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Brancati_ La dinastia Giulio-Claudia e i Flavi

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Brancati_ La dinastia Giulio-Claudia e i Flavi

  1. 1. [adinastiaGiulio-Claudia 64 d.C. Prima persecuzione controi cristiani dapartedi Nerone 70 d.c. Titoassedia e distrugge GeruSalemme O llconsolidamentoistituzionaledell'impero Le profonde modifiche apportate da Augusto al sistema politico e istituzionale, lungi dal risultare un esperimento temporaneo,inauguranoun nuovo periodo dellastoriaroma- na, in cui il potere, concentratonelle mani di un singolo, si trasmette per via ereditaria: nascecosì la Roma imperiale. Protagonistedello scenariopolitico diventano le dinastie di principi: dopo i Giulio-Claudii (14-69 d.C.), il poterepassa nellemani dei Flavi,chelo detengonofino al 96 d.C. Le strut- ture amministrative introdotte da Augusto per la gestionedei territori imperiali vengono consolidatee perfezionate,e sorto i Flavi assumeparticolarerilevanzaI'apparatoburocratico di corte, nel qualeacquistanosemprepiù poterei liberti. O Unnuovoruolodelleprovince Le campagnemilitari condotte da alcuni imperatori con- sentono di ampliare i confini dell'impero in varie direzioni. Nella nuova compagine imperiale, le province partecipano non solo della foridezza economica,ma anche della vitalità culturale che avevasempre caratterizzatoRoma. Il meccani- smo politico-amministrativo assicuraun capillare controllo centralee garantisceancheun certo equilibrio tra la romaniz- zazione delle nuove terre conquistate e la salvaguardiadelle particolaritàterritoriali. O Iprimiimperatorieigiudizidellastoriografiaantica Non è facile esprimereuna valutazionesull'operatodegli imperatori delladinastiaGiulio-Claudia e Flavia.Su alcuni di essi,infatti, come Caligola,Nerone o Domiziano, le fonti del tempo, perlopiù espressionedella classesenaroria,tendono a formulare un giudizio del tutto negativoe pongono in eviden- zaquasiesclusivamentei vizi piuttosto chela loro azionepoli- tica. La critica modernainvecetendea prenderele distanzeda simili giudizi, pergiungerea valutazionipiù equilibrate. daTiberioaiFlavi J' .-rt' "ttusltatla ei Flavi LeconquistediRoma 69 d.C. LaLexdeimperio Vespasiani sanciscel'assetto politicodel principato j 79 d.C. Eruzione delVesuvio e distruzionedi Ercolano,Stabia e Pompei o z u,r l;:t U I o t . ',. ry,i:r';l}i{i"'f:r1ilatr{ill..f{rs}l,l$Ll{,&{W
  2. 2. Sottoi Flavileprincipalicampagnemilitaririguardano laGiudea,dovenel70d.C.Tito,figliodiVespasianoe futuroimperatore,conquistaGerusalemme,e leregioni settentrionalidell'impero.In particolare,sottoDomizianoil confinedellaBritanniasispostaaldi làdellimitemeridionale dellaCaledonia(Scozia),mentreinGermaniavengono sconfittii Cattie vienerafforzatoil limes. zj lprimisecotidett'imperoromanoUnità 1 23 )î I Territorio romanoallamorte diAugusto ConquistediTiberio Conquistedi Claudio Conquistesorcoi Flavi .ts lmpresedei Flavi l a r, <l t . c.E f*:f or ts o*. ,-:!i :aî '' t .,$lÀl a Colonia Agrippina q>t n""REZIA a) i PANNoN|A ! ^ I I t 4$.r*, ^ ',.fr-'-'Í -;...'". c a '#'P o e . o . osr V DACIA 'iw{r*%,o ì ^ A R N E R o r, ' Q ì ""è- nomX '.''' ì , 1 , { n Y ' , - i r f * f ' r f t i ^ d -^:--! ,,,,'póntO GAP9ADOGTA r-t.# t a ti.'' .: ,L ^. I " , ' ' . . t E:ti Ff _ t- " ^,r, ,- "r' '! r/Y: 'FÀ AFRICAI é.,.L Nell'Europaorientale, Domizianocombattecontro i Daci,stanziatinell'attuale Romania;laregionemantiene l'indipendenza,in cambiodi un'attivapartecipazionealla difesadell'impero. <i-tl Claudioconducealcuneimportanticampagne militari:nel42d.C.occupalaMauritania,dovevengono createduenuoveprovince;l'annosuccessivoconquista lapartemeridionaledellaBritannia;nel44d.C.,infine, laGiudeadiventapartedellaprovinciadi Siria,mentre lavicinaTracia,giàconquistatadaTiberio,diventa provincianel46d.C. SottoTiberioi confinidell'imperorestano pressochéinalteratirispettoall'etàaugustea,ad eccezionedellanuovaprovinciacreatain Cappadocia. Tiberio,chesottoAugustoavevarafforzatoil dominio suiGermani,diventatoimperatore,inviaa suavoltain quell'areail nipoteGermanicoconilcompitodi sedare larivoltadellelegioni.
  3. 3. 24 (apitolo2 LadinastiaGiulio-Claudiae i Flavi Da Tiberio (14-37d.C.),il nuovo "principe" di Roma Non avendouna discendenzadiret- ta, Augusto sin dal 4 d.C. avevadesignato comeeredeil figlio adottivo Tiberio, facen- do ratificarequestainvestitura da un rego- larevoto del senato.Questi diede inizio a una nuova dinastia, detta Giulio-Claudia perchénascevadall'unione di due famiglie: la gensGiulia - a cui appartenevanoGiu- lio Cesaree Augusto per adozione- e la gensClaudia,acui appartenevaTiberio per nascita.Una volta assuntoil potereall'etàdi cinquantacinqueanni, Tiberio, dopo una lunga esperienzadiplomatica e militare, si sforzò nei primi anni di governo di segui- re le direttive politiche del predecessore, mostrando un atteggiamentoancora più rispettosoversoil senatoe ricorrendo con- tinuamente ad esso.D'altra parte, dotato com'eradi temperamento ritroso e schivo, egli non avevafatto mistero delle proprie incertezzeed esitazioni nell'accettare il principato, non avendo né l'autorità né il prestigio cheavevanocaratterizzatoil padre adottivo: di qui ancheil suo netto rifiuto a farsichiamare "imperatore" e "padre della patria". Iniziativein campoamministrativoe militare Tiberio prowide anziturtoa eliminaremolti abusinellapubblica amministrazione eamigliorare le condizioni di vita degli agricol- tori. A tale scopo- in seguito a una gravecrisi agrariachecolpì l'impero- eglimisea disposi- zionepartedelsuopatrimo- nio personaleperistituireun fondo di creditodestinatoai piccoliproprietarifondiari, al qualeerapossibileacce- derepertreannisenzaalcun interesse,allasolacondizio- nechechi richiedevail pre- stito possedesseterredi un valoredoppiorispettoalla sommadomandata. NonostantequestoTibe- rio non riuscìa impedirelo scoppiaredi graviagitazioni in Italia e nelle province: da una partel'Italia volevaconservareI'assolu- ta preminenzadi paese-guidasino adallora goduta, dall'altra le province, il cui pesosul piano economico epolitico andavasempre piùrcrescendo,chiedevanouna maggiore partecipazioneallavita dello stato. Tiberio dovette inoltre fare i conti con la situazione incerta ai confini dell'impero; infatti, proprio nel primo anno del suo regno, le legioni che erano in Pannonia, regione sul medio corso del Danubio conquistatasotto Augusto, e quelle stan- ziate sul Reno avevanodato inizio a una rivolta a causadi un arbitrario prolunga- mento della ferma e delle paghe insuffi- cienti. Sequelledella Pannoniapoterono esserefacilmente ridotte all'obbedienza, le legioni del Reno invece si ribellarono in maniera così ostinata e violenta che fu un'impresa ardua ristabilire fra essela disciplina. Ascesae morte diGermanico Tale deli- cato compito fu portato a termine con successoda Germanico, figlio di Druso, fratello di Tiberio, e suo successorede- signato. Dopo averesedatola rivolta, il generalevoleva raggiungereil fiume Elba, ma Tiberio, accontentandosi di avere rafforzato la linea del Reno, richiamò a Roma I'ambiziosonipote (17 d.C.). Alla basedi un simile prowedimento c'era la salda convinzione che fossemolto piir opportuno reprimere eventuali ribellioni che impegnarsi in nuove operazioni di conquistacostosee pericolose.Ecco perché Tiberio, dopo aver concessoa Germanico l'onore del trionfo, lo inviò a pacificare I'agitato Oriente, dove però egli trovò improwisamente la mone (19 d.C.). Con ogni probabilità I'imperatoreTibe- rio non fu estraneoallamorte del nipote: Germanico fu forse avvelenato dal governatoredella Siria, che per ordine dell'imperatoreda tempo ne controllavai movimenti ele iniziative. Ad ogni modo, sulla fine di Germanico circolarono sin da subito le piùr diverse supposizioni, tra le quali sembrò prevalerequella che addossavaogni responsabilitàproprio all'imperatore, accusato di aver voluto (14-54d,C,)ClaudioTiberioa O,.rrr,,o Ratifica:neldiritto pubbli- co è il riconoscimentoda partedellbrganocompe- tentedellapienavaliditàdi un prowedimentoadotta- to daun organodel potere esecutivo. f Statua di Tibeilo vestito delmanto imperiale (lsecolod.C.). a t a
