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I 10 TAVOLI PER LA CITTA'
Costruiremo il programma del PD con un'organizzazione partecipativa VERA
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IL FORUM GIOVANILE SAMBENEDETTESE
Un momento di elaborazione a se stante sarà rappresentato dal FORUM
GIOVANILE SAMBENEDET...
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Per noi politica significa responsabilità. I cittadini, i nostri concittadini, non
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CONCLUSIONI
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"Il Partito della Città" di Sabrina Gregori, piattaforma politico programmatica per l’iniziativa dell’Unione Comunale

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Mozione di Sabrina Gregori, Candidata al ruolo di Segretario dell'Unione Comunale del PD - Congressi 2013

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"Il Partito della Città" di Sabrina Gregori, piattaforma politico programmatica per l’iniziativa dell’Unione Comunale

  1. 1. Per il Partito Democratico di San Benedetto del Tronto IL PARTITO DELLA CITTA'. CONGRESSO UNIONE COMUNALE SAN BENEDETTO DEL TRONTO 2013 MOZIONE CONGRESSUALE CANDIDATO SEGRETARIO Sabrina Gregori
  2. 2. Per il Partito Democratico di San Benedetto del Tronto, IL PARTITO DELLA CITTA'. "La verità è che parliamo di rinnovamento e non rinnoviamo niente. La verità è che ci illudiamo di essere originali e creativi e non lo siamo. La verità è che pensiamo di far evolvere la situazione con nuove alleanze, ma siamo sempre là con il nostro vecchio modo di essere e di fare, nell'illusione che , cambiati gli altri, l'insieme cambi e cambi anche il paese, come esso certamente chiede di cambiare. Ma perché qualche cosa cambi, dobbiamo cambiare anche noi. Si tratta di capire ciò che agita nel profondo la nostra società, la rende inquieta, indocile, irrazionale, apparentemente indominabile. Una società che non accetti di adattarsi a strategie altrui, ma ne voglia una propria in un limpido disegno di giustizia, di eguaglianza, di indipendenza, di autentico servizio dell’uomo. Ecco tutto."(...) (Aldo Moro da una lettera a Benigno Zaccagnini, non recapitata) Questa è una frase tratta da una lettera che Aldo Moro scrisse durante il suo sequestro. E mai come oggi queste parole risultano attuali e calzanti al periodo storico che stiamo vivendo. Sembrano scritte ieri, oggi e varranno fino a quando qualcosa non cambierà davvero.
  3. 3. IL MOMENTO ATTUALE Viviamo un momento che la politica nazionale stenta a comprendere: anni e anni di errori hanno creato una voragine tra chi il sistema lo gestiva e chi lo subiva. Anziché guardare avanti, interpretando il presente per proiettarci nel domani, ci siamo ripiegati su noi stessi perdendo di vista ciò che invece avremmo dovuto tenere come unico obbiettivo: il sogno del futuro. La storia ci racconta che la politica, mezzo per eccellenza del riscatto dell’uomo, è diventata oggetto al servizio dell’opportunismo, dell’arrivismo, dell’ambizione personale, dei protagonismi, del carrierismo e del privilegio. "I partiti di oggi sono soprattutto macchine di potere e di clientela: scarsa o mistificata conoscenza della vita e dei programmi della società, della gente; idee, ideali, programmi pochi o vaghi; sentimenti e passione civile zero. Gestiscono interessi, i più disparati, i più contraddittori, talvolta anche loschi, comunque senza alcun rapporto con le esigenze e i bisogni umani emergenti, oppure distorcendoli, senza perseguire il bene comune". (E. Berlinguer) E’così che si è alzato il vento dell’antipolitica e dello scredito trionfante nei confronti di chi dovrebbe rappresentare e declinare il volere dei cittadini sovrani: i partiti. Allora non ci rimane altro che "utilizzarla" questa crisi di sistema; probabilmente era quello che ci voleva per smuovere nelle persone un senso di rivincita e la voglia del riscatto e di giustizia. Perché nessun fatto di vita si sottrae alla politica, essa è chiamata a governare tutta la nostra esistenza. E allora ecco riemergere la voglia di riprendersi ciò che a ciascuno di noi appartiene: la libertà e la possibilità di scegliere cosa è meglio per noi! Il desiderio di rivendicare un diritto di equità e di uguaglianza. Il desiderio di ricominciare a credere nella politica e nel suo fine unico che è il
