY Burlington, 1859 - NewYork, 1952 OPERE FONDAMENTALI DI PEDAGOGIA - Il mio credo pedagogico (1897) - Scuola e società (1897) - Come pensiamo (1910) - Democrazia ed educazione (1916) - Esperienza e educazione (1938) - Libertà e cultura (1939). L’ATTIVISMO PEDAGOGICO Un respiro universale ed intuizioni attuali Per dare un respiro universale alla sua visione della democrazia, Dewey compì numerosi viaggi in varie parti del mondo. Molte sue intuizioni sono attualissime: l’attenzione all’allievo, il fare che precede il conoscere, la democrazia come principio di riferimento per la scuola e la società, legame tra educazione e sviluppo sociale.
  34. 34. PEDAGOGIAMODERNA EDOUARD CLAPARÈDE Ginevra, 1873 – 1940 L’ATTIVISMO PEDAGOGICO Mentre l’attivismo pedagogico americano si forma intorno a Dewey, la sua diffusione in Europa si deve a Édouard Claparède , figura di studioso di estrazione borghese e calvinista, laureato in Medicina nel 1897 e poi avviatosi con successo verso le ricerche psicologiche a Lipsia. A Claparède, ed al filosofo Pierre Bovet, si deve la fondazione, nel 1912, dell’Institut Jean-Jacques Rousseau a Ginevra, dove operò anche Jean Piaget. Tale istituto doveva fornire un’adeguata preparazione agli insegnanti. Claparède era convinto che l' insegnante nuovo dovesse essere uno “scienziato dell'educazione” quindi capace di osservare, sperimentare, innovare continuamente la propria attività professionale.
  35. 35. PEDAGOGIAMODERNA EDOUARD CLAPARÈDE Ginevra, 1873 – 1940 L’ATTIVISMO PEDAGOGICO La sua fondamentale convinzione era che l’efficacia dell’azione educativa dipende dalla preparazione psicologica degli insegnanti e dal loro “spirito scientifico”. La pedagogia doveva avere come base la psicologia e costituirsi come scienza sperimentale. La “scuola su misura” doveva tenere ben presente lo sviluppo mentale e le relative capacità del fanciullo, consentendogli di percorrere con serenità le proprie tappe evolutive. Claparède iniziò la propria attività di medico- psicologo riservando particolare attenzione ai ragazzi anormali e ritardati, ed allo scopo compì un viaggio a Bruxelles per approfondire la conoscenza dei metodi utilizzati da Ovide Decroly.
  36. 36. PEDAGOGIAMODERNA EDOUARD CLAPARÈDE Ginevra, 1873 – 1940 L’ATTIVISMO PEDAGOGICO Dedicatosi ormai completamente alla psicologia, e dopo aver pubblicato la fortunata opera Psicologia del fanciullo e pedagogia sperimentale, Claparède diede vita all’istituto di Ginevra, che, a partire dall’anno accademico 1929-1093, sarà accorpato alla Facoltà di Lettere dell’Università di Ginevra, dando così vita all’Institut de Science de l’Education. Verso il termine della sua vita, nell’Europa attanagliata dai totalitarismi e dalle guerre, studiò lucidamente i drammatici eventi in corso, suggerendo nella cooperazione tra i popoli e nella libertà di ricerca scientifica l’antidoto ai mali del XX secolo. Opera fondamentale: Una scuola su misura (1950) – Al centro dell’azione educativa vi è il bambino ed i suoi individuali bisogni ed interessi.
  37. 37. PEDAGOGIAMODERNA EDOUARD CLAPARÈDE Ginevra, 1873 – 1940 L’ATTIVISMO PEDAGOGICO IDEE PORTANTI  No programma unico per tutti, sì classi parallele  Sì discipline opzionali e schede di ricerca autocorrettive  Sì ai reali interessi del bambino (L’educazione funzionale)  Pedagogia funzionale che debba far leva ed assecondare il naturale bisogno di apprendere del bambino  Il gioco ha una particolare valenza educativa  Sì ad una scuola aperta alla vita ed alla società
  38. 38. PEDAGOGIAMODERNA EDOUARD CLAPARÈDE Ginevra, 1873 – 1940 L’ATTIVISMO PEDAGOGICO IDEE PORTANTI  No programma unico per tutti, sì classi parallele  Sì discipline opzionali e schede di ricerca autocorrettive  Sì ai reali interessi del bambino (L’educazione funzionale)  Pedagogia funzionale che debba far leva ed assecondare il naturale bisogno di apprendere del bambino  Il gioco ha una particolare valenza educativa  Sì ad una scuola aperta alla vita ed alla società
  39. 39. PEDAGOGIAMODERNA EDOUARD CLAPARÈDE Ginevra, 1873 – 1940 L’ATTIVISMO PEDAGOGICO LE 3 LEGGI DELL’EDUCAZIONE Claparède, debitore alle teorie dell’evoluzionismo, individua tre leggi che regolano l’educazione: 1. Legge del bisogno: qualsiasi attività, anche quella mentale, è generata dal bisogno; 2. Legge dell’interesse momentaneo: in ogni momento l’organismo agisce seguendo il suo interesse più forte; 3. Legge del tatonnement: si ha quando la situazione è inedita ed il soggetto ricorre al tatonnement, cioè a successivi “tentativi ed errori” per ripristinare al più presto il suo equilibrio.
  40. 40. PEDAGOGIAMODERNA MARIA MONTESSORI Chiaravalle (Ancona), 1870 – Noordwijk (Olanda), 1952 IL DEBITO VERSO IL POSITIVISMO Maria Montessori ha avuto un’enorme influenza sulla pedagogia moderna e scuole montessoriane sono ancora oggi in piena attività. Laureata in Medicina a Roma (1896), ella non ha mai dato vita a scuole pedagogiche, come Dewey e Claparède, perché oltremodo osteggiata dal fascismo, tanto da preferire di espatriare negli anni Trenta, fondando scuole in Inghilterra e in India. Precedentemente era stata in Spagna. La sua tesi di laurea riguardava il ritardo mentale dei bambini. È la prima donna medico italiana dell’Italia post-unitaria. La prima era stata Anna Kuliscioff, laureatasi a Padova nel 1886 con una tesi sull’origine batterica delle febbre puerperali.
