Monnalisa S.p.a. - A strategic guide to business development in latin america

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The following paper is a master degree thesys developed with a workgroup of 4 colleagues. The main subject is the market analysis followed by a strategic guidelines to help Monnalisa's management developing their own business (retail shops, shop in shop and wholesale activities) in southern america.

The paper starts with an overview of Monnalisa's core business, continues with every local market analysis (market, competitors, PEST and SWOT analysis) and respectives guidelines to approach them and then it ends with a chart of the market ordered by business feasibility.

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Monnalisa S.p.a. - A strategic guide to business development in latin america

  1. 1. 1INDICEIntroduzione 5CAPITOLO 1 - Monnalisa 71.1 Azienda 71.2 Prodotto 81.3 Promozioni 101.4 Analisi della strategia aziendale 121.5 Settore moda in Italia 131.5.1 Comparto bambino 141.5.2 Cenni mercato europeo e americano del compartobambino 181.5.3 Comparto bambino italiano nel 2010 191.6 Analisi di bilancio Monnalisa 201.7 Cinque forze di Porter 221.8 Posizionamento 24CAPITOLO 2 – Analisi dei paesi del Sud America 272.1 Argentina 282.1.1 Informazioni generali 282.1.2 Geografia 292.1.3 Popolazione 312.1.4 Quadro macroeconomico e politico 322.2 Bolivia 432.2.1 Informazioni generali 432.2.2 Geografia 452.2.3 Popolazione 462.2.4 Quadro macroeconomico e politico 46
  2. 2. 22.3 Brasile 542.3.1 Informazioni generali 542.3.2 Geografia 562.3.3 Popolazione 582.3.4 Quadro macroeconomico e politico 582.4 Cile 632.4.1 Informazioni generali 632.4.2 Geografia 632.4.3 Popolazione 642.4.4 Quadro macroeconomico e politico 662.5 Colombia 782.5.1 Informazioni generali 782.5.2 Geografia 802.5.3 Popolazione 822.5.4 Quadro macroeconomico e politico 832.6 Ecuador 872.6.1 Informazioni generali 872.6.2 Geografia 872.6.3 Popolazione 882.6.4 Quadro macroeconomico e politico 892.7 Guyana 962.7.1 Informazioni generali 962.7.2 Geografia 982.7.3 Popolazione 992.7.4 Quadro macroeconomico e politico 992.8 Guyana Francese 1022.8.1 Informazioni generali 1022.8.2 Geografia 1032.8.3 Popolazione 1042.8.4 Quadro macroeconomico e politico 105
  3. 3. 32.9 Paraguay 1072.9.1 Informazioni generali 1072.9.2 Geografia 1082.9.3 Popolazione 1092.9.4 Quadro macroeconomico e politico 1092.10 Perù 1152.10.1 Informazioni generali 1152.10.2 Geografia 1152.10.3 Popolazione 1162.10.4 Quadro macroeconomico e politico 1182.11 Suriname 1252.11.1 Informazioni generali 1252.11.2 Geografia 1252.11.3 Popolazione 1252.11.4 Quadro macroeconomico e politico 1252.12 Uruguay 1272.12.1 Informazioni generali 1272.12.2 Geografia 1292.12.3 Popolazione 1302.12.4 Quadro macroeconomico e politico 1302.13 Venezuela 1352.13.1 Informazioni generali 1352.13.2 Geografia 1372.13.3 Popolazione 1382.13.4 Quadro macroeconomico e politico 139CAPITOLO 3 – Analisi della strategia 1433.1 Analisi di attrattività 1433.2 Analisi PESTEL e dei concorrenti 1493.2.1 Argentina 149
  4. 4. 43.2.2 Brasile 1603.2.3 Cile 1693.2.4 Guyana Francese 1753.2.5 Uruguay 1813.3 Strategia Guyana Francese 1863.4 Strategia Cile 1923.5 Strategia Brasile 2063.5.1 Analisi della strategia intrapresa da Monnalisa 2063.5.2 Analisi della domanda 2103.5.3 Analisi dell’offerta 2123.5.4 Tendenze 2143.5.5 Perché il Brasile? 2143.5.6 Proposte di intervento 215CAPITOLO 4 - Conclusioni 228Appendice A 231A1 – Messico 231A.1.1 Informazioni generali 231A.1.2 Geografia 234A.1.3 Popolazione 235A.1.4 Quadro macroeconomico e politico 236A2 – Analisi PESTEL e dei concorrenti 239A3 – Strategia Messico 252Sitografia 258Ringraziamenti 261
  5. 5. 5IntroduzioneL‟azienda Monnalisa S.p.A. operante nel settore della moda e piùspecificatamente nel comparto bambino, in accordo con AlmaGraduate School di Bologna e il Campus della Moda di Carpi, haistituito un gruppo di studio al fine di svolgere un‟analisiapprofondita delle reali possibilità di investimento nel mercatosudamericano. Più in particolare l‟obiettivo di tale studio hariguardato l‟analisi comparativa dei territori del Sud America alfine di individuare il mercato e conseguentemente le strategiepiù adatte nel rispetto del posizionamento dei marchi e dellafilosofia d‟impresa.Il lavoro è stato svolto partendo dall‟analisi dell‟azienda aretina edal suo core business in modo da comprendere a pieno ilprocesso produttivo, l‟organizzazione, la mission e la vision oltreai valori cardine.Questo è stato possibile grazie anche all‟opportunità di interagirecon il personale addetto, che ha supportato il lavoro attraversointerviste nel corso delle visite guidate in azienda esuccessivamente anche a distanza, con lo scambio didocumentazione in formato elettronico.Il passo successivo, nell‟obiettivo di individuare i possibili mercatidi sbocco, è stato l‟analisi di ciascun paese latino – americanosenza esclusione degli stati minori.Da una prima scrematura sono stati selezionati i cinque paesi piùappetibili e di questi è stato approfondito lo studio ancheattraverso una mappatura dei principali fattori economici, sociali,politici e demografici dalla quale è stata ottenuta una sorta digraduatoria di preferenza.
  6. 6. 6A questo primo risultato è seguita la formulazione delle strategiecon riferimento ai tre paesi considerati più consoniall‟investimento di Monnalisa.Ognuna di esse ha messo in risalto pro e contro dell‟effettivaconvenienza economica e di business, permettendo di capirequali potessero essere le soluzioni da adottare. Scendendo neiparticolari si è cercato di individuare possibili partnercommerciali che coadiuvassero l‟inserimento dell‟azienda in unambiente a lei quasi del tutto sconosciuto.Inoltre, si è cercato di delineare anche l‟aspetto logistico, con unfocus sulle modalità di commercializzazione dei prodotti nei varipaesi; è stato considerato anche il rapporto delle popolazioni conla moda allo scopo di comprendere l‟attenzione riservata sia alsettore abbigliamento che al comparto lusso.In conclusione, non si è giunti a una scelta univoca, mal‟impostazione adottata ha permesso di delineare per ogni paesei passi necessari per il possibile “sbarco” nel continentesudamericano.
  7. 7. 7CAPITOLO 1 - Monnalisa1.1 AziendaMonnalisa SpA è stata fondata nel 1968 da Piero Iacomoni eBarbara Bertocci, oggi rispettivamente Presidente del Consiglio diAmministrazione e Direttore Creativo dell‟azienda.Nel 1975 Monnalisa fa la sua prima partecipazione al Pitti.Nel 1991 viene inaugurato il primo showroom “Il granaio“ adArezzo e nello stesso anno Monnalisa partecipa per la prima voltaalla Mode Infantile.Nel 2004 al Pitti bimbo Monnalisa fa la sua prima sfilata, mentrenel 2006 inaugura un altro showroom a Milano in via della Spigae viene istituita la fondazione Monnalisa.Nel 2009 vengono aperti due nuovi negozi a New York e aSingapore.Oggi, dopo oltre quaranta anni, Monnalisa SpA fa parte di unGruppo con struttura a stella, composto da cinque aziendecollegate, tutte con sede ad Arezzo, culla del Made in Italy e digrandi tradizioni culturali e artistiche italiane.La filosofia di Monnalisa è basata sulla combinazione unica diattività imprenditoriale, innovazione, ricerca di nuovi mercati,styling originale e particolare attenzione allo sviluppo dellerisorse e competenze aziendali.Un mix di know-how e passione che fanno di Monnalisa SpAun‟azienda leader tra le piccole e medie imprese, come dimostrail riconoscimento “Label of the year 2007” ricevuto adAmsterdam in occasione degli European Kids Fashion Awards
  8. 8. 82007 e l‟assegnazione dell‟Oscar di Bilancio 2006 assegnato daFerpi (Federazione Relazioni Pubbliche Italiana).Monnalisa SpA è leader mondiale nel mercato dell‟abbigliamentoe accessori per bambini. L‟azienda si posiziona in una fascia altadi mercato.Monnalisa è presente in oltre cinquanta Paesi grazie a unaqualificata distribuzione tramite flagship store (Milano – Firenze –Arezzo – Roma – Catania – NewYork – Sydney - Baku), corner eshop in shop nei più esclusivi Department Store e boutiques delmondo. La ripartizione del fatturato è 74% Domestic (UE 17) e26% Overseas.Monnalisa, da sempre impegnata nel sociale soprattutto coniniziative a sostegno del mondo dell‟infanzia, ha costituito nelnovembre 2006 la Fondazione Monnalisa Onlus.Numerosi sono stati i progetti sino a oggi realizzati con ilpatrocinio dei partner locali. La Fondazione credendo che il fineumanitario e l‟utilità sociale siano valori assoluti da tutelare,promuovere e valorizzare, continuerà a incoraggiare e sostenerele attività legate a tali pietre angolari che rappresentano il benesupremo della collettività.1.2 ProdottoL‟eccezionale sinergia tra spirito imprenditoriale, ricerca deldettaglio, apertura globale e knowhow sfociano nel prodottoMonnalisa. Capi ricercati nei dettagli e nelle finiture, prodotti conla cura e la passione che collocano l‟azienda nella fascia alta delmercato.Rigidità del controllo qualità, forte componente simbolica ed ilcontenuto moda sempre attuale e declinato secondo il gusto
  9. 9. 9contemporaneo sono così i capisaldi delle sei linee offerte daMonnalisa.E‟ la linea per i più piccoli (da 0 a 36mesi): le parole d‟ordine sono praticitàe allegria. I capi sono semplici, ricercati nella vestibilità in mododa assecondare i movimenti del bambino pur sempre strizzandoun occhio alle fantasie più in voga e al contenuto moda.Novità e carattere, questi valori dettanole regole nell‟ideazione della lineaomonima dedicata alle teen, le preadolescenti (da 2 a 12 anni).La creatività trova ora sfogo in tessuti innovativi dal fortecontenuto moda dotando così la linea di un grande e riconoscibilecarattereLa linea più romantica e delicatadedicata alla cerimonia e a tutte quelleoccasioni raffinate (da 4 a 16 anni).Capi sofisticati, eleganti e freschi.Il prodotto adatto alle ragazze piùattente alle evoluzioni nel panoramadella moda (da 6 a 16 anni), i capi sonostudiati attentamente per assecondare l‟evoluzione dei gusti delleteen più esigenti.Il prodotto sportivo e glamour che tiaccompagna in ogni momento dellagiornata (da 3 mesi a 16 anni): dallascuola al tempo libero, tutto per soli maschietti.