  4. 4. conseguimento del bene comune. Non esiste politica senza la tensione naturale a questo ideale. Nasce così in ciascuno di noi l’esigenza di rinnovamento, di trasformazione e di miglioramento. E questo non vuol dire rinnegare la propria storia, sconfessarla, dimenticarla, cancellarla, distruggerla; non vuol dire lasciar cadere nell’oblio quello che abbiamo rappresentato fino ad ora e chi ci ha portato fin qui. Tutto questo significa che dagli errori e le omissioni di capacità rappresentativa dobbiamo necessariamente trarne insegnamento. Cicerone diceva: “CHIUNQUE PUO’ SBAGLIARE, MA NESSUNO, SE NON E’ UNO SCIOCCO, PERSEVERA NELL’ERRORE” Dagli errori commessi vogliamo ripartire e provare a costruire quello che fino ad oggi non sono riusciti a fare coloro i quali c’erano prima di noi. Ambizione? Arroganza? No, solo la semplice voglia di mettersi in gioco per provare a trasformare qualcosa che non ci piace. Troppo spesso si è demandato ad altri, troppe volte si è lasciato che altri decidessero per noi, che pochi scegliessero per noi. E allora basta rimanere alla finestra a guardare, mentre qualcuno fa le nostre scelte… È arrivato il momento di chiudere quella finestra, aprire la porta ed iniziare a camminare insieme, per migliorare quello che c’è e cambiare, tutto ciò che non ci piace. Ma non può bastare la voce di un uomo che grida nel deserto per farsi ascoltare. C’è bisogno di un coro, un insieme di voci che collettivamente lottano per farsi ascoltare e per determinare il futuro. “Insomma ci si salva e si va avanti se si agisce insieme e non solo uno per uno.. “(Berlinguer)
  5. 5. IL PARTITO CHE VOGLIAMO Immagino questo partito come un grande puzzle in cui ognuno di noi è un tassello fondamentale e necessario per la sua costruzione. Attenzione alla persona, rispetto, accoglienza, accettazione delle diversità. È nelle diversità che si sviluppa il dialogo per la crescita: non c’è crescita nell’appiattimento delle posizioni;è nel confronto che si trova la via per la costruzione di un gruppo forte e propositivo. È questo che vogliamo. Un partito fatto di persone, non di individui. È imprescindibile lavorare per un partito che non lasci indietro nessuno, che non perda pezzi: perché ognuno di noi con le proprie peculiarità, potenzialità, caratteristiche, idee e con la propria voglia di mettersi in gioco è fondamentale per la costruzione del quadro finale. È indispensabile impegnarsi per un partito che attraverso la partecipazione e il dibattito aperto possa restituire alla politica la dignità che merita. Non si costruiscono grandi partiti se ci lasciamo zittire o intimorire da qualcuno; ma insieme, dopo una sintesi necessaria, si mantiene la rotta e si va avanti. Insieme. È fondamentale un partito che lavori per costruire e non per distruggere; un partito che dialoghi con i circoli e con gli iscritti e dia loro voce; un partito che comunichi con la città, con tutti quelli che avranno qualcosa da dire. Vogliamo un partito concreto fatto di proposte ed idee costruttive; un partito pervaso da sentimenti di fraternità e solidarietà dove il bene della collettività venga prima di tutto; un partito dove si parli al plurale; un partito che riconosca il valore umano di ogni singola persona; uno strumento di partecipazione protagonista che ci unisca nell’ideale comune di un futuro migliore per il nostro Paese e la nostra città; un organismo forte capace di confrontarsi con l’amministrazione e di governare assieme ad essa cercando complementarità,
  6. 6. sostegno anche attraverso un dibattito sano ed approfondito. Vogliamo un partito che abbia la presunzione di affermare che solo noi possiamo continuare a governare questa città nel migliore dei modi. Lincoln diceva: “LA COSA PIU’ BELLA DEL FUTURO E’ CHE ARRIVA UN GIORNO PER VOLTA” e noi, oggi, abbiamo il tempo di costruire insieme questo futuro. Abbiamo la possibilità di costruire la casa che tutti aspettavamo. "Abbiamo bisogno del partito che sogniamo." IL PARTITO DEMOCRATICO SAMBENEDETTESE La nostra straordinaria Città deve poter contare su una piattaforma politica d'avanguardia e l'unico progetto da mettere in campo può realizzarlo e costruirlo il Partito Democratico. Non occorre inseguire populismi contingenti che si esorcizzano da soli; occorre, invece, lavorare alla costruzione di una proposta per San Benedetto del Tronto che renda efficace e di indispensabile supporto una soggettività del PD attraverso la funzione di partito di riferimento delle forze riformiste e progressiste del centro e della sinistra con le quali, assieme, governiamo. Per fare questo occorrono sobrietà e condivisione; lealtà ed apertura; efficacia ed efficienza; pluralità e collettività. Riteniamo che non si debba utilizzare il Partito come "un'arma impropria" per mettere in fibrillazione la responsabilità a cui assolvono i rappresentanti istituzionali che il PD esprime, anzi: siamo convinti che l'atteggiamento virtuoso stia nel pianificare assieme obiettivi e percorsi che siano indirizzati nella stessa parte. La COSTRUZIONE del futuro è necessario poterla attualizzare in un contesto di sintesi ed affidabilità. Ogni sensibilità deve poter esprimere, all'interno di un gruppo omogeneo e coeso, posizioni e contributi che siano all'altezza della sfida che il protagonismo di San Benedetto del Tronto richiede al Partito Democratico.
