Ecosistema rischio piemonte 2010

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Ecosistema rischio piemonte 2010

  1. 1. ECOSISTEMA RISCHIO 2010 Piemonte Monitoraggio sulle attività delle amministrazioni comunali per la mitigazione del rischio idrogeologico Indagine realizzata nell’ambito di “OPERAZIONE FIUMI 2010”campagna nazionale di monitoraggio, prevenzione e informazione per l’adattamento ai mutamenti climatici e la mitigazione del rischio idrogeologico di Legambiente e del Dipartimento della Protezione Civile Ottobre 2010 1
  2. 2. 1. IntroduzioneEcosistema Rischio è l’indagine di Legambiente e Dipartimento della Protezione Civilerealizzata per conoscere la condizione attuale dei comuni italiani classificati a rischio idrogeologico.Con Operazione Fiumi 2010, la campagna d’informazione per la prevenzione dei rischi legati aldissesto idrogeologico, sono state monitorate le attività delle amministrazioni comunali piemontesi,classificate nel 2003 dal Ministero dell’Ambiente e dall’Unione delle Province Italiane a potenzialerischio idrogeologico più alto, aree perimetrate nei piani straordinari approvati e nei piani stralcioper lassetto idrogeologico predisposti, adottati o approvati.Le amministrazioni comunali possono intervenire per contrastare il rischio idrogeologicoessenzialmente in due diversi settori: • nelle attività ordinarie legate alle gestione del territorio, quali la pianificazione urbanistica, gli interventi di delocalizzazione di abitazioni e di altri fabbricati dalle aree a rischio, l’adeguamento alle norme di salvaguardia dettate dai Piani di bacino e la corretta la manutenzione delle sponde e delle opere idrauliche • nella redazione dei piani di emergenza – che devono essere aggiornati e conosciuti dalla popolazione, perché sappia esattamente cosa fare e dove andare in caso di emergenza - nonché nell’organizzazione locale di protezione civile, al fine di garantire soccorsi tempestivi ed efficaci in caso di alluvione o franaCon il questionario indirizzato alle amministrazioni comunali nel 2010 abbiamo voluto in primoluogo valutare l’effettiva entità dell’esposizione al rischio dei comuni italiani considerando lapresenza di abitazioni, insediamenti industriali, strutture sensibili (scuole, ospedali, ecc.) e di interiquartieri in aree esposte a pericolo di frane e/o alluvioni. Inoltre, abbiamo inserito un nuovoparametro di valutazione chiedendo alle amministrazioni comunali una stima (divisa in sei diversefasce per numero di individui: da 0 a 100; da 100 a 1.000; da 1.000 a 10.000; da 10.000 a 50.000; da50.000 a 100.000; oltre 100.000) del numero delle persone che quotidianamente vivono o lavoranoin zone classificate a rischio idrogeologico.In secondo luogo, l’indagine ha voluto verificare l’effettiva realizzazione di interventi finalizzatialla mitigazione del rischio. In effetti, per quel che riguarda molti comuni italiani le attività dimanutenzione dei corsi d’acqua e gli interventi di messa in sicurezza non sono di direttacompetenza delle amministrazioni comunali. Tuttavia ai Comuni compete spesso una importanteattività di monitoraggio della situazione di rischio su tutto il territorio che abbiamo comunqueritenuto opportuno valutare. Nella scheda inviata per l’anno 2010 alle amministrazioni comunali,abbiamo ritenuto opportuno valutare il recepimento nello strumento urbanistico comunale del Pianodi Assetto Idrogeologico redatto dalla competente autorità di bacino e quindi l’adozione da parte deicomuni stessi di provvedimenti legislativi che vietino l’edificazione nelle aree classificate adelevato rischio idrogeologico. In questo modo abbiamo voluto focalizzare l’attenzione sugliinterventi per un corretto uso del suolo, che sappia limitare l’urbanizzazione eccessiva di questearee, ad esempio le zone di espansione naturale dei fiumi. Abbiamo inoltre, chiesto alleamministrazioni comunali se siano stati avviati interventi di delocalizzazione delle strutture dallearee maggiormente esposte a pericolo e se, nel corso dell’ultimo anno siano stati realizzatiinterventi di manutenzione e/o opere di messa in sicurezza dei corsi d’acqua e di consolidamentodei versanti franosi.Per quanto attiene, invece, all’organizzazione del sistema locale di protezione civile abbiamovalutato la presenta nel territorio comunale di sistemi di monitoraggio e allerta in caso di pericolo difrana o alluvione, la presenza e l’aggiornamento di un piano d’emergenza per il rischioidrogeologico, la realizzazione di attività di informazione rivolte ai cittadini e di esercitazionirivolte alla cittadinanza e alle strutture operative. 2
