ilBolscevico n° 35-2013

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Lavoriamo per far capire ai giovani che possono dare le ali al loro futuro solo combattendo contro il capitalismo per il socialismo

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ilBolscevico n° 35-2013

  1. 1. Settimanale Fondato il 15 dicembre 1969 Nuova serie - Anno XXXVII - N. 35 - 3 ottobre 2013 Un grande successo politico e organizzativo. Ricostituita, dopo 14 anni, la Commissione giovani del CC del PMLI LAVORIAMO PER FAR CAPIRE AI GIOVANI CHE POSSONO DARE LE ALI AL LORO FUTURO SOLO COMBATTENDO CONTRO IL CAPITALISMO PER IL SOCIALISMO Documento della Commissione giovani del CC del PMLI PAG. 2 ESTRATTI DELLA DOMANDA DI AMMISSIONE AL PMLI DI VALENTINO, STUDENTE UNIVERSITARIO ROMANO “Il programma del PMLI rappresenta una bussola, una stella polare da seguire per ogni sincero rivoluzionario che aspiri a lavorare e vedere l’Italia unita, rossa e socialista” 37° Anniversario della scomparsa di Mao: assemblea pubblica del PMLI a Catania VIVO E STIMOLANTE DIBATTITO DOPO LA LETTURA DI ESTRATTI DEL DISCORSO DI PASCAPer essere presenti alcuni partecipanti hanno intrapreso lunghi viaggi dalla provincia PAG. 11 “Chissà che non tocchi proprio all’Italia il compito di aprire l’epoca delle rivoluzioni proletarie nel XXI secolo” PAG. 3 Echi della Commemorazione di Mao “IL PMLI È L’UNICO IN GRADO DI SVEGLIARE LE MASSE E RENDERLE PROTAGONISTE DELL’AVVENTO DEL SOCIALISMO” A MILANO, CATANIA, BORGO S. LORENZO, CANTU’, PRATO E BIELLA Il PMLI in piazza tra le massePAG. 11 Partorito il massacro della Costituzione del ’48 da parte della Commissione per le riforme costituzionali IL PREMIERATO PRESCELTO DAI “SAGGI” È UNA FORMA DI PRESIDENZIALISMO POTERI MUSSOLINIANI AL PREMIER PAG. 5 STUDENTESSE E STUDENTI IN PIAZZA IL 4, 11 E 12 OTTOBRE Il “decreto scuola” è insufficiente e non inverte la tendenza dello sfascio della scuola pubblica INFIAMMIAMO L’AUTUNNO CON UNA GRANDE MOBILITAZIONE PER LA SCUOLA PUBBLICA, UNITARIA, GRATUITA E GOVERNATA DALLE STUDENTESSE E DAGLI STUDENTI PAGG. 11 - 13 - 14 A Milano Pisapia stanga nuovamente le fasce più deboli Agli anziani quasi raddoppiate le tariffe per il trasporto pubblico. Aumentata fino al 35 per cento la tassa sui rifiuti. Dimezzata la soglia per l’esenzione dall’addizionale Irpef PAG. 12 Documento del PMLI.Sicilia VIA IL MUOS, IL TRADITORE CROCETTA E LA BASE DI SIGONELLA! Viva la manifestazione nazionale a Palermo PAG. 12 I MEDIA IGNORANO LA SOSPENSIONE DE “IL BOLSCEVICO” CARTACEO PAG. 4 PAG. 9 I MILITANTI DEL PMLI DETERMINATI A FARE PIU’ BELLO “IL BOLSCEVICO” PAG. 9
  2. 2. 2 il bolscevico / giovani N. 35 - 3 ottobre 2013 Un grande successo politico e organizzativo. Ricostituita, dopo 14 anni, la Commissione giovani del CC del PMLI LAVORIAMO PER FAR CAPIRE AI GIOVANI CHE POSSONO DARE LE ALI AL LORO FUTURO SOLO COMBATTENDO CONTRO IL CAPITALISMO PER IL SOCIALISMO Documento della Commissione giovani del CC del PMLI Care compagne e cari com- pagni, con incontenibile gioia pro- letaria rivoluzionaria vi notifi- chiamo che l’8 settembre scor- so, proprio in occasione della Commemorazione di Mao, è stata ricostituita, su decisio- ne del CC del PMLI, la Com- missione giovani del Comitato centrale del PMLI. Un grande successo politico e organizzati- vo, perché evidenzia la matura- zione di nuovi quadri giovani- li marxisti-leninisti e corona un obiettivo indicato dal 5° Con- gresso, colmando una man- canza sentita da ben 14 anni. Con soddisfazione particolare vi informiamo anche che nella Commissione sono rappresen- tate sia la componente operaia che quella studentesca. Il rafforzamento politico- organizzativo del settore gio- vanile nazionale ci permetterà di incrementare la portata e la qualità del nostro intervento su questo fondamentale campo. C’è tanto da fare. Per questo invitiamo tutto il Partito a mi- gliorare, approfondire e svilup- pare il lavoro e il proselitismo fra i giovani, i quali hanno un estremo bisogno della direzio- ne del Partito del proletariato per orientare correttamente la loro rabbia e le loro lotte con- tro il capitalismo e il governo Letta-Berlusconi che gli reg- ge il sacco. Allo stesso tempo dobbiamo creare le condizioni perché nuovi quadri possano emergere e andare a rafforza- re il lavoro giovanile centrale e locale. L’autunno caldo è alle por- te e i marxisti-leninisti devono cercare di farlo diventare ro- vente. Non lasciamoci assolu- tamente sfuggire l’occasione d’oro delle prossime mobilita- zioni delle studentesse e degli studenti, i quali scenderanno in piazza, insieme ai precari, l’11 ottobre per il diritto allo studio e la stabilizzazione dei precari della conoscenza, e il 12 ottobre per fermare la con- troriforma della Costituzione. Saranno preceduti il 4 ottobre dagli autonomi. Non dimenti- chiamo che, come ha stabilito la 3a Sessione plenaria del 5° CC approvando il Documento “I giovani e il lavoro del PMLI sul fronte giovanile e studente- sco”, il lavoro studentesco sta al primo posto nel lavoro gio- vanile del Partito. Come è stato sottolinea- to più volte, è indispensabile che le studentesse e gli studen- ti marxisti-leninisti, militanti o simpatizzanti, lavorino atti- vamente all’interno della loro scuola o università per diven- tare dei leader studenteschi sti- mati e riconosciuti. Sta a loro, sotto la direzione dell’Istanza di appartenenza e la supervi- sione di questa Commissione, studiare la realtà nella quale operano e i problemi più senti- ti dalle masse studentesche con cui sono a contatto, e progetta- re il lavoro da svolgere. Fonda- mentali la partecipazione attiva agli organismi di massa mag- giormente combattivi e rappre- sentativi (o, se mancano, nel movimento all’interno del pro- prio luogo di studio) e un’ac- corta politica di fronte unito per far passare gradualmen- te la nostra piattaforma. An- che un “semplice” intervento in assemblea, purché avanzato, combattivo e propositivo, può essere utilissimo, quantomeno per farsi conoscere e stringere contatti. Prima di tutto è però neces- sario padroneggiare la linea scolastica e universitaria del Partito, altrimenti si finisce per sbandare nello spontaneismo e nell’avventurismo o nel codi- smo. A tale scopo sarebbe uti- le studiare o ristudiare il sud- detto documento, e gli articoli principali sul tema, pubblicati anche sul sito centrale del Par- tito, soprattutto “Radichiamo- ci nelle scuole e nelle univer- sità” (9/11/2011), “Migliorare, approfondire e sviluppare il lavoro studentesco dei marxi- sti-leninisti” (circolare del Re- sponsabile del CC per il lavoro giovanile del 9/9/2012), “Per diventare leader studenteschi, le studentesse e gli studenti marxisti-leninisti devono stu- diare e applicare le sette indi- cazioni di Scuderi per il lavo- ro studentesco” (16/1/2013), nonché l’articolo “Indicazio- ni di lavoro alle studentesse e agli studenti marxisti-leninisti” (2003). Va studiata anche la linea di massa del Partito sulla base dell’opuscolo n. 13 del compa- gno Scuderi. A livello centrale ci impe- gneremo per tenere sotto tiro le misure del governo e per inter- venire puntualmente nel dibat- tito che si svilupperà nel movi- mento studentesco, ma anche negli altri movimenti giovanili, primo fra tutti quello dei gio- vani precari. Vedremo di poter dire qualcosa sui giovani ope- rai e lavoratori. Intanto stiamo preparando un Appello ai gio- vani dal titolo “Date le ali al vostro futuro”. Care compagne e cari com- pagni, dobbiamo essere coscien- ti, come ha detto il Segretario generale del Partito, compa- gno Giovanni Scuderi, che il successo del lavoro giovanile e studentesco del PMLI dipende da tre elementi fondamentali: 1) la linea giovanile e studente- sca; 2) il lavoro della Commis- sione centrale giovani rispet- tando e sviluppando tale linea; 3) l’impegno coerente e perse- verante del Partito, a comincia- re dai suoi giovani militanti, ad applicare la linea. Inoltre non dobbiamo di- menticare ciò che egli ci ha in- dicato: “Le studentesse e gli studenti marxisti-leninisti de- vono diventare dei punti di ri- ferimento e dei leader degli studenti, conquistando questi riconoscimenti sul campo di battaglia. Che si sia o meno presen- ti nelle scuole e nelle univer- sità, dobbiamo intensificare la nostra propaganda davanti alle scuole e alle università più avanzate e combattive. Per far- si conoscere, stimare e attrarre fiducia e consensi. Dobbiamo far di tutto per conquistare al Partito le studentesse e gli stu- denti più avanzati e combattivi. Ma se non siamo dentro il mo- vimento studentesco è estrema- mente difficile, o impossibile, far penetrare e fare afferma- re in esso la linea del Partito. Le compagne e i compagni che stanno già dentro il movimen- to studentesco devono presta- re la massima cura al lavoro di massa, di fronte unito e delle alleanze, altrimenti rischiano di esserne emarginati. Inoltre per ottenere fiducia e consensi e per crearsi una base di massa occorre conoscere bene le te- matiche e le problematiche stu- dentesche”. Lavoriamo per allargare sempre più la contraddizione fra i giovani e gli studenti da una parte e il governo Letta- Berlusconi e il PD dall’altra. Come ha detto il compagno Mino Pasca nel suo magistra- le discorso, a nome del CC del PMLI, per il 37° Anniversario della scomparsa di Mao, parti- colari cure dobbiamo dedicar- le alla conquista degli elemen- ti più avanzati convincendoli “che abbiamo sì un’eccellente linea di massa” (nel nostro caso si tratta della linea scolastica e universitaria) “ma soprattutto una vittoriosa strategia genera- le per rovesciare il capitalismo e per conquistare l’Italia unita, rossa e socialista”. Studiamo e applichiamo tale discorso per migliorare la nostra attività di propaganda sul fronte giovani- le e studentesco. Lavoriamo per ricreare le condizioni per tornare alla pub- blicazione cartacea del glorio- so e storico “Il Bolscevico”, decuplicando gli sforzi per lo sviluppo nazionale del Partito e per legarlo alle masse. Dobbia- mo ingoiare un boccone molto amaro, ma la storia del movi- mento operaio e comunista in- ternazionale ci insegna che non esiste montagna che i marxisti- leninisti non possano scalare, anche se la salita è ripidissima e, all’apparenza, inaffrontabile. Traiamo esempio dalla giovane Repubblica sovietica di Lenin e Stalin che resistette all’accer- chiamento delle armate bian- che e di 14 nazioni, dai comu- nisti cinesi guidati da Mao che sormontarono difficoltà letali grazie agli inenarrabili sacrifici della Lunga Marcia, e dai pri- mi quattro pionieri del PMLI che fondarono “Il Bolscevico” dal nulla, e dai gloriosi fonda- tori del PMLI ancora fedeli alla causa. Perseverando nello spi- rito di Mao e di Yu Kung nul- la ci sarà impossibile e saremo capaci di riconquistare le po- sizioni perse con l’aiuto delle masse. Che ogni istanza di base sta- bilisca un programma di lavoro sui giovani, concreto e non ge- nerico, indirizzato verso settori e luoghi specifici! Lavoriamo perché le studen- tesse e gli studenti riconoscano che al PMLI sta a cuore il loro presente e il loro futuro! Lavoriamo perché le ragaz- ze e i ragazzi di sinistra appog- gino e applichino la linea del PMLI sull’istruzione e sul mo- vimento studentesco! Lavoriamo affinché i giova- ni capiscano che possono dare le ali al loro futuro solo com- battendo contro il capitalismo, per il socialismo! Tutto per il PMLI, il proleta- riato e il socialismo! Un nuovo mondo ci attende, lottiamo per conquistarlo! Con i Maestri e il PMLI vin- ceremo! La Commissione giovani del CC del PMLI 18 settembre 2013 Firenze, 8 settembre 2013. Commemorazione di Mao nel 37° Anniversario della scomparsa. Giovanni Scuderi, Segretario generale del PMLI, stringe a sé due membri della Commissione giovani del CC del PMLI. Sulla destra il Responsabile della Commissione, Federico Picerni, a sinistra Alessandro Frezza
