LABORATORIO DI STUDIO DEL TERRITORIOa. s. 2009-10                  classe III B
Il Novecento si aprì conuno scenario negativo dalpunto di vista economico esociale, tanto che si parlòdi “Questione Lucana...
Luigi Loperfido, detto “Il Monaco Bianco”(per la tonaca che usava indossare)supportò il movimento popolare(organizzato in ...
Ridola fu un archeologo-medico, fondatore delMuseo Nazionale a luiintestato ; il secondo eraun grande storico.Furono così ...
Nel 1927 Matera fu Capoluogo di Provincia,diventando per il regime fascista unavamposto per il controllo delle frangesovve...
Matera visse un grandeperiodo     di     moderniz-zazione,     favorito      daldiffondersi      dell‟energiaelettrica, da...
I primi erano diventati ormai un ghetto, deprivatodi ogni spazio disponibile, tale da costringere adelle sopraelevazioni, ...
Nel 1938, alla vigilia della Seconda GuerraMondiale, un‟indagine condotta dall‟ufficialeLuca Crispino dimostrò che il 71,5...
Il 21 settembre del 1943Matera fu la prima cittàdel Sud ad insorgere contro l‟esercito tedesco conuna serie di scontri spo...
Nel 1945 Carlo Levipubblicò il libro“Cristo si è fermato a Eboli”,che descriveva la dura vitadei Sassi.Egli, confinato pol...
L’evoluzione urbana nel Novecento La città di Matera risultava, e risulta ancora oggi, particolare per le sue case scavate...
Il Novecento iniziò con una tragica condizione sociale,economica ed urbanistica che interessò anche lo StatoUnitario Itali...
I contadini di Matera sitrovavano in unasituazione di grandepovertà, utilizzavano deimezzi tradizionali disussistenza e vi...
Emersero esponentiimportanti comeDomenico Ridola,Giuseppe Gattini eRaffaele Sarra.Il Presidente delConsiglio Zanardelli(tr...
La privatizzazione delle terre creòsempre più poveri, con un conseguenteallucinante sovraffollamento.I contadini si organi...
MULINO ALVINONuove terre vennero distribuite ai contadini, mentre siavvertiva l‟esigenza di una riorganizzazione delle str...
Il più antico mulino era quello Alvino ( 1886 ).Negli anni successivi vennero realizzati il mulinoRiccardi, il mulino Andr...
Da ricordare gli apporti dell‟Istituto diCredito locale attraverso la “Banca MutuaPopolare”e il miglioramento dellecondizi...
Con la realizzazione della stazione ferroviaria(1912) e la tratta Matera-Altamura migliorarono icollegamenti extra-regiona...
Vennero anche realizzate delle bonifiche nelMetapontino.Bisognava comunque adottare un risanamentoigienico delle situazion...
L‟impresa edile G. Cappelluti si impegnò acostruire la ferrovia a Matera.L‟impresa realizzò la prima fabbrica di laterizi ...
Nel 1909 nell‟area delle Fornaci (ora Piazza Firrao)venne progettato un complesso di case popolariper ospitare gli abitant...
Nel 1926 il re Vittorio Emanuele II venne a Matera per inaugurare l‟ospedale di S. Rocco e il monumento ai caduti della Pr...
Tuttavia, con l‟elevazione di Matera a Capoluogodi Provincia ( 1927 ), la città cominciò amodernizzarsi.La necessità di do...
Nella zona della stazione centrale venne realizzatoil Palazzo dell‟ Incis. Molti altri edifici vennerocostruiti a ridosso ...
Sorsero anche edifici nel segno del Liberty,a testimonianza, se pur modesta,dell‟apertura della città ai nuovi contributia...
Nel 1936 Mussolini visitòMatera ed inaugurò lanuova strada carrabile deiSassi.Nel 1938 vennerorealizzati altri edifici,com...
Nel 1940 il nuovo piano regolatore venne redatto, ma non fumai approvato. Esso prevedeva la demolizione dell‟interoisolato...
La storia moderna di Materacominciò dopo la SecondaGuerra Mondiale, dopo averaderito ai piani di Zanardelli.Sulla fine deg...
Tra questi c‟era il giovaneEttore Stella, che realizzò operestraordinarie come il TeatroDuni e il dispensario antitubercol...
Anche le lotte contadine indussero importanti trasformazioni. Nel ‟49 ilsociologo americano Friendmancondusse un‟indagine ...
Luigi Piccinato ebbe l‟incarico di redigere il nuovopiano regolatore della città.Bisognava provvedereseveramente alle cond...
Nacque la Matera contemporanea, costituita dallasua parte antica, raccolta intorno al nucleo centraledei Sassi, con la cor...
Gli anni ’80 e ’90 si distinsero per lacontraddittorietà nello sviluppo della città,con successive varianti che non garant...
Tale processo le farà guadagnare l‟iscrizionenella lista del Patrimonio Mondialedell‟Unesco nel 1993 e il Premio Europeo d...
Sin dal 1943 il Mezzogiorno d‟Italia subìnumerosi morti, anche a causa delle azionipartigiane contro i tedeschi.Finita la ...
Dal 1948 fu avviata una politica di risanamento eriforme grazie alla presenza di Palmiro Togliatti aMatera.Nel luglio 1950...
In realtà non fu un vero e propriorisanamento, ma soltanto un trasferimentonei nuovi rioni periferici ( Serra Venerdì,Lane...
Nel 1956 Matera assunse una nuovafisionomia grazie al nuovo piano regolatore,con un centro direzionale, un sistema diviabi...
Queste nuove abitazioni sembrarono, però, inadatte a ospitare gli ex abitanti dei Sassi.I nuovi rioni assunsero la connota...
Il termine „Sassi, nel significato di rionipietrosi abitati, fu utilizzato per la prima voltanel 1204, in riferimento ai d...
Addestratosi nel fittotessuto abitativo, sipuò apprezzare laverità dellarchitetturaspontanea venuta aformarsi attraverso i...
Le abitazioni spesso sono raccolte intorno a piccolepiazzette (i vicinati) con una cisterna per laraccolta dellacqua : inf...
Una delle ragioni del fascinodei Sassi è il contrasto dellegrotte con gli spazi esterni.Lo spazio interno servivasolo per ...
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Nel vicinato cera un particolare sistema di gestirela vita comune, generando una trasmissione di fattie di azioni, di sche...
Nello splendido scenario dei Sassi di Matera, neipressi di piazza san Pietro Caveoso, si apre uno deipiù suggestivi vicina...
Una grande cavitàrocciosa fa da corniceallarco dingressodella casa grotta, nellaquale è stata ricavatalabitazione.        ...
… il letto composto da due cavalletti in ferro, suiquali si poggiavano delle assi di legno ; il giacigliocostituito da un ...
Di particolare interesseè il sistema di raccoltadelle acque piovane :ben visibili sono ancoraoggi la canalizzazione ela ci...
La Casa Grotta di vico Solitario è un museoriconosciuto e patrocinato dal Comune di Matera.La gestione è a cura dellassoci...
Dopo le elezioni politiche del 18 aprile 1948, durantelassise a camere riunite del 1°giugno, lon. Alcide DeGasperi, Capo d...
Nell‟aprile del 1951, Colombo consegnò nelle manidi Alcide De Gasperi la proposta di legge, fruttodei lavori del comitato ...
Il 17 maggio del 1952 la " Legge Speciale per ilRisanamento dei Sassi " ( n. 619 ) fu approvataallunanimità. Essa fissava ...
