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Appunti di Storia economica: seminari

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Appunti universitari per l'esame di Storia economica: seminari

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Appunti di Storia economica: seminari

  1. 1. Appunti diStoria Economica: seminari Visto su: Profland Appunti dei SEMINARI Autori: Profman & Aissela pag. 1/17
  2. 2. Appunti diStoria Economica: seminari Visto su: ProflandSi ricorda che:• luso degli appunti qui presenti è consentito per solo uso personale e di studio;• la consultazione è gratuita ed ogni forma atta a ricavarne lucro è vietata!• gli appunti sono fatti da studenti che non possono assumersi nessuna responsabilità in merito;• il materiale qui presente non è sostitutivo ma complementare ai libri di testo: - devi (e ti consiglio) di consultare e comprare i libri di testo;• il materiale qui presente è distribuito con licenza Creative CommonsTi ricordo che se vuoi contribuire mandando degli appunti o quantaltro possa essere utile ad altri puoifarlo inviando il materiale tramite: http://profland.altervista.org/mail.htmProfman Il file è stato scaricato/visualizzato in forma gratuita da Profland: http://profland.altervista.org sezione Profstudio http://profland.altervista.org/profstudio/profstudio.htm oppure da qualche mirror, come: www.profland.cjb.net www.profland.135.it o dalla pagina dedicata su slideshare.net: www.slideshare.net/profman pag. 2/17
  3. 3. Appunti diStoria Economica: seminari Visto su: Profland12.05.2000LA GERMANIA ALLA SVOLTA DELL’ANGOLOINDUSTRIALENell’arco del XIX secolo si assiste ad un processo di istituzionalizzazione eprofessionalizzazione delle scienze che investe in maniera disomogenea i paesidell’Europa. Infatti, a differenza degli USA e della Germania, dove gli investimentipubblici e privati nella ricerca scientifica aumentarono considerevolmente perfavorire l’avanzamento del progresso scientifico, la Gran Bretagna entra in una fasedi debolezza economica, proprio per la mancanza di un sistema formativoadeguato. Si assiste quindi ad una fase di accrescimento tecnologico accompagnatada uno sviluppo dell’ideale Pacaniano, cioè di una scienza utilizzata comestrumento per migliorare le condizioni di vita dell’uomo.Oltre ad un processo di professionalizzazione ed istituzionalizzazione della ricercascientifica, verso la fine del XIX secolo, si innesta un processo di costruzione dientità statali nazionali con effetti sia politici che economici. E’ in particolare ilperiodo dell’Unità d’Italia e dell’unificazione tedesca che vede investimenti ininfrastrutture ed attrezzature che si riflettono sulla performance economica deipaesi. In tale processo di unificazione il paese maggiormente coinvolto è laGermania che arriva al compimento dell’unificazione durante il cancellariato diBismark. Grazie alla forza dell’industria siderurgica, e la forte disponibilità dimaterie prime la Germania è stata la più grande produttrice di ferrovie. L’industriatedesca ha portato vantaggi competitivi alla nazione anche per le sue capacità diagire sul mercato internazionale e per aver saputo, a differenza degli U.S.A chehanno usato un capitalismo competitivo, utilizzare sul mercato interno uncapitalismo cooperativo caratterizzato da cartelli concorrenziali tra le imprese locali.Un paragone può essere fatto tra la fabbrica di cioccolata tedesca , la Stolwerk, eduna inglese dello stesso periodo: quella inglese si tirò indietro a causa del suocapitalismo a carattere familiare. L’industria tedesca al contrario mise in atto unaserie di innovazioni nella rete commerciale, nei modi di trattare i prodotti,nell’affidare la gestione a managers lontani dal contesto familiare, la loro strategia diaccattivare il cliente curando la cura del design ed infine la diversificazione diprodotto e processo.Si evince una dinamismo tedesco contrapposto alla staticità dei modelliorganizzativi e gestionali dell’impresa inglese. Altra realtà interessante è il caso dellaBayer, casa farmaceutica che ha inventato l’aspirina, guidata dal manager tedescoKrumberk Assume che, come la Stolwerk , innesta un processo di diversificazionecon la costituzione di cinque laboratori formati da squadre di chimici reclutatiall’interno delle università e dei politecnici, che, per volontà di Krumberk,mantennero, nonostante i cinque laboratori, un alto livello di integrazionereciproca, istituendo il principio della “grande innovazione organizzativa” cheintende il laboratorio come luogo all’interno del quale lo scambio di idee èfondamentale per fertilizzare l’innovazione. Secondo il fondatore della cibernetica pag. 3/17
  4. 4. Appunti diStoria Economica: seminari Visto su: ProflandRobert Dinner vero propulsore dell’economia nel XIX secolo è stato il laboratorio.Altra caratteristica saliente della Bayer fu la sua localizzazione in zone ricche diacqua (Leverkusen) a causa della produzione di coloranti che ne richiedevanol’utilizzo. In definitiva il capitalismo tedesco è rappresentato dall’innovazione nellasperimentazione di nuovi modelli organizzativi, e cioè nell’acquisizione di managernella gestione d’impresa, defamiliarizzazione della gestione, investimenti in settoriprima non considerati quali il marketing, il designe la pubblicità.15.05.2000LE ISTITUZIONI DEL PROGRESSO TECNOLOGICONELLA GERMANIA DEL GUNDEREZEITLe sostanziali differenze tra l’industria tedesca e quella inglese o americana stannonel forte investimento in risorse umane, nella managerialità e nella diversificazione.Inoltre la industria britannica era ancorata ad un capitalismo competitivo e noncooperativo-manageriale come la Germania, che permetteva la formazione dicartelli cooperativi tra le imprese. Tali differenze vanno colte nella bravura dellaGermania di aver assimilato in pieno le caratteristiche della seconda rivoluzioneindustriale, che a differenza della prima, dove ci fu la dominanza di avanguardieartigiane, era