  3. 3. La mia vita politica comincia essenzialmente con il PMLI. Pri- ma di prendere contatto con il Par- tito e poi successivamente con i compagni della Cellula di Roma non avevo mai avuto niente a che fare con altri partiti o movimen- ti, non avevo mai neanche parte- cipato a nessuna manifestazione o comizio di qualsivoglia rilevan- za, o magari solo come spettato- re passivo. Fino a qualche anno fa il mio interesse per la politica si limitava a porre una x ogni tot anni per decidere “quale membro della classe dominante dovesse mal rappresentare il popolo nel parlamento” regalando il voto ai traditori revisionisti e nulla più. Anche se all’epoca non avevo in- trapreso lo studio del marxismo- leninismo serbavo comunque una forte coscienza di classe. Appro- dai allo studio del marxismo-le- ninismo gradualmente, soprattutto grazie al web, da cui potei attin- gere le prime opere fondamentali dei Maestri. Il PMLI è praticamente l’uni- co Partito a seguire gli insegna- menti di tutti e 5 i grandi Maestri del proletariato internazionale e a riconoscere quindi come fonda- mentali le esperienze del sociali- smo realizzato nell’Urss di Lenin e Stalin e nella Cina di Mao, come sottolineato dal compagno Scude- ri “I 5 Maestri sono come le 5 dita di una mano, basta che ne manchi uno per essere menomati nella no- stra visione della storia e del mo- vimento operaio internazionale, nella nostra analisi e nella lotta per l’emancipazione del proletariato”. Il PMLI, considerando anche i 10 anni di preparazione (OCBI m-l), è sulla breccia da oltre 40 anni e, non posso non constatare che “in tutto questo tempo sobbar- candosi immensi sacrifici, sfidan- do la persecuzione e le repressioni giudiziarie e poliziesche, superan- do mille difficoltà, non temendo l’isolamento e l’emarginazione, e nonostante il rigido black out stampa che gli impedisce di essere conosciuto dalle larghe masse po- polari, esso è sempre stato fedele al proletariato, al socialismo e ai grandi Maestri del proletariato in- ternazionale”. A differenza della stragrande maggioranza di parti- ti e movimenti sedicenti comuni- sti, che dopo l’89-91 hanno am- N. 35 - 3 ottobre 2013 giovani / il bolscevico 3 ESTRATTI DELLA DOMANDA DI AMMISSIONE AL PMLI DI VALENTINO, STUDENTE UNIVERSITARIO ROMANO “Il programma del PMLI rappresenta una bussola, una stella polare da seguire per ogni sincero rivoluzionario che aspiri a lavorare e vedere l’Italia unita, rossa e socialista” “Chissà che non tocchi proprio all’Italia il compito di aprire l’epoca delle rivoluzioni proletarie nel XXI secolo” Un incontro felice e promettente. Un esempio per i giovani che vogliono dare le ali al loro futuro Un incontro felice e assai pro- mettente in senso rivoluzionario, quello tra il compagno Valenti- no, uno studente universitario romano, e il PMLI. Come si può constatare leggendo gli estratti della sua domanda di ammissio- ne al PMLI, che pubblichiamo in questa pagina. Dalle profonde parole del compagno Valentino appare chiaramente che la sua scelta ideologica, politica e partitica non è stata improvvisata, ma ben meditata e ponderata, dopo un profondo studio della linea po- litica e organizzativa del PMLI. Come dovrebbero fare tutti colo- ro che aspirano a diventare mem- bri del Partito. Poiché si tratta di una scelta di vita rivoluzionaria, che coinvolge la testa e il corpo, l’intera nostra vita personale, fa- miliare, professionale, politica, il nostro essere nel mondo. Di questo il compagno Valen- tino è pienamente consapevo- le, tanto è vero che fa suo l’im- portante concetto del Segretario generale del PMLI, compagno Giovanni Scuderi, secondo cui: “È dura la militanza marxista- leninista ma è la cosa più bella e più proficua che possa fare chi vuol dare il massimo contributo al progresso sociale e all’eman- cipazione del proletariato e del- l’intera umanità”. Il compagno Valentino è al- trettanto consapevole che il lavo- ro marxista-leninista non va mai perduto, “anche quando interi decenni dividono il periodo del- la semina da quello del raccol- to”. Dai oggi, dai domani, per tutto il tempo che ci vuole per la maturazione rivoluzionaria, alla fine la cultura del socialismo si affermerà nel proletariato, nelle masse popolari rivoluzionarie e nelle nuove generazioni proiet- tate nel futuro. Uno per uno nel tempo riusciremo a raggiungere tutti i nostri obiettivi purché non abbandoniamo le 5 fiducie e lo spirito di Mao e di Yu Kung e ap- plichiamo con determinazione le parole d’ordine: “Studio e azio- ne, azione e studio”, “Studiare, concentrarsi sulle priorità, ra- dicarsi; radicarsi, concentrarsi sulle priorità, studiare”. Il compagno Valentino è tal- mente sicuro che alla fine il PMLI ce la farà a risvegliare il proletariato e le masse popola- ri e giovanili e a lanciarli nel- la lotta contro il capitalismo e per il socialismo che non teme di azzardare una previsione, che non si può escludere a priori che possa effettivamente avverarsi: “Chissà che non tocchi proprio all’Italia il compito di aprire l’epoca delle rivoluzioni prole- tarie del XXI secolo”. Con questo suo “biglietto da visita”, Valentino si presen- ta come un compagno “quadra- to”, riflessivo, consapevole delle difficoltà e dei sacrifici che in- contrano i marxisti-leninisti nel- la lotta di classe, con idee chiare sul marxismo-leninismo-pensie- ro di Mao e sulla linea del PMLI e ben determinato a metterle in pratica sul suo campo di batta- glia, cioè nell’università che fre- quenta e a Roma dove risiede. I compagni romani possono considerarsi fortunati di averlo a fianco, ma anche lui può es- serlo, conoscendo il loro valo- re e la loro dedizione alla cau- sa, specie quelli del Segretario della Cellula di Roma. Tutti as- sieme, aiutandosi reciprocamen- te, dividendosi bene i compiti e concentrandosi sulle priorità, tenendo costantemente nel miri- no la giunta di “centro-sinistra” Marino, potrebbero dare un bel- l’esempio di gioco di squadra vittorioso a tutto il Partito. Po- trebbero anche dare un gros- so contributo alla Commissione giovani del Comitato centrale del PMLI, ricostituita l’8 settem- bre, in occasione della comme- morazione di Mao. Benvenuto compagno Valen- tino nel PMLI, che la tua vita ri- voluzionaria sia esemplare come quella dei Maestri, fonte di ispi- razione delle ragazze e dei ra- gazzi che vogliono dare le ali al loro futuro. Tutto per il PMLI, per il pro- letariato e il socialismo! contro il governo Letta-Berlusconi e la controriforma costituzionale IL 12 OTTOBRE TUTTI A ROMA CONCENTRAMENTO PIAZZA DELLA REPUBBLICA ORE 13 Roma, 28 settembre 2012. Manifestazione nazionale per lo sciopero generale della Funzione pubblica della CGIL (foto Il Bolscevico) mainato la bandiera rossa, o chi ha deciso di riciclarsi imbarcan- dosi sul vascello del neoliberismo e portandosi al largo con il remo dell’opportunismo, ha invece de- nunciato ancora una volta il carat- tere capitalistico del “socialismo reale” e dunque la sua inevitabi- le fine. Motivo di vanto ed orgoglio del PMLI sono secondo me il Programma e lo Statuto. Sia dal Programma che dallo Statuto si può evincere la purezza ideologi- ca che contraddistingue il Partito e di come siano frutto dell’espe- rienza storica accumulata grazie alle rivoluzioni proletarie e nella successiva costruzione del socia- lismo. Trovo di grande importan- za ad esempio la messa in prati- ca dell’esperienza del PCC dove tutti, anche i dirigenti dovevano svolgere necessariamente un pe- riodo di lavoro nelle campagne o in fabbrica, così come nel PMLI “I rivoluzionari di professione devono effettuare annualmente un periodo di lavoro a livello di base, cioè come semplici militan- ti di Cellula, al fine di prevenire il revisionismo, il dogmatismo e il burocratismo, e perché abbia- no sempre quella concezione del mondo che è propria del proleta- riato”. Il Programma, vero e proprio manifesto politico del Partito, rap- presenta una bussola, una stella polare da seguire per ogni since- ro rivoluzionario che aspiri a lavo- rare e vedere l’Italia unita, rossa e socialista. Unito all’analisi generi- ca del mondo ed in particolare del- l’Italia fatta al Congresso naziona- le, forma la strategia del Partito, e ci indica dove puntare e lavorare per scardinare il capitale, toglie- re le catene dello sfruttamento al nostro popolo e dare il nostro con- tributo alla rivoluzione mondiale. Chissà che non tocchi proprio al- l’Italia il compito di aprire l’epo- ca delle rivoluzioni proletarie nel XXI secolo. Come ci ricorda Lenin “La dialettica della storia è tale che la vittoria teorica del marxismo costringe i suoi nemici a coprirsi con il manto dei marxisti”, esat- tamente come fanno i vari parti- ti comunisti (a parole) ma nemici del proletariato nei fatti, a partire dal PCL, passando per i Carc ecc. ecc. Alcuni esponenti si sono rici- clati nei vari partiti della “sinistra” borghese dopo un passato nel PCI. E la domanda sorge spontanea: mentivano allora, mentono ades- so, oppure hanno sempre menti- to scegliendo il loro schieramen- to politico a seconda delle proprie convenienze e seguendo da quale parte tirasse il vento! Altri cam- biano repentinamente il loro pro- gramma o i loro simboli e colori cercandosoluzionisocialdemocra- tiche nella speranza di un posto in parlamento. Questo è vero e pro- prio opportunismo! Insomma, per dirla alla Lenin “È lo stesso po- stulato, lo stesso vecchio rotta- me presentato sotto un’insegna un po’ ripulita e riverniciata”. Dunque questi partiti “comunisti” non hanno nulla a che fare con il marxismo-leninismo-pensiero di Mao, tra l’altro come denunciato dal PMLI i vari esponenti “Berti- notti, Cossutta, Ferrando e Maitan, non a caso si definiscono eredi, il primo di San Francesco, Ghandi e Voltaire, il secondo di Togliatti e gli altri 2 di Trotzki”. Dato che “il proletariato non ha altra arma che l’organizza- zione nella lotta per il potere” faccio domanda di ammissione al PMLI per dare il mio contri- buto alla causa del proletariato e della sua emancipazione. A cosa servirebbe studiare in fin dei con- ti il marxismo-leninismo-pensie- ro di Mao e non applicarlo? “Un uomo solo, in se stesso racchiuso, a che cosa può essere utile?” Co- s’è in fondo il marxismo se non teoria della prassi? Penso dunque che sia giunto il momento per me di mettermi in gioco come marxi- sta-leninista e servire nelle mie possibilità la causa degli oppres- si e degli sfruttati al fine di usci- re finalmente dalla “preistoria” e costruire la nuova società senza sfruttamento dell’uomo sull’uo- mo, sicuro di tutto questo e spinto dalle parole del compagno Scude- ri “È dura la militanza marxista- leninista ma è la cosa più bella e più proficua che possa fare chi vuol dare il massimo contributo al progresso sociale e all’eman- cipazione del proletariato e del- l’intera umanità”. Faccio doman- da di ammissione al PMLI e poi in fin dei conti come sottolineava Marx: “Quando abbiamo scelto la professione nella quale pos- siamo maggiormente operare per l’umanità, allora gli oneri non possono schiacciarci, per- ché essi sono soltanto un sacrifi- cio per il bene di tutti allora non gustiamo una gioia povera, li- mitata ed egoistica, ma la nostra felicità appartiene a milioni, le nostre imprese vivono silenzio- samente, ma eternamente ope- ranti e le nostre ceneri saranno bagnate dalle lacrime ardenti di milioni di uomini”. Mi impegno a continuare in- cessantemente lo studio del marxi- smo-leninismo-pensiero di Mao al fine di dare una corretta forma e concretezza alla mia coscienza di classe ed affinare così le armi ideologiche, cercando di applica- re correttamente la linea del Parti- to sui vari fronti che si delineeran- no; mi impegno ad essere sempre presente agli eventi o le iniziative dove il Partito riterrà necessaria la presenza e di dare il mio contribu- to al “Bolscevico”. Cercherò dun- que nel mio piccolo di fare mie le parole di Marx “Il resto della mia vita sarà consacrata, come i miei sforzi passati, al trionfo delle idee sociali che porteranno un giorno, siatene certi, l’avven- to universale del proletariato”, sicuro che “la devozione assoluta alla rivoluzione e la propaganda rivoluzionaria fatta tra il popolo non vanno perdute, anche quan- do intieri decenni dividono il pe- riodo della semina da quello del raccolto”.