  10. 10. 10Esclusivamente dedicato al maschio(da 3 mesi a 12 anni), H3+ si proponecome linea dal retrogusto vintageoffrendoci capi che ricordano un viaggiatore scanzonato grazie aidettagli e alle finiture1.3 PromozioniA parte gli abituali sconti a fine delle due stagioni A/I e P/E,Monnalisa ha un outlet ad Arezzo.Il resto della produzione viene data alla fondazione MonnalisaONLUS, costituita nel novembre 2006.La Fondazione Monnalisa non ha scopo di lucro e persegueesclusivamente finalità d‟interesse collettivo e di solidarietàsociale operando a favore di persone svantaggiate in ragione dicondizioni fisiche, psichiche, economiche, sociali e familiari neiseguenti settori: dell‟assistenza sociale e socio-sanitaria dell‟educazione e formazione della tutela, promozione e valorizzazione dell‟ambiente, delterritorio e della culturaLa Fondazione Monnalisa si pone alcuni obiettivi comepromuovere modelli di comunità responsabili e sostenibili,costituire partnership tra profit-non profit, attuare logiche digovernance partecipata del territorio ed elaborare strategie difund raising a livello nazionale ed internazionale finalizzate alraggiungimento delle proprie finalità.Un grande progetto della fondazione è la realizzazione dellacittadella Aretina della sicurezza stradale cioè intesa comestruttura dotata di spazi aperti e coperti nei quali poter svolgere
  11. 11. 11con continuità attività teorico-pratica di educazione e formazionein materia di sicurezza stradale ad ampie fasce di popolazione.La realizzazione di questa struttura si pone alcuni obiettivi comela promozione di una cultura della sicurezza stradale e dellaguida sicura ed il rispetto della propria vita e di quella altrui, lapromozione della cultura della sicurezza, la riduzione significativadellincidentalità, la riduzione dellaccesso al pronto soccorso cioèla riduzione dei ricoveri e la riduzione degli episodi diaggressione alle forze dellordine e degli eventi di caratterepenale.Una nuova iniziativa della fondazione per esempio è statal‟inaugurazione lo scorso 23 di giugno del mercatino solidale nelcentro storico di Arezzo, il ricavato servirà per sostenere iprogetti della comunità aretina tra cui quello di costruire unascensore per il circolo artistico.Quindi ricapitolando le promozioni corrispondono a: OUTLET FONDAZIONE SCONTI (riduzione prezzo) Vendita INTERNET (es.Yoox).
  12. 12. 121.4 Analisi della strategia aziendaleL‟identità dell‟impresa rappresenta l‟anima dell‟azienda,quell‟insieme di sensazioni ed emozioni che il brand ha il poteredi evocare perché connaturate in esso. Monnalisa si distinguecome azienda leader nel suo settore grazie a una forte identità diprodotto, il mantenimento di questa riconoscibilità è il risultato diun approccio che ha come punto di partenza un forte impiantovaloriale come guida per le decisioni e le scelte aziendali.La Mission corrisponde all‟esplicitazione delle finalità aziendaliche motivano l‟essere e il divenire dell‟impresa; è lo scopo ultimodell‟organizzazione, la giustificazione stessa della sua esistenza eal tempo stesso ciò che la contraddistingue da tutte le altre.Monnalisa si pone come mission la creazione di valore e valorinel tempo grazie a: un prodotto di qualità, moda e forte identità per i clienti servizio flessibile, affidabile e personalizzato ambiente di lavoro dinamico e sfidante per i dipendenti relazione proficua e continua con i fornitori realtà aziendale sostenibile per i il territorioLa Vision indica la proiezione di uno scenario futuro cherispecchia gli ideali, i valori e le aspirazioni di chi fissa gli obiettivie incentiva all‟azione.La Vision di Monnalisa consiste in: eccellere in innovazione, creatività e praticità d‟uso perconquistare nuovi mercati stimolare all‟interno una managerialità diffusa per affrontarecon successo le sfide della piccola e media impresa familiare
  13. 13. 13 espandersi nel mondo a livello produttivo e commerciale,avendo sempre a cuore i valori aziendali e la propria identitàper diffondere una cultura della responsabilità socialeI valori per Monnalisa sono: il rispetto, il dialogo e lapartecipazione, l‟equità, la responsabilità.1.5 Settore moda in ItaliaI dati più recenti disponibili agli utenti sul numero di impreseoperanti nel Sistema Moda in Italia derivano da uno studio dellaCamera di commercio di Milano, la quale conta 107.231 impreseattive al 2009 nel settore inteso come tessile, abbigliamento,concia, pelletteria, calzature e gioielleria.Fonte: Infocamere StockView
  14. 14. 14Da come si può evincere dal precedente grafico, il settore checonta il maggior numero d‟imprese attive è quellodell‟abbigliamento (49%), seguito dal tessile (18%), gioielleria(12%), calzature (12%), pelletteria (7%) e concia (3%).Da ormai quarant‟anni l‟Italia è leader praticamenteincontrastato del Sistema Moda, tanto che anche i datidell‟andamento del saldo della bilancia commerciale mostranoquesta predominanza nonostante una fase di ristagno e flessionenei primi cinque anni del 2000.Fonte: rielaborazione The European House Ambrosetti su dati OCSE (Organizzazioneper la Cooperazione e lo Sviluppo economico)Non è presente nel grafico precedente l‟impatto che la crisieconomica del 2008 ha avuto nel settore.1.5.1 Comparto bambinoDal punto di vista “demografico” la moda bimbo italiana ècomposta da oltre 8,4 milioni di unità di età compresanell‟intervallo 0 – 14 anni (I dati risalgono al 1 gennaio 2009)1.Rispetto all‟anno precedente si è registrato un +0,7%, anche se1Gli studi sono stati condotti da Centro Studi Federazione Tessile e Moda.
  15. 15. 15bisogna dire che la maggior crescita è data dalla popolazionestraniera presente nel nostro territorio. Questa con più di740.000 bambini rappresenta anche il 9% dei bimbi residenti inItalia.In Italia si contano oltre 1.200 operatori del settoreabbigliamento bambini e più di 7.000 addetti; la prevalenza diquesti sono aziende specializzate di piccole- medie dimensioni,ma non mancano grandi realtà che con grande capacitàmarketing e disponibilità di risorse commercializzano il propriobrand.Secondo le stime del Centro Studi di Milano, il 2009 si ècomunque chiuso con un calo del fatturato pari a un 5,5% e unconseguente valore del venduto al di sotto dei 2,5 miliardi dieuro.Il “reparto” bambino sembra aver attraversato la crisi con minoridifficoltà rispetto al comparto adulto e in generale alle altre areedel settore moda; questo perché si tratta di un‟areacaratterizzata da una minore propensione all‟export e che siaggira intorno al 30% (la media di settore risulta attorno al54%).Anche per quanto riguarda la domanda interna pur essendorisultata negativa non ha visto un calo così vertiginoso, tanto cheè riuscita nell‟intento di contenere gli effetti della crisi globale.La spesa delle famiglie italiane non viene di certo inalterataquando si parla di figli, soprattutto per i più piccoli.È proprio il segmento neonato quello in cui la crisi si è fattasentire di meno; questo è dovuto a un fatto di necessità e aglialti tassi di sostituzione che fisiologicamente caratterizzanoquesta parte del mercato.
  16. 16. 16Più penalizzati invece sono i segmenti di abbigliamento siamaschio che femmina e in particolar modo quelli di fascia altaperché maggiormente comprimibili.Se fino a qualche anno fa i genitori limitavano la propria spesa dicapi in tempi di magra, il pessimismo che ha caratterizzato gliitaliani ha visto una diminuzione anche nel guardaroba dei piùpiccoli.Dopo due stagioni Autunno / Inverno piuttosto dinamiche intermini di consumi che hanno portato a un + 2,3% nel2006/2007 e a un + 3,6% nel 2007/2008, come detto inprecedenza la crisi si è fatta sentire anche nel comparto bambini,tanto che si è registrato un -1% a valore corrente.Anche in termini di spesa si è avuta una battuta d‟arresto nell‟A/I2009 con un - 0,2%.Figura 1.5.1: la struttura del sell-out: analisi per fascia di mercato (% sui consumicomplessivi delle famiglie italiane in valore, scorte e consumi extra-familiari esclusi)(stagione Autunno/Inverno 2008-2009).Fonte: rielaborazione dati Centro Studi Federazione Tessile e Moda.
  17. 17. 17L‟area che ha risentito maggiormente del calo di spesa (-1,3%) èquella che detiene la maggior parte della quota, ovverol‟abbigliamento bambina.Per quanto riguarda il bambino invece il calo rispetto ad unaquota di mercato del 38% è stata di -0,9%.Nella parte riguardante il neonato (14%) il calo registrato èinferiore allo 0,5%.Nonostante questi dati, il Sistema Moda Italia, ha definitol‟abbigliamento baby e junior come uno dei comparti più “strani”di tutto il settore dell‟abbigliamento, in quanto è talvoltacaratterizzato da acquisti d‟impulso ed è facile il cambiamento disegno in una stagione.È bene precisare che sono cambiate nel corso degli anni anche leabitudini delle mamme; infatti, per molto tempo sono state lorostesse a preparare gli abiti per i propri figli, ma la sempre piùcrescente occupazione femminile, ha cambiato via via la culturaintrinseca e favorito le industrie di abbigliamento bambino.Oggi per cercare il successo si deve considerare ilcomportamento dei piccoli, ma anche quello degli adolescenti chesono influenzati da televisione, internet, social network e sievolvono talmente velocemente che i brand devono tentare dianticipare le mode e non seguirle, perché il “dopo” è troppotardi.Il senso di originalità, l‟anticipazione del trend e la praticità sonouna chiave essenziale per colpire il target di riferimento ossia ilbinomio bambino - genitore.
  18. 18. 181.5.2 Cenni mercato europeo e americano del comparto bambinoAnche in ambito europeo e americano, nonostante la crisieconomica, il mercato del bambino si è dimostrato il piùresistente se paragonato alle altre categorie merceologiched‟abbigliamento.Il mercato è oggi influenzato da differenti fattori, quali: Preferenze dei consumatori; Consumers profile; Influenze dei bambini e dei rispettivi genitori sull‟acquistodei prodotti.In futuro si pensa possa dipendere anche da: Investimenti relativi al marchio; Elementi di design; Corporate Social Responsibility dell‟impresa.L‟Europa e gli Stai Uniti d‟America sono i paesi nei qualil‟abbigliamento del bambino è molto più sviluppato che altrove.Infatti, con l‟incremento del reddito familiare e un lieveinnalzamento negli stipendi dei genitori, si arriva a concludereche avendo più disponibilità, le famiglie siano più disponibili aspendere nel mercato dell‟abbigliamento firmato.L‟esplosione dei media, le pubblicità e i viaggi a cui sonosottoposti fin da piccoli, stanno via via creando nei bambini unaconsapevolezza riguardo al fashion, tanto che mostrano neipropri acquisti sempre maggior indipendenza e attenzione.Nonostante anche nella parte neonato ci siano stati deicambiamenti, il “vestitino” tradizionale va per la maggiore,essendo studiato per la praticità; ovviamente può essere
  19. 19. 19venduto in differenti forme e colori, ma l‟obiettivo principaleresta inalterato.Il segmento dell‟abbigliamento per bambini è stato testimonenegli ultimi tempi di un alto profilo di designer che si sonosbizzarriti nella creazione di capi presi dal guardaroba degli adultiin modo tale che potessero colpire in un colpo solo sia i figli sia igenitori.1.5.3 Comparto bambino italiano nel 2010“La ripresa del settore moda in Italia ha contagiato anche ilchildrenswear che nel 2010 ha registrato una netta inversione ditendenza. Secondo i dati raccolti ed elaborati da PambiancoStrategie di Impresa, che ha preso in considerazione i fatturatidelle undici più importanti aziende italiane del settore bambino,nel corso dell‟anno appena concluso il giro d‟affari è cresciuto del10,4% passando da € 512 milioni a € 565 milioni”.Nella classifica per dimensioni di fatturato:
  20. 20. 201.6 Analisi di bilancio MonnalisaL‟analisi di bilancio effettuata si riferisce ai dati del triennio 2007-2009 in quanto il bilancio 2010 non è ancora stato reso noto.“La redditività rappresenta l’attitudine a generare in mododurevole reddito adeguato ai capitali in essa investiti. E’essenziale che nel tempo, in una prospettiva di medio lungotermine, l’azienda sia in grado di generare ricchezza, risultandocosì remunerativo e conveniente un investimento in essa”.- ROI: Return On InvestmentIl ROI è dato dal rapporto tra reddito operativo e capitaleinvestito netto in percentuale.Esso indica la redditività operativa dell‟azienda, in rapporto aimezzi finanziari impiegati. La misura ottimale dell‟indice, oltreche essere influenzato sensibilmente dal settore di riferimento,dipenderà dal livello corrente dei tassi d‟interesse.- ROE: Return On EquityIl ROE si ottiene dal rapporto tra il risultato d‟esercizio e ilpatrimonio netto in percentuale.Il ROE indica la redditività del patrimonio netto, ovvero il ritornoeconomico dell‟investimento effettuato dai soci dell‟azienda.L‟indice è buono se supera almeno di 3-5 punti il tasso diinflazione, essendo in ogni caso fortemente influenzato dalsettore di riferimento.