  41. 41. PEDAGOGIAMODERNA MARIA MONTESSORI Chiaravalle (Ancona), 1870 – Noordwijk (Olanda), 1952 IL DEBITO VERSO IL POSITIVISMO Dopo la laurea si specializza in neuropsichiatria infantile con Sante De Sanctis, fondatore della neuropsichiatria infantile in Italia. Comincia il tirocinio in una clinica psichiatrica universitaria, lavorando con bambini con disabilità intellettive. Collabora con Giuseppe Montesano (con cui ha una sfortunata storia d’amore e dal quale, nel 1898, ebbe un figlio, Mario) esperto in freniatria, e pubblica “Antropologia pedagogica”, riprendendo alcune tesi di De Sanctis nel suo lavoro con i bambini: 1. L’accoglienza e l’organizzazione degli spazi; 2. La ‘carta biografica’ del bambino compilata in ingresso; 3. La preparazione dei maestri che lavorano con ‘bambini anormali’; 4. Prime sperimentazioni di una possibile educabilità dei bambini ‘idioti’.
  42. 42. PEDAGOGIAMODERNA MARIA MONTESSORI Chiaravalle (Ancona), 1870 – Noordwijk (Olanda), 1952 IL DEBITO VERSO IL POSITIVISMO 1905 – La Montessori si laurea anche in Filosofia ed ottiene la libera docenza in Antropologia. È a Parigi per un congresso di freniatria Legge itard e Séguin 1907 – È chiamata a dirigere una Casa dei Bambini nel popolare quartiere di San Lorenzo a Roma, che essa definisce un “laboratorio di psicologia”.
  43. 43. PEDAGOGIAMODERNA MARIA MONTESSORI Chiaravalle (Ancona), 1870 – Noordwijk (Olanda), 1952 IL DEBITO VERSO IL POSITIVISMO LE CASE DEI BAMBINI L’ambiente, per arredamento e materiali didattici , è fatto a misura di bambino; L’insegnante è l’organizzatore dell’ambiente educativo: guida e aiuta, ma non distribuisce premi o castighi; Influenzata da positivismo ed evoluzionismo, Montessori parla di “maestri scienziati”, con una predisposizione particolare per l’osservazione, e con una preparazione di spirito che vada oltre la semplice didattica. Triangolo bambino-ambiente-insegnante: il bambino facendo esperienza di autoeduca, ma la sua spontaneità è posta nelle condizioni di fargli acquisire un comportamento responsabile. È grande la fiducia nelle potenzialità dei bambini.
  44. 44. PEDAGOGIAMODERNA MARIA MONTESSORI Chiaravalle (Ancona), 1870 – Noordwijk (Olanda), 1952 IL DEBITO VERSO IL POSITIVISMO LE CASE DEI BAMBINI Ed ancora: I materiali didattici consistono in oggetti da manipolare e sui quali ragionare: sfere, tavolette, campanelli, matasse colorate solidi geometrici; Grande spazio è riservato ai giochi ed alle attività sociali; La pedagogia montessoriana è incentrata sulle esperienze reali piuttosto c; Più tarda è la scoperta della «mente assorbente»: i bambini sono dotati di un enorme potere di assimilazione, anche inconsapevole. Occorre stimolarlo con il gioco, la creatività, la fantasia.
  45. 45. PEDAGOGIAMODERNA MARIA MONTESSORI Chiaravalle (Ancona), 1870 – Noordwijk (Olanda), 1952 IL DEBITO VERSO IL POSITIVISMO LE ACCUSE… E LA FORTUNA DEL METODO MONTESSORIANO Le Case dei Bambini iniziarono a moltiplicarsi in Italia, ma l’avvento del fascismo e della corrente neoidealista di matrice gentiliana, avversa alla pedagogia scientifica della Montessori, che l’aveva teorizzata nel Manuale di pedagogia scientifica, portarono alla chiusura delle sue scuola ed all’esilio in Inghilterra. Maria Montessori viene arrestata e deportata in un campo di prigionia in India. Liberata, incontra Rabindranath Tagore e Gandhi e rimane influenzata dalle filosofie indiane.
  46. 46. PEDAGOGIAMODERNA MARIA MONTESSORI Chiaravalle (Ancona), 1870 – Noordwijk (Olanda), 1952 IL DEBITO VERSO IL POSITIVISMO LE ACCUSE… E LA FORTUNA DEL METODO MONTESSORIANO Studiosi come Dewey e Giuseppe Lombardo-Radice la accusarono di essere debole sul piano della psicologia infantile e di rimanere ferma agli aspetti sensomotori della vita psichica. Lei portò avanti le proprie idee ed il proprio metodo. Un metodo in cui si fondono insieme ambiente dinamico, libertà e organizzazione, affettività e gioiosità. Oggi funzionano oltre ventimila scuole montessoriane in circa cento paesi del mondo. Il che dimostra la grande fortuna, dovuta al sapiente equilibrio dei fattori sopra indicati, del metodo montessoriano.
  47. 47. PEDAGOGIAMODERNA MARIA MONTESSORI Chiaravalle (Ancona), 1870 – Noordwijk (Olanda), 1952 IL DEBITO VERSO IL POSITIVISMO IN CONCLUSIONE… Maria Montessori ha vissuto le due guerre mondiali, ha visto gli orrori del fascismo e del nazismo e la discriminazione nei confronti degli ebrei. L’educazione, allora, è rispetto dell’altro, relazione sana, sviluppo equilibrato di tutte le potenzialità del bambino. L’educazione è, quindi, la premessa necessaria per una società pacifica, tollerante, aperta al dialogo. La premessa per un mondo di pace.
  48. 48. PEDAGOGIAMODERNA PEDAGOGIA COGNITIVISTA Piaget,Vygotskij e Bruner
  49. 49. PEDAGOGIAMODERNA JEAN PIAGET (1896-1980) Psicologo svizzero Compie studi sullo sviluppo dell’intelligenza dal neonato all’età adulta. Definizione di intelligenza: - L’intelligenza è una caratteristica dell’organismo nel suo insieme. Nel corso dell’evoluzione gli organi delle varie specie hanno sviluppato alcune capacità sensoriali e l’adattamento all’ambiente. L’intelligenza è una forma evoluta e complessa di adattamento con cui l’uomo conosce l’ambiente ed agisce per modificarlo. LE FASI DELLO SVILUPPO DEL BAMBINO
  50. 50. PEDAGOGIAMODERNA JEAN PIAGET (1896-1980) Psicologo svizzero Le trasformazioni del bambino che cresce sono spiegate attraverso 3 concetti: - SCHEMA: strategie poste in essere dal soggetto per conoscere il mondo ed agire su di esso (azioni semplici: scuotere un oggetto; azioni complesse: trovare tutti i triangoli rossi in un insieme di figure geometriche) - ASSIMILAZIONE: Il neonato assimila la realtà esterna (dalla suzione del latte a quella di altri oggetti) - ACCOMODAMENTO: Il bambino classifica le cose in base alle caratteristiche comuni. Quindi: l’adattamento è un equilibrio tra assimilazione e accomodamento, un’acquisizione di strategie di pensiero sempre più complesse, che consentono l’apprendimento. L’apprendimento avviene soprattutto attraverso l’azione, l’esperienza in prima persona.