  4. 4. 4il bolscevico / giovani N. 35 - 3 ottobre 2013 Studentesse e studenti in piazza il 4, 11 e 12 ottobre IL “DECRETO SCUOLA” E’ INSUFFICIENTE E NON INVERTE LA TENDENZA DELLO SFASCIO DELLA SCUOLA PUBBLICAIl decreto del ministro Carrozza eroga briciole alla scuola pubblica. Tagli mascherati alle borse di studio. Diritto allo studio agli sgoccioli. I precari: “truffa del governo” INFIAMMIAMO L’AUTUNNO CON UNA GRANDE MOBILITAZIONE PER LA SCUOLA PUBBLICA, UNITARIA, GRATUITA E GOVERNATA DALLE STUDENTESSE E DAGLI STUDENTI Emanato il 9 settembre e pub- blicato in Gazzetta Ufficiale il successivo 12, il “Decreto scuo- la” (“Misure urgenti per la scuo- la, l’università e la ricerca”) della ministro Maria Chiara Carrozza è stato sbandierato come “decisiva inversione di tendenza” dal PD e salutato positivamente anche dal PDL, secondo cui “presenta aspetti apprezzabili e recepisce molte delle proposte” avanzate dal partito del neoduce di Arco- re. Ma è proprio vero che Car- rozza, proveniente dall’esclusiva Scuola superiore di Sant’Anna di Pisa per teste d’uovo della borghesia, ammiratrice del suo predecessore Profumo e fautrice della “cultura dell’imprenditoria- lità” nelle scuole, ha finalmente invertito la tendenza di sfascio della scuola pubblica italiana? Noi non crediamo e i fatti ci dan- no ragione. Le misure del decreto Il decreto prevede lo stanzia- mento di 100 milioni di euro per rifinanziare le borse di studio e già questo provvedimento, fra i più esaltati, non è altro che uno specchietto per le allodole, come nota la scheda tecnica preparata dall’UdS (Unione degli studenti), in quanto in base “alla copertura finanziaria derivante dal combi- nato disposto del disegno di leg- ge di bilancio 2013-2015 e della legge di stabilità, il Fondo inte- grativo per la concessione delle borse di studio cala ulteriormente dalla cifra di 151 milioni di euro a 114.000.000 (...) il Governo ha di fatto sottratto ulteriori 37 milioni di euro”. Un ulteriore stanziamento di 15 milioni sosterrà il “welfare del- lo studente” (trasporto e ristora- zione) rivolto agli studenti medi, ma la somma è del tutto irrisoria. Altri 15 milioni andranno alla con- nettività wireless. I fondi saranno ripartiti per regione in misura pro- porzionale al numero di studenti e non alle necessità effettive degli istituti. Mentre taglia le borse di stu- dio, il governo istituisce la “borsa di mobilità” e appronta un finan- ziamento di 17 milioni. Questa nuova borsa, che si inserisce pericolosamente nel contesto di progressiva cancellazione delle borse di studio, è rivolta ai ragazzi che vanno a studiare via dal luo- go di residenza, ma i parametri di “merito” sono ferocemente selet- tivi: è necessario avere consegui- to un voto di almeno 95/100 alla maturità, avere una media univer- sitaria non inferiore a 28/30, non avere mai preso meno di 26 ad un esame e maturare il 90% dei crediti formativi entro un anno. Requisiti difficilissimi da ottenere per uno studente che dovrà con- temporaneamente lavorare per pagarsi gli studi altrove. A fronte del dramma del caro libri, anziché per assicurare la fornitura gratuita del materia- le didattico a tutti gli studenti, il decreto eroga briciole (2,7 milioni per il 2013 e 5,3 per il 2014) e nel frattempo, all’art. 6, dichiara “fa- coltativa” (sic!) l’adozione dei libri di testo e permette l’utilizzo delle edizioni precedenti “purché con- formi alle indicazioni nazionali”. Dell’edilizia scolastica il go- verno se ne lava le mani e offre un’altra ghiotta occasione per l’aziendalizzazione della scuo- la pubblica promuovendo mutui trentennali da stipulare con la Banca europea per gli investi- menti, la Banca di sviluppo euro- pea, la Cassa depositi e prestiti “e con i soggetti autorizzati al- l’esercizio dell’attività bancaria” (art. 10). In altre parole, sta agli istituti cercarsi i finanziamenti. Questo mentre l’XI “Rapporto su sicurezza, qualità e accessibilità a scuola” di Cittadinanzattiva de- nuncia lo stato di totale sfascio in cui versano gli istituti scolastici. Fra gli altri provvedimen- ti compaiono 15 milioni contro l’abbandono scolastico, senza chiarire come verranno distribuiti. Camere di commercio e agenzie per il lavoro potranno parteci- pare ai percorsi di orientamento universitario, che quindi sarà ul- teriormente sottomesso alle esi- genze e indicazioni delle imprese. La valutazione della ricerca resta nelle mani dell’ANVUR. Scom- pare invece il famigerato bonus maturità a seguito delle proteste studentesche. Briciole ai precari, niente per gli esodati Tanto fumo e niente arrosto anche sul fronte precari. Infatti la legge appronta un piano trien- nale di assunzioni per 69mila in- segnanti (fra cui 26mila di soste- gno). Una misura del tutto irrisoria e propagandistica per due motivi: innanzitutto perché è insufficien- te per risolvere l’emergenza, dal momento che restano tantissimi i precari della conoscenza non confermati; in secondo luogo, perché i neo-assunti dovranno accettare variazioni contrattuali e blocco degli stipendi. Queste le posizioni con le quali i precari hanno contestato il sottosegre- tario Marco Rossi Doria alla festa de l’Unità di Bologna l’8 settem- bre. “I titoli che inneggiano alle 69mila assunzioni della scuola in tre anni”, nota il Comitato in- segnanti precari, “tacciono della iniqua distribuzione dei ruoli sul territorio nazionale, del ricatto oc- cupazionale, del mancato ricono- scimento degli scatti di anzianità in cambio del posto fisso, varato con la complicità di quei sindaca- ti che parlano di inversione di ten- denza”. Addirittura, la riduzione dei posti in deroga lascerà a casa oltre 3mila insegnanti di sostegno precari. Come aggiungono i “Precari uniti contro i tagli”: “Resta la que- stione dei precari che non saran- no assunti nemmeno a breve ter- mine. Basti pensare che il 73% di chi ha svolto l’inutile concorsone sono rimasti a casa. È una truffa del governo”. Nulla viene fatto per gli esoda- ti, benché Carrozza assicuri che “pensiamo anche a loro”, ma a giudicare dall’impianto di questo decreto, suona più come una mi- naccia. Studentesse e studenti in piazza Lasciando da parte i toni trion- falistici della propaganda di regi- me, la legge non incide minima- mente sulla gravissima e pessima situazione in cui versa il diritto allo studio. Parliamo, infatti, di un in- vestimento di appena 400 milioni contro i 15 miliardi che sono stati tagliati alla scuola in cinque anni con la complicità del “centro-sini- stra” borghese. Eppure i fondi ci sarebbero, sottraendoli a grandi opere inutili e costose come la TAV, agli F35, ai finanziamenti alle scuole private. Insomma, questo governo dà prova di non essere affatto ami- co degli studenti e dei precari, che anzi continua a tartassare creando le condizioni per poterli sfruttare ulteriormente. La stessa Carrozza, in ossequio ai comandi di Confindustria (che l’ha peraltro bacchettata per non avere poten- ziato gli istituti tecnici, una delle maggiori fonti di manodopera giovanile a basso costo), ha già lasciato intendere che rafforzerà la possibilità di assumere studenti per stage e tirocini supersfruttati, sottopagati o gratuiti, perché, pa- role sue: “L’Italia non dovrà mai più sfornare un laureato che a 25 anni non ha mai fatto un lavoro”. Dimostrando di essere lontana anni luce da quegli studenti che sono costretti a svolgere ogni genere di lavoro malpagato per proseguire gli studi. Se ne sono resi conto gli stu- denti, i quali non hanno perso tempo e si sono subito mobilitati. L’UdS, afferente alla Rete della conoscenza, ha giudicato “pro- pagandistico” il decreto e ha an- nunciato una manifestazione per l’11 ottobre per chiedere il rifinan- ziamento del diritto allo studio, ma anche per dire no alla guerra alla Siria, un’operazione imperia- lista che, fra le altre cose, scari- cherebbe ulteriori costi sul nostro popolo. “Scenderemo in piazza”, dicono gli studenti dell’UdS”, “per gridare NO alle politiche di auste- rità, NO alle logiche di mercato nelle scuole, NO ai test INVALSI, NO al contributo volontario, per rivendicare una legge nazionale sul diritto allo studio, per delle scuole come comunità realmente partecipate e democratiche, per raggiungere gli standard europei sui finanziamenti in istruzione, per scuole ed università aperte ed accessibili, per un reddito di for- mazione, perché vogliamo scuole che non ci crollino in testa”. Gli studenti scenderanno in piazza anche il 12 ottobre contro la con- troriforma della Costituzione. La rete “Studaut” ha lanciato una mobilitazione per il 4 otto- bre “per esprimere tutta la nostra rabbia nei confronti di chi ci con- danna a una vita all’insegna della precarietà”. Anche la FLC-CGIL aderirà all’11 ottobre “per il diritto allo studio, per migliorare la scuola e l’università, per superare ogni barriera d’accesso al sapere”, ma allo stesso tempo apre pericolo- samente al decreto legge. I marxisti-leninisti italiani sa- lutano la mobilitazione studente- sca e cercheranno di contribuire al suo successo, nell’auspicio che sia la miccia per scatenare il fuoco di un autunno rovente con- tro il governo Letta-Berlusconi. Per il PMLI il materiale didattico, i trasporti, il vitto e l’alloggio de- vono essere garantiti dallo Stato per tutti gli studenti. L’abbandono scolastico deve essere contrasta- to potenziando veramente il dirit- to allo studio, portando la scuola dell’obbligo a 18 anni, abolendo tutte le norme repressive antistu- dentesche (a partire dal voto in condotta) e coinvolgendo attiva- mente gli studenti nella definizio- ne dei piani didattici. Le borse di studio devono essere rifinanziate fino all’eliminazione dell’odiosa figura di “idoneo non beneficia- rio” ed erogate in base a requisiti economici. A tutti i precari deve essere garantito un lavoro stabile, a salario intero, a tempo pieno e sindacalmente tutelato. Per ottenere queste rivendi- cazioni, non c’è altra strada che unire le forze e mettere in campo un’unica grande mobilitazione per la scuola pubblica, unitaria, gra- tuita e governata dalle studentes- se e dagli studenti e per buttare giù il governo Letta-Berlusconi al servizio del capitalismo. Entro ottobre sarà aperta a Firenze una nuova Sede centrale del PMLI e de “Il Bol- scevico”, più grande e più moderna rispetto a quella attuale. Si tratta di un grosso impegno finanziario che non possono sostenere da soli i mili- tanti del PMLI. Pertanto lanciamo un appello urgente a tutte le simpatizzanti e i simpatizzanti, a tut- te le amiche a gli amici del Partito per aiu- tarci a sostenere le spese iniziali e l’affitto mensile, entrambi piuttosto rilevanti. Le donazioni possono essere consegna- te di persona oppure attraverso il conto corrente postale numero 85842383 intesta- to a PMLI – via Gioberti 101 – 50121 Firenze. Nella causale scrivere: Donazione per la nuova Sede centrale. Grazie di cuore per tutto quello che pote- te fare. Anche un euro ci è utile. Che la nuova Sede centrale del PMLI e de “Il Bolscevico” porti idealmente impresso il nome di tantissimi donatori. Milano, 12 ottobre 2012. La diffusione del volantino del PMLI in difesa dell’istruzione pubblica e contro il governo durante una manifestazione studentesca (foto Il Bolscevico) Roma. Manifestazione studentesca contro i tagli alla scuola pubblica