  21. 21. 21- ROS: Return On SalesIl ROS consiste nel rapporto tra reddito operativo e fatturato inpercentuale.Esso misura la redditività delle vendite in termine di gestionecaratteristica. E‟ un indicatore chiaramente influenzato dalsettore in cui opera l‟azienda.Inoltre il costo dei MEZZI DI TERZI (oneri finanziari su debitionerosi) è pari al 9%, notevolmente inferiore rispetto allacapacità dell‟azienda di generare reddito (ROI), questo significache Monnalisa è in leva finanziaria positiva in pratica si generaun effetto moltiplicatore sulla redditività dei mezzi propri.L‟indice d‟indebitamento è dato dal rapporto tra passivitàconsolidate e correnti e il capitale di finanziamento.L‟indice di autonomia finanziaria è costituito dal rapporto tra imezzi propri e il capitale di finanziamento.I dati sul trend del fatturato delineano la crescita aziendale nelcorso degli anni, ad eccezione dell‟anno 2009 per la nota crisieconomico-finanziaria internazionale. Il dato 2011 è previsionedel risultato che l‟azienda stima di ottenere.
  22. 22. 221.7 Cinque forze di PorterNella formulazione di una strategia uno dei passi da compiere èlo studio delle principali peculiarità del settore in cui si opera. Inparticolare nello schema delle 5 forze di Porter elaborato nel1982 si mettono in risalto quali sono i fattori strutturali e lastruttura competitiva all‟interno della quale l‟impresa si trova afare business.Andando con ordine analizzeremo tutti i cinque fattori:1) Concorrenti diretti: Essendo Monnalisa posizionata siaagli occhi dei consumatori, che realmente in un mercato dilusso, il mercato può considerarsi relativamente di nicchia.I prezzi praticati sia dalla stessa impresa sia daicompetitors rispecchiano la reale posizione assunta e laqualità del prodotto. Esso prevede uno studio nei minimidettagli dei particolari che possano rendere piùconfortevole il capo, un arricchimento nei particolari inmodo tale da “distinguersi”, un‟attenta ricerca dei materialie una scrupolosa attività di produzione e confezionedell‟abbigliamento. I concorrenti individuati nel mercatodomestico sono principalmente italiani: Pinco Pallino,
  23. 23. 23Simonetta, Miss Blumarine, Armani junior, D&G junior.Solo alcuni di questi si ritrovano come competitors ancheall‟estero nel mercato non domestico. Nel mercatoSudamericano non esistono questi concorrenti.2) Fornitori: Sono rappresentati da tutti coloro che offronoservizi all‟azienda e tra essi si annoverano i façonisti, ifornitori di materie prime, tessuti, accessori e prodottifiniti, i fornitori di servizi dell‟azienda e i consulenti esterni.il potere contrattuale dei fornitori dipende dalle dimensionidell‟impresa rispetto agli stessi.3) Clienti: Per quanto riguarda i clienti di Monnalisa ènecessario fare una distinzione. Infatti, l‟azienda possiedenegozi retail e in questi vende al consumatore finale inmaniera diretta, senza alcun intermediario e nei qualiriesce a tenere sottocontrollo le vendite; ma vende anche anegozi o per meglio dire grandi magazzini multimarca. È ilcaso della Rinascente, di Harrods, della Gallerie Lafayette,ecc…. In entrambi i casi il messaggio dell‟azienda è direttoal proprio cliente finale in quanto deve fare breccia nelcuore del bambino e anche in quello dei genitori. Come
  24. 24. 24detto essendo Monnalisa un brand di lusso ovviamente lacapacità di spesa dei consumatori risulta essere medio alta.4) Concorrenti potenziali: I potenziali concorrenti sono tutticoloro che possono entrare a far parte del mercato in cuiMonnalisa opera. Le grandi griffe stanno lanciando anche lalinea bambini. Questo fatto è principalmente dovuto alfatto che nonostante la crisi finanziaria del biennio 2008 –2009 il mercato dell‟abbigliamento per bambini ha sìsentito la crisi, ma in maniera molto più leggera rispettoall‟abbigliamento adulti (soprattutto nei neonati).5) Produttori di beni sostitutivi: Tra i prodotti sostitutivi diun capo d‟abbigliamento bimbi, si possono annoverare:giocattoli, parchi divertimenti (es. Gardaland, EuroDisney),zoo ed eventi culturali (sportivi, musical, circo).1.8 PosizionamentoMonnalisa è riuscita, nel corso degli anni, a posizionarsi nellamente dei consumatori come una brand di lusso per bambine, epiù di recente, anche per bambini. Essa è leader mondiale nellafascia alta di mercato in oltre 50 paesi. I suoi prodotti sonodistribuiti tramite flagship store di proprietà, corner e shop inshop nei più esclusivi Department Store e boutiques.Il prodotto Monnalisa viene percepito come un prodotto diqualità, moda e forte identità. Ciò è ulteriormente rinforzato daun servizio flessibile, affidabile e personalizzato al cliente.Sicuramente da tenere in considerazione il fatto che il settoredell‟abbigliamento per bambini è molto particolare: non devesoddisfare solamente il cliente finale, cioè il bambino, ma anchealtre due generazioni con gusti differenti: i genitori e i nonni. Ed
  25. 25. 25è proprio su queste ultime due categorie che Monnalisa devepuntare, facendosi percepire come marchio raffinato e d‟elitè, inquanto solo loro hanno la capacità di spesa necessaria per poteracquistare i prodotti per i loro bambini.Un altro fattore importante, oltre al target di riferimento, èsicuramente il settore: quello del lusso. Il lusso è infatti unmercato molto particolare, che più di tutti gli altri, deve avere unposizionamento chiaro e distinto nella mente dei consumatori. Iconsumatori sono disposti a pagare cifre più elevate per unprodotto di lusso, a patto però che questo sia riconoscibile e cheoffra al contempo qualità percepita. Monnalisa sin dalla suanascita nel 1968 ha lavorato in questo senso. Ha iniziato aprendonegozi monomarca e showrooms dalla forte personalità,continuando poi con la partecipazione a importanti sfilate delsettore, come Pitti Bimbo, e agli European Fashion Awards del2004, dove ha vinto il primo premio. Ora l‟obiettivo èsicuramente l‟espansione all‟estero, dove sono stati di recenteaperti nuove boutiques in luoghi prestigiosi, come ad esempioNew York.I principali competitors italiani sono sostanzialmente due: PincoPallino e Simonetta.Pinco Pallino viene fondata a Bergamo nel 1980 e ad oggi vanta30 flagship stores in tutto il mondo e più di 400 negozimultimarca, molti dei quali nei più importanti DepartmentStores, come Harrods e Sogo. Come Monnalisa, partecipa anumerose iniziative umanitarie in collaborazione con entirinomanti come Unicef e WWF. Vanta inoltre una partnership conWarner Bros, che le ha permesso di creare una collezionededicata ad Harry Potter e una dedicata a Tom e Jerry. La suaespansione all‟estero è rivolta soprattutto alla Russia e ai mercati
  26. 26. 26dell‟est, considerando anche Stati Uniti ed Emirati Arabi, ma nonil Sud America.Simonetta nasce nella prima metà degli anni ‟50 a Jesi e prendeil nome da una delle figlie della fondatrice. Negli anni ‟90incomincia ad espandersi nei mercati esteri, spingendo l‟aziendaad operare un processo di differenziazione del prodotto e dibrand extension, creando così più linee differenti. Nel 1998Simonetta decide di sviluppare un settore aziendale dedicato allagestione dei marchi su licenza. Lo stesso anno, dallacollaborazione con la Mistral Spa, nasce la linea BrooksfieldJunior. Nel 2001 viene lanciata la linea Roberto Cavalli Angels(Bambina 2-14 anni), prodotta e distribuita da Simonetta Spa sulicenza mondiale della Roberto Cavalli Spa. Nel 2003 è la volta diRoberto Cavalli Devils (bambino 2-14 anni). Nel 2005 vienesiglato un accordo con il gruppo Tod‟s Spa per la produzione edistribuzione di una linea bambino/a con marchio Fay Junior.Simonetta è oggi presente negli Stati Uniti, negli Emirati Arabi ein Giappone, ma non in Sudamerica.I principali competitors esteri sono invece Baby Dior, MissBlumarine, Armani Junior e D&G Junior. Tutti questi marchi nonsono altro che linee per bambini del marchio principale, il cuicore bussiness riguarda la produzione di abbigliamento eaccessori per adulti. Essi sono molto forti sul mercatointernazionale grazie al posizionamento di cui godono le lineeprincipali, di cui sfruttano anche la brand awareness e le attivitàpromozionali. Al contempo però nessuno di questi marchi, adeccezione di D&G Junior che è presente a Caracas in Venezuela,ha deciso di espandersi con la linea per bambini in AmericaMeridionale.
  27. 27. 27CAPITOLO 2 – Analisi dei paesi del Sud AmericaL‟America Latina ha una superficie complessiva di 18.841.000km2ed è pertanto il quarto continente in termini di superficie e ilquinto in termini di popolazione. Al suo interno si trovanoquindici stati differenti: Argentina Bolivia Brasile Cile Colombia Ecuador Isole Falkland Georgia del Sud & Isole Sandwich meridionali Guyana Guyana Francese Paraguay Perù Suriname Uruguay VenezuelaDi questi procediamo ora all‟analisi solo degli stati presenti sullaterra ferma; infatti, le due isole hanno una superficiedecisamente ridotta e un numero di abitanti irrisorio e non dicruciale importanza ai fini della nostra analisi.
  28. 28. 282.1 Argentina2.1.1 Informazioni generaliL‟Argentina è una Repubblica Federale formata da ventitréprovince e un distretto che fungono da stati federati. Essa haconquistato la propria indipendenza dalla Spagna il 9 luglio 1816,ma la Costituzione è entrata per la prima volta in vigore nel1860.Dal 1860 al 1930 vi è stato un boom di immigrazione soprattuttoproveniente dall‟Italia e dalla Spagna in corrispondenza di unasempre maggiore prosperità e crescita dal punto di vistaeconomico (economia volta all‟esportazione). Il positivo trend dicrescita continua anche dopo la metà del „900, quando però siassiste a un cambiamento di linea politico – economico volto alprotezionismo. Contemporaneamente nascono conflitti a livellopolitico che hanno generato una forte instabilità che favorì anchel‟ingresso dei militari al governo; questo periodo è culminato nelcolpo di stato del 24 marzo 1976 quando il generale Videla preseil posto dell‟allora Presidente Péron.Questi furono gli anni della guerra sporca e del conseguentefenomeno dei “Desaparecidos”. I dissidenti e gli oppositori delgoverno militare furono fatti scomparire tramite sequestri, arrestie occultamenti di cadavere che hanno portato problemi a livellodi opinione pubblica (abuso di potere, negazione delle libertà,ecc…). Tutto ciò aggiunto alla sconfitta nel 1982 nella guerradelle Falkland ha portato alla caduta del regime militare e alripristino della democrazia nel 1983.Nei primi anni ‟90 per contrastare l‟iper inflazione il presidenteMenem adottò politiche basate sul mercato con l‟abbattimento
  29. 29. 29delle barriere protezioniste e un programma di privatizzazioni.Queste riforme contribuirono ad aumentare gli investimentiprivati internazionali e alla recessione. Il culmine si raggiunsecon la crisi del novembre 2001; nelle settimane successive sisusseguirono quattro presidenti differenti a testimonianza dellainstabilità politico – economica. Il 2 gennaio 2002 l‟Argentina fucostretta ad ammettere l‟impossibilità di far fronte agli impegnieconomici presi con gli altri stati (default).La crisi generò un blocco totale dell‟economia e una crisi diliquidità dell‟intero sistema economico.Verso la fine del 2002 l‟economia iniziò a stabilizzarsi grazie anuove politiche di re-industrializzazione, maggiori esportazioni econsistenti surplus commerciali e fiscali: l‟anno successivo graziea un forte sconto su molte obbligazioni, riuscì a ristrutturare ildebito fino ad un parziale ripianamento con il Fondo MonetarioInternazionale.Al giorno d‟oggi il paese gode di un periodo di alta crescitaeconomica accompagnato e supportato da un miglioramentodella stabilità politica.È dal 2007 che a capo del governo vi è Cristina ElisabetFernández de Kirchner che con il 45,3% ha vinto le ultimeelezioni.2.1.2 GeografiaL‟Argentina confina a ovest e a sud con il Cile, a nord con laBolivia e il Paraguay, a nord-est con il Brasile, a est conlUruguay e lOceano Atlantico. È seconda solo al Brasile comeampiezza del territorio e si colloca in una posizione strategica perciò che riguarda le coste, infatti, si trova tra l‟Oceano Sud
  30. 30. 30Atlantico e Sud Pacifico (Stretto di Magellano, Canale di Beagle eil Passaggio di Drake).Il clima argentino è prevalentemente arido.L‟estremità meridionale del paese è nevosa (in inverno glialtopiani della Patagonia sono completamente ricoperti di neve) esi caratterizza per una forte umidità e temperature che d‟estatesi attestano sui 9°C.Nel nord (provincia di Misiones) il clima è piuttosto caldo masoprattutto d‟estate si registrano molte piogge.La Pampa è la regione che presenta un clima più mite econtinentale.La rete stradale si estende per 231.274 km di cui 69.412 kmasfaltati che comprendono anche le super strade che siestendono per 734 km.Per quanto riguarda la rete ferroviaria, essa si protrae all‟incircaper 36.966 km risultando uno dei paesi con più reti ferroviarie almondo. Nel ranking mondiale si piazza all‟ottavo posto secondola stima della Cia.Gli aeroporti presenti nel paese sono 1.141 di cui 156 con lapista asfaltata e 985 con pista erbosa.La rete navigabile ammonta a oltre 11.000 km; i principali portisono : Arroyo Seco, Bahia Blanca, Buenos Aires, La Plata, PuntaColorada, Rosario, San Lorenzo-San Martin, Ushuaia.
