Cataratta: Moderna Gestione della Chirurgia

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La gestione della chirurgia della cataratta

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Cataratta: Moderna Gestione della Chirurgia

  1. 2. La moderna gestione della chirurgia della cataratta Dr. Andrea Valli – Dr. Luigi Fusi Co-Responsabili dei Reparti Oculistici dell’Ospedale Valdese di Torino e dell’Ospedale S.Agostino di Avigliana ASL 5 www.luigifusi.it www.andreavalli.it www.occhio.it www.oculista. it
  2. 3. Anatomia <ul><li>Il cristallino è un organo simile ad una lente biconvessa perfettamente trasparente </li></ul><ul><li>Viene mantenuto in situ da un sistema di fibre che formano la zonula </li></ul><ul><li>E’ costituito da una capsula, un epitelio e dalla sostanza lenticolare divisa in una porzione corticale ed una nucleare </li></ul>
  3. 4. Fisiologia <ul><li>Essendo il cristallino privo di vasi, mantiene la sua trasparenza e funzionalità grazie alla : </li></ul><ul><li>Composizione dell’umor acqueo </li></ul><ul><li>Equilibrio chimico-fisico delle proteine lenticolari </li></ul><ul><li>Integrità della capsula </li></ul>
  4. 5. Fisiologia del cristallino <ul><li>Quando le diverse condizioni vengono turbate, si ha un opacamento parziale o totale del cristallino con formazione di una </li></ul><ul><li>CATARATTA </li></ul>
  5. 6. La cataratta <ul><li>Si manifesta solitamente in età avanzata, oltre i 60 anni, con un opacamento delle proteine del cristallino che tende ad estendersi in maniera più o meno rapida, sino ad interessarlo completamente. </li></ul><ul><li>L’opacità può avere inizio dagli strati corticali ed estendersi in profondità ( cataratta corticale ) o iniziare dal nucleo ( cataratta nucleare ) </li></ul>
  6. 7. La Cataratta
  7. 8. La Cataratta
  8. 9. Cataratta Corticale <ul><li>La forma più frequente inizia con un’opacità negli strati corticali vicini all’equatore, a forma di cunei, con l’apice diretto centralmente. Tali addensamenti tendono ad aumentare di numero e di dimensione, confluendo centralmente fino ad interessare l’asse ottico. </li></ul><ul><li>Solitamente hanno una progressione lenta e creano disagi visivi solo nelle forma avanzate. </li></ul>
  9. 10. Cataratta Nucleare <ul><li>L’opacità del cristallino è dovuta ad un’accellerazione del processo sclerotico di invecchiamento del nucleo lenticolare. </li></ul><ul><li>Frequentemente si nota una miopizzazione da aumento dell’indice di refrazione della lente. </li></ul><ul><li>I pazienti si accorgono di vedere meglio in condizioni di scarsa luminosità per l’aumentata midriasi. </li></ul>
  10. 11. Patogenesi della cataratta <ul><li>All’origine dell’opacamento sembra essere determinante un’alterazione dell’equilibrio chimico fisico delle proteine lenticolari, accentuata da disturbi del metabolismo glucidico, malattie sistemiche, patologie genetico-ereditarie. </li></ul><ul><li>Si formano processi di precipitazione di proteine lenticolari con formazione di complessi insolubili e quindi opachi. </li></ul>
  11. 12. Terapia della Cataratta <ul><li>La terapia della cataratta è essenzialmente </li></ul><ul><li>CHIRURGICA </li></ul>
  12. 14. Chirurgia della cataratta <ul><li>Nel corso degli anni numerose sono state le tecniche messe a punto per l’estrazione della cataratta: </li></ul><ul><li>la più vecchia, oggi rivalutata per alcuni tipi di cataratta, è l’estrazione Extracapsulare della lente </li></ul><ul><li>con l’avvento del crio per diversi anni ha avuto successo la tecnica Intracapsulare </li></ul><ul><li>recentemente, grazie ai progressi tecnologici, tecniche raffinate hanno preso il posto delle precedenti con la Facoemulsificazione </li></ul>
