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QUESITI DEL PAZIENTE <ul><li>Posso riammalarmi? </li></ul><ul><li>Cosa posso o non posso mangiare? </li></ul><ul><li>Posso...
QUESITI DEL MEDICO <ul><li>DI FRONTE A QUESTO TIPO DI PAZIENTE IL MEDICO DI MEDICINA GENERALE SI CHIEDE: </li></ul><ul><li...
EVIDENZE DISPONIBILI <ul><li>I DATI A QUESTO RIGUARDO NON SONO MOLTI  </li></ul><ul><li>UNA REINFEZIONE E’ SICURAMENTE POS...
ALIMENTAZIONE  E STILE DI VITA <ul><li>Non ci sono dati precisi per consigliare o vietare un particolare alimento. </li></...
QUALI CONTROLLI E QUANDO <ul><li>per rispondere a questo quesito occorrono studi di coorte sufficientemente lunghi </li></...
PRECAUZIONI E AVVERTENZE PER LA TERAPIA FARMACOLOGICA <ul><li>NON CI SONO DATI CHE CONFIGURINO UN DIVIETO ALL’IMPIEGO DI P...
COSA RISPONDIAMO AL NOSTRO ASSISTITO? <ul><li>DI EVITARE I COMPORTAMENTI A RISCHIO </li></ul><ul><li>DI MANTENERE UNA ALIM...
QUESTO PUO’ ESSERE UN  PROTOCOLLO CONDIVISO  CHE PERMETTE DI NON FARE ESAMI INUTILI E FORNIRE RISPOSTE APPROPRIATE AL NOST...
FOLLOW UP DEL PAZIENTE CON EPATITE C <ul><li>Due studi di coorte che hanno seguito pazienti con epatite C per 10 anni </li...
MORTALITA’ A 10 ANNI <ul><li>La differenza di mortalità per tutte le cause sono è statisticamente  significativa tra HCV p...
FOLLOW UP A 10 ANNI IN UNA COORTE DEL TERRITORIO <ul><li>Dei 355 soggetti, solo il 49% aveva eseguito controlli periodici ...
CONCLUSIONI  <ul><li>OCCORRE UNA MAGGIORE ATTENZIONE NEL FOLLOW UP DEI PAZIENTI AFFETTI DA EPATITE C  </li></ul><ul><li>E ...
PROBLEMI APERTI NEL FOLLOW UP DEL PAZIENTE CON EPATITE C <ul><li>SE E’ VERO CHE LE DOMANDE RIGUARDO ALLA PROGNOSI DELLA MA...
QUESITI DEL PAZIENTE <ul><li>Qual è il rischio reale di contagio per i familiari? </li></ul><ul><li>Posso avere figli? </l...
EVIDENZE DISPONIBILI <ul><li>Un adeguato counselling deve essere dedicato alla prevenzione del contagio dei familiari, tut...
DECISIONE DI AVERE FIGLI <ul><li>DOBBIAMO CONSIDERARE DUE ORDINI DI PROBLEMI </li></ul><ul><li>POSSIBILITA’ DI TRASMISSION...
TRASMISSIONE PER VIA ESCLUSIVAMENTE SESSUALE  <ul><li>Il rischio è basso (massimo 5%), ma è possibile che sia ancora minor...
TRASMISSIONE  MATERNO-FETALE  <ul><li>La trasmissione materno-fetale è raro (massimo 6%), ma il rischio diventa alto per l...
LA DECISIONE OVVIAMENTE SPETTA AD ENTRAMBI I PARTNER <ul><li>COMPITO DEL MEDICO  </li></ul><ul><li>informare correttamente...
GESTIONE DEL FOLLOW UP DEI PAZIENTI DIFFICILI <ul><li>IL FOLLOW UP LABORATORISTICO-STRUMENTALE E’ GESTITO DAL CENTRO SPECI...
PROTOCOLLO INTEGRATO E CONDIVISO  <ul><li>Per usare le risorse in maniera oculata  </li></ul><ul><li>per assistere il pazi...