  4. 4. a tutti i costi assicurareal figlio Druso Cesarela successione:ciò contribuì a renderesempre più cupo e chiuso il caratteredi Tiberio e a determinarein lui un crescentedistacco dalle cure del governo. ll potere nelle manidei pretorianiLim- peratore,ormai vecchio,si al'vicinò cosìa Lucio Elio Seiano,prefetto del pretorio, uomo ambiziosissimoe dotato di un note- Iprimisecolidell'imperoromano Unità1 vole acumepolitico, sotto la cui influenza Dresea favorirela delazionee a fareun con- iirr,ro ,rro dei tribunali di lesamaestà,che emanavanocondanne a morte e confische deibeniacaricodi chiunqueavessemanca- to di rispettoallapersonadel sovrano:ogni oflesafatta a lui eraconsideratacome un attentatoallasicurezzadellostato.In cuesto climadi terrorei pretoriani acquistarànoa Roma semprepiùrpoterea scapitodell'oli- garchiasenatoria,chesivedevasfuggiredalle 25 rl Y LESSICO Delazione:denunciase- gretamotivatada interessi personali. Lesamaestà:delittocom- messocontro la persona delsovrano. a 0peta:GranCommeo di Francia Data:I secolod.C. Iipologiafonte:gioia intagliata . "l,,l-e_l!'-o1$lne centraIe, I l'imperatoreTiberio, ; sedutosultrono,è i affiancatodasuamadre i Livia.A destravi è Druso i Minore,figliodiTiberio, consuamoglieLivilla -L'ordine.inferiore, seoaratonettamente daglialtridue,è costituitodaungruppo di barbariprigionieri: essirappresenterebbero i popolisconfittidalla ootenzadi Roma. Augustoelasuadinastia ll GranCammeodi Francia,conservatopressola BibliothèqueNationaledi Parigi,è unbperadi straordinariafattura,appartenutaper secolial tesorodei re. Lasuainterpretazioneè stataa lungooggettodi discussione:lasuadatazionerisale probabilmenteaiprimiannidelregnodiTiberio,quandoi duepotenzialisuccessori altrono.Germanicoe DrusoMinore,eranoancorainvita. a o Sulcammeosono- rappresentatitiè'òióiÀi di figure:inalto,col capovelatoe losceîtro, siriconoscel'imoeratore Augustodivinizzato, sostenutodalcapostipite dellagenslulia,iltroiano lulo,inabitiorientali, chetienetralemanii mondo. ll giovaneqlnqt_o- difronteaTiberioè Germanico,nipote dell'imperatore,forsein partenzaperleregioni delReno.Accantoa luila madre,AntoniaMinore, mentreleduefigure dietroaGermanico vengonoidentificatecon suamoglieAgrippina insiemealfigliominore, ilfuturoimperatore Caligola. O tt*.'MPRENDERE 1.Chegradodi parentelaesistevafraAugustoeTiberio? 2.Cherelazioneesiste,secondote,frai barbarirappresentati nellbrdineinferioredelcammeoelafiguradiGermanico? 3.Osservandoladisposizionedeipersonaggisulcammeo,qualè l'imperatorechepuòavercommissionatotaleopera?
  5. 5. 26 (apitolo 2 LadinastiaGiulio-Claudiae i Flavi ?Tiberiotrasformail principatoindominato Germanico,legittimosuccessorediTiberio,vieneawelenato(19d.C.).Dellasuamorteviene accusatoTiberio,interessatoafavorireilfiglioDrusoCesareal postodel nipote. Dopoil 20d.C.,Tiberiosiritiranell'isoladi Caprie governaRomaaffidandosia LucioElio Seiano,prefettodelpretorio,chedaràinizioa unafasedi dispotismoe di persecuzioni. Mentrecresceil poteredeipretorianie dell'esercito, ilsenatosivedesfuggiredallemaniognipossibilitàdi predominio. Tutteleprerogativedegliorganirepubblicanisiaccentrano nellemanidiTiberio. ll principatositrasformain dominato. f Dritto di monetaaureacon il orofilodiTiberio. mani ogni possibilitàdi predominio e che tentò invano di opporsi. Progressivamente le prerogativeproprie del senatoedeglialtri organi costituzionali repubblicani finirono nellemani del principe: il principato si era trasformato cosìin dominato (dadnminus, 'padrone"). La fine diTiberio Negli ultimi anni della suavita, Tiberio, incapaceormai di por- re un freno ai continui intrighi di corte, si trasferìin una villa nell'isola di Capri, pur continuando a comunicarela propria volontà al senatoper mezzodi lettere.Sol- tanto quando Seianogiunsead assassinare con il velenoDruso Cesare(37-4I d.C.), l'unico figlio dell'imperaroree il più temi- bile dei suoi rivali, Tiberio decisefinal- mente di sbarazzarsidel suo collaboratore facendolouccidere(31 d.C.).Nel37 d.C. moriva lo stessoTiberio, ffa I'entusiasmo della classesenatoria,lieta di essersilibe- rata dall'incubo della delazione,e la non minore soddisfazione dei ceti popolari, desiderosipiù che mai delle cosrosefru- mentazioni e delle pubbliche feste,che la lineadi rigido risparmioassuntadaTiberio avevadrasticamentelimitato. ) Vifla lovis.Tiberiotrascorse gli ultimi diecionni dellasua vita a Capri.Trale dimoreche eglifececostruiresull'isola (ben dodici,secondoTacito!) /aVilla lovis(dedicataa Giove)èsenz'altroIa piit imDressionante:arroccata suunostrcpiomboa 300 metri sullivellodelmare,si estendevasucirca7000mq. Quil'imperatorevisseìn uno "splendido isolamento'lin accordoconil suocarattere chiusoe ritroso.
  6. 6. Caligola(37-41.C.):I'imperatorefolle Pri- ma di morire Tiberio avevadesignatoasuc- cedergliil pronipote Gaio Cesare,figlio di Germanico,detto Caligola acausadellacal- zaturamilitare (caliga)cheerasolito portare da ragazzo.Resoassaipopolare dal ricordo del padre,il ventiquattrenneimperatore sembròdaprincipio dispostoafardimenti- careitristi arryenimentidegliultimi annidel suopredecessore:infatti non tardò ad assu- mereun indirizzo politico favorevoleall'an- tica tradizionerepubblicana,sospendendo laleggedi lesamaestàerestituendoai comi- zi I'autoritàtolta loro daTiberio. Tuttavia, secondole fonti storichedeltempo,il buon governodi Caligoladurò soltantootro mesi: in seguitoa un improwiso aggravarsidi un Iprimisecolidell'imperoromano Unità1 disturbo nervosochedatempo lo affiiggeva, il giovaneimperatoresiabbandonòinfatti a una lunga seriedi stravaganzee follie, non ultima quelladi eleggeresenatoreil proprio cavallo,atto che peraltro rivelavala scarsa considerazionecheeglinutriva neiconfronti del senatoedei suoirappresentanti.Inoltre, forseper emularele gestadel padreGerma- nico, progettò di invaderela Britannia, ma la campagnamilitare fu abbandonataper- chémaledlestita. Uidealemonarchicodi CaligolaLaspetto più originaledel suo periodo di regno è il tentativo da lui fatto d'instaurare per la prima voltaa Romauna monarchiaasso- luta e teocratica di tipo ellenistico, non 27 (aligolaeilcultoimperiale ln questotestolo storicoSvetonio,autoredelDevitaCaesarum,unaseriedi biogra- fiedegliimperatoridaCesarea Domiziano,descrivecomeprogressivamenteCaligo- lainstauròa Romail cultodellapropriapersona,inaugurando,secondoil costume orientaIe,Ia divinizzazione deIl'imperatorevivente. Findall'etàclassicar_-__-----: r | :r . , ._FJe!o_'l-tipicicalzari,altie ogniinfluenzaèlleÀkà-l Le suevesti,le suecalzature,il suo portamentoin generalenon i-àalfaiùofastretta,simili o orientalizzanteera i--,-,f1t-ro-qa-ql4l-d9&n-Ld!u-q-r-o-1n-449,di un cittadinoenemmenodelsuo j adeglistivalettiallacciati vistaconsospetto sessoe, per concludere,neanchedi un essereumano.Spessoappar- i .,on,ltrilsf",lindossati daiRomani,assertori _. i. .,ìkkt;.^ ;-,1^... .-_^-"j",, ,, ,l,l-.-- i dagliattoriditragedie intransigentidella ve in pubblicoindossandomantelliricamati,tempestatidi pietre i romanediambientazione necessitàdi conservareI preziose,una tunica con larghe maniche e braccialetti vari; qualch. i gre.a, dette, proprio per costumi tradizionalie di altra volta invece vestito di seta,con una lunga vestebordata d'oro; i questi calzari,cothurnate. respingereleinnovazioni ai piedi porravaora dei sandalio dei coturni,_gl?_s_c_qrpg_C+-gsllq---__j deglialtripopoli,che r I avrebberopotutoalterare ratore,qualchevolta calzaturefemminili. Spessolo si vide con laCivreoDeropotuto atrerar€ - "r-"-" ^- testrutturestessedela.---bSfhe_4el4!q,-n9!ì_rt9_r_e_n_eltej!-n+go-eliatgllb_ggi-{ggli_dei,ilfulmi- societàromana. i t., il tridente o il caduceo, e perfino vestito da Venere. Per quanto i concernele_ig-s_egqg{q!qt_o_rlfq,.lgpS4è_lg_r14elqgqgg-qr1g!r-e_p_r!g1aUadorazionedelle I r l i dellasuaspedizion.. qurl.h. uol,, indorrJp.;fi;;l; ;;;^;;; ei iniesneregali,l'usanza lltemaoella,-t di ritrarrei sovranicinti alvinizzalìilÈàet -' AlessandroMagno cheavevafatto toglieredal suosepolcro. daunacoronaradiata monarcatrovavalesue sullemonetee la radicinellatradizione proskitnesis,ovverol'atto faraonicae siriana,ma di inqinocchiarsidavanti anchenellemonarchie all'im]peratorecome ellenistiche,caratterizzate qestodi sottomissione dallegenealogiedivine é devozione,erano deisovrani:adesempiola Y pf n C9MpRENDERE pratichechefacevano discendenzadaErcoledei .r D^-^..^r^*^5i..^ : -^*-^,r__^_.: r: _^r:_^r_L__ partedelcultodel sovranidellaMacedonia. 1. Perqualemotivoi comportamentidi Caligolahan- sovranoellenisticoe Propriodaquest'ultima no suscitatotanto scalporenellbpinionepubblica furonointrodottea Roma tradizionepresero romana? daCaligola,a partiredalI spuntoiprincipesromani, 2. Ladescrizionedell'aspettodi caligolaa quali altri secolod.c. attraversolulo,fondatore dellaGens/u/io,figliodi popoli può rimandare? Enea,asuavoltànato 3. Di checosapuò considerarsiil simboloAlessandro dalladeaVenere. Maqno? Autore:Svetonio | 0pera:DeVita Coesarum a Datai121d.C. I Tipologiafonte:testo storiografico