caratterizzata da un’ondata del processo di industrializzazione in cui siassiste all’emergenza del ruolo preponderante della associazioni scientifiche etecniche al servizio del progresso economiche industriale.In Germania si assiste ad una trasformazione delle politiche della scienza ed ad unareinterpretazione della funzione dello scienziato nella società. Il periodo tra il 1970ed il 1914, che corrisponde alla fase di unificazione tedesca, cioè la fase che vede lafine della frammentazione territoriale ed amministrativa della confederazione deglistati della Germania, si scatena un processo di trasformazione delle politiche dellascienza. L’ultimo triennio dell’800 fu caratterizzato dal progresso della scienza.Negli stessi anni l’America e la Germania, a differenza dell’Inghilterra, scopronol’utilità della tecnica al servizio dello sviluppo economico ed industriale. A talescopo nascono scuole di ingegneria. In Germania un riformatore dell’istruzione edella ricerca tedesca è stato Althoff, che ha compiuto la riforma dell’insegnamentouniversitario tedesco del 1909, seguente a quella sulle discipline umanistiche di vonHunboldt. Su richiesta di quest’ultimo Benth fondò l’Istituto Tecnico di Berlino.Inoltre vennero fondati gli Hilfeinstitute, istituti a supporto delle Università, proprioperché si ritenne che non bastava lo studio universitario. Gli Hilfeinstitute furonoconsiderati delle istituzioni di terzo settore formati da un capitale misto e finanziatida enti pubblici e privati. Le istituzioni di primo settore erano invece le Universitàmentre di secondo i laboratori di ricerca. Tra il 1870 ed il 1914 le istituzioni di terzosettore divennero un obiettivo dello Stato prussiano. Prima del 1870 il sistemaformativo tedesco era regolato dalla riforma di von Humboldt che consideravaimportanti gli istituti tecnici e prevedeva il perfezionamento degli istituti di pag. 4/17
  5. 5. Appunti diStoria Economica: seminari Visto su: Proflandsupporto finanziati dallo Stato. Nel 1888 Siemens fondò un istituto, che prese piedeanche nei paesi occidentali, che nasce per superare il problema dellastandardizzazione delle misure fisiche chimiche matematiche, a differenzadell’Inghilterra che aveva una miriade di misure. Altra importante creazione tedescafu la società scientifica, fondata dall’imprenditore Guglielmo, Kaiser WilhelmGesellshaft, un’istituzione per la ricerca sulla base della necessità delle impreseindustriali.18.05.2000LA NASCITA DELLA GRANDE IMPRESA AMERICANALa trasformazione della scienza si pose in quegli anni come la base della nascitadell’impresa e della grande industria, scaturita anche dalla sempre più strettarelazione tra ricerca scientifica e sue istituzioni.. Il problema più rilevante in questocontesto, fu la standardizzazione. Essa garantisce la precisione delle varie grandezzeutilizzate nelle varie imprese. Tale operazione fu compiuta non solo in Germaniama in tutti i paesi occidentali, proprio per la grande importanza che tale problemaaveva per il mondo industriale e commerciale. Tale problema tocco principalmenteil settore ferroviario nel quale bisognava standardizzare gli scartamenti dei binari. Afronte di tale problema, nel 1800, in Germania, venne fondato il phisicalaliscntechnische-reichsanstalt al di fuori dell’Università, da Kaiser Wilhelm Gesellshaft, ilpiù grande istituto di ricerca scientifica in Germania, e, dopo la Prima GuerraMondiale, di tutti i paesi dell’Aia. Di rilievo, in questa fase anche le tecnischer offschuer, cioè gli istituti politecnici, e gli istituti finanziari, per il 20% lo Stato e per laparte rimanente gli imprenditori che più di tutti comprendono l’importanza e lanecessità della professione ingegneristica per l’avanzamento del progressoscientifico al servizio del sistema industriale. In definitiva tra la fine dell’800 e il 900si scopre l’utilità della formazione umana nella scienza. In quegli anni in Germaniala scienza fu intesa come impresa, cioè come organizzazione di risorse umane, dimezzi, di organizzazione, di ricerca ai fini pratici ed economici. Per tutto quello chesi è visto la Germania divenne una nazione che tutti i paesi cercarono di prenderecome modello ma in realtà si riuscì ad avvicinare solo gli USA ed in parte la Franciaperò solo dopo la Prima Guerra Mondiale e solo nel campo delle innovazionitecniche. L’unico avanzo che l’Inghilterra aveva nei confronti della Germania è cheessa fu la prima ad industrializzarsi ma non riuscì a crescere nel campo scientificocome la Germania.Gli USA cercarono di percorrere i passi della Germania con la presa di coscienzache il driver factor della ricerca e dello sviluppo era la formazione scientifica; non acaso Franklin affermò l’importanza della metafisica e dopo un periodo in cui ci fu ilsupporto di ingegneri europei in America, il geologo Patton nel 1868 fondò il MITcon lo scopo di formare una classe di ingegneri da spingere verso lo sviluppoindustriale. Da qui istituzioni di secondo ordine ed università per colmare tali pag. 5/17
  6. 6. Appunti diStoria Economica: seminari Visto su: Proflandlacune. Anche negli USA il motore di sviluppo furono le ferrovie che però, adifferenza che in Germania, incontrarono difficoltà a causa dell’ampiezza delterritorio, ma che avevano una maggiore importanza per lo sviluppo economico delmercato interno. Altro problema connesso alle ferrovie statunitensi, era la lorogestione, a causa della ampia rete che copriva il territorio. Le ferrovie statunitensierano private a differenza di quelle tedesche che erano nazionalizzate. Quindi lafigura del manager moderno negli USA si lega con la nascita delle ferrovie. Nel1970 si ebbe la prima divisione delle funzioni manageriali con lo Staff&Line dove leprime provvedono al finanziamento ad alla gestione contabile e le seconderiguardano il controllo del capitale fisico.Ma il settore in cui gli USA fu leader era quello elettrico e chimico, confermato daEdison che costruì, con