  31. 31. 312.1.3 PopolazioneSecondo una stima, la popolazione si attesterà nel luglio 2011 a41.769.726 persone rispettivamente suddivise2: 0 – 14 anni  25,4% (5.429.488 uomini/5.181.289 donne) 15 – 64 anni  63,6% (13.253.468 uomini/13.302.530donne) Oltre i 65 anni  11% (1.897.144 uomini/2.706.807donne).Il tasso di crescita previsto è dell‟1,017%; la stima riguardante iltasso di natalità è di 17,54 nascite/1.000 abitanti, mentre iltasso di fertilità previsto è di 2,31 bambini nati/donna.3A tutto ciò è necessario aggiungere anche il dato (previsionale)riguardante il tasso di mortalità infantile in quanto rappresentauno dei problemi a cui si vuole porre rimedio. Il totale medio è di10,81 morti/1.000 nuove vite.4La maggior parte della popolazione è concentrata nelle maggioricittà (in ordine decrescente)5: Buenos Aires (capitale)  12.988 milioni Cordoba  1.493 milioni Rosario  1.231 milioni Mendoza  917.000 San Miguel de Tucuman  831.0002https://www.cia.gov/library/publications/the-world-factbook/3https://www.cia.gov/library/publications/the-world-factbook/4https://www.cia.gov/library/publications/the-world-factbook/5https://www.cia.gov/library/publications/the-world-factbook/
  32. 32. 32C‟è da registrare purtroppo che una parte della popolazioneargentina, precisamente un 30% nel 2010, si colloca al di sottodella linea di povertà. Questo dato è particolarmente alto neivillaggi periferici e più degradati del paese.2.1.4 Quadro macroeconomico e politicoL‟economia dell‟Argentina si caratterizza per la grande ricchezzadelle risorse naturali, una buona base agricola e una popolazioneperlopiù alfabetizzata che favorisce la “ricchezza”del paese.Essa è uno dei primi paesi al mondo per produzione agricola(mais, soia, frumento, ecc…) e allevamento (bovini, ovini); circail 15% di questi prodotti è destinata all‟esportazione, mentre ilrestante è destinato alle industrie alimentari del paese. LaPampa è in particolare la zona dove si concentra la produzioneagricola e bovina.La pesca non ha molta rilevanza per l‟economia, al contrariodella produzione di gas e petrolio che insieme alla soiacostituiscono una consistente base per l‟economia.Per ciò che riguarda il settore secondario, l‟industriamanifatturiera è quell‟attività che partecipa maggiormente allaformazione del PIL.Il settore terziario con specifico riferimento al turismo, è unarisorsa importante; i turisti provengono da tutto il mondo e inparticolare dall‟America settentrionale e dall‟Europa (Spagna eItalia).Nel primo semestre 2010 i principali indicatori economiciargentini mostrano che l‟economia locale ha superato gli effetti
  33. 33. 33della crisi economica internazionale del 2008 che avevacaratterizzato anche buona parte del 2009.I dati ufficiali sull‟evoluzione reale del PIL relativi al primosemestre del 2010 marcano un aumento del 9,4% rispetto alprimo semestre dell‟anno precedente. Il settore dei servizimostra una crescita del 7%, mentre la produzione di benievidenzia una crescita del 12%6.Da questi dati è stato possibile stimare un aumento complessivodel 7 - 8%.Sempre con riferimento ai primi sei mesi del 2010, anche gliinvestimenti ed il consumo hanno avuto una marcata ripresa,infatti sono cresciuti del 16% (investimenti fissi lordi). Le stimeafferenti all‟intero anno si attestano a un +10,8%.Il consumo privato é incrementato del 7%, mentre la spesapubblica del 10%.Per quanto riguarda l‟occupazione, il 2010 mostra un lievemiglioramento rispetto allo stesso dato registrato l‟annoprecedente (46,1% nel 2010 vs 45,9% per il 2009).Il tasso di disoccupazione invece, ha registrato un calo dall´8,8%del II trimestre del 2009 al 7,9% nel II trimestre del 20107,quindi possiamo dire che anche se con un andamento lento, masi prospetta per il paese argentino un miglioramento di anno inanno.6http://www.ice.gov.it/paesi/pdf/argentina.pdf7http://www.ice.gov.it/paesi/pdf/argentina.pdf
  34. 34. 34Da una visione monetaria l‟Argentina ha cercato di aumentare lostock di riserve che possedeva a fine 2009 attuando una politicadi restrizione alle importazioni.La maggiore preoccupazione per l‟economia del paese, èl‟inflazione. Il crescente aumento dei prezzi è uno dei fattori diincidenza negativa dell‟andamento economico negli ultimi anni.Sono state adottate a questo proposito delle misure percontrastare questo trend negativo; già alla fine del 2007 ilgoverno aveva tentato di rallentare il consistente aumentoattraverso accordi di prezzi siglati con le entità economiche e iprincipali settori di produzione. L‟ agreement prevedeval‟impegno di non aumentare i prezzi dei prodotti pur garantendouno stesso range di offerta; questo ha funzionato per un periodolimitato di tempo. Altri provvedimenti sono stati adottati qualiconcessioni di sussidi per la produzione di generi alimentari,sussidi ai prestatori di servizi pubblici, dazi mobili perl‟esportazione di commodities, ecc…. L‟applicazione di questemisure e la revisione del metodo di calcolo dell‟indice dei prezzial consumo, hanno dato come risultato un tasso di aumento deiprezzi pari al 5,9% secondo i dati ufficiali INDEC (IstitutoNational de Estatistica e Censos) alla chiusura del primosemestre 20108.8La nuova metodologia rileva la variazione dei prezzi in base a un paniere di beni (lalista completa dei suddetti e le modalità di calcolo non sono state mai rese note)limitatamente alla città di Buenos Aires e alle principali località della stessa Provincia diBuenos Aires.
  35. 35. 35Con l‟inizio degli anni ‟90 il paese ha deciso di adottareprovvedimenti di liberalizzazione economica e in particolare: Riduzione del livello delle tariffe doganali (ad oggi varianoda uno 0% per i beni strumentali, fino ad un massimo di35% per i beni di consumo). Politica di integrazione regionale nell‟ambito dell‟accordoMercosur e rilancio di negoziati con l‟Unione Europea.In tema di commercio estero, le esportazioni nel resto delmondo, si attestano per il primo semestre 2010 a 32,2 miliardi didollari; questa corrisponde a un +18% rispetto alla stessa cifradell‟anno precedente.Le importazioni nello stesso periodo considerato hanno toccato i24,8 miliardi di dollari corrispondente a un incremento del 43%comparato ai primi sei mesi del 2009.Il saldo della bilancia commerciale resta comunque positivo (7,4miliardi di dollari), marcando un‟importante diminuzione rispettoal 2009 (10 miliardi di dollari) causata dall‟incremento delleimportazioni.
  36. 36. 36Per quanto riguarda l‟export del paese, il 31% delle merciriguarda prodotti di origine agricola, il 34% prodotti industriali, il25% materie prime intese sia alimentari che non e il restante10% da combustibili ed energia.Per le importazioni invece, il 32% è formato da beni intermediindustriali, il 21% da macchinari per l‟industria, il 19% dacomponenti industriali, il 12% da beni di consumo e il restante16% distribuito equamente tra autoveicoli e oli – combustibili.Il Mercosur in questo ambito è stato il maggior partnercommerciale conquistando una quota di mercato rispettivamentedel 24% per le esportazioni e del 34% per le importazioni. Inparticolare il Brasile si conferma al primo posto nello scambioimport – export.I paesi Asean (Corea del Sud, Cina, Giappone, India) sono ilsecondo blocco commerciale; al terzo posto si colloca l‟UnioneEuropea dove si registra un saldo positivo per l‟Argentina pari a0,5 miliardi di dollari.
  37. 37. 37L‟interscambio Italia – Argentina ha registrato una flessione nel2009, mentre un anno più tardi ha invertito la tendenza a causadell‟incremento delle importazioni di prodotti italiani. Se siconsidera l‟interscambio negli ultimi dieci anni, si è passati da unsostanziale equilibrio (2001) a un saldo negativo per l‟Italia.Le importazioni e le esportazioni sono rispettivamente divise ingrandi comparti così come si può vedere dai grafici seguenti.
  38. 38. 38Fonte: INDEC 2010La quota italiana riguardo all‟import argentino è pari al 2,3% e sicolloca in terza posizione nei paesi dell‟Unione Europea, allespalle di Germania e Francia. Il primo paese con una quota del30,7% è il Brasile seguito da Cina (12,4%), USA (11%),Germania (5,5%) Francia (3,4%) e proprio Italia.
  39. 39. 39Nella “classifica”dei paesi clienti dell‟Argentina l‟Italia si aggiudicail nono posto alle spalle di Brasile, Cina, Cile, USA, Paesi Bassi,Spagna, Germania e Svizzera e il quarto nell‟ambito della UE.La ripresa economica internazionale post crisi economica globaledel 2008 in aggiunta a una fase positiva del mercato internohanno permesso al paese maggiori importazioni. Proprio perquesto è possibile fare il punto della situazione per cogliere lemaggiori opportunità per la penetrazione commerciale delleimprese italiane in Argentina.Le crescite più rilevanti nel 2010 si sono registrate nellaproduzione di autoveicoli, acciaio e prodotti tessili.
  40. 40. 40Secondo i dati INDEC il settore tessile ha registrato unincremento del 24% (primo semestre 2010) rispetto almedesimo periodo dell‟anno precedente. Anche i rispettivisottosettori hanno manifestato un trend positivo: La produzione di tessuti è aumentata del 23,9%; La produzione di filati di cotone è aumentata del 24,3%; La produzione di fibre artificiali e sintetiche è aumentata del99,6%. Questa però aveva avuto ingenti cali negli anniprecedenti.Da qualche anno il settore mostra rilevanti progressi nella qualitàe tecnica di produzione; questo è avvenuto grazie adinvestimenti ad hoc che hanno sviluppato, modernizzato eampliato la capacità tecnico – produttiva.Vista la previsione di un aumento della domanda, si prospettache saranno necessari ulteriori investimenti in telai, macchineper la filatura, macchine per cucire e ecc… in modo tale daraggiungere un equilibrio tra efficienza ed efficacia.È dal 1992 che l‟Argentina ha adottato un sistema di tariffearmonizzato che segue le direttive del GATT (General AgreementTariffs and Trade) Classification Code. Questo prevede dazidoganali variabili a seconda del valore aggiunto (tra lo 0% e il35%) sul valore del CIF (Cost Insurance Freight). Il livello mediasi attesta circa al 17%.Dal 1995 l‟Argentina ha adottato la tariffa esterna comune delMercosur all‟incirca per l‟85% delle voci doganali; è da registrareche i dazi sono inferiori alla tariffa comune per tutti quei paesiche hanno siglato l‟accordo Mercosur.