I risultati del censimento del 1951 evidenziarono ledifficoltà presenti sul territorio di Matera. La città eracresciuta de...
Il raffronto dei dati emersi da unindagine condottadallIstituto Nazionale di Economia Agraria negli anni1946/47 con quelli...
In definitiva, l applicazione della riforma fondiaria sul territorio di Matera, toccò soltanto il 6,4 % della superficie c...
Il programma delle opere per il risanamento dei Sassi di Matera furealizzato utilizzando i risultati raccolti dallinchiest...
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Di queste famiglie, 1173 traevano il loro reddito inprevalenza dallattività agricola. Il programma, però,prevedeva di tras...
1) Borgo rurale " La Martella “ : 160 fabbricati, 183 alloggi, 1350 vani2) Borgo rurale " Venusio “ : 66 fabbricati, 66 al...
La nuova legge stanziò la somma di due miliardi di lire perlopera di risanamento già avviata dalla precedente legge619/52....
Le elezioni politiche svoltesi nel maggio 1958 conferironoalla Democrazia Cristiana il 48,6 % dei suffragi. Unsuccesso dov...
Lallora sindaco di Matera chiese in Parlamento lemanazionedi una nuova legge sui Sassi, che ne consentisse il totalesfolla...
A seguito dellaccaduto, la Democrazia Cristiana chiese algoverno di emanare provvedimenti idonei a realizzare il totalesfo...
Allesecuzione del progetto avrebbe provveduto ilProvveditorato alle Opere Pubbliche. Carlo Levisosteneva che la Legge del ...
Aggiungeva, inoltre, che lo scopo prioritario della legge nondoveva essere il completamento del trasferimento, ma propriol...
Dopo il censimento del 1971, la città contava 44.502abitanti e aveva compiuto la sua trasformazioneterziaria. La popolazio...
Con il piano di trasferimento relativoallutilizzo dei fondi previsti dalla terza leggespeciale per i Sassi di Matera, si c...
La legge 771/86 stanziò 100 miliardi di lire per il restauro deiSassi, per le opere di urbanizzazione e per i contributi a...
I quartieri di Matera sono i rioni sorti nellacittà in seguito alla Legge n. 619 del 17Maggio 1952 e altre leggi successiv...
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Il Borgo La Martella, a circa 6km da Matera, è sortonel 1953 sul programma dell‟UNRRA - Casas peroffrire alla famiglie con...
La storia moderna di Matera comincia dopo la Seconda Guerra Mondiale :agli inizi degli anni ‟50, le lotte contadine per la...
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Il primo nucleo abitativo fu Borgo Venusio, costruitodopo l‟esproprio, avvenuto nel 1929, della MasseriaVenusio. Il borgo ...
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Dai Sassi al Piano sino allo spazio studio territorio

  1. 1. LABORATORIO DI STUDIO DEL TERRITORIOa. s. 2009-10 classe III B
  2. 2. Il Novecento si aprì conuno scenario negativo dalpunto di vista economico esociale, tanto che si parlòdi “Questione Lucana” .Il meridionalistaCiccotti, nel 1902, affrontòil dibattito sulle condizionidi vita in Basilicata inParlamento; vi intervenneanche Zanardelli, ilPresidente del Consiglio diquel tempo.
  3. 3. Luigi Loperfido, detto “Il Monaco Bianco”(per la tonaca che usava indossare)supportò il movimento popolare(organizzato in leghe contadine)con diverse proposte, tra le qualil‟aumento salariale, che nonfu accettato dalla borghesia locale.Quest‟ ultima preferì comunque evitare gli scontricon le masse, secondo la politica giolittiana, anchegrazie all‟azione di tre figure autorevoli : R. Sarra(più volte sindaco di Matera), i due senatori D.Ridola e G. Gattini.
  4. 4. Ridola fu un archeologo-medico, fondatore delMuseo Nazionale a luiintestato ; il secondo eraun grande storico.Furono così distribuite leterre demaniali aicontadini per la semina ela coltura di vigneti efrutteti.Il clima di tranquillitàsociale durò pochianni, fino allo scoppiodella Prima GuerraMondiale, quando siinasprirono gli scontri conla borghesia e ilproletariato, con episodianche violenti.
  5. 5. Nel 1927 Matera fu Capoluogo di Provincia,diventando per il regime fascista unavamposto per il controllo delle frangesovversive contadine, che non riconoscevanoil nuovo assetto imposto dal duce. Materaconobbe così un momento di crescita esviluppo, accogliendo anche la visita del re ein seguito di Mussolini.
  6. 6. Matera visse un grandeperiodo di moderniz-zazione, favorito daldiffondersi dell‟energiaelettrica, dal collegamentoferroviario conAltamura, dallasistemazione di alcunestrade, dalla copertura deigrabiglioni dei Sassi, sia nelBarisano che nel Caveoso. Tali interventi non risolsero, però, i problemi della città : anzi continuava e si accentuava la contrapposizione tra i Sassi e il Piano.
  7. 7. I primi erano diventati ormai un ghetto, deprivatodi ogni spazio disponibile, tale da costringere adelle sopraelevazioni, che danneggiavano ancorpiù gli abitanti. Il piano, invece, si era arricchito diedifici destinati all‟amministrazione, come ilPalazzo della Provincia, l‟edificio delle ScuoleElementari “Minozzi”, quello della Camera diCommercio, il Palazzo delle Poste e il Banco diNapoli.
  8. 8. Nel 1938, alla vigilia della Seconda GuerraMondiale, un‟indagine condotta dall‟ufficialeLuca Crispino dimostrò che il 71,59% delleabitazioni dei Sassi era da considerarsi inagibile.La notizia non smosse l‟opinionepubblica, anche perché scoppiò la guerra.Matera ne rimase colpita dal punto di vistaeconomico e sociale, ma fu preservata daibombardamenti.
  9. 9. Il 21 settembre del 1943Matera fu la prima cittàdel Sud ad insorgere contro l‟esercito tedesco conuna serie di scontri spontanei. Ne derivò una ferocerappresaglia nellaquale morirono undici ostaggi,che saltarono in ariainsieme alla sede della Milizia fascista,minata dai tedeschi prima di abbandonare la città.
  10. 10. Nel 1945 Carlo Levipubblicò il libro“Cristo si è fermato a Eboli”,che descriveva la dura vitadei Sassi.Egli, confinato politicoantifascista in Basilicata,descrisse la drammatica“civiltà contadina”, suscitandoserie riflessioni sui Sassi, chedivennero oggetto di studioda parte di politici,studiosi, economisti.
  11. 11. L’evoluzione urbana nel Novecento La città di Matera risultava, e risulta ancora oggi, particolare per le sue case scavate nel tufo, a guisa di grotte, ad un solo pian terreno, spesso molto umide. Le finestre erano rare e, quindi, l’aria e la luce provenivano unicamente dalla porta. In una stessa casa convivevano famiglie numerose con gli animali posseduti.
  12. 12. Il Novecento iniziò con una tragica condizione sociale,economica ed urbanistica che interessò anche lo StatoUnitario Italiano.Matera ( e la Basilicata in generale ) rappresentò “il casolimite della Questione Meridionale” sino alla SecondaGuerra Mondiale e alla nascita dello Stato Repubblicano,perché mancavano le infrastrutture ( viarie e ferroviarie )per dare sbocco alla povera produzione cerealicolo-pastorale di tipo latifondistico.
