IL FENOMENO MOBBING
PREVENZIONE DEL MOBBING CONOSCENZE CULTURA COMPORTAMENT   I PROCESSI
MOBBING QUADRO DI RIFERIMENTO ART. 2087 C.C. L’IMPRENDITORE E’ TENUTO AD ADOTTARE, NELL’ESERCIZIO DELL’IMPRESA, LE MISURE ...
DESCRIZIONE SENTENZA TRIBUNALE DI TORINO 11/12/1999 IL DIPENDENTE E’ FATTO OGGETTO RIPETUTO DI SOPRUSI DA PARTE DI SUPERIO...
MOBBING IL TRIBUNALE DI TORINO, CON SENTENZA DEL 16/11/99, HA RICONOSCIUTO IL DIRITTO AL RISARCIMENTO DEL DANNO PSICHICO D...
DESCRIZIONE SENTENZA TRIBUNALE DI FORLI’ 15/03/2001 COMPORTAMENTO REITERATO NEL TEMPO DA PARTE DI UNA O PIU’ PERSONE, COLL...
MOBBING NOMENCLATURA MOBBING VERTICALE. POSTO IN ESSERE DAL DATORE DI LAVORO E DAL SUPERIORE MOBBING ORIZZONTALE POSTO IN ...
CLASSIFICAZIONE MOBBING STRATEGICO “ PRECISO DISEGNO DI ESCLUSIONE DI UN LAVORATORE DA PARTE DELL’AZIENDA O DEL MANAGEMENT...
CLASSIFICAZIONE MOBBING RELAZIONALE “  ALTERAZIONE DELLE RELAZIONI INTERPERSONALI SIA DI TIPO GERARCHICO CHE TRA COLLEGHI”...
CLASSIFICAZIONE MOBBING NON INTENZIONALE “  ESACERBAZIONE DI UN CONFLITTO PERSONALE ESERCITATA DA SUPERIORI O DA COLLEGHI ...
ELEMENTI DISTINTIVI ATTO VIOLENTO CONDOTTO A LIVELLO PSICOLOGICO INTENZIONALE RIPETUTO NEL TEMPO FINALIZZATO PRODUCE DANNI
ELEMENTI CARATTERIZZANTI IL MOBBING <ul><li>AGGRESSIONE E PERSECUZIONE DI CARATTERE PSICOLOGICO. </li></ul><ul><li>FREQUEN...
RICONOSCIMENTO DEL MOBBING SECONDO GIURISPRUDENZA <ul><li>ELEMENTI SOGGETTIVI </li></ul><ul><li>COMPORTAMENTI DATORIALI DO...
COMPORTAMENTI CONFIGURANTI MOBBING (SECONDO LA MAGISTRATURA) TRASFERIMENTI INGIUSTIFICATI EMARGINAZIONE O ISOLAMENTO SOTTR...
COMPORTAMENTI CONFIGURANTI MOBBING (SECONDO L’INAIL) MARGINALIZZAZIONE DALL’ATTIVITA’ LAVORATIVA SVUOTAMENTO MANSIONI RIPE...
COMPORTAMENTI CONFIGURANTI MOBBING (SECONDO L’INAIL) IMPEDIMENTO SISTEMATICO ALL’ACCESSO A NOTIZIE INADEGUATEZZA STRUTTURA...
FASI DEL MOBBING (Modello Ege) <ul><li>CONDIZIONE ZERO </li></ul><ul><li>CONFLITTO MIRATO </li></ul><ul><li>INIZIO DEL MOB...
FASI DEL MOBBING CONDIZIONE ZERO CONFLITTO MIRATO INIZIO MOBBING NORMALE CONFLITTUALITA’ AZIENDALE DA OGGETTIVO A SOGGETTI...
FASI DEL MOBBING ERRORI FUNZIONE R.U. SINTOMI PSICO SOMATICI MALATTIE PSICO - FISICHE INIZIO PROBLEMI DI SALUTE ASSENZE PE...
FASI DEL MOBBING ESCLUSIONE DAL MONDO DEL LAVORO DIMISSIONI VOLONTARIE, LICENZIAMENTO, PREPENSIONAMENTO, SVILUPPO MANIE OS...
Conseguenze del Mobbing Da Dirigenti Industria; Avv.to Daniela Lazzati STATO DI PROFONDO DISAGIO E TURBE PSICHICHE DERIVAN...
