l’economia nella storia d’Italia    Autore: ProfMan
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Appunti di Storia economica: economia italiana

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Appunti di Storia economica: economia italiana

  1. 1. l’economia nella storia d’Italia Autore: ProfMan
  2. 2. Appunti diStoria economica Visto su: ProflandSi ricorda che:• luso degli appunti qui presenti è consentito per solo uso personale e di studio;• la consultazione è gratuita ed ogni forma atta a ricavarne lucro è vietata!• gli appunti sono fatti da studenti che non possono assumersi nessuna responsabilità in merito;• il materiale qui presente non è sostitutivo ma complementare ai libri di testo: - devi (e ti consiglio) di consultare e comprare i libri di testo;• il materiale qui presente è distribuito con licenza Creative CommonsTi ricordo che se vuoi contribuire mandando degli appunti o quantaltro possa essere utile ad altri puoi farloinviando il materiale tramite: http://profland.altervista.org/mail.htmProfman Il file è stato scaricato/visualizzato in forma gratuita da Profland: http://profland.altervista.org sezione Profstudio http://profland.altervista.org/profstudio/profstudio.htm oppure da qualche mirror, come: www.profland.cjb.net www.profland.135.it o dalla pagina dedicata su slideshare.net: www.slideshare.net/profman 2/16
  3. 3. Appunti diStoria economica Visto su: Profland Introduzione ALLE RADICI DELL’EQUILIBRIO AGRICOLO- COMMERCIALE LINEAMENTI DI UNA CRESCITA DEBOLE (1620-1815)I. 1620-1700: crisi e ristrutturazione di un insieme di economie minoriLe radici di quell’equilibrio agricolo-commerciale, che dominerà l’economia della penisolaper più di due secoli, vanno ricercate tra il venir meno del “lungo ‘500”, la crisi e lariconversione del ‘600 e la lenta ripresa della prima metà del ‘700. L’andamento dell’attivitàeconomica, in un contesto come quello della penisola frantumato in diversi Stati daldiverso rilievo politico, si attua in una relativa marginalizzazione rispetto all’economiaeuropea.Il primo rilevante periodo è caratterizzato da una marcata decadenza, i cui elementicomuni, anche al resto dell’Europa, sono la crisi demografica, la caduta dei prezzi, la crisiagricola, la fragilità del settore manifatturiero, la diminuzione degli scambi.L’economia della penisola è soprattutto di tipo agricolo - infatti le attività manifatturiere(soprattutto il settore tessile) subiscono un forte declino in controtendenza con il periodoprecedente - ma anche questa conosce nel ‘600 una notevole contrazione delle produzioni,i motivi principali sono due: maggior utilizzo della terra per il pascolo e mancanza diinvestimenti atti a rendere più coltivabile il terreno. In più va considerato che il ceto dellaproprietà fondiaria, nobiliare ed ecclesiastica, riesce ad irrobustire ancora di più il giànotevole possesso di terra, relegando i piccoli coltivatori a semplici affittuari. Il livellomolto basso dei consumi interni è dovuto sia ad un notevole calo demografico, ma anchealle difficoltà che incontrano i grandi centri, come Venezia e Firenze, che perdono leposizioni di supremazia precedentemente conquistate.La grande frantumazione politica della penisola porta a politiche di sviluppo diverse aseconda degli Stati; il Ducato di Savoia e lo Stato della Chiesa - insieme alla Repubblica diVenezia, unici Stati che hanno mantenuto un’autonomia a seguito del trattato di Cateau-Cambrésis (1559) - propendono per interventi protezionistici, mentre l’opera degli Statisottomessi alla Spagna (Milano, Napoli, Sicilia e Sardegna) è vincolata dai tributi necessariper finanziare le sue guerre.II. 1700-1796: un “autonomo corso di lenta crescita”L’influenza della Spagna, durata un secolo e mezzo, inizia a diminuire; le economie degliStati italiani stabiliscono così collegamenti con i nuovi protagonisti della politica europea,in particolare con Londra e Vienna: grazie a questa influenza esterna, che avvierà nuoveriforme, ricomincia una lenta crescita puntando soprattutto sul settore agricolo. Vengono 3/16
  4. 4. Appunti diStoria economica Visto su: Proflandcosì impiantate specifiche colture innovative, senza comportare però riduzioni di quelleclassiche, grazie ad un recupero o alla conquista di nuove terre coltivabili (soprattuttodovute alle opere di bonifica). Le attività manifatturiere, tra le quali la più importante è ilsetificio, rivestono una posizione marginale, tanto che le politiche di incoraggiamento e disostegno si rivelano spesso inefficaci, in più un apporto pratico-applicativo della scienza èfallito.Anche l’andamento della popolazione segna un ripresa, differenziata nelle varie aree dellapenisola.La “geografia dei prezzi” conferma che i sistemi economici si sono rimessi in movimento,adeguandosi al moto espansivo europeo. Aumentano così gli scambi di merci, grazie ancheallo sviluppo delle vie ( ad es. vengono costituiti nuovi porti o ampliati i vecchi) e deimezzi di comunicazione: in uscita si commercia prevalentemente prodotti agricoli, inentrata prodotti pregiati.Le riforma a sostegno della crescita da parte degli organi regnanti sono diversi a secondadegli Stati: a Milano Vienna si concentra sul riordino della finanza pubblica, nel Regno diNapoli il problema maggiore è costituito dai poteri della nobiltà feudale. Inizia a farsi vivoinoltre il nesso politica delle riforme-cultura. Il continuo processo di