  5. 5. N. 35 - 3 ottobre 2013 regime neofascista / il bolscevico 5 PARTORITO IL MASSACRO DELLA COSTITUZIONE DEL ’48 DA PARTE DELLA COMMISSIONE PER LE RIFORME COSTITUZIONALI Il premierato prescelto dai “saggi” è una forma di presidenzialismoLa riduzione del numero dei parlamentari e la soppressione del bicameralismo costituiscono un restringimento della democrazia borghese. Lo sbarramento elettorale del 5% e il premio di maggioranza favoriscono le due principali correnti della classe dominante borghese POTERI MUSSOLINIANI AL PREMIER Il 17 settembre la Commissio- ne per le riforme costituzionali ha consegnato la relazione finale al ministro per le Riforme costitu- zionali Quagliariello (PDL) e al presidente del Consiglio Letta: un ponderoso documento contenen- te tutte le ipotesi e le proposte di revisione della Costituzione ela- borate dai “saggi” nominati l’11 giugno scorso dal governo, con- testualmente al varo del disegno di legge che stabilisce il percorso delle controriforme costituzionali. La relazione parte dalla pre- messa che la Commissione ha raggiunto un’“ampia condivisio- ne” su alcuni temi, mentre su al- tri vi sono proposte “nettamente alternative”, ma tutte fondate co- munque su “obiettivi ampiamente condivisi”, che sono gli stessi del gruppo di lavoro dei “10 saggi” nominati da Napolitano il 30 mar- zo scorso, miranti ad “assicura- re efficienza e stabilità al sistema politico”, entro la “cornice obbli- gata” delle regole di finanza pub- blica e di politica economica e so- ciale imposte dalla UE. In particolare la Commissione si dichiara “unanime” nel ritene- re “necessari interventi di riforma costituzionale” riguardanti la ridu- zione del numero dei parlamenta- ri, il “superamento del bicamerali- smo paritario” e il “rafforzamento delle prerogative del governo in parlamento”, attraverso la fidu- cia da parte di una sola camera, l’aggiustamento dei regolamenti parlamentari e il voto a data cer- ta sui ddl del governo. A cui van- no aggiunti la revisione del titolo V riguardante le Regioni e le Au- tonomie locali, con l’inserimento di una “clausola di salvaguardia” per garantire meglio i poteri e le competenze del governo nei loro confronti. E soprattutto la “rifor- ma del sistema di governo, con tre possibili opzioni di scelta: gover- no parlamentare rafforzato, semi- presidenzialismo alla francese e governo parlamentare del Primo Ministro, o premierato forte. Quest’ultima, caldeggiata forte- mente dal rinnegato Violante, auto- nominatosi coordinatore del Comi- tato di redazione della relazione, è l’opzione di “compromesso” che ha riscontrato la maggioranza dei con- sensi, soddisfacendo abbastanza gli oltranzisti del presidenzialismo e “rassicurando” al tempo stesso i fautori del mantenimento dell’at- tuale forma di governo parlamen- tare, anche se fortemente rafforza- to dalla riforma monocamerale del parlamento e del meccanismo di approvazione delle leggi. In realtà tutte e tre le proposte sono alternative tra di loro solo in apparenza, e si muovono piena- mente, sia pure in forme diverse, sempre nella logica del massacro della Costituzione del ’48 e del- la costituzionalizzazione della re- pubblica presidenziale neofasci- sta già imperante di fatto da molti anni, così come è stata disegnata nel “Piano di rinascita democrati- ca” e nello “Schema R” della P2 Roma, 18 maggio 2013. Il manifesto del PMLI contro il governo Letta-Berlusconi in piazza San Giovanni durante la ma- nifestazione nazionale della FIOM (foto dal sito nazionale della FIOM) di Gelli, inaugurata politicamente da Craxi e realizzata nella prassi degli ultimi vent’anni dal neoduce Berlusconi e col presidenzialismo di fatto del rinnegato Napolitano. La controriforma monocamerale del parlamento Sulla soppressione del “bica- meralismo perfetto”, come anche sulla riduzione dei parlamentari e dei loro poteri rispetto a quelli del governo, la Commissione si è pronunciata con “un’opinione unanime”. Le differenze riguar- dano solo la scelta se mantenere il Senato solo come “Camera delle Regioni e delle Autonomie”, con alcune funzioni di controllo sul- le leggi discusse e approvate dal- la sola Camera dei deputati, ed eventualmente se eleggerne i de- legati in forma diretta (con elezio- ne popolare) o indiretta (da parte dei Consigli regionali ed eventual- mente anche comunali). Oppure se accorpare addirittura le due came- re in una sola (monocameralismo integrale), per garantire un ancor maggiore “semplificazione istitu- zionale” e quindi anche maggiore “stabilità di governo”. In ogni caso va ridotto drastica- mente il numero dei parlamentari, che nell’ipotesi del mantenimento delle due camere con funzioni di- stinte scenderebbero a 450/480 de- putati e a 150/200 senatori, con il voto di fiducia al governo spettan- te alla sola Camera dei deputati. Il “bicameralismo perfetto”, cioè l’approvazione di una legge nello stesso testo da parte di entrambe le camere, resterebbe in vigore solo per le leggi costituzionali (ma con il nuovo articolo 138 depotenzia- to in via di approvazione in par- lamento proprio per facilitare la controriforma costituzionale del governo Letta-Berlusconi) e per le leggi riguardanti le Regioni e i loro rapporti con lo Stato. Invece per le leggi ordinarie e quelle cosiddette organiche l’ini- ziativa legislativa e il voto finale spettano esclusivamente alla Ca- mera dei deputati. Al Senato re- sterebbe solo il potere eventua- le di “richiamare” entro 10 giorni una legge ordinaria od organica già approvata dalla Camera per bocciarla o modificarla entro 30 giorni, altrimenti la legge diventa automaticamente definitiva. E co- munque, anche se respinta o mo- dificata dal Senato, una volta ri- votata dalla Camera, con lo stesso testo o modificato, la legge si in- tende approvata in via definitiva e non può più essere richiamata una seconda volta. Netta alterazione dell’equilibrio dei poteri Quanto alle leggi cosiddette or- ganiche, si tratta di una categoria introdotta ex novo dalla Commis- sione per indicare le leggi che si situano tra quelle costituzionali e quelle ordinarie, tra cui si cita- no ad esempio la legge elettorale, il funzionamento della presidenza del Consiglio, le leggi di “riforma” dell’ordine giudiziario, la recente controriforma dell’articolo 81 che recepisce i vincoli europei di bi- lancio nella Costituzione. Si trat- ta quindi a ben vedere di un modo surrettizio per equiparare, dal pun- to di vista della procedura di ap- provazione, leggi in realtà di im- portanza costituzionale a semplici leggi ordinarie, svincolandole dai limiti fissati dall’articolo 138, an- che nella nuova formulazione depotenziata: come accadrebbe appunto con la controriforma neo- fascista e punitiva della Giustizia tanto bramata dal neoduce Berlu- sconi quanto reclamata ormai ad ogni piè sospinto dal nuovo Vitto- rio Emanuele III, Napolitano. Oltre a ciò la Commissio- ne “suggerisce” al parlamento di adottare, in cambio della limita- zione della decretazione d’urgen- za, “procedure abbreviate” per ga- rantire al governo “tempi brevi e certi” all’esame e all’approvazio- ne dei suoi provvedimenti “parti- colarmente urgenti”: a cominciare dalla proposta del voto a data fis- sa per le leggi ordinarie, cioè en- tro un termine determinato previ- sto da una procedura speciale sulla cui richiesta da parte del governo la Camera deve pronunciarsi entro tre giorni; decorso tale termine il ddl del governo non ancora esami- nato dalla Camera (o non ancora approvato nonostante i tempi con- tingentati dalla Presidenza) è sot- toposto forzatamente all’approva- zione finale senza modifiche. Non è difficile capire come l’insieme di tutte queste proposte – riduzione del numero dei parla- mentari, soppressione del “bica- meralismo perfetto” che assicura un maggior controllo del parla- mento sulle leggi e i decreti leg- ge della maggioranza, fiducia mo- nocamerale (a cui come vedremo oltre corrispondono invece restri- zioni alla sfiducia) e voto a data certa per i provvedimenti del go- verno – rappresenti un’alterazio- ne consistente dell’equilibrio tra i poteri legislativo ed esecutivo, col netto indebolimento del parlamen- to rispetto al governo, alla cui sta- bilità e preminenza politica e ope- rativa viene data assoluta priorità. Mentre con l’artificio delle leggi organiche si pongono le premesse per una più facile aggressione an- che all’autonomia dei magistrati e ad altre tutele costituzionali. Tut- to ciò non può che rappresentare quindi anche un netto indeboli- mento e restringimento della stes- sa democrazia borghese. Forme di governo ugualmente presidenzialiste Molti dei 33 “saggi” della Commissione (erano 35 ma due di loro, la costituzionalista Loren- za Carlassare e l’editorialista de la Repubblica Nadia Urbinati si era- no dimesse in precedenza) propu- gnano apertamente la repubblica presidenziale, con l’elezione di- retta del capo dello Stato trami- te un sistema a doppio turno alla francese, denominato semipre- sidenzialismo. Non c’è da mera- vigliarsi, vista la composizione della Commissione, infarcita di elementi di destra di diretta o indi- retta impronta berlusconiana (cfr. Il Bolscevico n. 24/2013). Si arri- va perfino all’ipocrisia di ammet- tere che questa forma di governo “non supera certamente tutti i pro- blemi provenienti dai rischi plebi- scitari”, e che richiederebbe “un rilevante numero di modifiche costituzionali” (leggi riscrivere da cima a fondo la carta del ’48), ma che in definitiva si tratterebbe oggi di problemi “non significati- vi”, e comunque avrebbe un “tasso di innovazione che potrebbe esse- re particolarmente gradito all’opi- nione pubblica” (sic). Ci sono invece quelli che so- stengono ancora il modello parla- mentare, con un presidente della Repubblica super partes e dotato di poteri di controllo e un governo espresso dal parlamento, ma raf- forzato nei poteri da alcuni fattori di “razionalizzazione” rappresen- tati dalle riforme parlamentari già descritte, a cui aggiungere il mec- canismo della sfiducia costruttiva a maggioranza assoluta, la trasfor- mazione della figura del presiden- te del Consiglio in primo ministro con poteri di nomina e revoca dei ministri, e forse anche della possi- bilità di sciogliere le camere a cer- te condizioni. Alla fine il punto di mediazio- ne tra queste due posizioni è sta- to trovato sulla “forma di governo parlamentare del Primo Ministro”, che ricalca quello della Bicame- rale golpista raggiunto nel ’97 tra