  7. 7. 28 Capitolo2 LadinastiaGiulio-Claudiae i Flavi |..,..: dissimileda quella orientalee faraonica vagheggiatadal triumviro Antonio, al cul- to delqualeCaligolaerasraroallevatodalla nonnaAntonia, figlia del grandesconfitto di Azio. Nonostantetale iniziativafosseincompa- tibile con la tradizione nazionaleromano- italica, la quale ignoravail concetto del re-dio,cioèdi un redegnodi venerazionee adorazionedapartedei cittadini, il senaro, intimorito ecorrotto,l'accettò,divinizzan- do lo stessoCaligolaeordinandoneil culto in un tempio appositamenteeretto. Tutto ciò non bastò a soddisfareI'im- peratore,il quale,a causadellamania di persecuzionechelo colpì,diventò terribil- mente sospettosoe ordinò I'eliminazione di numerosissimicittadini e parenti. La reazionea quesroclima di terrorenon tardò ad arrivare:furono ordite ben nre- stodellecongiure,la rerzadellequaliiag- giunselo scopo.Dopo soli quattro anni d'impero alcuni pretoriani ucciseroCali- gola,suamoglieMilonia Cesoniaelaloro giovanissimafiglia,Giulia Drusilla. Claudio(41-54d.C.):I'imperatorescel- to dall'esercitoAIla morre di Calieola, mentrei senatoridiscutevanosul modo di attuareun'eventualerestaurazionerepub- blicana,i pretorianiagivano,imponendola nomina dell'ormainon pirì giovane(aveva cinquantunoanni) Tiberio Claudio Nero- ne, zio del defuntoimperatorein quanto fratellodi Germanico. Claudio vagheggiavaun rirorno a quel- l'equilibrio di forzecheAugusto era riu- scitoad attuarecon il suofine intuito e la suascaltradiplomazia:eccoperché,nel tentativo di ridarevita allacollaborazio- ne fra imperatore e senato,si allontanò con decisionedalla politica attuatadal predecessoreCaligola,respingendofra l'altro con fermezzail culto dell'imoera- torevivente Il nuovo imperatoreperò, privo di abilità diplomaticheedi sufficienteprestigio,non riuscìarealizzareunaveraconciliazionecon le istituzionirepubblicane,inconrrandoin brevetempo la ferma ostilità dei senatori. Perciò,per non correreil rischiodi essere spodestato,egli decisedi accentrareturro il poterenelleproprie mani, cercandoI'ap- poggiodell'esercito;si circondòinoltre di un grandenumerodi liberti, piìr facilmen- te controllabili dei cavalierie dei senatori: gli exservidellafamigliadelprincipe sitra- sformaronocosìin importanti funzionari, accumulandoingenti ricchezzee andando a formare una potente ed efficienteburo- craziadi corte. Le innovazioniintrodotte da Claudio Oltre a ciò, Claudio non fecemisterodi voler faredell'impero un organismounico e compatto,eliminando per quanro pos- sibilela disparitàesistentefra I'Italia e le province,secondoil vecchioprogrammadi Cesare.A tal fine sipreoccupòdi estendere in maniera considerevoleil diritto di cit- tadinanza ancheai soldati cheprestavano ) [a famigliadiClaudio. LaGemmaClaudia, cammeocheriproduce i profiIi dell'imperatore Cloudioconla moglie AgrippinaMinore(a sinistra)edelfratello Germanico,il nipote diTiberio,conla moglieAgrippina Maggiore(adestra). ? I capisaldidellapoliticadiClaudio Sviluppodelcentralismo erisanamentofinanziario Chiamatadi libertifedeliall'imperato- reallepiualtecarichedellostato. Creazionedi un apparatoburocratico efficiente. a T I o T T o I Coinvolgimento delleprovince Estensionedeldirittodicittadinanzaai soldatiimpiegatineirepartiausiliari. Ammissionedellanobiltàe dei ceti possidentiprovincialial rangosena- torio. Rafforzamentoedestensione deiconfini Creazionedi piccoliregnitributari. Conquistein Africa,Britanniae Giu- oea.
  8. 8. servizionei reparti ausiliarie di elevareal rangosenatoriomolti provinciali,contri- buendo cosìad awiare la trasformazione del senatoda organo dell'aristocraziaita- lica a organodei ceti possidentidi tutto il mondo romano. In politica estera,Claudio siattenneall'in- dirizzo seguitoda Augusto, che mirava a manteneresaldi i confini e a esercitare nellostessotempo un controllo sui popo- li non sottoposti, creandopiccoli regni tributari. Questo orientamento generale non gli impedì tuttaviadi compierealcune conquistedi rilievo in Africa, Britannia e Giudea. Sottoil governodi Claudio,l'imperoebbe modo di risollevarsidallagraueiituazione frnanziariain cui Caligola l'avevaridotto con una politica di speseincontrollate. Fu per I'appunto I'operadi risanamento finanziario apermetterealvecchioimpera- roredi promuouerenumeroseoperepub- bliche, quali la costruzionedi un grande acquedotto già iniziato sotto Caligola (v. anchetavolaa pp. 16-17),il prosciuga- mento dellagoFucinoeI'ampliamentodel porto di Ostia,punro obbligatodi approdo Iprimisecolidell'imperoromano Unità1 delleflotte che rifornivano di frumento la capitale. La corruzionedegli ambienti di corte Lultimo periodo del regno di Claudio è ricordatosoprarruttoper i numerosiintri- ghi di corte.A tal propositoinfatti le fonti dell'epocariferisconocheil vecchioimpe- ratoresubisseI'influenzanesarivadei suoi liberti-ministri, a cui distribuivaonori e cariche,e quella delle sue mogli. Dopo averemandato a morte la terzaconsorte Messalina,accusaradi averlotradito e di avereorganizzatoun complotro contro di lui, il sovranosposòla propria nipote Agrippina, sorella di Caligola, rimasra prematuramenrevedovacon un figlio di nome Lucio Domizio Nerone. Dopo aver messoabilmenteda parrei liberti protetri dal marito, la nuovaconsorteriuscìa ooco a poco a convincerlonon soload adotta- re Nerone e a dargli in moglie Ottavia, la figlia nata dalle suenozze con Messalina, ma anchea designarlocome successore al trono al postodi Britannico,anch'egli figlio di Claudio e di Messalinae dunque fratellodi Ottavia. ? o ff curonArrosruDro 1.Qualerae in checosaconsisteval'iniziativaoriginaledi Tiberioincampoamministrativo? 2.Qualefu lapoliticadiClaudioversoleprovince? 3.InchemodoClaudioriuscìa superareil rischiodi essere spodestato? MessaIina,l'imperatricecorrotta Lafiguradi Messalina,terzamogliedi Claudio, colpìl'immaginariodi alcuniscrittoricontempo- ranei,cheneconsegnaronoallastoriaunritratto a tintefosche:controlasuacorruzionesiscagliò soprattuttolacondannadellostoricoTacito,che ci ha tramandatoun dettagliatoraccontodelle vicendedell'imperatrice. Messalinaandò in sposaal non più giovane Claudioall'etàdi soliquindiciannie diedealla lucedue figli:Britannicoe Ottavia.Finda su- bito sfrutto il suo ascendentesull'imperatore e i privilegiche derivavanodallasuaposizione di potereper concedersiogni lussoe piacere: amantedellabellavitae degliuomini,Messalina passavacon disinvolturada un amanteall'altro. Invaghitasidi un riccoe affascinantepatriziodi nomeSilio,giunsepersinoa sposarlo,aspettan- do cheil maritopartisseperOstiapercelebrare lenozze.I libertidell'imperatore,difron- te a quest'ultimoatto di impudenza,ne ì approfittaronoper cercaredi eliminare l'imperatricee accrescerecosìlapropriain- fluenzasuldeboleimperatore.Claudioben prestovennea saperenonsolodelmatrimo- niodi Messalina,ma anchedell'intenzionedi Siliodi attuareun colpodi manoaisuoidanni: in predaalla paura,deciseperciòdi arrestare Messalina. A nullavalseroi tentatividelladonna di far levasuisentimentidi Claudio:i libertia lui più vicinipersuaserol'im- , peratorea non perdonarlae Messa- lina,ormai abbandonatada tutti, fu ! condannataa morte.Dopolasuascom- ì parsa,tuttelestatuedi Messalinafurono eliminatedaigiardinipubblicie privati. L?,.,,,,,0 Ausiliari: reparti militarr che cooperavanocon te legioni;eranoformati oa soldatireclutatinellepro- vince,fra i "peregrini"(co- loro che non avevanola cittadinanzaromana). f Bustoin marmodi Messalina(Roma,Musei Capitolini).