  13. 13. I contadini di Matera sitrovavano in unasituazione di grandepovertà, utilizzavano deimezzi tradizionali disussistenza e vivevano informa primitiva.La città dei Sassi erarappresentata dalla primaparte di edifici sul piano,racchiuso tra la Gravina ela via Appulo-Lucana. I grabiglioni erano unafogna a cielo aperto,mentre non esisteva ancoravia Madonna delle Virtùche collegava l‟abitato allaGravina.
  14. 14. Emersero esponentiimportanti comeDomenico Ridola,Giuseppe Gattini eRaffaele Sarra.Il Presidente delConsiglio Zanardelli(tra i politici chedenunciavano questasituazione) in visita inBasilicata diede il via,con la Legge Specialedel 1902, ad un grandeprocesso dicantierizzazione di operee di infrastrutture.
  15. 15. La privatizzazione delle terre creòsempre più poveri, con un conseguenteallucinante sovraffollamento.I contadini si organizzarono così in unalega ( grazie al cosiddetto “ Il MonacoBianco” ), che arrivò a contare circa 3000iscritti, attuando una serie di scioperi perla rivendicazione di alcuni dirittifondamentali.
  16. 16. MULINO ALVINONuove terre vennero distribuite ai contadini, mentre siavvertiva l‟esigenza di una riorganizzazione delle struttureproduttive ( come i mulini ) e di un miglioramento deicollegamenti regionali ( Matera-Altamura, Matera-Ferrandina, Grassano-Tricarico ).
  17. 17. Il più antico mulino era quello Alvino ( 1886 ).Negli anni successivi vennero realizzati il mulinoRiccardi, il mulino Andrisani, il mulino Tortorelli( che in seguito si chiamerà Padula ), il mulinoGagliardi, il mulino dell‟Acqua. MULINO ANDRISANI
  18. 18. Da ricordare gli apporti dell‟Istituto diCredito locale attraverso la “Banca MutuaPopolare”e il miglioramento dellecondizioni igieniche nelle situazioniabitative più penose della città.
  19. 19. Con la realizzazione della stazione ferroviaria(1912) e la tratta Matera-Altamura migliorarono icollegamenti extra-regionali.La città del Piano continuò ad espandersi e adotarsi di alcune infrastrutture ( es : l‟illuminazionepubblica, alimentata dall‟energia elettrica ).
  20. 20. Vennero anche realizzate delle bonifiche nelMetapontino.Bisognava comunque adottare un risanamentoigienico delle situazioni più insostenibili dei RioniSassi ; realizzare ed alleggerire le nuove areeresidenziali, attraverso l‟urbanizzazione delle areecomprese tra l‟asse perimetrale ottocentesco ( viaLucana ) ; creare un nuovo tracciato ferroviario conla stazione di Villa Longo e una nuova strada dicircumvallazione. IL METAPONTINO
  21. 21. L‟impresa edile G. Cappelluti si impegnò acostruire la ferrovia a Matera.L‟impresa realizzò la prima fabbrica di laterizi eduna serie di case popolari, sulla via omonima,realizzate con i mattoni prodotti dalla stessafabbrica.
  22. 22. Nel 1909 nell‟area delle Fornaci (ora Piazza Firrao)venne progettato un complesso di case popolariper ospitare gli abitanti dei Sassi. Tra il 1924 e il1926 in via Gattini vennero assegnate le prime caseai contadini.Per la prima volta venne introdotta la tipologia perceti, ovvero lo studio degli alloggi che dovevanoospitare i contadini al piano terra con la stalla, gliartigiani e gli impiegati ai piani superiori.
  23. 23. Nel 1926 il re Vittorio Emanuele II venne a Matera per inaugurare l‟ospedale di S. Rocco e il monumento ai caduti della Prima Guerra Mondiale.I decenni segnati dalla guerra e dal successivo avvento del regime fascista registrarono poco o nulla in direzione della risoluzione della questione sociale che attanagliava la città.
  24. 24. Tuttavia, con l‟elevazione di Matera a Capoluogodi Provincia ( 1927 ), la città cominciò amodernizzarsi.La necessità di dover ospitare impiegati efunzionari indusse a costruire case da dare inaffitto.
  25. 25. Nella zona della stazione centrale venne realizzatoil Palazzo dell‟ Incis. Molti altri edifici vennerocostruiti a ridosso di via Lucana.Per dare importanza al nuovo capoluogo, il regimeinviò tecnici da Roma per progettare opereimportanti : si insediarono così struttureburocratiche legate al governo centrale eall‟apparato amministrativo provinciale, come adesempio il Palazzo del Governo ( poi Provincia ),che occuperà il Convento di S. Domenico. PALAZZO INCIS
  26. 26. Sorsero anche edifici nel segno del Liberty,a testimonianza, se pur modesta,dell‟apertura della città ai nuovi contributiarchitettonici provenienti dall‟Europa. Isuccessivi provvedimenti fascistiaggravarono la situazione. La stessa Legge Zanardelli naufragò nellascarsezza delle risorse effettivamentedisponibili e nella mancata attuazione degliinterventi della “sistemazione integrale” chela legge prevedeva.
  27. 27. Nel 1936 Mussolini visitòMatera ed inaugurò lanuova strada carrabile deiSassi.Nel 1938 vennerorealizzati altri edifici,come le case popolari aiCappuccini, il collegio diS. Anna, il Palazzodell‟Ina e il Palazzo dellePoste. PALAZZO DELLE POSTE
  28. 28. Nel 1940 il nuovo piano regolatore venne redatto, ma non fumai approvato. Esso prevedeva la demolizione dell‟interoisolato compreso tra Piazza S. Francesco e PiazzaPlebiscito ; la cancellazione di alcuni antichi rioni ; lasostituzione di edifici rettangolari destinati ad ospitareuffici ( pubblici o privati ).Questo progetto venne in parte realizzato, come peresempio per il collegamento di Piazza Sedile a Piazza S.Francesco.In seguito venne creato anche il nuovo Ospedale e laCamera di Commercio. CAMERA DI COMMERCIO
  29. 29. La storia moderna di Materacominciò dopo la SecondaGuerra Mondiale, dopo averaderito ai piani di Zanardelli.Sulla fine degli anni ‟40ritornarono a Matera iprofessionisti locali che,dopo essersi laureati al Nord,decisero di impegnare leproprie energie per affermarei principi della modernitàe della buona architettura.
  30. 30. Tra questi c‟era il giovaneEttore Stella, che realizzò operestraordinarie come il TeatroDuni e il dispensario antitubercolare.Le nuove tecniche costruttive,l‟uso del cemento armato edei nuovi materiali aprironola strada alla modernizzazionedella città.
  31. 31. Anche le lotte contadine indussero importanti trasformazioni. Nel ‟49 ilsociologo americano Friendmancondusse un‟indagine sullecondizioni umane e socialiai limiti della tolleranza.Adriano Olivetti, spintodalla lettura del romanzo diLevi, volle dare una svoltaalla questione materanaattraversol‟ Inu e l‟ Unrra-casas,una commissione di studiodella città e dell‟agroMaterano.
  32. 32. Luigi Piccinato ebbe l‟incarico di redigere il nuovopiano regolatore della città.Bisognava provvedereseveramente alle condizioniigieniche dei Sassi : ci fu cosìuna prima Legge Specialedei Sassi nel 1952,la n. 619, che prevedevail risanamento dei Sassie il finanziamento perrealizzare nuovi alloggi.