  3. 3. Dalla rilevazione di tali parametri è stato assegnato ad ogni comune un voto (da 0 a 10) e una classedi merito conseguente. In altre parole, è stata realizzata una vera e propria classifica che tiene contodell’azione dei comuni nella mitigazione del rischio idrogeologico. L’indagine vuole essere unostrumento utile non solo per valorizzare l’esperienza dei comuni più attivi, che dimostranocome una buona gestione del territorio sia possibile e che devono diventare un esempio per tutta laregione, ma vuole servire soprattutto per stimolare le amministrazioni locali ancora in ritardo.Le classi di merito sul lavoro di mitigazione del rischio idrogeologico sono state valutate in base alpunteggio ottenuto dai comuni nella risposta positiva o negativa a tutti i parametri dell’indagine(insufficiente da 0 a 3,5 punti; scarso da 4 a 5,5 punti; sufficiente da 6 a 6,5 punti; buono da 7 a 9punti; ottimo da 9,5 a 10 punti). 2. L’Entità del dissesto in PiemonteSono 1.046 i comuni del Piemonte in cui siano presenti aree a rischio idrogeologico individuatidal Ministero dell’Ambiente e dall’Unione delle Province Italiane nel 2003, l’87% del totale(di cui 138 a rischio frana, 303 a rischio alluvione e 605 a rischio sia di frane che di alluvioni).Tale dato mette in luce chiaramente la fragilità di un territorio dove bastano ormai semplicitemporali, per quanto intensi, per provocare, nel migliore dei casi, allagamenti e disagi per lapopolazione. Questa fragilità è attribuibile ad un uso del territorio e delle acque che troppospesso non considera le limitazioni imposte da un rigoroso assetto idrogeologico. Se osserviamole aree vicino ai fiumi, salta agli occhi l’occupazione crescente delle zone di espansione naturalecon abitazioni ed insediamenti industriali e zootecnici. Gli interventi di messa in sicurezzacontinuano spesso a seguire filosofie tanto vecchie quanto evidentemente inefficaci. Ancora sivedono sorgere argini senza un serio studio sull’impatto che possono portare a valle,cementificazione degli alvei e alterazione delle dinamiche naturali dei fiumi. Inoltre, gli effetti deimutamenti climatici in atto, ormai riconosciuti dalla comunità scientifica, che comportano unadrammatica alternanza di periodi di scarsissime precipitazioni e di piogge eccezionali in periodi ditempo molto brevi, amplificano il pericolo che si verifichino esondazioni dei corsi d’acqua, frane esmottamenti.Il primato negativo del rischio idrogeologico nel territorio piemontese è detenuto dallaprovincia di Asti (100% dei comuni a rischio). Oltre a tanti piccoli comuni, anche gli ottocapoluoghi di provincia piemontesi sono considerati a rischio idrogeologico nella classificazionedel Ministero dell’Ambiente e dell’UPI. COMUNI A RISCHIO IDROGEOLOGICO IN PIEMONTE Regione Provincia Frana Alluvione Frana e alluvione Totale % totale comuniPiemonte 138 303 605 1.046 87% Alessandria 36 39 102 177 93% Asti 23 3 92 118 100% Biella 7 32 28 67 82% Cuneo 24 32 182 238 95% Novara 3 48 3 54 61% Torino 36 106 115 257 82% Verbania 8 11 52 71 92% Vercelli 1 33 30 64 74%Fonte: Report 2003 - Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e Unione Province d’ItaliaElaborazione:Legambiente 3. Risultati regionali dell’indagine: Piemonte 3
  4. 4. L’indagine si è concentrata sulla rilevazione di parametri che indichino sia l’effettiva esposizione alrischio nei territori comunali, sia lo stato di avanzamento e l’effettiva realizzazione di interventi diprevenzione messi in opera dalle amministrazioni comunali (gestione del territorio, piani diemergenza, campagne di informazione alla popolazione, ecc.). Lanalisi di tali parametri hadeterminato una vera e propria classifica dello stato di sicurezza in merito al dissesto idrogeologico.La classifica vuole contemporaneamente servire da pungolo per stimolare a risolvere eventualiinadempienze o lentezze e valorizzare il buon lavoro svolto da alcune amministrazioni comunali. Lanostra indagine deriva quindi dall’analisi delle risposte fornite ai nostri quesiti dalle stesseamministrazioni comunali.E’ stata monitorata la presenza di abitazioni, di interi quartieri, di fabbricati industriali, di strutturesensibili in aree a rischio di alluvione e di frana; la messa in opera da parte dei comuni di interventidi delocalizzazione dalle zone a rischio, sia di insediamenti industriali, sia di abitazioni; l’adozionedi provvedimenti che vietino l’edificazione nelle zone classificate a rischio attraverso il recepimentodel Piano di Assetto Idrogeologico nello strumento urbanistico comunale; la realizzazione nelterritorio comunale di opere di messa in sicurezza dei corsi d’acqua e/o consolidamento dei versantifranosi e al tempo stesso lo svolgimento di un’ordinaria opera di manutenzione delle sponde deicorsi d’acqua e delle opere di difesa idraulica.Sono state poi prese in considerazione quattro diverse tipologie di attività considerate fondamentaliper un buon lavoro