concentrazione dellaproprietà nelle mani dei nobili e degli ecclesiastici rimane però vivo in tutta la penisola,tanto da limitare gli scambi di mercato.III. 1796-1815: l’equilibrio agricolo-commerciale viene confermatoLe economie della penisola sono sotto conquista militare e quindi subordinate a progettidi egemonia e a politiche conseguenti, volute dall’esterno: per questo motivo la pressionefiscale si fa elevata.Alcuni interventi positivi sono riscontrabili nel possesso fondiario, aventi come obiettivodi eliminare quanto è sopravvissuto dell’ordinamento precedente. Però non si riesce a nonapprofondire la distanza tra le aree di agricoltura “antica”, centro-meridionali, e quelle incui i vecchi ordinamenti sono oramai superati. L’egemonia francese riesce però a darestimoli nuovi all’equilibrio agricolo-commerciale, lasciando intatte le prospettive per unpercorso che durerà ancora a lungo. 4/16
  5. 5. Appunti diStoria economica Visto su: Profland Parte prima L’EQUILIBRIO AGRICOLO-COMMECIALE DALLA MATURITA’ ALLA CRISII. 1815-1826: la difesa degli assetti consolidatiQuadro storico. Il 1815 segna la caduta definitiva di Napoleone e il consolidamento dellaRestaurazione in Italia, definito dalle potenze vincitrici - Austria, Prussia, Russia eInghilterra - nel Congresso di Vienna; la penisola viene divisa in dieci Stati: il Regno diSardegna (comprendente tutta la zona fino al Piemonte), il Regno Lombardo-Veneto(sotto gli Austriaci), i Ducato di Parma e Piacenza, di Modena e Reggio, di Massa eCarrara, di Lucca, il Granducato di Toscana, lo Stato della Chiesa, la Repubblica di SanMarino e il Regno delle Due Sicilie, che comprende tutto il Meridione. Ritornano quindi invigore gli ordinamenti prerivoluzionari, che diffondono un profondo malcontento negliambienti liberali, dato che vengono ristabiliti censura, repressione e antichi privilegi: risalea questi anni la diffusione dell’organizzazione segreta della Carboneria. Le insurrezioni sitrasformano in rivolte, come quella del 1820 nella città di Palermo che si proclamaindipendente. Nel 1821, nel Congresso di Lubiana, alcune grandi potenze decidono unintervento armato per riportare ordine nella penisola, prima in Sicilia e poi in Piemonte;azione che si conclude con l’arresto di Confalonieri. La repressione però non si trasforma,come si credeva, in un bagno di sangue, infatti molte condanne a morte vengonotramutate in carcere duro. Tra il 1824 e il 1826 c’è un ricambio generazionale ai vertici ditutti gli Stati italiani, cosicché scompaiono i sovrani dell’antico regime rientrati in Italiadopo Napoleone. Alla fine del 1822 in Grecia scoppia una forte insurrezione che portaalla proclamazione dell’indipendenza dall’Impero Ottomano, che viene riconosciuta nel1826 da Francia, Russia e Inghilterra a danno dell’Austria: è la prima frattura del sistemapolitico creato dal Congresso di Vienna.Un decennio di difficoltà. Siamo in una fase di caduta del livello dei prezzi che interesseràtutta la produzione agricola e non, probabilmente dovuta ad un aumento della superficiearata, a causa dell’aumento della popolazione e delle guerre, ma anche ad un fenomenomonetario. I sistemi produttivi non sono in grado, o non ravvisano la convenienza, ditrovare le vie per cambiamenti sostanziali nei regimi fondiario e agrario e nelle colture. Ilquadro non è di totale depressione, degli aumenti ci sono (come per il burro, il formaggioi cereali e la seta) ma sono soluzioni di ripiego dettate da particolari situazioni e inprevalenza al Nord, mentre al Sud i tentativi vanno incontro a insuccessi. Nel settoreindustriale emerge un quadro di accennati avanzamenti, che si svilupperanno nelle fasisuccessive, ma che non modificano il rapporto che vede ancora prevalere il lavoro adomicilio a forme organizzate in fabbrica.Agli incrementi produttivi corrisponde un aumento degli scambi all’esportazione (prodotti 5/16
  6. 6. Appunti diStoria economica Visto su: Proflandcerealicoli, grano, seta, lino, formaggi e riso dal Nord; vino, olio d’oliva e zolfo al Sud) eall’importazione (manufatti vari, coloniali e pesce salato), ma non sono tendenze uniforminé nel tempo né nei diversi Stati: le bilance commerciali sono in attivo al settentrione e innegativo al meridione. I flussi quindi sono più che altro diretti agli Stati esterni allapenisola. Compie qualche progresso la costruzione di naviglio mercantile.La reazione degli interessi economici. Dal 1818 si impone una politica di tutela del mercatoin ogni Stato prima italiano e poi europeo per poter da una parte difendere i prodottiinterni dalla caduta dei prezzi e dall’altra di favorire il collocamento sul mercatointernazionale dei prodotti disponibili per l’esportazione. Unica eccezione a questatendenza è “l’isola liberista” della Toscana, che si orienta verso una politicaliberoscambista. I limiti del protezionismo - come ostacolare le merci straniere, conconseguenti possibili ritorsioni, o abbassare i dazi, con danni per l’erario - non possononon portare a conflitti sia all’interno dello stesso Stato, sia nei rapporti commerciali traStati. Per l’esito parzialmente favorevole, riscontrabile soprattutto nell’agricoltura, glioperatori tendono ad una politica di sfruttamento del terreno, quindi ad unaintensificazione delle colture: politica che deve però fare i conti con i diversi meccanismicontrattuali, operanti tra proprietà e conduzione, delle varie zone agricole. Le