Adulti E Anziani

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Corso di formazione Istruttore Fitness per Anziani

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Adulti E Anziani

  1. 1. Attività Motoria Adulti e Anziani Dott. Vanni Jeni
  2. 2. Dott. Vanni Jeni INVECCHIAMENTO Altri agenti danneggianti possono essere i raggi ultravioletti , sostanze tossiche , virus , etc. APOPTOSI RADICALI LIBERI STRESS IMMUNOLOGICI
  3. 3. <ul><li>Cervello </li></ul><ul><li>arriva a perdere intorno agli 80 anni anche il </li></ul><ul><li>10% dei neuroni rispetto al periodo giovanile; </li></ul><ul><li>Cuore e vasi sanguigni </li></ul><ul><li>già intorno ai 20 anni si possono riscontrare </li></ul><ul><li>microlesioni nella parte più interna; </li></ul><ul><li>Pelle </li></ul><ul><li>perde circa il 6% dell'elasticità ogni 10 anni; </li></ul><ul><li>Occhio </li></ul><ul><li>il calo della vista inizia intorno ai 40 anni e verso i 60 possono comparire danni più gravi come danni alla retina o cataratta; </li></ul><ul><li>Orecchio </li></ul><ul><li>il calo dell'udito inizia intorno ai 60-65 anni; </li></ul><ul><li>Ossa </li></ul><ul><li>progressivamente si hanno più cellule osteoclasti che distruggono l'osso e meno osteoblasti che lo riparano. </li></ul>Il processo di invecchiamento Dott. Vanni Jeni
  4. 4. <ul><li>Articolazioni </li></ul><ul><li>diventano più rigide, meno mobili e talvolta si deformano (specie quelle delle mani) per fenomeni di artrosi; </li></ul><ul><li>Altezza </li></ul><ul><li>può ridursi, a causa di un incurvamento della colonna vertebrale e per lo schiacciamento dei dischi intervertebrali; </li></ul><ul><li>Muscoli </li></ul><ul><li>si riducono e diminuisce la forza di </li></ul><ul><li>contrazione; </li></ul><ul><li>Presbiopia </li></ul><ul><li>cioè non si vede bene da vicino; </li></ul><ul><li>Pressione del sangue </li></ul><ul><li>le arterie diventano più rigide; </li></ul>Il processo di invecchiamento Dott. Vanni Jeni
  5. 5. <ul><li>Iperglicemia </li></ul><ul><li>il glucosio non viene correttamente metabolizzato </li></ul><ul><li> </li></ul><ul><li>Ipercolesterolemia </li></ul><ul><li>mutazione del metabolismo dei lipidi </li></ul><ul><li>Ipertensione </li></ul><ul><li>irrigidimento dei vasi soprattutto a livello renale </li></ul><ul><li>Arteriosclerosi </li></ul><ul><li>è un complesso di alterazioni anatomiche a carattere degenerativo che riguarda soprattutto le grosse arterie. </li></ul><ul><li>Predilige le arterie coronariche, cerebrali, degli arti, determinando una riduzione di calibro vasale e un aumento di rigidità dei vasi arteriosi . </li></ul><ul><li>La lesione è soprattutto un restringimento ed un indurimento. </li></ul><ul><li>Vi è quasi sempre un rapporto tra lo sviluppo della malattia e l'aumento del tasso di lipidi ematici (in particolare il colesterolo ) e una relazione con la pressione arteriosa, vita sedentaria. </li></ul>Il processo di invecchiamento Dott. Vanni Jeni
  6. 6. Tabella tratta da: &quot;Età evolutiva ed attività motorie&quot; di G. Caldarone e M. Giampietro - Mediserve 1997 BENEFICI DELL'ATTIVITÀ MOTORIA Dott. Vanni Jeni APPARATO COINVOLTO MIGLIORE APPORTATE MUSCOLO SCHELETRICO Corretta postura Migliore mobilità articolare Tonicità delle masse muscolari ENDOCRINO METABOLICO Aumento della massa magra attiva e riduzione della massa grassa Corretta regolazione del controllo diencefalico dell'appetito Corretto assetto glico-lipidico CARDIO-CIRCOLATORIO E RESPIRATORIO Bradicardia Valida gittata sistolica Miglioramento della irrorazione periferica (capillarizzazione) Facilitato ritorno venoso Pressione arteriosa favorevole Incremento dei volumi polmonari Rapida riduzione della frequenza cardiaca e respiratoria dopo sforzo Incremento della potenza aerobica COMPORTAMENTO E PERSONALITÀ Buon controllo emotivo Buona adattabilità Valida autostima Buona capacità di socializzazione
  7. 7. Valutazione antropometrica funzionale <ul><li>Anamnesi </li></ul><ul><li>Stato di salute </li></ul><ul><li>BMI </li></ul><ul><li>Pressione sanguigna (sovraccarichi, aerobico) </li></ul><ul><li>Efficienza cardiaca </li></ul><ul><li>(capacità di recupero, Test di Ruffier-Dickinson, accosciate) </li></ul><ul><li>FCM (Cooper) </li></ul><ul><li>Plicometria </li></ul>Dott. Vanni Jeni
