IL LAVORO NELL’AMBITO DELLE    STRATEGIE DI CURA E NELLEPOLITICHE DELLA SALUTE MENTALE          Marco D’Alema
PRINCIPI FONDATIVI     L’articolo 4 della Costituzione italiana  “la Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto a...
PRINCIPI FONDATIVI   Convenzione ONU sui diritti delle persone con                    disabilità                          ...
LAVORO PERCHE’ È un mezzo di sostentamento ed anche uno     strumento di realizzazione personale     Permette di trasforma...
LAVORO PERCHE’   Chi oggi opera per favorire l’inclusionelavorativa di soggetti svantaggiati deve anche   sostenere la con...
DIRITTI:DALL’ENUCIARE ALL’ESERCIZIO   Una volta ribaditi i principi,riconosciuti in     ambito nazionale e internazionale,...
OMS• “LA PROMOZIONE DELLA SALUTE E’ IL PROCESSO CHE  CONSENTE ALLA GENTE DI ESERCITARE UN MAGGIOR  CONTROLLO SULLA PROPRIA...
EMPOWERMENT L’empowerment non è la meta ma il viaggio…È il sottotitolo del documento redatto dall’ufficio        regionale...
EMPOWERMENT 2• A livello individuale, lempowerment è un  elemento importante dello sviluppo umano• comprende quattro dimen...
EMPOWERMENT 3La responsabilizzazione degli utenti dei servizi di salute mentale porta a tangibili benefici biologici,     ...
Attributi chiave dell’empowerment• Potere decisionale• Laccesso alle informazioni e alle risorse• Avere una gamma di opzio...
Agire per l’empowerment degli utenti        della salute mentale    Lazione di empowerment per utenti e carers deve    cop...
DAL PAZIENTE AL COMPETENTEIl cambiamento di ottica consiste nel fondare il      processo terapeutico sul paziente come    ...
PARTECIPAZIONE Vedere il paziente e la sua famiglia come    competenti rovescia radicalmente la      concezione della part...
PARTECIPAZIONE     “la combinazione equilibrata delle due           competenze (del paziente e del     professionista),esp...
CORNICE TEORICA DELLA RECOVERY• Termine che allude a una condizione di  recupero, ripresa, reintegrazione piuttosto che  a...
CORNICE TEORICA DELLA RECOVERY 2• Riconoscimento dei limiti del servizio rispetto  ai bisogni e alle aspettative dei pazie...
Recovery clinica             Recovery personaleAlmeno per 2 anni:          • Acquisizione/restituzio                      ...
Recovery Personale• Non è necessariamente il ritorno a uno stato precedente alla  malattia• Piuttosto, è il forgiarsi un n...
Linee di indirizzo nazionali per la Salute Mentale• Due assi strategici fondamentali:1) promuovere servizi finalizzati ai ...
Il ruolo del Dipartimento         nelle politiche di salute mentale• integrare le discipline che si occupano della salute ...
Il ruolo del Dipartimento      nelle politiche di salute mentale (2)• partecipare ad azioni integrate tra Servizi socio-sa...
Linee di sviluppo      dei dipartimenti di salute mentale• realizzare la propria mission attraverso la tessitura  di una r...
Inclusione sociale, diritto al lavoro: il ruolo                    del DSM• attivare percorsi di formazione, di ricerca di...
CAPITALE SOCIALEDefiniamo intervento di cura quello che avviene in    un continuo dialogo tra terapeuti, pazienti e       ...
VERSO UNA STRATEGIA DI SISTEMA• Necessità di precisare e differenziare l’offerta  di servizi• Ampliare l’empowerment dell’...
VERSO UNA STRATEGIA DI SISTEMA• Necessità di differenziare l’offerta di servizi  - nessun intervento da solo supera il 40%...
VERSO UNA STRATEGIA DI SISTEMA• Aumentare l’empowerment dell’utente  - scarso potere predittivo degli operatori  - atteggi...