  51. 51. PEDAGOGIAMODERNA JEAN PIAGET (1896-1980) Psicologo svizzero STADI DELLO SVILUPPO 0-2 anni - Stadio sensomotorio Il bambino esplora il mondo con i sensi e con il movimento e attraverso l’intenzionalità comincia a differenziare il proprio corpo dagli oggetti (rompe i giocattoli, lancia gli oggetti lontano). Tra i 18-24 mesi il bambino non agisce solo attraverso prove ed errori, ma immagina (anticipa) le azioni che può compiere (pensiero rappresentativo) 2-6 anni – Stazio preoperatorio Il bambino si avvale dell’immaginazione, ma non sa compiere operazioni mentali reversibili. Progressi nel pensiero rappresentativo. Capacità di risolvere problemi complessi. Gioco simbolico. Sviluppo del linguaggio. Acquisizione delle prime regole sociali. Egocentrismo = incapacità di valutare oggetti e situazioni dal punto di vista degli altri.
  52. 52. PEDAGOGIAMODERNA JEAN PIAGET (1896-1980) Psicologo svizzero STADI DELLO SVILUPPO 2-6 anni – Stadio preoperatorio Linguaggio egocentrico, inefficace alla comunicazione, contrapposto al linguaggio socializzato. ECOLALIA MONOLOGO MONOLOGO COLLETTIVO Il bambino imita gli adulti ripetendo sillabe e parole di cui non conosce il significato Il bambino accompagna con le parole le proprie azioni In presenza di altre persone
  53. 53. PEDAGOGIAMODERNA JEAN PIAGET (1896-1980) Psicologo svizzero STADI DELLO SVILUPPO 7-12 anni - Stadio delle operazioni concrete Il bambino è capace di azioni mentali reversibili: cioè sa mettere in relazione con il pensiero più azioni. Un esempio di Piaget è quello dei gettoni. A 5 anni per il bambino il mucchietto di gettoni è più numeroso della fila di gettoni. A 7 anni il mucchietto può diventare di nuovo una fila di gettoni. Vi è la comprensione dell’idea di serie e nasce la capacità di classificazione. Superamento dell’egocentrismo. La morale da eteronoma comincia a diventare autonoma Da 12 anni in poi - Stadio delle operazioni formali Il pensiero diviene astratto. Acquisizione dell’autonomia dell’adolescente, inizio di pensieri e progetti autonomi.
  54. 54. PEDAGOGIAMODERNA LEVVYGOTSKIJ (Gomel, 1896- Mosca 1934) Psicologo russo FONDATORE DELLA SCUOLA PSICOLOGICA ‘STORICO-CULTURALE’ La coscienza umana è fortemente influenzata dai fatti sociali e culturali. Stalin mette al bando la sua opera, che avrà ampia diffusione alla morte del dittatore. LA SCUOLA STORICO-CULTURALE I fenomeni psicologici hanno un’origine sociale. I punti di osservazione sono spazi di vita sociale come scuole, fabbriche, ospedali. Il fine: azioni di miglioramento della società Sovietica. LA SCUOLA STORICO-CULTURALE
  55. 55. PEDAGOGIAMODERNA LEVVYGOTSKIJ (Gomel, 1896- Mosca 1934) Psicologo russo L’IMPORTANZA DEL LAVORO Secondo Vygotskij l’uomo realizza la sua vita nel lavoro. Egli si differenzia dalle altre specie animali per l’utilizzo di strumenti nell’attività lavorativa (attrezzi agricoli, computer, macchinari industriali). ANIMALE: azione diretta sull’ambiente circostante UOMO: azione indiretta, attraverso gli strumenti del proprio lavoro Il lavoro è un’attività collettiva che richiede collaborazione e comunicazione. Nascono così i «segni»
  56. 56. PEDAGOGIAMODERNA LEVVYGOTSKIJ (Gomel, 1896- Mosca 1934) Psicologo russoI «SEGNI» Strumenti per comunicare e pensare. Essi consistono in:  Linguaggio verbale  Disegni  Numeri  Mappe  Scrittura I segni modificano la percezione, l’attenzione, la memoria. Il linguaggio verbale nasce insieme al pensiero. Il linguaggio verbale organizza le esperienze comuni con altri bambini e adulti. Le credenze e i valori della cultura vengono trasmessi attraverso il linguaggio e in particolare attraverso la NARRAZIONE, lo strumento privilegiato della trasmissione culturale. Consente di organizzare l’esperienza, di costruire e trasmettere significati. Fornisce inoltre le basi per il PENSIERO NARRATIVO.
  57. 57. PEDAGOGIAMODERNA LEV VYGOTSKIJ (Gomel, 1896- Mosca 1934) Psicologo russoIL RAPPORTO PENSIERO-LINGUAGGIO Pensiero Linguaggio Pensiero Verbale
  58. 58. PEDAGOGIAMODERNA LEVVYGOTSKIJ (Gomel, 1896- Mosca 1934) Psicologo russo Il linguaggio nasce subito come linguaggio sociale. Secondo Vygotskij il bambino egocentrico non è un limite, ma ha funzione comunicativa e sociale. Linguaggio egocentrico = il bambino pensa ad alta voce Linguaggio interiore = il bambino pensa silenziosamente attraverso il linguaggio interiore IL LINGUAGGIO
  59. 59. PEDAGOGIAMODERNA LEVVYGOTSKIJ (Gomel, 1896- Mosca 1934) Psicologo russo Per Vygotskij l’apprendimento resta un processo per molti versi ancora misterioso. L’apprendimento Egli pensa che vi siano due ambiti di apprendimento La differenza tra questi due ambiti è detta area potenziale dello sviluppo Quello nel quale il bambino apprende da sé, in base alla sua intelligenza ed attitudini Quello nel quale il bambino apprende grazie alla guida degli adulti ed imitandoli. Importanza della dimensione sociale dell’apprendimento.