RICONOSCIMENTO MOBBING IN ATTO <ul><li>RELAZIONI INTERPERSONALI: </li></ul><ul><li>IMPEDIMENTI ALLA POSSIBILITA’ DI  ESPRI...
RICONOSCIMENTO MOBBING IN ATTO <ul><li>REPUTAZIONE: </li></ul><ul><li>CALUNNIE, PETTEGOLEZZI, UMILIAZIONI E VALUTAZIONE NE...
RICONOSCIMENTO MOBBING IN ATTO <ul><li>MUTAMENTO MANSIONI: </li></ul><ul><li>DEMANSIONAMENTO </li></ul><ul><li>SVUOTAMENTO...
RICONOSCIMENTO MOBBING IN ATTO <ul><li>ISOLAMENTO: </li></ul><ul><li>POSTO DI LAVORO ISOLATO </li></ul><ul><li>ESCLUSIONE ...
RICONOSCIMENTO MOBBING IN ATTO ATTACCHI ALLA PERSONA LUNGA DURATA ALTA FREQUENZA
PROCESSI A RISCHIO MOBBING VERTICALE <ul><li>TRASFERIMENTI </li></ul><ul><li>MUTAMENTO DI MANSIONE </li></ul><ul><li>MUTAM...
TRASFERIMENTI ART. 2103 C.C. TRASFERIMENTO DA UNITA’ PRODUTTIVA AD ALTRA E’ POSSIBILE SOLO PER COMPROVATE RAGIONI TECNICHE...
TRASFERIMENTI <ul><li>UNITA’ D’ORIGINE. </li></ul><ul><li>POSIZIONE IN ESUBERO </li></ul><ul><li>PERSONA INDIVIDUATA SECON...
TRASFERIMENTO <ul><li>E’ LEGITTIMO SE: </li></ul><ul><li>NELL’UNITA’ DI ORIGINE LA POSIZIONE E’ IN ESUBERO PER MOTIVI TECN...
MUTAMENTO MANSIONI ART.2103 C.C. IL LAVORATORE DEVE ESSERE ASSEGNATO ALLE MANSIONI CONTRATTUALMENTE PATTUITE ALL’ATTO DELL...
MUTAMENTO MANSIONI IL LAVORATORE PUO’ ESSERE ASSEGNATO A MANSIONI EQUIVALENTI A QUELLE CONTRATTUALMENTE CONVENUTE. IL DATO...
ART. 13 STATUTO DEI LAVORATORI MANSIONI DEL LAVORATORE IL PRESTATORE DI LAVORO DEVE ESSERE ADIBITO ALLE MANSIONI PER LE QU...
LEGGE 223/91 L’INDIVIDUAZIONE DEI LAVORATORI DA LICENZIARE E’ VINCOLATA DA CRITERI OBIETTIVI, DEFINITI NEGOZIALMENTE IN SE...
TRATTAMENTI DISCRIMINATORI <ul><li>NON EROGAZIONI DI PREMI </li></ul><ul><li>NON PARTECIPAZIONE A RIUNIONI DI GRUPPO </li>...
ART. 7 STATUTO DEI LAVORATORI SANZIONI DISCIPLINARI LE NORME DISCIPLINARI RELATIVE ALLE SANZIONI, ALLE INFRAZIONI ALLE QUA...
ART. 5 STATUTO DEI LAVORATORI ACCERTAMENTI SANITARI SONO VIETATI ACCERTAMENTI DA PARTE DEL DATORE DI LAVORO SULLA IDONEITA...