  8. 8. <ul><li>controllo della frequenza cardiaca a riposo </li></ul><ul><li>pressione arteriosa </li></ul><ul><li>eventuale test sub massimale per saggiare la risposta cardiaca all'esercizio </li></ul><ul><li>indagine su eventuali rischi di cardiopatia </li></ul><ul><li>somministrazione di farmaci che alterano la FC (farmaci contro l’ipertensione, ecc.) </li></ul><ul><li>continuo monitoraggio attraverso un cardiofrequenzimetro che assicurerà un avviso immediato in caso di alterazioni &quot;abnormi&quot; della frequenza cardiaca durante l’esercizio </li></ul>VALUTAZIONE DELLO STATO DI SALUTE Dott. Vanni Jeni
  9. 9. IMC Stima del rapporto peso/altezza BMI = peso in Kg/(statura in metri)2 Dott. Vanni Jeni
  10. 10. Apparato locomotore • Delimita gli spazi • Protegge gli organi vitali • Riccamente vascolarizzato (richiesta di energia metabolica) • Composto da ossa (deposito di sali minerali), articolazioni e muscoli Dott. Vanni Jeni
  11. 11. Le ossa • Rivestite da periostio e con un canale midollare all’interno • lunghe (epifisi e diafisi) • piatte (tavolati e sostanza spugnosa) • brevi • accrescimento modulato da ormoni (paratormone +, calcitonina -) promosso da vitamine (D, C, E), e minerali (calcio, fosforo) Dott. Vanni Jeni
  12. 12. Articolazioni Dott. Vanni Jeni L’allenamento produce effetti positivi, rendendo il movimento più fluido e funzionale. Tale effetto si ripercuote positivamente sulla coordinazione e sul controllo dei movimenti.
  13. 13. Struttura muscolare Distinguiamo: Muscolatura liscia Muscolatura striata scheletrica Muscolatura striata cardiaca Dott. Vanni Jeni
  14. 14. Coinvolgimento muscolare Fibre bianche a contrazione rapida IIb (IIa-IIc) Le fibre a contrazione rapida, intervengono nelle azioni muscolari rapide ed intense. Al loro interno troviamo un'elevata concentrazione degli enzimi tipici del metabolismo anaerobico alattacido e glicolitico. sviluppano forze elevate ma si affaticano rapidamente Fibre rosse a contrazione lenta I Vengono reclutate in azioni muscolari di scarsa entità ma di lunga durata. Più sottili delle bianche, le fibre rosse trattengono più glicogeno e concentrano gli enzimi associati al metabolismo aerobico I mitocondri sono più numerosi e di dimensioni maggiori, proprio come il numero di capillari che irrora la singola fibra. abbondante contenuto di mioglobina Dott. Vanni Jeni
  15. 15. Il numero di fibre, geneticamente determinato, rimane pressoché costante durante tutto l'arco della vita e può aumentare significativamente soltanto se l'atleta si sottopone a doping genetico o fa largo uso di steroidi anabolizzanti. L'allenamento specifico non serve quindi ad aumentare il numero di fibre, ma a stimolarne l'aumento di volume e la specializzazione verso la tipologia più idonea allo sport praticato. FIBRE MUSCOLARI Dott. Vanni Jeni
  16. 16. Biomeccanica del lavoro muscolare Lavoro isometrico Tensione senza variazione di lunghezza Alcuni sarcomeri si accorciano mentre altri, nello stesso miofilamento, vengono stirati Lavoro concentrico Il muscolo si accorcia Una delle estremità del muscolo viene lasciata libera. Il lavoro svolto è il prodotto tra accorciamento e peso sollevato Lavoro eccentrico Il carico è superiore alla forza Il muscolo funge da freno e si allunga Dott. Vanni Jeni
  17. 17. • Isometrico • Isotonico • Isocinetico • Auxotonico • Pliometrico Biomeccanica del lavoro muscolare Dott. Vanni Jeni
  18. 18. APPARATO RESPIRATORIO Dott. Vanni Jeni <ul><li>Potenziamento del diaframma e degli altri muscoli respiratori </li></ul><ul><li>Diminuzione della frequenza respiratoria (gli atti respiratori sono più profondi) </li></ul><ul><li>Aumento della capacità vitale. </li></ul>
  19. 19. APPARATO CARDIO-CIRCOLATORIO Dott. Vanni Jeni <ul><li>Aumento della gittata sistolica </li></ul><ul><li>Aumento della portata cardiaca </li></ul><ul><li>Aumento dei capillari cardiaci e muscolari </li></ul><ul><li>Riduzione della frequenza cardiaca a riposo </li></ul><ul><li>La riduzione del tempo di recupero dopo lo sforzo </li></ul>
  20. 20. IPERTENSIONE Dott. Vanni Jeni Solitamente l'ipertensione è asintomatica e in genere passa inosservata finché non viene rilevata dal medico durante un esame fisico sistematico.