di mitigazione del rischio idrogeologico da parte dei comuni:• presenza di sistemi di monitoraggio e allerta della popolazione in caso di emergenza;• presenza, validità e aggiornamento del piano di emergenza comunale o intercomunale;• iniziative di formazione ed informazione rivolte alla popolazione;• realizzazione di esercitazioni di protezione civile.La nostra valutazione si divide sostanzialmente in tre aree tematiche distinte: la valutazione dellapresenza di insediamenti antropici in aree esposte a pericolo di frane e alluvioni; gli interventi peruna corretta “gestione del territorio” e l’organizzazione del “sistema di protezione civile”, checomprende sia la realizzazione dei piani di emergenza sia le attività dedicate all’informazione deicittadini e l’organizzazione di periodiche esercitazioni Si tratta, ovviamente, di elementi ugualmenteimportanti: da un lato, infatti, è indispensabile operare, a lungo termine, per rendere il territorio piùsicuro, non vulnerabile e non soggetto a fenomeni di dissesto idrogeologico, dall’altro è importanteessere capaci di intervenire prontamente in situazioni di oggettiva emergenza. E’ evidente come ilsecondo elemento, ovvero la presenza di un buon “sistema di protezione civile”, deve esserevalorizzato in quanto fondamentale per soccorrere la popolazione e salvare vite umane adevento già in corso, ma non può trasformarsi in un alibi per non realizzare una correttagestione del territorio.Tra le amministrazioni comunali piemontesi intervistate, sono 368 quelle che hanno rispostoal questionario di Ecosistema rischio (il 35% dei comuni a rischio della regione). Di queste, idati relativi a 40 amministrazioni sono stati trattati separatamente, poiché i competenti ufficicomunali hanno dichiarato di non avere strutture in aree a rischio, il che giustifica parzialmente ilnon essersi attivati in azioni di prevenzione e pianificazione. Sono state invece mantenute quelleamministrazioni che, a seguito di interventi di consolidamento e delocalizzazione, pur non avendofabbricati in zone a rischio, svolgono comunque un buon lavoro di mitigazione del rischioidrogeologico. Le tabelle riportate nel dossier si riferiscono quindi a 328 amministrazionicomunali del Piemonte. 4
  5. 5. Ben il 78% dei comuni intervistati ha nel proprio territorio abitazioni in aree golenali, inprossimità degli alvei e in aree a rischio frana e nel 18% dei casi sono presenti in tali aree interiquartieri. Quasi nella metà dei comuni campione dell’indagine (49%) sono presenti strutturee fabbricati industriali in aree a rischio. Fatto estremamente grave poiché, in caso di alluvione,sono esposti al rischio sia i dipendenti, sia l’ambiante, per il pericolo di sversamento di prodottiinquinanti nelle acque e nei terreni. Questi dati dimostrano come lo sviluppo urbanistico nonabbia tenuto conto del rischio e come debba rimanere alto il livello di attenzione riguardo alrischio idrogeologico. Inoltre, nel 9% dei comuni intervistati sono presenti in area a rischio diesondazione o in area a rischio frana strutture sensibili. Appena il 5% dei comuni ha intrapresoopere di delocalizzazione delle abitazioni e solo il 2% di essi (solo sei comuni fra tutti quelliintervistati) ha provveduto a delocalizzare gli insediamenti industriali dalle areemaggiormente esposte a pericolo. Tuttavia, dalla nostra indagine risulta che ben l’83% deicomuni intervistati ha recepito nel proprio piano urbanistico il Pieno per l’AssettoIdrogeologico redatto dalle competenti autorità di bacino. E’ necessario evidentemente operarein modo che siano rafforzati i vincoli all’urbanizzazione delle aree esposte a rischio, applicare talivincoli in modo più rigoroso e intervenire, là dove possibile e necessario, con interventi mirati alladelocalizzazione.Nel 77% dei comuni sono stati realizzati interventi di manutenzione ordinaria delle sponde edelle opere di difesa idraulica e interventi di messa in sicurezza dei corsi d’acqua e diconsolidamento dei versanti franosi, anche se talvolta tali opere si ispirano a filosofie superate e nonadeguate, rischiando di rendere più fragili i territori dei comuni a valle. Se è vero che il problema èl’occupazione urbanistica di tutte quelle aree dove il fiume in caso di piena può “allargarsi”, leopere di messa in sicurezza non possono trasformarsi in alibi per continuare a costruire nellearee golenali. Nonostante tutto ciò sia ormai assodato nella teoria e sia cresciuta la sensibilità degliEnti Locali in questo senso, nella pratica sono ancora troppo pochi gli interventi concreti didelocalizzazione delle strutture a rischio. Nella maggior parte dei casi non vengono effettuati studiseri su scala di bacino per pianificare le arginature e gli interventi strutturali di prevenzione,attraverso i quali