il finanziamento di Morgan, le telescriventi nella suaazienda, e fondò la Edison General Electry Nation nel New Jersie, valorizzando lefunzioni del laboratorio di ricerca e sviluppo. Il laboratorio secondo Edison risultaessere il motore della ricerca e dello sviluppo e da esso ogni dieci giorni dovevascaturire qualcosa di normale, mentre ogni sei mesi una grandissima invenzione.19.05.2000MODELLI INTERPRETATIVI DEL LIBERALISMOITALIANOAnche in Italia tra fine ‘800 e inizi ‘900 si attendeva un risorgimento economico,che doveva essere seguito da un risorgimento politico.L’Italia entra tardi negli anni del take-off cioè del decollo economico, attuando acavallo del 1895 e 1914 un lento processo di industrializzazione. Cronologicamentel’Italia arriva tardi di venti anni rispetto alla Germania ed anche alla Gran Bretagna.La presa di coscienza dell’Italia, di dover anch’essa attuare un processo diindustrializzazione, avviene solo negli anni giolittiani, in cui, riesce a fare un grossopasso in avanti rispetto alle sue vecchie peculiarità prevalentemente a carattereagricolo e tessile, che di conseguenza portarono allo sviluppo dell’industria dellaseta e dell’agricoltura.Come avviene il processo di industrializzazione in Italia?Con l’unificazione d’Italia avvenuta nel 1861 (in Germania nel 1860) c’è la presa dicoscienza della necessità dei collegamenti fra i vari poli commerciali. Ma la reteferroviaria italiana era quella padana, che arrivava fino all’Adriatico, e quellatoscana, costituita da un circuito chiuso. Quindi anche in Italia il processo diindustrializzazione, parte con lo sviluppo delle ferrovie. Successivamente, perimpegno della classe dirigente, si procede alla creazione di strutture informative nelcui contesto si ricalca l’importanza del ruolo dell’ingegnere. Come in America, dovenel 1850 il numero degli ingegneri era molto basso, spesso si ricorreva ad importaredall’Europa conoscenze ingegneristiche (si fondò l’accademia militare di West-Pointai fini della formazione di ingegneri civili), così in Italia si verificò un problema pag. 6/17
  7. 7. Appunti diStoria Economica: seminari Visto su: Proflandanalogo, un alto numero, tra i pochi, di ingegneri civili senza specializzazioni inelettronica e in meccanica, cioè di quelle specializzazioni funzionanti in Germania epiù inerenti allo sviluppo tecnologico.Negli anni del decollo economico (1880-1914), si assiste in Italia alla crescita dellespecializzazioni in queste branche fino al 1914, anni in cui cambia il percorsoformativo dell’ingegnere. Le scuole tecniche italiane assumono la denominazione dipolitecnici, non subito ma nei primi anni del XX secolo, e tra il 1900 ed il 1914 lescuole tecniche furono trasformate in istituti politecnici. Le aree più coinvoltefurono Torino e Milano e, successivamente Palermo, Genova, Napoli - doveoltretutto si raccoglie l’eredità di un istituto che era già stato fondato in etàMauriziana - e Roma.Le scuole tecniche vennero quindi viste come fattore determinante per lo sviluppotecnologico ed economico. La trasformazione delle scuole tecniche in istitutipolitecnici, avvenuta all’incirca all’inizio del ‘900, consisteva nell’accostamento di unbiennio matematico ad un triennio tecnologico in un’unica istituzione. La cosa chemancava erano i laboratori per gli ingegneri che talvolta erano costretti a studiareall’estero. Infatti gli studenti trascorrevano periodi di studio in politecnici stranieri,oppure venivano condotti per periodi limitati di venti giorni in laboratori tedeschi esoprattutto inglesi, ma in alcuni casi erano proprio ingegneri e studenti cheportavano a termine il loro ciclo di studi in una università stranier: è il caso diOlivetti, fondatore della stessa Olivetti in Piemonte, ad Ivrea, produttriceinizialmente in strumenti da misura e successivamente nelle macchine da scrivere,che ha completato il suo corso di studi negli USA a Stanford. Pirelli, dopo avercompletato anche lui gli studi negli USA, aprì la sua azienda (di caucciù) alla fine delXIX secolo. In Italia un prodigioso passo fu fatto anche da Carlo Erba istitutoredella istituzione elettrotecnica (laboratorio di ricerca), che fondò con la donazionedi 400 mila lire, una casa farmaceutica; in seguito altre industrie formarono deilaboratori all’interno delle proprie strutture, come la Pirelli a Milano che mise acapo uno degli ingegneri più in vista del panorama tecnico italiano, Iona, ponendoil laboratorio Pirelli al passo con le innovazioni e soprattutto con la produzione disottomarini, poi con la produzione di caucciù, e nella costruzione di telegrafisottomarini raggiungendo in questo settore i più alti livelli di innovazione.Ma il vero arricchimento professionale degli ingegneri si ebbe con la realizzazionedi opere pubbliche (es. parco di San Gottardo che divenne un vero e propriolaboratorio per la formazione del giovane ingegnere prima dell’Unità d’Italia, poiagli inizi degli anni ‘80 ne vennero realizzati degli altri). Molto sviluppati in questoperiodo erano i cantieri all’aperto posti per la realizzazione di opere pubbliche tracui la rete stradale (intento politico) in Abruzzo e nell’agro romano ponendol’opera dell’ingegneria civile, utile per il raggiungimento dei fini delle classi dirigentiitaliane.Lo studio dell’elettronica e della meccanica viene in Italia solo quando diventaurgente ai fini di una industrializzazione più veloce. Colombo in Italia,a Milano,istituì dei corsi in ingegneria elettronica visto che l’Italia, a causa della scarsità dimaterie prime quale il carbone, era costretta ad importarla dall’estero per la pag. 7/17