Upcoming SlideShare
Loading in …5
×

Il fenomeno mobbing

3,022 views

Published on

Published in: Business
0 Comments
0 Likes
Statistics
Notes
  • Be the first to comment

  • Be the first to like this

No Downloads
Views
Total views
3,022
On SlideShare
0
From Embeds
0
Number of Embeds
5
Actions
Shares
0
Downloads
52
Comments
0
Likes
0
Embeds 0
No embeds

No notes for slide

Il fenomeno mobbing

  1. 1. IL FENOMENO MOBBING
  2. 2. PREVENZIONE DEL MOBBING CONOSCENZE CULTURA COMPORTAMENT I PROCESSI
  3. 3. MOBBING QUADRO DI RIFERIMENTO ART. 2087 C.C. L’IMPRENDITORE E’ TENUTO AD ADOTTARE, NELL’ESERCIZIO DELL’IMPRESA, LE MISURE CHE, SECONDO LA PARTICOLARITA’ DEL LAVORO, L’ESPERIENZA E LA TECNICA, SONO NECESSARIE A TUTELARE L’INTEGRITA’ FISICA E LA PERSONALITA’ MORALE DEL PRESTATORE DI LAVORO
  4. 4. DESCRIZIONE SENTENZA TRIBUNALE DI TORINO 11/12/1999 IL DIPENDENTE E’ FATTO OGGETTO RIPETUTO DI SOPRUSI DA PARTE DI SUPERIORI, VOLTI AD ISOLARLO DALL’AMBIENTE DI LAVORO E, NEI CASI PIU’ GRAVI, AD ESPELLERLO, CON GRAVI MENOMAZIONI DELLA SUA CAPACITA’ LAVORATIVA E DELL’INTEGRITA’ PSICHICA
  5. 5. MOBBING IL TRIBUNALE DI TORINO, CON SENTENZA DEL 16/11/99, HA RICONOSCIUTO IL DIRITTO AL RISARCIMENTO DEL DANNO PSICHICO DERIVANTE DA PRATICHE DI “ MOBBING “, POSTE IN ESSERE DAL DATORE DI LAVORO NEI CONFRONTI DI UN LAVORATORE. Da Dirigenti Industria; Avv.to Daniela Lazzati
  6. 6. DESCRIZIONE SENTENZA TRIBUNALE DI FORLI’ 15/03/2001 COMPORTAMENTO REITERATO NEL TEMPO DA PARTE DI UNA O PIU’ PERSONE, COLLEGHI O SUPERIORI DELLA VITTIMA, TESO A RESPINGERE DAL CONTESTO LAVORATIVO IL SOGGETTO MOBBIZZATO CHE, A CAUSA DI TALE COMPORTAMENTO IN UN CERTO ARCO DI TEMPO, SUBISCE CONSEGUENZE NEGATIVE ANCHE DI ORDINE FISICO
  7. 7. MOBBING NOMENCLATURA MOBBING VERTICALE. POSTO IN ESSERE DAL DATORE DI LAVORO E DAL SUPERIORE MOBBING ORIZZONTALE POSTO IN ESSERE DA COLLEGHI
  8. 8. CLASSIFICAZIONE MOBBING STRATEGICO “ PRECISO DISEGNO DI ESCLUSIONE DI UN LAVORATORE DA PARTE DELL’AZIENDA O DEL MANAGEMENT CHE, CON UN AZIONE PROGRAMMATA E PREMEDITATA, INTENDE REALIZZARE UN RIDIMENSIONAMENTO DELLE ATTIVITA’ DEL LAVORATORE O IL SUO ALLONTANAMENTO” ¹ ¹Documento di Consenso pubblicato su Medicina dei Lavoratori n°92, 2001
  9. 9. CLASSIFICAZIONE MOBBING RELAZIONALE “ ALTERAZIONE DELLE RELAZIONI INTERPERSONALI SIA DI TIPO GERARCHICO CHE TRA COLLEGHI” ¹ ¹Documento di Consenso pubblicato su Medicina dei Lavoratori n°92, 2001
  10. 10. CLASSIFICAZIONE MOBBING NON INTENZIONALE “ ESACERBAZIONE DI UN CONFLITTO PERSONALE ESERCITATA DA SUPERIORI O DA COLLEGHI AL FINE DI TUTELATE LE PROPRIE POSIZIONI, GIUDICATE IN PERICOLO E NON IN RELAZIONE AD UNA INTENZIONALITA’ DEL MANAGEMENT” ¹ ¹Documento di Consenso pubblicato su Medicina dei Lavoratori n°92, 2001