  9. 9. 30 CapitolO2 LadinastiaGiulio-Claudiae i Flavi WI Nerone(54-68d.C.)- 1 i IprimiannidelgovernodiNerone(54-68 d.C.)Nell'ottobredel54d.C.,primache avesseil tempodi pentirsiàelladesi- i, gnazionedi Nerone,Claudio morì awelenato da Agrippina, che ne svelòil decessosolodopo la pro- , a diventareil prototipo dei tiranni, cominciò comei suoi predecessoria governarecon cosìilluminato equili- brio da farericordareper molto rempo i primi cinque anni del suoregnocome unodeiperiodipiùrfelicidell'impero.Ciò nonstupisce,sesiconsiderache,per Ia suagiovaneetà,egli eraancora incapacedi sottrarsiall'influenza IJ, ,J'lqi,r diretta della madree dei due mae- . t . stri e consiglierichequesragli aveva postoal fianco:il filosofostoicoLucio Anneo Seneca,favorevolea una oolitica filosenatoria,e il prefettodelpretorioSesto Afranio Burro. Lasvoltatirannica Neronetuttaviacercò ben prestodi sottrarsiall'influenzadella madre, determinataa interferiresempre di più negli affari dello stato.Agrippina si awicinò alloraa Britannico, non facendo mistero di volerlo aiutarea rivendicarei suoidirittial trono.Neronepertuttarispo- stafeceawelenareil fratellastro(55 d.C.), allontanò dalla corte la madre e, quatrro anni dopo giunsepersinoa farlauccidere. Da quelmomento Neronecominciò anon appoggiarepiù il senatoe a sognare,come Caligola,I'instaurazionedi una monar- chia assolutadi tipo orientale.Egli inoltre strinse amiciziacon il nuovo prefetto del pretorio,Caio Ofonio Tigellino, raffìgura- to dagli storici siaantichi siaconrempora- nei come un personaggiorozzoe crudele, cheebbea lungo grandeinflussosull'im- peratore.Con il tempo Nerone eliminò qualsiasipersonache potessemetterlo in ombra,compreselesueconsorti:dopo aver ripudiatola prima moglieOttaviaé auerle mandatol'ordinedi suicidarsi,anchelasua nuovamoglie,SabinaPoppea,chelo aveva istigatoasbarazzarsidi Ottavia, nelvolgere di qualcheanno venneuccisa. I successimilitarie la riforma monetaria Negli anni del suoregnoNerone si dedicò auna seriedi dispendioseiniziative milita- *rÈ L Bustodi Nerone, divenutoimperatore nel54d.C.,ad appena diciassetteanni. lassassiniodiBritannico f clamazionedel figlio a imperatore w,ffi,o.?;::"1::ff:'K:il:.,des,ina,o Unadellefontipiùprezioseperlari- costruzionedellevicendedelregno di Neroneè costituitadagliAnnales diTacito,acutoosservatoree critico degliimperatoriGiulio-Claudi. In questobranoraccontale circo- stanzedellatragicamortedi Britan- nico,restituendonon soloil clima di una Romadominatadai giochi di poteree dagli intrighidi fami- glia,maancheun ritrattoimpietoso dell'imperatore. f'era I'usanzache i figli degli imperatori pranzasseroseduti a una tavola separarae -rmeno riccamente imbandita, insieme con i loro coeranei della nobiltà e sotto gli occhi dei parenti. Britannico sedevaa questatavola e, poiché uno dei servieraincaricato di assaggiarnei cibi e le bevande,per non interrompere rale consuerudine e non rivelare d'altra parte il delitto con la morre di entrambi, si escogitòquesto espediente.A Britan- nico si offrì una bevanda ancora innocua e caldissima, già preventivamente assaggiata; poi, siccome egli la rifiutava per l'eccessivocalore, vi si aggiunse dell'acqua fredda in cui era stato sciolto il veleno, che si diffuse per turte le sue membra ranro rapidamente da togliergli insieme la parola e la vita. Ne nacque un grande sgomenro tra quanti gli sedevanovicino: alcuni, meno accorti, si allontanarono fuggendo via, ma i più aweduti restarono fermi al loro posto, tenendo lo sguardo fissosu Nerone. Quesri, continuando a starsenesdraiato con aria indifferente, disse che si trattava di un incidenre comune per Britannico, dovuto all'epilessiadi cui soffriva sin da bambino, e che gradatamente avrebberipreso la vista e i sensi.Ma sul volto di Agrippina, benché essacercassedi man- tenersi impassibile, apparvero i segni di un tale terrore e di un tale sbìgottimenro che fu subito evidente come fosseall'oscuro di tutto non meno della sorella di Britannico, Ottavia. Agrippina infatti si vedevatolta così di mano I'estrema risorsada quel delitto in cui era già prefigurato il disegno del matricidio.
  10. 10. ri, che,nonostantei successi(per esempio in Britanniae in Armenia), miseroin gravi difficoltà le cassedello stato, .end.n-do a un certo momento indispensabileil ricor- sonon solo a nuove tassazioni,ma anche a una drasticariforma monetaria. Tàle riforma consistettein una svalutazione dell'oro e dell'argento:Nerone cioèsta- bilì chedaunalibbra d'oro(327grammi circa)e da una libbra d'argenrosi rea- lizzasserorispettivamente45 aurei e 96 denarii,mentre fino ad alloracon la stessa quantità di metallo venivano ricavati40 aureie 84 denarii. Liniziativa finì per col- pire soprattuttole classipiù abbienti,che avevanomaggioredisponibilità di moneta aurea. Contemporaneamenre,alleggerendoil peso delle monete d'oro e d'argento,Nerone ottenneun rilevanteguadagnoper lo stato, chele coniavacon lo stessovalorelegalema conminorequantiràdi metallo. Incendiodi Roma e persecuzionedei cristiani A Nerone è attribuita anchela responsabilitàdella prima persecuzio- ne contro i cristiani, avvenurain sequito all'incendiodi Roma,scoppiatonellaiotte fra il 18 e il 19 luglio del 64 d.C. e rapida- menteestesosia tutta la città. In realtàè probabilecheNeronenon abbia avuto una diretta responsabilitàdell'acca- duto, dato chela notiri, dell'incendiolo Iprimisecolidell'imperoromano Unità1 raggiunseadAnzio, da doveaccorsesubito aRoma.TirttaviabenDresroiniziaronoacir- colarevocisullasuacolpevolezr-a,ancheper- chéeglimanifestòI'intenzionedi costruire suiquartieridevastatiunanuovaesplendida reggia.Sembraanchecheproprio allora,per allontanareda séi sospetri,accusassecome autori dell'incendio i cristiani e iniziasse sotto talepretestoa perseguitarlie a man, darli a morte. In quellaprima violenta persecuzionesubiro- no il martirio ancheI'aDosto- lo Pietro, crocifissosui colle Vaticano, e I'apostolo Paolo, decapitatofuori dellemura, là doveoggi sorgela basilicaa lui dedicata(v. cap.4.2). 3r { | primimessaggeridella fedecristiana.vetrodoroto conleimmaginidegli apostoliPietroePoolo. ladomandache,secondounatradizione popolare,Pietroavrebberivoltoa Cristo apparsogliin unavisionementrepercor- revala via Appiain fuga dallepersecu- zionidi Nerone.ll Maestrogli avrebberi- sposto"Vadoa Romaperesseredi nuovo crocefisso'ilspiratodaquesteparole,Pie- tro avrebbealloradecisodi non sottrarsi al suo destinodi martiree di tornarea Roma,doveverràcrocefisso. h::::'u s A , 1 9 5 1 ,i 7 1 ' , Regiadi MervynLeRoy Interpretiprincipali:RobertTaylor, DeborahKerr,LeoGenn e PeterUstinov. Trattodal romanzoomonimodelloscrit- torepolacco,HenrykSienkiewicz,pubbli- cato nel 1894,Quovadis?uscnellesale cinematografichenel 1951.Sullosfondo di unaRomaattraversatadalleprimeper- secuzionicontroi cristianivolutedall'im- peratoreNerone,il film racconta,tra real- tà storicae finzione,la storiad'amoretra il comandanteMarcoVinicioe lacristiana Licia.In seguitoall'incendioche nel 64 d.C.distruggela capitale,la posizione dei cristianidiventasemprepiù difficile e Marcodecidedi portarein salvoLiciae lafamigliadi lei,mavengonotutti cattu- ratidai pretorianie condannatia morte. Dopomoltevicissitudinii dueinnamorati riesconoa salvarsi,mentreNerone,rico- nosciutodaiRomanicomeilverorespon- sabiledell'incendio,è costrettoafuggire. Aldi làdellevicendesentimentalideidue protagonisti,centralenel film è il tema dellepersecuzionicontroi cristiani;indi- cativoin tal sensoè lo stessotitolo:Quo vadis?(in latino"dove stai andando?'lè