  41. 41. 41Una tariffa pari allo 0% è già applicata a quei beni non prodottiall‟interno del Mercosur e per altri articoli “dichiarati comespeciali” come libri, giornali, derivati petroliferi, ecc….In alcuni settori (es. Elettrodomestici, calzature, ecc…) sial‟Argentina che il Brasile possono decidere di applicare la clausoladi salvaguardia denominata “Adattamento Competitivo” cheprevede di riprogrammare le riduzioni tariffarie previste inorigine e di limitare temporaneamente le quantità di beni.La maggior parte delle tariffe viene applicata Ad valorem, ma peri settori sensibili quali tessile, calzaturiero, giocattoli vieneapplicato un dazio specifico (DIEM  dazio minimo specificoall‟importazione). Fanno eccezione le merci prodotte nell‟areaMercosur.Per le importazioni provenienti da qualsiasi paese d‟origine èinoltre applicata sul valore CIF + dazio un‟ulteriore tassa distatistica pari allo 0,5%.Nel momento dello sdoganamento merci è previsto il pagamentodell‟IVA (21%).Sono assolutamente vietate le importazioni di capid‟abbigliamento usati ad esclusione delle donazioni (ResoluciónNº 635/2005).I documenti richiesti per l‟importazione di prodottid‟abbigliamento in Argentina da un paese UE sono9: Dichiarazione doganale di importazione; Dichiarazione di Valore in Dogana; Fattura Commerciale;9http://mkaccdb.eu.int
  42. 42. 42 Fattura Pro Forma; Certificato di origine; Packing List; Lettera di vettura; Polizza di carico; Registrazione dell‟importatore con la Direzione generaledelle dogane; Tax Payer codice di registrazione.Ultimamente le procedure burocratiche stanno causandoaddizionali problemi agli importatori in quanto sono stateintrodotte ulteriori normative quali ad esempio il “canale viola”atto a controllare i prezzi dichiarati dei manufatti di largoconsumo e l‟obbligo di licenza non automatica per l‟importazionedi giocattoli, calzature, accessori di abbigliamento e altrimanufatti in pelle.Molte di queste restrizioni sono state adottate come misure disicurezza per contenere l‟invasione commerciale cinese, ma inrealtà hanno danneggiato anche i flussi di merce provenientianche da altri paesi, creando una situazione di incertezza per gliimportatori che si sono visti rilasciare la licenza dopo sessantagiorni.
  43. 43. 432.2 Bolivia2.2.1 Informazioni generaliLa Bolivia è una Repubblica presidenziale divisa in novedipartimenti a sua volta ulteriormente scomposti in province.Fonte: http://it.wikipedia.org/wiki/BoliviaDal gennaio 2009, ovvero con l‟approvazione della nuovacostituzione boliviana, la capitale “unica” è Sucre10(precedentemente lo era solo in veste costituzionale ma nonamministrativa); precedentemente la capitale amministrativa eraLa Paz, dove tuttora ha sede il Governo.L‟indipendenza dalla Spagna è stata conquistata il 6 agosto1825, mentre di recente (2009) è stata modificata la costituzionegià precedentemente in vigore.La situazione politica della Bolivia è cambiata in particolare dal2006 con l‟elezione del Presidente della Repubblica Evo Morales.10República de Bolivia - Constitución de 2009 (art.6)
  44. 44. 44Il suo governo si è distinto per la grande apertura verso lapopolazione indigena e le classi sociale storicamente emarginate,la nazionalizzazione di numerose imprese nel campo tecnologicoe delle comunicazioni e l‟approvazione della nuova costituzione(CPE) che è entrata in vigore nel 2009. I cambi nella politicainterna del paese sono stati fruttiferi, tanto che Morales anchealle elezioni del 2009 è stato confermato Presidente dello StatoPlurinazionale di Bolivia11con un 64% di voti.Sul fronte internazionale i rapporti con gli Stati Uniti12sonopiuttosto tesi a causa dell‟atteggiamento di dialogo nei confrontidei produttori di coca e delle strette relazioni che Morales hastretto con Cuba (Fidel Castro) e Venezuela (Hugo Chávez).La Bolivia ha deciso di avere rapporti “privilegiati” con tutti ipaesi “ALBA” 13oltre che alla Russia, sostenendo inoltre unavvicinamento politico all‟ Iran dopo aver interrotto tutte lerelazioni con Israele.Nei rapporti con l‟Unione Europea il paese si mostra critico versola decisione della UE di avviare negoziati commerciali“multiparties” con i paesi della comunità Andina (CAN).Una questione irrisolta è costituita dallo sbocco al mare con ilCile: il governo vorrebbe almeno un trattamento preferenziale suuno dei porti cileni (Arica o Iquique); questo per avere un canale11Questa denominazione ufficiale è stata introdotta con la nuova costituzione del2009.12Gli stati uniti sono impegnati in Bolivia con un programma”Coca zero”che prevede ladistruzione delle coltivazioni di coca.13Alianza Bolivariana para América Latina y el Caribe (ALBA) è un progetto dicooperazione politica, sociale ed economica tra i paesi dellAmerica Latina ed i paesicaraibici, promossa dal Venezuela e da Cuba. Laggettivo”Bolivariana”si riferisce algenerale Simon Bolivar, eroe della liberazione di diversi paesi sudamericani dalcolonialismo spagnolo.
  45. 45. 45diretto per le esportazioni. Il governo boliviano ha deciso diavviare comunque dei contatti per un eventuale sboccosull‟Atlantico attivandosi con l‟Uruguay per il Porto di NuevaPalmira.2.2.2 GeografiaLa Bolivia confina sia a nord che ad est con il Brasile, a sud conArgentina e Paraguay e a Ovest con Perù e Cile; è l‟unico paesedel Sud America a non avere sbocchi sul mare.Il clima riflette la varietà morfologica del paese.La regione andina, con i suoi rilievi montuosi non risentedell‟influsso dell‟oceano e si caratterizza per temperature freddeche variano dai 7 °C ai 10 °C.Più temperato e caldo il clima verso est, dove avvicinandosi aibassopiani amazzonici la temperatura media annua è di circa26°C.La rete stradale si estende per 13.602 km di cui solamente 4.990km asfaltate senza considerare le reti urbane.Per quanto riguarda la rete ferroviaria, essa si protrae all‟incircaper 3.652 km.Gli aeroporti presenti nel paese sono 881 di cui 16 con la pistaasfaltata e 865 con pista erbosa.Le vie navigabili all‟interno del paese ammontano a 10.000 kmpur non avendo sbocchi diretti sul mare.
  46. 46. 462.2.3 PopolazioneLa stima della CIA sulla popolazione boliviana per il luglio 2011 èdi 10.118.683 unità rispettivamente suddivise14: 0 – 14 anni  28,5% (1.785.453 uomini/1.719.173 donne) 15 – 64 anni  65,1% (3.014.419 uomini/3.129.942 donne) Oltre i 65 anni  6,4% (207.792 uomini /261.904 donne)Il tasso di crescita previsto è dell‟1,694%; la stima riguardante iltasso di natalità è di 24,71 nascite/1.000 abitanti, mentre iltasso di fertilità previsto è di 3 bambini nati/donna15.La stima del tasso di mortalità infantile si attesta ad un42,16/1.000 nuove nascite rispettivamente suddivisi tra maschi(45,95) e femmine (38,18). Questo dato è molto alto comparatoad altri paesi dell‟America Latina.Altro dato non di certo confortante è rappresentato dal 30,3% dipopolazione (al 2009) sotto la soglia di povertà.Le città più popolate (al 2009) sono (in ordine decrescente)16: La Paz  1.642 milioni Santa Cruz 1.584 milioni Sucre (capitale)  281.0002.2.4 Quadro macroeconomico e politicoI primi anni dell‟era Morales sono stati caratterizzati da unapolitica economica volta ad ottenere buoni risultati dal punto divista macro.14https://www.cia.gov/library/publications/the-world-factbook/15https://www.cia.gov/library/publications/the-world-factbook/16https://www.cia.gov/library/publications/the-world-factbook/
  47. 47. 47Il rafforzamento della valuta (boliviano) rispetto al dollaroamericano (condotto fino a fine 2008) è stato usato in chiaveanti – inflazionistica; anche se ha avuto ripercussioni negativeper gli esportatori, il sacrificio è servito a stabilizzare il rapportodi cambio tra le due monete.Il timore di ulteriori nazionalizzazioni e la sospensione del regimedi preferenza tariffaria con gli States, abbinato a problemi irrisoltie a rischi legati a scontri interni al paese hanno via via sfavoritogli investimenti privati nel paese, causato anche dalla crisieconomica globale.I piani prefissati dal governo mirati alla costruzione diinfrastrutture e di nuovi posti di lavoro e quindi di deficit –spending si sono dovuti ridimensionare a causa di una riduzionedelle entrate fiscali in special modo derivante dagli idrocarburi(riduzione del prezzo dovuta ad un calo della domanda). Percapire le conseguenze delle variazioni dei prezzi delle attività diestrazione sul PIL bisogna tenere in considerazione che il settoreindustriale incide solo per un 12% nel PIL (nel 1994 16%)mentre quello dell‟attività estrattiva è passato nello stessoperiodo da un 5% a un 9%.Secondo le previsioni pubblicate da “The Economist IntellingenceUnit” nei prossimi due anni la carenza di investimenti privatilimiterà la crescita economica del paese e la creazione di nuoviposti di lavoro.
  48. 48. 48È da molto tempo che la politica monetaria della Bolivia subiscemini svalutazioni e mini rivalutazioni della propria moneta. Con lapolitica di Morales (caratterizzata da un apprezzamento delboliviano sul dollaro) si è voluto sostenere una sorta di“bolivianizzazione” dell‟economia in contrapposizione a una“dollarizzazione”.
  49. 49. 49Secondo “l‟Istituto boliviano de Comercio Exterior” (IBCE) labassa quotazione del dollaro ha solamente complicato le coseperché all‟estero i prodotti di origine boliviana vengono pagati dipiù e al contrario in Bolivia costa meno importare prodottidall‟estero.Secondo i dati dell‟Istituto Nazionale di Statistica (INE)l‟inflazione accumulata da gennaio a giugno 2010 è dello 0,43%,in linea con quella dello scorso anno che era si era chiuso con unindice dei prezzi al consumo (IPC) dello 0,26% (-97,8% rispettoal 2008), il più basso di sempre ed insieme al Perù il più bassodel Sudamerica17.Si può dire che sono lontani gli anni ‟80 dove la Bolivia eracaratterizzata da iper inflazione (33%).Sebbene la Bolivia stia cercando di rimettere in moto un sistemadi stabilità sociale – politico – economica, le complicanzeburocratiche e un eccessivo rigore in materia di lavoro, mettonosull‟attenti molti imprenditori sulla vera convenienza diinvestimento in questo paese.17http://www.ice.gov.it/paesi/pdf/bolivia.pdf
  50. 50. 50La Bolivia esporta in maggiori quantità materie prime(idrocarburi e minerali), mentre solo in maniera più gradualemanufatti; proprio per questo motivo nel primo semestre 2010ha potuto godere dell‟aumento dei prezzi internazionali sullematerie prime sebbene venisse rilevato un calo nei volumiesportati.Secondo il Ministero di Sviluppo Produttivo ed Economia Pluraleda gennaio a maggio del 2010 il valore delle esportazioni si èincrementato del 28,42% rispetto allo stesso periodo del 2009,ponendosi su livelli prossimi a quelli registrati nel 200818.I paesi verso cui sono rivolte le esportazioni (al 2009) sono: Brasile 31,47% Corea del Sud 9,34% Argentina 8,15%Ai piedi del podio si collocano USA (7,72%), Giappone (5,73%) eVenezuela (5,64%).Le importazioni provengono principalmente da Brasile, ArgentinaStati Uniti e Giappone; i beni oggetto di scambio inveceriguardano prodotti chimici, cuoio, pelli e prodotti alimentari.Dal 2008 si sono verificati diversi cambiamenti nella politicaestera tanto che ad oggi la Bolivia sta rimanendo isolata a causadella sua “chiusura” dalla maggior parte delle iniziative regionalie dagli accordi internazionali19.18http://www.ice.gov.it/paesi/pdf/bolivia.pdf19Il Paese ha dapprima rifiutato di negoziare un Trattato di Libero Commercio (TLC)con gli Stati Uniti, come hanno fatto molti Paesi sudamericani (Colombia, Ecuador,Perù), successivamente ha perso i vantaggi dell‟Accordo ATPDEA e poi ha oppostoriserve sulla possibilità di sottoscrivere un rapporto di Associazione CAN-UE, cheprevedeva al suo interno anche un parte commerciale.