  11. 11. ELEMENTI DISTINTIVI ATTO VIOLENTO CONDOTTO A LIVELLO PSICOLOGICO INTENZIONALE RIPETUTO NEL TEMPO FINALIZZATO PRODUCE DANNI
  12. 12. ELEMENTI CARATTERIZZANTI IL MOBBING <ul><li>AGGRESSIONE E PERSECUZIONE DI CARATTERE PSICOLOGICO. </li></ul><ul><li>FREQUENZA, SISTEMATICITA’ E DURATA NEL TEMPO. </li></ul><ul><li>ANDAMENTO PROGRESSIVO. </li></ul><ul><li>CONSEGUENZE PATOLOGICHE . </li></ul>
  13. 13. RICONOSCIMENTO DEL MOBBING SECONDO GIURISPRUDENZA <ul><li>ELEMENTI SOGGETTIVI </li></ul><ul><li>COMPORTAMENTI DATORIALI DOLOSI </li></ul><ul><li>INTENTO PERSECUTORIO </li></ul><ul><li>OBIETTIVO: ALLONTANAMENTO DEL DIPENDENTE </li></ul><ul><li>SVILIMENTO DEL COLLEGA </li></ul><ul><li>ELEMENTI OGGETTIVI </li></ul><ul><li>CARATTERE SISTEMICO </li></ul><ul><li>FREQUENZA RIPETITIVA </li></ul><ul><li>SINGOLO EPISODIO DI ESTREMA GRAVITA’ </li></ul>
  14. 14. COMPORTAMENTI CONFIGURANTI MOBBING (SECONDO LA MAGISTRATURA) TRASFERIMENTI INGIUSTIFICATI EMARGINAZIONE O ISOLAMENTO SOTTRAZIONI COMPITI E RESPONSABILITA’ CON EVENTUALE ASSEGNAZIONE AD ALTRI DIPENDENTI DEQUALIFICAZIONE, DEMANSIONAMENTO CONTINUO SOVRACCARICO DI LAVORO RICHIAMI CONTINUI ED INGIUSTIFICATI MOLESTIE SESSUALI
  15. 15. COMPORTAMENTI CONFIGURANTI MOBBING (SECONDO L’INAIL) MARGINALIZZAZIONE DALL’ATTIVITA’ LAVORATIVA SVUOTAMENTO MANSIONI RIPETUTI TRASFERIMENTI INGIUSTIFICATI INATTIVITA’ FORZATA PROLUNGATA ATTRIBUZIONE COMPITI DEQUALIFICANTI PROLUNGATA ATTRIBUZIONE DI COMPITI ESORBITANTI
  16. 16. COMPORTAMENTI CONFIGURANTI MOBBING (SECONDO L’INAIL) IMPEDIMENTO SISTEMATICO ALL’ACCESSO A NOTIZIE INADEGUATEZZA STRUTTURALE E SISTEMATICA DELLE INFORMAZIONI RIGUARDANTI L’ORDINARIA ATTIVITA’ ESERCIZIO ESASPERATO ED ECCESSIVO DI FORME DI CONTROLLO ESCLUSIONE REITERATA DA INIZIATIVE DI FORMAZIONE, DI RIQUALIFICAZIONE E AGGIORNAMENTO
  17. 17. FASI DEL MOBBING (Modello Ege) <ul><li>CONDIZIONE ZERO </li></ul><ul><li>CONFLITTO MIRATO </li></ul><ul><li>INIZIO DEL MOBBING </li></ul><ul><li>SINTOMI PSICOSOMATICI </li></ul><ul><li>ERRORI/ABUSI DELLA FUNZIONE R.U. </li></ul><ul><li>AGGRAVAMENTO SALUTE </li></ul><ul><li>ESCLUSIONE DAL MONDO DEL LAVORO </li></ul>
  18. 18. FASI DEL MOBBING CONDIZIONE ZERO CONFLITTO MIRATO INIZIO MOBBING NORMALE CONFLITTUALITA’ AZIENDALE DA OGGETTIVO A SOGGETTIVO SU ARGOMENTI PRIVATI INASPRIMENTO RELAZIONI CON COLLEGHI/CAPO
  19. 19. FASI DEL MOBBING ERRORI FUNZIONE R.U. SINTOMI PSICO SOMATICI MALATTIE PSICO - FISICHE INIZIO PROBLEMI DI SALUTE ASSENZE PER MALATTIA; INTERVENTI DISCIPLINARI ANSIA , DEPRESSIONE; INSONNIA
  20. 20. FASI DEL MOBBING ESCLUSIONE DAL MONDO DEL LAVORO DIMISSIONI VOLONTARIE, LICENZIAMENTO, PREPENSIONAMENTO, SVILUPPO MANIE OSSESSIVE.