stessepolitiche protezioniste hanno carattere difensivo anche per le attività non agricole,portandole però ad isolarsi dal confronto con l’estero, data l’arretratezza della produzioneche non permette prodotti competitivi. Unico caso in cui portano ad un sostegno è nelLombardo-Veneto, dove si cerca di approfittare del protezionismo “per creareun’economia ben bilanciata fra agricoltura e industria”.Iniziano infine le realizzazioni di strade, anche se avranno un’accelerazione successiva, e dimiglioramenti di traffici marini.La difesa del primato agricolo. Si cerca, quindi, di far fronte alle difficoltà, diffondendol’esistente e le sue potenzialità nella linea della tradizione. Agli interesse dominanti e aipubblici poteri non può però sfuggire un complesso di fenomeni negativi come:l’andamento demografico di antico regime, con alti tassi di natalità e di mortalità, lamiseria diffusa dei ceti contadini, che vivono ad un livello di pura sopravvivenza, e ladiffusione di malattie, come la pellagra. Tutto questo non ha ancora effetti sui rapportipolitici, ma ha una valenza economica importantissima, infatti la domanda interna rimanemolto bassa. I capitali, inoltre, non si orientano ad un progresso delle produzioni, maprincipalmente all’economia familiare; sono rarissimi impieghi degli stessi in ambitoindustriale degli operatori locali, si forma così un “pregiudizio antiindustriale”. L’attivitàbancaria è ridotta quasi esclusivamente a operatori privati singoli, uniche istituzioni chesorgono in questo periodo sono le casse di risparmio, che richiedono come unica garanziala terra e i suoi frutti.[...] 6/16
  7. 7. Appunti diStoria economica Visto su: Profland Parte seconda IL LENTO PROCESSO VERSO L’INDUSTRIALIZZAZIONEI. 1878-1887: le nuove gerarchie economiche (crisi agraria e protezionismo)Quadro storico. Nei primi mesi del 1881, a seguito della crisi internazionale per la Tunisia,la politica delle “mani nette” di Carioli si scontra con gli interessi della borghesiaimprenditoriali e con il crescente nazionalismo dei circoli patriottici e irridentisti, cheauspicano un’Italia più attiva nel concerto delle nazioni europee. Nel 1882 il corpoelettorale viene esteso ai maggiorenni che hanno compiuto il primo corso della scuolaelementare. Nel maggio 1882 l’Italia firma il trattato della Triplice Alleanza con l’Austria ela Germania, con una posizione subalterna alle due potenze. Viene così avviata, nei primimesi del 1885, l’espansione coloniale italiana. Nel 1887 Crispi cerca di rinsaldare i rapporticon la Chiesa - relazioni già inasprite a seguito dell’Alleanza - ma questi subiscono unabattuta d’arresto per l’impossibilità di trovare un’intesa sul dominio temporale del papa.L’andamento contraddittorio delle produzioni. La storia economica italiana è rappresentatada una crescita seppur modesta delle produzioni industriali, a cui fa riscontro l’andamentodi quelle agricole che stanno entrando in una fase di grave crisi.Nella produzione industriale si riscontra, nei settori estrattivi (zolfo, ferro e piombo) unaumento delle quantità prodotte a cui corrisponde però una diminuzione del loro prezzointerno a causa dell’andamento sfavorevole sul mercato industriale. La produzione di ghisasubisce un regresso a causa degli elevati costi dei processi tecnici ancora in uso. Quantoalla meccanica, aumenti non quantificabili si registrano per i settori connessi ai lavoripubblici, soprattutto per l’edilizia e per le ferrovie. Nel settore tessile la crescita piùrilevante è quella del cotonificio e in particolare della filatura grazie alla domanda interna,infatti l’importazione di tessuto non cresce. Debole è invece la crescita della produzionelaniera. Notevole incremento si vede nell’industria alimentare (ad es. macinazione deicereali e raffinazione dello zucchero).La produzione agricola invece entra in una lunga fase di depressione: prodotti comegrano, cereali minori e riso sono colpiti dal calo del prezzo e quindi dal venir meno dellaconvenienza per il produttore. In lieve controtendenza è l’andamento delle produzionidelle colture arboree (oliveto, vigneto e agrumeto), in particolare nelle zone meridionali.Da una parte la diminuzione dei prezzi alla produzione e al consumo - gli operatori quindihanno una minor redditività delle loro produzioni, sulle quali gravano forti tributi - e ladiminuzione dei prezzi delle materie prime dall’altra, favorevoli soprattutto agli 7/16
  8. 8. Appunti diStoria economica Visto su: Proflandimportatori quindi, fanno indebolire la nostra posizione rispetto alle altre economie, nerisente cioè il commercio con l’estero.Le situazioni che si stanno delineando non hanno ancora portato conseguenze negativenell’equilibrio economico interno e nei rapporti con l’esterno: il corso della renditapubblica, i capitali azionari e il corso dei titoli è in ascesa, la disponibilità finanziaria comeil bilancio statale è buona.Il complesso passaggio al protezionismo. Le condizioni di arretratezza di gran parte delleagricolture della penisola sono attribuibili al dirottamento dei capitali sui titoli del debitopubblico, per far fronte alle esigenze finanziarie del nuovo Stato. Questa situazione vienedenunciati da Jacini che sottolinea (1884) come “l’Italia è riuscita a creare un potenteesercito, si è dotata di ferrovie, ha mantenuto le Università, ha dotato ogni piccola città diun tribunale ed è riuscita a pareggiare le proprie