  21. 21. Manovra di Valsalva La glottide chiusa blocca l’espirazione ed aumenta la pressione intratoracica. L’aumento della pressione intratoracica comprime i grossi vasi venosi ponendo in sofferenza il cuore Copyright immag.: ExercisePhysiology: Energy, Nutrition, and HumanPerformance, W.D. McArdle, F.I.Katch, V.L.Katch-2007 Dott. Vanni Jeni
  22. 22. ATTIVITÀ SPORTIVA E SISTEMA NERVOSO Dott. Vanni Jeni <ul><li>Maggiore sensibilità sui neuroni centrali e periferici con conseguente miglioramento della posizione del corpo nello spazio; </li></ul><ul><li>Aumento della velocità di conduzione dell’impulso nervoso sulla placca motrice; </li></ul><ul><li>Diminuzione dei tempi di reazione; </li></ul><ul><li>Maggiore sincronizzazione delle fibre muscolari. </li></ul><ul><li>Sfera Psichica </li></ul><ul><li>Capacità di autocontrollo </li></ul><ul><li>Concentrazione </li></ul><ul><li>Capacità volitiva </li></ul><ul><li>Rilassamento </li></ul>
  23. 23. Dott. Vanni Jeni FEEDBACK SENSITIVO FEEDBACK PROPRIOCETTIVO Relativo alla funzione sensitiva, in cui nell’informazione di ritorno sono coinvolti i sensi in generale, ma in particolar modo la vista e la sensazione tattile. <ul><li>Relativo alla funzione motoria e trasformativa dei muscoli coinvolti. </li></ul><ul><li>grado di allungamento </li></ul><ul><li>tensione muscolare </li></ul><ul><li>numero di unità motorie coinvolte nell’esperienza del movimento. </li></ul>
  24. 24. <ul><li>Sistema Anaerobico </li></ul><ul><li>Sistema Aerobico </li></ul>Meccanismi di Reclutamento Energetico Dott. Vanni Jeni
  25. 25. ATP ADENOSINA TRIFOSFATO Dott. Vanni Jeni
  26. 26. Idrolisi dell’ATP 7,5 cal per mol Dott. Vanni Jeni
  27. 27. Meccanismo anaerobico alattacido (Fosforilazione ossidativa) Glicolisi anaerobica lattacida Beta-Ossidazione degli acidi grassi Glicolisi aerobica (Ciclo di Krebs) ANAEROBICA AEROBICA MECCANISMI ENERGETICI Dott. Vanni Jeni
  28. 28. <ul><li>Mobilità articolare </li></ul><ul><li>Ipertrofia </li></ul><ul><li>Forza </li></ul><ul><li>Resistenza </li></ul><ul><li>Dimagrimento </li></ul>Programmazione e struttura di un allenamento per: Dott. Vanni Jeni
  29. 29. ADATTAMENTO FINALIZZATO ALLA MOBILITÀ ARTICOLARE DISTRETTO CAVIGLIA-GINOCCHIO-ANCA Questo distretto articolare opera in sinergia come un’unica struttura meccanica. Si comporta come una molla che gestisce tutte le forze gravitarie e antigravitarie DISTRETTO DELLA COLONNA VERTEBRALE Il distretto della colonna vertebrale è formato dalle singole vertebre riunite nelle zone sacrali, lombari, toraciche e cervicali. DISTRETTO DEL CINGOLO SCAPOLARE Composto dalle articolazioni scapolo- omerale e scapolo-clavicolare lateralmente, sterno-clavicolare anteriormente e posteriormente tra la scapola e la colonna, attraverso i muscoli sottoscapolari e il muscolo trapezio. Dott. Vanni Jeni
  30. 30. ILEOPSOAS Dott. Vanni Jeni
  31. 31. Lo stretching per l’ileopsoas Dott. Vanni Jeni
  32. 32. <ul><li>Iperplasia </li></ul><ul><li>Volume delle fibre </li></ul><ul><li>Componente connettivale </li></ul>ADATTAMENTO FINALIZZATO ALLA IPERTROFIA <ul><li>Allenamento </li></ul><ul><li>“ lungo le fibre” (pectoral machine) </li></ul><ul><li>“ contro le fibre” (panca piana) </li></ul>Dott. Vanni Jeni