  51. 51. 51Dai dati ISTAT afferenti al primo quadrimestre 2010 l‟exportdell‟Italia verso la Bolivia è calato rispetto allo stesso periododell‟anno precedente e principalmente riguardano macchinari eautoveicoli.Al contrario le esportazioni della Bolivia in direzione dell‟Italiariguardano prodotti di nicchia come lupini, cuoio e macadamia.Fonte: Elaborazione ICE su dati ISTATDall‟aprile 2008 è entrato in vigore “Arancel Aduanero deImportaciones” ovvero il testo che classifica le merci dei paesimembri della Comunità Andina (CAN). La modifica è stataapportata al fine di proteggere la produzione locale e omologare idazi doganali a quelli della CAN e del Mercosur.È da sottolineare che tutti i beni che entrano sul territorioboliviano sono maggiorati di un 13% dovuto all‟imposta sulvalore aggiunto. Ai fini contabili viene valutato il tasso nominalepari a un 14,94% sulla base imponibile rispettivamente formatada CIF frontiera o CIF Dogana aggiunte a altre pendenze nonfatturate ma obbligatorie per lo sdoganamento merci.
  52. 52. 52La Bolivia, tramite il Decreto Supremo 22.410 riguardante ilregime delle Zone Franche Industriali e Commerciali, hadecretato delle Zone Franche per permettere l‟importazione diprodotti a cui verrà aggiunta un‟ulteriore lavorazione prima diessere nuovamente esportati.Queste aree godono di esenzioni quali: Esenzione dal 100% dei dazi doganali; Esenzione dal 100% dell‟IVA (sia sulle merci importate chesulle transazioni entro la zona franca); Esenzione dal 100% dell‟imposta sulla proprietà di beniimmobili e veicoli a motore.Le Zone Franche (ZF) possono essere di due tipologie:1) Commerciali: dove è lecita l‟introduzione di merci che perònon potranno essere trasformate. È consentita la loropermanenza senza limiti di tempo; sono permesse leprocedure di divisione, raggruppamento, confezionamento,ecc….2) Industriali: dove si svolgono attività di produzione,assemblaggio, perfezionamento a patto che vengano poireimportate, importate nel territorio doganale nazionale oesportate.Ad oggi esistono Zone Franche nelle seguenti città20: Cobija; Cochabamba: ZF Industriale e ZF Commerciale; Desaguadero: ZF Commerciale (ZOFRADESA); Guayaramerin;20http://www.ice.gov.it/paesi/pdf/bolivia.pdf
  53. 53. 53 La Paz: ZF Industriale (GIT) e ZF Commerciale (GIT); Oruro: ZF Commerciale (ZOFRAOR); Porto Aguirre: ZF Commerciale; Puerto Suarez: ZF Commerciale (ZOFRAMAQ); San Matías; Santa Cruz: due ZF Commerciali (GIT e Winner); Villazón : ZF Commerciale; Yacuiba: ZF Commerciale.
  54. 54. 542.3 Brasile2.3.1 Informazioni generaliIl Brasile è una repubblica federale democratica dell‟Americameridionale e il suo nome ufficiale in portoghese è RepùblicaFederativa do Brasil. Esso è diviso in ventisei stati federati, piùun distretto federale in cui si trova la capitale, Brasilia, che è unostato autonomo. La capitale è però meno considerata rispettoalle ben più famose San Paolo, settimana città al mondo perpopolazione con 11.244.369 abitanti, e Rio de Janeiro, principalemeta turistica famosa per il suo carnevale. Altre città importantisono: Belo Horizonte, Salvador, Fortaleza, Recife, Curitiba, PortoAlegre, Manaus, Belém e Goiana.La lingua ufficiale è il portoghese, ma molto diffuso è anche lospagnolo. Lingue minori sono il tedesco e l‟italiano, parlati danumerose comunità del sud, e 180 lingue minori dei nativiamericani, parlate da circa 460.000 indios.La religione predominante è quella cattolica (73,6%), seguitadal protestantesimo (15,4%) e da altre religioni minori (11%).La valuta ufficiale è il real brasiliano.
  55. 55. 55La scoperta del Brasile avvenne il 22 aprile del 1500, quandol‟esploratore Cabral attraccò nella zona di Porto Seguro, nellostato di Bahia. La colonizzazione vera e propria però iniziò solo30 anni più tardi, quando De Sousa fondò Sao Vicente. Nel 1533,il re del Portogallo Giovanni III, divise il Brasile in 12 territori, difatto feudi, e li affidò a nobili affidatari. Ci furono poi alcunitentativi di colonizzazione anche da parte di francesi e olandesi,che vennero successivamente cacciati. Nel XVII secolo, conl‟introduzione delle coltivazioni di tabacco e canna da zucchero,fecero il loro ingresso nel paese anche numerosi schiavi africani.Successivamente venne scoperto anche l‟oro, cosa che attirò inmassa gli olandesi, che riuscirono a fondare il Brasile Olandese,scioltosi poi nel 1661. Durante tutto il corso del 1700 siassistette a numerose rivolte e tentativi di resistenza da parte diindigeni e olandesi emigrati che aspiravano all‟indipendenza.Questo portò all‟abolizione della schiavitù degli indios nel 1775.Nel 1807, Napoleone Bonaparte invase con le sue truppe ilBrasile e costrinse il re a tornare in Portogallo. Questo lasciò lacolonia nelle mani del figlio Pietro I, che dichiarò l‟indipendenza il7 settembre 1822, trasformando il Brasile in una monarchiacostituzionale con a capo lui stesso. Dal 1850 al 1852 il Brasile sialleò con l‟Uruguay contro l‟argentina, contribuendo a favorire lacaduta del dittatore. Nel 1888 venne abolita la schiavitù e nel1889 il re dovette abdicare a seguito di una rivoluzione. Il Brasiledivenne così una repubblica con costituzione federale. Il primopresidente, De Fonseca, puntò soprattutto sulle esportazione delcaffè e dovette affrontare la depressione economica intervenutaa seguito del crollo dei prezzi dello stesso. Nel 1934 prese ilpotere Vargas, che istaurò una dittatura di ispirazione fascista, erimase al potere fino al 1954, quando fu spinto al suicidio. Inseguito il paese visse una fase di governo democratico, la
  56. 56. 56capitale divenne Brasilia nel 1960 e ci fu una forte crisieconomica data dalla forte inflazione. Nel 1964 ci fu un nuovocolpo di stato che istaurò nuovamente un regime dittatoriale finoal 1984. Nel 1991 il Brasile diede vita all‟alleanza economicaMercosur con Argentina, Uruguay e Paraguay. Nel 2002 venneeletto Lula da Silva, che contribuì alla crescita economica delpaese in modo esponenziale e attuò il piano di aiuti per i piùpoveri “bolsa familia”. Nel 2010 è stata infine eletta una donnadel partito operaio: Dilma Rousseff.2.3.2 GeografiaLa superficie totale del paese è di 8.514.876 km2e lapopolazione totale stimata al 2011 è di 191.676.876 abitanti (23abitanti per km2). Il Brasile è lo stato di maggiori dimensionidell‟America meridionale e vanta numerosi confini: a nord conColombia, Venezuela, Guyana, Suriname e Guyana Francese; asud con Uruguay; a ovest con Argentina, Paraguay, Bolivia ePerù; a est con Oceano Atlantico. Da un punto di vista geograficolo stato è diviso in 5 grandi regioni geografiche, usate solo a finestatistici e non amministrativi: nord, nord-est, sud-est, sud ecentro-ovest.
  57. 57. 57La regione più popolosa risulta essere quella in rosso, il sud-est,dove sono collocate Rio de Janeiro e San Paolo. Di grandeimpatto naturalistico risulta essere la grande regione deglialtopiani, che comprende l‟altopiano del Brasile e il Mato Grossoed è situata a sud della foresta amazzonica. Gli altopiani sonoformati da rocce antiche ricoperte di arenarie o di calcare aovest, mentre a est, verso la costa, sono formati da rilievigranitici dalla cime arrotondate chiamati “pan di zucchero”.Lungo la costa si trova anche una stretta fascia pianeggiante. Ilfiume più importante è il Rio delle Amazzoni, che attraversa laforesta amazzonica. Rilevanti sono anche le 275 cascate chescendono da varie altezze per circa 4 km all‟interno del ParcoNazionale dell‟Iguazù.Essendo uno stato molto esteso, il clima varia al variare dellalatitudine e della longitudine. La denominazione delle stagioni èquella dell‟emisfero sud, invertita dunque rispetto all‟Italia, e alsuo interno si distinguono sei zone climatiche: equatoriale,tropicale, subtropicale, semiarida, temperata e tropicale dialtitudine. La temperatura media annuale è di circa 28° nel norde di 20° nel sud.
  58. 58. 582.3.3 PopolazioneLa popolazione brasiliana discende da numerosi gruppi etnici: gliindios, i coloni portoghesi, gli schiavi africani e diversi gruppi dimigranti (principalmente italiani, ma anche tedeschi, spagnoli,giapponesi e siriano-libanesi). La popolazione è così divisa:49,7% bianchi, 42,6% mulatti e meticci, 6,9% neri, 0,5% asiaticie 0,3% indios. Le etnie non sono tuttavia distribuiteuniformemente sul territorio: i bianchi si trovano in tutto il paesema sono più concentrati al sud, i neri sono principalmenteconcentrati nelle regioni dove un tempo lavoravano (quellecentrali e costiere) mentre gli indios sono prevalentemente alnord. Il 15% della popolazione è di origine italiana (circa 25milapersone) e rappresenta la più numerose popolazione di emigratiitaliani in tutto il mondo. Questi si concentrano soprattutto aSan Paolo (32,5% dell‟intera popolazione è italiana), ma anche aParanà, Rio Grande do Sul e Santa Catarina.Il tasso di fertilità è elevato (2,11 neonati per donna), così comequello di mortalità infantile (22,58 morti/1.000 nati vivi). Lacrescita della popolazione stimata per il 2011 è tuttavia positiva(+ 1,2%) e l‟aspettativa di vita stimata è la più alta delSudamerica (73,11 anni). La distribuzione della popolazione peretà è così composta: il 36,4% ha tra 0 e 14 anni, il 59,3% ha tra15 e 64 anni e il 4,3% ha 65 anni o più.2.3.4 Quadro macroeconomico e politicoLa priorità della politica estera brasiliana resta il rafforzamentodel MERCOSUR, mentre sembra essere stato relegato in secondopiano il progetto di integrazione regionale che prevede lacreazione della Free-Trade Area of the Americas. L‟ex presidente
  59. 59. 59Lula, grazie al consenso ottenuto dalla popolazione, ha miglioratoanche i rapporti con il presidente venezuelano Chavez, firmandoa febbraio del 2007 un‟alleanza strategica basata su accordiprivilegiati in vari settori economici, e con il presidente degli StatiUniti Obama, firmando un accordo sulla fornitura dell‟etanolo.L‟attuale presidentessa Roussef, salita a fine 2010, si staconquistando le simpatie della popolazione grazie alla ricerca dinuovi accordi vantaggiosi con altri paesi e ciò rende il rischiopolitico del Brasile sicuramente basso.Il rischio economico è medio. Nella prima metà del 2010 ilBrasile ha consolidato la fase di crescita iniziata a fine 2009,rafforzando così il proprio ruolo emergente all‟internodell‟economia mondiale. Nel primo semestre 2010 si registra unacrescita dell‟attività economica del 4,6% rispetto al secondosemestre del 2009 e del 8,8% rispetto al primo semestre 2009.Le componenti interne hanno contribuito in senso positivo: iconsumi della famiglie, che rappresentano oltre il 60% del PIL,hanno continuato la fase espansiva che li aveva contraddistinti inprecedenza, la spesa per consumi delle amministrazionipubbliche ha registrato un tasso di crescita (+8% rispettoall‟anno precedente) e gli investimenti a capitale fisso sono
  60. 60. 60aumentati del 26,4% rispetto al 2009. Purtroppo la componenteestera continua a fornire un contributo negativo del PIL: leimportazioni sono aumentate del 22,6% mentre le esportazionisolo del 4,4%. Grazie alle tempestive misure governative anti-crisi, unite alla ripresa economica mondiale, l‟economia brasilianaè riuscita ad uscire della crisi più velocemente di altre. Iprincipali operatori di mercato prevedono inoltre che, una voltaesauritasi l‟attuale fase di forte recupero ciclico della crisieconomica, il prodotto continuerà a espandersi a tassi elevati(circa 5%). Nei primi sei mesi del 2010 sono stati creati unmilione e mezzo di posti di lavoro, volti a ridurre ladisoccupazione. Anche grazie a questo, più di tre milioni dibrasiliani (46,5%) sono entrati nella classe C, la classe mediabrasiliana, con un reddito familiare compreso tra 500 e 2200euro circa.Sul fronte dei prezzi, l‟inflazione è aumentata nel corso del 2010a causa di fenomeni stagionali (come l‟aumento del prezzo deitrasporti pubblici) e a causa dell‟impatto avverso delle condizionemeteorologiche sui prezzi dei prodotti agricoli. Per il 2011 èprevista una leggera diminuzione dell‟inflazione 5% a 4,9%.Il rischio finanziario e operativo è medio. Per quanto concerne ilmercato azionario, il rallentamento dei flussi internazionali si èriflesso si è riflesso negativamente sulla borsa di San Paolo,provocando una diminuzione di più del 4% in valuta locale nelcorso del 2010. Nonostante ciò è prevista una ripresa nel 2011,opinione rafforzata dal fatto che il rischio paese si è ormaiassestato su livelli di poco inferiori ai 200 punti base (durante lacrisi aveva raggiunti picchi di 700 punti base). Anche la solvibilitàsul fronte estero è garantita dell‟ingente stock di riserve, chehanno ormai superato i 260 miliardi di dollari.