  8. 8. Appunti diStoria Economica: seminari Visto su: Proflandproduzione di energia elettrica; Quindi l’Italia punta moltissimo sull’elettrotecnicatanto da formare nell’Ottocento la Tecno-Marchio, la più grande delle industrie nelsettore. Quindi l’elettrificazione fu uno dei problemi prioritari per affrontare gli alticosti produttivi (per il trasporto di carbone) e per la mancanza di materie prime.Con la presa di coscienza dell’importanza dell’ingegneria, nascono delleassociazioni per diffondere la cultura ingegneristica del settore imprenditorialeitaliano, sia ai fini dello scambio di informazioni tra gli ingegneri ed i partecipanti,sia inoltre ai fini organizzativi di convegni. Tutto questo portò ad un dibattito sulruolo dell’elettrotecnica in Italia .Quanto detto si inquadra in un contesto storico – economico tra fine ‘800 ed inizi‘900 e che vede l’Italia raggiungere livelli di crescita industriale ed economica maivisti prima.22.05.2000IL DECOLLO INDUSTRIALE DELL’ITALIA LIBERALEL’industrializzazione italiana è quindi legata al concetto dell’elettrificazione edell’industria elettrica; scaturente dallo sviluppo di nuove figura professionali concultura ingegneristica. Dal 1950 si sono però aperti una serie di convegni che nonhanno ancora fatto emergere le vere cause del processo di industrializzazione inItalia. Nella storiografia del processo di industrializzazione italiana ci sono tre autori- Alexander Gerscherkron, sul problema storico dell’arretratezza dello sviluppoeconomico, Rosario Rocco, Risorgimento e Capitalismo, ed Emilio Sereni, con ilsuo Il capitalismo nelle campagne - che vengono presi in considerazione per seguire lamappa che ha portato al processo di industrializzazione. Tra i primi due si apre undibattito sul “miracolo economico” dell’età Giolittiana (1895-1914). In tale periodosi assiste ad un quadro politico che fa da cornice al salto economico (raddoppiodella produzione industriale ed aumento del PIL del 30%) corrispondente altriangolo industriale tra Genova, Torino e Milano. Dopo l’unificazione del 1861 è lostesso Cavour che dà le linee guida per lo sviluppo economico. Infatti prima dellaunificazione vi era una economia prevalentemente a carattere agricolo, più avanzatanell’area settentrionale con forme di lavoro salariale che al centro, dove vigeva lamezzadria, o al sud, con il latifondo.La situazione ebbe una prima smossa dopo l’inchiesta di Stefano Iacini dalla qualescaturì una diversità di sviluppo dell’agricoltura nelle diverse zone della penisola e,cosa più eclatante, non si era mai scesi al di sotto di Firenze prima del 1861. Sipuntò sulle potenzialità di crescita di questo settore per il raggiungimentoeconomico degli altri paesi fino agli anni di Cavour, caratterizzati da liberi scambisoprattutto con Francia, Gran Bretagna e Germania, dall’abbattimento dellebarriere doganali all’interno della stessa penisola e dal riordinamento delle relazionifinanziarie ispirate a modelli di forte imposizioni finanziarie, con dogane alleggerite(“tasse pesanti&dogane leggere” “tasse leggere&dogane pesanti”); questo per pag. 8/17
  9. 9. Appunti diStoria Economica: seminari Visto su: Proflandrisanare il bilancio dello Stato, dove la Destra storica riteneva importanteopportunità un’oppressione fiscale con tasse sul macinato e sul pane. La Sinistra,dopo 15 anni di Destra, elimina tali tasse; alla Sinistra appartenevano la borghesiaed il mondo imprenditoriale, mentre alla Destra l’aristocrazia. Il Governo di sinistraalleggerisce quindi il peso fiscale ed opera le prime svolte per la valorizzazione erealizzazione del tessuto economico ed industriale; negli anni ‘80 si ebbe infatti lanascita delle acciaierie di Terni e della grande industria siderurgica italiana (a Ternied a Bagnoli) mediante l’intervento statale. Vennero inserite misure protezionistichein tal settore a scapito però di altri settori quali la chimica e la meccanica, tanto chealcuni storici hanno parlato di “fisionomia bifronte ” della biografia economicaitaliano. Dal 1895 fino al declino segue la fase giolittiana che inaugura un nuovocorso politico. Il Governo in questione fu contro le oppressioni politiche e socialiche avevano caratterizzato i primi 20-25 anni del Governo post-unitario, tanto cheessa significò un punto di rottura con il vecchio regime iniziando una politica ditolleranza verso i movimenti operai, inaugurando un periodo di pacifismo che dura,con qualche interruzione fino al 1914. In tal modo l’Italia si industrializzariguadagnando terreno verso gli altri paesi europei.29.05.2000LA PRIMA GUERRA MONDIALE: PROBLEMI ECONSEGUENZE ECONOMICHE.Abbiamo constatato che l’Italia fu uno dei paese a lenta industrializzazione late came,tanto da intraprendere il cammino per l’industrializzazione a partire dagli anni ‘90.In tale contesto prese piede l’importanza della specializzazione ed in particolare lafacoltà di medicina e legge e, dopo il 1914, quella di ingegneria e quindi ipolitecnici. Ma oltre all’istruzione, altri furono i fattori di avvio, tra i quali lerelazioni finanziarie, le linee di politica economica, la partecipazione dello Stato allaattività di impresa.Dal 1861 le linee di politica economica possono essere considerate nella formula“tasse pesanti, dogane leggere”, per la maggioranza destra, e ”tasse leggere, doganepesanti “ negli anni della sinistra. I veri anni di crescita furono quelli del periodogiolittiano con un programma improntato all’intervento dello Stato nell’economia.Sotto questo Governo si assistette alla nazionalizzazione del sistema ferroviario chefino al 1905 era affidato alla gestione di società private che per altro non riuscivapiù ad offrire un servizio adeguato alla clientela e che provocò una statizzazionedello stesso. Da qui lo Stato imprenditore che opera una nazionalizzazione delsistema con la gestione anche di altri servizi, come gli infortuni sul lavoro, in campoprevidenziale e su problemi sociali; da qui la caratteristica dello stato liberale ed inparticolare dell’Italia che, seppure in ritardo, segue i modelli tedeschi ed americani;facendo tutto ciò, si evidenzia sempre di più la spaccatura tra il vecchio Stato,indifferente alle problematiche del popolo, ed uno nuovo, attento al mercato e pag. 9/17