  13. 15. Estrazione Intracapsulare
  14. 16. Tecnica Extracapsulare
  15. 17. Facofrattura
  16. 18. Facoemulsificazione
  17. 19. Strumenti chirurgici
  18. 20. Strumenti chirurgici
  19. 21. Strumenti chirurgici
  20. 22. Tagli corneali
  21. 23. Tagli corneali
  22. 24. Tagli corneali
  23. 25. Retrattore dell’iride
  24. 26. Capsuloressi Anteriore Continua Curvilinea
  25. 27. Idrodissezione del nucleo, dell’epinucleo e della corticale
  26. 28. Idrodissezione del nucleo, dell’epinucleo e della corticale
  27. 29. Facoemulsificazione
  28. 30. Facoemulsificazione
  29. 31. Facoemulsificazione
  30. 32. Facoemulsificazione
  31. 33. Facoemulsificazione
  32. 34. Facoemulsificazione
  33. 35. Suzione Masse
  34. 36. Riempimento della capsula con viscoelastico
  35. 37. Tipo di IOL
  36. 38. Impianto di lente intraoculare
  37. 39. Inserimento IOL
  38. 40. Inserimento IOL
  39. 41. Lenti pieghevoli al silicone
  40. 42. IOL pieghevoli
  41. 43. Concetto di lente intraoculare pieghevole
  42. 44. Iniettore IOL Pieghevoli
  43. 45. Inserimento IOL pieghevoli
  44. 46. Ricovero Day Surgery <ul><li>I grandi progressi tecnologici hanno permesso di diffondere la tecnica del Day Surgery, come metodica abituale in centri attrezzati. </li></ul>
  45. 47. Day Surgery <ul><li>Tre gli obiettivi primari prefissati: </li></ul><ul><li>  prestazioni sanitarie di alta qualità; </li></ul><ul><li>  efficienza dei servizi; </li></ul><ul><li>  accoglienza confortevole. </li></ul>
  46. 48. Day Surgery <ul><li>L'approccio chirurgico della cataratta in giornata e’ particolarmente apprezzato dai pazienti anziani, poiche’ essi possono risolvere molto rapidamente un problema visivo importante e ritornare la sera stessa a dormire a casa propria, riprendendo in breve tempo le normali attività della vita quotidiana. </li></ul>
  47. 49. Ricovero Day Surgery <ul><li>I vantaggi sono tanto per il paziente quanto per la struttura </li></ul><ul><li>Razionalizzazione dei costi </li></ul><ul><li>Standardizzazione delle procedure </li></ul><ul><li>Affidabilità ed affiatamento dell’equipe chirurgica </li></ul><ul><li>Comfort e rapidità di erogazione della prestazione </li></ul><ul><li>Minor carico emotivo </li></ul><ul><li>Nessun sradicamento dalle abituali attività della vita di relazione </li></ul>
  48. 50. Ricovero Day Surgery <ul><li>Tutte le tecniche valutate hanno permesso di ricoverare i pazienti in regime di Day Surgery, cioè con una degenza limitata a poche ore. </li></ul><ul><li>Tale modalità di ricovero richiede una attenta organizzazione del reparto oculistico, al fine di non disperdere energie e di limitare la presenza del paziente alle poche ore richieste per gli esami pre-ricovero ( esami ematici, Ecg, visita oculistica e anestesiologica) ed al successivo intervento. </li></ul>
  49. 51. Day Surgery <ul><li>Il ricovero avviene nelle prime ore della mattina, i pazienti vengono fatti accomodare in stanze a loro adibite, su comode poltrone meccaniche, che possono essere regolate elettricamente nelle diverse posizioni, dal seduto al coricato, viene monitorata la pressione arteriosa e viene preparato l’occhio all’intervento mediante instillazione di gocce midriatiche. </li></ul>
  50. 52. Dimissioni <ul><li>Per tutte le prestazioni ambulatoriali eseguite deve essere consegnata al paziente una copia del Foglio Ambulatoriale, da consegnare al proprio medico curante, che specifica i dati identificativi del paziente (nome, cognome e data di nascita), data della prestazione, referto (comprensivo di anamnesi e visita), codice interno della prestazione eseguita, terapia consigliata, indicazioni su eventuali controlli e/o esami diagnostici successivi. </li></ul>
