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Tassazione dei redditi prodotti all’estero. Londra 16.09.2016

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Le slide del mio intervento sulla tassazione dei redditi prodotti all'estero al convegno organizzato da Ascheri & Partners - London presso la sede dell'ICAEW di Londra il 16.09.2016.

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Tassazione dei redditi prodotti all’estero. Londra 16.09.2016

  1. 1. studi obattagl i acommer ci al i sti .i t Paolo Battaglia Dottore Commercialista in Ragusa ACA Chartered Accountant in Londra Londra, 16 settembre 2016 Tassazione dei dividendi e redditi prodotti all’estero
  2. 2. 2 studi obattagl i acommer ci al i sti .i t Il contesto normativo • Soggetti passivi dell’imposta: Articolo 2 del Tuir • Base imponibile: Articolo 3 del Tuir • Determinazione dell’imposta: Articolo 11 del Tuir • Applicazione dell'imposta ai non residenti: Articolo 23 del Tuir • Redditi di capitale: Articolo 44 del Tuir • Utili da partecipazione: Articolo 47 del Tuir • Redditi di lavoro dipendente: Articolo 49 del Tuir • Determinazione del reddito di lavoro dipendente: Articolo 51, comma8-bis, del Tuir • Dividendi: Articolo 59 del Tuir • Credito d’imposta per i redditi prodotti all’estero: Articolo 165 del Tuir • Disposizioni in materia di imprese estere controllate: Articolo 167 del Tuir • Domicilio e residenza: Articolo 43 del Codice Civile • Doppie imposizioni: Articolo 15, comma 1 del modello Ocse sulle convenzioni internazionali contro le doppie imposizioni • Accordi internazionali: Articolo 169 del Tuir • Disposizioni recanti misure per la crescita e l'internazionalizzazione delle imprese: Decreto legislativo 14 settembre 2015 n. 147 • Convenzioni internazionali (modello OCSE) Redditi prodotti all’estero
  3. 3. 3 studi obattagl i acommer ci al i sti .i t Redditi prodotti all’estero Tassazione degli utili Persona fisica L'imposizione fiscale avviene secondo due principi fondamentali: • quello di territorialità • quello di residenza (World Wide Principle). Il primo prende in considerazione il Paese in cui si produce il reddito: il risultato è che il contribuente potrebbe vedersi il reddito tassato due volte. Il secondo considera il Paese in cui si risiede: a carico dei soggetti considerati fiscalmente residenti in Italia, v’è l’obbligo di presentazione della dichiarazione per tutti i redditi, ancorché prodotti in altri Paesi, conseguiti nel corso del periodo d’imposta.
  4. 4. 4 studi obattagl i acommer ci al i sti .i t Word Wide Taxation Principle La delimitazione degli ambiti di giurisdizione fiscale mediante il ricorso da parte dei diversi Paesi ai (medesimi) criteri di tassazione dell’utile mondiale per i residenti, e di territorialità per i non residenti, inevitabilmente crea il rischio di doppie imposizioni. In tale prospettiva può, dunque, accadere che due differenti ordinamenti si considerino legittimati ad esercitare la propria pretesa impositiva sullo stesso presupposto ovvero si ritengano competenti all’esercizio delle prerogative tributarie nei riguardi del medesimo soggetto. La disciplina del “credito d’imposta per i redditi prodotti all’estero”, contenuta nell’art. 165 del TUIR, ha proprio lo scopo di evitare, o quanto meno attenuare, la nascita di fenomeni di doppia imposizione internazionale dei redditi, consentendo che il reddito prodotto all'estero sia tassato anche nello Stato di residenza ma concedendo la detrazione delle imposte già pagate nel Paese di produzione. La disciplina si applica indistintamente a tutti i soggetti sia Irpef che Ires, fatte salve le particolarità specificamente previste per i soggetti titolari di reddito d’impresa. Pertanto, rientrano nel suo ambito applicativo le persone fisiche (siano esse o meno esercenti arti o professioni o imprenditori), le società e gli enti commerciali e gli enti non commerciali. In particolare, con riferimento alle società di persone ed alle società ed associazioni ad esse equiparate, nonché alle società di capitali trasparenti, il comma 9 dell’art. 165 TUIR prevede che il credito detraibile si calcoli in capo al singolo socio. Redditi prodotti all’estero
  5. 5. 5 studi obattagl i acommer ci al i sti .i t Le Convenzioni Internazionali Con le Convenzioni Internazionali contro le doppie imposizioni gli Stati mirano a ripartire le loro sfere di sovranità concordando criteri per definire, in ipotesi di reddito transnazionale, quale sia lo Stato che ha potestà impositiva. Uno dei due Stati deve rinunciare, in tutto ovvero in parte, alla propria potestà impositiva. Con tali accordi il contribuente versa comunque tutte le imposte, ciò che cambia è la ripartizione dei tributi tra uno Stato e l’altro. TIE BREAKER RULES: art. 4 Mod. Ocse Convenzioni contro le doppie imposizioni L’adozione di strumenti convenzionali consente a ciascuno dei Paesi interessati di perseguire due distinti obiettivi: 1. evitare il rischio di doppia imposizione 2. prevenire l’evasione e l’elusione fiscale mediante l’individuazione, in rapporto a determinati comparti impositivi, di procedure per consentire lo scambio di informazioni e favorire la mutua assistenza tra le Amministrazioni fiscali degli Stati contraenti. Redditi prodotti all’estero
  6. 6. 6 studi obattagl i acommer ci al i sti .i t Relazioni tra Convenzioni internazionali e normativa nazionale Le Convenzioni assumono carattere di specialità e, quindi, devono essere poste sul gradino più alto della gerarchia delle fonti del diritto, nell’ambito della materia da queste disciplinata. Da ultimo: Commissione Tributaria Provinciale di Milano, sentenza n. 294/5/2012: «In caso di contrasto tra normativa interna e disposizioni contenute nelle Convenzioni per evitare le doppie imposizioni, queste ultime devono prevalere sulla base del criterio di specialità, SENZA prendere in considerazione, come sostenuto dall’Amministrazione finanziaria, il criterio della successione delle leggi nel tempo.» TUTTAVIA (deroga in positivo), in base all’art. 169 TUIR: le disposizioni TUIR si applicano ANCHE IN DEROGA ALLA CONVENZIONE, se più favorevoli. Redditi prodotti all’estero