  33. 33. ADATTAMENTO FINALIZZATO ALLA FORZA <ul><li>Reclutamento motorio </li></ul><ul><li>Frequenza di scarica </li></ul><ul><li>Volume del muscolo </li></ul>Dott. Vanni Jeni
  34. 34. <ul><li>adattamento della struttura muscolo-scheletrica e la regressione dei processi degenerativi </li></ul><ul><li>Fattori di rischio (da eliminare): </li></ul><ul><li>il carico assiale sulla colonna vertebrale, che presenta riduzioni degli spazi intersomatici nell'anziano (crollo vertebrale) </li></ul><ul><li>traiettorie di lavoro che possono causare attriti articolari come il passaggio degli arti superiori in abduzione-extrarotazione </li></ul><ul><li>iperflessione del ginocchio sotto carico </li></ul><ul><li>pressioni eccessive sull'acetabolo </li></ul><ul><li>atteggiamenti di flesso-torsione e successiva estensione della colonna vertebrale, ecc </li></ul>Dott. Vanni Jeni ADATTAMENTO FINALIZZATO ALLA FORZA
  35. 35. Differente di adattamento alla forza e all’ipertrofia Dott. Vanni Jeni
  36. 36. Durante il lavoro muscolare il consumo e il reintegro energetico rimane in equilibrio, permettendo una durata che oltrepassa i 3 minuti per arrivare anche ad alcune ore I substrati energetici sono forniti inizialmente dall'ossidazione dei glicidi poi, dopo 30-40 minuti circa, anche dai grassi. Questi ultimi assumeranno sempre più un ruolo prioritario man mano che si allungano i tempi di lavoro. Il prodotto finale di questa reazione energetica è l'acqua, l'anidride carbonica e l'energia che risintetizza l’ATP. L'acqua e l'anidride carbonica vengono eliminate con la respirazione, i reni (urina) e la sudorazione. Dott. Vanni Jeni ADATTAMENTO FINALIZZATO ALLA RESISTENZA
  37. 37. SOGLIA ANAEROBICA intensità di lavoro limite dove si mantiene ancora un equilibrio tra acido lattico prodotto e acido lattico smaltito, ovvero non subentra ancora in maniera prevalente il meccanismo energetico anaerobico lattacido Dott. Vanni Jeni
  38. 38. Il parametro di riferimento più semplice da valutare per stabilire l'intensità di allenamento è la frequenza cardiaca (FC, ovvero numero di pulsazioni cardiache al minuto) che si deve mantenere per un certo periodo di tempo <ul><li>Esempio: </li></ul><ul><ul><ul><ul><ul><li>- età 45 anni; </li></ul></ul></ul></ul></ul><ul><ul><ul><ul><ul><li>- massima frequenza cardiaca: 220 - 45 = 175; </li></ul></ul></ul></ul></ul><ul><ul><ul><ul><ul><li>- 60-70% di 175 = 105-123 (frequenza cardiaca consigliata) </li></ul></ul></ul></ul></ul>FREQUENZA CARDIACA MASSIMA Massima frequenza cardiaca MFC = 220 - età in anni Dott. Vanni Jeni
  39. 39. Dott. Vanni Jeni
  40. 40. VO2 Max Massimo consumo di ossigeno = Frequenza cardiaca x Gittata sistolica x differenza artero-venosa di ossigeno VO2 max = FC x Gs x (Δa-v) La frequenza cardiaca (FC) rappresenta il numero di battiti che il cuore compie in un minuto. La gittata sistolica (GS) esprime il volume di sangue (in ml) che esce dal ventricolo sinistro del cuore ad ogni contrazione (sistole). La differenza artero-venosa di ossigeno rappresenta la quantità di ossigeno che le cellule riescono ad estrarre dal circolo sanguigno durante il passaggio del sangue nei capillari. il volume d'ossigeno massimo che l'atleta può consumare Dott. Vanni Jeni
  41. 41. Correlazione tra VO2max e MFC Dott. Vanni Jeni %VO2max %Fcmax Substrato Finalità 35 50 lipidi dimagrimento 48 60 lipidi dimagrimento 60 70 glucidi lipidi potenza aerobica 73 80 glucidi potenza aerobica 86 90 glucidi potenza anaerobica lattacida 100 100 creatina fosfato potenza anaerobica alattacida