D’Alema e Berlusconi col fami- gerato “patto della crostata”. Un “premierato forte” accompagnato da una legge elettorale con l’in- dicazione del presidente del Con- siglio nella scheda per le elezioni della Camera (elezione diretta), e con l’obbligo formale (non solo di fatto come avviene ormai per “prassi consolidata” dalla disce- sa in campo di Berlusconi) per il capo dello Stato di nominare pre- mier il vincitore. Il premier proporrebbe poi al presidente la nomina e la revoca dei ministri, riceverebbe la fiducia della Camera per appello nomina- le, potrebbe chiedere il voto a data fissa sui provvedimenti del gover- no, e potrebbe essere sfiduciato solo con una “mozione di sfiducia costruttiva” (che presenti cioè un altro premier e un altro governo sostenuto da una maggioranza al- ternativa certa), sottoscritta da un quinto dei deputati e approvata a maggioranza assoluta. Qualcuno aggiunge anche il potere del primo ministro di bloccare un’eventuale mozione di sfiducia chiedendo e ottenendo lo scioglimento antici- pato delle Camere. Poteri mussoliniani al premier Il meccanismo elettorale più “coerente” con il premierato è, se- condo i relatori, un sistema pro- porzionale con voto di preferenza, clausola di sbarramento al 5%, e con un premio di maggioranza che assegni il 55% dei seggi al parti- to o coalizione vincente che abbia superato una certa soglia, da deter- minare tra il 40 e il 50% dei voti: in sostanza un “porcellum” cor- retto, come chiede guarda caso il neoduce Berlusconi. Poi c’è anche chi propone di abolire del tutto la soglia per il premio di maggioran- za, ma di assegnarlo in un turno di ballottaggio tra le due formazioni più votate, forse un modo per far rientrare in ballo il maggioritario a doppio turno preferito dal PD. Sta di fatto che con questi pote- ri il presidente del Consiglio, una volta “eletto dal popolo” con que- sto meccanismo elettorale fatto apposta per favorire le due princi- pali correnti della classe dominan- te borghese, diventerebbe pratica- mente inamovibile e al di sopra del parlamento e degli altri poteri del- lo Stato. Specie se passasse la pro- posta fatta nella relazione che alla quarta votazione il presidente del- la Repubblica sia eletto con voto di ballottaggio tra i due che han- no riportato più voti, col che anche il capo dello Stato sarebbe espres- sione del partito del premier, cioè ai suoi diretti ordini. E specie se a tutto ciò si aggiungesse la con- troriforma della giustizia che mira a sottomettere l’ordine giudiziario al potere esecutivo. Bisognerebbe allora risalire alla dittatura fascista di Mussolini per ritrovare una così mostruosa concentrazione di pote- re nelle mani di una sola persona. Non a caso il rinnegato Violan- te (PD), che sedeva accanto al mi- nistro Quagliariello nel presentare il lavoro della Commissione ha de- finito il premierato “asse centrale” di tutta la relazione, sottolineando come “mai come questa volta si è prodotta una proposta coerente”, e che “in ogni caso le commissioni parlamentari avrebbero impiega- to mesi a fare le audizioni”. Sot- tintendendo con ciò che grazie ai 33 “saggi” ora il governo Letta- Berlusconi ha già mano il lavoro mezzo fatto e il parlamento ha la strada rigidamente tracciata e de- limitata, e quindi si può procede- re speditamente ed entro i tempi fissati da Napolitano alla controri- forma neofascista e presidenziali- sta della Costituzione.
  6. 6. 6il bolscevico / interni N. 35 - 3 ottobre 2013 L’azienda risponde così al sequestro di 900 milioni di euro da parte della procura di Taranto per il disastro ambientale dell’Ilva GLI OPERAI IN PIAZZA CONTRO LA RICATTATORIA SERRATA DEI RIVAScioperi, cortei, presidi, assemblee davanti agli stabilimenti serrati: a una voce gli operai chiedono, “Tornare al lavoro!”. A Verona gli operai urlano “Mafiosi!” ai parlamentari NAZIONALIZZARE SUBITO E SENZA INDENNIZZO IL GRUPPO RIVA I lavoratori dell’Ilva durante la manifestazione nazionale della FIOM a Roma il 18 maggio 2013 CONTRO L’AGGRESSIONE IMPERIALISTA ALLA SIRIA E PER “VICENZA LIBERA DALLE SERVITÙ MILITARI” Tremila “No Dal Molin” bloccano la base USA Il 7 settembre, nell’ambito delle mobilitazioni contro l’ag- gressione imperialista alla Siria, oltre tremila manifestanti No Dal Molin hanno sfilato a Vicenza fino all’ingresso della base Usa. Sfidando i divieti della questura e le minacce degli alti coman- di statunitensi, i manifestanti sono riusciti a bloccare per al- cune ore l’accesso alle struttu- re americane. In testa al corteo uno striscione con le scritte “Stop war in Syria” e “Vicenza libera dalle servitù militari”. Al corteo in segno di soidarietà e unità di lotta hanno preso parte diversi attivisti del movimento no Muos con le loro bandiere ben visibili. Dopo il blitz all’interno del- la base Usa compiuto il 4 set- tembre scorso, i militanti No Dal Molin sottilineano che non vogliono “Nessun divieto nella nostra città, bloccare oggi l’uni- ca strada di accesso alla base significa annunciare possibili blocchi in qualsiasi momento, quando le truppe dovessero muoversi per un nuovo teatro di guerra”. Altre iniziative sono annunciate nei prossimi mesi: “Vicenza non è un suolo milita- re e mai lo sarà”. Vicenza, 7 settembre 2013. Lo striscione di apertura della manifestazione organizzata contro la base Usa dal movimento No dal Molin La Procura di Cosenza inda- ga sull’Azienda sanitaria provin- ciale del capoluogo Bruzio per diversi reati: decine di avvocati assunti per consulenze con cur- ricula falsi e senza che fossero eseguite le procedure previste dalla legge, spese extrabudget, transazioni con spese gonfiate e soldi su conti svizzeri. Fra gli indagati Gianfranco Scarpelli, di- rettore generale, Franco De Rose ex commissario dell’azienda, l’ex direttore generale Franco Petra- mala e l’intero management del- l’azienda. La dirigenza dell’Asp ha sempre stretto la cinghia sulle prestazioni sanitarie da erogare (basti pensare per esempio che all’ospedale di Cetraro mancano i farmaci) ma è di manica larga su lodi arbitrali, consulenze e rimbor- si extrabudget per cliniche priva- te con transazioni gonfiate e arbi- trati che gonfiano le spese legali e producono flussi milionari dalle casse pubbliche a quelle private. Precisamente dalla Asp ad una società di Roveredo nel Canton Ticino,grazie ad un contratto sti- pulato nel 2005 con la finanziaria Sifin, assistita dall’avvocato Enzo Paolini, il re delle cliniche private cosentine (ex Psi oggi in Sel e vi- cino a Renzi). La Sifin ha fatto causa all’Asl di Paola per un contenzioso di 17 milioni per prestazioni extrabud- Esplode in Calabria una nuova “sanitopoli” Le responsabilità della destra ma anche della “sinistra” borghese Da Sud a Nord, devastazione ambientale, malattie e tumori, disoccupazione, ricatti e licen- ziamenti di massa. È questo che il gruppo Riva, per accaparrarsi stratosferici profitti dopo aver messo le mani nel 1995 sul set- tore acciaio privatizzato, ha pro- curato alle masse popolari e la- voratrici italiane. Adesso un’altra arrogante serrata in risposta al sequestro di 916 milioni degli 8 miliardi di euro richiesti dai giu- dici per il risanamento dell’Ilva di Taranto: dal 12 settembre hanno imposto la chiusura degli stabili- menti di Verona, Caronno Pertu- sella (Varese), Lesegno (Cuneo), Malegno, Sellero, Cerveno (Bre- scia) e Annone Brianza (Lecco) e di servizi e trasporti (Riva Energia e Muzzana Trasporti), con la con- seguente estromissione dalle loro fabbriche di 1.402 tra operai e di- pendenti. Mentre scriviamo corre il dodicesimo giorno di questa infame serrata. Il governo Letta-Berlusconi, supino di fronte al ricatto padro- nale, di fatto avalla la violenza dei Riva contro migliaia di famiglie operaie e consente a questi pe- scecani di apportare un danno enorme all’economia italiana già in crisi, mentre intanto chiacchie- ra di un decreto già pronto da vo- tare, il quale, secondo le prime in- discrezioni, altro non farebbe che estendere il fallimentare sistema del commissariamento ad altri settori aziendali. La vera risposta all’arroganza padronale è arrivata dalle dure manifestazioni operaie esplo- se all’annuncio della serrata dei Riva: incredulità, rabbia, ma an- che una tangibile e incrollabile determinazione a non subire que- sto ricatto padronale si respira nelle manifestazioni che ormai quasi giornalmente riguardano i relativi stabilimenti. L’ultima il 24 a Verona, dove oltre 2mila operai, provenienti dalle fabbriche serrate del Nord, Lombardia e Piemonte, hanno dato vita a un corteo par- tito dalla sede dello stabilimento veronese dell’Ilva per arrivare in Prefettura. Qui erano riuniti tut- ti i parlamentari veronesi presi di mira dagli operai a fischi, urla “mafiosi! mafiosi!”. Già nei gior- ni passati Verona è stata il centro della protesta che ha visto scen- dere in piazza centinaia di operai Ilva, insieme a quelli delle Officine Ferroviarie Veronesi vittime di una trattativa che impedisce di far ri- partire l’attività, al grido “Lavoro! Lavoro!”. Anche a Caronno Pertusella una dura protesta dei 156 operai che all’esterno dello stabilimento serrato hanno svolto presidi con gli striscioni sindacali al grido di “Lavoro, lavoro!”, mentre denun- ciano: “Il lavoro c’è ma ci costrin- gono a stare fermi!”