  33. 33. Nacque la Matera contemporanea, costituita dallasua parte antica, raccolta intorno al nucleo centraledei Sassi, con la corona dei nuovi quartieri popolarie i borghi rurali esterni.Verso la fine degli anni ’60 si propose il nuovoproblema di cosa fare del patrimonio abbandonato.Carlo Levi indicò la soluzione : un concorsointernazionale di idee per il recupero dei Sassi,espletato tra il 1976-1977.I primi frutti si ebbero con la nuova Legge Specialen. 771 del 1986, che disponeva finanziamenti eregole di intervento mirato.
  34. 34. Gli anni ’80 e ’90 si distinsero per lacontraddittorietà nello sviluppo della città,con successive varianti che non garantivanopiù un ordinato sviluppo, che cominciava aperdere di qualità.L‟avviato processo di recupero dei Sassipose Matera all‟attenzione generale,diventando luogo-testimonianza di unprocesso di qualificazione storico-ambientale senza eguali.
  35. 35. Tale processo le farà guadagnare l‟iscrizionenella lista del Patrimonio Mondialedell‟Unesco nel 1993 e il Premio Europeo diPianificazione Urbana di una città in fortecrescita, pur con evidenti contraddizioni, perguadagnare un ruolo economico e culturaledi rilievo fra le città del Mezzogiorno.
  36. 36. Sin dal 1943 il Mezzogiorno d‟Italia subìnumerosi morti, anche a causa delle azionipartigiane contro i tedeschi.Finita la guerra, nell‟agosto del 1945, unafolla di contadini, operai, disoccupati ereduci assaltò e devastò tutti gli UfficiOnorari, chiedendo pane e lavoro.Una prima risposta a queste richieste fudata dal Prefetto Ponte, che nel 1946emanò una serie di decreti.
  37. 37. Dal 1948 fu avviata una politica di risanamento eriforme grazie alla presenza di Palmiro Togliatti aMatera.Nel luglio 1950, inoltre, la città fu visitata dalPresidente del Consiglio Alcide de Gasperi, il qualeassicurò un intervento dal Governo per risanare “levergognose tane” dei Sassi.Nel 1952 fu emanata la prima Legge Speciale per iSassi, la n. 619, in seguito alla quale furono creati iquartieri popolari per accogliere gli abitanticostretti ad abbandonare le insane abitazioni.
  38. 38. In realtà non fu un vero e propriorisanamento, ma soltanto un trasferimentonei nuovi rioni periferici ( Serra Venerdì,Lanera, Spine Bianche, Cappuccini )o nei borghi rurali( La Martella, Venusio, Picciano ).Le case ritenute inagibili furono murate.Nel 1943 il prof. Piccinato presentò unpiano particolareggiato, approvato dalConsiglio Comunale.
  39. 39. Nel 1956 Matera assunse una nuovafisionomia grazie al nuovo piano regolatore,con un centro direzionale, un sistema diviabilita‟ , un‟espansione delle areeperiferiche.La nuova città, quindi, si sviluppò conordinati quartieri residenziali a espansionedal centro storico settecentesco ; fu, inoltre,costruito un nuovo asse stradale eferroviario.Nacque così la “Matera moderna”, dallecaratteristiche scandinave per l‟ampiadotazione di spazi pubblici.
  40. 40. Queste nuove abitazioni sembrarono, però, inadatte a ospitare gli ex abitanti dei Sassi.I nuovi rioni assunsero la connotazione di “quartieri ghetto”, sede di un‟umanità sradicata dal proprio habitat naturale e catapultata in un ambiente molto più moderno.Verso gli inizi degli anni ‟60 cadde definitivamente l‟illusione di poter dare attuazione a quell‟ambizioso programma di radicali trasformazioni : si spense così l‟utopia della città - giardino nel profondo Sud.
  41. 41. Il termine „Sassi, nel significato di rionipietrosi abitati, fu utilizzato per la prima voltanel 1204, in riferimento ai due caratteristici rionidi Matera.Questi rioni nacquero intorno al nucleooriginario della città antica, la CIVITA, cuorereligioso e politico, occupando le due conchecarsiche sovrastanti i dirupi del torrenteGravina.Il primo dei due sassi, il Sasso Barisano, èrivolto a nord-ovest ed è ricco di giardini,conventi, abitazioni di portali scolpiti.Il Sasso Caveoso è, invece, rivolto a sud,disposto come un anfiteatro romano, con lesuggestive case grotta scavate nel tufo, dispostea gradone lungo il pendio.
  42. 42. Addestratosi nel fittotessuto abitativo, sipuò apprezzare laverità dellarchitetturaspontanea venuta aformarsi attraverso isecoli: si incontrano adesempio complessimonastici scavati nellaroccia, cenobibenedetti, laurebizantine, chieserupestri.I Sassi di Materarappresentano unparticolare esempio diarmonica convivenzatra uomo e natura.
  43. 43. Le abitazioni spesso sono raccolte intorno a piccolepiazzette (i vicinati) con una cisterna per laraccolta dellacqua : infatti, esiste un ingegnososistema idraulico che fornisce lacqua.I vicinati erano il modello della vita sociale, dellasolidarietà e della collaborazione della gente che liabitava.Il pozzo comune dove si lavavano i panni o il fornodove si impastava il pane facevano del vicinato lacellula fondamentale dellorganizzazionecomunitaria tipica dei Sassi di Matera.
  44. 44. Una delle ragioni del fascinodei Sassi è il contrasto dellegrotte con gli spazi esterni.Lo spazio interno servivasolo per dormire,impastare e cucinare.La casa era un vero deposito alimentare : accantoalle sporte ed ai canestri, cera una grande cassa dilegno, che doveva contenere almeno 12 quintali digrano per poter impastare e fare il pane ogni mese.
  45. 45. Il focolare era una cucinache aveva accantol‘ appennèreme : eraun telaio rettangolare incui si riponevano lepentole in rame rosso,che la donna portava indote.
  46. 46. Gli stagnai costruivano a manoil „ cuallarile (la pentola perlessare la pasta), „ la tiène(dove si preparava il sugo eche prima era fatta interracotta) e la „ tertère (teglia per il forno).I piatti erano più larghi diquelli che si usano oggi, fattiin terracotta.In realtà sulla tavola cera ununico grande piatto, dal qualetutti attingevano : la spèse .
  47. 47. Poi cerano le brocche e le caraffe per lacqua ed ilvino : la „ giarle ; il „ chìccheme di terracottabeige ; la „ rezzòla per attingere lacqua dellafontana ; lo „ lascaridde , il fiasco per il vino,costituito da fascette di legno fissate a due fondicircolari, tenute da 4 cerchietti di ferro.Di ferro era anche lo „ scafallìtte „‟, per riscaldareil letto e per stirare, realizzato, come gli altrioggetti della casa, artigianalmente nella zonadelle Fornaci, nella periferia di Matera.
  48. 48. Tra gli arredi della casa cerano anchelarmadio, la cassa, il tavolo con lesedie o le panche, il lettomatrimoniale alto.I figli piccoli dormivano con igenitori; per quelli più grandi siimprovvisavano giacigli sullecassepanche o sulle madie.I maschi erano ovviamente divisidalle femmine.Completavano il tutto il lume apetrolio, le immagini di santi e iritratti dei familiari, i peperoni e ipomodori essiccati sospesi dalsoffitto.
  49. 49. Nel vicinato cera un particolare sistema di gestirela vita comune, generando una trasmissione di fattie di azioni, di schemi comportamentali che sitramandavano secondo leggi ben precise, in unaspontanea ripetizione di vita. Gli anziani dettavanoi tempi e i modi di riunirsi.I vicinati si differenziavano, a seconda del rione diappartenenza, per il modo di conservare leabitudini, per lesaltazione dei lavori tradizionali,per la maniera di gestire lo spazio vitale di ungruppo, per il modo di comunicare e di usare ildialetto.