  60. 60. PEDAGOGIAMODERNA BRUNER Jerome Seymour Bruner NewYork, 1915 ILLINGUAGGIOE LA NARRAZIONE Jerome Bruner è nato a New York da famiglia di ebrei tedeschi. Si è laureato in Psicologia nel 1941. Durante la guerra è stato in Francia dove ha lavorato per l’ufficio informazione militare. Qui ha conosciuto Sartre. A guerra finita è stato ad Harvard, a contatto con gli psicologi della Gestalt. Nel 1956 ha conosciuto Piaget ed ha collaborato con la scuola di Ginevra. Negli anni ‘60 legge Vygotskij e fonda ad Harvard il “Center of Cognitive Studies” . Si interessa dei problemi dell’apprendimento e della pragmatica del linguaggio. Bruner può essere considerato il precursore delle scienze cognitive.
  61. 61. PEDAGOGIAMODERNA BRUNER Jerome Seymour Bruner NewYork, 1915 LO SVILUPPOCOGNITIVO Per Bruner il linguaggio è “responsabile” dello sviluppo mentale quale “amplificatore” sociale della capacità innata dell’essere umano. La sua analisi dello sviluppo cognitivo dell’individuo si avvale della metafora del viaggio: «Viaggio alla ricerca della mente». Egli elabora le sue teorie dell’apprendimento in un clima di pieno dominio del comportamentismo americano, verso il quale è molto critico.
  62. 62. PEDAGOGIAMODERNA BRUNER Jerome Seymour Bruner NewYork, 1915 LO SVILUPPOCOGNITIVO Bruner è influenzato dalla teoria storico-culturale di Vygotskij, ma anche dalla scienza cognitiva. Con Piaget egli sostiene che le abilità cognitive si sviluppino attraverso l'interazione attiva. Ma non esistono stadi di sviluppo ben delineati. A differenza di Piaget, e d’accordo con Vygotskij, egli sostiene l’importanza dei fattori sociali e del linguaggio per la crescita cognitiva. Lo sviluppo cognitivo:  Non dipende da strutture interne (Piaget)  Non dal conformismo dell’individuo all’ambiente (comportamentisti)  Esso è piuttosto dato dallo sviluppo di strategie che servono organizzare i dati dell’esperienza.
  63. 63. PEDAGOGIAMODERNA BRUNER Jerome Seymour Bruner NewYork, 1915 LO SVILUPPOCOGNITIVO Il comportamento intelligente permette all’individuo di adattarsi all’ambiente. Lo sviluppo delle strategia dipende dal tipo di rappresentazione che caratterizza le varie età del bambino. Alcune capacità sono presenti nel bambino fin dalla nascita. Già a 10-12 settimane, il bambino è capace di compiere delle rappresentazioni, cioè di ipotizzare delle soluzioni anche se l’oggetto non è a portata di mano.
  64. 64. PEDAGOGIAMODERNA BRUNER LO SVILUPPOCOGNITIVO Per acquisire il pensiero maturo, secondo Bruner il bambino passa attraverso tre forme di rappresentazione: Esecutiva La realtà viene codificata attraverso l’azione Iconica La realtà viene codificata attraverso le immagini Simbolica La realtà viene codificata attraverso il linguaggio e altri sistemi simbolici
  65. 65. PEDAGOGIAMODERNA BRUNER LO SVILUPPOCOGNITIVO Tali rappresentazioni restano invariate per tutto lo sviluppo e non si trasformano nella successiva come per la teoria di Piaget. Tali rappresentazioni sono legate e interdipendenti fra loro. Esecutiva Caratterizza il primo anno di vita. È legata all’azione fisica, al contatto, alla manipolazione al fare. Iconica È legata alle percezioni di vista e udito. È il sistema di decodifica più utilizzato fino ai 6-7 anni, benché il linguaggio verbale compaia già alla fine del secondo anno di vita. Simbolica È legata alle capacità linguistiche ed è il sistema di codifica più potente dei precedenti. Infatti il linguaggio è arbitrario e consente di ragionare in termini astratti, mentre l’immagine conserva una stretta somiglianza con la realtà che rappresenta. Rappresentazioni
  66. 66. PEDAGOGIAMODERNA BRUNER LO SVILUPPOCOGNITIVO La rappresentazione simbolica Consente al bambino e all’adolescente di trattare le informazioni in modo evoluto: formulare aspettative e inferenze, costruire ipotesi, concetti e conoscenze che manipolano e trasformano la realtà, oppure la inseriscono in sistemi più ampi. Riprendendo Vygotskij, Bruner sostiene che i processi mentali hanno un fondamento sociale e che la cognizione umana è influenzata dalla cultura, attraverso i suoi simboli, artefatti e convenzioni Scaffolding La cultura forma la mente degli individui e la sua influenza è resa possibile precocemente dal contatto con le persone che si prendono cura del bambino. Il ruolo dell’adulto è, in tal caso, quello di scaffolding, «fornire l’impalcatura».
  67. 67. PEDAGOGIAMODERNA BRUNER LO SVILUPPOCOGNITIVO Scaffolding Scaffolding Ruolo dell’adulto • coinvolgere il bambino; • ridurre la difficoltà; • mantenere orientata l’attività; •segnalare le caratteristiche specifiche; • controllare la frustrazione.
  68. 68. PEDAGOGIAMODERNA BRUNER LO SVILUPPOCOGNITIVO Il ruolo della narrazione Il ruolo della narrazione La narrazione è lo strumento privilegiato della trasmissione culturale, perché permette di organizzare l’esperienza, costruire e trasmettere significati. Gli appartenenti ad una cultura condividono le narrazioni di quella cultura: storie, miti, racconti religiosi. Sia per Vygotskij che per Bruner l’esperienza culturale è il fattore cardine dello sviluppo intellettuale. Piaget,Vygotskij e Bruner sono poi concordi nell’affermare che l’individuo è una mente attiva che ordina l’universo. Importanza del linguaggio per trasmettere strumenti e contenuti della cultura
  69. 69. PEDAGOGIAMODERNA BRUNER LO SVILUPPOCOGNITIVO Scaffolding Scaffolding Ruolo dell’adulto Il ruolo dell’adulto sta nel compensare il dislivello fra le abilità richieste nello svolgere un compito e le ancora limitate capacità del bambino, consentendo a quest’ultimo di realizzare completamente l’attività e facendolo progredire verso livelli più avanzati di partecipazione.