  7. 7. 7 studi obattagl i acommer ci al i sti .i t Le Convenzioni Internazionali TIE BREAKER RULES: art. 4 Mod. OCSE Convenzioni contro le doppie imposizioni Sancisce i criteri di determinazione della residenza che devono essere applicati secondo il tassativo seguente ordine gerarchico: • Abitazione permanente • Centro di interessi vitali • Soggiorno abituale • Nazionalità • Comune accordo Redditi prodotti all’estero
  8. 8. 8 studi obattagl i acommer ci al i sti .i t La Convenzione Italia – Regno Unito Le imposte attuali cui si applica la Convenzione Italia – UK sono: a) per quanto concerne il Regno Unito: i) l'imposta sul reddito (the income tax); ii) l'imposta sulle società (the corporation tax); iii) l'imposta sui redditi di capitale (the capital gains tax); iv) l'imposta sul reddito derivante dal petrolio (the petroleum revenue tax). b) per quanto concerne l'Italia: i) l'imposta sul reddito delle persone fisiche; ii) l'imposta sul reddito delle persone giuridiche; iii) l'imposta locale sui redditi (ancorché riscosse mediante ritenuta alla fonte). Redditi prodotti all’estero
  9. 9. 9 studi obattagl i acommer ci al i sti .i t Contesto normativo Art. 2 TUIR. Soggetti passivi 1. Soggetti passivi dell'imposta sono le persone fisiche, residenti e non residenti nel territorio dello Stato. 2. Ai fini delle imposte sui redditi si considerano residenti le persone che per la maggior parte del periodo di imposta sono (ALTERNATIVAMENTE): o iscritte nelle anagrafi della popolazione residente o hanno nel territorio dello Stato il domicilio o la residenza ai sensi del codice civile*. • Secondo l’art. 43 del Codice civile: il domicilio è il luogo in cui la persona fisica ha stabilito la sede principale dei suoi affari e interessi; la residenza è il luogo in cui la persona fisica dimora abitualmente. Redditi prodotti all’estero
  10. 10. 10 studi obattagl i acommer ci al i sti .i t Contesto normativo Art. 2 TUIR. Soggetti passivi 2-bis. Si considerano altresì residenti, salvo prova contraria, i cittadini italiani cancellati dalle anagrafi della popolazione residente e trasferiti in Stati o territori diversi da quelli individuati con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze, da pubblicare nella Gazzetta Ufficiale. Sarà quindi il contribuente a doversi accollare l'onere di fornire tutti gli elementi necessari e sufficienti per convincere l'Amministrazione finanziaria che la perdita di residenza è effettiva e che, in realtà, si sono interrotti tutti i rapporti (economici ed affettivi) con il Paese di origine. Redditi prodotti all’estero
  11. 11. 11 studi obattagl i acommer ci al i sti .i t La residenza fiscale delle persone fisiche 3 requisiti per ottenere la residenza all’estero Per la maggior parte del periodo d’imposta (183 giorni o 184 giorni): 1. Iscrizione all’Aire (Anagrafe degli italiani Residenti all’Estero) 2. Domicilio civilistico all’estero (art. 43 c.c. comma 1) Il domicilio di una persona è nel luogo in cui essa ha stabilito la sede principale dei suoi affari e interessi. All’estero deve quindi essere il suo centro di affari e interessi, non solo di natura patrimoniale ed economica ma anche familiare, sociale e morale. 3. Residenza civilistica all’estero (art. 43 c.c. comma 2) La residenza è nel luogo in cui la persona ha la dimora abituale. Il contribuente deve quindi permanere effettivamente all’estero con l’intenzione di volerci rimanere. Redditi prodotti all’estero
  12. 12. 12 studi obattagl i acommer ci al i sti .i t La residenza fiscale delle persone fisiche Il requisito della residenza si acquisisce ex tunc con riferimento al periodo d’imposta nel quale la persona fisica instaura il collegamento territoriale rilevante ai fini fiscali: Soltanto alla fine dell’anno solare è possibile effettuare la verifica del requisito temporale della permanenza in Italia (183 o 184 giorni in caso di anno bisestile) per determinare la residenza fiscale della persona. Redditi prodotti all’estero
  13. 13. 13 studi obattagl i acommer ci al i sti .i t Contesto normativo Art. 3, comma1, TUIR. Base imponibile 1. L'imposta si applica sul reddito complessivo del soggetto, formato per i residenti da tutti i redditi posseduti al netto degli oneri deducibili indicati nell'articolo 10 e per i non residenti soltanto da quelli prodotti nel territorio dello Stato. Per l’ordinamento italiano, quindi, sono imponibili tutti i redditi posseduti nel periodo di imposta dal soggetto passivo residente, ovunque maturati e a prescindere dal luogo in cui essi sono stati prodotti, al netto degli oneri deducibili e nei limiti delle convenzioni stipulate secondo il modello OCSE. Redditi prodotti all’estero
  14. 14. 14 studi obattagl i acommer ci al i sti .i t Contesto normativo Art. 11, comma 4, TUIR. Determinazione dell’imposta 4. Dall’imposta netta si detrae l’ammontare dei crediti d’imposta spettanti al contribuente a norma dell’articolo 165. Se l’ammontare dei crediti d’imposta è superiore a quello dell’imposta netta il contribuente ha diritto, a sua scelta, di computare l’eccedenza in diminuzione dell’imposta relativa al periodo d’imposta successivo o di chiederne il rimborso in sede di dichiarazione dei redditi. Redditi prodotti all’estero
  15. 15. 15 studi obattagl i acommer ci al i sti .i t Contesto normativo Art. 23 TUIR. Applicazione dell'imposta ai non residenti 1. Ai fini dell'applicazione dell'imposta nei confronti dei non residenti si considerano prodotti nel territorio dello Stato: • a) i redditi fondiari; • b) i redditi di capitale corrisposti dallo Stato, da soggetti residenti nel territorio dello Stato o da stabili organizzazioni nel territorio stesso di soggetti non residenti, con esclusione degli interessi e altri proventi derivanti da depositi e conti correnti bancari e postali; • c) i redditi di lavoro dipendente prestato nel territorio dello Stato, compresi i redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente di cui alle lettere a) e b) del comma 1 dell'articolo 50; • d) i redditi di lavoro autonomo derivanti da attività esercitate nel territorio dello Stato; • e) i redditi d'impresa derivanti da attività esercitate nel territorio dello Stato mediante stabili organizzazioni; • f) i redditi diversi derivanti da attività svolte nel territorio dello Stato e