  10. 10. Appunti diStoria Economica: seminari Visto su: Proflandall’economia. Gli anni giolittiani sono anni in cui vi fu equidistanza tra imprenditori,Stato e società, ciò provocò una crescita dei volumi di produzione, l’inizio delleesportazioni di macchinari (cosa che prima l’Italia non era in grado di fare) e lacomparsa di grandi industrie nel settentrione.Ci si chiese cosa aveva provocato ciò, ed a tal proposito, si aprirono dibattiti, alcunidei quali ancora in corso. Emilio Sereni con il capitalismo nelle campagne del ‘45 indagasui fattori che portarono alla industrializzazione: se analizziamo i fattori contributivialla crescita dell’Italia - Lenin scrisse un’opera sul capitalismo russo dal qualescaturisce che in un’economia che decolli è necessaria l’unificazione dei mercatiinterni - quelli esteri sono un complemento non necessario; Sereni riprende questoconcetto applicandolo al caso italiano ed afferma che l’industrializzazione si è avutagrazie al processo di unificazione che ha avviato l’industrializzazione, con lasuccessiva abolizione della barriere doganali. Altro punto trattato da Sereni,riguarda i motivi del ritardo di questo processo, attribuiti, secondo lo stesso, alleradicate origini feudali del nostro paese.Un altro contributo fu dato da Rosario Romeo con il risorgimento e capitalismo,secondo il quale il processo di industrializzazione ha solo il culmine nell’etàgiolittiana, ma affonda le sue origini nella destra storica ed alle sue politiche dicrescita, a cui si aggiunge il surplus della produzione agricola sul quale verrannoapplicate le imposte che costituirono l’ammontare destinato all’economia eall’industria. In più è la crisi agricola che taglia i capitali all’industria.Successivamente Gerschenkron interviene con il problema storico dell’arretratezzaeconomica che è contro la gradualità del processo di industrializzazione del Romeo,ma ravvede la crescita in uno scatto in avanti dell’economia tra il 1895 ed il 1914grazie all’avvento di capitali stranieri in Italia, in particolare della banca tedesca, cheoltre a prestiti a medio termine, concedevano prestiti a lungo termine. Dopo l’unitàd’Italia intervennero in Italia banche miste che partecipavano alla gestione delleindustrie. Le prime banche miste, si affermarono in Belgio negli anni ‘20 del XIXsecolo. Per poi affermarsi in Francia con il Credit Immobilier dei fratelli Pierre per poiarrivare in Germania con i Blake Chroeder. Importante, secondo Cavour, era lanecessità per l’Italia di capitali stranieri e per questo si rifece fino al 1870 allebanche miste francesi, dopo dicché, a causa del conflitto di Sedan, che vide laGermania vincitrice, si rifece ai capitali tedeschi; successivamente in Italia furonocreate proprio dai Tedeschi, dalla famiglia Blake, banche note con il nome COMT.01.06.2000SCIENZIATI, ISTITUZIONI, PROBLEMI DEL MARENELL’ETA DELLA SECONDA RIVOLUZIONEINDUSTRIALEAvevamo affrontato il problema dell’influenza industriale nell’Italia post-unitaria eliberale e avevamo individuato in Francia e Germania i due più importanti operatori pag. 10/17
  11. 11. Appunti diStoria Economica: seminari Visto su: Proflandfinanziari che si affacciarono sulla scena economica italiana tra il 1848 e il 1861.Oggi vorrei introdurre il tema relativo al mare.Perché il tema di oggi si collega con quanto si è visto sui problemi di decolloeconomico e di sviluppo industriale nei paesi occidentali, a partire dalla secondametà dell’Ottocento? Si collega sostanzialmente per un motivo: fino al 1914 e neglianni della Prima Guerra Mondiale, si assiste ad un forte consolidamento dellafunzione della scienza, cioè il driving factor della seconda fase del processo diindustrializzazione dei paesi occidentali si lega in maniera strettissima agli sviluppidella scienza e della tecnologia. Questa è una dinamica nuova rispetto a quellaassunta dal fenomeno della prima rivoluzione industriale perché c’è un processo diindustrializzazione e istituzionalizzazione della scienza, e per favorire lo sviluppo eil progresso sociale ed economico, le classi dirigenti dei paesi occidentali si affidanoal supporto degli scienziati, cioè si formano dei gruppi che cooperano con lo Statoe il mondo industriale e forniscono sapere utile al sistema politico ed economico,per favorire gli apparati burocratico-amministrativi e l’economa.La funzionalizzazione della scienza riguarda non solo l’industria e l’economia, masettori della società civile che legano le proprie evoluzioni a quelle del saperescientifico. Anche i problemi del mare, intesi come sfruttamento e gestione dellerisorse marine, a partire dalla seconda metà del XIX secolo vengono affrontati nelquadro di questa crescente consapevolezza dei benefici che può portare la scienzaalla società. Quindi si assiste ad una crescente mobilitazione da parte di scienziatiper fornire soluzioni via via sempre più razionali riguardo allo sfruttamento dellezone marine più pescose, ai problemi della pesca, ecc.Fanno parte della serie di paesi più attivi per costruire istituzioni per lo studio diquesti problemi: la Germania, la Francia, l’Italia, l’Inghilterra e la Scandinavia. Sorgeun problema: per la Germania sembra scontato questo sviluppo perché i suoiscienziati sono già mobilitati per lo sviluppo dello Stato e si mobilitano anche per losviluppo dei problema della pesca ed è inoltre scontato che questo fenomeno siregistri in Inghilterra, ma in Italia, dove la storiografia ha sempre sottolineato lostatuto umanistico-letterario della formazione dell’intellettuale italiano, sembraimpossibile un tale interesse, a fronte di questa constatazione che gli scienziati inItalia non sono molto attivi e quei pochi lo sono solo in un tessuto istituzionaledebole. Ma per il problema del mare è forte l’impegno degli studi scientifici. Inquesto periodo Inghilterra e Scandinavia rivestono il ruolo di paesi leader nelcampo; mentre Germania e Italia quello dei ritardatari: cioè il paese piùall’avanguardia per lo studio dei problemi della pesca e del mare e per la dotazionedi istituzioni scientifiche è l’Inghilterra. Così negli anni ‘90 si assiste ad unamobilitazione degli scienziati. L’impegno degli stessi sulla biologia marina esull’oceanografia (1890-1914) nell’Impero tedesco, in cui segretario di Stato allamarina è l’ammiraglio Tirpitz, permettono di iniziare ad attrezzarsi per espandersiverso l’Inghilterra. Attraverso Tirpitz si arriva alla costituzione di una grande flottatedesca che può permettere alla Germania di distruggere la marina inglese. Sisviluppa così l’industria cantieristica, soprattutto verso incrociatori armati per viaggidi breve distanza: si registra una mobilitazione del mondo intellettuale e degli pag. 11/17