diverrebbe possibile anche porre rimedio agli errori del passato nella gestionedell’assetto idrogeologico del territorio.Per quanto riguarda le attività di pianificazione d’emergenza - uno strumento fondamentale per lasicurezza delle persone, sia al fine di organizzare tempestivamente evacuazioni preventive in casodi piena sia per garantire alla popolazione soccorsi tempestivi ed efficaci in caso di calamità – lasituazione in Piemonte appare più confortante. L’87% dei comuni intervistati, infatti, è provvistodi un piano da mettere in atto in caso di frana o alluvione, anche se solo nel 58% dei casi ipiani d’emergenza risultano essere stati aggiornati negli ultimi due anni, fatto estremamenteimportante giacché disporre di piani vecchi può costituire un grave limite in caso di necessità.Solo nella metà dei comuni intervistati (49%) sono presenti e attivi sistemi di monitoraggioper l’allerta tempestiva in caso di pericolo di alluvione o frana. Un certo ritardo si scontaancora, tuttavia, nell’organizzazione a livello locale di attività informative rivolte ai cittadini edi esercitazioni. L’opera d’informazione rivolta ai cittadini su quali sono i rischi, suicomportamenti individuali e collettivi da adottare in caso di calamità e sui contenuti del pianocomunale d’emergenza, rappresenta una delle attività principali che i comuni dovrebbero svolgere:se la popolazione non si fa prendere dal panico, sa cosa fare e dove andare durante una situazione dipericolo, già questo rappresenta un fondamentale parametro di sicurezza. Dalla nostra indaginerisulta che il 27% delle amministrazioni ha realizzato, nel corso del 2009, attività di informazionerivolte ai cittadini. Anche le esercitazioni rappresentano un momento estremamente importante pervalutare la reale efficacia di un piano d’emergenza e per mettere alla prova le reali capacità 5
  6. 6. operative in caso di emergenza. La percentuale dei comuni piemontesi attivi in questo senso è,anche in questo caso, del 27%. ATTIVITA’ REALIZZATE DAI COMUNI DEL PIEMONTE Esposizione ai rischi Numero Comuni Percentuale ComuniAbitazioni in aree a rischio idrogeologico 257 78%Quartieri in aree a rischio idrogeologico 60 18%Industrie in aree a rischio idrogeologico 162 49%Strutture sensibili in aree a rischio 29 9% Attività Numero Comuni Percentuale ComuniDelocalizzazione di abitazioni 15 5%Delocalizzazione di fabbricati industriali 6 2%Recepimento PAI nel piano urbanistico 273 83%Manutenzione / Opere di messa in sicurezza 254 77%Piano d’emergenza 286 87%Aggiornamento del piano d’emergenza 191 58%Individuazione COC, area accoglienza, ecc. 281 86%Censimento soggetti vulnerabili 215 66%Sistemi di monitoraggio e allerta 160 49%Attività di informazione 89 27%Esercitazioni 90 27%Fonte: LegambienteDall’analisi dei nostri dati risulta che la percentuale generale dei comuni che ha svolto unlavoro positivo di mitigazione del rischio idrogeologico è del 30%. Il fatto che a tutt’oggi il 70%delle amministrazioni comunali non raggiunga la sufficienza per quel che riguarda gli interventi diprevenzione e corretta gestione del territorio dimostra come sia ancora necessario percorrere tantastrada per ottenere una reale sicurezza dei cittadini di fronte al rischio idrogeologico. LAVORO DI MITIGAZIONE DEL RISCHIO IDROGEOLOGICO SVOLTO DAI COMUNI DEL PIEMONTE Percentuale Percentuale Lavoro svolto Classe di merito Numero comuni comuni comuni Ottimo 0 - Positivo 30% Buono 28 9% Sufficiente 70 21% Scarso 137 42% Negativo 70% Insufficiente 93 28%Fonte: LegambienteCome anticipato nell’introduzione, nella scheda inviata nel 2010 alle amministrazioni comunaliabbiamo ritenuto opportuno inserire un ulteriore parametro per la valutazione dell’esposizione alrischio idrogeologico, considerando anche l’entità del numero di cittadini che quotidianamentevivono o lavorano in strutture presenti in aree esposte a pericolo di esondazione e di frana. Abbiamochiesto alle amministrazioni di quantificare, seppure in maniera approssimativa, il numero diindividui presenti in zone esposte a pericolo indicando una delle sei fasce individuate erappresentate nella tabella seguente: un numero di persone compreso fra 0 e 100; fra 100 e 1.000; 6
