“DIRITTI MEDIASET”: UN PROCESSO ASSURDO E RISIBILE

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  • Una Costituzione ormai inadatta ai tempi, toghe rosse che da venti anni manipolano la Giustizia a loro uso ed abuso, oscuri personaggi (alcuni non residenti in Italia) che manovrano e indirizzano la politica con i loro giornali, una stampa con falce e martello annebbiata da una visione rosso comunista stalinista, politici ottusi ed in malafede, trasmissioni televisive diseducative, attuate con presentatori inetti e venditori di fumo, una certa stampa giustizialista spazzatura, che offende milioni di cittadini, una scuola inefficiente ed informale, forniscono una visione terzomondista del nostro Paese. Corte Costituzionale, Giustizia, Parlamento, elezioni del Presidente della Repubblica, Istituzioni varie, Regioni, tasse, emolumenti di tutta la classe dirigenziale (giudici compresi), spesa pubblica, riconfermano la necessità di una riforma per snellire lo Stato.
    Forza Presidente .... dovremo provvedere, uniti, alla pulizia accurata dell'Italia. In tutte le persone oneste, la visione di realizzare un secondo Risorgimento è rinata. Non consentiremo a nessuno di appropriarsi e/o di monopolizzare le Istituzione, in particolare di usare le Leggi per fini preordinati. La Democrazia deve - e ad ogni costo - rinascere con lo riaffermazione dei Valori fondanti, in buona parte persi. Auguri
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  • è dai tempi dell'università (1968 ) che subiamo la loro dittatura comunista/leninista dove tutte le menti sono messe in un calderone comune regolato da pochi organizzati dall'alto e che ancora non hanno capito o non vogliono capire che il mondo è cambiato ed è in continua evoluzione e che il loro mondo è ormai OBSOLETO.Non ci piegheranno ai loro dictat !!!
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  • Caro Silvio, prima ero convinto, adesso ho avuto la certezza,

    Dovresti andare anche tu a cena con il giudice che ti deve

    giudicare, come ha fatto in Presidente della Regione Puglia la sera prima di essere giudicato e vedrai che sarai assolto da tutti

    i presunti reati che ti hanno accusato. Silvio Non mollare che ti stiamo vicini Forza Silvio.

    di essere giudicato
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  • Non possiamo, non dobbiamo, non vogliamo far prevalere la magistratura talebana sul potere politico! Qualsiasi cosa accadra' in cassazione occorre una mobilitazione costante contro la magistratura politicizzata. STRINGIAMOCI A SILVIO, LA LIBERTA' CHIAMO'! FORZA ITALIA!!!
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  • Signora Elsa Maniani accordo in pieno le sue giuste osservazioni, Berlusconi è un leader unico è si intuì già dal 1994 , tanto unico e irripetibile che lo bloccarono subito con un avviso di garanzia , e ogni volta che ha risalito la china o è ritornato alla guida la strategia è rimasta la stessa, demonizzarlo e demolirlo con altre stronzate, perchè di stronzate si tratta, se legge bene i processi aperti a suo carico, sono solo stronzate che costano allo stato e ai cittadini italiani cifre da brivido, cifre che sicuramente sono state spese tagliando servizi di utilità sociale, tutto questo per dare al mondo uno spettacolo ridicolo di questa nazione con conseguenze disastrose anche sul piano dell'economia. il problema vero è che gli altri competitor o avversari politici non hanno le stesse palle e capacità ma solo l'invidia di distruggere, l'analisi che ho fatto è personale ma non lontana dalla realtà.
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“DIRITTI MEDIASET”: UN PROCESSO ASSURDO E RISIBILE