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EPATITE C: FOLLOW UP

  1. 1. FOLLOW UP DEL PAZIENTE GUARITO E DEL PAZIENTE NON GUARITO Dott.ssa Lina Bianconi Medico di Medicina Generale AUSL di Reggio Emilia distretto di Montecchio
  2. 2. LE LINEE GUIDA SI OCCUPANO PRINCIPALMENTE DELLA DIAGNOSI E DELLA TERAPIA DELLA EPATITE C <ul><li>Ma il nostro assistito che torna a noi dopo aver percorso l’iter diagnostico e terapeutico con la diagnosi di: </li></ul><ul><li>EPATITE VIRALE C GUARITA </li></ul><ul><li>ci pone alcune domande: </li></ul>
  3. 3. QUESITI DEL PAZIENTE <ul><li>Posso riammalarmi? </li></ul><ul><li>Cosa posso o non posso mangiare? </li></ul><ul><li>Posso bere un bicchiere di Lambrusco? </li></ul><ul><li>Devo fare dei controlli? Quali? Ogni quanto tempo? </li></ul>
  4. 4. QUESITI DEL MEDICO <ul><li>DI FRONTE A QUESTO TIPO DI PAZIENTE IL MEDICO DI MEDICINA GENERALE SI CHIEDE: </li></ul><ul><li>quali raccomandazioni sullo stile di vita devo dargli? </li></ul><ul><li>Quali esami laboratoristici e strumentali devo chiedere e ogni quanto tempo e fino a quando? </li></ul><ul><li>Quali farmaci è bene che eviti? </li></ul>
  5. 5. EVIDENZE DISPONIBILI <ul><li>I DATI A QUESTO RIGUARDO NON SONO MOLTI </li></ul><ul><li>UNA REINFEZIONE E’ SICURAMENTE POSSIBILE </li></ul><ul><li>quindi occorre evitare i comportamenti a rischio </li></ul>
  6. 6. ALIMENTAZIONE E STILE DI VITA <ul><li>Non ci sono dati precisi per consigliare o vietare un particolare alimento. </li></ul><ul><li>Per quanto riguarda il consumo di alcool l’unica evidenza riguarda il consumo eccessivo di alcool (>50g/die) che nei pazienti con epatite C peggiora l’evoluzione della malattia (grado B). Ma non ci sono dati che riguardano i pazienti guariti e il consumo moderato </li></ul><ul><li>“ Clinical guidelines of management of hepatitis C” </li></ul><ul><li>Royal College of Physicians and British Society of Gastroenterology 2001 SEEK </li></ul>
  7. 7. QUALI CONTROLLI E QUANDO <ul><li>per rispondere a questo quesito occorrono studi di coorte sufficientemente lunghi </li></ul><ul><li>uno di questi che ha seguito 98 pazienti trattati con INF per 5 anni dalla fine del trattamento, nel sottogruppo dei guariti ha evidenziato che: </li></ul><ul><li>SE NON CI SONO RICADUTE NEL PRIMO ANNO NON SI AVEVANO PER TUTTO IL PERIODO DI FOLLOW UP </li></ul><ul><li>Morisco et al. </li></ul><ul><li>“ Chronic hapatitis C long-term responders to human leukocyte interferon-aloha theraphy: persistence of a sustained biochemical and virological responce during 5 years of surveillance” </li></ul><ul><li>Eur J Gastroenterol Hepatol 1998 ; 10 (5) : 399-403 </li></ul>
  8. 8. PRECAUZIONI E AVVERTENZE PER LA TERAPIA FARMACOLOGICA <ul><li>NON CI SONO DATI CHE CONFIGURINO UN DIVIETO ALL’IMPIEGO DI PARTICOLARI CLASSI DI FARMACI </li></ul><ul><li>è comunque da ricordare che diversi farmaci possono determinare alterazioni delle transaminasi e anche epatiti iatrogene, quindi attenzione alla FARMACOVIGILANZA </li></ul>
  9. 9. COSA RISPONDIAMO AL NOSTRO ASSISTITO? <ul><li>DI EVITARE I COMPORTAMENTI A RISCHIO </li></ul><ul><li>DI MANTENERE UNA ALIMENTAZIONE SANA ED EQUILIBRATA (come tutti gli adulti) MA CHE PUO’ FARE SPORT E SVOLGERE QUALSIASI PROFESSIONE </li></ul><ul><li>CHE DOPO IL PRIMO ANNO IL SUO RISCHIO DI RICADUTA E’ BASSO e quindi i controlli degli esami di laboratorio non devono essere particolarmente frequenti in assenza di sintomi </li></ul>
  10. 10. QUESTO PUO’ ESSERE UN PROTOCOLLO CONDIVISO CHE PERMETTE DI NON FARE ESAMI INUTILI E FORNIRE RISPOSTE APPROPRIATE AL NOSTRO ASSISTITO?