  70. 70. PEDAGOGIAMODERNA BRUNER LO SVILUPPOCOGNITIVO L’apprendimento del bambino: 4 modi 1.PER IMITAZIONE. Si tratta di un modello tipico delle società tradizionale e dell’apprendistato, basati su una scarsa distinzione fra il “cosa” e il “come” dell’apprendimento e sulla convinzione che ciò che conta è soprattutto il “saper fare” piuttosto che il “conoscere” o “comprendere”. 2.PER ESPOSIZIONE DIDATTICA. Presuppone l’«ignoranza» e la passività del discente. 3. I BAMBINI COME PENSATORI. In tal caso si ritiene che i bambini siano costruttori attivi di un modello del mondo, che deve essere mediato e ampliato nello scambio intersoggettivo dell’attività formativa. L’insegnante si sforza di penetrare il mondo interiore del bambino e dialogare con esso. 3. I BAMBINI SOGGETTI INTELLIGENTI. Sono in grado di distinguere tra saperi personali ed ‘oggettivi cioè depositati nella cultura. Con l’aiuto dell’insegnante completano quest’opera di distinzione e si impadroniscono dei saperi della propria cultura.
  71. 71. PEDAGOGIAMODERNA BRUNER LA PROPOSTA DIDATTICA In estrema sintesi, la proposta didattica di Bruner è di orientamento strutturalista, in quanto essa cerca di far convergere il momento psicologico e il momento culturale. Dopo la stagione puerocentrica, ci si sposta sui contenuti del sapere, ma senza ricadere nel nozionismo o nella pedagogia dell’autorità. Grande importanza è data al linguaggio come mezzo per interiorizzare le esperienze e all’insegnamento. Bruner sostiene che si possa insegnare al bambino qualsiasi cosa, purché si tenga conto delle sue capacità attuali di elaborare il messaggio. Jerome Seymour Bruner NewYork, 1915
  72. 72. PEDAGOGIAMODERNA Per secoli l’insegnamento impartito nelle scuole dai maestri è stato uguale per tutti gli allievi. Solamente nel Novecento è entrata nelle scuole una didattica individualizzata. Questo lo si deve a due fattori:  La scolarizzazione di massa  La nascita della psicologia scientifica L’insegnamento individualizzato
  73. 73. PEDAGOGIAMODERNA L’insegnamento individualizzato giuseppeespositopsicologiascolastica.blogspot.com
  74. 74. PEDAGOGIAMODERNA Il grande pedagogista Ovide Decroly (1873-1940), è necessario trasmettere il sapere ai bambini e ai ragazzi non in modo formale, ma attraverso esperienze concrete che partano dall’ambiente nel quale l bambino vive. A tale scopo è utile, ad esempio, «tenere nell’aula piante e animali dei quali i fanciulli possano seguire lo sviluppo». Non è ancora la pratica dell’insegnamento individualizzato, ma ne è il presupposto: invece di dare troppa importanza ad un programma astratto, occorre capire le esigenze dei bambini. L’insegnamento individualizzato Ovide Decroly (Ronse, 1871 – Ukkel, 1932) Pedagogista, neurologo e psicologo belga
  75. 75. PEDAGOGIAMODERNA E.Claparède, O.Decroly, M.Montessori, W.Kilpatrick, R.Dottrens sono esponenti dell’ Attivismo novecentesco, cioè di quella corrente della Pedagogia che pone al centro il bambino. Si passa dalla scuola «magistocentrica» a quella «puerocentrica». 1) Al centro vi è l’allievo e non l’insegnamento astratto; 2) Il fare precede il conoscere 3) L’apprendimento pone al centro l’ambiente in cui si svolge e non il sapere codificato. Stretto rapporto tra scuola e vita. Questo nuovo tipo di scuola verte sulla conoscenza della mente e delle sue potenzialità. Intervenire su di esse accresce il successo formativo. John Dewey parla di una rivoluzione copernicana per definire il cambiamento di prospettiva con cui si cominciò a guardare in pedagogia al processo educativo. L’insegnamento individualizzato L’Attivismo pedagogico
  76. 76. PEDAGOGIAMODERNA Roger Cousinet: nel 1925 pubblica Un metodo di lavoro libero per gruppi. Essenziale è il lavoro storico, organizzando i documenti in schedari per materia. Nel 1950 esce L’educazione nuova, in cui sviluppa teorie di educazione progressista (ispirate a Rousseau ed aTolstoj). Célestin Freinet: non è un teorico dell’attivismo, ma il suo metodo è basato sulla cooperazione ed incentrato sulla stamperia a scuola, sul testo libero, sul giornalino. Nel 1949 esce Nascita di una pedagogia popolare. Ovide Decroly: medico belga, noto per i ‘centri di interesse’ e per la valorizzazione di un approccio globale alla conoscenza. Edouard Claparède: crea la scuola di Ginevra intorno all’Istituto ‘Jean Jacques Rousseau’, dove operò anche Jean Piaget. Adolphe Ferrière: ispirandosi a Bergson, propone un attivismo in chiave bio-psicologico-spiritualista. Maria Montessori: apre le ‘Case dei Bambini’, elabora la concezione di ‘mente assorbente’, i materiali strutturati, la liberazione del fanciullo e dell’uomo, l’ educazione alla pace. L’insegnamento individualizzato Teorici dell’attivismo
  77. 77. PEDAGOGIAMODERNA Edouard Claparède Nella sua opera fondamentale Una scuola su misura (1950), dimostra di mettere al centro dell’azione educativa il bambino, i suoi bisogni, interessi e differenze con gli altri allievi. Al posto del programma unico per tutti, Claparède propone l’esperimento delle classi parallele, discipline opzionali e schede di ricerca autocorrettive. Apre la strada alla moderna didattica. L’insegnamento individualizzato Edouard Claparède (Ginevra, 1873-1940) Psicopedagogista svizzero
  78. 78. PEDAGOGIAMODERNA Benjamin Samuel Bloom È tra i principali artefici del cosiddetto mastery learning – apprendimento per la padronanza – tecnica di istruzione individualizzata che ha lo scopo di far acquisire a tutti gli allievi le conoscenze e competenze di base per ogni ordine scolastico. La tecnica è incentrata su: 1. Rispetto dei tempi e dei ritmi di apprendimento di ogni allievo; 2. Verifiche continue; 3. Lezioni ed esercitazioni di recupero; 4. Valutazioni formative, per monitorare; l’apprendimento e programmare i recuperi; 5. Tassonomie: individuazione degli obiettivi educativi, contenuti specifici e collegate abilità cognitive. L’insegnamento individualizzato Benjamin Samuel Bloom (1913-1999) Psicologo dell’educazione statunitense
  79. 79. PEDAGOGIAMODERNA Anna Freud e Doroty Burlingham Sono artefici di fondamentali studi sul bambino in età prescolare. Durante la seconda guerra mondiale aprono le Hampstead Nurseries, nidi residenziali dove accolgono i bambini che hanno genitori dispersi o non sono in condizione di accudirli. In essi le due studiose hanno modo di osservare i piccoli nella condizione di distacco dai genitori. Ne ricavano che, anche se ben accuditi dalle maestre in un ambiente confortevole, sviluppano problemi emotivi anche gravi, in accordo con le teorie di Freud sull’importanza del legame con i genitori, in particolare la madre. Le Nursery fondate da Anna Freud dopo la guerra costituiranno un modello educativo importante negli Stati Uniti. L’insegnamento individualizzato Anna Freud (Vienna 1895 – Londra 1982) Figlia del fondatore della psicoanalisi Doroty Burlingham (1891– 1979)