VERSO UNA STRATEGIA DI SISTEMA• Stabilire schemi di intervento temporali  - potrebbe essere meglio cominciare sempre   da ...
RESILIENZAUna definizione più comprensiva individua la resilienza come la capacità dell’individuo disviluppare risorse san...
RESILIENZAQuesto concetto implica la responsabilità delle       persone dell’ambiente nell’attuare un        cambiamento d...
INDIRIZZI POLITICII principi e le pratiche fin qui delineati trovano    piena espressione nelle Strategie di Salute  Menta...
AIRSAM               Carta di Matera    Ruolo centrale delle Comunità locali nelle            politiche di Salute Mentale....
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  1. 1. IL LAVORO NELL’AMBITO DELLE STRATEGIE DI CURA E NELLEPOLITICHE DELLA SALUTE MENTALE Marco D’Alema
  2. 2. PRINCIPI FONDATIVI L’articolo 4 della Costituzione italiana “la Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto.Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un’attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società”
  3. 3. PRINCIPI FONDATIVI Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità Art. 27“Gli Stati Parti riconoscono il diritto al lavoro delle persone con disabilità, su base di uguaglianza con gli altri; segnatamente il diritto di potersi mantenere attraverso un lavoro liberamente scelto o accettato in un mercato del lavoro e in un ambiente lavorativo aperto, che favorisca l’inclusione e l’accessibilità alle persone con disabilità”
  4. 4. LAVORO PERCHE’ È un mezzo di sostentamento ed anche uno strumento di realizzazione personale Permette di trasformare il mondo e ditrasformare sé stessi modificando il rapportoche si stabilisce con gli altri. Il riconoscimentosociale che deriva dal lavoro contribuisce allo sviluppo e alla tutela dell’identità personale
  5. 5. LAVORO PERCHE’ Chi oggi opera per favorire l’inclusionelavorativa di soggetti svantaggiati deve anche sostenere la concezione del lavoro come “diritto umano di base”, incentrato sulla valorizzazione del lavoro creativo che nonsolo crea ricchezza, ma tesse la trama sociale insieme con lo sviluppo della persona
  6. 6. DIRITTI:DALL’ENUCIARE ALL’ESERCIZIO Una volta ribaditi i principi,riconosciuti in ambito nazionale e internazionale, che fondano i diritti dei cittadini e i doveri degli stati, sappiamo quanto i diritti siano lontani dall’essere effettivamente esercitati e dobbiamo definire quali siano i presupposti clinici, etici e politici che debbono informare il nostro lavoro per raggiungere tale obiettivo
  7. 7. OMS• “LA PROMOZIONE DELLA SALUTE E’ IL PROCESSO CHE CONSENTE ALLA GENTE DI ESERCITARE UN MAGGIOR CONTROLLO SULLA PROPRIA SALUTE E DI MIGLIORARLA. PER CONSEGUIRE UNO STATO DI COMPLETO BENESSERE FISICO, MENTALE E SOCIALE L’INDIVIDUO O IL GRUPPO DEVE POTER INDIVIDUARE E REALIZZARE LE PROPRIE ASPIRAZIONI, SODDISFARE I PROPRI BISOGNI E MODIFICARE L’AMBIENTE O ADATTARVISI. LA SALUTE E’ PERTANTO VISTA COME RISORSA DELLA VITA QUOTIDIANA, NON COME OBIETTIVO DI VITA. LA PROMOZIONE DELLA SALUTE NON E’ RESPONSABILITA’ ESCLUSIVA DEL SETTORE SANITARIO, MA SUPERA ANCHE LA MERA PROPOSTA DI MODELLI DI VITA PIU’ SANI PER ASPIRARE AL BENESSERE” (1986)
  8. 8. EMPOWERMENT L’empowerment non è la meta ma il viaggio…È il sottotitolo del documento redatto dall’ufficio regionale europeo del WHO nel 2010 : L’empowerment degli utenti della salute mentale
  9. 9. EMPOWERMENT 2• A livello individuale, lempowerment è un elemento importante dello sviluppo umano• comprende quattro dimensioni:• 1. fiducia in sé 2. partecipazione alle decisioni 3. dignità e rispetto 4. appartenenza e partecipazione a una comunità più ampia
  10. 10. EMPOWERMENT 3La responsabilizzazione degli utenti dei servizi di salute mentale porta a tangibili benefici biologici, psicologici e sociali. Questi includono una maggiore autostima, un maggior senso di connessione a gruppi sociali locali e un impegno significativo nella società. L’approccio dell’empowerment promuove il riconoscimento e lo sviluppo dei punti di forza, delle risorse e delle competenze degli utenti attraverso i servizi a loro dedicati