finanze...ma non si è interessata delpareggio economico, facendo gravare imposte uniche al mondo sulla terra”. Tra gliinterventi adottati per fronteggiare la crisi - nel 1883 viene introdotta l’obbligatorietà deiconsorzi di bonifica, nel 1884 è stato aumentato il numero degli istituti autorizzati aconcedere il credito fondiario, nel 1887 si agevolano i mutui per favorire i miglioramentiagrari - il più importante avviene nel 1887 quando è adottata una nuova tariffaprotezionistica per difendere il mercato interno dalla caduta dei prezzi.Data la perdita del rilievo centrale che l’agricoltura ha nella realtà economica nazionale,l’attenzione degli operatori economici e finanziari si sposta verso le attività del secondario,spostando verso l’industria “menti, braccia e danaro”. Le difficoltà e gli ostacoli che sifrappongono a uno sviluppo in questo settore sono principalmente conseguenza diun’insufficiente cultura industriale. Lo sviluppo è allora sostenuto dalla spesa pubblica conle commesse per la marina militare e le ferrovie: cresce quindi l’attività siderurgica cheinsieme a quella cotoniera da luogo a partire dagli anni ‘80 alle prime concentrazioni dilavoratori in aziende - fino a questo momento gran parte del lavoro era a domicilio - dimedia dimensione e nella forma delle società per azioni. Un primo problema che si apreriguarda i rapporti commerciali con l’estero, soprattutto con la Francia, con la quale vienestipulato un nuovo trattato nel 1881, decisamente poco favorevole ai prodotti agricoliitaliani. Più equilibrati i contatti con la Germania e la Svizzera (trattati del 1883) chepermettono di allargare i rapporti con altre economie. Più complesso il problema delbisogno dei capitali e di mezzi monetari, in quanto ciò richiederebbe un riordino delsistema di emissione e di circolazione - per questo nel 1883 vengono gradualmente inseritinel sistema i biglietti dello Stato, cambiabili a vista in valuta legale metallica - nonchéquello del credito, che dovrebbe essere più incisivo data la maggior dinamicità delmovimento economico internazionale. Infatti nello stesso 1883 vengono autorizzate lebanche stesse ad aumentare la circolazione in proporzione alle loro riserve metalliche: simette, però, così in moto una spirale di eventi che preludono ad una situazione di grandedifficoltà.Il protezionismo, sbocco naturale per cercare di risolvere la crisi che investe in primoluogo il settore agrario, porta alla instaurazione della tariffa doganale del 1887. In sostanzaperò se ne avvantaggiano solo le industrie, dato che i dazi molto elevati ai prodotti agricolideterminano uno “stato di guerra commerciale” (a partire del 1888) con conseguenti 8/16
  9. 9. Appunti diStoria economica Visto su: Proflandtariffe di rappresaglia con la Francia, per anni il nostro partner più importante.I limiti di un’espansione non produttiva. L’abbassamento generale dei prezzi e la riduzionedei noli per il trasporto in Europa dei cereali determinano un afflusso di enormiquantitativi di grano dal Nord America e dall’Australia, così da indurre l’adozione da partedegli Stati europei di politiche protezionistiche. Questi sono fattori esterni alla nostrapolitica, che ha un peso nell’economia internazionale molto marginale, ma che generanodifficoltà anche sul mercato interno.La crisi agricola, a cui si è già accennato, è accentuata dalla difficoltà di perseguire unapolitica comune per le diverse regioni della penisola. Infatti si usa il termine “Italieagricole” per indicare sistemi molto difformi sotto tutti i profili, dal regime fondiario aquello agrario, alle tecniche e alle produzioni. Inoltre il peggioramento delle condizioni divita dei contadini, provoca un crescente flusso migratorio per l’oltre-oceano, accentuandoancor di più lo squilibrio tra risorse e popolazione. Inoltre la lieve crescita industrialerisulta effimera in quanto sostenuta da circostanze favorevoli, quali il livello dei salaribasso, la diminuzione del costo delle materie prime e del danaro e soprattutto dallo scarsorapporto con la ricerca scientifica e con la tecnologia: vengono utilizzati metodi antiquatiin quanto questi macchinari costano di meno.La società italiana appare ancora incerta nel liquidare quell’equilibrio agricolo-commercialesu cui si è retta fino a questo momento, la spiegazione va ricercata sul piano politico dovei proponimenti dei vari schieramenti sono molto diversi: in questi anni infatti tutto è inmovimento, sia il quadro degli equilibri politici interni sia quello delle alleanzeinternazionali, con inevitabili ripercussioni sul bilancio statale per le spese militari, le operepubbliche e l’apparato burocratico.II. 1887-1896: congiunture internazionali e ammodernamento indottoQuadro storico. Nel 1888 l’intesa con il governo tedesco viene rafforzata, mentre i rapporticon la Francia sfociano nella “guerra commerciale”. Nello stesso anno viene emanatal’importante legge sulla libertà di emigrazione, si varano le disposizioni sulla prostituzionee la riforma sanitaria, inoltre si riordina l’amministrazione centrale dello Stato rafforzandoil potere dell’esecutivo sul Parlamento. Nel 1889 sono emanati il nuovo codice penale e ilcodice di pubblica sicurezza. Sul piano interno nel1890 le forze radicali e repubblicaneapprovano il “patto di Roma”, progetto alternativo alla politica di Crispi, ma vengonosconfitti da questi nelle elezioni dello stesso anno. Il problema della finanza pubblica portanel 1892 al governo, al posto di Crispi, Giolitti che nel 1893 istituisce la Banca d’Italia eriordina il sistema delle emissioni. Nell’agosto del 1892 viene fondato il Partito deilavoratori italiano, che nel 1895 diventerà il Partito socialista italiano. Tornato al governo,Crispi nel 1894 soffoca la rivolta dei Fasci siciliani, azioni repressive che culminano nelleleggi “antianarchiche” contro tutte le associazioni giudicate sovversive. Sul campo dellapolitica estera l’espansione africana continua ad essere al centro dell’attenzione, ma ladisastrosa sconfitta di Adua, in Etiopia, nel marzo del 1896 si ripercuote sulla politicainterna. Nell’ottobre 1896 il trattato di Addis Abeba riconosce il dominio italiano 9/16