  50. 50. Nello splendido scenario dei Sassi di Matera, neipressi di piazza san Pietro Caveoso, si apre uno deipiù suggestivi vicinati, quello di vico Solitario,dove si trova l‟omonima Casa Grotta.Questa Casa Grotta è l‟unica autentica opportunitàper rendersi conto di quella che era la vita nellecase scavate del Sasso Caveoso prima del loroabbandono, avvenuto in seguito alla Legge diRisnamento dei Sassi, voluta dal Presidente delConsiglio Alcide De Gasperi.
  51. 51. Una grande cavitàrocciosa fa da corniceallarco dingressodella casa grotta, nellaquale è stata ricavatalabitazione. Nell‟unico ambiente, in parte scavato e in parte costruito, sono proprio gli arredi a raccontare la vita di quei tempi: il focolare con la cucina economica ; al centro della casa un tavolo di piccole dimensioni, con l‟unico grande piatto dal quale tutti mangiavano…
  52. 52. … il letto composto da due cavalletti in ferro, suiquali si poggiavano delle assi di legno ; il giacigliocostituito da un materasso ripieno di foglie digranturco ; di fronte al letto, tra le pareti in roccia,la stalla con la mangiatoia che ospitava il mulo ;oltre un piccolo tramezzo, l‟altra stalla con lamangiatoia ; la cava tufacea dalla quale siricavavano i blocchi di tufo ed una cavità circolare,usata come letamaio o come deposito per la paglia.
  53. 53. Di particolare interesseè il sistema di raccoltadelle acque piovane :ben visibili sono ancoraoggi la canalizzazione ela cisterna, nella qualeera convogliata l‟acquapiovana dall‟esternoall‟internodell‟abitazione.
  54. 54. La Casa Grotta di vico Solitario è un museoriconosciuto e patrocinato dal Comune di Matera.La gestione è a cura dellassociazione culturaleGruppo Teatro Matera ; grazie alla passione e allacostanza dei suoi operatori, è divenuta nel corsodegli anni meta obbligatoria per molti visitatoriitaliani ed esteri.Negli ambienti adiacenti alla Casa Grotta daricordare anche unantica neviera (una suggestivagrotta naturale dove vengono proiettati video edocumentari sulle bellezze paesaggistiche,artistiche ed architettoniche del territorio) ed unachiesa rupestre risalente al IX-X secolo d. C.
  55. 55. Dopo le elezioni politiche del 18 aprile 1948, durantelassise a camere riunite del 1°giugno, lon. Alcide DeGasperi, Capo del Governo, mise in evidenza la necessitàdi porre mano alla riforma agraria e ai lavori pubblici, perlo sviluppo delle popolazioni del Mezzogiorno.Nel luglio del 1950, egli intraprese, come il suopredecessore Zanardelli, il viaggio in Basilicata. A Materascese nei Sassi, entrando in alcune grotte abitate erendendosi conto delle condizioni disumane della genteche ci viveva. Subito dopo, nominò una commissionepresieduta dal democristiano on. Emilio Colombo, per lostudio di un disegno di legge finalizzato al risanamento deiSassi.
  56. 56. Nell‟aprile del 1951, Colombo consegnò nelle manidi Alcide De Gasperi la proposta di legge, fruttodei lavori del comitato interministeriale.La redazione de " La Gazzetta del Mezzogiorno "riportò lavvenimento, nelledizione del 9 aprile1951, con il titolo " I Sassi di Materascompariranno - De Gasperi cancella una vergognanazionale. Grazie presidente" .La notizia fu riportata su tutta la stampa nazionalecon lo stesso tono.La proposta di legge fu presentata in Parlamento il9 agosto del 1951, come disegno di legge n. 2141 "Risanamento dei Sassi di Matera " .
  57. 57. Il 17 maggio del 1952 la " Legge Speciale per ilRisanamento dei Sassi " ( n. 619 ) fu approvataallunanimità. Essa fissava in sette i borghi e i quartierida costruire, per trasferirvi i contadini e gli artigianiabitanti in 2472 grotte e case dichiarate inabitabili;stabiliva il riattamento di 859 case dei Sassi in parteabitabili, per una spesa complessiva di 4 miliardi di lire,più di un miliardo da destinare a opere generali e aservizi civili.Matera cominciava ad avviarsi verso un processodinamico che l avrebbe riscattata dal mortificanteimmobilismo. Permanevano, tuttavia, le conseguenzedel dopoguerra che avevano particolarmente angustiatoil Mezzogiorno, accentuando ulteriormente il divariocon il Centro e il Nord dell Italia.
  58. 58. I risultati del censimento del 1951 evidenziarono ledifficoltà presenti sul territorio di Matera. La città eracresciuta demograficamente. Gli attivi erano, cosìsuddivisi nei vari settori d attività : agricoltura 44 %,industria 27,2 %, servizi 28,8 %.Nei Sassi risiedeva il 66,3 % degli attivi in agricoltura esoltanto il 25,5 % degli attivi nei servizi. Il reddito pro-capite, riferito all intera provincia era di 111.000 lire,pari al 69 % di quello medio italiano.Nel dopoguerra l agricoltura, oltre a praticare la solitamonocoltura cerealicola che connotava il settore, eracaratterizzata dal fenomeno del trasferimento delterreno dai grandi verso i piccoli e i medi proprietari,soprattutto per effetto dellannunciata riforma fondiaria,da realizzarsi attraverso listituto dellesproprio.
  59. 59. Il raffronto dei dati emersi da unindagine condottadallIstituto Nazionale di Economia Agraria negli anni1946/47 con quelli catastali riferiti al 1953 fornì unquadro della proprietà fondiaria non completamenteadeguato al programma della riforma.Il cambiamento era stato determinatodallacquisizione, da parte di piccoli contadini, dinuove quote di terra immesse sul mercato dai grandiproprietari.Il risultato dell operazione incrementò, il numero deipiccoli contadini proprietari di superfici agricolecomprese tra 0,5 e 10 ettari. Al contrario, le proprietàoltre i 100 ettari, diminuirono numericamente ediminuì, anche per effetto degli espropri della riformafondiaria, la percentuale della terra in loro possesso.
  60. 60. In definitiva, l applicazione della riforma fondiaria sul territorio di Matera, toccò soltanto il 6,4 % della superficie complessiva. Il territorio espropriato fu appoderato attraverso 156 quote integrative e 178 poderi. Le domande finalizzate all assegnazione della terra furono 1460 : 187 da parte di braccianti nullatenenti, 250 da affittuari nullatenenti, 1023 da piccoli proprietari.
  61. 61. Il programma delle opere per il risanamento dei Sassi di Matera furealizzato utilizzando i risultati raccolti dallinchiesta UNRRA-Casas , conl ausilio del Provveditorato alle Opere Pubbliche.Larea di risanamento fu preliminarmente delimitata, escludendo dai Sassila parte dellantico borgo medievale e le vie di confine con la zona delPiano.Entro larea così delimitata, furono censite in totale 3374 case abitate, dicui 43 risultarono buone, 859 furono giudicate abitabili, in quantosuscettibili di idonea sistemazione, e 2472 furono dichiarate assolutamenteinabitabili.Il quadro del censimento risultò il seguente (Vedi tab.).Per la quantificazione dei nuovi alloggi da costruire nei borghi rurali e neiquartieri cittadini, il programma di trasferimento utilizzò le informazioniraccolte dallindagine UNRRA-Casas in ordine alle condizionieconomiche e alle attività svolte da quelle 2581 famiglie dimoranti nellecase dichiarate inabitabili.