  51. 53. Informazione al paziente <ul><li>Il paziente deve essere correttamente informato del percorso clinico al quale viene sottoposto. Nel caso di procedure invasive le informazioni necessarie devono essergli sottoposte per iscritto ed una copia del Consenso Informato, sottoscritta dal paziente, deve essere conservata in archivio. </li></ul>
  52. 54. Consenso Informato <ul><li>Signora, Signorina, Signore, Lei soffre di una cataratta responsabile dei suoi disturbi alla vista. Il Suo oculista Le consiglia l’operazione, poiché la chirurgia é il solo modo per migliorare la Sua vista. Questa scheda contiene le informazioni sull’operazione che Le è proposta, sui risultati e sui rischi. Tutte le espressioni tecniche utilizzate sono state seguite da un’ampia descrizione verbale di chiarimento. La cataratta Significa opacizzazione del cristallino, e cioè, una lente molto potente situata all’interno dell’occhio (obiettivo di una macchina fotografica). Perché operare di cataratta? Perché né i colliri, né il laser né altra terapia possono guarire una cataratta costituita. L’operazione della cataratta L’intervento viene effettuato mentre il paziente è appoggiato sulla schiena, in un ambiente chirurgico sterile e con il microscopio. È un atto chirurgico maggiore, poiché consiste di un’incisione dell’occhio e dell’estrazione di uno degli elementi interni, il cristallino. </li></ul><ul><li>Ospedalizzazione. È necessaria una minima immobilizzazione di qualche ora. I termini di ricovero adatto al suo caso le saranno proposti dal suo oculista insieme all’anestesista. </li></ul><ul><li>Anestesia. L’occhio si può rendere insensibile con delle iniezioni nelle vicinanze oppure solamente con l’instillazione di gocce. È anche possibile l’anestesia generale. La scelta viene effettuata in base al parere dell’oculista e del medico anestesista. Si terrà conto, se possibile, del suo desiderio. </li></ul><ul><li>L’estrazione della cataratta viene realizzata con o senza l’aiuto di una sonda a ultrasuoni. L’involucro del cristallino (la capsula) viene lasciata al suo posto. È raro che si proceda all’estrazione totale del cri-stallino. </li></ul><ul><li>Impianto (inserimento) di un cristallino artificiale (impianto intra-oculare) : il cristallino viene sostituito da una lente sintetica posta dietro la pupilla. </li></ul><ul><li>L’incisione dell’occhio può essere suturata oppure no. </li></ul><ul><li>Incidenti o difficoltà durante l’intervento : sono rari e imprevedibili. Delle volte portano a sistemare l’impianto davanti alla pupilla, oppure a rinunciare del tutto all’impianto. Può essere necessario prelevare un piccolo frammento di iride e/o procedere all’ablazione di una parte del vitreo. </li></ul><ul><li>Lo svolgimento dell’intervento può complicarsi a causa di una rottura della capsula (l’involucro del cristallino) (meno del 5% dei casi). L’estrazione della cataratta a volte è incompleta. </li></ul><ul><li>Può prodursi un’emorragia che si riassorbe generalmente dopo qualche giorno (in casi molto eccezionali, può portare a una perdita della vista, se non addirittura alla perdita dell’occhio). Evoluzione postoperatoria abituale </li></ul><ul><li>Nella grande maggioranza dei casi (95%), l’occhio operato di cataratta non provoca dolore. La vista migliora molto rapidamente e può venir prescritta una correzione adatta con occhiali per qualche settimana. La presenza di altre lesioni dell’occhio può limitare