  11. 11. Attributi chiave dell’empowerment• Potere decisionale• Laccesso alle informazioni e alle risorse• Avere una gamma di opzioni tra cui scegliereGli individui possono prendere decisioni giuste solo quando hanno informazioni sufficienti per valutare le possibili conseguenze delle diverse scelte: prendere decisioni informate. Ancora una volta, fuori dal paternalismo, i professionisti della salute mentale a volte limitano tali informazioni, credendo di fare gli interessi degli utenti
  12. 12. Agire per l’empowerment degli utenti della salute mentale Lazione di empowerment per utenti e carers deve coprire i seguenti cinque temi fondamentali:• La tutela dei diritti umani degli utenti dei servizi e la lotta allo stigma e alla discriminazione;• L’assistenza di alta qualità e la responsabilità clinica dei servizi;• L’accesso alle informazioni e risorse necessarie;• L’inclusione nel processo decisionale;• Locali capacità organizzative da parte degli utenti per fare richieste alle istituzioni e governare le strutture operative
  13. 13. DAL PAZIENTE AL COMPETENTEIl cambiamento di ottica consiste nel fondare il processo terapeutico sul paziente come titolare di risorse e quindi come partner imprescindibile del proprio percorso di cura, portatore di un sapere di sé e del suo ambiente, di competenza esperenziale che, opportunamente sostenuti possono determinare la riappropriazione di capacità decisionali e di potenzialità autorealizzative
  14. 14. PARTECIPAZIONE Vedere il paziente e la sua famiglia come competenti rovescia radicalmente la concezione della partecipazione.Non dovremmo discutere se l’utente possapartecipare al processo di aiuto, ma piuttostocon quali accortezze e specifiche competenzepossano parteciparvi i professionisti, estraneia quella che in definitiva è la vita del paziente e della sua famiglia.
  15. 15. PARTECIPAZIONE “la combinazione equilibrata delle due competenze (del paziente e del professionista),esperenziali ed esperte, fa emergere una psichiatria intera … la relazione di cura diviene una relazione formativa per entrambe le parti interagenti, dove lo specifico di ciascuna si enfatizza nello scambio”Folgheraiter 2007
  16. 16. CORNICE TEORICA DELLA RECOVERY• Termine che allude a una condizione di recupero, ripresa, reintegrazione piuttosto che a guarigione clinica• Malgrado la persistenza dei sintomi e della disabilità riannodare i fili di un progetto esistenziale compatibile e sostenibile• L’approccio del servizio, più che basato su obiettivi definiti dai curanti, sarà guidato dall’ascolto delle opinioni dei pazienti
  17. 17. CORNICE TEORICA DELLA RECOVERY 2• Riconoscimento dei limiti del servizio rispetto ai bisogni e alle aspettative dei pazienti• Necessità che le esigenze e gli obiettivi, espressi da utenti e familiari nel ruolo di esigenti, tengano conto di tali limiti e siano sostenuti dalle partecipazione responsabile di chi li formula
  18. 18. Recovery clinica Recovery personaleAlmeno per 2 anni: • Acquisizione/restituzio ne di potere e controllo• Totale remissione dei sulla propria vita sintomi • “Essere connessi”:• Lavoro a tempo relazioni interpersonali e partecipazione alla pieno o part-time vita sociale “normale”• Vita indipendente • Ricostruzione di senza assistenza un’identità positiva (nonostante la malattia• Vita sociale (relazioni e la disabilità) con amici) Tew et al. 2011Liberman et al., 2002