  62. 62. situazione al 1946 /47 classi di proprietà In ettari numero % ha % Media in hada 0,5 a 10 3492 91,6 7413 19,7 2,1da 10 a 50 195 5,1 4603 12,2 23,6da 50 a 100 44 1,2 3200 8,5 72,7da 100 a 200 39 1 5437 14,5 139,4da 200 a 500 34 0,9 9432 25,1 277,4da 500 a 1000 7 0,2 5622 15 803,1oltre1000 0 0 0 0 0espropri 0 0 0 0 0
  63. 63. situazione al 1953classi di proprietà in ettari media in numero % ha % hada 0,5 a 10 5831 95 11785 31,4 2da 10 a 50 204 3,3 3755 10 18,4da 50 a 100 40 0,7 2859 7,6 71,5da 100 a 200 41 0,7 5994 15,9 146,2da 200 a 500 21 0,3 6798 18,1 323,7da 500 a 1000 3 0 2113 5,6 704,3oltre1000 0 0 0 0 0espropri 0 0 2403 6,4 0
  64. 64. Di queste famiglie, 1173 traevano il loro reddito inprevalenza dallattività agricola. Il programma, però,prevedeva di trasferirne nei borghi rurali soltanto 928,quelle cioè che risultavano conduttrici di unitàfondiarie, in forma sufficiente o insufficiente.Rimanevano così 245 famiglie di salariati e bracciantisenza terra, che sarebbero stati sistemati nei quartiericittadini. Insieme a questi sarebbero state trasferite lealtre 1408 famiglie, le cui attività eranoprevalentemente connesse con la vita cittadina :artigiani, piccoli commercianti, impiegati e la massadegli operai, soprattutto edili.La sistemazione delle 928 famiglie contadine nei variborghi sarebbe avvenuta favorendo la loro vicinanzaai terreni di cui erano già proprietarie o conduttrici opotenzialmente assegnatarie de parte dellEnte diRiforma Fondiaria
  65. 65. 1) Borgo rurale " La Martella “ : 160 fabbricati, 183 alloggi, 1350 vani2) Borgo rurale " Venusio “ : 66 fabbricati, 66 alloggi, 385 vani,edifici destinati a servizi sociali3) Borgo rurale “ Picciano " : 62 fabbricati, di cui 35 ubicati nellazona "A" e 27 nella zona "B", 62 alloggi, 372 vani4) Borgo semirurale “ Agna ": 68 fabbricati, 175 alloggi, 875 vani5) Quartiere "Serra Venerdì": 62 fabbricati, 828 alloggi, 4230 vani,47 negozi6) Quartiere "La Nera": 31 fabbricati, 353 alloggi, 1797 vani, 13negozi7) Quartiere "Spine Bianche": 33 fabbricati, 667 alloggi, 3800 vani,32 negozi.I fondi stanziati non furono sufficienti a completare il programmadi risanamento.La necessità di un nuovo finanziamento fu soddisfatta con la Leggen. 299 del 21 marzo 1958.
  66. 66. La nuova legge stanziò la somma di due miliardi di lire perlopera di risanamento già avviata dalla precedente legge619/52. L impianto normativo e finanziario era sostenuto daunampia ed analitica relazione del novembre 1956predisposta dal Genio Civile di Matera, che descrivevaappunto lo stato dellopera di risanamento dopo la prima faseattuativa.La relazione, oltre a fare il punto sulla gestione finanziarie,evidenziava le numerose difficoltà intervenute in fase diattuazione della legge. Essa concludeva fornendo il nuovoquadro programmatico degli interventi da realizzare e leproposte operative. Nel giugno del 1958 il Provveditorato alleOO.PP. trasmise al Ministero il programma degli interventi inattuazione della nuova legge n.299, promulgata il 21 marzo1958.
  67. 67. Le elezioni politiche svoltesi nel maggio 1958 conferironoalla Democrazia Cristiana il 48,6 % dei suffragi. Unsuccesso dovuto agli effetti prodotti dalla legge sulrisanamento dei Sassi, ma anche al passaggio ditradizionali forze di destra nella stessa DemocraziaCristiana. La popolazione era passata da 30.090 a 38.562abitanti. L incremento era dovuto ad un naturale fenomenodemografico, ma anche al flusso migratorio dai paesi dellaprovincia e dai vicini comuni pugliesi.Nel decennio gli addetti all agricoltura erano diminuiti .Nel settore industriale erano aumentati come, nel terziario,mentre non avevano subito variazioni le categorie degliimprenditori, dei liberi professionisti e dei lavoratori inproprio.Il reddito pro capite medio era aumentato del 40 % rispettoa quello del 1951. La disoccupazione tuttavia interessava il10 % della forza lavoro.
  68. 68. Lallora sindaco di Matera chiese in Parlamento lemanazionedi una nuova legge sui Sassi, che ne consentisse il totalesfollamento, per una successiva valorizzazione artistica deglistessi.Ciò avrebbe altresì consentito di soddisfare una richiesta giàda tempo avanzata in tale senso dallEnte Provinciale delTurismo, il quale proponeva di creare nei Sassi un museoetnografico.La tipicità dei Sassi era da cogliere attraverso la loro"rianimazione", cioè il ripristino della vita allinterno di essi,non più sotto forma di abitazioni cittadine, ma di luoghidattrazione per il pubblico.Convincimento comune comunque era che non si potesseconservare una città senza vita.Nellaprile del 1965 avvenne il primo rovinoso crollo di alcunecase sfollate dei Sassi.
  69. 69. A seguito dellaccaduto, la Democrazia Cristiana chiese algoverno di emanare provvedimenti idonei a realizzare il totalesfollamento delle famiglie che ancora abitavano nei Sassi e laloro razionale sistemazione, nonchè a procurare stanziamentinecessari a fronteggiare globalmente la situazione di pericoloche si era manifestata sia nel Sasso Caveoso sia nel Barisano.Fu chiesta, inoltre, lemanazione di un bando di concorso perla sistemazione e la valorizzazione dei Sassi.Nell agosto del 965 il Consiglio dei Ministri approvò ildisegno di leggen. 1542 concernente "Provvedimenti per completare i Sassi diMatera".Il nuovo impegno sui Sassi mirava a soddisfare due iniziative:il completamento del trasferimento dei residui abitanti ; il"concorso nazionale per la realizzazione di un progetto dimassima concernente la sistemazione e conservazione deirioni Sassi quale zona di interesse storico, archeologico,artistico, paesistico ed etnico".
  70. 70. Allesecuzione del progetto avrebbe provveduto ilProvveditorato alle Opere Pubbliche. Carlo Levisosteneva che la Legge del 1952, pur avendo datoimportanti e positivi risultati, era stata carente siaper quanto riguardava gli atti che avrebberodovuto promuovere e sostenere lo sviluppoeconomico del territorio materano, sia in ordinealla normativa e alla ristrutturazione, vanificandocosì la possibilità del loro riutilizzo.