  7. 7. fra 1.000 e 10.000; fra 10.000 e 50.000; da 50.000 e 100.000; oltre 100.000. Dalle risposte ottenute è possibile risalire al numero e alla percentuale di comuni in cui i cittadini presenti in aree a rischio sono compresi nella prima fascia, nella seconda, e così via. E’ da considerare che, nella prima fascia, quella che considera un numero di cittadini compresi fra 0 e 100 rientrano sia i comuni in cui non siano presenti strutture in aree a rischio, sia i piccoli comuni che hanno una popolazione residente di poche centinaia di persone, sia le località in cui l’antropizzazione delle aree a rischio riguardi solo alcune case isolate. In Piemonte, nell’81% dei comuni intervistati il numero di persone presenti in aree a rischio è compreso fra 0 e 100; nel 16% dei comuni fra 100 e 1.000 e nel 3% fra 1.000 e 10.000. NUMERO DI CITTADINI PRESENTI IN AREE A RISCHIO Popolazione a rischio Numero comuni Percentuale comuni Da 0 a 100 265 81% Da 100 a 1.000 54 16% Da 1.000 a 10.000 9 3% Da 10.000 a 50.000 0 - Da 50.000 a 100.000 0 - Oltre 100.000 0 - Fonte: Legambiente A partire da questi dati è possibile anche calcolare il numero medio complessivo di persone potenzialmente presenti ogni giorno in zone esposte a rischio idrogeologico moltiplicando il valore medio di ogni fascia di popolazione (ad esempio 50 nella fascia da 0 a 100; 500 nella fascia da 100 a 1.000) per il numero dei comuni che rispondendo al questionario hanno indicato quella fascia di popolazione. Secondo questi dati il numero medio di cittadini che in Piemonte vivono e lavorano quotidianamente in aree esposte a rischio idrogeologico è di 85.250 persone. Quest’anno nessun comune piemontese raggiunge la classe di merito ottimo per il lavoro svolto nelle attività di mitigazione del rischio idrogeologico. Il comune piemontese più meritorio è Frinco (AT) che raggiunge il punteggio di 8,5 in pagella. In effetti, pur essendo presenti nel terriotio comunali alcune strutture in aree a rischio il comune si è attivato per realizzare i primi interventi di delocalizzazione e si è dotato si un buon sistema locale di protezione civile pronto ad intervenire in caso di calamità. IL COMUNE PIEMONTESE PIU’ ATTIVO CONTRO IL RISCHIO IDROGEOLOGICO Classe di merito delocalizzazione Urbanizzazione Manutenzione / Monitoraggio/ Informazione aree a rischio Esercitazioni Recepimento emergenza sicurezza Piano di messa in Provincia Voto PAI ComuneFrinco AT 8,5 Buono Fonte: Legambiente L’altra faccia della medaglia in Piemonte è rappresentata dal comune di Montaldo Roero in provincia di Cuneo, che pur avendo abitazioni, industrie e interi quartieri presenti in aree a 7
  8. 8. rischio non ha avviato alcun interventi di delocalizzazione, né si è dotato dei necessari strumenti per organizzare un buon sistema locale di protezione civile. LA MAGLIA NERA ASSEGNATA AL COMUNE PIEMONTESE NELLE ATTIVITA’ MESSE IN CAMPO CONTRO IL RISCHIO IDROGEOLOGICO Classe di merito delocalizzazione Urbanizzazione Manutenzione / Monitoraggio/ Informazione aree a rischio Esercitazioni Recepimento emergenza sicurezza Piano di messa in Provincia Voto PAI ComuneMontaldo Roero CN 0,5 insufficiente Fonte: Legambiente Legenda Presenza industrie in area a rischio idrogeologico Presenza case in area a rischio idrogeologico Case Presenza quartieri in area a rischio idrogeologico Manutenzione ordinaria alvei e opere difesa idraulica/interventi di messa in sicurezza Delocalizzazione case e/o fabbricati industriali da aree a rischio Sistemi di monitoraggio allerta popolazione caso pericolo Recepimento PAI nel piano urbanistico Piano d’emergenza comunale aggiornato ultimi due anni Attività di informazione e sensibilizzazione alla popolazione Esercitazioni 4. Capoluoghi piemontesi a confronto Tutti gli otto capoluoghi di provincia del Piemonte sono considerati a rischio idrogeologico secondo la classificazione del Ministero dell’Ambiente e dell’UPI. Tra questi, sette – Torino, Asti, Novara, Verbania, Biella, Cuneo e Alessandria - hanno risposto in maniera completa alla nostra indagine. Li analizziamo a confronto per comprendere quale sia la situazione in merito al rischio idrogeologico nelle grandi città che, se da un lato devono gestire un territorio più esteso, dall’altro spesso possono disporre di maggiori risorse rispetto ai piccoli comuni. Sono tre le città piemontesi che raggiungono la piena sufficienza: Asti, Novara e Verbania. Ad Asti, sebbene nel territorio siano presenti abitazioni in area a rischio, è stata realizzata una manutenzione dei fiumi e dei corsi d’acqua, il comune si è dotato di un piano d’emergenza aggiornato e nel territorio comunale sono presenti sistemi di monitoraggio e allerta in caso di pericolo. A Novara non sono presenti strutture nelle aree a rischio, tuttavia il comune è comunque attivo nell’organizzazione di un efficiente sistema locale di protezione civile. A Verbania dove è più pesante l’urbanizzazione delle aree soggette a rischio idrogeologico, sono comunque stati avviati i primi interventi di delocalizzazione di abitazioni. Biella e Cuneo ottengono un punteggio appena sotto la sufficienza, nelle due città sono presenti in zone esposte a pericolo di frana o esondazione sia abitazioni sia insediamenti industriali. Il capoluogo di regione Torino ottiene un 4,5 a causa 8