  42. 42. A medio impegno muscolare e organico si comincia già ad evidenziare la comparsa del “fiatone”. Le fonti energetiche sono percentualmente ripartite tra grassi e zuccheri. Migliora l’efficienza dell’apparato cardiocircolatorio e respiratorio nel sostenere a lungo un lavoro. Zona “aerobica” MCF 70-80% VO2 Max 60-70% Stiamo bruciando i grassi al fuoco degli zuccheri Dott. Vanni Jeni
  43. 43. Lavoro aerobico e dimagrimento Dott. Vanni Jeni
  44. 44. Cellule adipose bianche <ul><ul><ul><ul><ul><li>Accumulano gli acidi grassi sotto forma di trigliceridi. </li></ul></ul></ul></ul></ul><ul><ul><ul><ul><ul><li>Sono poco vascolarizzate e poco innervate. </li></ul></ul></ul></ul></ul><ul><ul><ul><ul><ul><li>Secernono alcune sostanze ormonali come la LEPTINA </li></ul></ul></ul></ul></ul>Cellule adipose brune <ul><ul><ul><ul><ul><li>Cellula metabolicamente attiva, cioè in grado di produrre calore </li></ul></ul></ul></ul></ul><ul><ul><ul><ul><ul><li>E’ particolarmente innervata e vascolarizzata </li></ul></ul></ul></ul></ul><ul><ul><ul><ul><ul><li>La quasi totalità degli adipociti bruni scompare durante l'infanzia </li></ul></ul></ul></ul></ul>Numero di cellule adipose bianche nella normalità : 40 miliardi L’adipocita può contenere 1,2 mcg di trigliceridi> si sdoppia Il corredo del tessuto adiposo (numero di adipocidi) dopo l’adolescenza non può essere modificato ne con l’allenamento ne con la dieta….. Dott. Vanni Jeni
  45. 45. LEGGE DELLA SUPERCOMPENSAZIONE (Da: P. De Pascalis, A scuola di fitness, Ed. Calzetti Mariucci) Dott. Vanni Jeni
  46. 46. TEORIA DEI BISOGNI Dott. Vanni Jeni
  47. 47. ANALISI DEI VALORI CREDENZE ESPERIENZA SENTITO DIRE PREGIUDIZI RIGIDITÀ FLESSIBILITÀ VALORI Verità psicofisica Dott. Vanni Jeni
  48. 48. PIACERE DOLORE Attività fisica Dieta Cibo Dott. Vanni Jeni
  49. 49. MOTIVAZIONE La motivazione è l’espressione dei motivi che hanno indotto un individuo a una determinata azione MOTIVO OBIETTIVO MOTIV AZIONE PERSONALE SENTIMENTO Dott. Vanni Jeni
  50. 50. CREARE OBIETTIVI ANALISI ACCOGLIENZA ESPLORAZIONE OFFERTA ASCOLTO COMUNICAZIONE Dott. Vanni Jeni
  51. 51. “ riuscita/status” desiderio di vincere, di essere popolari, di migliorare il proprio status, di fare qualcosa in cui si è capaci e ricevere premi “ squadra” relativo al desidero di essere parte di una squadra “ forma fisica” “ spendere energia” desiderio di scaricare le tensioni, di muoversi e di stare fuori casa “ miglioramento” delle abilità sportive; “ amicizia” desiderio di coltivare delle amicizie, nuove e vecchie; “ divertimento” ascoltare musica, svago CREARE OBIETTIVI Dott. Vanni Jeni
  52. 52. LE ATTIVITÀ LUDICHE PER LA TERZA ETÀ Dott. Vanni Jeni <ul><li>Ginnastica Aerobica </li></ul><ul><ul><li>Corpo libero </li></ul></ul><ul><ul><li>Step </li></ul></ul><ul><ul><li>Danza fitness </li></ul></ul><ul><ul><li>Tonificazione </li></ul></ul><ul><li>Stretching </li></ul><ul><ul><li>Attivo e passivo </li></ul></ul><ul><li>Cardio fitness </li></ul><ul><ul><li>Tapis roulant </li></ul></ul><ul><ul><li>Spin bike </li></ul></ul><ul><ul><li>Corsi musicali </li></ul></ul><ul><li>Sovraccarichi </li></ul><ul><li>Ginnastica Dolce </li></ul><ul><li>Ginnastica Posturale </li></ul><ul><li>Yoga </li></ul><ul><li>Tai Chi </li></ul>