  80. 80. PEDAGOGIAMODERNA L’Idealismo di Giovanni Gentile Contrario al determinismo biologico e sociale di Darwin e Spencer Fautore della nazione etica Riforma scolastica Gentile nel 1923 Gentile è ministro della Pubblica Istruzione nel governo Mussolini. La riforma viene attuata nel giro di pochi mesi. Tra i collaboratori della stessa: Giuseppe Lombardo-Radice, Ernesto Codignola, Ugo SpiritoVito Fazio-Allmayer La reazione antipositivista Giovanni Gentile (Castelvetrano, 1875 – Firenze, 1944)
  81. 81. PEDAGOGIAMODERNA L’Idealismo di Giovanni Gentile Definita da Mussolini «la più fascista delle riforme», nelle intenzioni di Gentile essa era invece ispirata più a principi culturali che politici, con una visione elitaria del ruolo della scuola. - Scuola elementare finalizzata all’alfabetizzazione del popolo - Liceo rivolto a pochi - Importanza della cultura classica. - In secondo piano cultura scientifica e lingue straniere - Vertice dell’istruzione: il Liceo Classico - A scalare: liceo scientifico, istituto magistrale, istituti tecnici. La reazione antipositivista Giovanni Gentile (Castelvetrano, 1875 – Firenze, 1944)
  82. 82. PEDAGOGIAMODERNA La riforma Gentile - Abolizione della visione puerocentrica - La scuola è scuola del maestro e della cultura - Sistema scolastico altamente meritocratico - Esami specifici di passaggio da un ciclo all’altro - Insegnamento della religione - Massimo valore formativo della filosofia - Pedagogia come «scienza dello spirito» - Pedagogia che si risolve nella filosofia - No dualismo, ma fusione tra maestro e allievo - Nella scuola di regime, ampio spazio alla funzione nazionale della scuola - Rifiuto della visione strumentale ed economica della scuola (solo diploma o solo ingresso al lavoro) - La nazione incarna la storia e lo spirito La reazione antipositivista Giovanni Gentile (Castelvetrano, 1875 – Firenze, 1944)
  83. 83. PEDAGOGIAMODERNA La riforma Gentile - Rifiuto dell’attivismo: opposizione alle pedagogie scientifiche centrate sull’analisi biologica o psicologica e sociologica dell’essere umano. La pedagogia che si illude di trovare la sua identità nei dati empirici si smarrisce e diventa pseudoscienza. La sua identità è invece salvata dalla filosofia, in quanto riflessione sulla natura e sull’uomo. - Alcuni studiosi hanno parlato del neoidealismo gentiliano come di un positivismo rovesciato: come nel Positivismo la scienza vuole spiegare ogni cosa, così in Gentile la filosofia rivendica l’autosufficienza. La reazione antipositivista Giovanni Gentile (Castelvetrano, 1875 – Firenze, 1944) Opere pedagogiche fondamentali: Il concetto scientifico della pedagogia (1901), Sommario di pedagogia come scienza filosofica (1912), Preliminari allo studio del fanciullo (1924), La riforma dell’educazione (1920)
  84. 84. PEDAGOGIAMODERNA Cardini portanti: - la nascita dell”uomo nuovo”, alternativo a quello borghese della società capitalistica; - il collegamento tra pedagogia e politica; - la centralità del lavoro; - un modello di scuola politecnica; - l’opposizione allo spontaneismo ingenuo; - la trasformazione del modello di istruzione e di società borghese. Il marxismo In Italia questa corrente ha avuto come autorevole esponente ANTONIOGRAMSCI (1891-1937), il quale criticò il carattere classista della scuola di regime, così com’era stata disegnata dalla riforma Gentile. Nei suoi Quaderni dal carcere, pubblicati postumi tra il 1948 ed il 1951, egli si sofferma più volte sulla scuola, vista come luogo aperto a tutti e ricca di cultura politecnica, cioè umanistica e scientifica insieme. Egli fu anche contrario all’attivismo pedagogico, nel quale ravvisava i caratteri del capitalismo avanzato.
  85. 85. PEDAGOGIAMODERNA Anton Semënovič Makarenko È considerato “la più forte personalità della pedagogia sovietica nella prima fase di sviluppo” per via della sua attività di direttore per circa vent’anni di istituti di ragazzi sbandati e orfani che lo formò. È esponente della pedagogia marxista-leninista, cioè quella atta a produrre un buon cittadino comunista. Dopo il diploma come maestro fondò la prima colonia di lavoro, la colonia Gorki, in cui veniva inculcato il senso del dovere ed una rigida disciplina. Fu anche vicedirettore della sezione delle colonie di lavoro ucraine e la critica sovietica approvò il suo come modello educativo. Nelle sue scuole la vita dei ragazzi era divisa in 4 ore di studio e 4 di lavoro. Frutto della sua esperienza nella colonia di Gorki è il Poema pedagogico (1933-1935). Il marxismo Anton Semënovič Makarenko (Belopole, Ucraina, 1888- Mosca 1939)
  86. 86. PEDAGOGIAMODERNA Anton Semënovič Makarenko - No all’idea dell’educazione come sviluppo naturale e spontaneo. - Formazione dell’ “uomo nuovo”, o “uomo socialista”. - Società senza classi ed azione direttiva sistematica per ottenerla - Ognuno è chiamato a fare la sua parte nella società - “Gli interessi del collettivo stanno al di sopra di quelli dell’individuo” - Collettività: gruppo di persone unito per un lavoro comune avente per capo una direzione unica - Sentimenti che cementano la collettività: l' onore, il dovere, la disciplina, il coraggio - Coincidenza educazione-politica Il marxismo Anton Semënovič Makarenko (Belopole, Ucraina, 1888- Mosca 1939)
  87. 87. PEDAGOGIAMODERNA Célestin Freinet Comunista convinto, Freinet è l’espressione più originale della pedagogia comunista. Convinto sostenitore delle risorse personali degli alunni, della loro fantasia, creatività e gioia di vivere, egli pensa alla società come ad un luogo in cui ci si aggreghi spontaneamente, senza schemi precostituiti come avveniva nei partiti comunisti. Il marxismo Célestin Freinet (Gars, 1896 – Saint-Paul-de- Vence, 1966) È stato esponente di una pedagogia popolare, cioè di una presa di coscienza politica nei ceti popolari, coincidente con il comunismo. È stato invece molto critico nei confronti della pedagogia attiva, troppo teorica, secondo lui, incapace di fare presa sul popolo e tantomeno di cambiare la vita dei maestri.