da beni che si trovano nel territorio stesso, nonché le plusvalenze derivanti dalla cessione a titolo oneroso di partecipazioni in società residenti, con esclusione: 1) delle plusvalenze di cui alla lettera c-bis) del comma 1, dell'articolo 67, derivanti da cessione a titolo oneroso di partecipazioni in società residenti negoziate in mercati regolamentati, ovunque detenute; 2) delle plusvalenze di cui alla lettera c-ter) del medesimo articolo derivanti da cessione a titolo oneroso ovvero da rimborso di titoli non rappresentativi di merci e di certificati di massa negoziati in mercati regolamentati, nonché da cessione o da prelievo di valute estere rivenienti da depositi e conti correnti; 3) dei redditi di cui alle lettere c-quater) e c-quinquies) del medesimo articolo derivanti da contratti conclusi, anche attraverso l'intervento d'intermediari, in mercati regolamentati; • g) i redditi di cui agli articoli 5, 115 e 116 imputabili a soci, associati o partecipanti non residenti. Redditi prodotti all’estero
  16. 16. 16 studi obattagl i acommer ci al i sti .i t Contesto normativo Art. 23 TUIR. Applicazione dell'imposta ai non residenti 2. Indipendentemente dalle condizioni di cui alle lettere c), d), e) f) del comma 1 si considerano prodotti nel territorio dello Stato, se corrisposti dallo Stato, da soggetti residenti nel territorio dello Stato o da stabili organizzazioni nel territorio stesso di soggetti non residenti: a) le pensioni, gli assegni ad esse assimilati e le indennità di fine rapporto di cui alle lettere a), c), d), e) e]) del comma 1 dell'articolo 16; b) i redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente di cui alle lettere c), c-bis), f), h), h-bis), i) e l) del comma 1 dell'articolo 47; 78 c) i compensi per l'utilizzazione di opere dell'ingegno, di brevetti industriali e di marchi d'impresa nonché di processi, formule e informazioni relativi ad esperienze acquisite nel campo industriale, commerciale o scientifico; d) i compensi corrisposti ad imprese, società o enti non residenti per prestazioni artistiche o professionali effettuate per loro conto nel territorio dello Stato. Redditi prodotti all’estero
  17. 17. 17 studi obattagl i acommer ci al i sti .i t Redditi prodotti all’estero Contesto normativo Art. 44, comma 1 TUIR. Redditi di capitale 1. Sono redditi di capitale: a) gli interessi e altri proventi derivanti da mutui, depositi e conti correnti; b) gli interessi e gli altri proventi delle obbligazioni e titoli similari, degli altri titoli diversi dalle azioni e titoli similari, nonché dei certificati di massa; c) le rendite perpetue e le prestazioni annue perpetue di cui agli articoli 1861 e 1869 del codice civile; d) i compensi per prestazioni di fideiussione o di altra garanzia; e) gli utili derivanti dalla partecipazione al capitale o al patrimonio di società ed enti soggetti all'imposta sul reddito delle società, salvo il disposto della lettera d) del comma 2 dell'articolo 53; è ricompresa tra gli utili la remunerazione dei finanziamenti eccedenti di cui all'articolo 98 direttamente erogati dal socio o dalle sue parti correlate, anche in sede di accertamento; f) gli utili derivanti da associazioni in partecipazione e dai contratti indicati nel primo comma dell'articolo 2554 del codice civile, salvo il disposto della lettera c) del comma 2 dell'articolo 53; g) i proventi derivanti dalla gestione, nell'interesse collettivo di pluralità di soggetti, di masse patrimoniali costituite con somme di denaro e beni affidati da terzi o provenienti dai relativi investimenti; g-bis) i proventi derivanti da riporti e pronti contro termine su titoli e valute; g-ter) i proventi derivanti dal mutuo di titoli garantito; g-quater) i redditi compresi nei capitali corrisposti in dipendenza di contratti di assicurazione sulla vita e di capitalizzazione; g-quinquies) i redditi derivanti dai rendimenti delle prestazioni pensionistiche di cui alla lettera h-bis) del comma 1 dell'articolo 50 erogate in forma periodica e delle rendite vitalizie aventi funzione previdenziale; g-sexies) i redditi imputati al beneficiario di trust ai sensi dell'articolo 73, comma 2, anche se non residenti; h) gli interessi e gli altri proventi derivanti da altri rapporti aventi per oggetto l'impiego del capitale, esclusi i rapporti attraverso cui possono essere realizzati differenziali positivi e negativi in dipendenza di un evento incerto.
  18. 18. 18 studi obattagl i acommer ci al i sti .i t Redditi prodotti all’estero Contesto normativo Art. 44, comma 2 TUIR. Redditi di capitale 2. Ai fini delle imposte sui redditi: a) si considerano similari alle azioni, i titoli e gli strumenti finanziari emessi da società ed enti di cui all'articolo 73, comma 1, lettere a), b) e d), la cui remunerazione è costituita totalmente dalla partecipazione ai risultati economici della società emittente o di altre società appartenenti allo stesso gruppo o dell'affare in relazione al quale i titoli e gli strumenti finanziari sono stati emessi. Le partecipazioni al capitale o al patrimonio, nonché i titoli e gli strumenti finanziari di cui al periodo precedente emessi da società ed enti di cui all'articolo 73, comma 1, lettera d), si considerano similari alle azioni a condizione che la relativa remunerazione sia totalmente indeducibile nella determinazione del reddito nello Stato estero di residenza del soggetto emittente; a tale fine l'indeducibilità deve risultare da una dichiarazione dell'emittente stesso o da altri elementi certi e precisi; b) (lettera abrogata); c) si considerano similari alle obbligazioni: 1) i buoni fruttiferi emessi da società esercenti la vendita a rate di autoveicoli, autorizzate ai sensi dell'articolo 29 del regio decreto-legge 15 marzo 1927, n. 436, convertito nella legge 19 febbraio 1928, n. 510; 2) i titoli di massa che contengono l'obbligazione incondizionata di pagare alla scadenza una somma non inferiore a quella in essi indicata, con o senza la corresponsione di proventi periodici, e che non attribuiscono ai possessori alcun diritto di partecipazione diretta o indiretta alla gestione dell'impresa emittente o dell'affare in relazione al quale siano stati emessi, ne' di controllo sulla gestione stessa.