  10. 10. Appunti diStoria economica Visto su: Proflandsull’Eritrea e l’indipendenza dell’Etiopia.Le contrastanti tendenze della fase di transizione. I rapporti negativi con la Francia e ildeprezzamento delle merci sul mercato internazionale del periodo antecedente continuanoa far registrate flussi commerciali negativi, tant’è che il periodo tra il 1990 e il 1993 è statodefinito come quello degli “anni più neri” dell’economia italiana.Per le esportazioni si registra una ripresa a partire dal 1892 soprattutto per vino, riso ebestiame, ma anche in forma minore per agrumi, canapa, seta e legumi. Aumentano leimportazioni di materie prime per le industrie, come carbon fossile e cotone, rame estagno, concimi chimici e in generale le materie interessanti l’agricoltura. Effetti negativi,derivanti dalle politiche protezionistiche, si hanno in molti settori, tra cui quello dei filiatidi cotone. Riguardo alla produzione agricola, si segnala un modesto miglioramento delfrumento e delle patate, l’area che riesce a resistere al ribasso dei prezzi è quelladell’irriguo padano. La caduta più clamorosa è però quella del vino, dovuta ai rapporti conla Francia. Si riscontra poi un lieve aumento delle superfici agrarie a grano e a granturco.Nel settore secondario si registrano andamenti positivi nell’industria serica e dellalavorazione del cotone dal 1890; dal 1894 stessa sorte per l’industria alimentare. In lieveregresso le industrie estrattive. Crisi invece drammatica colpisce il settore edilizio, congravi ripercussioni nell’occupazione. Gli investimenti si manifestano a seconda dei varisettori produttivi: notevoli sono nell’industria tessile e in quella elettrica. Altro aspettodella depressione è la crescita della circolazione di moneta cartacea, sempre menogarantita dalle riserve metalliche. Inoltre le numerose spese militari incrementano il deficitdi bilancio, al quale si cerca di far fronte con prestiti prevalentemente esteri.Protezionismo attenuato e crisi finanziaria. Le conseguenze della tariffa del 1887 portano ariprendere in considerazione tutta la politica commerciale dell’Italia, in modo da trovareuna nuova collocazione ai prodotti italiani sul mercato internazionale: solo a partire dal1890 si ridefiniscono trattati, stavolta decisamente favorevoli, con l’Austria, la Germania ela Svizzera. Risulta comunque assente, anche per la politica di contenimento della spesapubblica, un’organica politica agraria: unica novità è il ripristino dell’obbligo delpagamento in oro dei dazi di importazione (1893). La crisi del settore edilizio mette ingrave difficoltà anche il sistema creditizio italiano: manca la fiducia degli operatori e deirisparmiatori sia sul piano nazionale che internazionale nelle capacità gestionali sia nellebanche che nella politica economica nazionale. Inoltre conseguenza inevitabile di averemeno riserve e più circolazione di carta è il ritorno al corso forzoso, cioèall’inconvertibilità della moneta cartacea in moneta metallica. Si cerca allora diriorganizzare il sistema bancario: con la fusione della Banca Nazionale e delle due banchetoscane nella Banca d’Italia (1893), che insieme al Banco di Napoli e al banco di Siciliasono gli unici istituti di emissione, il tasso di sconto ufficiale è reso uniforme per tutti gliistituti ed è sempre sotto il controllo del Governo. Il deficit di bilancio dello Stato porta adun blocco delle spese a partire dal 1889, ma non si riesce a raggiungere il bilancio.Vengono allora rincarati dazi e imposte.Il venir meno dell’equilibrio agricolo-commeciale. L’equilibrio, fondato da due secoli 10/16
  11. 11. Appunti diStoria economica Visto su: Proflandsull’agricoltura, non è più in grado di reggere le trasformazioni dovute al mutamento degliequilibri internazionali. E’ vero che in alcuni casi c’è solo uno spostamento di interessi,con relativa compensazione tra fattori positivi e negativi (ad es. la diminuzione delleesportazioni in Francia è compensata da quelle in altri paesi), ma ogni trasformazioneimpone al paese dei pesanti costi non solo economici, ma anche sociali. Infatti si registraun notevole aumento dell’emigrazione, vengono espropriati i beni immobili dal fisco perdebiti di imposte dirette e si riacutizzano i conflitti sociali, in particolare gli scioperi.Sempre a questi anni, in risposta alla crisi economica, si costituisce la camera del lavoro.Il sistema economico-finanziaro centrato sull’agricoltura risulta debole, data una notevolemancanza di strutture, come poco precisa è la politica economica del pubblico potere.Il protezionismo porta, nel lungo periodo, ad una modifica strutturale del sistemaproduttivo in modo diverso nelle varie