  11. 11. Nerone sostienealcune iniziative considerate dalsenatocome illiberali e ostili cresce il malcontentosenatorio nel64d.C.Roma è colpitadaun incendio 1 ) Capitolo2 LadinastiaGiulio-Claudiae i Flavi * Neronedallarotturaconilsenatoalsuicidio sostanziale sgretolamento delconsenso versoNerone deposto dalsenato e dichiarato nemicopubblico, nel68d.C.Nerone fuggedaRoma e sisuicida Neronefa ricaderelacolpa dellacatastrofesuicristiani Nerone ordinò in seguitola ricostruzione della città secondoun progetto piìr razio- nalee più rispondenteallenuoveesigenze dellaRoma imperiale.Nello stessotempo si dedicò a edificareuna reggia,la famosa DomusAure*,per la cui costruzioneimpe- gnò immensi tesori,forzatamenteraccolti dall'ltaliae dalleprovince. La reazionealla tirannide Prima ancora che Nerone potesseportare a termine il ' grandiosoprogetto,i suoi vcuroRruosTuDro l}:î]jf;l'|i:ffi:ffi;1.PerqualemotivoNeronediedeini- oochi anÀi furonolrdite zioallaprimapersecuzionecontroi : cristiani? va'e conglure a oPera 2.euati furonotevittimeiuustrideila tol.t"Î:y":.di1is;ocratici repressionedi Neronecontroi nu- e ol altl utnclall' lra que- merositentativiat -nóiuiu-" .fi" stela più celebrefu quella ruolosvolseSenecaduranteil regno guidatadaCaioCalpurnio di Nerone? Pisone,scopertaesoffoca- 3.ComesiconcluseilregnodiNerone? ta nel sangue:basti ricor- , darecherestaronovittime della repressioneil giovanepoeta Marco Anneo Lucano, lo scrittore Caio Petronio e lo stessoSeneca,già maestroe consiglie- re di Nerone. La rivolta allora, repressaa Roma, scoppiò nelle province. I primi segni della ribellione si ebbe- ro in Palestina (o Giudea), dove nel 66 d.C. Nerone si affrettò a inviare trup- pe al comando del generaleTito Flavio Vespasiano,che già nel 51 d.C. era stato governatoredell'Africa.Questi, dopo aver occupatotutte le più importanti città del- la Giudea, poseI'assedioalla stessaGeru- salemme. Nel frattempo in Gallia il legato Caio Giulio Vindice e in Spagna il governa- tore ServioSulpicio Galba si ribellarono a Nerone, il quale, deposto dal senato e dichiarato nemico pubblico, dopo un inutile tentativo di fuga si suicidò nel 68 d.C. con I'aiuto di un liberto. Aveva inizio così la prima grave crisi dell'im- pero. ) LaDomusAurea. Salaottagonaledella DomusAurea,la grandiosa dimoradi Neronesortanel cuoredi Romosulleceneri dell'incendiochedevastòla capitalenel64d.C.
  12. 12. [ascesadeiFlavi:daVespasiano aDomiziano(69-96d.C.) Uanno dei quattro imperatori (69 d.C.) Dopo la morte di Nerone il mondo roma- no andò incontro a un periodo di anar- chia militare. Fra la secondametà del 68 d.C. e la fine dell'annosuccessivo,infatti, si awicendarono ben quattro imperatori, Galba, Otone, Vitellio e Flavio Vespasia- no, ognuno dei quali erasratoacclamato dagli esercitidelle diverseprovince (v. lo schemasotto). Per un anno Roma fu dominata da lotte fratricide e sanguinosestragi, mentre il senatocercavainvano di riportare l'ordi- ne. Alla lotta polirica parteciparononon soloi pretoriani, ma anchele truppe ordi- narie, divenute consapevoliin tali circo- stanzeche erapossibileprendereil potere pur standolontane da Roma. Lanno dei quattro imperatori vide dun- que la definitiva ascesadei ceti militari: era ormai evidente infatti che gli eserciti potevanodeterminarele sorti dellapolitica imperiale,promuovendoe sosrenendopiù o meno legittimamenteilproprio coman- dante; segnòinoltre il rafforzamento delle province, che intervennero attivamente nellasceltadell'imperatore. Vespasiano(69-79d.C.):il restaurato- re dell'autorità imperiale Alla fine, fra i quattro imperatori prevalseVespasiano,il generalecheerastatoinviato daNerone in Palestinaa reprimerela rivolta degliEbrei. Lasciatoil figlio Tito a guidare le opera- zioni intorno a Gerusalemme,Vespasiano avevasconfitto I'ultimo awersarioVitellio ? | quattroimperatori(69d.C.) O Galba O Otone Con la morte di Nerone, vieneacclamatoimperato- re dallelegionidi Spagna. Graditoal senato,dopopo- chi mesisi inimicala olebe romanaeisoldati,delusiper nonavereottenutoi privile- girichiesti.Vieneassassinato daipretoriani. I primisecolidell'imperoromano Unità1 33 e, allatestadi un forte esercitoraccoltoin Oriente, eraentratovittorioso a Roma. Vespasianofu il primo imperatore non appartenente all'aristo crazia romana. Discendente da una modesta famielia della Sabina,era figlio di un contadlno divenuto pubblicano, oryeroappaltatore di imposte, a Rieti. Dotato di una lun- ga esperienzamilitare, conoscevaquindi benela situazionedegli esercitie il grave pericolo derivanteda una loro ribellione contro I'autorità del governo centrale. Nello stessotempo, non appartenendo all'aristocrazia,e avvertendoancor meno dei predecessoriil rispetroper I'autoritàe i privilegidelsenato,Vespasianonon ebbe scrupolinell'allontanaredal senarogli ele- menti ostili e nel sostituirli con altri a lui favorevoli. ll tentativo di risoluzionedella crisi:la riforma dell'esercito Vespasiano,una volta salito al potere,cercò- come aveva fatto a suo tempo Augusto - di far uscire I'imperodallacrisipoliticain cui si dibat- teva. Il problema più urgente che egli si proposedi risolverefu quello di limitare la potenza destabilizzantedegli esercitie di ricondurli alla loro funzione narurale. al di fuori di ogni eventualeinterferenza politica. A tale scopo Vespasianoattuò una profonda riforma con cui oltre asmo- bilitare alcunelegioni, incoraggiòI'allon- tanamento dalla carriera militare degli Italici, pir) legati alle clientele di Roma, e nello stessotemDo aumentò il recluta- Vitellio Vieneeletto dalle legioni stanziatein Germaniae appoggiatoda tutto l'Oc- cidente.Entrain ltaliacon il suo esercito,che si ab- bandonaaviolenzedi ogni genere.Vieneassassinatoin seguitoa unaribellionedei soldatiedellaplebe. A Soldatoe provinciale. Stelefunerariadellegionario GneoMusio,militaredi stonzaa Magontiacum (lbdiernaMagonza), capitaledellaprovinciadella GermaniaSuoeriore. ? O Vespasiano Giàgovernatorein Africae comandantein Palestina, vieneacclamatoimperato- re dallelegionid'Oriente, da quelle del bassoDa- nubio, della Pannoniae dell'llliria.In seguitoalla morte di Vitellio,entra a Roma. Vieneelettoalpostodi Gal- ba; già governatoredella Lusitania(l'attualePorto- gallo)e comandantedelle legioni sul Danubio,go- verna per soli 95 giorni, sconfittodaVitellio.