  21. 21. Conseguenze del Mobbing Da Dirigenti Industria; Avv.to Daniela Lazzati STATO DI PROFONDO DISAGIO E TURBE PSICHICHE DERIVANTI DALLA DISCRIMINAZIONE E DALL’EMARGINAZIONE PATITE NELL’AMBIENTE DI LAVORO E POSTE IN ESSERE MEDIANTE REITERATI ED ILLECITI COMPORTAMENTI DATORIALI, DI PREPOSTI O SUPERIORI GERARCHICI, DIRETTI AD ESPELLERE DALL’AZIENDA IL DIPENDENTE NON GRADITO
  22. 22. RICONOSCIMENTO MOBBING IN ATTO <ul><li>RELAZIONI INTERPERSONALI: </li></ul><ul><li>IMPEDIMENTI ALLA POSSIBILITA’ DI ESPRIMERSI </li></ul><ul><li>CRITICHE E RIMPROVERI COSTANTI </li></ul><ul><li>ATTEGGIAMENTI DI COMMISERAZIONE </li></ul>MV MO
  23. 23. RICONOSCIMENTO MOBBING IN ATTO <ul><li>REPUTAZIONE: </li></ul><ul><li>CALUNNIE, PETTEGOLEZZI, UMILIAZIONI E VALUTAZIONE NEGATIVA. </li></ul><ul><li>VIOLENZE E MINACCIE </li></ul>MV MO
  24. 24. RICONOSCIMENTO MOBBING IN ATTO <ul><li>MUTAMENTO MANSIONI: </li></ul><ul><li>DEMANSIONAMENTO </li></ul><ul><li>SVUOTAMENTO MANSIONI </li></ul><ul><li>CONTINUO CAMBIAMENTO DI INCARICHI </li></ul>MV
  25. 25. RICONOSCIMENTO MOBBING IN ATTO <ul><li>ISOLAMENTO: </li></ul><ul><li>POSTO DI LAVORO ISOLATO </li></ul><ul><li>ESCLUSIONE DALLE RIUNIONI </li></ul><ul><li>NON DOTAZIONE APPARECCHIATURE AZIENDALI </li></ul>MV
  26. 26. RICONOSCIMENTO MOBBING IN ATTO ATTACCHI ALLA PERSONA LUNGA DURATA ALTA FREQUENZA
  27. 27. PROCESSI A RISCHIO MOBBING VERTICALE <ul><li>TRASFERIMENTI </li></ul><ul><li>MUTAMENTO DI MANSIONE </li></ul><ul><li>MUTAMENTO D’INQUADRAMENTO </li></ul><ul><li>GESTIONE PRESTAZIONI NEGLIGENTI </li></ul><ul><li>MESSA IN CIG </li></ul><ul><li>MESSA IN MOBILITA’ </li></ul><ul><li>TRATTAMENTI DISCRIMINATORI </li></ul><ul><li>EROGAZIONE SANZIONI DISCIPLINARI </li></ul>
  28. 28. TRASFERIMENTI ART. 2103 C.C. TRASFERIMENTO DA UNITA’ PRODUTTIVA AD ALTRA E’ POSSIBILE SOLO PER COMPROVATE RAGIONI TECNICHE, ORGANIZZATIVE E PRODUTTIVE.
  29. 29. TRASFERIMENTI <ul><li>UNITA’ D’ORIGINE. </li></ul><ul><li>POSIZIONE IN ESUBERO </li></ul><ul><li>PERSONA INDIVIDUATA SECONDO PARAMETRI OGGETTIVI (ES. CARICHI DI FAMIGLIA, ANZIANITA’ AZIENDALE) </li></ul><ul><li>UNITA’ DI DESTINAZIONE. </li></ul><ul><li>POSIZIONE VACANTE </li></ul><ul><li>COMPETENZE NECESSARIE NON PRESENTI IN LOCO </li></ul>
  30. 30. TRASFERIMENTO <ul><li>E’ LEGITTIMO SE: </li></ul><ul><li>NELL’UNITA’ DI ORIGINE LA POSIZIONE E’ IN ESUBERO PER MOTIVI TECNICI, DI MERCATO, ORGANIZZATIVI. </li></ul><ul><li>NELL’UNITA’ DI DESTINAZIONE ESISTA UNA POSIZIONE VACANTE NON ASSEGNABILE A DIPENDENTI IN LOCO </li></ul><ul><li>NEL CASO DI PIU’ DIPENDENTI CON MANSIONI EQUIVALENTI NELL’UNITA’ D’ORIGINE, LA SCELTA DEL DIPENDENTE DA TRASFERIRE SIA CADUTA SUL SOGGETTO CON MINORI PROBLEMI SOCIALI O SU CANDIDATO SPONTANEO. </li></ul>
  31. 31. MUTAMENTO MANSIONI ART.2103 C.C. IL LAVORATORE DEVE ESSERE ASSEGNATO ALLE MANSIONI CONTRATTUALMENTE PATTUITE ALL’ATTO DELL’ASSUNZIONE
  32. 32. MUTAMENTO MANSIONI IL LAVORATORE PUO’ ESSERE ASSEGNATO A MANSIONI EQUIVALENTI A QUELLE CONTRATTUALMENTE CONVENUTE. IL DATORE DI LAVORO, ASSEGNATA ALL’INIZIO UNA MANSIONE DI UN CERTO VALORE NON PUO’ SUCCESSIVAMENTE ATTRIBUIRE MANSIONI INFERIORI MA SOLO MANSIONI DI EGUALE VALORE O SUPERIORI. E’ POSSIBILE L’ASSEGNAZIONE DI MANSIONI INFERIORI COME ALTERNATIVA ALLA PERDITA DEL POSTO DI LAVORO.