  7. 7. Due strade parallele di impostazione appaiono non rinunciabili: 1. accompagnare la soluzione ai problemi quotidiani di una collettività importante come la nostra con il piglio del "buon padre di famiglia", attivando un'interlocuzione positiva con i rappresentanti istituzionali; sostenendo e promuovendo incontri aperti nei vari quartieri della Città che registrano differenti problematiche che attendono soluzioni specifiche. 2. costruire un progetto del Partito Democratico per San Benedetto del Tronto che indichi la strada nel medio e lungo periodo; una piattaforma che converga sul futuro che il PD intende voler dare "in dote" a chi è chiamato alla responsabilità di governo. Rilevare tale priorità significa lavorare assieme alle sambenedettesi ed ai sambenedettesi chiedendo alla comunità la responsabilità di contribuire alle azioni da mettere in campo per raggiungere i traguardi che, assieme, intendiamo perseguire. Per riuscire a lavorare su i due versanti occorre una organizzazione in grado di aprire il PD, rendendolo luogo e momento unico, decisivo per la Città. La novità della mozione congressuale che presentiamo sta nel determinare l'apertura alla Città concretamente. Risulta vecchio e oramai privo di efficacia per riacquisire sintonia con i nostri iscritti, simpatizzanti, elettori e con i nostri cittadini, presentare il solito elenco programmatico che, alla fine, appare frutto di un superficiale "copia/incolla" intellettuale: noi il progetto del Partito Democratico lo faremo davvero insieme alla base perché SAREMO NOI, TUTTI INSIEME - TUTTI QUELLI CHE LO VORRANNO ESSERE DAVVERO - LA BASE!
  8. 8. I 10 TAVOLI PER LA CITTA' Costruiremo il programma del PD con un'organizzazione partecipativa VERA consegnando la responsabilità del progetto a coloro che vorranno contribuire alla crescita di San Benedetto del Tronto attraverso il Partito della Città. Ci impegniamo a costruire i 10 TAVOLI PER LA CITTA'. Saranno luoghi di lavoro PERMANENTI; strumenti di elaborazione e metodo, con poteri deliberativi sulle "misure programmatiche" attive che rappresenteranno la spina dorsale, la sostanza del Partito. Coinvolgeremo iscritti, militanti ma anche figure professionali, tavolo per tavolo, che porteranno il proprio sapere all'interno della necessità di rappresentanza che vogliamo darci. - TAVOLO DELL'ECONOMIA BLU - TAVOLO AMBIENTE E SVILUPPO SOSTENIBILE - TAVOLO DEL TURISMO E DEL COMMERCIO - TAVOLO PER L'EDILIZIA E IL CONTESTO URBANO - TAVOLO DELLE POLITICHE SANITARIE E SOCIALI - TAVOLO DELLO SPORT E DEL TEMPO LIBERO - TAVOLO DELLA CULTURA E DELL'ASSOCIAZIONISMO - TAVOLO DELLE ATTIVITA' PRODUTTIVE - TAVOLO DELLE PARI OPPORTUNITA' - TAVOLO SICUREZZA E VIVIBILITA' CITTADINA I TAVOLI PER LA CITTA' si riuniranno a cadenza quindicinale. Il portavoce di ogni TAVOLO sarà scelto fra i componenti effettivi della Direzione del Partito. Il primo periodo di elaborazione vedrà l'illustrazione dei lavori in un seminario di 3 giorni aperto ai cittadini. L'ASSISE DELLA CITTA' sarà l'organismo nuovo di proposta e consultazione aperto anche ai non iscritti. Spetterà poi all'Assemblea degli iscritti al PD discutere e "licenziare" formalmente i documenti e, quindi, realizzare il programma del PD che risulterà un costante work in progress su cui la Segreteria dell'Unione e la Direzione garantiranno l'azione esecutiva organizzativa e di direzione politica.