  13. 13. 34 (apitOb 2 LadinastiaGiutio-Ctaudiae i Ftavi ? Lariformadell'esercito:lucieombre Vespasianosmobilitaalcunelegioni;allontanadall,esercitogliltalici, piùlegatialleclienteledi Roma,e aumentai soldati provincialidellecittà Una nuova legge per l'impero Vespasia- no inoltre riorganizzò lo stato su piùrsoli- de basi costituzionali, promulgando nel 69 d.C, con la collaborazionedel senaro, la lex de irnperio Vespasiani, che mirava a dare fondamento giuridico all'asset- to politico del principato, legalizzando il potere che dal rempo di Augusto gli imperatori romani si eranotramandati in via non ufficiale. Questaleggesancivaper la prima volta i poteri del sovranorispetto al senatoe riconoscevafra l'altro la piena legalità di un regime autocratico: infatti conferiva all'imperato rc l'autorizzazionea compierequalsiasiatto ritenuto indispen- sabileper la difesae il progressodello sta- to, con I'evidenteconseguenzadi rendere semprepiù inconsisrenteil pesopolitico dei senatori. Limpero ebbe così una speciedi "carta costituzionale", in cui soltanto gli organi supremi dello stato costiruivano la vera basedel potere, al di fuori di ogni possi- bile rivendicazionedell'elementomilitare e con assolutaesclusionedi ogni carattere teocraticodella monarchia. Ediliziapubblica,giustiziae amministra- zione finanziaria Anche nel campo delle opere pubbliche e della tutela arrisrica Vespasianosi distinseper la sua aftività: infatti dette inizio a numerosecostruzio- ni, fra cui il famoso anfiteatro flavio, poi completato dal figlio Tito (v. tavola a pp. 38-39); aprì nuove strade; protesse let- tere e arti e riformò i costumi, punendo gli scandalie frenando con I'esempio il lussosmodato.Negli ultimi anni dèl suo governoVespasianoprowide tra I'altro a rendere piir efficiente I'amministrazione della giustizia, a sopprimere i tribunali di lesamaesràe a risanarele finanzedello stato, ormai dissanguatedai dispendiosi programmi di Nerone e dagli sconvolgi- menti provocati dal travagliato periodo di anarchia. La politica esteradiVespasiano In poli- tica estera, dopo avere domato nel 70 d.C. un tentativo di secessioneverificatosi in Gallia, allargòil territorio dell'impero assoggettandonuovamente la Pdestina, conquistando la parte meridionale della Britannia sino alla monruosa Caledonia Conseguenzepositive: . limitazionedellapotenzadel- l'esercito,chehaeffettidesta- bilizzanti . ripopolamentodell'ltalia . incrementodellaproduzione agricola. Conseguenzenegative: . perditadapartedell'ltaliadella funzionedistato-guidadell'im- pero . rallentamentodelladiffusione dellalingualatinaneiterritori conquistati. mento fra i provinciali dei centri urbani piir romanizzati.Una tale iniziativa dove- va avere importanti conseguenze,che andavanocerramenreal di là delle inten- zioni dello stessoimperarore:essa,infatti, seda un lato favorìil ripopolamento della penisola e il ritorno di un certo nume- ro di persone alla produzione agricola, dall'altro contribuì a far perdereall'Italia la suafunzione di stato-guidadell'impero e a rallentarenello sressotempo quel pro- cessodi propagazione della lingua latina, che sino ad allora avevacosriruito un fat- tore determinante per la diffusione della civiltà romana nei territori conquistati. Valosizzazione politica ed economica delle province Come già avevatentato di fare Claudio, Vespasianoripreseanzitut- to quellaparte del programmapolitico di Cesarechemirava allapiena valorizzazio- ne del mondo provinciale: infatti cercò di accelerareil processodi romanizzazio- ne nelle province occidentali, mediante la concessione della cittadinanza a una sempre più ampia cerchia di persone. Questa iniziativa avrebbe reso vivissima I'osdlità del senatonei suoi riguardi. Mal- grado ciò, I'imperarore incoraggiò con ogni rnezzoI'ingresso nel senato e nella vita politica ed economica dello stato di elementi provinciali provenienti soprar- tutto dalla Gallia e dalla Spagna. Attraverso queste iniziative, Roma, da città-stato impegnata a difendere i privi- legi dei nobili e dei ricchi, si andavaormai trasformando in stato sopranazionale e universale. O rrrr,,o Autocratico:regime poli- ticochenonderivala oro- pria autorità e investitura da nessunaltroorganismo esterno. O t,RrcoRDr? Teocrazia:termine com- posto di theòs, "dio", e krqtós,"potete'í indica un sistemadi governoin cui l'autorità politica, consi- clerata come emanante da Dio,è esercitatada chi detieneil poterereligioso. ll terminepuò essereuti- lizzatoancheper indicare una forma di monarchia assoluta,incuiilsovranosi faadorarecomeun dio. L Loportefinoledellalex de imperioVespasiani, riprodotto suuna tavola bronzeadell'epoca.
  14. 14. (Scozia)e rinsaldando il confine verso la Germania. Proprio sotto Vespasiano, i Romani occuparonotutto il territorio compresofra I'alto corsodel Reno e quel- lo del Danubio e vi costruironouna cinra fortificata, chiamata limes ("confine" in latino), costituitada un insiemedi fosse, palizzate,torri di controllo eaccampamen- ti stabili,che sarebbestataulteriormenre allungatadagli imperarori successivi,sino a congiungere,per una lunghezzadí 120 miglia romane,il Reno col Danubio. Perquanto inveceriguardala guerracon- dotta in Palestina,Vespasianoavevainca- ricato il figlio Tito di portare a rermine I'assedio di Gerusalemme, che oppose una strenua resistenza,finché fu presa d'assaltoe distrutta (70 d.C.). Theanni dopo venneconquistatanon senzagravi difficoltà anche Ia fortezza di Masada, posta su una collina rocciosanel deser- to di Giuda a ovesrdel Mar Morto, nel- la quale si erano asserragliatinumerosi ribelli, i quali preferironodarsila morre insieme alle mogli e ai figli piuttosto che esserefatti prigionieri dal vincitore. Tito (79-81 d.C.),"delizia del genere umano" Nel 79 d.C. Vespasianomorì. Gli succedetteTito, che da subito venne definito "delizia del genereumano" dal- la storiografia ufficiaL, espressionedella I primisecolidell'imperoromano Unità1 classearistocratico-senatoria.Durante il suobreveimpero, infatti, Tito fecedi tut- to per attenuareil contrastocon il senato, instaurandoin tal modo un clima di col- laborazionepolitica. A turbareil corsodel suo regno interven- nero tre gravi calamità,che funestaronoin modo particolareRoma e I'Italia: nel 79 d.C. la distruzionedellecittà di Ercolano, Stabiae Pompeisepoltesomouna coltredi ceneree fango a causadi una spaventosa eruzionedelVesuvio;nell'8Od.C. una ter- ribile pestilenza,chedecimòla popolazio- ne italianae dell'impero;e infine, sempre nello stessoanno, il grande incendio di Roma, chedistrusseil Campidoglioe gran partedellacittà,non ancoradel tutto rico- struitadopo quellodel64 d.C. l' A LadistruzionedelTempio. Un bassorilievodell'arco di Titoricorda il trionfo celebrato daIl'imDerotore dopola conquistadi Gerusalemme.Delricco bottìnodi guerrafacevono parte le trombed'argentoe il candelabroa settebracci, emblemodelpopolo ebraico. 35 ;#. a,, ,éti'' et 4 : È4 -i' ,d [eruzionedelVesuviodel79d.C. ll 24 e il 25 agostodel 79 d.C.una catastroficaeruzionedel Vesuviosi abbattésullecittà di Stabia.Erco- lano e Pompei,a pochi chilometri da Napoli.Perrendersiconto delle proporzionideldrammaticoevento, bastiricordareche dei circa20.000 abitantidi Pompeisoloun migliaio riuscìa salvarsi.Lamaggioranzadel- lepersoneperìinfattisottole mace- riedellecaseabbattutedallamassa di materialeeruttivoo restandosof- focataperil rapidodiffondersidi gas velenosiesalatidalvulcano.Nelcor- sodi questacatastrofetrovò la mor- te anchelo storicoPlinioil Vecchio, comeci raccontain questepagineil nipotePlinioil Giovane. f)linio ilVecchio si trovavaa Misero, dove tenevail comando della llotta. Il24 agosto, I versole due pomeridiane, mia madre lo awertì che si vedevauna nube di vastità e di appareîzainsolite [...]. Essendogliparsauna cosanotevole e degna di esserestudiata piìr da vicino, mise in mare alcune quadriremi e si diressecolà donde gli altri fuggivano, così tranquillo che dettava e pigliava note. Già cominciava a caderesulle navi ceneresempre pitr densa e calda quanto piùr si awicinava; cadevano anche pomici e pierre annerite, cotte e scomposte dal fuoco; poi ecco che da un improrwiso ritirarsi delle acque venne a lui impedito di accostarsial lido. Rimase allora alquanto incerto se dovessevolgere indietro, ma poi al timoniere che lo esortava a farlo: "La fortuna" disse "aiuta i for- ti: drizza verso Pomponiano". Era questi un amico che risiedevaa Stabia, il quale nel frattempo, benché il pericolo non fosseprossimo, aveva rrasporraro rurre le cose sue sulle navi, deciso alla fuga appena fossecaduto il vento conrrario. [...] Altrove ormai aggiornava, ma colà era notre pir) nera e più fitta d'ogni altra norre, rorta tutravia da numerose faci lstelle] e lumi. Decisero [Plinio e Pomponiano] perciò di avviarsial lido e di vedereda vicino che cosapermettesseil mare, ancora minaccioso e impraticabile. Ivi, adagiatosisopra un lenzuolo disteso,lo zio chieseuna volta o due acquafrescae la bewe avidamente; ma poi, menrre le vampe e l'odore di zolfo cacciavanogli altri in fuga , egli, sostenuto da due servi, si levò e tosto ricadde soffocato da vapori piìr densi.