  1. 1. “DIRITTI MEDIASET”: UN PROCESSO ASSURDO E RISIBILE
  2. 2. ANTEFATTO Il gruppo televisivo di Silvio Berlusconi è uno dei principali acquirenti di diritti televisivi mondiali. Una piccola parte di questi diritti (30-50 milioni di dollari, sul quasi 1 miliardo di dollari acquistati annualmente) veniva acquistata da Frank Agrama, imprenditore americano del settore. Agrama acquistava ogni anno da Paramount l'intera produzione film e fiction e poi li vendeva, singolarmente o a pacchetti, ai vari operatori europei. LE ANOMALIE DEL PROCESSO MEDIASET
  3. 3. LE ACCUSE DEI PM Fininvest prima e Mediaset poi, per acquisire i prodotti Paramount, tra i migliori sul mercato americano, dovevano quindi, necessariamente, trattare sempre e solo con Agrama. Quando Mediaset cercò di aggirare questa situazione trattando direttamente con Paramount, il risultato fu che quell'anno Paramount cedette tutti i suoi prodotti alla RAI. I magistrati ipotizzano che Agrama avrebbe avuto l’esclusiva solo perché Berlusconi sarebbe stato suo socio occulto e avrebbe diviso con lui gli utili delle vendite Paramount. LE ANOMALIE DEL PROCESSO MEDIASET
  4. 4. DAGLI ATTI RISULTA CHE: Silvio Berlusconi conobbe Agrama (solo due o tre incontri) agli albori della TV commerciale, negli anni ’80, non avendo successivamente alcun rapporto con lui. Dai conti correnti di Agrama sequestrati dai PM milanesi si evince che tutti i suoi guadagni sono rimasti nella sua esclusiva disponibilità: mai alcuna somma è stata trasferita a Berlusconi. Tutti i testimoni ascoltati hanno escluso che Silvio Berlusconi si fosse mai occupato dell’acquisto di diritti televisivi. LE ANOMALIE DEL PROCESSO MEDIASET
  5. 5. LA VERITA’ Silvio Berlusconi - proprietario al 100% di Mediaset e dopo la quotazione in borsa principale azionista e principale beneficiario degli utili - mai avrebbe avuto interesse ad acquistare prodotti Paramount in eccedenza rispetto alle esigenze di Mediaset per poi dividere in nero una piccola parte dell’utile con Agrama e mai avrebbe acconsentito al pagamento di tangenti ai propri dirigenti per agevolare Agrama. Gli sarebbe stato sufficiente una semplice telefonata ai suoi sottoposti per ottenere l’acquisto dei diritti da Agrama senza che questi dovesse pagare alcuna tangente. LE ANOMALIE DEL PROCESSO MEDIASET
  6. 6. LA VERITA’ Nel corso degli anni, Agrama versò ad alcuni dirigenti di Mediaset ingenti somme di denaro in nero (in un caso addirittura 4,5 milioni di euro) per far sì che l’azienda acquistasse l’intera produzione annuale Paramount. Quale imprenditore avrebbe continuato a mantenere come responsabili dell'Ufficio acquisti, (ufficio che trattava "diritti" per quasi un miliardo di dollari all'anno,) dei dirigenti corrotti, che pensavano al loro interesse e non a quello dell'azienda? LE ANOMALIE DEL PROCESSO MEDIASET
  7. 7. UN SISTEMA PER EVADERE L’1%? Per i bilanci Mediaset 2002 e 2003 gli uffici fiscali hanno prodotto un accertamento che indicava in 7.300.000 di euro le imposte che la società avrebbe evaso. Un importo che rappresenta poco più dell’1% delle imposte ammontanti a 567 milioni di euro versate da Mediaset all’erario per gli stessi anni 2002 e 2003. LE ANOMALIE DEL PROCESSO MEDIASET
  8. 8. IN CAUSA CON IL FISCO Mediaset non ha ritenuto di accettare gli accertamenti del fisco e li ha impugnati davanti alla Commissione Tributaria Provinciale di Milano. Il Procedimento è ancora in corso e i legali di Mediaset sostengono che ci siano buone probabilità, nonché di soccombenza del fisco. LE ANOMALIE DEL PROCESSO MEDIASET
  9. 9. GIUDICI SUPER PARTES… Il Collegio del Tribunale di Milano, era presieduto dal dott. D'Avossa, giudice già ricusato poiché in altro processo riguardante proprio il Gruppo Fininvest si era espresso affermando che era fatto notorio che in tale gruppo si utilizzassero fondi "neri" ed aveva perciò condannato i dirigenti imputati, che poi furono invece assolti in Appello e in Cassazione per insussistenza dei fatti. LE ANOMALIE DEL PROCESSO MEDIASET
  10. 10. …O GIUDICI POLITICIZZATI? Il Presidente della Corte d'Appello che ha incredibilmente confermato la sentenza di condanna del Tribunale aveva manifestato pubblicamente la sua disapprovazione nei confronti del Governo Berlusconi. LE ANOMALIE DEL PROCESSO MEDIASET
  11. 11. REATO PRESCRITTO DA TEMPO I fatti ipotizzati dall'accusa sarebbero accaduti nella prima metà degli anni ’90. La Magistratura, anziché prendere atto dell'intervenuta prescrizione ha invece, con tesi assolutamente pretestuosa, sostenuto che la compravendita dei diritti ha continuato a produrre i suoi effetti in tutti gli esercizi di bilancio in cui gli stessi diritti avevano trovato utilizzazione, sebbene fossero stati integralmente pagati all'epoca dei contratti risalenti agli anni '90 ed interamente ammortizzati nei bilanci aziendali. LE ANOMALIE DEL PROCESSO MEDIASET
  12. 12. BERLUSCONI GIA’ ASSOLTO DUE VOLTE PER LO STESSO REATO Ciò che rende ancor più assurda tutta questa vicenda è rappresentato dal fatto che i magistrati milanesi, contro ogni logica, non hanno tenuto conto di due sentenze della Corte di Cassazione, che hanno stabilito l'insussistenza di quei fatti e comunque l'estraneità di Silvio Berlusconi alla gestione di Mediaset proprio negli anni in questione. In qualunque altra sede giudiziaria, a fronte di decisioni consimili si sarebbe doverosamente ed immediatamente pervenuti ad una sentenza assolutoria. LE ANOMALIE DEL PROCESSO MEDIASET
  13. 13. I COSTI A CARICO DEI CITTADINI Il processo Mediaset è basato, come abbiamo visto, su una ipotesi accusatoria così assurda e risibile che sarebbe dovuto finire ancor prima di iniziare, con grande risparmio di tempo per i magistrati e di denaro per i contribuenti. Una sola delle molte inutili consulenze contabili ordinate dalla Procura di Milano è costata ai cittadini quasi 3 milioni di euro. Non è azzardato ipotizzare che tra consulenze, rogatorie ed atti processuali questa vicenda sia già costata allo Stato, dunque ai contribuenti, circa 20 milioni di euro. LE ANOMALIE DEL PROCESSO MEDIASET

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