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Così parlò il bambino del suo disagio

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Un messaggio di buon auspicio per tutti e per nessuno.

Published in: Health & Medicine
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Così parlò il bambino del suo disagio

  1. 1. Nunzia  TarantiniCosì parlòil bambinodel suo disagioUn messaggio di buon auspicioper tutti e per nessuno
  2. 2. “ Al  lettore  adulto                 Dite: È faticoso frequentare i bambini. Avete ragione. Poi aggiungete: Perché bisogna mettersi al loro livello, inchinarsi, curvarsi, farsi piccoli. Ora avete torto. Non è questo che più stanca. È piuttosto il fatto di essere obbligati ad innalzarsi fino all’altezza dei loro sentimenti. Tirarsi, allungarsi, alzarsi sulla punta dei piedi. Per non ferirli. Janusz  Korczak
  3. 3. Dai diari segretidi bambini disagiati
  4. 4. Questa  bambina  lituana  di  7  anni,  istituzionalizzata,  disegna  se  stessa  come  ragazza  dallo  sguardo  vuoto.  È  un  messaggio  di  solitudine  o  di  infelicità?  Forse  la  bambina  non  sa  con  sicurezza  in  che  cosa  consista  la  solitudine  o  l’infelicità.  Il  cuore,  in  alto  sulla  sinistra,  è  trafitto  da  una  freccia  la  cui  punta  ricorda  la  forma  di  una  casa,  segno  di  ciò  che  le  manca.  Ma  il  fiore  nella  mano  sinistra  esprime  un  desiderio  di  vita  e  di  giovinezza. “ I bambini crescono, sarà vero? Anche il loro corpo e la loro anima crescono? Mi piacerebbe dimostrare che in queste ore di gioco si cresce di più. Vorrei che fosse una convinzione inconfutabile. Janusz Korczak ”
  5. 5. Un  bambino  lituano  di  6  anni,  istituzionalizzato,  disegna  suo  padre  che  non  ha  mai  conosciuto,  poi  quasi  lo  cancella.  Vuole  fissare  con  la  matita  ciò  che  vuole  ricordare  per  tutta  la  sua  vita. “fissare con la matita saper Ciascuno dovrebbe ciò che vuole conservare nella memoria. Chiunque non lo sappia fare è un analfabeta. Janusz Korczak ”
  6. 6. Ha  12  anni  questa  ragazza  lituana   istituzionalizzata.  Suo  padre  è  un   senzatetto  e  si  trova  in  un’altra   nazione,  sua  madre  è  una  donna   asociale.  Disegna  la  sua  famiglia   rinfacciando  ai  suoi  genitori  che  è   stata  abbandonata  ancora  piccola   e  disarmata. PapàMamma Io “metamorfosiè un’eterna Il mondo del male. Kazimierz Przerwa-Tetmajer ”
  7. 7. Questo  bambino  di  8  anni,  ospedalizzato,  disegna  la  sua  situazione  di  paura  e  disagio. “ Lo spirito soffre didel corpo. nell’angusta gabbia nostalgia Janusz Korczak ”
  8. 8. Questo  ragazzo  di  11  anni  è  definito  iperattivo.  Sembra  dire  ai   “ I grandi vi dicono ‘No’! E cinque minuti piùsuoi  genitori:  “Perché  sempre  questo  detestabile  ‘No’?  Perché   tardi non ci pensano più.vorreste  stare  sempre  in  pace?  Se  voleste,  potrebbe  essere  un   Non dubitano nemmeno‘Sì’.  Ma  non  volete.  Punto  e  basta.” del male che ci fanno. Janusz Korczak ”
  9. 9. Questa  ragazza  di  12  anni  ha  grosse  difficoltà  nel  rapporto  con  gli  altri  ed  è  fortemente  chiusa  in  se  stessa.  Disegna,  infatti,  l’unica  amica  perché  sente  di  essere  odiata  dagli  altri. “Ho disegnato solo lei perché tutte le altre e gli altri mi odiano.” “ Gli adulti credono che i bambini passano il loro tempo a fare delle sciocchezze, mentre nelle loro discussioni e nei loro litigi precorrono un avvenire lontano. Janusz Korczak ”
  10. 10. 11  anni,  molto  aggressivo,  vuole  disegnare  solo  su  pezzi  di  foglio,  strappandone  i  bordi.  Raffigura  i  suoi  insegnanti  in  modo  bizzarro,  come  è  d’altronde  “bizzarro”  il  suo  modo  di  vivere  le  regole. “ UnUn po’ di solecome la primavera. bambino, è e tutto appare bello e gioioso. Un temporale: e sono subito tuoni e fulmini. Mentre si direbbe che un adulto vive nella nebbia. [...] Tutto è grigio e serio. [...] La gioia e la tristezza infantili sono colpi di vento: portano o scacciano nuvole. Janusz Korczak ”
  11. 11. “ Sonointelligenti dell’uomo. intelligenti gli uccelli.Ragazzi  ruandesi  con  genitori  assenti  ed  abbandonati  a  se   Più Tuttavia, è l’uomostessi,  senza  alcuna  stabilità  familiare,  cresciuti  per  strada.   che domina il mondo,Disegnano  i  loro  amici  nel  gioco  con  pistole  e  coltelli.   a lui tutto obbedisce.Non  recitano,  non  sono  mascherati,  stanno  semplicemente   Forse perché, di tutte le creature,vivendo  la  loro  realtà,  perché  a  loro  non  piace  mentire. è lui che meglio sa uccidere? Janusz Korczak ”