  12. 12. Appunti diStoria Economica: seminari Visto su: Proflandscienziati tedeschi.In che modo si mobilitano e come partecipano in questa nuova fase della politicadel loro paese? Affinché il programma degli scienziati venga portato avanti occorreche si sviluppi il settore cantieristico, ma serve anche una sensibilizzazionedell’opinione pubblica, che si raggiunge, in Germania, attraverso un ufficio perdiffondere e rendere pubblici i problemi della marina, le necessità del paese perraggiungere una wealt politic, la costituzione di una flotta per espandersi versol’Inghilterra. Per raggiungere questi obiettivi si mobilitano duecento professoriuniversitari e istituiscono “l’Ufficio N”, così la Germania intraprende il programmadi riarmo navale e, oltre a registrarsi questa crescita di interessi per il settore navale,un tema che prende piede è quello della pesca.Come si orienta la Germania per affrontare i problemi di gestione delle risorsemarine? Si creano due istituzioni apposite: l’Osservatorio Marittimo Tedesco e laCommissione Ministeriale per la Ricerca sul Mare. Il primo problema che sipresenta riguarda la “statistica della pesca”, cioè sapere quanto pesce si pesca sullecoste del Mar Baltico e del mar del Nord: i dati provenienti dai pescatori eranoincerti, essi erano restii a dare notizie esatte per ragioni di fisco. Il secondoproblema è quello di “razionalizzare le tecniche di pesca”, ciò serviva a stabilirequali strumenti adottare. Terzo problema è quello di “equilibrio tra prede epredatori” per l’assalto, che in alcuni periodi dell’anno era fatto ad alcune specieittiche da parte delle foche, che depauperarono il patrimonio ittico della Germania.La dotazione di istituzioni per affrontare il problema della pesca in Germania,comincia alla fine dell’Ottocento, nella cosiddetta “era Tirpitz”, che inaugura unanuova fase della politica espansionistica tedesca.Anche l’Italia si allinea alle dinamiche istituzionali europee. Si assiste allacostituzione di un network, di una rete all’interno dei ministeri per affrontare iproblemi già affrontati in Germania, in questo modo si irrobustisce la burocraziaitaliana. E’ negli anni giolittiani che oltre a registrarsi una crescita economica se neregistra una anche di istituzioni di cui lo Stato si serve per affrontare i problemi piùurgenti a livello di compagine burocratica generale. Il problema più urgente è larilevazione dell’Italia a se stessa, cioè le classi dirigenti dovevano approfondire iproblemi che affliggevano il paese, ma vi era un deficit di conoscenze della realtàsociale ed economica che percorre tutto il periodo post-unitario. Il problema vienerisolto con la creazione di istituzioni che forniscono dati, che servonoall’amministrazione per perfezionare i suoi interventi e risolvere i problemi.Nascono i “magistrati alle acque”, le “camere agrumarie” e “l’ente zolfi”.All’interno di questo processo creativo si colloca l’istituzione che ha come fineprimario quello di risolvere i problemi della pesca e trasformarla da “caccia cieca” a“pesca razionale”; nasce così il Regio Comitato [...] fondato per iniziativa di ungruppo di professionisti provenienti da ambiti di specializzazione diversi (medici,geologi, geografi, ingegneri, ufficiali della marina, biologi, chimici, matematici, ecc.);questi rappresentanti agivano a livello periferico e non a livello di amministrazionecentrale. Tale istituzione si insediò a Roma suddivisa in: Ministero della Marina eMinistero dell’Industria, Agricoltura e Commercio. Le prime iniziative varate dal pag. 12/17
  13. 13. Appunti diStoria Economica: seminari Visto su: ProflandComitato riguardano spedizioni talassografiche nei mari italiani per ladeterminazione della profondità dei mari e la catalogazione delle specie itticheviventi nel Mar Mediterraneo. Alle spedizioni parteciparono i membri stessi delcomitato tassografico. Spedizioni, piani di campionamento, indicazione e studio deifattori di freno alla pesca italiana permettono di individuare metodi di catturadifferenti da quelli già in uso; per pescare si utilizzavano la dinamite, chedistruggeva le risorse ambientali, e la pesca a strascico, che danneggiava ilpatrimonio delle risorse ittiche. Ma per migliorare le tecniche si istituirono scuole dipesca nelle maggiori città portuali e marittime. Nel 1908 la flotta pescherecciaitaliana era costituita da 25mila barche e 100mila uomini, il prodotto della pescaammontava a 20milioni di lire; la Francia ricavava 125milioni e l’Inghilterra250milioni di lire. Nell’arco di un giorno erano possibili in Italia 3 calate di rete, inFrancia ed in Inghilterra 6. Le barche dei paesi più progrediti avevano camererefrigeranti a bordo. Non esisteva una legislazione che vietasse l’uso di reti astrascico né quello di dinamite. Questi i problemi su cui si interroga il Comitato,che entrò nella fase di maggior sviluppo nel periodo 1914-1930 e quando in Italia sicostituisce il “Consiglio Nazionale delle Ricerche” il Comitato Talassografico entraa farne parte e non è più dipendente dai due ministeri citati. Con la costituzione del“Consiglio Internazionale per la Ricerca sul Mare” (1890-1914) nascono istituzionidi cooperazione. Ad esempio “l’acquario di Napoli”, fondato dai Tedeschi nel 1870;la “stazione Dhornh” ed il “Museo