  71. 71. Aggiungeva, inoltre, che lo scopo prioritario della legge nondoveva essere il completamento del trasferimento, ma propriola tutela e la valorizzazione del patrimonio culturale dei Sassi.La legge fu approvata allunanimità ed emanata il 28 febbraio1967 con il n. 126 e il titolo "Provvedimenti per completare ilrisanamento dei rioni Sassi di Matera e per la loro tutelastorico-artistica ".Furono così stanziati 5 miliardi e 300 milioni di lire per larealizzazione delle nuove costruzioni, nellambito di un nuovopiano di trasferimento. Dopo la costruzione dei nuovi rioninella zona del Piano, apparve evidente il contrasto tra laricchezza urbanistica e la sostanziale povertà socio-culturaledegli ex abitanti dei Sassi.La conseguente povertà socio-culturale dei nuovi rionidimostrava che non era maturato nessun programmaeconomico alternativo allo sviluppo agricolo, che potesseconsolidare il nuovo inurbamento degli abitanti dei Sassi.
  72. 72. Dopo il censimento del 1971, la città contava 44.502abitanti e aveva compiuto la sua trasformazioneterziaria. La popolazione attiva risultava cosìsuddivisa nei vari settori: 13% in agricoltura, 36%nell industria, 51% nel terziario.Il 15 dicembre 1971 fu promulgata la Legge n. 1403"Modifiche alla legge 28 febbraio 1967 n. 126 per ilrisanamento dei rioni Sassi di Matera", la qualerendeva fattibile leffettuazione del concorsofinalizzato alla realizzazione di un progetto organicodi recupero dei Sassi.La struttura delle città in quegli anni apparivaabbastanza confusa rispetto alle infrastrutturerealizzate. Riconnettere il tessuto urbano significavacertamente recuperare i Sassi alla città. Loperazioneaveva assunto una precisa connotazione artistico-monumentale e storico-culturale.
  73. 73. Con il piano di trasferimento relativoallutilizzo dei fondi previsti dalla terza leggespeciale per i Sassi di Matera, si compivalultimo sfollamento degli abitanti. Nel 1986 i Sassi beneficiarono di una leggespeciale di salvaguardia e finanziamento.La legge, varata con il numero 771, pose iSassi sotto la tutela dello Stato Italiano,affidandoli poi al Comune di Matera.Successivamente una legge regionale istituìil Parco Archeologico Storico e Naturaledelle Chiese Rupestri, che salvaguardavauna larga area ambientale da ogni interventodistruttivo.
  74. 74. La legge 771/86 stanziò 100 miliardi di lire per il restauro deiSassi, per le opere di urbanizzazione e per i contributi aiprivati. Al Comune di Matera erano date in concessione tuttele proprietà demaniali (che costituiscono la più larga parte deiSassi) e il coordinamento degli interventi attraversoprogrammi biennali di attuazione.Il primo di questi programmi stabilì norme dettagliate per gliinterventi di restauro, di manutenzione ordinaria estraordinaria e di risanamento conservativo. Prescrizioniprecise furono fornite per quello che riguardava i materiali dausare, le tecniche di intervento e le destinazioni duso.Altri mezzi economici si ebbero attraverso le leggistraordinarie per il Mezzogiorno e gli interventi del Ministerodei Lavori pubblici. In questo modo, importanti complessimonumentali sono stati restaurati come sede di iniziativeculturali di prestigio.
  75. 75. I quartieri di Matera sono i rioni sorti nellacittà in seguito alla Legge n. 619 del 17Maggio 1952 e altre leggi successive, con lequali veniva disposto lo sfollamento deiSassi di Matera e la costruzione di nuovialloggi nella cosiddetta città del piano.I primi quartieri della nuova città avevanocome principali caratteristiche ampi spaziverdi comuni ed edifici di pochi piani, percercare di riprodurre il più possibile imodelli di vita sociale dei Sassi. In queglianni grandi nomi dellarchitettura italianasi concentrarono sulla città di Matera, chedivenne un vero e proprio laboratorio.Serra Venerdì, il primo complesso sortodopo la legge speciale, ed il rione Platani,entrambi progettati dallarch. LuigiPiccinato, autore tra laltro del primo PianoRegolatore della città.
  76. 76. Il borgo rurale di La Martella, staccato dalla città,progettato dallarch. Ludovico Quaroni.Il rione Spine Bianche, opera di grande rilevanzaarchitettonica della correnteNeorealista del Razionalismo italiano, interamentein cotto, con la parrocchia ed i servizi al centro delquartiere, progettato dallarch. Carlo Aymonino.Il rione Villa Longo, sorto per iniziativa dell„ INA –Casa.Il rione Lanera, in posizione elevata su una dellecolline più alte della città, progettato dalling.Marcello Fabbri e dallarch. Coppa.Il rione Agna, nato inizialmente come borgo ruralepoi congiuntosi al resto della città, con case ad unpiano circondate da terreni coltivabili, progettatodal Genio Civile.
  77. 77. Il rione Serra Venerdì fu progettato, come il RionePlatani, dall‟architetto Piccinato.Sorge sulla collina di Serra Venerdì, un tempo fertilealtura nella zona sud-occidentale, delimitata dalleattuali Viale Europa e Via delle Nazioni Unite.Questo rione presenta una razionale divisione deglispazi e del verde pubblico. Nella zona occidentale delquartiere vi è una piccola pineta.La zona centrale del rione è occupata da una piazzettasu cui affacciano l‟ufficio postale, la scuola materna equella elementare.Poco lontano vi è la Chiesa Parrocchialedell‟Addolorata, progettata dall‟architettoMasciandaro.La tipologia delle abitazioni è a schiera o bifamiliare,cui si accede tramite scale esterne e bollatoi. Lebalconate, incassate nei prospetti, danno un senso dicompattezza e linearità.
  78. 78. Il Borgo La Martella, a circa 6km da Matera, è sortonel 1953 sul programma dell‟UNRRA - Casas peroffrire alla famiglie contadine dei Sassi la possibilitàdi vivere in case adatte a soddisfare l‟esigenza finoallora disattesa.E‟ stato progettato dagli architetti Gorio, Lujli,Quaroni, Valori e dall‟ingegnere Agoti : presentaronotre diversi schemi tipologici lasciando, quindi, lepossibilità agli abitanti di scegliere il tipo diabitazione loro più consona. Il Borgo è fornito diservizi sociali quali l‟ufficio postale, la DelegazioneComunale, la scuola materna ed elementare, la ChiesaParrocchiale.Quest‟ultima, dedicata a S. Vincenzo, è stataprogettata dall‟architetto Ludovico Quaroni. Presentaun‟unica navata orientata verso il presbiterio ed èilluminata dalla torre sovrastante. L‟imponenteCrocifisso ligneo che domina l‟altare è opera delpittore Giorgio Quaroni. Il pulpito ligneo è statorealizzato da Luciano Lioi, il pavimento in ceramica èopera dei fratelli Cascella.Le abitazioni si inseriscono lungo le curve di livellodel terreno in armoniosa continuità con il paesaggio:sono dislocate in concentrati spazi viari, siraggruppano in complessi a schiera lungo le vie delBorgo.Evocano ambianti a corte e vicinati, sono provviste digranai e piccionaie nella parte superiore. Il materialeda costruzione è locale.