  19. 19. Recovery Personale• Non è necessariamente il ritorno a uno stato precedente alla malattia• Piuttosto, è il forgiarsi un nuovo modo di vivere sotto il proprio controllo, sula base di un rinnovato senso di auto-efficacia• Recovery è superare il trauma di avere una psicosi, le conseguenze dei trattamenti, la perdita delle capacità e delle opportunità di accesso ad attività che hanno un valore personale per il paziente• Il mutuo-aiuto e l’auto aiuto possono essere fondamentali e confermare reciprocamente l’autostima• La speranza è una componente essenziale• Richiede uno sforzo sistematico, che comprende l’assunzione del rischio, piuttosto che il suo evitamento sistematico• Il diritto di sbagliare è parte integrante del processo• Implica uno spostamento del focus dal modello del deficit da rimediare ai punti di forza da incrementare• E’ perfettamente complementare e integrata alla recovery clinica e alla psichiatria evidence-based
  20. 20. Linee di indirizzo nazionali per la Salute Mentale• Due assi strategici fondamentali:1) promuovere servizi finalizzati ai percorsi di ripresa. I servizi di salute mentale non possono più accontentarsi di avere come obiettivo la stabilizzazione e la gestione del disturbo mentale La presa incarico deve avvenire sulla base dei criteri di tempestività, promozione e sviluppo delle potenzialità di vita, continuità ed empowerment.2) promuovere la salute mentale della comunità
  21. 21. Il ruolo del Dipartimento nelle politiche di salute mentale• integrare le discipline che si occupano della salute mentale della popolazione (Psichiatria, Neuropsichiatria Infantile, Farmacologia clinica, Tossicologia, Psicologia clinica e altre): il Dipartimento si deve porre come il garante del governo clinico della salute mentale di un determinato territorio• gestire e coordinare le azioni dei servizi pubblici e privati presenti nel territorio di competenza secondo comuni scopi ed obiettivi• garantire risposte a tutta la cittadinanza, attivando specifici programmi per aree critiche della popolazione: per età, per marginalità sociale, per problematicità psicopatologica (internati in OPG, non collaboranti, rischio suicidario)• operare valorizzando la professionalità di tutti gli operatori, favorendo processi diffusi di responsabilizzazione (case management)• ricercare il miglior livello di appropriatezza delle risposte fornite
  22. 22. Il ruolo del Dipartimento nelle politiche di salute mentale (2)• partecipare ad azioni integrate tra Servizi socio-sanitari ed Enti Locali all’interno dei Piani di Zona e dei Piani per la Salute• coordinare le attività e i progetti rivolti alla salute mentale delle agenzie che a vario titolo, formale e informale, sono protagoniste locali della Salute Mentale• riconoscere come proprie risorse, non solo quelle assegnate dal Servizio Sanitario, ma anche quelle derivanti dall’attivo coinvolgimento dei cittadini nei percorsi di cura attraverso processi di responsabilizzazione e decentramento (empowerment)• esercitare un’opera di promozione affinché tutte le agenzie locali competenti operino per dare concreta realizzazione al diritto al lavoro per tutti i fruitori dei propri Servizi (percorsi di formazione, di ricerca di opportunità lavorative, di sostegno nei percorsi di inserimento)
  23. 23. Linee di sviluppo dei dipartimenti di salute mentale• realizzare la propria mission attraverso la tessitura di una rete di agenzie pubbliche e private, sanitarie e sociali, economiche e culturali,• promuovere l’attivazione di un tavolo di concertazione locale,• contribuire alla definizione di un Piano di azione locale per la Salute Mentale
  24. 24. Inclusione sociale, diritto al lavoro: il ruolo del DSM• attivare percorsi di formazione, di ricerca di opportunità lavorative e di sostegno nei percorsi di inserimento, allo scopo di promuovere una reale autonomia degli utenti;• riconoscere il valore espresso dalle cooperative sociali attive nella comunità locale;• contribuire alla realizzazione di vere e proprie imprese sociali in grado di costruire progetti lavorativi che coniugano il diritto al lavoro con i principi di mutualità, solidarietà, sviluppo dell’individuo e del contesto sociale;• attivare gruppi di auto-promozione delle capacità imprenditoriali e cooperativistiche degli utenti attraverso il ricorso alla metodologia e alla progettazione di esperienze di microcredito.