  9. 9. della massiccia urbanizzazione delle aree a rischio con abitazioni, insediamenti industriali,interi quartieri e strutture sensibili. Ultimo fra i capoluoghi piemontesi è la città di Alessandria incui nonostante la pesante antropizzazione delle aree a rischio non esiste un piano di emergenzaaggiornato, non è stata realizzata un’ordinaria opera di manutenzione delle sponde e delle opere didifesa idraulica né interventi di messa in sicurezza. I CAPOLUOGHI A CONFRONTO Urbanizzazione aree Piano di emergenza Recepimento PAI Informazione ed Classe di merito delocalizzazione Manutenzione esercitazioni a rischio Voto Comune Asti 6,5 Sufficiente Novara 6,5 Sufficiente Verbania 6,5 Sufficiente Biella 5,5 Sufficiente Cuneo 5,5 Scarso Torino 4,5 Scarso Alessandria 2,5 InsufficienteFonte LegambienteLegenda Presenza industrie in area a rischio idrogeologico Presenza case in area a rischio idrogeologico Case Presenza quartieri in area a rischio idrogeologico Manutenzione ordinaria alvei e opere difesa idraulica/interventi di messa in sicurezza Delocalizzazione case e/o fabbricati industriali da aree a rischio Sistemi di monitoraggio allerta popolazione caso pericolo Recepimento PAI nel piano urbanistico Piano d’emergenza comunale aggiornato ultimi due anni Attività di informazione e sensibilizzazione alla popolazione Esercitazioni 9
  10. 10. 5. La scheda per il rilevamento dei datiDi seguito la scheda inviata a tutti i comuni oggetto dell’indagine con il punteggio assegnato per larisposta ad ogni singolo quesito. Informazioni sul territorio comunale Quesito Si NoNel territorio comunale sono presenti fabbricati e/o insediamenti industriali in 0 0,5area a rischio di esondazione dei corsi d’acqua o in area a rischio frana?Nel territorio comunale sono presenti abitazioni in area a rischio di esondazione 0 1dei corsi d’acqua o in area a rischio frana?Sono presenti interi quartieri in area a rischio di esondazione dei corsi d’acqua o 0 1,5in area a rischio frana?Nel territorio comunale sono presenti in aree a rischio idrogeologico strutture 0 0,5sensibili (ad esempio scuole, ospedali, ecc..)?Nel territorio comunale, quanti cittadini vivono o lavorano in zone esposte a pericolo di frane e/oalluvioni? da 0 a 100 da 100 a 1.000 da 1.000 a 10.000 da 10.000 a 50.000 da 50.000 a 100.000 oltre 100.000Max 3,5 punti Area Tematica Gestione del territorio Quesito Si NoNel territorio comunale è stata svolta nel corso dell’ultimo anno - dal comune oda qualunque altro ente preposto - una manutenzione ordinaria delle sponde e 0,5 0delle opere di difesa idraulica o sono state realizzate opere di messa in sicurezzadei corsi d’acqua e/o di consolidamento dei versanti franosi?Il comune ha intrapreso, negli ultimi due anni, azioni di delocalizzazione di 1 0abitazioni presenti in aree a rischio idrogeologico?Il comune ha intrapreso, negli ultimi due anni, azioni di delocalizzazione di 1 0fabbricati industriali in aree a rischio idrogeologico?Il comune ha recepito nel proprio strumento urbanistico il Piano di Assetto S NIdrogeologico redatto dalla competente Autorità di bacino?Max 2,5 punti Area Tematica Allertamento, pianificazione d’emergenza e attività d’informazione: Quesito Si NoNel comune sono presenti sistemi di monitoraggio finalizzati all’allerta in caso di 1 0pericolo di alluvione o di frana?Esiste un piano di emergenza comunale o intercomunale per il rischio S Nidrogeologico?Se sì, il piano è stato aggiornato negli ultimi due anni? 1 0Il piano prevede e indica le strutture destinate a diventare in caso di emergenzasedi del Centro Operativo Comunale, dei Centri di Accoglienza e dell’Area di 0,5 0Ammassamento Soccorritori? 10
  11. 11. Il piano prevede un censimento dei soggetti più vulnerabili (anziani non 0,5 0autosufficienti, persone con disabilità) da evacuare in caso di calamità?Il comune ha trasmesso alle autorità locali (Provincia, Prefettura, Regione) il S Npiano d’emergenza?Il comune ha svolto nel 2009 attività di informazione rivolte ai cittadini? 0,5 0Il comune ha organizzato nel corso del 2009 esercitazioni rivolte alle strutture 0,5 0operative e alla cittadinanza?Max 4 puntiLa somma matematica del punteggio ottenuto rispondendo, positivamente o negativamente, aiquesiti di ogni area tematica fornisce il punteggio finale del comune interessato dall’iniziativacompreso tra 0 e 10. Nella graduatoria finale vengono così create cinque categorie di merito:Da 0 a 3,5 Comuni che svolgono un insufficiente lavoro di mitigazione del rischioDa 4 a 5,5 Comuni che svolgono uno scarso lavoro di mitigazione del rischioDa 6 a 6,5 Comuni che svolgono un sufficiente lavoro di mitigazione del rischioda 7 a 9 Comuni che svolgono un buon lavoro di mitigazione del rischioda 9,5 a 10 Comuni che svolgono un ottimo lavoro di mitigazione del rischio 6. La classifica completa in Piemonte Classe di merito Delocalizzazioni Urbanizzazione Aggiornamento Manutenzione/ Monitoraggio Informazione aree a rischio Esercitazioni Recepimento Provincia sicurezza messa in Piano Voto PAI ComuneFrinco AT 8,5 BuonoCanischio TO 8 BuonoCasalino NO 8 BuonoCastelnuovoScrivia AL 8 BuonoFioranoCanavese TO 8 BuonoMacugnaga VB 8 BuonoPinerolo TO 8 BuonoRoccabruna CN 8 BuonoSan GiustoCanavese TO 8 BuonoVenaus TO 8 Buono 11
