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Noemi colangeli_Il Decameron

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Presentazione sintetica del Decameron. Testo di riferimento: Panebianco-Gineprini-Seminara, LetterAutori, vol.1, Zanichelli

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Noemi colangeli_Il Decameron

  1. 1. 1NoemiColangeli©gmail.com
  2. 2. FASE CORTESE FASE BORGHESE L’AFFERMAZIONE DELLA NOVELLA PASSAGGIO CULTURALE DALLA CORTE PROVENZALE AL COMUNE ITALIANO 2NoemiColangeli©gmail.com
  3. 3. 3NoemiColangeli©gmail.com
  4. 4. 4NoemiColangeli©gmail.com
  5. 5. NoemiColangeli©gmail.com 5 Se il protagonista della società cortese era stato il nobile cavaliere, quello della nuova società cittadina è ora il mercante, portatore di una visione del mondo più aperta. La novella in prosa volgare ritrae questa nuova società, nata dall’enorme sviluppo verificatosi a partire dal Duecento delle attività produttive artigianali, dei commerci, delle attività bancarie, nella sua vita quotidiana.
  6. 6. NoemiColangeli©gmail.com 6 I dieci ragazzi, tutti appartenenti all’alta borghesia, colti e raffinati stanno a dimostrare che questa classe è ormai in grado di produrre una cultura e una letteratura svincolate dalla mentalità della Chiesa e dell’aristocrazia feudale. Il Decameron è la grande opera della borghesia della seconda metà del Trecento.
  7. 7. I destinatari del Decameron MITTENTE GIOVANNI BOCCACCIO DESTINATARIO PUBBLICO BORGHESE MESSAGGIO: NOVELLE IN CORNICE CODICE: PROSA IN FIORENTINO CANALE: LIBRO-DECAMERON REFERENTE O SIGNIFICATO: DIVERTIMENTO, EVASIONE 7NoemiColangeli©gmail.com
  8. 8. Ideando e scrivendo il Decameron durante l’epidemia di peste del 1348, Boccaccio si propone di consolare ed intrattenere i sopravvissuti con una visione positiva della vita. Si rivolge un pubblico che non ha ancora gli strumenti culturali per capire la poesia, ma può essere attratto da racconti e personaggi realistici. NoemiColangeli©gmail.com 8
  9. 9. Nella conclusione Boccaccio chiarisce che le sue novelle non sono sempre caste perché rappresentano la realtà senza censure e afferma la libertà dello scrittore. NoemiColangeli©gmail.com 9
  10. 10. NoemiColangeli©gmail.com 10 La peste è anche la cornice delle 100 novelle, cioè la storia che le contiene e le ordina.
  11. 11. All’epoca la peste fu interpretata come una punizione divina o una configurazione maligna delle stelle, o un maleficio di streghe. Boccaccio ne dava una spiegazione fisica, ma certo allora la medicina non era in grado di capirne il meccanismo. Ciò che più colpì Boccaccio fu il disfacimento morale e affettivo che la malattia aveva portato con sé. NoemiColangeli©gmail.com 11
  12. 12. NoemiColangeli©gmail.com 12 Per sfuggire al morbo mortale e al caos civile e morale che ne consegue, sette ragazze e tre ragazzi della ricca borghesia di Firenze, lasciano la città e si stabiliscono poco lontano in un palazzo immerso nel verde. Si ristabiliscono così l’ordine e la convivenza civile, si riafferma il controllo dell’intelligenza umana sulle forze oscure.
  13. 13. NoemiColangeli©gmail.com 13 Tutto ciò ci riporta alla selva di Dante, poiché Boccaccio paragona Firenze a un’aspra montagna, oltre cui c’è la pianura. Anche il Decameron traccia un percorso morale ed ha una struttura ascensionale: dal blasfemo Ciappelletto alle ultime novelle piene di esemplare e sincera generosità. Possiamo così dedurre che Boccaccio chiamò la Commedia di Dante “divina” per differenziarla dal Decameron, commedia umana.
  14. 14. LA STRUTTURA DEL DECAMERON Giunta alla piana la“lieta brigata” organizza il soggiorno (1° giorno): si decide che il venerdì e il sabato saranno dedicati a pratiche religiose, igiene e riposo e i rimanenti 10 allo svago e all’arte del racconto: a turno i ragazzi diventeranno re o regine della giornata e stabiliranno un tema; alla fine di ogni giornata ognuno canterà una ballata. La mattina del 15° giorno i ragazzi rientreranno a Firenze e davanti alla chiesa di Santa Maria Novella, dove si erano incontrati, si saluteranno. NoemiColangeli©gmail.com 14
  15. 15. 1° giornata mercoledì Pampinea Tema libero 2° giornata giovedì Filomena Storie a lieto fine con l’aiuto della fortuna 3° giornata domenica Neifile Storie di desideri soddisfatti con l’ingegno e l’abilità 4° giornata lunedì Filostrato Storie d’amore infelici 5° giornata martedì Fiammetta Storie d’amore a lieto fine 15NoemiColangeli©gmail.com
  16. 16. 6° giornata mercoledì Elissa Storie di chi ha la risposta arguta 7° giornata giovedì Dioneo Beffe di donne che ingannano i mariti 8° giornata domenica Lauretta Beffe di persone ingenue 9° giornata lunedì Emilia Tema libero 10° giornata martedì Panfilo Storie cortesi e azioni generose 16NoemiColangeli©gmail.com
  17. 17. NoemiColangeli©gmail.com 17 Pur attingendo alla tradizione classica delle fiabe greche, arabe e medievali , del romanzo cavalleresco e delle parabole medievali, Boccaccio è un innovatore quanto alla comicità, al realismo e al distacco spiritoso e privo di condanna nei confronti delle debolezze umane.
  18. 18. NoemiColangeli©gmail.com 18 Il realismo è dato anche dall’uso del tempo e dello spazio: per raccontare del passato e per descrivere città diverse, Boccaccio ci presenta riferimenti precisi e reali come in un “ giornale dell’epoca”.
  19. 19. NoemiColangeli©gmail.com 19 Anche la dedica alle donne è un mix di tradizione ed innovazione: ritroviamo l’omaggio alla donna della tradizione cortese- stilnovistica e al contempo l’invito al pubblico femminile, escluso dalla cultura, a leggere un libro che privilegia il tema dell’amore; in questo fondamentale passaggio le donne si trasformano da oggetto dell’amore a soggetto.
  20. 20. NoemiColangeli©gmail.com 20
  21. 21. I NUCLEI TEMATICI Fortuna La Fortuna, cioè il caso, prende il posto della “divina provvidenza”. Boccaccio la definisce: prima ministra del mondo, una forza terrena che l’uomo è in grado di contrastare ed assecondare. Natura e Amore Seconda ministra del mondo insieme ad Eros, opporsi a questo istinto imperativo significa l’infelicità e la follia. Ingegno L’intelligenza e la volontà costituiscono la libertà dell’uomo, con questi strumenti l’uomo può opporsi al Fato ed agli istinti mantenendo il controllo sul proprio destino. Virtù e morale laica La capacità di dirigere la propria nave (metafora per vita) è la virtù nuova che emerge nel privato e nella società. La virtù è in tal senso la capacità di convivere con il prossimo nella tolleranza e nel rispetto degli impulsi umani naturali, ma senza eccessi e sfrenatezze.NoemiColangeli©gmail.com 21
  22. 22. FINE 22NoemiColangeli©gmail.com

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