  61. 61. 61Il forte apprezzamento del real nel 2010 (+22,5%), insieme allacrescita economica accelerata, stanno favorendo le importazionidall‟estero e rendono il Brasile un mercato di sbocco di estremointeresse. L‟ex presidente Lula ha difeso il libero commercio,evitando di introdurre pratiche protezionistiche per far fronte allacrisi, e ha stipulato un accordo con l‟Unione Europea atto atrovare un equilibrio tra la liberalizzazione dei prodotti industrialieuropei e quella dei prodotti agricoli brasiliani. Le fusioni eacquisizioni verificatesi in Brasile hanno poi portato allacostituzione di grandi imprese in grado di primeggiare sulmercato interno e di competere su quello internazionale. Tra isettori più sviluppati troviamo quello minerario, dell‟acciaio,aeronautico, dell‟energia, bancario e alimentare. Nel complesso ilBrasile resta ancora fortemente esposto alle dinamiche dei prezzie della domanda internazionale delle proprie materie prime, checontinuano a rappresentare la fetta più consistente dell‟export(43,4%). Il Brasile soffre soltanto la concorrenza dei manufatticinesi sia sul mercato interno che nei tradizionali mercati disbocco del Mercosur.La tutela giuridica interna, sebbene persistano alcune difficoltàburocratiche per l‟investitore straniero, è soddisfacente. Tra ledifficoltà troviamo: settore doganale, visti di lavoro, fitosanitaria,burocrazia in genere. Gli operatori lamentano anche unatendenza della magistratura a favorire le aziende locali. Tuttaviain caso di progetti validi e ben impostati lo stato appoggia gliinvestitori esteri anche con finanziamenti agevolati e incentivifiscali.L‟Italia è il terzo partner commerciale europeo dopo Germania eFrancia, con un interscambio annuale complessivo di 8200
  62. 62. 62milioni di dollari. La quota di mercato delle esportazioni italiane èlievemente diminuita nel 2010, passando da 2,96% a 2,71%.Le importazioni di beni dall‟Italia continuano a concernere queisettori famosi per il “Made in Italy”, tra cui meccanicastrumentale e altri prodotti a media tecnologia.
  63. 63. 632.4 Cile2.4.1 Informazioni generaliIl Cile è una Repubblica presidenziale composta da diciassetteregioni. Esso si trova nel sud ovest del continente sud americanoin una parte di territorio conosciuta come Chile continental.L‟indipendenza dello stato Cileno dalla Spagna risale alla primametà del XIX secolo, più precisamente al 12 febbraio 1818; laprima costituzione venne invece promulgata nel 1825 e diedevita alla Repubblica Presidenziale.Alla repubblica seguì un periodo di dittatura sotto il RegimePinochet, per poi tornare ad una forma di governo democraticacome la Repubblica Presidenziale.Il ballottaggio elettorale del gennaio 2010 ha visto l‟ascesa alpotere del candidato del centro – destra Sebastian Piñera dopoventi anni di governo dei partiti alleati di centro – sinistra.2.4.2 GeografiaIl Cile confina a nord con il Perù, ad est con la Bolivia el‟Argentina e a sud con il Passaggio di Drake. Il paese è inpossesso anche di territori insulari come l‟Isola di Pasqua, leIsole Juan Fernández, Sala y Gómez e le Isole Desventuradas;proprio per la sua varia estensione può essere considerato tri -continentale (Sud America, Antartide e Oceania).Data la sua particolare conformazione territoriale, presentanotevoli variazioni climatiche. La regione settentrionale è quasicompletamente desertica ed una delle più aride del globo.
  64. 64. 64Le temperature medie nelle regioni di Antofagasta e Santiago,sono rispettivamente di 20,6 °C e 19,5 °C a gennaio e 14°C e8°C a luglio.L‟area centrale del paese si caratterizza per un clima di tipomediterraneo, con inverni miti ed estati fresche.Al sud le regioni sono caratterizzate da tempeste cicloniche eforti venti, distinguendosi per essere le zone più fredda del Cile.La rete stradale si estende per 80.505 km (non tutta asfaltata) dicui approssimativamente 4.000 km di austostrada.Per quanto riguarda la rete ferroviaria, essa si protrae all‟incircaper 5.483 km.Gli aeroporti presenti all‟interno del paese sono 366 di cui 84con la pista asfaltata tra cui l‟aeroporto intercontinentale diSantiago, quello di Punta Arenas, Iquique, Mataveri (Isola diPasqua) Concepción e Carriel Sur; i restanti 282 sono di pistaerbosa.La rete navigabile ammonta a 725 km, mentre i porti sono (danord a sud): Arica, Iquique, Mejillones, Antofagasta, Caldera,Coquimbo, Ventanas, Valparaíso, San Antonio, Lirquén,Talcahuano-San Vicente, Coronel, Valdivia, Puerto Montt,Quellón, Puerto Chacabuco, Punta Arenas e Puerto Williams.2.4.3 PopolazioneIl Cile presenta un‟omogeneità dal punto di vista etnico infatti il95% della popolazione è di origine europea.
  65. 65. 65Secondo una stima, la popolazione raggiungerà a luglio 2011 le16.888.760 unità rispettivamente divise21: 0 – 14 anni  22,3% (1.928.210 uomini/1.840.839 donne) 15 – 64 anni  68,1% (5.751.091 uomini/5.744.014donne) 65 anni e oltre  9,6% (680.450 uomini/944.156 donne).Il tasso di crescita previsto per quest‟anno è di 0,836%; la stimariguardante il tasso di natalità si attesta a 14,33 nascite/1000abitanti, mentre il tasso di fertilità previsto è di 1,88 bambininati/donna22.Fonte: http://it.wikipedia.org/wiki/CileDalla precedente figura si nota come le prospettive di crescitadella popolazione siano positive, anche se non prevedono unvero e proprio boom.21https://www.cia.gov/library/publications/the-world-factbook/22https://www.cia.gov/library/publications/the-world-factbook/
  66. 66. 66Dato negativo da evidenziare è il tasso di mortalità infantile(7,34 morti/1.000 nascite).La maggior parte della popolazione è concentrata nei centriabitati e in particolare nelle città di più grandi dimensioni (inordine decrescente23): Santiago (capitale)  5.883 milioni Valparaiso  865.000 Conception  740.9362.4.4 Quadro macroeconomico e politicoL‟economia cilena è riconosciuta oggi a livello internazionalecome una delle più solide dell‟America Meridionale. Durante lasua storia non è andata sempre così, anzi ha passato periodi dicrisi alternati da altri di crescita ed espansione economica.Nel lasso di tempo della dittatura militare di Pinochet, vigeva unapolitica contemporaneamente del terrore e neoliberista che èstata profondamente cambiata nell‟era dei governi dellaConcertación tramite riforme progressiste sposando l‟economiasociale di mercato nei campi della sanità, educazione, eprevidenza.Dopo un periodo di completo isolamento il Cile è tornato adessere un mercato aperto al mondo basandosi principalmentesull‟export di materie prime (rame in particolare) e prodotti finiti.Dal 1975 la moneta ufficiale è il Peso Cileno.23https://www.cia.gov/library/publications/the-world-factbook/
  67. 67. 67Il programma di governo del neoeletto presidente si caratterizzaper l‟approccio liberista di mercato con un occhio di riguardo allaclasse media e alla protezione sociale. Gli obiettivi nel lungoperiodo hanno previsto un aumento medio del PIL di un 6% apartire dal 2010 e per i successivi 4 anni, il contenimento dellaspesa pubblica, l‟aumento della produttività, la creazione di 1milione di nuovi posti di lavoro entro il 2014 e l‟ingresso del Ciletra i Paesi interamente sviluppati con un PIL pro capite di US$22.000 nel 2018.Questo ambizioso programma ha dovuto per forza esseremodificato a causa degli ingenti bisogni di ricostruzione dopo ilterremoto del 27 febbraio 2010 che ha colpito il territoriocileno24.La crisi economica internazionale è stata avvertita dall‟economiacilena in maniera contenuta rispetto agli altri paesi sudamericani;questo è stato possibile grazie in particolare alla gestione fiscaleresponsabile, messa in atto dal governo negli anni precedenti.All‟inizio del 2009 è stato annunciato dal ministro delle finanze ilricorso a risorse FEES (Fondo Sovrano di StabilizzazioneEconomica) al fine di favorire finanziariamente il piano di rilancioeconomico per sostenere l‟economia e difendere l‟occupazione.Esso ha occupato il quinto posto a livello mondiale in termini dirapporto Risorse stanziate/PIL.24A tal fine il Governo ha definito un pacchetto di misure destinate al finanziamento dicirca un terzo dei costi legati alla ricostruzione delle zone colpite dal sisma (8 miliardidi dollari). I provvedimenti, inseriti in un unico disegno di legge, prevedevanol‟aumento provvisorio delle imposte alle grandi imprese, l‟incremento dell‟imposta sultabacco, l‟aumento provvisorio del”royalty”all‟industria mineraria, l‟incremento delleimposte sulla proprietá degli immobili e la vendita di quote pubbliche di società apartecipazione statale.