  12. 12. Nel  disegnare  figure  maschili  e  femminili  questo  maschietto  di  5  anni  esprime  una  certa  compiacenza  nel  creare  zone  genitali.  Sua  madre  è    sempre  a  lavoro  e  suo  padre  è  molto  fragile  psichicamente.   “ L’ingiustizia fa ancora più male. È quasi meglio non sapere perché gli adulti a volte sono cattivi. Senti che è accaduto loro qualcosa e cerchi in te la colpa. E alla fine la trovi. Janusz Korczak ”
  13. 13. “ Quandolavoro dal pozzo, non cominci il scavi un fondo:12  anni,  considerato  il  bullo  della  scuola.   rimuovi dapprima lo strato superiore,Nell’infanzia  il  padre  è  stato  molto  aggressivo  e  non   togli la terra con una palata dietro l’altra, senza sapere che cosa troverai più sotto,ha  mai  dialogato  con  lui.  Nel  disegnare  la  sua   quante radici intricate,famiglia  trasformata,  taglia  con  un  coltello  la  testa  al   quanti ostacoli e quante difficoltà,padre  e  al  fratello  maggiore,  anch’esso  aggressivo. quanti sassi o quanti oggetti dimenticati, che tu stesso o altri avevate sotterrato. Janusz Korczak ”
  14. 14. Janusz Korczak, educatore La mattina del 5 agosto 1942 Janusz Korczak fu deportato nel Campo di sterminio di Treblinka insieme a tutti i bambini ospiti dellorfanotrofio ebraico del Ghetto di Varsavia. I bambini uscirono dalla loro Casa vestiti con gli abiti migliori,Janusz  Korczak ordinati, mano nella mano. Il corteo era chiuso dallo stesso Korczak che badava a mantenere i bambini sulla carreggiata. Riconosciuto dagli ufficiali nemici venne trattenuto perché una tale personalità non avrebbe dovuto seguire il destino degli altri, ma egli si rifiutò di abbandonare i suoi bambini. Sembra sia morto di dolore durante il trasporto.Orfanotrofio  di  via  Krochmalna Fonte:  Wikipedia.org
  15. 15. I diritti del bambino secondo Korczak
  16. 16. “ Diritto alla morte ”Il  bambino  raffigura  la  sua  tensione  prima  di  tentare  il  suicidio
  17. 17. “ Diritto alla sua vita presente ”Il  bambino  disegna  la  sua  famiglia  “senza  pelle”
  18. 18. “ Diritto a essere quello che è ”La  bambina  si  disegna  in  questo  modo  dicendo  di  “essere  a  pezzi”
  19. 19. “ Diritto a esprimere ciò che pensa ”Il  bambino  disegna  il  suo  mondo  interiore  che  sente  esplodergli  dentro
  20. 20. “ Diritto a prendere attivamente partealle considerazioni e alle sentenze che lo riguardano ” Il  ragazzo  disegna  suo  padre  definendolo  “una  maschera”
  21. 21. “ Diritto al rispetto ”Il  ragazzo  disegna  la  sua  famiglia  che  considera  come  povera  ed  emarginata
  22. 22. “ Rispetto per la sua ignoranza ”Il  ragazzo  disegna  una  donna  nuda  frutto  di  sue  fantasie  pervasive
  23. 23. “ Rispetto per la sua laboriosa ricerca della conoscenza ” In  un  vasto  mare  la  bambina  disegna  se  stessa  sussurrando  di  sentirsi  soffocata
  24. 24. “ Rispetto per le sue sconfitte e le sue lacrime ”La  bambina  disegna  la  sua  bocca  chiusa:  non  può  parlare,  è  stata  violentata
  25. 25. “ Rispetto per la sua proprietà ”Il  bambino  disegna  se  stesso  nel  corpo  di  sua  madre  dicendo:  “Voglio  essere  lì”
  26. 26. “ Rispetto per i colpi che gli riserva il duro lavoro della crescita ” La  ragazza  disegna  la  sua  famiglia  che  definisce  “senz’anima”
  27. 27. “ Rispetto per ogni suo minuto che passa, perché moriràe non tornerà più e un minuto ferito comincerà a sanguinare ” Il  ragazzo  disegna  suo  padre  inferocito
  28. 28. “Il bambino ha diritto di volere, di chiedere, di reclamare, ha il diritto di crescere e maturare e, giunto alla maturità, di dare i suoi frutti ” La  ragazza  disegna  la  sua  famiglia  reclamando  il  diritto di  avere  un  minimo  contatto  con  la  madre  che  è  da  sempre  legata  alla  sorella
  29. 29. BibliografiaKorczak,  J.  (2005).  Kiedy  znów  będę  mały  (Warsaw:  Nasza  Księgarnia,  1983).Trad.  it:  Quando  ridiventerò  bambino  (Luni,  Milano  2005).Korczak,  J.  (1997).  Pamiętnik  (Warsaw:  Siedmioróg,  1996).  Trad.  it:  Diario  del  ghetto  (Luni,  Milano  1997).
  30. 30. www.ri-­‐vivere.it

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