aree della penisola.La situazione migliorò, con il pareggio della bilancia dei pagamenti, grazie alla recessionenella prima metà degli anni ‘90.III. 1896-1907: l’industrializzazione incompiutaQuadro storico. Nel 1898 le proteste popolari contro il rincaro del pane sfociano, in aprile,in violenti tumulti e la rivolta di Milano in maggio finisce in un eccidio. Viene inoltreistituita la Cassa nazionale di previdenza per la vecchiaia degli operai. Nello stesso annononostante il rinnovo della Triplice alleanza, l’Italia ristabilisce relazioni amichevoli con laFrancia e l’Inghilterra. Nel luglio del 1900 Umberto I viene ucciso a Monza dall’anarchicoGaetano Bresci e gli succede il figlio Vittorio Emanuele III. Nei primi mesi del 1903 leagitazioni popolari, soprattutto nel meridione, determinano nuovi eccidi tra lepopolazioni, inoltre sorgono tensioni diplomatiche con l’Austria e con la Russia sullaquestione balcanica. Nel 1904, a seguito delle dure repressioni contro le sommosse indettedalle forze dell’ordine, viene proclamato, in settembre, il primo grande sciopero generalecontro al politica del Governo. Nel 1907, in una situazione di agitazioni sindacali, siintensificano le manifestazioni anticlericali promosse dall’estrema sinistra.Una consistenza nuova della vita economica. Alla fine del secolo si verifica nell’industria unaumento della capacità produttiva in tutti i settori, tradizionali e nuovi: nel tessile (dovesoprattutto nel cotonificio c’è un aumento continuo di dotazione di macchinari), nelminerario, nella siderurgia, nella meccanica (nasce la Fiat che passa in pochi anni da 24vetture prodotte a 1365), nel chimico e nella produzione di beni di consumo connessiall’alimentazione. Dato significativo di questo sviluppo è la notevole crescita della forzemotrici che si rende ora disponibile. Ma il settore economico ancora predominante èl’agricoltura che occupa più del 60% della popolazione attiva: la produzione aumenta,stessa tendenza quindi per l’importazione di prodotti agricoli, derivante da unainadeguatezza rispetto al fabbisogno interno, e per le esportazioni di prodotti alimentari.Questo aumento degli scambi complessivi è indice del risveglio economico del paese, giàmanifesto dal 1895, anche se la bilancia commerciale vede aumentare il deficit. Tuttavia, inquesto periodo, rimane in attivo la bilancia dei pagamenti: infatti esportiamo anche mano 11/16
  12. 12. Appunti diStoria economica Visto su: Proflandd’opera, largamente esuberante nel nostro paese, cioè cresce l’emigrazione.Le condizioni di questa crescita derivano:• dalla quasi stabilità dei cambi della lira e soprattutto dai prezzi interni, sia alla produzione che al consumo, i prezzi dei prodotti all’esportazione tendono a diminuire, mentre quelli importati aumentano;• dall’aumento delle spese maggiormente dedicate agli investimenti in opere pubbliche, dato che vengono congelate quelle militari e diminuiscono quelle per gli interessi sulla rendita: il risultato è la copertura delle spese con le entrate ordinarie, ciò determina una maggior presenza dello Stato;• da andamenti favorevoli quali l’aumento del risparmio interno, della circolazione dei mezzi monetari, delle emissioni di azioni e di obbligazioni e inoltre il rientro di una parte della rendita pubblica collocata all’estero;• da una crescita demografica, anche se contenuta, causata dal miglioramento del tenore di vita soprattutto nei centri urbani;• da un più elevato utilizzo dei servizi di comunicazione, cioè posta, telegrafo e telefono.La ricerca di una nuova base produttiva. Il superamento definitivo dell’equilibrio agricolo-commerciale non è dovuto solo alla diversa composizione per settori del sistemaeconomico, ma anche ad un ampliamento del ciclo delle lavorazioni, con latrasformazione di unità esistenti e la nascita di nuove. Il lavoro comincia ad essereconsiderato sotto il profilo economico, quindi preparazione professionale ed impiegorazionale dello stesso nel processo produttivo; si formano nuclei consistenti di classeoperaia, organizzandosi in sindacati verticali, di categoria o di mestiere.Il sistema bancario viene organicamente ristrutturato nell’ultimo quinquenniodell’Ottocento: al vertice i tre istituti di emissione - Banca d’Italia, Banco di Napoli eBanco di Sicilia - a cui si aggiunge un gruppo di grandi banche di credito ordinario, tra lealtre la Banca Commerciale Italiana (1894), il Credito Italiano (1895) e il Banco di Roma(sviluppatosi dal 1905). Il lavoro bancario si concreta nelle operazioni di acquisto di quotedi capitale, di collocamento sul mercato dei titolo azionari e obbligazionari e di cartelle deldebito pubblico, anche mediante la partecipazione a sindacati tra banche; nella difesa deicorsi dei titolo; nei riporti, sconti e anticipazione su titoli, e infine nell’erogazione diretta dicapitale con l’apertura di credito, di conti correnti, di accettazioni cambiarie. Anche laBorsa accresce la sua importanza, grazie all’aumento del listino dei titoli, dovuto dalnumero di società che si finanziano in questo modo e dalle tendenze speculative resepossibili da azioni di piccolissimo taglio, quindi accessibili “anche ai portafogli piùminuscoli”.Il miglioramento del bilancio statale permette l’abolizione di alcuni tributi (1902) - comequelli sulla farina, sulla pasta e sul pane - e una riduzione degli interessi sul debitopubblico - dal 4% passano al 3.5% - attraverso una conversione. In ambito estero imiglioramenti dei rapporti con la Francia e il riaccordo con Germani, Austria e Svizzeramigliora la situazione economica, però l’Italia non prende l’iniziativa di denunciare gliaccordi in scadenza, ma subisce quella degli altri. Nel 1905 passa allo Stato l’esercizio dellarete ferroviaria, che necessita di pesanti investimenti , tutto a vantaggio del settore dellameccanica, causati dall’incremento del traffico di merci e persone. 12/16
