Incontro con magistrato di sorveglianza

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Incontro con magistrato di sorveglianza

  1. 1. Incontro con il Dr. Bortolato, Magistrato di Sorveglianza Tribunale di Padova Gruppo: Ilaria Bano, Silvia Favero, Ambra Furlan, Giulia Gaburo, Sara Guerriero, Giulia Rizzoli Prof. Gabriella Peracchi
  2. 2. Nella Sala “Carmeli” del Liceo “Duca D’Aosta” di Padova
  3. 3. alcune classi quinte incontrano il Dr. Bortolato, Magistrato di Sorveglianza al e la Dott.ssa Ornella Favero, Tribunale di Padova giornalista e direttrice della rivista “Ristretti orizzonti” del carcere “Due Palazzi” di Padova
  4. 4. La conferenza ha avuto inizio con una serie di necessarie nozioni: VERITÀ DEL REATO REATO CARCERE è la verità che si accerta violazione di un con il processo, sanzione giuridica più obbligo, determinando una lesione di un bene grave, caratterizzata giuridico protetto da dalla privazione della successiva irrogazione della sanzione per il una norma penale libertà personale colpevole
  5. 5. Nel corso della storia le funzioni attribuite alla pena sono state molte e diverse tra loro: Inizialmente veniva vista come la retribuzione di un male commesso (con pena di morte ammissibile) Grazie al trattato del 1764 Cesare Beccaria ha posto le basi per l’abolizione della pena di morte
  6. 6. Ci è stata inoltre accennata la funzione special-preventiva della pena consiste nell’inibire il soggetto carcerato col fine di impedirgli di compiere in futuro ulteriori reati
  7. 7. La pena come vendetta non può svolgere una funzione utile Nasce dunque la pena con funzione di deterrenza, per incutere nella deterrenza collettività il terrore di commettere un reato La pena non è necessariamente proporzionale al male commesso: può anche essere più rigida per sostenere la funzione di minaccia. Si tratta quindi di una sorta di prevenzione generale
  8. 8. Ci è stata nominata la corrente del Determinismo psichico (fine ‘800) In questo caso il reato è da intendersi come frutto della deprivazione sociale, dipendente dal contesto in cui è inserito il soggetto: il reato è frutto della malattia mentale (Lombroso) La pena è indeterminata e considerata come prevenzione del reato nel soggetto che avviene con la privazione della libertà personale (ergastoli bianchi)
  9. 9. Nel 1948 con la nasce l’articolo 27 in cui viene affermato che la pena deve tendere alla rieducazione del condannato e non può essere disumana I costituenti fissano così il principio della RIEDUCAZIONE Le pene devono essere utili al condannato: egli deve recepire delle regole da rispettare per non incorrere in sanzioni e per rieducarsi al rispetto delle norme sociali
  10. 10. La pena viene dunque inserita in un modello educativo si agisce sulle cause della deprivazione del condannato e lo si pone nella condizione di poter essere reinserito nella società (RISOCIALIZZAZIONE) RISOCIALIZZAZIONE Vengono istituite delle scuole all’interno delle carceri in quanto si pensa che il soggetto privo di istruzione sia più indirizzato a delinquere, soprattutto se straniero
  11. 11. Il Dr. Bortolato ci ha inoltre spiegato le funzioni e lo scopo del permesso premio esso consiste in un massimo di 45 giorni all’anno per coltivare gli interessi riguardanti l’istruzione o la famiglia
  12. 12. Il permesso premio viene concesso ai detenuti che hanno dimostrato di essere favorevoli alla rieducazione Esso può essere concesso anche agli ergastolani dopo 10 anni di detenzione La famiglia è innocente e subisce una privazione. Il permesso premio prepara anche la famiglia alla reintegrazione del familiare condannato
  13. 13. Il Magistrato di Sorveglianza è uno dei motori della rieducazione e si occupa dell’esecuzione della pena I costituenti hanno creato una serie di norme che, attraverso gli istituti delle carceri, consentono l’avvio a tale processo rieducativo
  14. 14. Se il detenuto si comporta correttamente durante i permessi premio e se non avvengono violazioni, esistono delle misure alternative di carcerazione: carcerazione semilibertà possibilità di lavorare all’esterno, rientrando solo a dormire in carcere detenzione domiciliare affidamento ai servizi sociali Avviene quando il detenuto può essere concessa solo deve scontare un residuo di pena, o una pena inferiore ai negli ultimi 2 anni della 3 anni. Per mezzo degli pena da scontare, o per assistenti sociali il detenuto gravi condizioni fisiche. viene accompagnato Si può trascorrere in casa all’interno del carcere, riabituando il soggetto alla sebbene con alcune vita familiare restrizioni
  15. 15. L’affidamento ai servizi sociali è il ricorso più efficace perché il 68% dei condannati che ne hanno usufruito, non è più ricaduto nella delinquenza in seguito alla scarcerazione Tra coloro che hanno scontato in carcere la loro pena, appena il 18% non ricade nella delinquenza Il Magistrato ci ha infine riferito che ai tossicodipendenti viene concesso uno sconto di pena nel caso in cui essi accettino di essere aiutati e quindi curati
  16. 16. Conclusioni L’incontro con il Magistrato di Sorveglianza ha avuto esiti molto positivi. Le sue spiegazioni sono risultate chiare ed esaustive Il Dr. Bortolato si definisce “uno dei motori della rieducazione”. Egli crede molto nel potere del “rieducare”. Ha affermato che i cardini del processo rieducativo sono: cultura lavoro affetti
  17. 17. Inoltre ci siamo recati presso la Casa Circondariale di Padova ed abbiamo incontrato i detenuti e la redazione di “Ristretti Orizzonti” Incontrare il Dr. Bortolato ci ha dato modo di conoscere un’ulteriore figura dell’istituzione carceraria e attraverso di esso abbiamo potuto chiarire i nostri dubbi e confrontare le nostre conoscenze grazie alle dettagliate spiegazioni
  18. 18. r la e pe az i Gr e!! zion lizza isua v
  19. 19. Ilaria Bano Silvia Favero Ambra Furlan Giulia Gaburo Sara Guerriero Giulia Rizzoli

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