  15. 15. 36 Capitolo2 LadinastiaGiulio-Claudiae i Flavi TitoassediaGerusalemme NelleprovinceorientaliTito,figliodi Vespasianoe futuroimperatore,fronteggiòla rivoltadellaGiudea.Nel70d.C.,comecinarraquestobranodiTacito,egliassediòla capitaleGerusalemme,ladistrussee nedisperselapopolazione.Acelebrazionedella vittoriavennecostruitoa RomalArcodiTito. dellaPalestinaannessa nel 6 d.C.come prefettura allaprovinciaromanadi Siria(istituitaa suavolta nel 63 a.C.,a seguito dellaprimaguerra mitridatica).Trail 44 e il 66 conobbeuna oarentesi di autonomia,chiusaallo scoppiodellarivoltache schieròlelegig-qi-!9pi._qS_ar_r-Ct1g_d!_c-qnb?!!ir_n_e_rlte,_4lste_ySlr_1CJi-- Ebreidisposerolemiliziesottole murasresse,in modoche- qua- lora le cosefosseroandate bene - essiavrebberopotuto avanzare,se invece fossero andate male, avrebbero avuro un luogo in cui rifu- giarsi. Nei giorni successivisi ebbero frequenti scaramuccedi fronte alle porte della città: finché, avendo avuto ogni voka la peggio, gli Ebrei furono costretti a ritirarsi dentro le mura. I Romani si accin- seroallora ad espugnarela città, poiché non parevaloro conveniente cosache dava loro piìr paura di vivere che di morire. Tàle era la città e tale il popolo contro cui Tito - giacché la natura del luogo non consentiva assaltie sorprese- sta- bilì di combattere, servendosidi terrapieni e di graticciari, nonché di tutte le p_a-qc-[i-ag_{i_v_ec_c_i-a--e-{_qg_o_v_q_i9-v-e_q-_-__, zione, adatte ad espugnarela città. Autore:Tacito I Ùpera:Annales I Data:l-llsecolod.C. O lipologiafonte:testo storiografico ._!t-q$jSponevadi ; quattrolegioni:tre I eranoaccamoatesul latoorientaledella città,mentreuna.sul versanteoccidentale, occupavailMontedegli Olivi,alturatatticamente importanteperladifesa diGerusalemme. "_!g-pi_q!mponentee I importantedaunpunto I di vistastrategicoera ; laFortezzaAtonia,che I i Romaniriuscirono a conqurstarecon un attaccoa sorpresa, cogliendogli assediati nel sonno.Essendo questafortezzail secondopunto piiralto dellacittàdopo il Monte delTempio,divenne subitola piattaforma idealeper attaccareil tempio stesso. _Per_e_spugnare Gerusalemmei Romani ricorseroagliarieti, macchinemilitari costituiteda unagrossa travepostasu un carrello e munitaall'estremità di unatestadi bronzoa formadi ariete,e alletorri d'assedio,costruzioniin legnotrainateda buoi,le cui paretieranorivestite di pellia protezionedei dardinemici;all'interno vi eranodiversipianie in cimavi eraun "ponte levatoio"che Dermetteva l'accessosullemura. Tito stroncònel sangue ._,,, ?!p,e-r!?le--ùg _lCf_"r_n-gcosrringessei nemici ad arrendersi; essi,inol- nel 70 d'c' I tre, desideravanovivamente affrontare subito i pericoli, alcuni per Lastrategiqdirilo__l I'innato valore,altri per istinto sanguinarioe per desideriodi fare consistettenel ridurre Dottlno' le riservedi cibo e Lo stessoTito pensava a Roma e aveva fretta che Gerusalemme acquadegliassediati, cadesse.Ma la città era su un'a1ura e perciò assaidifficile da esou- continuandoa r permetrereaipellegrini gnare;e' per di più, era munita di così poderosefS-ttt-tsazio-li-qhg---- di entrareln città pÉrla sarebbero bastate a difendere anche una città posta in pianura. consuetavisitaal tempio Intorno ai due alti colli correvainfatti una cerchiadi mura, costruita in occasionedellapasqua rurra a speronie rientranze,in modo che gli assediatipotesserocol- ebraica(checadeva . r. i. . , ,. . proprioin quel periodo), pire gli assalitorianchedr hanco.Lestremitàdella rocciaeratagliata ma impedendo loro di a picco; e le torri, da cui gli assediatidifendevano la città, erano alre uscire. sessantapiedi in quei punti in cui I'altezzadel monte offriva già di per sé una condizione favorevole per la difesa; ed erano alte 120 piedi là dove il terreno era piùrbasso.[...] Seicentomilaerano - a Partedegli Ebrej-riu-scìa- quanro si dice - gli assediati:vecchi e giovani, maschi e femmine; trovare la fuga att?àVèÈo galleriesotterranee,ma ì tutti armati,.quelli che aPPenapotevano portare le armi, e moltis- la maggiorpartediessi i simi dotati di un'audaciaassaimaggioredi quel che il loro numero resistettestrenuamente i potesseloro consentire. Uomini e donne erano animati dalla stessa all'attaccoromano, i- -or,!l,gta-vg!gg-t}1-{!ge-s!s-r-e-r-e.;e questo anche perché, nel casodi una rallentandoneI'avanzata' " ;.;;À;;;,-;;;i;;;;."""o it pericolo di esserestrappatiat toro paese: 1 Ricostruzionedi unariete montotosuruote. O tt*.'MPRENDERE 1.Qualidiversemotivazionispingevano,secondoTa- cito,i soldatiromaniall'assediodi Gerusalemme? 2.Chipartecipoalladifesadellacittà? 3. Perché,nelgiudiziodiTacito,laresistenzadegliabi- tanti di Gerusalemmefu particolarmenteaccanita?
  16. 16. Quando i problemi conseguenria queste calamità non erano ancora stati risolti, il 13 settembredell'8l d.C., Tito morì, mentre-i pretoriani acclamavanoimpera- tore il fratello Tito Flavio Domizianò, già indicato dal padreVespasiano.o-. e,n.rr- tuale successore. Domiziano,monarcaassoluto Domizia- no, che dalla storiografiaantica è presen- tato come un nuovo Nerone, accusatodi uno sfrenaroamore per gli spettacoli,di una folle prodigalità e di uni particolare ferocia, in realtàdimostrò di ivere note- voli capacità di governo, sorvegliando I'applicazione delle leggi e il fuÀziona- mento dei ribunali, preoccupandosidi questioni di bilancio, favorendole attività economichee portando a compimento o iniziando numeroseoperepubbliche. Domiziano tuttavia entrò ben presto in contrasto con il senato: non solo egli governavacon la collaborazionedi co"n- siglieri di suafiducia, non più sceltifra i membri dell'aristocraziasenatoria,mapre- tendeva di essereonorato quale "padrone e dio" (dominusacdeu), con una formula cherievocavala sgraditaimmagine di una monarchia di tipo orientale. La politica esteradi Domiziano In poli- tica esteraDomiziano, forte dell'appog- gio dell'eserciro,si impegnò a prosèguiie la conquista della Britannia, gil iniriata sotto Vespasiano,spingendosicon il gene- rale Gneo Giulio Agricola al di là dellimi- te meridionaledella Caledonia(Scozia). Nell'83 d.C. inoltre I'imperatorecondusse personalmente una campagna contro le bellicosepopolazionidellazonadel Reno, rafforzandola presenzaromana nelle due lugve province della Germaniasuperioree dellaGermaniainferiore,ancheattiaversoil perfezionam ento del limes. Domiziano non riuscìaottenerealtrettan- ti successinell'Europa orientale,nell'area corrispondenteall'attualeRomania, dove le legioni romane furono sconfitte dai Daci, che orrennero da Roma l'indipen- O cu,ooolrosTuDro 1.Qual era lo scopo della riforma dell'esercitodiVespasiano? denzadella regionee il pagamentodi un forte tributo, in cambio pàrò di un'attiva partecipazionealla difesàdell'impero in quell'area. ll regime di terrore e la fine delta dina- stia flavia La pacecon i Daci, considerata dagli awersari di Domiziano un vergo- gnosocompromesso,feceaumentareI'at- trito fra imperatore e senaro.Si giunse così a una lofta serrata,fatta di congiu- re e di repressioni,che colpiro.to "n.h. numerosi membri della corte imperia- le. Nel 96 d.C., in seguito a una ruo,r" cospirazionedi cui facevaparte la stessa poglie di Domiziano, Domizia Longina, il principe, appena quarantacinq,.r.-r.r., venne pugnalato a morte: in tal modo anche la dinastia dei Flavi, come quella dei Giulio-Claudi, concludevail suociclo storico nel sangue. 2.Checosaturbòil corsodel regnodi Tito? I primisecolidell'imperoromano Unità1 37 ( [a reggiadi Domiziano. RestidellaDomusFlavia,/ palazzodegliimperatoriFlavi sulPolatÌno,inauguratane! 92a.C. 3.PerchéDomizianoentròincontrasto conilsenato?