il recupero della vista. </li></ul><ul><li>Le cure locali si limitano all’instillazione di gocce, all’applicazione di una pomata e all’applicazione di una protezione oculare secondo delle modalità e un periodo di tempo che le saranno spiegati in dettaglio dal suo chirurgo. </li></ul><ul><li>È necessario a volte procedere all’asportazione dei fili di sutura. </li></ul><ul><li>L’attività professionale, l’uso di macchine o di strumenti pericolosi, la guida dell’auto sono sconsigliati per un periodo di tempo limitato che sarà definito dal suo oculista. </li></ul>
  53. 55. Le complicazioni dell’operazione della cataratta <ul><li>Per quanto sia perfettamente standardizzata e seguita da eccellenti risultati, l’operazione della cataratta non sfugge alla regola generale secondo la quale non esiste della chirurgia senza rischi. Non è possibile per il suo oculista garantire in modo formale il successo dell’intervento. Gravi complicazioni dell’operazione della cataratta Sono molto rare. Può essere necessario un nuovo intervento chirurgico e portare, nei casi più estremi, alla perdita completa della vista dell’occhio operato, se non addirittura alla perdita dell’occhio stesso. </li></ul><ul><li>infezioni ( 1 caso su 1000) - edema retinico centrale - distacco della retina (1 caso su 1000) </li></ul><ul><li>estrazione incompleta della cataratta - spostamento della IOL - traumatismo dell’occhio causato dal paziente </li></ul><ul><li>disturbi della cornea - bruciatura retinica da illuminazione del microscopio operatorio </li></ul><ul><li>Altre complicazioni meno gravi </li></ul><ul><li>In oltre il 30% dei casi, è avvenuto, negli anni successivi all’intervento, una opacizzazione della capsula: è la “cataratta secondaria” responsabile di un nuovo calo della vista. Il trattamento consiste nel realizzare una apertura della capsula tramite il laser o la chirurgia. </li></ul><ul><li>la cicatrice pervia con ipotonia - una ptosi della palpebra superiore - un ematoma della palpebra </li></ul><ul><li>la percezione di mosche volanti - una sensibilità accresciuta alla luce - una infiammazione dell’occhio </li></ul><ul><li>l’aumento della pressione intra-oculare - la deformazione della cornea (astigmatismo) - la visione sdoppiata </li></ul><ul><li>l’errore di calcolo della potenza del cristallino è rara, tenuto conto della precisione dell’ecografia eseguita sistematicamente prima dell’intervento. Può essere necessario a volte un secondo intervento. </li></ul>
  54. 56. ISTRUZIONE OPERATIVA DH- OCULISTICO <ul><li>Accettazione del paziente e presentazione I.P., assegnazione della poltrona ed informazione del decorso pre e post-operatorio. </li></ul><ul><li>Consegnare ai parenti il modulo per la registrazione dei dati anagrafici affinché debitamente compilato venga riconsegnato all’I.P. </li></ul><ul><li>Eseguire eventuali prelievi ematici di controllo pre-operatori, in genere i pazienti interessati hanno problemi di coagulazione o diabetici . </li></ul><ul><li>Rilevazione dei parametri vitali(PAO-FC). </li></ul><ul><li>Inizio dilatazione con i colliri per midriasi in preparazione all'intervento di cataratta: SOLO NELL'OCCHIO DA OPERARE </li></ul><ul><li>Invio dei pazienti in S.O.,controllare che il paziente non abbia gioielli,protesi, trucco, smalto prima dell'intervento. </li></ul><ul><li>Accettazione dei pazienti dalla S.O. : </li></ul><ul><li>-controllo dello stato di coscienza e dei parametri vitali; </li></ul><ul><li>-controllo di eventuali terapie post-operatorie; </li></ul><ul><li>-informare il p.te che deve rimanere disteso, a digiuno per almeno mezz’ora dopo il rientro dalla S.O. </li></ul><ul><li>Distribuzione del vitto ai pazienti che possono mangiare, trascorse le due ore dopo l'intervento. </li></ul><ul><li>Accompagnamento dei pazienti presso l'ambulatorio per la visita di controllo e le dimissioni. </li></ul><ul><li>Riordino delle stanze del DH e ripristino del materiale occorrente. </li></ul>