  25. 25. CAPITALE SOCIALEDefiniamo intervento di cura quello che avviene in un continuo dialogo tra terapeuti, pazienti e famiglie, che ha come prospettiva la riappropriazione di una trama esistenziale e di una rete relazionale, in un contesto comunitario che acquisti o riacquisti la capacità di mettere in gioco le proprie attitudini accoglienti ed inclusive, attraverso processi che complessivamente producano e accrescano il cosiddetto capitale sociale
  26. 26. VERSO UNA STRATEGIA DI SISTEMA• Necessità di precisare e differenziare l’offerta di servizi• Ampliare l’empowerment dell’utente• Stabilire schemi di intervento temporali
  27. 27. VERSO UNA STRATEGIA DI SISTEMA• Necessità di differenziare l’offerta di servizi - nessun intervento da solo supera il 40% di successo - sommando più interventi le probabilità aumentano - l’intervento giusto per la persona giusta
  28. 28. VERSO UNA STRATEGIA DI SISTEMA• Aumentare l’empowerment dell’utente - scarso potere predittivo degli operatori - atteggiamento protettivo di operatori e famiglie - il fallimento non è una tragedia - per ogni cittadino il percorso lavorativo è fatto di successi e fallimenti - lasciare la guida del percorso lavorativo all’utente è riabilitativo
  29. 29. VERSO UNA STRATEGIA DI SISTEMA• Stabilire schemi di intervento temporali - potrebbe essere meglio cominciare sempre da schemi di supporto alle abilità - non giudicare a priori sul livello di funzionamento - concordare con l’utente quando passare a proposte più protette - tenere sempre alta l’aspettativa
  30. 30. RESILIENZAUna definizione più comprensiva individua la resilienza come la capacità dell’individuo disviluppare risorse sane in una interazione con il proprio ambiente. Per questo è indispensabile concepire lo sviluppo della persona in relazione al suo contesto familiare, sociale e culturale di appartenenza.
  31. 31. RESILIENZAQuesto concetto implica la responsabilità delle persone dell’ambiente nell’attuare un cambiamento di ottica nei confronti dell’individuo che presenta dei deficit:il rispetto della esperienza e delle modalità di funzionamento e di difesa del paziente grave, considerando persino le disfunzioni presenti espressione di modalità costruttive nel loro significato essenziale (modalità di autocura)
  32. 32. INDIRIZZI POLITICII principi e le pratiche fin qui delineati trovano piena espressione nelle Strategie di Salute Mentale per l’Unione Europea contenute nel Libro Verde (Bruxelles 2005) e nelle Linee di Indirizzo Nazionale per la Salute Mentale in Italia (Ministero della Salute 2008)
  33. 33. AIRSAM Carta di Matera Ruolo centrale delle Comunità locali nelle politiche di Salute Mentale. Dipartimenti di Salute Mentale: innovazione culturale e organizzativa.Centralità dei temi dell’abitare e del lavoro nella riflessione e operatività dell’Associazione.

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