  19. 19. 19 studi obattagl i acommer ci al i sti .i t Redditi prodotti all’estero Contesto normativo Art. 67 TUIR. Redditi diversi 1. Sono redditi diversi se non costituiscono redditi di capitale ovvero se non sono conseguiti nell'esercizio di arti e professioni o di imprese commerciali o da società in nome collettivo e in accomandita semplice, né in relazione alla qualità di lavoratore dipendente: (Omissis…)
  20. 20. 20 studi obattagl i acommer ci al i sti .i t Contesto normativo REDDITI DI CAPITALE (art. 44 lettera h TUIR): • Proventi in denaro o in natura prodotti dall’impiego di un capitale finanziario e percepiti non nell’esercizio di un’attività d’impresa. • Sono certi nell’ an ma possono essere incerti nel quantum. • Sono sempre positivi. REDDITI DIVERSI (art. 67 TUIR): • Confluiscono tutte e tipologie di reddito che il legislatore non ha ritenuto di aggregare alle altre categorie di reddito di cui all’art. 6 TUIR: a) redditi fondiari b) redditi di capitale c) redditi di lavoro dipendente d) redditi di lavoro autonomo e) redditi d'impresa f) redditi di capitale g) (redditi diversi) • Sono incerti nell’ an ma e nel quantum. • Possono dar luogo a minusvalenze. Redditi prodotti all’estero
  21. 21. 21 studi obattagl i acommer ci al i sti .i t Contesto normativo REDDITI DI CAPITALE Caratteristiche fondamentali Non hanno una definizione fiscale autonoma ma il TUIR (art. 44) riporta una loro elencazione analitica. • Sono tassati al lordo: non è deducibile alcuna componente di costo di produzione • Sono sempre tassati isolatamente, senza possibilità di compensazione con minusvalenze (ad eccezione del risparmio gestito) • Principio di cassa: vanno indicati nella dichiarazione e tassati con riferimento al periodo d’imposta in cui sono incassati • Hanno un rendimento predeterminato o predeterminabile e, in ogni caso, positivo • Nella maggior parte dei casi sono soggetti a ritenuta alla fonte dai sostituti d’imposta che li erogano Redditi prodotti all’estero
  22. 22. 22 studi obattagl i acommer ci al i sti .i t Contesto normativo REDDITI DI CAPITALE 2 MACROCATEGORIE – A. RAPPORTI FINANZIARI E RENDITE I proventi derivanti da rapporti di finanziamento o rendite finanziarie: gli interessi e altri proventi derivanti da mutui o altre forme di credito (ad es. obbligazioni) Redditi prodotti all’estero TIpologia Ritenuta a titolo d’imposta Interessi derivanti da dividendi, obbligazioni, interessi attivi bancari e postali, certificati di deposito 26% Titoli di Stato e similari 12,50%
  23. 23. 23 studi obattagl i acommer ci al i sti .i t Contesto normativo REDDITI DI CAPITALE 2 MACROCATEGORIE – B. DIVIDENDI I proventi derivanti da capitali impiegati in attività finanziarie o di partecipazione in società ed enti (soggetti passivi IRES), come gli utili distribuiti dalle società di capitale (dividendi). I dividendi sono quella parte di utile di esercizio che l’assemblea dei soci delibera di distribuire ai soci stessi (art. 2433 c.c.). Il reddito di capitale è pari all’ammontare degli utili percepiti nel periodo d’imposta, senza alcuna deduzione (art. 45, comma 1 TUIR). Pertanto si applica il principio di cassa e non sono ammessi costi in deduzione. Redditi prodotti all’estero
  24. 24. 24 studi obattagl i acommer ci al i sti .i t Redditi prodotti all’estero Contesto normativo Art. 47, comma 1, TUIR. Utili da partecipazione Salvi i casi di cui all’articolo 3, comma 3, lettera a) (redditi esenti, e soggetti a ritenuta alla fonte a titolo d’imposta o ad imp. sostitutiva), gli UTILI distribuiti in qualsiasi forma e sotto qualsiasi denominazione dalle società o dagli enti indicati nell’articolo 73 (soggetti passivi IRES), concorrono alla formazione del reddito imponibile complessivo limitatamente al 40 per cento del loro ammontare. Indipendentemente dalla delibera assembleare, si presumono prioritariamente distribuiti l'utile dell'esercizio e le riserve diverse da quelle del comma 5 per la quota di esse non accantonata in sospensione di imposta.
  25. 25. 25 studi obattagl i acommer ci al i sti .i t Redditi prodotti all’estero Contesto normativo Art. 47, comma 4, TUIR. Utili da partecipazione (in vigore dal 07.10.2015 - D.Lgsl. 147/2015) 4. Nonostante quanto previsto dai commi precedenti, concorrono INTEGRALMENTE alla formazione del reddito imponibile gli utili provenienti da società residenti in Stati o territori a regime fiscale privilegiato inclusi nel decreto o nel provvedimento emanati ai sensi dell'articolo 167, comma 4; A tali fini, si considerano provenienti da società residenti in Stati o territori a regime privilegiato gli utili relativi al possesso di partecipazioni dirette in tali società o di partecipazioni di controllo anche di fatto, diretto o indiretto, in altre società residenti all'estero che conseguono utili dalla partecipazione in società residenti in Stati o territori a regime privilegiato e nei limiti di tali utili. Le disposizioni di cui al periodo precedente non si applicano nel caso in cui gli stessi utili siano già stati imputati al socio ai sensi del comma 1 dello stesso articolo 167 o sia dimostrato, anche a seguito dell'esercizio dell'interpello di cui al comma 5, lettera b), dello stesso articolo 167, il rispetto delle condizioni indicate nella lettera c) del comma 1 dell'articolo 87. (omissis…)
  26. 26. 26 studi obattagl i acommer ci al i sti .i t Redditi prodotti all’estero Contesto normativo Art. 59, comma 1, TUIR. Dividendi 1. Gli UTILI relativi alla partecipazione al capitale o al patrimonio delle società e degli enti di cui all’articolo 73 (soggetti passivi IRES), nonché quelli relativi ai titoli e agli strumenti finanziari di cui all’articolo 44, comma 2, lettera a) (gli interessi e altri proventi derivanti da mutui, depositi e conti correnti), e le remunerazioni relative ai contratti di cui all’articolo 109, comma 9, lettera b) (associazione in partecipazione), concorrono alla formazione del reddito complessivo, nella misura del 40 per cento del loro ammontare, nell’esercizio in cui sono percepiti. Si applica l’articolo 47, per quanto non diversamente previsto dal periodo precedente.
  27. 27. 27 studi obattagl i acommer ci al i sti .i t Redditi prodotti all’estero Utili da partecipazione Soggetti destinatari Dividendi distribuiti da società residenti e derivanti da partecipazioni QUALIFICATE Dividendi distribuiti da società residenti e derivanti da partecipazioni NON QUALIFICATE Destinatario Persona fisica titolare o non titolare di P.IVA BASE IMPONIBILE 49,72 % (esenzione 50,28%) Società di capitali BASE IMPONIBILE 5% (esenzione del 95%) Destinatario Persona fisica non titolare di P.IVA RITENUTA A TITOLO D’IMPOSTA 26% Persona fisica titolare di P.IVA e Soc. di persone BASE IMPONIBILE 49,72 % (esenzione 50,28%) Società di capitali BASE IMPONIBILE 5% (esenzione del 95%) ESENZIONE TOTALE in regime di trasparenza
  28. 28. 28 studi obattagl i acommer ci al i sti .i t Redditi prodotti all’estero Utili da partecipazione Persona fisica non imprenditore Il regime di trasparenza e il regime ordinario Nel regime di TRASPARENZA (ex artt. 115 e 116 TUIR) il reddito della società viene tassato per trasparenza in capo ai soci. In trasparenza si presume che tutto l’utile fiscale si consideri distribuito ai soci in base alle rispettive quote di partecipazione, indipendentemente dall’effettiva distribuzione ai soci o se l’utile rimarrà nella società (come accade per le società di persone). Nel regime ORDINARIO: - In caso di partecipazione qualificata : La tassazione ai fini IRPEF è limitata al 49,72% dell’utile effettivamente distribuito. Sugli utili non si applica ritenuta a condizione che all’atto della percezione sia dichiarata la presenza dei requisiti di partecipazione qualificata, altrimenti sarà applicata una ritenuta del 26% a titolo d’acconto. Gli utili percepiti andranno indicati in UNICO PF (QUADRO RL). - In caso di partecipazione non qualificata: Il socio pagherà le imposte nell’esercizio di distribuzione effettiva degli utili (per cassa), ma pagherà le imposte solamente sull’utile civilistico effettivamente percepito e non su quello rilevante ai fini fiscali. La società (o l’intermediario finanziario) che eroga i dividendi applicherà al momento della corresponsione una ritenuta del 26% a titolo d’imposta sul totale (100%) del loro ammontare.