  13. 13. Appunti diStoria economica Visto su: ProflandQuasi irrilevante è invece la politica a sostegno dell’agricoltura, che si risolvenell’emanazione di due leggi atte a beneficiare il Mezzogiorno, una per la Basilicata e unaper Napoli; ne seguiranno altre, ancora per Napoli e per la Calabria, e una più generale permigliorare le condizioni generali al Sud.Sono però anni di forti scioperi che manifestano esigenze che scaturiscono daicambiamenti in atto, sia nel lavoro agricolo, sia in quella industriale, con richieste diriduzione dell’orario giornaliero di lavoro e di tutela della salute fisica, ma anche dicorrezione del meccanismo di mercato. Gli interventi si risolvono in situazioni abbastanzaisolate, con sorti diverse: buona è la costituzione di uffici di collocamento, ancora megliosi rileva l’associazionismo imprenditoriale di categoria.Un’espansione elevata ma non decisiva. Al progresso descritto non partecipa, salvo alcuneeccezioni, la nostra agricoltura. Il protezionismo permette di non migliorare vaste aree,dato che sono al riparo dalla concorrenza, ma le lascia estranee al progresso agricoloeuropeo. Si “salvano” le aree più progredite, quelle settentrionali, grazie all’applicazione ditecniche, macchinari e concimi di nuova concezione. Al meridione il progresso agricolomanca perché, accanto alle difficoltà specifiche, bisogna considerare il carattere strutturale:il contadino è proprietario, o non lo è proprio, di quote troppo esigue, gli convieneemigrare.Anche la crescita del secondario è complessa, in quanto se da una parte il protezionismoha favorito settori “storici” quali il tessile e il lanificio, ha danneggiato la meccanica; inoltremanca un retroterra tecnico-scientifico adeguato, non certo supportato dall’Istruzione chepone “la condizione di non occuparsi delle applicazioni di elettrochimica” confinando lostudio nel campo delle astrazioni. Infatti la crescita si articola in prevalenza nell’Italiasettentrionale dove ha già radici solide.IV. 1907-1914: i meccanismi instabili della crescitaQuadro storico. Col 1907 la legislazione sociale compie passi in avanti con la disciplina dellavoro settimanale, festivo e in risaia, ma questo non attenua i conflitti sul campo dellavoro. Nel 1909, mentre si rafforza il movimento nazionalista, la politica estera italianaaccentua la sua ambiguità, giocata tra l’alleanza con gli imperi centrali e dagli accordi conFrancia, Inghilterra e Russia. Nel 1911, primo cinquantenario del Regno, viene approvatala legge sull’istruzione elementare. Nell’ottobre dello stesso anno inizia la guerra conl’Impero turco, trovando numerosi consensi nelle diverse forze politiche; la pace diLosanna dell’anno successivo pone termine al conflitto riconoscendo all’Italia la sovranitàsulla Tripoltania e sulla Cirenaica. Il 30 Giugno 1912 la nuova legge Giolitti estende ildiritto di voto a tutti i cittadini maschi, compresi gli analfabeti che abbiano compiuto iltrentesimo anno d’età. Nel quadro della crisi economica mondiale e italiana, il 1913 èl’anno della più forte emigrazione nella storia del paese. Il 28 giugno 1914 a Sarajevo unnazionalista serbo-bosniaco uccide l’arciduca Francesco Ferdinando, erede ala tronoaustroungarico: questa è la scintilla che fa scoppiare la prima guerra mondiale. Ladichiarazione di guerra del 28 luglio fatta dall’Austria contro al Serbia fa scattare il sistema 13/16
  14. 14. Appunti diStoria economica Visto su: Proflanddelle alleanze: Francia, Inghilterra e Russia, alle quali si aggiungerà il Giappone, formanola triplice Intesa, l’Italia rimane legata a Germania e Austria nella Triplice Alleanza, anchese si proclama neutrale, dichiarando di non essere obbligata a intervenire data la naturadifensiva della Triplice Alleanza.I limiti del processo di industrializzazione. L’economia della penisola è oramai entrata inuna fase di trasformazione strutturale, in presenza di una generale lievitazione dei prezzicontrastata da una notevole stabilità monetaria. Il numero di occupati e delle unitàproduttive è in continuo aumento, anche se ad un ritmo inferiore degli anni precedenti, intutti i settori del secondario, ne è indice l’incremento della dotazione di macchinari e dellarete ferroviaria e stradale, e la produzione agricola, dove vengono impiegati sempre di piùconcimi chimici e nuovi macchinari. Il processo di trasformazione è però moltocomplesso dato emergono specifiche difficoltà nei diversi settori industriali e l’agricolturaè ancora arretrata. Anche la situazione monetaria e creditizia ha dei sintomi di difficoltà:iniziano a diminuire gli investimenti in impianti e macchinari, i risparmi aumentano inmodo contenuto e aumenta il costo del denaro allo sconto, in più si modifica la naturadegli investimenti stessi riducendosi quelli in abitazioni e opere pubbliche e aumentandoquelli fissi. Gli impieghi azionari inoltre sono ispirati a maggior cautela, dopo la crisi del1907. La bilancia dei pagamenti