. Sono 256 gli operai di Lesegno “in libertà”, formula usata dai Riva nel loro odioso comunicato, che hanno organizzato assemblee ai can- celli della fabbrica per chiederne l’immediata riapertura. “In liber- tà”: senza ammortizzatori sociali, senza contributi e stipendio. L’in- dicazione della Fiom è quella di presentarsi ai cancelli e, se sono chiusi, di chiamare i carabinieri per verbalizzare che è l’azienda che non intende far entrare i la- voratori. Protestano anche i 436 operai degli stabilimenti della Valleca- monica contro la chiusura dei tre stabilimenti di Malegno, Cerve- no, Sellero. L’indotto qui racco- glie oltre un migliaio di operai in protesta. Non si riesce ancora a calcolare il danno economico che i Riva, unici fornitori di molte aziende della zona, stanno pro- curando all’economia regionale e nazionale. Nazionalizzare il gruppo Riva È questa violenza continua e predatoria che ha fatto del grup- po Riva un nemico giurato della salute e del lavoro, del proletaria- to e dell’ambiente italiani. Le fabbriche devono essere liberate immediatamente dal loro diktat mafioso e riaperte. Vanno pagate ai dipendenti le giornate di lavoro non lavorate per colpa dei padroni e i relativi contributi. Non bisogna cedere al ricatto dei Riva: va tenuta ferma la posizione che lavoro e salute, lavoro e tute- la ambientale devono e possono convivere. Per questo la magi- stratura deve andare fino in fon- do e costringere il gruppo Riva a pagare tutti i costi inerenti i dan- ni dell’inquinamento a Taranto e della bonifica dello stabilimento e del territorio. Abbiamo già richie- sto tempestivamente nel periodo degli scioperi di Taranto l’imme- diata nazionalizzazione dell’Ilva come unica strada in grado di sal- vaguardare insieme e contestual- mente salute, ambiente e lavoro. Di fronte all’escalation di violen- za contro i lavoratori e al ricatto contro la magistratura e le masse popolari messa in atto dal grup- po Riva che sta volontariamen- te estendendo le difficoltà degli operai tarantini a tutti i “suoi” siti produttivi sul territorio nazionale, non c’è commissariamento che tenga. A questo punto, l’unica soluzione per gli interessi imme- diati e futuri degli operai e per il valore strategico del settore eco- nomico dell’acciaio per l’Italia noi chiediamo l’immediata naziona- lizzazione di tutto il gruppo senza indennizzi. get di cliniche private e ha vinto la causa perché l’Asp di Cosenza ha “stranamente” riconosciuto il debito al quale sono stati aggiun- ti gli interessi, totale 22 milioni di euro. Neanche 48 ore dopo l’ac- cordo Sifin ha poi ceduto parte del suo credito alla Insitor Capi- tal, società anonima del Canton Ticino, che anche per un gioco di scatole cinesi ha cosi incassato milioni di soldi pubblici che erano destinati alla sanità pubblica. È il problema del cosiddetto “extrabudget” ovvero il rimborso da parte del pubblico delle pre- stazioni erogate in strutture pri- vate che è andato ben oltre le quote previste in convenzione, nonostante la sentenza del con- siglio di Stato che vieta i versa- menti per ciò che nelle conven- zioni non è previsto. Ma l’Asp anziché usare la giu- risprudenza ha preferito sempre scendere a patti con i privati af- fidando la risoluzione delle con- troversie ad una serie di lodi ar- bitrali cercando di far incassare ai privati i loro mostruosi interessi non dovuti, per farli continuare a mungere le casse pubbliche. Fra gli “arbitri” lo stesso Paoli- ni, Nicola Abele e Nicola Gaetano (fratello di Dario Gaetano asses- sore a Paola nella giunta del neo- podestà Ferrari, Pdl). “I personaggi coinvolti in que- sta vicenda sono portatori di mostruosi conflitti di interesse - denuncia Delio Di Blasi della dire- zione Cgil - hanno costruito le loro fortune (anche economiche) su un sistema ben rodato, efficien- te e che dura nel tempo, come deliberato dalla Corte dei Conti nel 2009. In un territorio piegato da un piano di rientro lacrime e sangue che paga l’addizionale regionale più alta d’Italia a fronte di servizi sempre più squalificati o inesistenti, questa vicenda as- sume i contorni del paradosso, in un clima di silenzio e disinteresse quasi generale”. Tutto questo va inquadrato nella tragica situazio- ne della sanità pubblica calabre- se che è allo sfascio! Secondo una ricerca dell’Uni- versità svedese rilanciata dal Cen- sis la sanità calabrese è al 172° e ultimo posto delle regioni d’Euro- pa per debiti, equità e qualità. I re- sponsabili sono il capitalismo, con la sua legge del massimo profitto e le sue crisi, lo smantellamento del ssn, il federalismo fiscale e la filomafiosa gestione da parte dei governi locali delle destra e della “sinistra” borghese, che anche se cercano di scaricarsi a vicenda le colpe (vedi gli attacchi dell’ex pre- sidente Loiero o di esponenti del PDCI a Scopelliti) sono in realtà corresponsabili della situazione della sanità calabrese. Lo dice lo stesso boss del PDL calabro ed ex ministro di Berlusconi Antonio Gentile: “la terribile situazione del- la sanità è frutto di contingenze e di errori fatti sia da parte del cen- trosinistra che del centrodestra”. Più chiaro di così si muore! Una situazione terribile dunque: indebitamento record, 1 miliardo e 45 milioni di euro certificati solo fino al 2010, servizi da terzo mon- do nel pubblico e tariffe esorbitanti nel privato, il terribile “turismo sa- nitario”, ovvero la costrizione per i calabresi (quelli che possono per- metterseloalmeno)adunviaggioin altre zone d’Italia se non d’Europa per curarsi, e ancora l’odioso feno- meno dell’obiezione di coscienza, ticket altissimi, corruzione, ’ndran- gheta e altre allucinanti situazioni che le masse vivono ormai da anni sulla loro pelle! Il fascista ripulito Scopelliti (che è anche commissa- rio alla sanità) per riaccreditarsi in vista delle prossime elezioni regio- nali (o nazionali? tenterà il “salto”?) parla di “importante” inversione di tendenza con lo sblocco di 187 milioni per i debiti pregressi delle aziende sanitarie calabresi da par- te del tavolo interministeriale Mas- sicci e dice che “il turismo sanitario è diminuito di qualche punto”, ma va detto che soldi sono stati dati dal Ministero del Tesoro in prestito per il rientro del mostruoso debito di 1 miliardo e 45 milioni e non si capisce davvero quale sia il suo “merito” in questo. Quanto alla seconda afferma- zione sul turismo sanitario detta da uno che governa la regione da anni (dopo aver malgovernato per un decennio Reggio Calabria da sindaco) si commenta da sé. Come si commenta da solo lo sbracamento destrorso del trotzkista Piero Sansonetti, sem- pre più sostenitore aperto di Sco- pelliti e dei fascisti ripuliti, tanto che partecipando con Scopelliti stesso ad uno squallido dibattito organizzato dal PDL in piazza a Reggio Calabria apparentemente contro la ’ndrangheta ma in realtà contro lo scioglimento dei comu- ni infiltrati da parte della magi- stratura, dal berlusconissimo ti- tolo della “democrazia sospesa” (dalla magistratura si intende), è stato accolto da una vera ovazio- ne da parte dei partecipanti, tutti di “centro-destra”, come si vede anche su youtube, allorché ha fra l’altro equiparato fascismo e co- munismo e ha attaccato larvata- mente la stessa magistratura. Occorre unirsi anche in Cala- bria in un ampio fronte unito per la sanità pubblica, gratuita, universa- le, controllata e gestita dai lavora- tori del settore, dalla popolazione e dai pazienti, perché si avvalga di strutture capillari di prevenzione, diagnosi, cura e riabilitazione su tutto il territorio nazionale e sia fi- nanziata tramite la fiscalità genera- le, contro il capitalismo, i suoi go- verni nazionali e locali della destra e della “sinistra” borghese, contro la ’ndrangheta che è parte inte- grante del capitalismo, per l’Italia Unita, Rossa e Socialista! Giordano, abbonato di Paola (Cosenza)
  7. 7. N. 35 - 3 ottobre 2013 interni / il bolscevico 7 OMESSA LA PUBBLICAZIONE DELLA SITUAZIONE PATRIMONIALE I redditi dei membri del governo non convinconoIl premier Letta nullatenente? I ministri Patroni Griffi e Cancellieri i più ricchi con oltre 300mila euro Alla fine di luglio, in pie- na “zona Cesarini” per evitare la sanzione che prevede dai 500 ai 10mila euro di multa in caso di omissione e relativa pubblicazio- ne su internet, gli uffici della pre- sidenza del consiglio dei mini- stri hanno ottemperato l’obbligo di pubblicare on line i redditi dei componenti dell’esecutivo in base a quanto prevede il Dlgs 14 mar- zo 2013, n. 33, sugli obblighi di pubblicità delle pubbliche ammi- nistrazioni entro tre mesi dall’ele- zione. Il sottosegretario alla presiden- za del Consiglio Filippo Patroni Griffi che, da ministro della Fun- zione pubblica del governo Monti, scrisse la disposizione dell’opera- zione “trasparenza totale” si è det- to “molto soddisfatto” per l’anda- mento dell’operazione. In realtà si tratta di una vera e propria presa per i fondelli e per nulla trasparen- te. Infatti Letta e i membri del suo governo sono “obbligati” a pub- blicare solo le proprie situazioni reddituali ma non quella dei pro- pri familiari e parenti a cui spesso vengono intestati beni immobiliari e compartecipazioni azionarie. La facoltà di rendere pubblica l’enti- tà di questi patrimoni è a totale di- screzione degli stessi parenti e fa- miliari tant’è che quasi tutti hanno negato il consenso alla loro pub- blicazione. Non solo; se si pensa che ogni parlamentare guadagna mediamente uno stipendio di circa 15 mila euro netti al mese (5.941 di indennità di funzione, più 4 mila di diaria, più 4.678 di rimbor- si e un forfait annuale per i viaggi che va da 9 a 18 mila euro) più tut- ta una serie di privilegi e benefit da nababbo a cui si aggiungono, a seconda dei casi, le varie indenni- tà di carica che spesso sono supe- riori allo stipendio base, allora ap- pare incredibile che gente come il presidente del Consiglio in carica Enrico Letta, il suo vice Angelino Alfano o il ministro per le Riforme Gaetano Quagliariello che siedono in parlamento da diverse legislatu- re dichiarino imponibili di circa 100 mila euro. La verità è che si tratta di una vera e propria banda di sanguisughe del popolo e men- titori incalliti perché omettono di denunciare tutti i loro introiti. Ecco perché Letta con un im- ponibile di solo 123.893 si piaz- za a metà classifica e figura come un nullatenente: niente automobi- li, moto, barche, case, azioni o in- vestimenti. Letta ha presentato nel 2013 (anno fiscale 2012) una di- chiarazione dalla quale non risul- tano proprietà intestate. E nel suo caso, come per tutti gli altri mini- stri e sottosegretari, non è possi- bile conoscere la reale situazione patrimoniale della famiglia per il negato consenso. Ancora peggio ha fatto il mini- stro dei Rapporti con il Parlamen- to del PD, Dario Franceschini, che ha comunicato l’imponibile relati- vo al 2011 pari a 187.426 euro e ha preso tempo “in attesa di far per- venire quello relativo al 2012”. del resto non è un mistero che France- schini possiede una casa a Roma di 194 metri quadrati, un cospicuo pacchetto azionario e Btp. La più ricca risulta invece la ministra della Giustizia Anna Ma- ria Cancellieri con un reddito im- ponibile dichiarato di 319.170 euro. Mentre tra i viceministri e sottosegretari il 730 più alto è pro- prio quello di Filippo Patroni Grif- fi con 331.627 euro. L’ex ministro per un minimo di coerenza è uno dei pochi che ha reso pubblici an- che i patrimoni dei familiari fra l’altro composto da: un fabbricato a Roma, due a Napoli, uno a Mas- sa lubrense, un terreno a Frigna- no, tre macchine, fondi per quasi 200mila euro e investimenti per oltre 180mila euro. Il manganellatore di operai del PDL, vicepremier e ministro de- gli Interni, Angelino Alfano, van- ta invece un imponibile di 105.186 euro a cui si sommano una serie imprecisata di terreni e fabbrica- ti sparsi tra Sant’Angelo e Agri- gento. Non se la passa male neanche il ministro degli Affari Europei Enzo Moavero Milanesi che ha di- chiarato un imponibile di 186.735 a cui somma: una casa di 11,5 vani a Roma, 7 negozi, una casa all’Ar- gentario, un rustico a Lodi, una casa a Roma al 50% con la sorella e due case a Bruxelles. Nella sua disponibilità, tra l’altro Btp, fondi e portafogli di investimento. Quagliariello invece è un “po- veraccio” con un imponibile di appena 87.563 euro più due fab- bricati a Locorotondo e le nude proprietà di Roma e Parigi. Gra- ziano Delrio, ministro delle Re- gioni, dichiara 