  29. 29. 29 studi obattagl i acommer ci al i sti .i t Redditi prodotti all’estero Utili da partecipazione Persona fisica non imprenditore Il regime di trasparenza e il regime ordinario Il vantaggio del regime trasparente è di annullare la doppia imposizione sui dividendi (cioè pagare sia il 27,50% a titolo di IRES da parte della società che l’Irpef per il socio in caso di distribuzione di utili). In entrambi i casi (tassazione ordinaria e tassazione in trasparenza) è comunque dovuta l’IRAP in capo alla società partecipata. In linea di massima il regime della trasparenza fiscale conviene: a) in presenza di utili modesti e quando i soci non posseggono altri redditi importanti tali da determinare l’applicazione di aliquote IRPEF elevate; b) quando l’utile di bilancio non è troppo distante dall’utile fiscale ovvero quando la società non presenta rilevanti costi indeducibili; c) quando si intende esporre un utile maggiore in bilancio ai fini della richiesta di ipotetici affidamenti bancari in quanto nel regime di trasparenza si elimina di fatto dal bilancio la tassazione IRES. Il regime di trasparenza non risulta conveniente per le società che usano accantonare a riserva gli utili o che ne distribuiscono solo in piccola parte ai soci.
  30. 30. 30 studi obattagl i acommer ci al i sti .i t Redditi prodotti all’estero Tassazione degli utili da partecipazione Persona fisica non imprenditore Partecipazioni qualificate / non qualificate Partecipazioni % Partecipazione al capitale % Diritto di voto (assemblea ordinaria) Qualificate Non quotate > 25% > 20% Non qualificate Non quotate < 25% < 20% Qualificate Quotate > 5% > 2% Non qualificate Quotate < 5% < 2%
  31. 31. 31 studi obattagl i acommer ci al i sti .i t Redditi prodotti all’estero Tassazione degli utili da partecipazione Persona fisica non imprenditore 1. Utili distribuiti da società residenti in Italia (DIVIDENDI ITALIANI): a.Se da partecipazione QUALIFICATA: costituiscono reddito del socio per il 49,72% del loro importo (quadro RL in UNICO). NO ritenuta se all’atto della percezione si dichiari la presenza dei requisiti di partecipazione qualificata. Altrimenti si effettua ritenuta a titolo d’acconto del 26% sul 100%. b.Se da partecipazione NON QUALIFICATA: ritenuta a titolo d’imposta pari al 26% del 100% dell’importo spettante. Esclusi dal reddito complessivo del socio: no in Unico (come i redditi esenti, soggetti a ritenuta alla fonte a titolo d’imposta o ad imposta sostitutiva)
  32. 32. 32 studi obattagl i acommer ci al i sti .i t Redditi prodotti all’estero Tassazione degli utili da partecipazione Persona fisica non imprenditore 2. Utili distribuiti da società NON residenti in Italia (DIVIDENDI ESTERI): a. Se da partecipazione qualificata: costituiscono reddito del socio per il 49,72% del loro importo (quadro RL in UNICO). L’intermediario opera ritenuta a titolo d’acconto (non a titolo d’imposta) del 26% sul 49,72%. Ritenuta recuperabile con il TAX CREDIT (limitato anch’esso al 49,72%: art. 165, co. 10, TUIR). b. Se da partecipazione NON qualificata: ritenuta a titolo d’imposta pari al 26% del 100% dell’importo spettante sul NETTO FRONTIERA (cioè al netto delle ritenute operate nello Stato Estero). Se la ritenuta è operata dall’intermediario per la riscossione sono esclusi dal reddito complessivo del socio: no in Unico. Se non interviene un intermediario nella riscossione vanno assoggettati ad imposta sostitutiva nella stessa misura della ritenuta a titolo d’imposta (26% del 100%) e indicati in RM di UNICO.
  33. 33. 33 studi obattagl i acommer ci al i sti .i t Redditi prodotti all’estero Tassazione degli utili da partecipazione Persona fisica non imprenditore 3. Utili distribuiti da società residenti in Paesi a fiscalità privilegiata: Concorrono per trasparenza integralmente (100%) al reddito imponibile, indipendentemente dal dividendo distribuito, SIA da partecipazioni QUALIFICATE che NON QUALIFICATE. Viene operata una ritenuta a titolo d’acconto del 26% sul 100% da parte del sostituto d’imposta che interviene nella riscossione dell’utile. Gli utili da partecipazioni NON QUALIFICATE di società BL quotate in borse regolamentate, sono esclusi da questo principio e soggetti a ritenuta a titolo d’imposta del 26% sul 100% dei dividendi.
  34. 34. 34 studi obattagl i acommer ci al i sti .i t Redditi prodotti all’estero Tassazione degli utili da partecipazione Persona fisica non imprenditore La società estera non White List non sarà tassata per trasparenza e l’utile concorrerà alla formazione del reddito complessivo per il 49,72% dell’importo (e non sul totale del reddito imponibile), con applicazione di ritenuta a titolo d’acconto del 26% in caso di partecipazione QUALIFICATA e del 26% a titolo d’imposta in caso di partecipazione NON QUALIFICATA), qualora il contribuente abbia presentato preventiva istanza d’interpello (con risposta positiva) finalizzato alla disapplicazione delle norme CFC dimostrando, alternativamente, che: a) la società svolge un'effettiva attività industriale o commerciale, come sua principale attività, nel mercato dello stato o territorio di insediamento; b) dalle partecipazioni non consegue l'effetto di localizzare i redditi in Stati non White List. Dovrà essere compilato il quadro RM in cui sarà liquidata l’imposta dovuta sul reddito estero, al netto di eventuali imposte pagate all’estero a titolo definitivo, di eccedenze di imposta risultanti dai precedenti periodi di imposta ed eventuali acconti versati.
