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Pane, amore e social media: il turismo enogastronomico e la sfida digitale - Digital for People

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Nel 2012 il turismo enogastronomico in Piemonte è cresciuto del 12% (dati Censis febbraio 2012) e il web si è confermato il veicolo più efficace di promozione, in linea con la svolta social che il turismo sta vivendo a livello italiano e internazionale. Gli attori di questa sfida sono, da una parte, il turista sempre più alla ricerca di un’autenticità dell’esperienza di viaggio e, dall’altra, operatori, chef e produttori che devono misurarsi con accresciute e mutate esigenze.

Fra questi due gruppi si collocano i nuovi narratori sulla rete e sui social, food e travel blogger ed anche le realtà istituzionali e non, che devono cogliere i nuovi scenari e declinarli in promozione e strategie. Le esperienze e le idee dei relatori a confronto.

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Pane, amore e social media: il turismo enogastronomico e la sfida digitale - Digital for People

  1. 1. Pane, amore e social media:il turismo enogastronomico e la sfida digitaledi Paola Tournour-VironE’ stato il titolo del seminario inaugurale dei Digital Food Days di Torino, ma anche un’utileoccasione per riflettere su come e quanto i social media aiutino oggi il turismo enogastronomico e,soprattutto, su come e quanto possano continuare a farlo nel prossimo futuro.Se ne è discusso con tre protagonisti della filiera: Maria Elena Rossi, direttore generale diSviluppo Piemonte Turismo – organismo che per le attività social ha stilato un denso piano diattività ripartito su vari progetti -; Marcello Trentini, chef del ristorante Magorabin di Torino –fresco di un astro Michelin che lo colloca tra le 38 tavole stellate piemontesi -, e AlessandraGiovanile, foodblogger appassionata di ricette legate alla storia del territorio e dei suoi personaggiillustri.Un panel quanto mai azzeccato, cui sono state poste tre identiche domande, chiedendo altrettanterisposte basate sulle rispettive esperienze. Qui un rapido riassunto, con gli spunti di riflessioneemersi.Da sx a destra: Maria Elena Rossi, Marcello Trentini, Alessandra Giovanile
  2. 2. 1) Che valore ha oggi, a vostro avviso, l’offerta gastronomica all’internodell’esperienza di viaggio?Rossi: E’ un valore sempre più forte, che non a caso Sviluppo Turismo sta cercando di trasmettereagli operatori del territorio offrendo loro occasioni di incontro anche con buyer esteri, come quelliche parteciperanno alla Biteg, la Borsa Internazionale del Turismo Enogastronomico che si terrà dal23 al 26 maggio a Manforte d’Alba. Un’occasione di confronto tra esperti del settore, in cui èprevisto il coinvolgimento di diversi blogger italiani, che ci aiuteranno a diffondere il passaparola eanche un po’ di cultura enogastronomica regionale. Secondo le rilevazioni che abbiamo effettuatonel tempo, possiamo infatti dire con assoluta certezza che le attività sui blog hanno una ricadutaformativa all’uso del prodotto tipico piemontese in cucina, oltre che promuovere, ‘a traino’, iterritori di origine dei prodotti stessi.Trentini: Da quando sono tornato a Torino, dopo alcuni anni di lavoro all’estero, posso dire chesenza dubbio l’enogastronomia ha assunto un ruolo preminente nell’esperienza di viaggio. Solodieci anni fa le cose andavano diversamente, probabilmente non si pensava all’esperienzaenogastronomica come all’obiettivo primario del viaggio. Oggi invece accade che le persone chevengono nel mio ristorante arrivino a Torino prevalentemente per apprezzarne la cucina.Va anche detto che la cucina torinese oggi è una cucina internazionale, perché internazionale èdiventata la città, che ha accolto l’immigrazione dai Paesi più diversi, inglobandone le tradizionilegate ai sapori. Una caratteristica che si ritrova anche nei miei piatti.Giovanile: E’ un elemento importante, e non a caso lo rimarco nel mio blog, dove ripropongoricette legate alla tradizione del territorio e anche alla storia dei diversi personaggi che vi hannovissuto. La cucina diventa un pretesto per riscoprire la cultura e spesso, come diceva Trentini, èanche uno strumento per unire storie di popoli diversi.2) Secondo voi c’è, tra gli operatori dell’enogastronomia, la consapevolezza di farparte di un sistema più ampio, quale è quello del turismo legato al territorio?Rossi: In parte sì, ma il lavoro da fare resta molto. Operatori dell’enogastronomia e del turismotendono ancora a lavorare in modo separato, a non operare in funzione di uno stesso obiettivo. Lanostra mission punta invece a renderli partecipi di un progetto condiviso.Trentini: Non sempre i diversi operatori hanno questa consapevolezza. D’altra parte c’è rivalità tranoi ristoratori, figuriamoci tra il nostro settore e quello turistico. Per quanto mi riguarda, quando miaccorgo che un cliente è interessato a scoprire la città anche attraverso le sue ricette, cerco diindirizzarlo anche su altri ristoranti del territorio. Questo significa, nel concreto, fare rete. Ma c’èancora da lavorare.Giovanile: Nei confronti di noi blogger c’è ancora molta diffidenza. Spesso i ristoratori non amanoche si fotografino i loro piatti: vedono la nostra attività quasi come un’operazione di ‘spionaggio’,non comprendendo bene l’ampiezza della risonanza che un nostro post o un nostro tweet possonodare al loro locale e al loro territorio.
  3. 3. 3) Qual è, secondo la vostra personale esperienza, il canale social che oggigarantisce un ritorno maggiore alle vostre comunicazioni?Rossi: Le indagini effettuate da Sviluppo Piemonte ci dicono che sono tutti importanti, e chenessuno esclude l’altro. In media il post di un food e travel blogger autorevole produce su Twittercirca 6.000 visualizzazioni da parte degli utenti sensibili al tema, mentre la sola notizia su Facebookpuò generare fino a 3.400 visualizzazioni in due giorni.Trentini: Facebook, anche se alcuni miei colleghi lo utilizzano in modo improprio, nel senso che nehanno fatto soprattutto un mezzo di promozione anziché di ascolto e di dialogo con il cliente,oppure di contatto con i colleghi per lo scambio di informazioni tecniche e professionali.Giovanile: Twitter, che è molto veloce e immediato. Ci permette di realizzare in diretta veri epropri reportage accompagnando gli chef nell’acquisto dei prodotti, rendendo visibile a tutti il lorolavoro e la cura che ripongono nella scelta degli ingredienti. Tutto ciò fa sì che per il cliente sia piùcomprensibile il costo di un piatto frutto di un lavoro così meticoloso e articolato.Ai Digital Food Days di Torino non è solo web ad essere protagonista, ma anche i prodottidel territorio e le ricette elaborate con ingredienti a km 0.www.contestituristici.itinfo@contestituristici.ithttps://www.facebook.com/contestituristicicell. 349.39.01.859 – 339.65.36.827

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