97.492euro, alcuni fabricati e due terreni di “semina- tivo arboreo”. Mentre Carlo Trigi- lia (179.025euro di reddito) è pro- prietario di una casa di 230mq a Bagno a Ripoli al 50% e un ter- zo di un terreno a Porto palo di 25mila mq. Il ministro della Coe- sione possiede fra l’altro anche una bella barca a vela da 7 metri. Il ministro del Lavoro e delle Politiche sociali, Enrico Giovan- nini, vanta invece un reddito di di 297.729 euro ed è tallonato dal mi- nistro dei Traporti Maurizio Lupi con 282.499 euro. Alle loro spalle, Fabrizio Saccomanni con 195.255 euro, quindi la titolare degli Esteri Emma Bonino con 177.077 euro, il ministro della Cultura Massi- mo Bray con 150.457 euro, quel- lo dello Sviluppo Flavio Zanona- to con 109.565 euro, la ministra dell’Agricoltura Nunzia De Giro- lamo con 101.071 euro. Appaiati intorno ai 98mila euro i ministri Beatrice Lorenzin, Andrea Orlan- do e Giampiero D’Alia, tallonati da Maria Chiara Carrozza ferma a 97mila. A quota 74.408 il ministro della Difesa Mario Mauro. Chiu- de la ministra Cecile Kyenge con 38.538 euro. APPELLO DELL’ANPI NAZIONALE “Si proibiscano manifestazioni che assumono un netto carattere fascista” Riceviamo e volentieri pubblichiamo in estratti. La Segreteria naziona- le dell’ANPI a conoscenza del fatto che si preannuncia- no un altro incontro, in Lom- bardia, di esponenti della de- stra nazifascista europea, e in provincia di Treviso una Fe- sta nazionale di CasaPound, con un programma, all’appa- renza innocuo, ma sono note manifestazioni e dichiarazioni di esponenti di questo gruppo tutt’altro che conformi alle re- gole ed ai principi costituzio- nali; considerato inoltre che nel Paese si stanno moltiplicando episodi e manifestazioni raz- ziste o xenofobe; invita le Autorità compe- tenti, a livello governativo, re- gionale e locale a proibire ma- nifestazioni che assumano un netto carattere fascista, pub- blicamente utilizzando sim- boli e vessilli del passato re- gime; e comunque a vigilare affinché non appaiano, in qua- lunque occasione, i predetti simboli, che suonano – di per sé – oltraggio alla Resistenza ed ai valori costituzionali; sollecita l’applicazione ri- gorosa della legge “Mancino” in tutti i casi in cui si manifesti apologia o rimpianto del regi- me fascista e/o si esprima odio razziale e incitamenti alla xe- nofobia, attacchi ad ogni tipo di diversità; invita le proprie organiz- zazioni periferiche, e in parti- colare quelle dei luoghi diret- tamente interessati alle citate vicende ad intervenire presso le Autorità competenti perché siano rispettate la Costituzio- ne e le leggi che ad essa fanno riferimento; invita altresì le organiz- zazioni provinciali e regio- nali competenti per territorio ad organizzare manifestazio- ni che sottolineino il carattere antifascista della Costituzio- ne repubblicana e il rifiuto di ogni manifestazione o iniziati- va che si richiami, in modo di- retto o indiretto, ad un passato di lutti, di barbarie, di rovina e di privazione della libertà. L’ANPInazionaledediche- rà prossimamente una giorna- ta di riflessione su quanto sta accadendo in Italia in questi mesi. La Segreteria Nazionale ANPI Roma, 9 settembre 2013 SOLIDARIETA’ A DON GIORGIO DE CAPITANI“Caro Don Giorgio, solo ora abbiamo saputo, grazie a una gentile e premurosa segnalazio- ne, della grave e antidemocrati- ca decisione del cardinale Scola di trasferirla a Dolzago. Si tratta, oggettivamente, di un esilio, di una emarginazione dal ‘gregge’ cattolico. È più che evidente che il car- dinale arcivescovo di Milano, noto reazionario ciellino, leghi- sta e berlusconiano, non vuole assolutamente che le sue idee democratiche, progressiste, di giustizia sociale ed evangeliche abbiano cittadinanza nella chiesa cattolica. Le siamo vicini e solidali in maniera militante. Resista, per piacere, non la dia vinta ai preva- ricatori della democrazia e della libertà, agli oscurantisti medioe- vali. La sua predicazione non può che far bene al popolo italiano. E lo diciamo noi marxisti-leninisti che siamo atei”. Questa la solidarietà che il PMLI e “Il Bolscevico” hanno in- viato il 12 settembre a Don Giorgio De Capitani, prete di S. Ambrogio in Monte, di Rovagnate (Lecco), oggetto di un provvedimento pu- nitivo per non essersi piegato ai gerarchi porporati della romana Chiesa, al “padre-padrone a cui premono l’ordine, la disciplina, l’obbedienza cieca”, rimanendo quello “spirito libero”, “senza la testa fasciata”, come lui stesso si definisce nella lettera di risposta alla missiva del cardinale Scola in cui gli veniva comunicato l’esilio nella parrocchia di Dolzago. Una missiva “fredda, canoni- ca, minacciosa e ipocrita, piena di parole pregne di diritto canonico, con minacce di provvedimenti e sanzioni” che non risparmiano un solo aspetto toccato da Don Gior- gio nelle sue ripetute omelie po- state anche sul suo sito internet. “Io avrei ferito la ‘comunio- ne ecclesiale’? - continua Don Giorgio - Certamente, quando la Chiesa, anche quella milanese, nella sua parte ciellina e leghi- sta, si è messa in combutta con il Criminale d’Arcore (a cui l’allora pivellino professore Angelo Scola aveva fatto da professore!). Certo, ho denunciato questa vergogno- sa, oscena, blasfema connivenza! Che cosa avrei dovuto fare? Ta- cere, per amore della comunione ecclesiale? Ma forse il cardinale, nella lettera, alludeva ad altro? Lo dica esplicitamente!”. Certamente, alludeva al suo antiberlusconismo, alle sue idee democratiche, progressiste e di giustizia sociale che cozzano fortemente con quella “religione- struttura, quel dio-struttura, il dio fatto su misura di una chiesa che incensa gli idoli” che ha sempre contestato, come quella Chiesa che non è altro “che quell’insie- me di gerarchi apparentemente dotti, ma in realtà ‘ignoranti’, che pretendono di tenere per loro le chiavi della scienza o della co- noscenza di Dio? Ma chi siete? I detentori della verità?”. Di fatto non è il primo prov- vedimento che la Curia milane- se prende contro questo prete coraggioso: nel 2009, prese le distanze dalla sua posizione an- tinterventista sul ruolo del contin- gente militare italiano in Afghani- stan. Proprio in quell’occasione il Partito già gli espresse la propria solidarietà militante. “Forse il cardinale alludeva al fatto – continua Don Giorgio - che ho sostenuto e tuttora sostengo che i divorziati risposati e i con- viventi dovrebbero anche loro non solo partecipare alla Messa e alle funzioni sacre, ma che non dovrebbero essere esclusi dal ri- cevere la Comunione e dal sacra- mento della confessione?” E ancora “ Non penso, poi, che l’ortodossia della fede venga messa in discussione dalle mie aperture al sacerdozio femminile, o al matrimonio dei preti”. Oppure, sostiene a testa alta Don Giorgio “a quale ‘magistero della Chiesa in tema di morale’ mi sarei opposto? Ma di quale morale? Della morale sessuale, dove sembra che il vostro dio sia il giudice dello sperma maschile disperso o il difensore dell’atto generativo fatto nei tempi e nei modi stabiliti dalla Chiesa?”. O forse, si chiede Don Giorgio “il cardinale intendeva le mie prese di posizione nei riguardi dei diritti civili da applicare a tutti, indistin- tamente, al di fuori degli schemi etici stabiliti dalla Chiesa? Se la dottrina dogmatica ha monopo- lizzato la ricerca della verità, la morale ecclesiastica ha tenuto in pugno un popolo intero, fa- cendolo sentire in colpa su una materia che, volere o no, è parte dell’amore, in tutti i suoi molte- plici aspetti, anche fisici, su cui la Chiesa ha messo il suo potere decisionale. Il tema morale che io avrei messo in pericolo riguarderebbe forse il fine vita, su cui ognuno ha il diritto di dire la sua, anche sugli accanimenti di carattere medico che non fanno che prolungare quella specie di esistenza che in realtà non è che prolungamento di uno stato vegetativo?” Infine, puntando il dito su un argomento ancora più scottante afferma: “Si parla di giustizia, in che senso? Di quale giustizia si parla?. Mi meraviglia che il car- dinale Scola usi questa parola contro di me, quando in Italia, an- che con l’appoggio del suo Movi- mento ciellino, la giustizia è stata sommersa dalla legalità di stato più ingiusta, con leggi ad perso- nam fatte da un Criminale, che io ho combattuto con tutte le mie armi, più o meno affilate, proprio per distinguere salvando la Giu- stizia dalla illegalità legalizzata. Forse c’entra nulla...” Ed è pro- prio per questo che Don Giorgio è stato confinato in una parrocchia secondaria senza “altri” incarichi, perché rifletta e per il futuro lo “in- vita a evitare qualsiasi intervento che… risulti comunque incompa- tibile con gli atteggiamenti richie- sti a un presbitero”. La solidarietà del PMLI e de “Il Bolscevico”, per la quale Don Giorgio ci ha ringraziati, è stata pubblicata sulla pagina di soste- gno e di protesta su Facebook dal titolo “lettere a sostegno - da PMLI e ‘Il Bolscevico’”; in questo sito compaiono i tanti messaggi ricevuti in segno di stima, rico- noscenza e di condivisione della battaglia da lui condotta. In segno di solidarietà e prote- sta per la rimozione i parrocchia- ni hanno deciso di seguire le sue funzioni nella chiesa dell’esilio di Dolzago. Sosteniamo Don Giorgio per- ché i prevaricatori della democra- zia e della libertà e gli oscurantisti medioevali non l’abbiano vinta e possa riprendere il suo posto e continuare il suo lavoro. Accade nulla attorno a te? RACCONTALO A ‘IL BOLSCEVICO’ Chissà quante cose accadono attorno a te, che riguar- dano la lotta di classe e le condizioni di vita e di lavoro delle masse. Nella fabbrica dove lavori, nella scuola o università dove studi, nel quartiere e nella città dove vivi. Chissà quante ingiustizie, soprusi, malefatte, problemi politici e sociali ti fanno ribollire il sangue e vorresti fos- sero conosciuti da tutti. Raccontalo a “Il Bolscevico’’. Come sai, ci sono a tua disposizione le seguenti rubriche: Lettere, Dialogo con i lettori, Contributi, Corrispondenza delle masse e Sbatti i signori del palazzo in 1ª pagina. Invia i tuoi “pezzi’’ a: ilbolscevico@pmli.it IL BOLSCEVICO - C.P. 477 - 50100 FIRENZE Fax: 055 2347272
  8. 8. L.18.000 STUDIARE LE 5 OPERE MARXISTE-LENINISTE FONDAMENTALI PER TRASFORMARE IL MONDO E SE STESSI Le richieste vanno indirizzate a: commissioni@pmli.it indirizzo postale: IL BOLSCEVICO C.P. 477 50100 FIRENZE Tel. e fax 055 2347272