  35. 35. 35 studi obattagl i acommer ci al i sti .i t Redditi prodotti all’estero Tassazione degli utili da partecipazione Persona fisica non imprenditore Partecipazione Ritenuta 26% Tassazione Quadro Unico Qualificata Non Black List d’acconto (no riten. da ITA se con dichiar.) su 49,72% RL Black List d’acconto su 100% su 49,72% se interpello favorevole RL Non qualificata Non Black List d’imposta su 100% NO Unico Black List quotata d’imposta su 100% NO Unico Black List non quotata d’imposta su 100% su 49,72% se interpello favorevole RM
  36. 36. 36 studi obattagl i acommer ci al i sti .i t Art. 165 TUIR. Credito d'imposta per i redditi prodotti all'estero Se alla formazione del reddito complessivo concorrono redditi prodotti all'estero, le imposte ivi pagate a titolo definitivo su tali redditi sono ammesse in detrazione dall'imposta netta dovuta fino alla concorrenza della quota d'imposta corrispondente al rapporto tra i redditi prodotti all'estero ed il reddito complessivo al netto delle perdite di precedenti periodi d'imposta ammesse in diminuzione. I redditi si considerano prodotti all'estero sulla base di criteri reciproci a quelli previsti dall'art. 23 per individuare quelli prodotti nel territorio dello Stato. Il credito per le imposte pagate all’estero
  37. 37. 37 studi obattagl i acommer ci al i sti .i t Il credito d’imposta riconosciuto Il credito di imposta deve essere calcolato nella dichiarazione relativa al periodo d’imposta cui appartiene il reddito prodotto all’estero al quale si riferisce l’imposta. Qualora il contribuente, alternativamente, non presenti la dichiarazione dei redditi ovvero non indichi il credito nella stessa dichiarazione del periodo d’imposta in cui è sorto il diritto perde il beneficio della detrazione. Il credito di imposta è riconosciuto fino a concorrenza della quota di imposta italiana corrispondente al rapporto tra: reddito prodotto all’estero reddito complessivo (al netto delle perdite di precedenti periodi d’imposta) Per individuare tale importo si deve diminuire la quota di imposta lorda italiana del credito già utilizzato nelle precedenti dichiarazioni, riferito allo stesso periodo di produzione del reddito e allo stesso Stato estero. Il credito per le imposte pagate all’estero
  38. 38. 38 studi obattagl i acommer ci al i sti .i t Il riconoscimento del credito d’imposta è subordinato al carattere di definitività delle imposte estere, intendendo per tali quelle non più ripetibili (anche su redditi pregressi dichiarati in anni precedenti). Pertanto, rientrano nel mod. Unico 2016 le imposte resesi definitive entro il 30.09.2016. La definitività della tassazione deve essere valutata caso per caso ed è importante conoscere i differenti ordinamenti stranieri. In linea di massima possono considerarsi non definitivi i tributi: • pagati in acconto • in via provvisoria • quelli per i quali è previsto il conguaglio con la possibilità di rimborso totale o parziale. Il credito spetta esclusivamente per quei redditi prodotti all’estero che concorrono alla formazione del reddito complessivo. Non è riconosciuto, quindi, per quei redditi di fonte estera esenti, soggetti ad imposizione sostitutiva o a ritenuta alla fonte a titolo di imposta. Il credito per le imposte pagate all’estero
  39. 39. 39 studi obattagl i acommer ci al i sti .i t Come provare la definitività del pagamento? L’Amministrazione finanziaria ha chiarito, con la risoluzione n. 104/E/2001, che l’ammontare delle ritenute subite all’estero così come l’ammontare del reddito ivi prodotto possono essere validamente documentati attraverso: • l’esibizione della certificazione rilasciata dall’intermediario, oppure • con l’esibizione congiunta della fattura e di documenti di provenienza bancaria (o simili) attestanti il compenso netto effettivamente percepito. Può essere validamente utilizzata la “certificazione dei dividendi rilasciata dall’intermediario, ovvero altra documentazione rilasciata dall’Autorità fiscale estera dalla quale tali imposte risultino pagate in via definitiva. Il contribuente può, pertanto, riportare nella propria dichiarazione dei redditi l’importo indicato nella certificazione.” Il credito per le imposte pagate all’estero
  40. 40. 40 studi obattagl i acommer ci al i sti .i t Come provare la definitività del pagamento? Con circolare n. 9/E del 2015, (al par. 2.4 riguardante la definitività delle imposte pagate all’estero), l’ADE ha specificato che: “ai fini della verifica della detrazione spettante, il contribuente è tenuto a conservare i seguenti documenti: • un prospetto recante l’indicazione, separatamente Stato per Stato, dell’ammontare dei redditi prodotti all’estero, l’ammontare delle imposte pagate in via definitiva in relazione ai medesimi, la misura del credito spettante, determinato sulla base della formula di cui al primo comma dell’articolo 165 del TUIR; • la copia della dichiarazione dei redditi presentata nel Paese estero, qualora sia ivi previsto tale adempimento; • la ricevuta di versamento delle imposte pagate nel Paese estero; • l’eventuale certificazione rilasciata dal soggetto che ha corrisposto i redditi di fonte estera; • l’eventuale richiesta di rimborso, qualora non inserita nella dichiarazione dei redditi.” La circolare n. 3/E del 2016 l’ADE ha di recente chiarito che in assenza di una dichiarazione dei redditi estera, è possibile utilizzare il credito per le imposte pagate all’estero anche attraverso la presentazione di una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà. Il credito per le imposte pagate all’estero
  41. 41. 41 studi obattagl i acommer ci al i sti .i t Il credito d’imposta riconosciuto Se l’ammontare del credito per le imposte pagate all’estero fosse superiore a quello dell’imposta netta sul reddito complessivo, gli artt. 11 e 80 del TUIR, rispettivamente per le persone fisiche e i soggetti Ires, consentono al contribuente, a sua scelta, di computare l’eccedenza in diminuzione dell’imposta del periodo d’imposta successiva o di chiederne il rimborso in sede di dichiarazione dei redditi. Art.11. comma 4. Dall'imposta netta si detrae l'ammontare dei crediti d'imposta spettanti al contribuente a norma dell'articolo 165. Se l'ammontare dei crediti d'imposta è superiore a quello dell'imposta netta il contribuente ha diritto, a sua scelta, di computare l'eccedenza in diminuzione dell'imposta relativa al periodo d'imposta successivo o di chiederne il rimborso in sede di dichiarazione dei redditi. Art. 80. Se l'ammontare complessivo dei crediti per le imposte pagate all'estero, delle ritenute d'acconto e dei versamenti in acconto di cui ai precedenti articoli è superiore a quello dell'imposta dovuta il contribuente ha diritto, a sua scelta, di computare l'eccedenza in diminuzione dell'imposta relativa al periodo di imposta successivo, di chiederne il rimborso in sede di dichiarazione dei redditi ovvero di utilizzare la stessa in compensazione ai sensi dell'articolo 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241 *. * credito in compensazione con altre imposte e contributi utilizzando il modello di pagamento F24 Il credito per le imposte pagate all’estero
  42. 42. 42 studi obattagl i acommer ci al i sti .i t Redditi prodotti all’estero Gli obblighi di monitoraggio fiscale Anche nei casi in cui i redditi prodotti all’estero non vadano dichiarati in UNICO, restano a carico del contribuente gli obblighi di monitoraggio fiscale. Il monitoraggio fiscale si attua attraverso la presentazione in UNICO del quadro RW, in cui si indica iI possesso di investimenti o attività finanziarie all’estero detenute durante l’anno.