  11. 11. FOLLOW UP DEL PAZIENTE CON EPATITE C <ul><li>Due studi di coorte che hanno seguito pazienti con epatite C per 10 anni </li></ul><ul><ul><li>924 pazienti trasfusi prima dell’introduzione del test per HCV e risultati infetti e 475 pazienti trasfusi nello stesso periodo e non infettati a Londra </li></ul></ul><ul><ul><li>355 soggetti cui era stata diagnosticata l’epatite C tra il 1990 e il 1999 nel Olmsted Country Minnesota </li></ul></ul>
  12. 12. MORTALITA’ A 10 ANNI <ul><li>La differenza di mortalità per tutte le cause sono è statisticamente significativa tra HCV positivi e controlli, </li></ul><ul><li>Il 40% dei pazienti che morirono per causa epatica erano forti bevitori </li></ul><ul><li>Helen E. Harris et al. </li></ul><ul><li>BMJ 24 febb.2002 , 324 1-6 </li></ul>
  13. 13. FOLLOW UP A 10 ANNI IN UNA COORTE DEL TERRITORIO <ul><li>Dei 355 soggetti, solo il 49% aveva eseguito controlli periodici nei 10 anni di osservazione delle transaminasi, </li></ul><ul><li>Per quanto riguarda i fattori che possono accelerare il danno epatico: </li></ul><ul><ul><li>nessuno era stato indagato per HIV, </li></ul></ul><ul><ul><li>la vaccinazione per HBV era stata fatta solo nel 23% dei soggetti non immuni </li></ul></ul><ul><ul><li>la vaccinazione per HAV era stata fatta in meno di un decimo dei soggetti </li></ul></ul><ul><ul><li>il trattamento o comunque le raccomandazioni per ridurre l’introduzione di alcool era documentato in una minoranza di soggetti </li></ul></ul>
  14. 14. CONCLUSIONI <ul><li>OCCORRE UNA MAGGIORE ATTENZIONE NEL FOLLOW UP DEI PAZIENTI AFFETTI DA EPATITE C </li></ul><ul><li>E IN PARTICOLARE ALLE CONDIZIONI CHE POSSONO ACCELERARE IL DANNO EPATICO </li></ul><ul><li>Yawn BP et al. </li></ul><ul><li>Diagnosis and 10-year follow up of a community-based hetitis C cohort </li></ul><ul><li>J Fam Pract 2002 Feb; 51 (2) : 135-140 </li></ul>
  15. 15. PROBLEMI APERTI NEL FOLLOW UP DEL PAZIENTE CON EPATITE C <ul><li>SE E’ VERO CHE LE DOMANDE RIGUARDO ALLA PROGNOSI DELLA MALATTIA VENGONO RIVOLTE AI MEDICI DEL CENTRO SPECIALISTICO DI RIFERIMENTO, </li></ul><ul><li>ANCHE IL MEDICO DI MEDICINA GENERALE E’ INTERPELLATO DIRETTAMENTE SOPRATTUTTO SE SI TRATTA DI PERSONE GIOVANI </li></ul>
  16. 16. QUESITI DEL PAZIENTE <ul><li>Qual è il rischio reale di contagio per i familiari? </li></ul><ul><li>Posso avere figli? </li></ul><ul><li>Posso continuare a svolgere qualsiasi professione, e se voglio svolgere una professione sanitaria lo posso fare o è pericoloso per me o per gli altri? </li></ul><ul><li>Esiste uno stile di vita che possa rallentare il danno epatico? </li></ul>