  9. 9. IL FORUM GIOVANILE SAMBENEDETTESE Un momento di elaborazione a se stante sarà rappresentato dal FORUM GIOVANILE SAMBENEDETTESE. Un osservatorio sulle tematiche delle politiche per le nuove generazioni composto, oltre che dai rappresentanti dei Giovani Democratici, anche dai giovani concittadini che intendono affacciarsi alla politica gradualmente, elaborando proposte e mettendosi alla prova con la loro formazione. Il FORUM GIOVANILE sarà uno strumento di sperimentazione e si organizzerà autonomamente rispetto alle tematiche concernenti il futuro ma anche, soprattutto, il presente. Proposte che verranno sottoposte all'attenzione della Pubblica Amministrazione, ad ogni livello. I componenti del FOR. GIO. SAMB. esprimeranno una rappresentanza in ognuno dei 10 TAVOLI PER LA CITTA' contribuendo alla elaborazione del progetto del PD cittadino. Lo stesso FOR. GIO. SAMB. avrà la responsabilità della visibilità digitale, per la quale dovrà lavorare ad un progetto di comunicazione ampio attraverso le piattaforme digitali attuali, compresi i luoghi di socializzazione virtuale (network) più popolari e diffusi nella prassi comunicativa attuale. La costruzione di una SEDE INTERATTIVA DIGITALE dovrà riuscire a svolgere la funzione di luogo IMMEDIATO di confronto e decisione con il quale affiancare l'operatività di tutti i PROTAGONISTI ATTIVI DEL PD. Il ruolo di Responsabile del FOR. GIO. SAMB. sarà ricoperto da un membro effettivo della Segreteria dell'Unione Comunale.
  10. 10. PD "COMUNE" Per noi politica significa responsabilità. I cittadini, i nostri concittadini, non hanno più bisogno di un partito lacerato che perde tempo a dividersi, riducendolo ad un luogo dove sembra prioritario ricercare le differenze per poi farne battaglia inutile, dannosa e priva di seri e positivi effetti sulla cittadinanza. Noi dobbiamo sostenere le risorse umane che rappresentano il Partito all'interno delle istituzioni: è nostro dovere assoluto. Sostenere non significa appiattirsi sulle posizioni amministrative a prescindere; avallare comunque argomentazioni ed atti. Sostenere significa essere parte della squadra e consegnare la propria visione e il proprio contributo con l'obiettivo comune di mettere in pratica iniziative che vadano verso, incontro ai cittadini. PD COMUNE sarà il momento di approfondimento e discussione sulle politiche che l'Amministrazione Comunale (piuttosto che le altre sovra comunali amministrate anche da PD) intende programmare. Così si fa crescere un progetto di comunità vero e distinto da velleità di trovare modi ed atteggiamenti autoreferenziali utili soltanto a perdere consenso e futuro. Ogni settimana l'Esecutivo del PD di San Benedetto incontrerà gli amministratori per verificare, analizzare e valutare l'iniziativa amministrativa che si intende attivare o rispetto alle scelte da compiere. Un lavoro di squadra che miri all'UNITA' PROFICUA, quella vera ed attualizzabile, priva di strumentalizzazioni infruttuose al cospetto dei cittadini. Il PD COMUNE sarà l'organismo composto dalla Segreteria dell'Unione comunale e tutti i rappresentanti istituzionali del Partito del territorio.
  11. 11. CONCLUSIONI Noi ci candidiamo perché ci crediamo, perché sappiamo che non esistono alternative al Partito Democratico per la nostra amata e straordinaria Città. Conosciamo il peso della responsabilità a cui dovremmo corrispondere impegno, passione, dedizione ed efficacia. Ci candidiamo perché riteniamo giusto lavorare per un progetto unitario a servizio della collettività e che smascheri e stigmatizzi l’individualismo sordo che ha generato l’allontanamento dei cittadini, dei nostri cittadini innanzitutto, dalla politica. La Città è, e deve continuare ad essere, padrona di se stessa, rilanciandosi in una iniziativa collettiva ed aperta che non escluda nessuno e che non faccia sentire nessuno “non in grado” di poter dare il proprio contributo attivo e significante. Vogliamo costruire un modello di organizzazione davvero di riferimento per il territorio ragionale e nazionale che riesca a trovare i benefici di coinvolgimento di cui, in questo momento, il nostro Paese ha urgente necessità e bisogno. Il PD di San Benedetto del Tronto dovrà rilanciarsi e scoprirsi innovativo nella proposta e nei fatti mettendo insieme risorse di capacità al servizio della Città. Noi vogliamo essere e lavorare per questo Partito Democratico; per la solidarietà e l’uguaglianza, il merito e l’universalità, le pari opportunità e il futuro. Il Partito Democratico di San Benedetto del Tronto, il PARTITO DELLA NOSTRA CITTA’.

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