resta in attivo decrescente, ma grazie alle rimesse degliemigranti. Il cambio della lira si mantiene sostanzialmente alla pari con franco e sterlina.Sul mercato del lavoro è evidente un eccesso di offerta: ciò porta ad un aumento delflusso migratorio, soprattutto dalle aree meridionali.Complessivamente si può dire che l’economia reale, solo in parte toccata dalle crisifinanziarie del 1907 e del 19013, manifesta un andamento caratterizzato da crescitarallentata, da squilibri settoriale e territoriali, da malessere sociali.Difficoltà nel governo dell’economia. La crisi del 1907 ha una dimensione internazionale,riguardando tutti i paesi impegnati sul piano industriale e colpendo maggiormente quelliche su questo si stanno inoltrando, come l’Italia. primo effetto della crisi è la fortedepressione dei titoli azionari in borsa. Vengono quindi a trovarsi in difficoltà innanzituttole imprese che si finanziano attraverso le banche, e in secondo luogo le banche stesse - inparticolare la Società Bancaria Italiana - impegnate nel finanziamento industriale. Si cercadi far fronte alla crisi con una manovra classica che prevedere un aumento dellacircolazione, per non indebolire il flusso degli investimenti, in contemporanea con unaumento del tasso di sconto. La manovra è possibile per la presenza dell’organismocentralitario della Banca d’Italia; ne segue la legge del 1907 che fissa nuovi limiti allacircolazione e introduce lo sconto a saggio di favore, il regime delle anticipazioni el’aumento delle riserve presso gli istituti: tutto ciò è consentito dall’attivo della bilancia deipagamenti.Quanto al sostegno delle attività economiche, gli interventi relativi all’agricoltura, settoreancora portante dell’intera economia, sono di modesta entità e riguardano la tutelaboschiva (1910), la bonifica idraulica montana (1912), il credito agrario e fondiario e latutela della produzione agrumaria. Riguardo all’industria si può solo ricordarel’intensificarsi degli effetti della nazionalizzazione delle ferrovie, con commesse alle 14/16
  15. 15. Appunti diStoria economica Visto su: Proflandrelative imprese, in una perdurante situazione di scarsa funzionalità del servizioferroviario. Devono comunque segnalarsi leggi a tutela del lavoro femminile e minorile el’istituzione dell’Ispettorato del lavoro (1911).L’espansione rallentata e contrastata di una economia che si inserisce nel processo diindustrializzazione in notevole ritardo e con forti squilibri a livello territoriale, porta allaformazione dell’Istituto cotoniero avvenuta nel 1908, con l’obiettivo di adeguare l’offertaalle possibilità di sbocco sul mercato interno ed estero, e del trust siderurgico nel 1911,per far fronte alle difficoltà con le banche, a cui sono legati, nel finanziamento di attivitàdeboli tecnologicamente, con costi molto alti e pressate da una terribile concorrenza,soprattutto tedesca. Le imprese maggiori cercano allora una maggiore efficienza interna equindi tendono a riorganizzarsi.Altra grave crisi nel 1913, quando si aggiungono ai problemi precedenti il forte squilibriodella bilancia dei pagamento (1912), l’aumento della circolazione monetaria, il rialzo deicambi e una nuova riduzione dei valori azionari. Ne segue una nuova crisi edilizia checomporta un aumento della disoccupazione. Il sistema però può ora contare sull’autoritàdella Banca d’Italia e sulla flessibilità del mercato del lavoro che scarica all’estero, conl’emigrazione, l’offerta esuberante.Squilibri e problemi non risolti alla vigilia della guerra. Una prima ragione delrallentamento che si verifica a partire dal 1907 è formato dalla situazione monetaria efinanziaria: la maggior cautela con cui le banche operano non può ovviare né al puntocritico dell’insufficiente disponibilità di mezzi finanziari, né alla concorrenza che il privatomuove al pubblico. Altro fattore è l’andamento della domanda, sia all’interno cheall’esterno, dato la ripresa delle economie internazionali è più vigorosa di quella italiana ecrea una fortissima concorrenza. Altro fattore interno di mancato progresso riguardal’offerta, segnata dal “mancato accumulamento secolare di lavoro e capitale” peraumentare la fertilità della terra e la grande diversità delle agricolture che rendono didifficile attuazione una efficacie politica agraria nazionale. Anche nell’apparato industrialeè evidente il retroterra della ricerca scientifica e dell’istruzione, generale e professionale,che sia aggiunge ad una organizzazione che non riesce a formare un tessuto organico.Dalle condizioni dell’agricoltura a quelle dell’industria appare sempre più accentuato ildivario regionale, sottolineando il dualismo tra nord e sud. Il divario poi con gli altri paesiè molto elevato. In conclusione si può affermare che nel 1914 l’equilibrio agricolo-commeciale ha esaurito il suo ruolo di modello di crescita e lo ha ceduto a una situazionecomplessa che non ha ancora trovato, a quella data, un altro equilibrio alternativo valido. 15/16
  16. 16. Appunti diStoria economica Visto su: Profland Il file è stato scaricato/visualizzato in forma gratuita da Profland: http://profland.altervista.org sezione Profstudio http://profland.altervista.org/profstudio/profstudio.htm oppure da qualche mirror, come: www.profland.cjb.net www.profland.135.it o dalla pagina dedicata su slideshare.net: www.slideshare.net/profman 16/16

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