  17. 17. EVIDENZE DISPONIBILI <ul><li>Un adeguato counselling deve essere dedicato alla prevenzione del contagio dei familiari, tuttavia il rischio è comunque legato al contatto inapparente con il sangue. </li></ul><ul><li>Per quanto riguarda le professioni sanitarie il rischio di trasmissione è comunque molto basso </li></ul><ul><li>Linda A. Moyer et al Center for Disease Control and Prevention of Atlannta, Georgia. “Hepatitis C: Preevntion Counseling and Medical Evaluation” American Family Physician 15 gennaio 1999 </li></ul>
  18. 18. DECISIONE DI AVERE FIGLI <ul><li>DOBBIAMO CONSIDERARE DUE ORDINI DI PROBLEMI </li></ul><ul><li>POSSIBILITA’ DI TRASMISSIONE PER VIA SESSUALE </li></ul><ul><li>POSSIBILITA’ DI TRASMISSIONE MATERNO-FETALE E CON L’ALLATTAMENTO </li></ul>
  19. 19. TRASMISSIONE PER VIA ESCLUSIVAMENTE SESSUALE <ul><li>Il rischio è basso (massimo 5%), ma è possibile che sia ancora minore all’interno di coppie stabili (grado B) e non ci sono evidenze sufficienti per raccomandare in modo tassativo nelle coppie stabili rapporto condom-protetti (grado C) </li></ul><ul><li>Naturalmente il rischio è molto maggiore per partner sessuali multipli (grado C) </li></ul><ul><li>“ Clinical guidelines of management of hepatitis C” </li></ul><ul><li>Royal College of Physicians and British Society of Gastroenterology 2001 SEEK </li></ul>
  20. 20. TRASMISSIONE MATERNO-FETALE <ul><li>La trasmissione materno-fetale è raro (massimo 6%), ma il rischio diventa alto per le donne HIV-positive (grado B) </li></ul><ul><li>l’allattamento al seno (se non sono presenti lesioni cutanee) non è controindicato (grado C) </li></ul><ul><li>“ Clinical guidelines of management of hepatitis C” </li></ul><ul><li>Royal College of Physicians and British Society of Gastroenterology 2001 SEEK </li></ul>
  21. 21. LA DECISIONE OVVIAMENTE SPETTA AD ENTRAMBI I PARTNER <ul><li>COMPITO DEL MEDICO </li></ul><ul><li>informare correttamente in modo che le decisioni possano essere consapevoli </li></ul><ul><li>necessità di una gestione integrata fra tutte le figure professionali coinvolte: </li></ul><ul><ul><li>specialista di riferimento, ginecologo, ostetrica, medico di medicina generale, pediatra </li></ul></ul>
  22. 22. GESTIONE DEL FOLLOW UP DEI PAZIENTI DIFFICILI <ul><li>IL FOLLOW UP LABORATORISTICO-STRUMENTALE E’ GESTITO DAL CENTRO SPECIALISTICO DI RIFERIMENTO MA ESISTONO SITUAZIONI DI DIFFICILE GESTIONE: </li></ul><ul><li>paziente con scarsa compliance o scarsa comprensione del problema: </li></ul><ul><ul><li>nazionalità e culture diverse </li></ul></ul><ul><ul><li>negazione della malattia o difficoltà psicologiche </li></ul></ul><ul><li>quali situazioni, terapie, o malattie concomitanti è opportuno segnalare al Centro Specialistico? </li></ul>
  23. 23. PROTOCOLLO INTEGRATO E CONDIVISO <ul><li>Per usare le risorse in maniera oculata </li></ul><ul><li>per assistere il paziente in maniera appropriata ed efficace </li></ul><ul><li>per gestire al meglio le situazioni problematiche e i pazienti difficili </li></ul>

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