  53. 53. ATTIVITÀ DA SVOLGERE IN AMBIENTE ACQUATICO Dott. Vanni Jeni 10 % 50% 80% 95% Principio di Archimede Un corpo immerso in un liquido riceve una spinta verso l'alto uguale al peso del liquido che sposta. La spinta di Archimede è la responsabile della sensazione di leggerezza che proviamo quando ci immergiamo in una piscina. <ul><li>ATTIVITÀ </li></ul><ul><li>Acqua gim </li></ul><ul><li>Acqua fitness </li></ul><ul><li>Nuoto </li></ul>
  54. 54. PATOLOGIA TRAUMATICA ACUTA PATOLOGIA DA SOVRACCARICO FUNZIONALE Dott. Vanni Jeni
  55. 55. Le patologie da sovraccarico funzionale più frequenti nella pratica della ginnastica aerobica sono: PATOLOGIA DA SOVRACCARICO FUNZIONALE Dott. Vanni Jeni Arto superiore Sindrome dolorosa della spalla colpisce i tendini dei muscoli rotatori della spalla (soprattutto il tendine del muscolo sovraspinoso) Arto inferiore Ginocchio del saltatore colpisce i tendini dell’apparato flesso-estensore del ginocchio (tendine rotuleo, tendine del muscolo quadricipite, tendine del muscolo bicipite femorale e tendini dei muscoli sartorio, gracile e semitendinoso) Tendinopatia dell’Achilleo colpisce il tendine d’Achille Colonna vertebrale Spondilolisi interruzione della porzione di arco vertebrale che unisce l’apofisi articolare superiore a quella inferiore Spondilolistesi scivolamento di una vertebra rispetto a quella inferiore
  56. 56. PATOLOGIA TRAUMATICA ACUTA Dott. Vanni Jeni Lesioni muscolari Distrazione Stiramento Strappo Traumi distorsivi Ginocchio Caviglia Rachialgie acute Cervicalgia Lombalgia Dorsalgia
  57. 57. RACHIALGIE ACUTE PATOLOGIA TRAUMATICA ACUTA 4-5 VERTEBRE COCCIGE Dott. Vanni Jeni
  58. 58. PREVENZIONE DEI TRAUMI 1. adeguato riscaldamento prima dello sforzo specifico (gara e allenamento) 2. stretching prima e dopo lo sforzo fisico 3. rispetto dei tempi di recupero 4. correzione degli errori posturali e di esecuzione dei gesti tecnici specifici 5. adattamento agli attrezzi eventualmente utilizzati 6. potenziamento sia della muscolatura agonista che di quella antagonista dei distretti interessati allo sforzo Dott. Vanni Jeni
  59. 59. <ul><li>sincope vasovagale o neurocardiogena: </li></ul><ul><li>si verifica, in genere, in soggetti giovani e sani, in posizione eretta ed è scatenata dalla paura, dall'emozione e dal dolore </li></ul><ul><li>b) la sincope viscero-riflessa o situazionale: </li></ul><ul><li>secondaria alla minzione, defecazione, tosse, deglutizione </li></ul><ul><li>c) la sincope seno-carotidea: </li></ul><ul><li>si verifica nei soggetti con ipersensibilità dei barocettori senocarotidei, in seguito ad accidentale stimolazione degli stessi (colletti di camicia stretti, forzata rotazione della testa) </li></ul>LA SINCOPE <ul><li>Quando si manifesta? </li></ul><ul><li>durante gare prolungate che si svolgono in ambiente caldo (che facilita la disidratazione dell'atleta) </li></ul><ul><li>immediatamente dopo lo sforzo, nella fase di recupero, quando aumenta il tono vagale ed è più probabile l'induzione di una bradicardia riflessa o di una ipotensione arteriosa </li></ul><ul><li>in relazione ad un evento traumatico, doloroso od alla vista del sangue </li></ul>Dott. Vanni Jeni

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