  9. 9. N. 35 - 3 ottobre 2013 PMLI / il bolscevico 9 I MEDIA IGNORANO LA SOSPENSIONE DE “IL BOLSCEVICO” CARTACEO Il Bolscevico, dopo ben 44 anni di inin- terrotta pubblicazione, senza peraltro go- dere neanche di un euro di finanziamen- to pubblico, cessa la sua edizione cartacea per ragioni finanziarie e i mass media del- la destra come della “sinistra” borghese lo ignorano. Vergogna! Si può non condividere la sua linea, ma di fronte a un settimanale che per de- cenni è presente nel panorama politico ed editoriale nazionale ed è costretto non per propria volontà a chiudere la sua edizione cartacea, il minimo che un giornalista, un caporedattore, un direttore di testata, persi- no un editore veramente democratico pos- sa fare è quello di solidarizzare con esso e con chi ogni settimana lo ha scritto e lo continuerà a scrivere e pubblicare. Con dispiacere, oltre che con disappun- to, dobbiamo registrare invece che nem- meno un quotidiano o un periodico carta- ceo ha dato notizia del comunicato stampa del PMLI inviato ai mass media il 18 set- tembre sulla dolorosissima decisione del- l’Ufficio politico del Partito di sospende- re l’edizione cartacea de Il Bolscevico. A niente è servito nemmeno il tempestivo e immediato lancio di ampi stralci di quel comunicato da parte dell’Ansa. Solo alcune testate on-line hanno dato la notizia. In particolare la Repubblica.it che ha pubblicato un estratto del comuni- cato e quattro foto, probabilmente censu- randone una, quella con la prima pagina de Il Bolscevico che riporta il documento dell’Ufficio politico del PMLI “Opponia- moci al governo Letta-Berlusconi” e una vignetta con l’attuale presidente del con- siglio e il neoduce Berlusconi in orbace. Una foto che invece ha pubblicato, assie- me alle identiche quattro di Repubblica.it, la testata online Lettera43. Servizi simili se non identici, hanno pubblicato anche Prima on line, Nuova Resistenza, Firenze Today, Informazione.it, Dou (testata gre- ca), e altri. Continua così la strategia non dichiarata e non pubblica da parte della classe domi- nante borghese, delle sue istituzioni e dei suoi governi contro il PMLI del silenzio stampa, dell’oscuramento mediatico per impedire che sia conosciuto dalle masse popolari e giovanili. Solo due settimane fa aveva rotto il black out La Nazione di Firenze pubbli- cando sul cartaceo e online un ampio ser- vizio sulla recente commemorazione di Mao. Profeticamente avevamo espresso la speranza che non fosse una rondine che non fa primavera. Purtroppo non ci erava- mo sbagliati: per i mass media di regime per quanto riguarda il PMLI e il suo orga- no di stampa Il Bolscevico è ancora pieno inverno. Comunque Il Bolscevico non è morto, è vivo e continuerà a crescere per diven- tare ancora più forte, competente e rosso, anche se per ora solo in formato digitale. Animati dallo stesso spirito di Mao e di Yu Kung, tutto il Partito, dai dirigenti ai sem- plici militanti, è impegnato a intensifica- re il lavoro di radicamento per ricreare le condizioni per la ripresa della pubblicazio- ne cartacea. Anche se resta un fatto storico e politico indimenticabile e vergognoso l’aver igno- rato il doloroso annuncio della sospensio- ne de Il Bolscevico cartaceo, noi continuia- mo comunque a confidare che prima o poi un sussulto antifascista da parte dei gior- nalisti democratici li induca a ribellarsi al- l’imposizione di non nominare nemmeno il PMLI e il suo organo di stampa. Sarebbe una bella vittoria per la libertà di stampa e d’informazione. Alcune pagine web che hanno rilanciato il comunicato e la notizia della sospensione de “Il Bol- scevico” cartaceo Le istanze del PMLI e la sospensione cartacea de “Il Bolscevico” “NON SI TRATTA DI UN ADDIO MA DI UN ARRIVEDERCI!” Pubblichiamo come esempli- ficativi di tutti quelli ricevuti da Istanze del Partito, alcuni messag- gi sulla sospensione dell’uscita cartacea de “Il Bolscevico”. La perdita de “Il Bolscevico” car- taceo è veramente un brutto colpo per il Partito e per tutti i suoi lettori. Ma siamo anche certi che non si trat- ta di un addio ma di un arrivederci. Se riusciremo a conquistare le mas- se al Partito e quindi a ricevere più contributi economici riusciremo an- che a ridar luce al nostro settimanale di battaglia. La sua rinascita è legata al nostro radicamento! L’Organizzazione di Viggiù (Varese) del PMLI Compagni, abbiamo quasi le la- crime agli occhi nello scrivere pen- sando al nostro giornale glorioso e alla condizione del proletariato e delle masse. Quando la sapemmo alla commemorazione di Mao quasi non riuscivamo a capire. Ma neanche un passo indietro sarà fatto e riusciremo a ripubblica- re il nostro Organo di stampa e inol- tre avremo successo anche su Inter- net col formato PDF! Si continuerà a scrivere! La Cellula “Rivoluzione d’Ottobre” di Bari del PMLI Compagne e compagni del PMLI e della Redazione centrale de Il Bol- scevico, con molta tristezza abbiamo sa- puto della sospensione della pubbli- cazione cartacea de “Il Bolscevico”. Dopo 44 anni certamente “Il Bolsce- vico”, giornale del proletariato, non doveva fare questa fine per colpa del capitalismo e delle esigue finanze del Partito. Oggi dobbiamo sforzar- ci tutti, militanti e simpatizzanti del PMLI, a dare una mano al Partito in- viando (chi può) contributi econo- mici affinché possa di nuovo inizia- re la pubblicazione cartacea de “Il Bolscevico”. L’Organizzazione di Buonalber- go purtroppo è molto limitata dal- l’aspetto finanziario. Saluti a tutte le compagne e i compagni del PMLI. W il PMLI! L’Organizzazione di Buonalbergo (Benevento) del PMLI Un giorno “Il Bolscevico” tornerà a risplendere in tutto il suo fulgore Cari compagni, siamo molto addolorate per la sospensione della pubblicazione cartacea, dopo 44 anni, de “Il Bol- scevico”. Continueremo a seguir- lo sul sito. Con l’augurio che un giorno ri- tornerà a risplendere in tutto il suo fulgore, inviamo un rosso fraterno abbraccio. Coi Maestri e il PMLI vince- remo! Liliana, Anna, Maria – Cuneo Ci mancherà ma anche online saprà essere l’organo del PMLI e giornale del proletariato Apprendo con dolore della so- spensione della stampa su car- ta de “Il Bolscevico. Davvero un peccato. Ci mancheranno perfino l’odore della carta con il suo rosso vivo! Sono sicuro comunque che anche nella sola versione online continuerà a svolgere la sua fun- zione di organo del PMLI e gior- nale del proletariato e delle masse popolari e anzi mieterà nuovi con- sensi. Tanto più in un’epoca dove è ormai di massa l’uso portatile di Internet su smartphone e altri pro- dotti sempre più connessi e tecno- logici (nella misura si intende che fanno comodo ai pescecani del- l’elettronica e delle telecomuni- cazioni, guai a pensare che la rete sia “neutra” e “democratica” come sostiene fra l’altro il qualunquista megalomane di destra Grillo). La lotta di classe non si ferma e sono certo che il PMLI supererà uno ad uno gli ostacoli che si tro- verà davanti nella sua lotta contro il capitalismo e per il socialismo, a cominciare dalla cronica mancan- za di denaro che affligge il Partito, leggi povertà. Sono certo che tornerà il prima possibile anche su carta e che sarà sempre più rosso e potente! Gloria eterna a “Il Bolscevico” e al PMLI! Avanti con forza e fiducia ver- so l’Italia unita, rossa e socialista! Un abbonato di Paola (Cosenza) Gli auguri della Redazione di “Dialogo” Cari compagni de “Il Bolsce- vico”, la notizia della sospensione (che – a parte gli auspici di rito – sarà di certo una definitiva ces- sazione) della pubblicazione car- tacea de “Il Bolscevico” è una di quelle notizie che dispiace per davvero. Il vostro giornale è stato sem- pre seguito negli anni con la mas- sima attenzione e condivisione da parte di tutti i componenti la Reda- zione di “Dialogo”. Non crediamo purtroppo che identica attenzione sarà riservata alla nuova edizione in formato digitale. Comprendiamo benissimo le motivazioni della modifica. Dopo ben 44 anni di pubblicazione, il fattore strutturale (gli insostenibili costi di stampa e spedizione) han- no condizionato il fattore sovra- strutturale. Pazienza... per il subìto arretramento. Al fine di poter meglio segui- re “Il Bolscevico”, vi preghiamo – se possibile – di inviarcelo set- timanalmente al nostro indirizzo e-mail. Questa formula riteniamo sia più confacente alle nostre esi- genze, affinché il giornale sia me- glio seguito dai componenti la Re- dazione. Auguri di buon lavoro politico. Piero Vernuccio – Modica (Ragusa) Dite bene, lo spirito di Mao e di Yu Kung non può andare perso Un vero peccato, carissimi compagni, ma come dite bene, lo spirito di Mao e di Yu Kung non può andare perso. Intanto rimane, comunque la versione on line. Saluti marxisti-leninisti. Eugen - Firenze Resto a vostra disposizione per pubblicare gli articoli de “Il Bolscevico” Cari compagni, ho appreso con dispiacere la sospensione della pubblicazio- ne de “Il Bolscevico” nel forma- to cartaceo. Resto comunque a vostra di- sposizione per la pubblicazione di eventuali articoli nel prossimo fu- turo che, spero migliore. Viva il PMLI! Gianluca – Napoli Mi rattrista sapere che non potrò più comprare “Il Bolscevico” Cari compagni, leggo che “Il Bolscevico” car- taceo per ora non esce più. È triste per me (che pur da oltre un anno, per motivi economici, non lo leg- gevo nela forma stampata), sapere di un foglio di lotta (e che lotta) che non esce. I suoi articoli, sag- gi, inchieste, gli speciali sui nostri immensi Maestri rimarranno per sempre nel mio cuore di umile mi- litante e povero disoccupato. Era e sarà il mio sogno com- prare tantissimo da voi per cono- scere ancora di più e lottare, lot- tare, fortissimamente lottare, per la rivoluzione socialista dietro le bandiere e gli insegnamenti dei grandi Padri. Con stima da compagno Silvano - Teramo Auguri per il nuovo corso Cari compagni, vi faccio i miei migliori auguri in vista del nuovo corso de “Il Bol- scevico”. Saluti. Nicola Spinosi - Firenze Grazie Grazie, compagni, grazie di tut- to e per avermi inviato le notizie circa il servizio de “La Nazione” sulla commemorazione di Mao. W il PMLI! Vi abbraccio. Michele – Scampia (Napoli) Complimenti per i documentari su Mao e su Engels Ho effettuato ieri il bonifico come contributo per i dvd e la ban- diera. Molto ben fatti sia il docu- mentario di Mao che quello su En- gels... bel lavoro! Complimenti! A presto, saluti marxisti-leni- nisti Alessandro – Livorno Grazie per l’invio delle annate de “Il Bolscevico” in pdf Cortese Redazione, i miei più sentiti ringraziamen- ti per i due invii delle annate de “Il Bolscevico” in pdf. Siete vera- mente efficienti e sto già iniziando a leggere partendo dai primi nu- meri inviati. È quello che ci vuole per sradi- care dalla mia mente molte falsi- tà propagandate in questi anni dai media sulla crisi e sulle scelte po- litiche dei governi e dei partiti bor- ghesi. Infiniti ringraziamenti. Alessandro, via e-mail Non bisogna essere passivi, ma tutti per uno e uno per tutti Care compagni e cari compa- gni, appoggio sempre gli attivi compagni della Cellula di Fucec- chio del PMLI. Non bisogna esse- re passivi ma tutti per uno e uno per tutti. Saluti marxisti-leninisti da un simpatizzante e sostenitore del PMLI e de “Il Bolscevico”. Viva il PMLI! Viva il socialismo! Viva Mao! Adolphe – Vicopisano (Pisa)

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