  79. 79. La storia moderna di Matera comincia dopo la Seconda Guerra Mondiale :agli inizi degli anni ‟50, le lotte contadine per la terra inducono importantitrasformazioni nell‟ambito della riforma fondiaria; parallelamente vengonoaffrontati una serie di studi per dare una concreta risposta al problema delsovraffollamento e alla carenza di dignitose condizioni igienico-sanitariedei Rioni Sassi.Sarà Adriano Olivetti a dare una svolta significativa alla spinosa questionematerana, patrocinando attraverso l‟INU e l‟UNRRA – Casas, una“Commissione di studi della città e dell‟agro materano”. Risultato deglistudi e dei programmi redattati da questa commissione è la prima Leggedei Sassi - 1952 n. 619.Essa si pone l‟obbiettivo del risanamento degli antichi rioni cittadiniattraverso il trasferimento dei suoi abitanti in zone periferiche o in borghirurali limitrofi.Nella zona chiamata “Cappuccini “ vi è un gruppo di edifici che va dal“Cippo della Milizia” fino all‟inizio di Via Lucana. Nella zona non sonopresenti servizi. Le case presentano una tipologia molto semplice : hanno3 o 4 piani; l‟insieme delle palazzine porta ad un livello inferiore rispettoalla strada ed è circondato da una ringhiera che presenta, al centro, uningresso all‟intero complesso edilizio.
  80. 80. Il Rione La Nera è stato realizzato intorno aglianni „50 su progetto dell‟ingegnere Fabbri edall‟architetto Coppa, secondo il piano dirisanamento dei Sassi varato dal governo DeGasperi.Il rione è situato nella zona meridionale dellacittà su un‟altura delimitata dalle attuali Via LaNera e dalla tangenziale Carlo Levi.Il rione è dotato di scuole e servizi di priminecessità: la Chiesa Parrocchiale unita alVillaggio del Fanciullo è dedicata a S. Antonio.L‟aspetto è gradevole per la presenza di verdepubblico. Pur con i dovuti limiti, il tentativo diricostruire un ambiante simile ai vicinati deiSassi è ben riuscito.Le abitazioni differiscono per dimensioni etipologie: alcune sono a schiera, altre sonomultipiano a pianta rettangolare, con tettisemispioventi e mattoni a vista.
  81. 81. Il primo nucleo abitativo fu Borgo Venusio, costruitodopo l‟esproprio, avvenuto nel 1929, della MasseriaVenusio. Il borgo si raggiunge percorrendo la StradaStatale 96 Matera - Altamura.Oggi è costituito da una trentina di abitazionipiuttosto simili, ad un piano con mansarda: dovendorisultare un borgo agricolo, venne disegnato con unastrada a raggiera in tutte le direzioni verso lamontagna.Nel 1950 il borgo è stato ampliato su progettodell‟architetto Piccinato. Gli edifici sono disposti in“vicinati” piuttosto distanti tra loro per facilitarel‟agricoltura. Le abitazioni hanno elementiarchitettonici come i comignoli, il tetto a capriata, lescalette esterne che ricordano le unità abitative deiSassi.
  82. 82. Le case hanno anche il granaio, la piccionaia e ampiappezzamenti di terreni. E‟ possibile individuare 2 zone,una rurale e un‟altra centralizzata dei servizi. Quest ‟ultimasi sviluppa attorno alla Chiesa di S. Giovanni, che si ergenella piazza delimitata da alberi e da un lungo porticatosemicircolare.Il Rione Spine Bianche è opera di grande importanza dellacorrente Neorealista del Razionalismo italiano e fuprogettato dal gruppo guidato dallarchitetto CarloAymonino. Alcuni edifici (come la cosiddetta Casa diMatera, che si affaccia sulla piazza della chiesa) furonoprogettati dallarchitetto Giancarlo De Carlo. Chiamatoanche dai materani Bottiglione (dal nome di unimpresacostruttrice), il quartiere fu costruito interamente in cotto,con linee esterne di straordinaria semplicità. Al centrosorge la Parrocchia di San Pio X, i servizi ed alcune scuole.Vi si trova anche una statua di Alcide De Gasperi, allepocaCapo del Governo, che firmò la prima legge per losfollamento ed il risanamento dei Sassi.
  83. 83. Il Rione Villalongo è sortoper iniziativa dellINA -Casa nella zona settentrionaledella città, nei pressidelluscita per la stradastatale in direzionedi Altamura.Vi si trova una delleprincipali stazioni cittadinedelle Ferrovie AppuloLucane.
  84. 84. Grazie ad uno sforzocongiunto del Piano SpazialeNazionale del CNR, dellaRegioneBasilicata, dell‟AgenziaSpaziale Italiana e diTelespazio, nel 1938 è sorto aMatera il Centro di GeodesiaSpaziale, dedicato al grandescienziato Giuseppe “Bepi”Colombo.Il CGS si occupaprincipalmente diOsservazioni della Terra contecniche di Geodesia Spaziale
  85. 85. Le attività che si svolgono nel Centro sono: 1. Geodesia Spaziale 2. Telerilevamento 3. Robotica spaziale
  86. 86. La Geodesia Spaziale è basata sulcontinuo monitoraggio dellaposizione di stazioni fiducialimediante rilievi con sofisticati eavanzati apparati, che ne fanno unodei capisaldi fondamentali della retegeodetica spaziale mondiale.Le attività del CGS, in particolare, ilsistema Satellite LASERRaning, sono di importanza criticaper la comprensione della tettonicadel bacino del Mediterraneo e di ungran numero di parametri geofisicie geodinamici, nonché per ilTerrestrial Reference Frameinternazionale.Il Centro collabora con i piùimportanti organismi nazionali einternazionali,qualiNASA, ESA, CNES, DLR, EUMETNET,e in Italia conINGV, I0GM, CNR, Università eProtezione civile.
  87. 87. L‟ASI ha stipulato con l‟ESA un accordoper realizzare l‟Italian Processing andArchiving Facility e l‟Italian Processingand Archiving Centre.L‟Agenzia Spaziale Italiana ha attivatouna serie di Progetti Pilota dedicatiall‟osservazione e alla prevenzione difenomeni naturali ed antropici.Essi riguardano i seguenti temi:alluvioni, frane, incendi ed inquinamentimarini da idrocarburi, rischio sismico evulcanico, nonché la qualità dell‟aria.Il fiore all‟occhiello dell‟ASI è il progettoCOSMO-SkyMed, il sistema satellitaredella Terra con radar in bandaX, realizzato dall‟Agenzia SpazialeItaliana e dal Ministero della Difesa.Si prevede la realizzazione di un CentroNazionale Multimissione quale punto diriferimento per le missioni scientifiche.Qui si acquisiranno i dati dei satellitisviluppati dall‟ASI: ROSA, PRISMA eMIOSAT.
  88. 88. Il programma di RoboticaSpaziale dell‟ASI ha nelCGS il sito privilegiato perle attività di simulazione etest a terra di dispositivirobotici.Il Centro di Geodesiaspaziale partecipa alladefinizione della missioneRossetta, destinata adagganciare una cometa.
  89. 89. In 20 anni di attività, il CGS haprodotto migliaia di dati utili allaprevenzione delle catastrofinaturali,ma anche alle operazionidi conservazione del patrimonioartistico di Matera.Grazie alla strumentazione delCentro è stato possibiledeterminare per la prima volta lospostamento di 6 cm dell‟asseterrestre causata dalterremoto, con il seguentetsunami, del Dicembre del2004, ma è stato anche possibileimplementare l‟attività dimonitoraggio per orientare gliinterventi di restauro dei Sassi.
  90. 90. Andrisani Alexìa De Vito MattiaDimona Rossella Di Noia MariangelaEl Mabrouk Karim
  91. 91. Ingusci Daniele Giglio Lo Monaco AnnaLofrumento Alessia Loperfido GianlucaMangieri Antonello
  92. 92. Marcosano Iolanda Martemucci VirginiaPetragallo Mattia Pietracito EustachioQuarta Marianna
  93. 93. Rizzi Alessandra Roberti RoccoSarli Ornella Scandiffio MariagraziaVenturo Alessandro

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