  55. 57. Oftalma Hospital srl <ul><li>Oftalma Hospital srl è una società di servizi che ha come oggetto sociale la gestione di centri medici a scopo clinico, diagnostico e terapeutico nel campo oftalmologico, finalizzata a rendere disponibile, ad altre strutture sanitarie pubbliche e/o private, una struttura complessa per attrezzature ed organizzazione. Ciò permette l’esercizio della professione oftalmologica in modo sofisticato e con l’uso di tecnologie e strumenti di elevato contenuto tecnologico. </li></ul>
  56. 58. Oftalma Hospital <ul><li>La nostra società cura in modo molto attento anche l’informazione verso l’esterno, non necessariamente dedicata al pubblico degli specialisti: ne sono testimonianza una collana editoriale di carattere divulgativo interamente dedicata ai problemi dell’Oculistica, ricca oggi di 10 opuscoli informativi, ed i due siti web: </li></ul><ul><li>  http://www.oculista.it , primo sito informativo oculistico </li></ul><ul><li>  http://www.occhio. it , prima rivista elettronica dedicata ai temi legati all’occhio, anche in versione per ipovedenti, p articolarmente ricco di informazioni e di sottosezioni di vario tipo. </li></ul>
  57. 59. Oftalma Hospital srl <ul><li>L’Oftalma gestisce le attività proprie dell’Unità Operativa di Oculistica e Oftalmologia Sociale ed Infantile di </li></ul><ul><li>Ospedale Evangelico Valdese di Torino </li></ul><ul><li>Ospedale Valdese di Torre Pellice </li></ul><ul><li>Ospedale Civile S.Agostino di Avigliana </li></ul><ul><li>  </li></ul>
  58. 60. Oftalma Hospital srl <ul><li>Attiva dal 1996, effettua attualmente circa 6000 interventi all’anno e circa 50000 prestazioni ambulatoriali, grazie alla fattiva collaborazione di 23 medici, 15 ortottisti, </li></ul><ul><li>6 infermiere e 10 addette alle mansioni amministrative e segreteriali. </li></ul>
  59. 61. Certificazione <ul><li>L’Oftalma Hospital srl si è certificata secondo le norme UNI EN ISO 9001:2000 settore EA 38. </li></ul><ul><li>La qualità è lo strumento col quale Oftalma Hospital vuole non solo restare allineata con gli attuali standard correnti di prestazione sanitaria, ma anche distinguersi rispetto a tutti gli altri erogatori di servizi del settore, soddisfacendo ed anticipando le esigenze dei propri Clienti, dando loro garanzia di risultati e rappresentando un modello che sia da esempio e traino per altri similari comportamenti professionali ed organizzativi. </li></ul>
  60. 62. Intervento di Cataratta <ul><li>Incisione Corneale </li></ul>
  61. 63. Intervento di Cataratta Capsuloressi
  62. 64. Intervento di Cataratta Idrodissezione e rotazione del nucleo
  63. 65. Intervento di Cataratta Facoemulsificazione
  64. 66. Intervento di Cataratta Aspirazione delle masse
  65. 67. Intervento di Cataratta Inserimento della IOL
  66. 68. <ul><li>Torino, 16 giugno 2003 </li></ul>La moderna gestione della chirurgia della cataratta www.luigifusi.it www.occhio.it www.oculista.it dott. Luigi Fusi dott. Andrea Valli
  67. 69. La Cataratta Dr. Andrea Valli – Dr. Luigi Fusi Co-Responsabili dei Reparti Oculistici dell’Ospedale Valdese di Torino e dell’Ospedale S.Agostino di Avigliana ASL 5 www.luigifusi.it www.andreavalli.it www.occhio.it www.oculista. it

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