  17. 17. 38 Tecnologiaevitaquotidiana Il Colosseo LanfiteatroFlavioo Colosseoè il pitr importanteedificiodell'etàimperiale.È cosìchiamato perle suegigantescheproporzionie per la vicinanzaa una colossalestatuadi Nerone,chiamata appunto Colossusdal popolo. Iniziato dall'imperatoreVespasianoe completato da suofiglio Tito nell'80 d.C., costituisceuna dellepiir mirabili opere Fù-i;.-* dell'ingegneriaromana:poteva,infatti, contenere50.000spettatori. I settori. I primi quattro settorieranocostituitida posti a sedere numeratie destinatiai senatorie allelorofamigliee alleclassipiù elevate.llquintosettore,ovverol'ultimagradinatain legnoconsoli postiin piedi,erariservatoallapopolazionepovera.Intotalel'anfi- teatropotevaarrivarea contenerefinoa 80.000persone. I velari. Graziea uncomplessosistemadi carrucole fissee mobili,corde,puleggee paranchi,i Romani procedevanoall'aperturae alla chiusuradi gran- di tendoni(velari),chericoprivanol'anfiteatro,de- stinatinon soloa difendereil oubblicodai cocenti raggidelsoleo daimprovvisiacquazzoni,maanche a regolareglieffettiacustici.Allalorononfacilema- novraeranoaddettii marinaiimpiegatinel porto Miseno.sededellaflottadislocatanelTirreno. I materiali e lo stile architet- tonico. Uanfiteatroera rivestito esternamentedi marmotravertino. mentrele colonneche incornicia- vano i tre ordinidi arcatepresenti sullafacciataeranocaratterizzaîeda stilidiversi:dal bassoversol'altosi susseguivanogli stilidorico,ionico e corinzio.Ogniarcoavevaalcentro unastatua,le scalinateinterneera- nodipinteinoroe i pavimentierano ornatidamosaici.
  18. 18. 39 I ' i ' ! Gladiatori e fiere. Nell'anfiteatroromanoi combattimentifragladiatorisialternavanoa quelliconlebestieferocio "cacce"chelAfrica centralee l'Orientefornivanoingrannumero: daisotterranei,permezzodiappositegabbie, lefierevenivanofattesalirein superficie. , ttl 4'1" I campioni dell'anfiteatro. Esistevano diversitipi di gladiatori,armatiin modo differente:ilreziarioavevauntridenteoer tenerelontanol'avversarioe unareteoer catturarfo;il mirmillonesi difendevacon unaspadacortae unoscudo;il laqueator eraarmatodi laccioe mazza;l'equesduel- lavaa cavallo;il dimachaeruseraprovvi- stodi duecoltelli;ilprovocatorinfineaiz- zavaglialtrigladiatoria combattere. urffi Le battaglie navali.I Romani amavanomoltole naumachie, veriepropricombattimentinava- lichesisvolgevanoneglianfitea- tri riempitid'acqua:nelColosseo, unsistemadi canalioermetteva di trasformarei 3600metrioua- dratidell'arenain un immenso specchiod'acqua.Moltedi que- stebattagliecommemoravano le piu importantivittorienavali romane.,Av .- i^"^t:fÌ' ifr ph,
  19. 19. 40 (apitob 2 LadinastiaGiulio-Claudiae i Flavi A, f8 Ripassaonline 87 Vaial sito www.auladigitale.rcs.it: troveraiulteriori sintesidei capitoli in formato audio,video, ppt e pdf I rAstNTEsl a2,1 Augusto designacome suo eredeTibe- rlo (14-37 d.C.), con il quale ha inizio la dinastia Giulio-Claudia. Tiberio, nono- stantepromuovaimportanti iniziativeper sostenerei piccoli proprietari, non sana i profondi contrasti fra I'Italia, gelosadella preminenzasino alloragoduta di paese-gui- da,e le province, di cui cresceI'importanza economicae oolitica. In politica esteraTiberioaffrontale ribel- lioni delle legioni stanziatein Pannoniae sul Reno, sedatepoi dal nipote Germanico. Limprowisa morte in Oriente di Germa- nico generaa Roma un clima di violenze, sospettie delazioni;Tiberio si ritira defini- tivamentea Capri (26 d.C.), da cui governa attraversoLucio Elio Seiano, orefetto del pretorio,e istituiscetribunali di lesamaestà checondannanoa morte chiuncue manchi di rispertoallapersonadell'impèratore. Nel 37 d.C. a Tiberio succedeil figlio di Germanico,Caligola(37-41d.C.), chedopo otto mesi di buon governo manifesta segni di follia e tenta di instaurareuna monarchia teocraticadi tipo ellenistico. In brevetempo il suocomportamenrofolle provocacongiu- re che ne causanola morte. I pretoriani eleggonodunque imperato- re Tiberio Claudio Nerone (41-54 d.C.), fratello di Germanico. Claudio estendela cirtadinanzaad alcuneorovincee si circon- da di una burocrazia ài .o.t" formata da liberti; compie impresevittoriose in Mau- ritania, Britannia meridionale, Palestinae Giudea; interviene nella realizzazionedi operepubbliche. La secondamoglieAgrip- pina gli fa adottare il figliastro Lucio Domi- zio Nerone per designarlocomesuccessore; poi lo arwelena. .2.2 Nerone diviene imperatore (54-68 d.C.). Dopo cinque anni di regno awedu- to ed equilibrato.il giovanesovranoinren- de liberarsi dalle interferenzedella madre Agrippina. Una volta eliminata Agrippina, egli dà libero sfogoai suoi piani assolutisti- ci. Intanto nel 64 d.C. la caoitaleèfunesrara da un terribileincendio,dicui vieneincol- pato lo stessoimperatore. Per allontanare ogni sospettosu di séNerone accusai cri- stiani di esserei veri responsabilie dà inizio alla prima persecuzionècontro di loro. La svolta tirannica dell'imperatore induce i suoi awersari politici a ordire diversecon- giure ai suoi danni, menrre nelle province porta a veree proprie ribellioni. Deposto dal senatoe dichiarato nemico pubblico. Neronesisuicidadopo un inutile rentativo di fuga(68 d.C.). .2.3 Alla morte di Nerone seguenel 69 d.C. un anno di anarchia, nel corso del quale si succedonoquattro imperatori (Galba, Otone, Vitellio, Flavio Vespasiano).Fra loro prevaleVespasiano,acilamato dalle legioni orientali. Vespasiano(69-79 d.C.), un italico, discendenteda una modestafamislia della Sabina.è il primo imperatorenon ".-rir,o.r^- tico e con lui inizia la dinastia dei Flavi: eli succedonoi suoidue figli, primaTiro . poi Domiziano. Vespasianoriforma I'esercito cercando di limitarne il potere, smobilita alcunelegioni e riduce i recluramenti degli Italici, piir legati alle clientele di Roma. Continua il programma di valorizzazio- ne delle province, estendendoil diritto di cittadinanza e favorendo la partecipazio- ne dei provinciali al governo dello stato, prowedimenti che portano al declino del ruolo guida dellapenisolaitaliana nell'am- bito dell'impero. Dà inizio allacostruzione dell'anfiteatroFlavio,noto come Colosseo, e in politica esterarinsaldai confini in Gal- lia, Britannia e Germania, mentre il figlio Tito conquista la Palestina;riorganizzalo stato su piir solide basicostituzionali, pro- mulgando, con I'assensodel senato,la lexde imperioWspasiani,con lo scopo dilegalizza- re il porereinerenreal principato. Il governodi Tito, iniziato nel 79 d.C., è brevee funestatoda gravi calamità:I'eru- zione del Vesuvio,la pestilenzae I'incendio di Roma dell'80 d.C. Nell'81 eli succede il f:ratelloTito Flavio Domizia-no (8 l-96 d.C.),chesiponesindasubitoin conrrasto con il senato, dando alla propria monar- chia un indirizzo assolutistico di stamoo orientale. Domiziano ralîorza i conFrni dell'impero e prosegu€la conquistadella Britannia, oltrepassandoil limite meridio- naledellaCaledània(Scozia);nella regione del Reno consolida1llimes,mentre nell'Eu- ropa orientalesubisceuna cocentesconfitta dai Daci. Questo insuccessocontribuisceal deterioramentodei rapporti dell'imperato- re con il senatofinche, per una congiura. Domiziano muore pugnalato(96 d.C.). I rPASSAGG|CHTAVE Ascesadelladinastia Giulio-Claudia (14d.C.-68d.C.) Roma,dacittà-stato,si trasformain monarchia sopranazionalee universale Gliimperatorigovernanoconil sostegno deglieserciti(legionie pretoriani)e di una nuovaburocraziadi corteformatadaliberti Vengonovalorizzatele provincecon la concessionedellacittadinanzaromana Vienesancitoper legge il potere dell'imperatore(lexde imperioVespasiani) Siestendonoe sirafforzanoi confini dell'imoero ll potere degli imperatorisi rafforzaa scapitodel senato: il principato si trasforma in dominato Sorgonocontrastifra: . lbligarchiasenatoriae l'esercito . l'ltalia,cheperdeil poteredi stato-guida,e leprovince CrisidelladinastiaGiulio-Claudia eascesadeiFlavi(69-96d.C,)

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