  43. 43. 43 studi obattagl i acommer ci al i sti .i t Redditi prodotti all’estero Royalties DEFINIZIONE DI ROYALTIES Art. 12, paragrafo 3, Modello OCSE 2010 “I compensi di qualsiasi natura corrisposti per l'uso o la concessione in uso di diritti d'autore su opere letterarie, artistiche o lavoro scientifico tra cui pellicole cinematografiche, di brevetti, marchi, disegni o modelli, progetti, formule o processi segreti o per informazioni concernenti industriale, esperienza commerciale o scientifico”.
  44. 44. 44 studi obattagl i acommer ci al i sti .i t Redditi prodotti all’estero Royalties Lo sfruttamento attraverso la cessione o l’utilizzo del diritto di autore è disciplinato dalla Legge n. 633/1941: L’autore di un’opera dell’ingegno ha il diritto esclusivo di utilizzarla economicamente in ogni forma e modo, secondo quanto stabilito ai sensi dell’articolo 12 della norma. Il titolo originario dell’acquisto del diritto di autore è costituito dalla creazione dell’opera quale particolare espressione del lavoro intellettuale. Il titolare di un brevetto o di una proprietà intellettuale, può decidere di concedere a terzi lo sfruttamento economico della sua opera, attraverso il versamento di una somma di denaro (royalties). In questo modo, l’autore dell’opera rimane proprietario della stessa ma può beneficiare dei proventi derivanti da terzi che intendano sfruttare l’opera a fini commerciali e/o di lucro. Le royalties rappresentano un corrispettivo variabile determinato dal peso di una serie di differenti variabili legate alle varie pattuizioni contrattuali tra i soggetti interessati.
  45. 45. 45 studi obattagl i acommer ci al i sti .i t Redditi prodotti all’estero Royalties Dal punto di vista fiscale, le royalties sono disciplinate da: • Art. 23, comma 2, lett. c) del TUIR. Applicazione dell'imposta ai non residenti. • Art. 25 del DPR 600/73. Ritenuta sui redditi di lavoro autonomo e su altri redditi. • Art. 26-quater del DPR 600/73. Esenzione dalle imposte sugli interessi e sui canoni corrisposti a soggetti residenti in Stati membri dell'Unione europea • Art. 12, comma 1, modello OCSE Convenzioni contro le doppie imposizioni
  46. 46. 46 studi obattagl i acommer ci al i sti .i t Redditi prodotti all’estero Royalties Il presupposto territoriale Art. 23, comma 2, lettera c) del TUIR: Indipendentemente dalle condizioni di cui alle lettere d) (redditi di lavoro autonomo, e) (redditi di impresa) ed f) (redditi diversi) del comma 1, i “compensi per l’utilizzazione di opere dell’ingegno, di brevetti industriali e di marchi di impresa nonché di processi, formule e informazioni relativi ad esperienze acquisite in campo industriale, commerciale o scientifico” si considerano prodotti nel territorio dello Stato “se corrisposti dallo Stato, da soggetti residenti nel territorio dello Stato o da stabili organizzazioni nel territorio stesso di soggetti non residenti“.
  47. 47. 47 studi obattagl i acommer ci al i sti .i t Redditi prodotti all’estero Royalties Il presupposto territoriale Quindi, i compensi da royalties sono attratti a tassazione nel nostro Paese NON già in base alla qualificazione degli stessi come redditi di impresa, redditi di lavoro autonomo o redditi diversi, NE’ con riferimento alla qualità del percettore non residente (persona fisica o giuridica, lavoratore autonomo o imprenditore), MA per il solo fatto che sono erogati (ad un non residente, ancorché privo di stabile organizzazione in Italia) da uno dei soggetti residenti, indicati dalla norma. Ciò che conta ai fini dell’attrazione delle royalties corrisposte a soggetti non residenti nella potestà impositiva dello Stato italiano, è la residenza fiscale del soggetto erogante, prescindendo dunque dalla considerazioni di altri elementi.
  48. 48. 48 studi obattagl i acommer ci al i sti .i t Redditi prodotti all’estero Royalties • Art. 25 del DPR 600/73 L’articolo classifica i soggetti ai quali si pagano le royalties in tre categorie: • 1. imprese residenti in Italia, per le quali gli importi pagati a titolo di royalties non sono soggetti ad alcuna ritenuta; • 2. privati residenti in Italia, per i quali gli importi percepiti, ridotti della percentuale forfettaria pari al 25%, sono soggetti ad una ritenuta a titolo di acconto dell'imposta sul reddito delle persone fisiche nella misura del 22%; • 3. soggetti residenti all'estero, per i quali è prevista la ritenuta a titolo di imposta pari al 30%, calcolata sul 75% dell'ammontare della royalty percepita. Ovviamente, l’applicazione della ritenuta a titolo d’imposta comporta che il canone non concorre alla formazione del reddito complessivo imponibile del non residente
  49. 49. 49 studi obattagl i acommer ci al i sti .i t Redditi prodotti all’estero Royalties L’applicazione della potestà impositiva italiana deve essere coordinata con le disposizioni Convenzionali e con la Direttiva Canoni e Interessi (Direttiva 2003/49/CE). Per quanto riguarda le disposizioni Convenzionali, queste, generalmente, prevedono una potestà impositiva esclusiva del Paese di residenza del soggetto percettore, escludendo di fatto l’esercizio della potestà impositiva italiana. Tuttavia, in deroga a tale disposizione, talvolta si prevede la possibilità di tassare le royalties anche nel Paese di residenza del soggetto che li eroga, prevedendo, dunque, una potestà impositiva concorrente tra i due Stati. In tali casi la Convenzione stessa stabilisce l’aliquota massima applicabili, generalmente fissata al 10%, quindi inferiore alla ritenuta prevista dalla normativa interna. Ancora più favorevole, ove applicabile, la Direttiva n. 49 del 3 giugno 2003 ha stabilito che dal 2004 (Direttiva canoni e interessi), nel rispetto di determinati requisiti, prevede per le società consociate residenti nella UE l’assenza di applicazione della ritenuta su pagamenti di interessi e canoni.