  88. 88. PEDAGOGIAMODERNA Il marxismo Célestin Freinet (Gars, 1896 – Saint-Paul-de- Vence, 1966) La sua vita fu spesa nell’insegnamento e nella sperimentazione di innovazioni didattiche. Freinet fu un convinto pacifista e la sua sensibilità alla sofferenza e fragilità umana gli venne dalla sua esperienza, da giovanissimo, nell’esercito francese, e dalle gravi ferite riportate durante un combattimento. Iniziò la sua carriera nel 1920 come maestro in un piccolo villaggio del Sud della Francia, a Bar sur Loup e contemporaneamente si dedicò alla militanza politica comunista.
  89. 89. PEDAGOGIAMODERNA Il marxismo Célestin Freinet (Gars, 1896 – Saint-Paul-de- Vence, 1966) LE CELEBRITECNICHE FREINET Sono tecniche atte a promuovere l’autoapprendimento e la liberazione di energie positive degli allievi, orientandole ad un pensiero autonomo e creativo. - Il testo libero: produzione di un tema libero, senza costrizioni sull’argomento da trattare e sui modi in cui farlo. Discussione collettiva sul tema trattato - Il giornale scolastico, dove sono ospitati anche gli articoli di altre scuole; - La tipografia in classe; - Il calcolo vivente, dove la matematica parte da problemi concreti e quotidiani, come il mandare avanti la famiglia o la tipografia della scuola.
  90. 90. PEDAGOGIAMODERNA Il Personalismo Il personalismo è una corrente filosofica che si sviluppa in Francia alla metà degli anni Trenta intorno alla rivista “Esprit”, diretta dal filosofo Émmanuel Mounier. In pieno totalitarismo, gli intellettuali raccoltisi intorno a questa rivista analizzavano la spersonalizzazione dell’essere umano, assoggettato a logiche economico-produttive. Tale movimento, perciò, si basa sull’unicità e centralità della persona, in opposizione sia all’uomo totalitario, sia esso di destra o di sinistra, sia all’uomo produttivo, divenuto semplice ingranaggio di un processo produttivo. Esso è lontano anche dall’esistenzialismo, col suo prevalere dell’esistenza sull’individuo stesso, cui invece il personalismo riconosce piena dignità esperienziale soggettiva. La matrice del movimento è religiosa, in quanto rifacentesi alla tradizione ebraico-cristiana della persona, alla quale rivendica valore assoluto e libertà come dono di Dio. I personalisti utilizzano spesso la croce come emblema dell’esistenza umana. La dimensione verticale indica che la fine ultima è “al di là del mondo”, mentre la dimensione orizzontale ricorda che il cristiano non vive “per” il mondo ma vive “nel mondo”.
  91. 91. PEDAGOGIAMODERNA Personalismo Jacques Maritain (Parigi, 1882 –Tolosa, 1973) Nasce a Parigi nel 1882. Si laurea alla Sorbona, dove conosce anche la moglie Raïssa, studentessa ebrea russa, e con la quale, nel 1906, riceve il battesimo nella chiesa cattolica. Dal 1914 al 1939 insegna presso l’Institut Catholique e scrive molto. Tra l’altro esce il libro Umanesimo integrale (1936). Collabora alla rivista “Esprit” di Émmanuel Mounier e quindi, nel 1940, si trasferisce negli Stati Uniti dove insegna presso le università di Princeton e Columbia a New York. Nel 1943 scrive L’educazione al bivio. Tra il 1945 ed il 1948 è ambasciatore di Francia presso la Santa Sede, quindi rientra negli Stati Uniti dove rimane fino alla morte della moglie, nel 1960. Ritorna quindi in Francia, a Tolosa, presso la comunità dei Piccoli Fratelli di Gesù, dove muore nel 1973. Il suo pensiero è ispirato alla filosofia di Tommaso d’Aquino e la sua pedagogia prende il nome di umanesimo integrale.
  92. 92. PEDAGOGIAMODERNA Personalismo Jacques Maritain (Parigi, 1882 –Tolosa, 1973) L’EDUCAZIONEAL BIVIO 1) Pensare l'uomo come prodotto dell’evoluzione naturale e dello sviluppo sociale; 2) Pensarlo come “persona che si possiede per mezzo dell'intelligenza e della libertà” L’opera si compone di due parti: -Nella prima è contenuta la denuncia agli errori gli errori dell'educazione contemporanea: il misconoscere i fini, il pragmatismo che mortifica la spiritualità. - Nella seconda è delineato il programma dell’educazione liberale e definita la struttura del programma di studi.
  93. 93. PEDAGOGIAMODERNA Personalismo Jacques Maritain (Parigi, 1882 –Tolosa, 1973) Per una filosofia dell’educazione -I soggetti dell’educazione sono due: l’educando e l’educatore. Il primo è chiamato a realizzarsi. Il secondo a promuovere l’educazione. - Gli apporti della psicologia e della sociologia non sono in contrasto col fine di elevazione spirituale dell’educazione, purché queste non pretendano di sostituirsi alla filosofia. - Educare l’essere umano significa anche, per Maritain, educare dei cittadini.
  94. 94. PEDAGOGIAMODERNA Personalismo Jacques Maritain (Parigi, 1882 –Tolosa, 1973) I quattro errori della moderna educazione - sociologismo - pragmatismo - intellettualismo - volontarismo In tali ideologie l’educazione è sottoposta: - alle regole sociali - dello sviluppo - dell’educazione intellettuale - della formazione della volontà.