  33. 33. ART. 13 STATUTO DEI LAVORATORI MANSIONI DEL LAVORATORE IL PRESTATORE DI LAVORO DEVE ESSERE ADIBITO ALLE MANSIONI PER LE QUALI E’ STATO ASSUNTO O A QUELLE CORRISPONDENTI ALLA CATEGORIA SUPERIORE, CHE ABBIA SUCCESSIVAMENTE ACQUISITO, OVVERO A MANSIONI EQUIVALENTI ALLE ULTIME EFFETTIVAMENTE SVOLTE, SENZA ALCUNA DIMINUZIONE DELL RETRIBUZIONE….(OMISSIS) EGLI NON PUO ESSERE TRASFERITO DA UNA UNITA’ PRODUTTIVA AD UN’ALTRA SE NON PER COMPROVATE RAGIONI TECNICHE, ORGANIZZATIVE E PRODUTTIVE.
  34. 34. LEGGE 223/91 L’INDIVIDUAZIONE DEI LAVORATORI DA LICENZIARE E’ VINCOLATA DA CRITERI OBIETTIVI, DEFINITI NEGOZIALMENTE IN SEDE DI CONSULTAZIONE SINDACALE OVVERO DEFINITI DALL’ART. 5 DELLA LEGGE: <ul><li>CARICHI DI FAMIGLIA </li></ul><ul><li>ANZIANITA’ DI SERVIZIO PRESSO L’AZIENDA </li></ul><ul><li>ESIGENZE TECNICO PRODUTTIVE </li></ul>
  35. 35. TRATTAMENTI DISCRIMINATORI <ul><li>NON EROGAZIONI DI PREMI </li></ul><ul><li>NON PARTECIPAZIONE A RIUNIONI DI GRUPPO </li></ul><ul><li>NON PARTECIPAZIONE A CONVENTION AZIENDALI </li></ul><ul><li>NON ASSEGNAZIONE DI APPARECCHIATURE </li></ul><ul><li>CONTROLLI SUPERIORI ALLA NORMA </li></ul><ul><li>NON CONCESSIONE FERIE SENZA MOTIVO </li></ul>
  36. 36. ART. 7 STATUTO DEI LAVORATORI SANZIONI DISCIPLINARI LE NORME DISCIPLINARI RELATIVE ALLE SANZIONI, ALLE INFRAZIONI ALLE QUALI CIASCUNA DI ESSE PUO ESSERE APPLICATA ED ALLE PROCEDURE DI CONTESTAZIONE STESSE, DEVONO ESSERE PORTATE A CONOSCENZA DEI LAVORATORI MEDIANTE AFFISSIONE IN LUOGO ACCESSIBILE A TUTTI……. (OMISSIS). IL DATORE DI LAVORO NON PUO ADOTTARE ALCUN PROVVEDIMENTO DISCIPLINARE NEI CONFRONTI DEL LAVORATORE, SENZA AVERGLI PREVENTIVAMENTE CONTESTATO L’ADDEBITO E SENZA AVERLO SENTITO A SUA DIFESA
  37. 37. ART. 5 STATUTO DEI LAVORATORI ACCERTAMENTI SANITARI SONO VIETATI ACCERTAMENTI DA PARTE DEL DATORE DI LAVORO SULLA IDONEITA’ E SULLA INFERMITA’ PER MALATTIA O INFORTUNIO DEL LAVORATORE DIPENDENTE……(OMISSIS) IL DATORE DI LAVORO HA LA FACOLTA’ DI FAR CONTROLLARE LA IDONEITA’ FISICA DEL LAVORATORE DA PARTE DI ENTI PUBBLICI ED ISTITUTI SPECIALIZZATI DI DIRITTO PUBBLICO

×