  50. 50. 50 studi obattagl i acommer ci al i sti .i t Redditi prodotti all’estero Royalties Una particolare attenzione nell’applicazione delle Direttiva Canoni e interessi riguarda la verifica che la società percipiente sia il “beneficiario effettivo” dei canoni. In rispetto alle condizioni dettate con il Provvedimento del Direttore dell’Agenzia dell’Entrate n. 84404/2013 del 10.07.2013: • per chiedere l’esonero o la riduzione dalla ritenuta di cui all’art. 25, D.P.R. 600/1973, in virtù dell’applicazione della Direttiva Canoni e interessi, il soggetto non residente, dovrà presentare alla società italiana il modello F. Sui modelli deve essere apposta l’attestazione dell’Autorità fiscale dello Stato in cui la società o ente beneficiario è residente ovvero la stabile organizzazione beneficiaria è situata. Stesse modalità per chiedere il rimborso dell’imposta nel caso in cui la società italiana applichi comunque la ritenuta del 30%; • qualora non trovi applicazione le Direttiva Canoni e interessi ma trovino applicazione le norma Convenzionali si dovrà presentare il Modello C, chiedendo l’esenzione dell’applicazione della ritenuta o l’applicazione della ritenuta con aliquota ridotta.
  51. 51. 51 studi obattagl i acommer ci al i sti .i t Redditi prodotti all’estero Royalties Vi è da segnalare che la stragrande maggioranza delle Convenzioni contro le doppie imposizioni stipulate dall’Italia, attualmente in vigore, che fa riferimento alle precedenti versioni del Modello OCSE, ricomprende tra le Royalties i compensi per l'uso o la concessione in uso di attrezzature industriali, commerciali o scientifiche. Tale previsione, come precisato dal Commentario all’art. 12 del Modello OCSE 2010 (paragrafo 2.9), è stata eliminata, sicché si desume che tali compensi debbano essere generalmente considerati tassati in capo al percettore (nel Paese di residenza) come redditi d’impresa. Nel recepimento della Direttiva Canoni e interessi, nella definizione di “canoni” vengono ricompresi anche i compensi per l'uso o la concessione in uso di attrezzature industriali, commerciali o scientifiche. Nel Commentario all’art. 12 del Modello OCSE 2010 viene inoltre precisato che NON sono classificabili come canoni neanche i compensi corrisposti per ottenere il diritto esclusivo alla distribuzione di determinati prodotti o servizi in una specifica area geografica, non essendo direttamente collegati all’uso o alla concessione in uso di alcuno dei diritti immateriali che generano royalties, per cui tali compensi devono essere qualificati come redditi d’impresa.
  52. 52. 52 studi obattagl i acommer ci al i sti .i t Redditi prodotti all’estero Royalties A livello internazionale, al fine di stabilire la potestà impositiva sui canoni si dovrà far riferimento alle Convenzioni contro le doppie imposizioni stipulate tra Italia e il Paese estero di riferimento (le Convenzioni, infatti, essendo accordi tra più Stati prevalgono sulla norma interna). Generalmente, le Convenzioni stipulate dall’Italia seguono il Modello Ocse 2010. In altre parole, la disposizione Convenzionale riserva la potestà esclusiva dei canoni al Paese di residenza del soggetto percipiente. La società estera, dunque, non sconterà la ritenuta del 30% prevista dall’art. 25 del D.P.R. 600/1973. Nel caso in cui nella Convenzione si preveda una potestà impositiva concorrente tra lo Stato di residenza del soggetto erogante e lo Stato di residenza del soggetto percipiente, si prevedono, generalmente, delle aliquota massime di tassazione (art. 12, paragrafo 2)
  53. 53. 53 studi obattagl i acommer ci al i sti .i t Redditi prodotti all’estero Royalties DIRETTIVA 2003/49/CE - Interessi - Royalties La Direttiva UE c.d. “interessi – royalties” (2003/49/CE del 3 giugno 2003), prevede, nel rispetto di determinati requisiti, per le società consociate residenti nella UE, la possibilità di esonerare da imposizione alla fonte i pagamenti di interessi e canoni tra società residenti nella UE. Il legislatore nazionale ha disciplinato il requisito della consociazione con il co. 2, art. 26 quater, D.P.R. 600/73.
  54. 54. 54 studi obattagl i acommer ci al i sti .i t Redditi prodotti all’estero Royalties DIRETTIVA 2003/49/CE - Interessi - Royalties In parycolare è richiesto alternativamente che: a. la società che effettua il pagamento o la società la cui stabile organizzazione effettua il pagamento, detenga direttamente una percentuale non inferiore al 25 per cento dei diritti di voto nella società che riceve il pagamento o nella società la cui stabile organizzazione riceve il medesimo pagamento; b. la società che riceve il pagamento o la società la cui stabile organizzazione riceve il pagamento detiene direttamente una percentuale non inferiore al 25 per cento dei diritti di voto nella società che effettua il pagamento o nella società la cui stabile organizzazione effettua il medesimo pagamento; c. una terza società avente i requisiti di cui illustrati in precedenza, per i percettori e i soggetti che corrispondono i compensi, detiene direttamente una percentuale non inferiore al 25 per cento dei diritti di voto sia nella società che effettua il pagamento o nella società la cui stabile organizzazione effettua il pagamento sia nella società che riceve il pagamento o nella società la cui stabile organizzazione riceve il medesimo pagamento; d. i diritti di voto di cui alle lettere a), b) e c), detenuti nelle società ed enti residenti nel territorio dello Stato, sono quelli esercitabili nell'assemblea ordinaria prevista dagli articoli 2364, 2364-bis e 2479-bis del codice civile; e. le partecipazioni che attribuiscono i diritti di voto di cui alle lettere a), b) e c) sono detenute ininterrottamente per almeno un anno.
  55. 55. 55 studi obattagl i acommer ci al i sti .i t Redditi prodotti all’estero Royalties DIRETTIVA 2003/49/CE - Interessi - Royalties Al verificarsi di queste condizioni si potrà ottenere l’esenzione sulle royalties. Affinché trovi applicazione la suddeza normayva è necessario che: • la società che paga le royaties (nel nostro caso la società italiana) rivesta una delle forme previste dall'allegato A al D.P.R. 600/1973, e che risieda, ai fini fiscali, nel territorio dello Stato e sia assoggettata, senza fruire di regimi di esonero, all'imposta sul reddito delle società (art. 24 –quater, co. 1, lett. a), D.P.R. 600/1973); • le società che beneficiano delle royalties devono, oltre a dover rivestire una delle forme previste dall'allegato A al D.P.R. 600/1973, risiedere ai fini fiscali in uno Stato membro UE, senza essere considerate, ai sensi di una Convenzione in materia di doppia imposizione sui redditi con uno Stato terzo, residenti al di fuori dell'Unione europea e sono assoggettate, senza fruire di regimi di esonero, a una delle imposte indicate nell'allegato B ovvero a un'imposta identica o sostanzialmente simile applicata in aggiunta o in sostituzione di dette imposte (art. 24, co.4, lett. a), D.P.R. 600/1973).
  56. 56. studi obattagl i acommer ci al i sti .i t Paolo Battaglia Dottore Commercialista in Ragusa ACA Chartered Accountant (ICAEW) in Londra Catania, 19 Marzo 2016 Tassazione dei dividendi e redditi prodotti all’estero

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