  12. 12. CastellazzoBormida AL 7,5 BuonoFrabosa Soprana CN 7,5 BuonoTorresina CN 7,5 BuonoAlpette TO 7 BuonoAlzano Scrivia AL 7 BuonoBassignana AL 7 BuonoBenevello CN 7 BuonoBerzano di SanPietro AT 7 BuonoCorio TO 7 BuonoCumiana TO 7 BuonoFenestrelle TO 7 BuonoGiaglione TO 7 BuonoPeveragno CN 7 BuonoPino Torinese TO 7 BuonoRacconigi CN 7 BuonoSan MicheleMondovì CN 7 BuonoSardigliano AL 7 BuonoTorre Mondovì CN 7 BuonoAsti AT 6,5 SufficienteBistagno AL 6,5 SufficienteBrignanoFrascata AL 6,5 SufficienteBusca CN 6,5 SufficienteCerreto Grue AL 6,5 SufficienteCinzano TO 6,5 SufficienteCoazzolo AT 6,5 SufficienteDemonte CN 6,5 SufficienteGraglia BI 6,5 SufficienteLa Loggia TO 6,5 Sufficiente 12
  13. 13. Levice CN 6,5 SufficienteMaranzana AT 6,5 SufficienteMazzè TO 6,5 SufficienteMurazzano CN 6,5 SufficienteNovara NO 6,5 SufficienteOccimiano AL 6,5 SufficientePietraporzio CN 6,5 SufficientePiobesi Torinese TO 6,5 SufficientePralormo TO 6,5 SufficienteRobassomero TO 6,5 SufficienteRocca dArazzo AT 6,5 SufficienteRonco Biellese BI 6,5 SufficienteSan DamianodAsti AT 6,5 SufficienteVerbania VB 6,5 SufficienteViù TO 6,5 SufficienteAgliano Terme AT 6 SufficienteBaldisseroTorinese TO 6 SufficienteBosco Marengo AL 6 SufficienteBosconero TO 6 SufficienteBra CN 6 SufficienteBruno AT 6 SufficienteCafasse TO 6 SufficienteCamo CN 6 SufficienteCandelo BI 6 SufficienteCannero Riviera VB 6 SufficienteCantarana AT 6 SufficienteCastellettodOrba AL 6 SufficienteCastellettoMolina AT 6 Sufficiente 13
  14. 14. Castelletto Stura CN 6 SufficienteCastello diAnnone AT 6 SufficienteCastelspina AL 6 SufficienteCastiglioneFalletto CN 6 SufficienteCervasca CN 6 SufficienteCiconio TO 6 SufficienteCigliano VC 6 SufficienteCinaglio AT 6 SufficienteCossogno VB 6 SufficienteCossombrato AT 6 SufficienteGrignasco NO 6 SufficienteLequio Tanaro CN 6 SufficienteManta CN 6 SufficienteMasio AL 6 SufficienteMombaldone AT 6 SufficienteMontaldoTorinese TO 6 SufficienteMontegrossodAsti AT 6 SufficienteMuzzano BI 6 SufficienteParella TO 6 SufficientePavarolo TO 6 SufficientePrarostino TO 6 SufficientePredosa AL 6 SufficienteRocca Grimalda AL 6 SufficienteSan PietroMosezzo NO 6 SufficienteSan RaffaeleCimena TO 6 SufficienteSanfront CN 6 SufficienteStresa VB 6 SufficienteTerzo AL 6 Sufficiente 14
  15. 15. VillanovaMondovì CN 6 SufficienteVillar Focchiardo TO 6 SufficienteVillata VC 6 SufficienteAvigliana TO 6 SufficienteAlice Bel Colle AL 5,5 ScarsoBattifollo CN 5,5 ScarsoBiella BI 5,5 ScarsoBorgone Susa TO 5,5 ScarsoCaraglio CN 5,5 ScarsoCavallermaggiore CN 5,5 ScarsoChivasso TO 5,5 ScarsoCollegno TO 5,5 ScarsoCostigliole dAsti AT 5,5 ScarsoCuneo CN 5,5 ScarsoFaule CN 5,5 ScarsoIsasca CN 5,5 ScarsoIvrea TO 5,5 ScarsoLugnacco TO 5,5 ScarsoMathi TO 5,5 ScarsoMonasteroBormida AT 5,5 ScarsoMondovì CN 5,5 ScarsoMontalto Dora TO 5,5 ScarsoMontechiarodAcqui AL 5,5 ScarsoNarzole CN 5,5 ScarsoPiasco CN 5,5 ScarsoPocapaglia CN 5,5 ScarsoRubiana TO 5,5 ScarsoSan GermanoChisone TO 5,5 Scarso 15
  16. 16. San Giorio diSusa TO 5,5 ScarsoTigliole AT 5,5 ScarsoVigone TO 5,5 ScarsoAlmese TO 5 ScarsoBarge CN 5 ScarsoBastia Mondovì CN 5 ScarsoBricherasio TO 5 ScarsoBruino TO 5 ScarsoBrusasco TO 5 ScarsoCanosio CN 5 ScarsoCardè CN 5 ScarsoCaresanablot VC 5 ScarsoCastellero AT 5 ScarsoGarzigliana TO 5 ScarsoGivoletto TO 5 ScarsoLozzolo VC 5 ScarsoMango CN 5 ScarsoMeina NO 5 ScarsoMoriondoTorinese TO 5 ScarsoNovalesa TO 5 ScarsoOggebbio VB 5 ScarsoOldenico VC 5 ScarsoPiossasco TO 5 ScarsoPriola CN 5 ScarsoRevello CN 5 ScarsoSan GiorgioScarampi AT 5 ScarsoSanta VittoriadAlba CN 5 ScarsoSanthià VC 5 Scarso 16
  17. 17. Scopa VC 5 ScarsoStrambinello TO 5 ScarsoTorre Pellice TO 5 ScarsoVaie TO 5 ScarsoVal della Torre TO 5 ScarsoValenza AL 5 ScarsoAmeno NO 4,5 ScarsoBardonecchia TO 4,5 ScarsoBelgirate VB 4,5 ScarsoBorgo SanDalmazzo CN 4,5 ScarsoBorgofrancodIvrea TO 4,5 ScarsoBorgomale CN 4,5 ScarsoBosio AL 4,5 ScarsoBossolasco CN 4,5 ScarsoBussoleno TO 4,5 ScarsoCalamandrana AT 4,5 ScarsoCaprile BI 4,5 ScarsoCasasco AL 4,5 ScarsoCastellamonte TO 4,5 ScarsoCerro Tanaro AT 4,5 ScarsoCeva CN 4,5 ScarsoCortemilia CN 4,5 ScarsoCossano Belbo CN 4,5 ScarsoCossato BI 4,5 ScarsoFossano CN 4,5 ScarsoFrabosa Sottana CN 4,5 ScarsoFront TO 4,5 ScarsoLemie TO 4,5 Scarso 17