Oceanografico di Montecarlo” a Monaco. Ilpunto d’arrivo del comitato è l’approfondimento del ruolo degli scienziati che sidirigono verso il mondo industriale abbracciando ambiti della società civileapparentemente estranei all’intervento degli istituti.02.06.2000LA FOREIGN DOMINICACE FINANZIARIA NELL’ITALIALIBERALELa lezione di oggi affronta il problema della situazione in cui si trovano i paesioccidentali negli anni della Prima Guerra Mondiale in termini di mutamenti nelsistema industriale e nei modi di produzione. C’è una parola d’ordine che definiscequello che accade tra il 1914 e il 1919: mobilitazione universale, termine generale cheracchiude in se i fenomeni di maggior rilievo osservabili negli anni del primoconflitto mondiale che scoppia nel 1914 alla fine di giugno. L’arciduca FrancescoFerdinando erede al trono viene assassinato a Sarajevo da un irredentista bosniaco,è questa la scintilla che farà innescare tutta una serie di iniziative politiche cheporteranno al coinvolgimento nel conflitto bellico di tutte le potenze mondiali,comprese America e Giappone dopo un preliminare coinvolgimento di Russia,Francia e Italia. Sono 65 milioni di uomini che vengono coinvolti neicombattimenti, più o meno 9 milioni i morti della Germania, grossi spostamentidelle truppe lungo i fronti. Si sconvolgono tutti gli aspetti della società dell’epoca pag. 13/17
  14. 14. Appunti diStoria Economica: seminari Visto su: Profland(anche nel mondo della manodopera c’è l’ingresso di donne e bambini in fabbrica).Si parla di mobilitazione generale perché c’e’ una trasformazione profonda cheriguarda la fisionomia che assume l’intervento statale, i rapporti economici, lerelazioni tra gli Stati e una partecipazione totale dell’economia e dell’industria allosforzo bellico. Negli Stati liberali o lo Stato assumeva su di sé la gestione dei servizipubblici come nel caso delle ferrovie, oppure ci si ha di fronte l’immagine di unoStato che interviene nei rapporti economici come era avvenuto con la nascita delle“acciaierie Terni” che nascono per intervento diretto. E quindi già nello Statocosiddetto liberale in cui si predica l’attenzione dell’intervento dello Stato neirapporti economici già si registra negli anni liberali una forza embrionale dipartecipazione dello stesso all’attività economica. Queste linee evolutive dello Statoliberale negli anni del primo conflitto mondiale fanno si che lo stato cominci adintervenire più marcatamente nella gestione dell’economia e nella gestione dellaproduzione industriale. Tutto il sistema industriale dei paesi che partecipano alconflitto mondiale viene posto al servizio della guerra e si registra in questi anniuna forte crescita della produttività e un mutamento nella produzione. Quindi tuttal’industria nel conflitto bellico soprattutto il settore siderurgico (coinvolto per lafornitura degli armamenti), il settore chimico e il settore meccanico. Per quantoriguarda l’Italia la tariffa protezionistica del 1887 aveva favorito lo sviluppo dellachirurgia e del tessile generalizzando quei settori come la chimica o la meccanicache in quei paesi come la Germania e gli Stati Uniti erano all’avanguardia. Neglianni della Prima Guerra Mondiale in Italia si assiste ad un forte progressodell’industria automobilistica e chimica sotto la spinta dell’impellente necessità dirifornire di automezzi e armi l’esercito al fronte. Lo spostamento di milioni diuomini da una parte all’altra fa si che il telegrafo diventi uno strumento dicomunicazione di rilevante importanza, e anche i mezzi meccanizzati sono unsupporto importantissimo nelle operazioni belliche. La FIAT era nata nel 1899 aTorino su iniziativa di una famiglia piemontese, la famiglia Agnelli e negli anni dellaPrima Guerra Mondiale il numero degli addetti all produzione passò da 4mila unitàa 40mila unità, il volume della produzione raddoppia e rispetto agli anni precedentila guerra, tale crescita riguarda anche un’altra grande industria italiana sorta nellazona compresa tra Lombardia Piemonte e Liguria cioè l’Ansaldo che fornirà il 46%di tutta l’artiglieria necessaria all’esercito italiano. Nel 1918 la Fiat produrrà 25000autoveicoli, ne produceva circa 5000 alla vigilia del conflitto. L’industria chimica èun altro settore fortemente toccato dall’innovazione, quell’innovazione che nonaveva permesso all’Italia di raggiungere livelli di produttività e di efficienza pari aquelli tedeschi che avevano invece preceduto l’Italia lungo il cammino dellosviluppo dell’industria chimica grazie soprattutto allo sviluppo dell’industria deicollant. Negli anni del primo conflitto mondiale le industrie applicano politiche diriconversione quindi le industrie chimiche tedesche che erano specializzatesoprattutto nella produzione dei collant, si specializzano nella produzione di gas. Iproiettili utilizzati durante il primo conflitto mondiale oltre ad essere riempiti dapolvere da sparo erano riempiti da gas mortali. E l’industria chimica partecipòattivamente alla fornitura di gas chimici, lo stesso avviene nell’industria chimica pag. 14/17
  15. 15. Appunti diStoria Economica: seminari Visto su: Proflanditaliana che pur non avendo il retroterra economico dell’industria tedesca fra il 1914e il 1918 si specializza nella fornitura di gas all’esercito italiano. Quindi abbiamo:militarizzazione dell’industria con produzioni specifiche rivolte alle macchinebelliche, specializzazione produttiva spinta al massimo, mutamenti che riguardanoanche la vita nelle fabbriche (il diritto allo sciopero negli anni che vanno dal 1914 al1919 viene negato). Gli atti di insubordinazione all’interno dell’industria venivanopuniti con l’invio al fronte degli operai che non sottostavano alla disciplina impostadalla fabbrica. Ci sono degli appositi comitati di mobilitazione bellica che siincaricano di gestire la vita nelle fabbriche, la produzione e che sincronizzano laproduzione ai bisogni delle truppe dell’esercito. Questo succede in Italia, in