virtù e felicità ellenismo e cristianesimo

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  • prof. Giovanni Quartini Percorso tematico: il bene - virtù e felicità
  • virtù e felicità ellenismo e cristianesimo

    1. 1. Il Bene: vIrtù e felIcItàLe filosofie ellenistiche: la vita buona come saggezza La vita buona come beatitudine: l’etica cristiana
    2. 2. Il calcolo razionale dei piaceri L’etica diviene la parte più importante della filosofia, che è ora arte del ben vivere, la cui suprema virtù è la saggezza. È il primato del vivere bene sul conoscere, della felicità sulla verità. Epicureismo: il piacere è il bene supremo, lo scopo a cui Epicureismo ogni essere tende, il movente di ogni azione. Il bene è ciò che fa star bene il corpo e i sensi. La ragione diviene mezzo e la virtù strumento per conseguire una vita felice. La ragione deve soppesare, discernere e selezionare, mettendo in atto il calcolo dei piaceri. Il piacere è assenza di dolore del corpo e assenza di turbamento dell’anima: eliminazione del bisogno, della mancanza, della sofferenza.
    3. 3. Quali desideri ...Mangiare, bere, dormire … il giusto Desiderio di cibo raffinato … Smodato desiderio di gloria e fama
    4. 4. Il quadrifarmaco La conoscenza è un farmaco;con essa l’uomo guarisce dalla false paure e dai bisogni innaturali da cui si genera il dolore: MALI TERAPIA La paura degli dei e dell’aldilà Gli dei non si occupano degli uomini La paura della morte Quando ci siamo non c’è, quando c’è non ci siamo La mancanza del piacere Il piacere è facilmente raggiungibile Il dolore fisico Se acuto è provvisorio o porta alla morte, se lieve è sopportabile La Ragione diviene regolatrice: fuggire il male, conseguire il bene: logica intellettuale che persiste nel mondo greco.
    5. 5. Liberazione dalle passioni Stoicismo: scopo ultimo della vita: la felicità come bene Stoicismo supremo. L’etica chiarisce i mezzi per raggiungerla. Ogni ente tende a conservare e incrementare il proprio essere, perseguendo ciò che gli giova e fuggendo ciò che nuoce. La natura dell’uomo è la razionalità: bene è ciò che giova al logos, male ciò che gli nuoce. Il bene/male del corpo sono moralmente indifferenti (si sottraggono alla valutazione morale: fatti biologici e materiali). L’uomo può scegliere tra: beni morali, mali morali e indifferenti che, sul piano materiale, possono essere comunque valori e dunque preferibili, degni di essere scelti (la ricchezza è meglio della povertà).
    6. 6. Liberazione dalle passioni La virtù è vivere secondo natura, cioè secondo ragione e provoca la felicità. La passione turba la virtù, cioè la felicità e dunque la ragione. La passione è una malattia dell’anima. La saggezza sarà allora conquistare la totale assenza delle passioni (apatheia). La passione sgorga dalla conoscenza (intellettualismo socratico) poiché corrisponde ad un calcolo erroneo circa il bene che deriverà da una data cosa. Le false valutazioni circa un male presente o futuro generano infatti dolore e paura. La virtù è premio a se stessa, l’uomo deve perseguirla indipendentemente da ciò che ne consegue.
    7. 7. La virtù basta e se stessa Il vizio sarà punizione a se stesso. L’infelicità e il tormento già puniscono il malvagio. Il saggio stoico e dunque già e sempre felice poiché superiore agli eventi esterni, indifferente alle condizioni materiali di vita, geloso custode della sua ragione. La morale esige sforzo, impegno, rigore per lottare contro le passioni irrazionali. Il dovere morale degli stoici è un’azione conveniente alla natura umana, conforme alla ragione: agire secondo natura. Non è un’etica deontologica, non risponde un obbligo morale, imposto da una legge esterna o dalla coscienza interiore.
    8. 8. La vita buona come beatitudine: etica cristiana Il cristianesimo non è solo una dottrina morale ma è una religione: si deve diventare santi non solo saggi. La morale greca è antropocentrica,naturalistica e immanentistica: il bene è opera della ragione umana che ottiene una vita buona e felice compiendo una inclinazione naturale. Il cristianesimo genera una morale teocentrica, trascendente in cui il bene è un dovere ordinato da dio: in esso bene morale è subordinato al bene teologico.
    9. 9. Tommaso d’Aquino (1225-1274 ca.) Per Tommaso d’ogni cosa attende al suo bene, ma secondo un ordine introdotto da Dio nella natura al momento della creazione del mondo. C’è natura e sopra natura dunque ci sono due fini e due tipologie di felicità: La naturale e la soprannaturale, l’una esige virtù naturali, l’altra virtù teologali, cioè provenienti da Dio. La contemplazione della divina sapienza aristotelica diventa la visione trascendente e oltremondana di Dio. Ma la novità cristiana riguarda la volontà: qui il cristiano si gioca la salvezza o la dannazione poiché alla volontà si legano le nozioni di libertà e di peccato (questa ultima sconosciuta al pensiero greco)
    10. 10. La libertà è una caratteristica tipica della volontà umana, che è facoltà autonoma rispetto all’intelletto e indifferente ai motivi che adesso adduce. L’uomo può sempre scegliere pur senza apparenti motivazioni razionali.Il cristianesimo concepisce Dio come persona, come essere dotato di intelligenza e di volontà libera: l’uomo è creato a immagine e somiglianza di Dio dunque con intelligenza e libertà. L’uomo, libero, può anche ribellarsi a Dio. La fede è adesione libera a Dio che precede la conoscenza: credo che significa dirigere la volontà verso Dio ed è un atto diverso dal comprendere. Ci si affida a Dio e da questa scelta nasce la salvezza: ad esse sono destinati coloro che vogliono ubbidire a Dio.
    11. 11. Agostino da Ippona (354-430) il fine dell’uomo e la ricerca della felicità che si può conseguire con la virtù. La virtù e il rispetto più dell’ordine naturale che Dio ha imposto al mondo. L’ha detto e rispetto dell’ordine della creazione, l’amore per Dio, mentre il vizio è il disordine dell’anima e l’amore per le cose inferiori. L’uomo virtuoso volge il suo desiderio e la sua volontà a Dio e dunque è felice. L’uomo ha un cuore smisurato: desiderio infinito e di infinito che solo in Dio, eternità permanente, può essere placato. Veramente felice, beato, è solo chi possiede Dio e la vera beatitudine nasce dal possesso del bene che non può essere smarrito
    12. 12.  Il vizio è il disordine dell’anima, il peccato è perversione della volontà che segue un’innaturale desiderio per le cose create: il male non è ignoranza, ma cattiva volontà. Il conflitto tra il bene il male riguarda non l’intelletto ma solo la volontà che è malata poiché essa non dipende né dal corpo né dall’intelletto. La volontà è libera autonoma sovrana, e in bilico tra il bene e il male.

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