  95. 95. PEDAGOGIAMODERNA Personalismo Jacques Maritain (Parigi, 1882 –Tolosa, 1973) Infine, l’ultimo errore è quello di ridurre tutto il processo educativo alla sola istruzione, come se ogni cosa, saggezza inclusa, potesse essere insegnata. A fronte di questi errori, Maritain suggerisce l’educazione liberale Essa ha di mira la formazione dell’essere umano integrale L’espressione è mutuata dal mondo medievale, quello delle arti liberali suddivise in trivio e quadrivio, che costituivano la premessa degli studi universitari.Tali L’educazione liberale
  96. 96. PEDAGOGIAMODERNA Personalismo Jacques Maritain (Parigi, 1882 –Tolosa, 1973) Le buone regole che devono accompagnare il piano di studi 1) promuovere le energie positive degli allievi invece che reprimere i comportamenti negativi; 2) impartire un’educazione all’affettività, che non è legata solo agli impulsi ed agli istinti, come ritiene la psicoanalisi; 3) parlare alla totalità della persona, come unità di corpo, mente, sentimento, aspirazione all’infinito; 4) assicurarsi la comprensione delle conoscenze e non solo la loro memorizzazione. L’educazione liberale
  97. 97. PEDAGOGIAMODERNA LE SORELLE AGAZZI Volongo (CR) La scuola materna A Mompiano le sorelle Rosa e Carolina Agazzi fondano la prima «scuola materna» della storia. In essa il bambino trova il clima ideale, di tipo familiare, per realizzare in maniera fiduciosa e spontanea la propria crescita. Le sorelle Agazzi si discostano dalle idee di Maria Montessori. Secondo loro il bambino “è un germe vitale che ispira il suo intero sviluppo”. Fondamentale, per una crescita ordinata, è la dimensione religiosa dell’educazione. Il loro modello educativo si diffonde nel mondo dopo la prima guerra mondiale grazie a Giuseppe Lombardo Radice.
  98. 98. PEDAGOGIAMODERNA La psicoanalisi Sigmund Freud (Freiberg, 1856 – Londra, 1939) SigmundFreud La psicoanalisi segna la scoperta dell’inconscio, delle pulsioni irrazionali, della sessualità infantile. Le esperienze emotive vissute nei primi anni dal bambino segnano l’intero corso della sua vita. La psicoanalisi ha fornito il suo apporto anche alle tematiche dell’educazione, soprattutto in tre ambiti: 1. Scuola antiautoritaria 2. Aspetti emotivo-affettivi 3. Formazione dei formatori
  99. 99. PEDAGOGIAMODERNA La psicoanalisi SCUOLAANTIAUTORITARIA Il metodo psicanalitico suggerisce una strada per evitare che i bambini cadano vittima delle nevrosi o delle psicosi. Essa è la scuola antiautoritaria, cioè improntate ad una pedagogia non repressiva, cioè esente da punizioni e regole imperative e fondata sulla dimensione affettiva. Durarono tuttav ia per poco tempo, anche perché si ponevano, più che come modello realizzabile, come denuncia delle prassi autoritarie del tempo. Ne furono esempi: 1. l’Istituto Baugmarten di Vienna, fondato nel 1919 da Siegfred Bernfeld; 2. la scuola di Summerhill (Inghilterra), fondata nel 1921 da Alexander S. Neill; 3. l’asilo di Vera Schmidt aperto a Mosca sempre nel 1921; 4. la Malting House School di Cambridge (1924- 1929) di Susan Isaacs; 5. la Hampstead Nursery di Londra (1941) di Anna Freud Freiberg, 6 maggio 1856 – Londra, 23 settembre 1939
  100. 100. PEDAGOGIAMODERNA La psicoanalisi LA DIMENSIONEAFFETTIVA Alcuni importanti studiosi, come Melanie Klein, John Bowbly, René A. Spitz, hanno evidenziato l’importanza della gratificazione affettiva per il corretto sviluppo del bambino. Bowbly, per esempio, ha elaborato la notissima teoria dell’attaccamento. Questi studi modificano ed integrano la teoria freudiana: l’individuo non ha come problema prioritario quello di gestire le pulsioni sessuali, ma di ricevere sicurezza fisica e psichica. Melanie Klein John Bowbly
  101. 101. PEDAGOGIAMODERNA La psicoanalisi Alfred Adler LA FORMAZIONEDEGLI EDUCATORI La psicoanalisi rileva che tra le doti dell’educatore vi è quella di aver fatto chiarezza in se stesso. Gli apporti in questo campo sono diversi, ma possiamo ricordarne due: Alfred Adler, allievo di Freud, nel 1920 fonda a Vienna i primi centri psicopedagogici per aiutare genitori ed insegnanti ad affrontare le difficoltà evolutive del bambino; Carl Rogers ha proposto la figura del «docente facilitatore», cioè non di un docente regolatore unico della classe, ma di un docente in grado di organizzare l’ambiente in modo che ogni allievo senta dentro di sé la spinta ad imparare e a migliorare. Non è un ambiente permissivo, ma di un ambiente in cui ciascuno può esprimersi al meglio. Carl Rogers
  102. 102. PEDAGOGIAMODERNA Don Lorenzo Milani Lorenzo Milani (Firenze, 1923 – Firenze 1967) Pedagogie del dialogo e della parola Sviluppatesi nel Novecento, hanno una base filosofica che evidenzia il valore della relazione interpersonale nel processo educativo, più che nel dirigere ed ordinare i discenti. Ne sono esponenti Martin Buber (l’alterità dell’alunno), Romano Guardini (l’incontro con l’altro) e don Lorenzo Milani (la padronanza della parola). Sono pedagogie che privilegiano la partecipazione personale e che si pongono come terza alternativa alle altre due: 1. primato della cultura e autorità del maestro; 2. puerocentrismo
  103. 103. PEDAGOGIAMODERNA Don Lorenzo Milani Lorenzo Milani (Firenze, 1923 – Firenze 1967) Don Lorenzo Milani si occupò dell’istruzione dei ragazzi poveri del piccolo borgo di Barbiana, che condensarono le loro esperienze in un libro a più mani, Lettera a una professoressa. Don Milani privilegia la parola come strumento di apertura all’altro, di positivo inserimento in società e di liberazione dall’egoismo e dalla solitudine . L’empatia che permette al maestro di porsi in sintonia con l’allievo, e ciò che consente loro di intraprendere un «cammino comune», all’insegna della sincerità e comprensione reciproca. La scuola non deve emarginare, bensì dare la parola a tutti ed aiutare i deboli, i poveri, ad uscire dalla loro condizione, ascoltandoli.
  104. 104. PEDAGOGIAMODERNA NUOVE EMERGENZE EDUCATIVE • Femminismo e ‘pedagogia della differenza’. • Problema ecologico. • Intercultura. • Educazione permanente. • L’umano oltre l’umano (genetica, uomo-virtuale….) • Scuola e globalizzazione. • Educazione e nuovi media. • Educazione alla cittadinanza.
  105. 105. PEDAGOGIAMODERNA Prof.ssa Lucia Gangale Lezioni di Scienze Umane

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