GranBretagna e in Germania. Nascono delle apposite strutture che riguardanol’amministrazione centrale dello Stato per affrontare e risolvere i problemi postidalla guerra.Altro fenomeno è quello che impone ai depositi bancari dei cittadini di finire nellecasse dello Stato per sopperire alle ingenti spese economiche imposte dalla guerra.C’è una forte dilatazione della spesa pubblica che coincide con questa fortedilatazione dell’intervento pubblico e con la generale specializzazione dell’industrianel ramo bellico. Le operazioni di guerra si protaggono fino al 1919, sono gli statimaggiori dell’esercito e non i politici a decidere in merito alle operazioni dacompiere in guerra. Quindi c’è una sorta di tecnografia bellica, il potere è affidato agruppi di esperti ovvero ai militari. Questa preminenza dello Stato maggiore è unaformula che deriva dal modello prussiano che inaugurano questa assoluta centralitàdello stato maggiore con un’esclusione della compagine politica. Ciò provocò unfenomeno nuovo: inflazione dovuta alla dilatazione della spesa pubblica, che dureràper tutto il periodo della Prima Guerra Mondiale e che continuerà negli annisuccessivi. Per definire questo fenomeno si usa il termine di militarismo (perintendere la imponente presenza del potere militare in questioni montata a bordodegli aerei e che è in grado di sparare sincronizzandosi alla rotazione delle elichedegli aerei. Si parla di diversi strumenti che l’industria mette a disposizionedell’industria. Poi c’è anche il carroarmato che è l’evoluzione del trattore. Dopo lafase più acuta di guerra ne segue una ancora più delicata nella quale si stipulano deitrattati che avranno conseguenze sull’economia. Le potenze vincitrici - Francia,Inghilterra, Italia e Stati Uniti - si incontreranno per stipulare i trattati. Irappresentanti sono: per la Francia Clemenceau (si legge “clemansò” ), perl’Inghilterra Lloyd George, per gli Stati Uniti Wilson e per l’Italia VittorioEmanuele Orlando (primo ministro in Italia nel 1918). L’innovazione nel campoindustriale è stato anche l’impiego della fotografia nel rilevamento degli obiettivi dacolpire dagli aerei, l’invenzione della mitragliatrice. Obiettivo primo era “quello didistruggere la Germania, la potenza sulla quale viene fatta ricadere tutta laresponsabilita” dei disastri della guerra. Il più accanito sostenitore di questa linea didura intransigenza è la Francia perché aveva già subito dalla Germania unadurissima sconfitta nel 1860 a “Sedan” e la Germania aveva chiesto un’ingentesomma di denaro per le riparazioni dei danni provocati dalla guerra.La Francia arrivò al trattato di Versailles con molto risentimento nei confronti della pag. 15/17
  16. 16. Appunti diStoria Economica: seminari Visto su: ProflandGermania. C’è una persona che negli anni dei trattati assunse un ruolo diverso ealternativo a quello assunto dai rappresentanti delle qauttro potenze vincitrici esoprattutto un ruolo alternativo rispetto alla linea che si dà il Governo francese:quest’uomo è Keynes, che partecipa ai trattati di Versailles come rappresentante delministro del tesoro d’Inghilterra. Negli anni della Prima Guerra Mondiale oltre adessere il direttore di una prestigiosa rivista specialistica economica (l’EconomicJournal) e oltre ad essere un professore di economia all’Università di Cambridge, èanche un alto funzionario del ministero del tesoro e membro di una commissionedel grano e viene inviato a Parigi come rappresentante del Ministero del tesoro ecome segretario del ministro inglese lord George. L’attività che svolge in questoperiodo è testimoniata da un libro molto importante pubblicato nel 1919 intitolatoLe conseguenze economiche della pace scritto da Keynes all’indomani della stipula deitrattati quando decide di dimettersi dal ruolo che gli viene assegnato dal Governoinglese e quando decide che la sua linea è una linea minoritaria e destinata a fallire.Questo è un libro fondamentale nella storia per la lungimiranza e forte saggezzapolitica dimostrata da Keynes che in qualche modo prevede lo scoppio dellaSeconda Guerra Mondiale e le cause che la scateneranno.Ora vediamo che cosa proponevano i trattati di Versailles:• la cessione completa della flotta mercantile tedesca ai paesi alleati dei vincitori;• la cessione agli alleati di tutti i possedimenti d’oltremare;• la riammissione alla Francia della Alsazia e della Lorena;• la cessione alla Francia di tutte le miniere di carbone con l’obbligo di fornire a Francia, Belgio, Italia e Lussemburgo un quantitativo di carbone pari a 40 milioni di tonnellate;• la cessione di tutto il materiale rotabile ai paesi vincitori;• l’indennizzo per tutti i sussidi delle pensioni di guerra a carico della Germania.Keynes nel suo libro analizza le clausole e cerca di capire se la Germania è in gradodi adempiere ad esse, e alla fine dichiara che le condizioni sono eccessive per laGermania perché ad esempio le tonnellate di carbone corrispondono a circa il 75%del fabbisogno di carbone della Germania stessa. La commissione di Versaillesrifiuta di ritrattare e Keynes si dimette dal ruolo di rappresentante del Governoinglese. La Germania intanto precipita in una fase inflazionistica, non riesce apagare una rata, e in seguito a numerose rivoluzioni e sommosse popolari da partedi gruppi estremisti di destra si creano le basi per la nascita del partito nazista.Possiamo dire quindi che con il trattato di Versailles si determinerà la comparsa deltotalitarismo nell’Europa occidentale. pag. 16/17
  17. 17. Appunti diStoria Economica: seminari Visto su: Profland Il file è stato scaricato/visualizzato in forma gratuita da Profland: http://profland.altervista.org sezione Profstudio http://profland.altervista.org/profstudio/profstudio.htm oppure da qualche mirror, come: www.profland.cjb.net www.profland.135.it o dalla pagina dedicata su slideshare.net: www.slideshare.net/profman pag. 17/17

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