  18. 18. Lisio CN 4,5 ScarsoMarmora CN 4,5 ScarsoMombercelli AT 4,5 ScarsoMonale AT 4,5 ScarsoMontecastello AL 4,5 ScarsoMonteu Roero CN 4,5 ScarsoNetro BI 4,5 ScarsoOcchieppoInferiore BI 4,5 ScarsoPezzolo ValleUzzone CN 4,5 ScarsoQuarna Sopra VB 4,5 ScarsoRoaschia CN 4,5 ScarsoRodello CN 4,5 ScarsoRosta TO 4,5 ScarsoRoure TO 4,5 ScarsoRuffia CN 4,5 ScarsoSaleranoCanavese TO 4,5 ScarsoSan GiorgioMonferrato AL 4,5 ScarsoSan Paolo Cervo BI 4,5 ScarsoTorino TO 4,5 ScarsoVarzo VB 4,5 ScarsoVernante CN 4,5 ScarsoViale AT 4,5 ScarsoVigliano Biellese BI 4,5 ScarsoVillar Pellice TO 4,5 ScarsoVillastellone TO 4,5 ScarsoVinadio CN 4,5 ScarsoAngrogna TO 4 ScarsoArona NO 4 Scarso 18
  19. 19. Briga Alta CN 4 ScarsoBurolo TO 4 ScarsoCannobio VB 4 ScarsoCaravino TO 4 ScarsoCarmagnola TO 4 ScarsoCasale Cortecerro VB 4 ScarsoCastagneto Po TO 4 ScarsoCastagnito CN 4 ScarsoCerretto Langhe CN 4 ScarsoCesara VB 4 ScarsoChiaverano TO 4 ScarsoConzano AL 4 ScarsoCureggio NO 4 ScarsoDronero CN 4 ScarsoGambasca CN 4 ScarsoLevone TO 4 ScarsoMasserano BI 4 ScarsoMattie TO 4 ScarsoMonasterolo diSavigliano CN 4 ScarsoMoncalvo AT 4 ScarsoPavone Canavese TO 4 ScarsoPettinengo BI 4 ScarsoPiedicavallo BI 4 ScarsoPietra Marazzi AL 4 ScarsoPoirino TO 4 ScarsoSparone TO 4 ScarsoTortona AL 4 ScarsoVicoforte CN 4 Scarso 19
  20. 20. VillafrancaPiemonte TO 4 ScarsoBobbio Pellice TO 3,5 InsufficienteBrandizzo TO 3,5 InsufficienteCalosso AT 3,5 InsufficienteCambiano TO 3,5 InsufficienteCarrega Ligure AL 3,5 InsufficienteCastellAlfero AT 3,5 InsufficienteCostiglioleSaluzzo CN 3,5 InsufficienteDonato BI 3,5 InsufficienteEnvie CN 3,5 InsufficienteGalliate NO 3,5 InsufficienteGreggio VC 3,5 InsufficienteMomo NO 3,5 InsufficienteMompantero TO 3,5 InsufficienteMomperone AL 3,5 InsufficienteMonasteroloCasotto CN 3,5 InsufficienteMoncalieri TO 3,5 InsufficienteOcchieppoSuperiore BI 3,5 InsufficienteOulx TO 3,5 InsufficientePiedimulera VB 3,5 InsufficientePinasca TO 3,5 InsufficientePombia NO 3,5 InsufficienteRossa VC 3,5 InsufficienteSan BenignoCanavese TO 3,5 InsufficienteSan MauriziodOpaglio NO 3,5 InsufficienteSantena TO 3,5 InsufficienteSusa TO 3,5 InsufficienteTrana TO 3,5 Insufficiente 20
  21. 21. Usseaux TO 3,5 InsufficienteVilladossola VB 3,5 InsufficienteAlbiano dIvrea TO 3 InsufficienteAltavillaMonferrato AL 3 InsufficienteBorgorattoAlessandrino AL 3 InsufficienteButtigliera Alta TO 3 InsufficienteCamagnaMonferrato AL 3 InsufficienteCameri NO 3 InsufficienteCarema TO 3 InsufficienteCastiglioneTorinese TO 3 InsufficienteCherasco CN 3 InsufficienteChiomonte TO 3 InsufficienteCrissolo CN 3 InsufficienteGhemme NO 3 InsufficienteGiaveno TO 3 InsufficienteMerana AL 3 InsufficienteMergozzo VB 3 InsufficienteMirabelloMonferrato AL 3 InsufficienteMongrando BI 3 InsufficienteOstana CN 3 InsufficientePamparato CN 3 InsufficienteSala Biellese BI 3 InsufficienteSan ColombanoBelmonte TO 3 InsufficienteSezzadio AL 3 InsufficienteTraversella TO 3 InsufficienteValdengo BI 3 InsufficienteVeglio BI 3 InsufficienteVillarboit VC 3 Insufficiente 21
  22. 22. Alessandria AL 2,5 InsufficienteBriaglia CN 2,5 InsufficienteCaprauna CN 2,5 InsufficienteCastelletto SopraTicino NO 2,5 InsufficienteCondove TO 2,5 InsufficienteCortazzone AT 2,5 InsufficienteElva CN 2,5 InsufficienteMontanaro TO 2,5 InsufficienteOleggio NO 2,5 InsufficienteOsasco TO 2,5 InsufficientePettenasco NO 2,5 InsufficientePiea AT 2,5 InsufficientePray BI 2,5 InsufficienteRivaroloCanavese TO 2,5 InsufficienteSaluzzo CN 2,5 InsufficienteTrarego Viggiona VB 2,5 InsufficienteTrecate NO 2,5 InsufficienteCasalborgone TO 2 InsufficienteCassano Spinola AL 2 InsufficienteCuorgnè TO 2 InsufficienteFerrere AT 2 InsufficienteLagnasco CN 2 InsufficienteMeana di Susa TO 2 InsufficienteOvada AL 2 InsufficientePiozzo CN 2 InsufficienteRiva PressoChieri TO 2 InsufficienteSan Sebastianoda Po TO 2 InsufficienteSerravalle Scrivia AL 2 Insufficiente 22
  23. 23. Settimo Torinese TO 2 InsufficienteValle Mosso BI 2 InsufficienteVerduno CN 2 InsufficienteFontanetodAgogna NO 1,5 InsufficienteGaressio CN 1,5 InsufficienteMongiardinoLigure AL 1,5 InsufficienteAvolasca AL 1 InsufficienteBorgosesia VC 1 InsufficienteDruento TO 1 InsufficienteMontaldo Roero CN 0,5 InsufficienteLegenda Presenza industrie in area a rischio idrogeologico Presenza case in area a rischio idrogeologico Case Presenza quartieri in area a rischio idrogeologico Manutenzione ordinaria alvei e opere difesa idraulica/interventi di messa in sicurezza Delocalizzazione case e/o fabbricati industriali da aree a rischio Sistemi di monitoraggio allerta popolazione caso pericolo Recepimento PAI nel piano urbanistico Piano d’emergenza comunale aggiornato ultimi due anni Attività di informazione e sensibilizzazione alla popolazione Esercitazioni 23

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