  68. 68. 68Il presidente Piñera che ha prefissato tra i suoi obiettivi ilcontenimento della spesa pubblica, ha modificato nell‟estate2010 l‟obiettivo fissato di raggiungere un bilancio fiscale pari allo0%, prospettando per il 2014 (anno di fine mandato) un deficitpari all‟1%.Dopo un periodo di rallentamento causa ricostruzione postterremoto, le attività produttive paiono abbastanza dinamichetanto è vero che le previsioni di crescita diffuse dalle autoritàmonetarie cilene prevedono per quest‟anno una crescita del5,5% - 6,5% del PIL. Anche esperti internazionali prevedono unaripresa economica, addirittura la più alta della regionesudamericana.Secondo l‟elaborazione dei dati da parte dell‟Heritage Foundatione dal Wall Street Journal, si possono mettere in luce aspettipositivi e negativi del paese. Più in particolare “l‟Indice di LibertàEconomica” posiziona il paese cileno all‟11° posto su 179 nazioniesaminate a livello mondiale per economia più libera (è cresciutavistosamente la libertà in termini commerciali grazie ad accordidi libero scambio) e al primo nell‟intera area Latino Americana.Per contro, i “difetti” dell‟economia del paese riguardano lalibertà lavorativa ed imprenditoriale a causa di una certa rigiditànel mercato del lavoro e di procedure burocratiche costose ecomplicate per chiudere/aprire un‟attività.La società di rating Moody‟s nel 2009 ha valutato il paese cilenoAa3, ovvero uno dei “gradini” più alti della classifica,identificando la solidità economica e una buona gestione inmateria fiscale e monetaria che hanno permesso di affrontare “insicurezza” i post della crisi mondiale e del terremoto. Questopermette al Cile di essere il paese meno rischioso del Sud
  69. 69. 69America pur avendo al proprio interno dei punti di debolezza dapoter correggere come ad esempio la limitata diversificazionedella struttura economica ancora troppo dipendente dalleesportazioni e dalla fluttuazione dei prezzi.Nel corso del primo semestre 2010 il PIL cileno è cresciuto di un4% rispetto allo stesso periodo del 2009.La bilancia dei pagamenti nei primi sei mesi del 2010 hamostrato un surplus di 350 milioni di US$, in controtendenzarispetto al deficit di 463 milioni di dollari registrato nello stessoperiodo dell‟anno precedente25.Per quanto riguarda invece il debito estero, nel giugno 2010 hasuperato i 78.000 milioni di dollari segnando un + 5,6% daiprecedenti sei mesi; le riserve internazionali nel giugno 2010hanno toccato quota 25.175 milioni di US$, 456 milioni di dollarimeno rispetto al precedente trimestre, calo dovutoprincipalmente al deprezzamento dell‟euro nei confronti dellavaluta statunitense26.I dati resi pubblici dall‟Istituto Nazionale di Statistica Cileno (INE)mostrano una forte accelerazione per l‟espansione economicacilena, in controtendenza con i dati dei paesi industrializzati.Il tasso di disoccupazione è calato di tre punti percentualipassando da 11,5% del 2009 a 8,5% nel 2010; ad oggi il ritmodi crescita va oltre i 2/3 di quello del PIL.Nel giugno 2010 il tasso di inflazione non ha registrato molticambiamenti, per cui ha raggiunto quota 1,7%; al25http://www.ice.gov.it/paesi/pdf/cile.pdf26http://www.ice.gov.it/paesi/pdf/cile.pdf
  70. 70. 70raggiungimento di questo dato hanno partecipato l‟incrementodei prezzi di bevande, tabacco e alcolici, mentre viceversa sonocalati i prezzi dei settori sanità, abbigliamento e calzature. Ilgoverno aveva prospettato un tasso di inflazione pari al 3,8% afine 2010.Di seguito si possono vedere le variazione degli anni passati deiprincipali indicatori economici.Il Cile tramite le sue politiche di liberalizzazione del commerciointernazionale e degli investimenti si apre agli stakeholdersstranieri come una piattaforma di investimento e di servizi; tuttociò fa parte di una strategia economica dove il Governo hal‟intenzione di promuovere una nuova immagine paese con il finedi trasformare il Cile nel centro finanziario dell‟AmericaMeridionale. Nell‟analisi del mercato, limitato dalla dimensione“ridotta” del numero di abitanti nonostante un territorio moltoampio, si nota subito come esso esporti (anche all‟Italia) inquantità elevatissime materie prime e sfrutti le contro stagioni
  71. 71. 71dell‟emisfero Australe per rifornire tutti i paesi occidentali diprodotti agricoli.Con gli accordi fino ad ora stipulati, il Cile si posizione al primoposto per agreement conclusi e proprio per questo il 75% diimport – export avviene a tariffe preferenziali, come si vede dallaseguente tabella:È dal 11 gennaio 2010 inoltre, che è terminato l‟iter burocraticoper l‟entrata del Pese nell‟OCSE. Il processo è iniziato nel 2007 eha necessitato di un adeguamento nella legislazione cilena indifferenti settori come ad esempio la legislazione sulla corruzione
  72. 72. 72economica internazionale, quella in materia di responsabilitàdelle persone giuridiche per i reati di corruzione, l‟adesione almodel tax convention dell‟OCSE, ecc…. Con i cambiamentiapportati, sarà quindi possibile procedere ad un accordo perl‟eliminazione della doppia imposizione fiscale Cile – Italia tuttorain atto.Sono in vigore: Accordi per la Promozione e ProtezioneInvestimenti con venti tra i principali Paesi europei, tra cuil‟Italia, e, in ambito regionale, con Argentina, Bolivia, Costarica,Cuba, Ecuador, El Salvador, Guatemala, Honduras, Nicaragua,Panama, Paraguay, Perú, Uruguay e Venezuela; accordi perevitare la Doppia Imposizione a livello latinoamericano conArgentina, Brasile, Colombia, Ecuador, Messico, Paraguay e Perúed in ambito europeo con Belgio, Danimarca, Francia, GranBretagna, Irlanda, Polonia, Portogallo, Spagna, Svezia e Croazia.Nel 2009 sono stati firmati inoltre Accordi per evitare la DoppiaImposizione con Stati Uniti e Australia ed il 1 gennaio 2010 èentrato in vigore l‟Accordo con la Colombia. A livellomultilaterale, il Cile é membro dell‟OCSE, dell‟OMC, dell‟APEC,membro associato del Mercosur e della Can27.Il Cile si presenta agli occhi del mondo con un‟economia apertanei confronti esteri e chiamata comunemente “regionalismoaperto”. Dai dati della Banca Centrale Cilena il surplus dellabilancia commerciale (primo semestre 2010) è di a 5.289,8milioni di US$, con un incremento del 2,4% paragonato allostesso dato dell‟anno precedente e l‟interscambio commercialerisulta di 58.301,8 milioni di US$ (aumento del 56,6%).27http://www.ice.gov.it/paesi/pdf/cile.pdf
  73. 73. 73Nel podio in termini di interscambio globale finiscono al primoposto la Cina con una quota che sfiora il 20%, al secondo gliStati Uniti e al terzo il Giappone.Se si guardano invece i blocchi per macro regioni l‟Asia persistecome primo partner commerciale con un 39,7% sul totale,seguito dai paesi membri del NAFTA (USA, Canada e Messico)con una quota del 19,5% e dall‟America latina con una quota del18,7% (in ordine Brasile, Argentina e Perù), al quarto seguel‟Unione Europea con un 15,6%.Le esportazioni hanno mostrano nel 2010 un trend positivo(+30,3% nei primi sei mesi rispetto al dato dell‟annoprecedente) che è da spartire al settore minerario, agricolo,industriale, allevamento e pesca.Il comparto asiatico (Cina in particolare) si mantiene al primoposto; seguono UE (in particolar modo Italia), i paesi NAFTA e laregione dell‟America Latina.
  74. 74. 74Per quanto riguarda le importazioni i dati afferenti al primosemestre 2010 rafforzano la posizione degli States con unapartecipazione del 17,5%; a seguire si collocano Cina (1,7%) eArgentina (8,9%)28.I Paesi appartenenti all‟Unione Europea detengono una quotapari al 13,6% (in prima posizione si trova la Germania seguitadal Regno Unito; l‟Italia è in quarta posizione alle spalle dellaSpagna)29.Il Cile ha assunto via via negli anni un importante valore perl‟Italia grazie alle ingenti esportazione di rame e prodottiderivati. L‟Italia oltre alla cruciale importanza strategica edeconomica come compratore di materie prime, è considerata“socio” in affari sia per quanto riguarda la crescitadell‟interscambio commerciale, sia per lo sviluppo del paese in un28http://www.ice.gov.it/paesi/pdf/cile.pdf29http://www.ice.gov.it/paesi/pdf/cile.pdf
  75. 75. 75sistema produttivo perlopiù caratterizzato da piccole – medieimprese.Se non si considera l‟annata 2009 che è stata gravata daglieffetti della crisi, è da sottolineare come nel periodo 2005 – 2008l‟interscambio Italia – Cile sia quasi raddoppiato passando da2.190 milioni di US$ a 4.150 milioni.I buoni rapporti commerciali tra i due paesi sono confermatianche dalle intense relazioni politiche in particolare dalle intensevisite dei Capi di stato nelle quali si è steso un piano di azionecongiunto al fine di rinforzare i rapporti in tutti i settorimerceologici (firma avvenuta nel marzo 2009).Nel primo semestre 2010 la bilancia commerciale Cile – Italia harilevato un surplus di 607 milioni di dollari a favore del Cile,determinato fondamentalmente dalle esportazioni di rame.Sempre nello stesso periodo preso in considerazione, leimportazioni (beni strumentali, beni intermedi, beni di consumo,ecc…) hanno superato i 460 milioni di dollari americani.
  76. 76. 76Per quanto riguarda le aree di possibile investimento, il settoretessile – abbigliamento, offre opportunità da considerare conattenzione.I prodotti italiani riconosciuti come indice di qualità, si collocanoin nicchie di mercato di alto livello (i capi di alta moda comeFerragamo, Zegna, Armani, Max Mara, ecc…) sono presenti nellacapitale Santiago. Si trovano anche marche di abbigliamentosportivo, del settore calzature (Fila, Diadora, Geox, Lotto) enegozi in franchising (Benetton).Nel settore dei tessuti le importazioni sono più ridotte ma questeriguardano anche i prodotti di alta qualità di cui beneficia lasartoria su misura (Zegna, Loro Piana, Vitale Barberis).Unica “macchia” è la forte concorrenza asiatica e in particolarecinese concentrata in modo specifico su beni di abbigliamento dimedia qualità che nel totale formano il 95% del mercato.Il Cile possiede un alto grado di liberalizzazione tanto che non sihanno specifiche difficoltà di entrata al mercato locale da parte diinvestitori esteri.Il 1 marzo 2005 è iniziata la piena applicazione dell‟Accordo diAssociazione tra il Cile e l‟Unione Europea (UE). Attualmenteriguarda tutti i 27 Paesi che formano la Comunità. L‟Accordo diAssociazione con la UE è il più significativo per il Cile, datal‟estensione e la profondità delle aree tematiche, checomprendono ambiti politici, economici, e di cooperazione30.È stato stabilito l‟impegno di eliminare i dazi doganali sui prodottioriginari, in conformità con il rispettivo programma di sgravio.30http://www.ambsantiago.esteri.it
  77. 77. 77Quindi per quanto riguarda gli scambi Italia – Cile in materiatessile i dazi ammontano a uno 0%; quelli invece imposti allaCina ammontano a un 11%.
  78. 78. 782.5 Colombia2.5.1 Informazioni generaliLa Colombia è una repubblica presidenziale e il suo nomeufficiale è Repùblica de Colombia. La capitale è Bogotà e le altrecittà più popolose sono Medellin, Cali e Barranquilia. La linguaufficiale è lo spagnolo, seguito da circa 75 lingue indigene ancoraconservate, da cui spiccano le lingue wayùu, paez, guambiano eembera. Sebbene l‟istruzione nelle scuole prevedal‟insegnamento della lingua inglese, solo nell‟arcipelago di SanAndrés la popolazione utilizza un dialetto di questa lingua. Invecela maggioranza di dialetti è della lingua spagnola, con grandidifferenze lessicali, morfologiche, sintattiche e d‟intonazione. Alnord il dialetto è simile a quello caraibico mentre al sud è similea quello peruviano ed ecuadoriano.Dal 1991 la Costituzione colombiana garantisce la libertà di cultoe la parità di tutte le fedi davanti alla legge. Quindi non esistenessuna religione ufficiale. Prima di tale Costituzione ilcristianesimo cattolico era la religione ufficiale, ed ancora oggirisulta essere la religione più professata (80%). La restanteparte della popolazione si riconosce nel protestantesimo e, inminore percentuale, alle storiche chiese cristiane (presbiteriana,episcopale…). Si trovano infine piccoli gruppi aderenti allereligioni monoteiste asiatiche.La valuta ufficiale è il peso colombiano.
  79. 79. 79Il popolamento dell‟attuale Colombia è iniziato tra l‟11.000 e il20.000 a.C., testimoniato dalle numerose famiglie linguistiche edifferenze culturali. Il primo contatto con gli europei è avvenutodel 1499, ad opera dell‟esploratore spagnolo Alonso de Ojeda.Undici anni più tardi venne fondata la prima colonia spagnola, acui seguì la fondazione di numerose città, tra cui l‟attualecapitale Bogotà nel 1538. In quel periodo scoppiarono numeroserivolte guidate dagli indigeni costretti ai lavori forzati e allostesso tempo venne introdotto il commercio di schiavi africani.Dopo l‟invasione francese della Spagna nel 1808, si crearono verie propri movimenti indipendentisti degli indigeni che ottenneroscarsi risultati. Nel 1819 venne ufficializzata l‟indipendenza dellostato, chiamato Nueva Granada, dall‟impero spagnolo. Dal 1839al 1884 si susseguirono una serie di disastrose guerre civili, cheportarono a modifiche alla Costituzione, al regime e al nomedello stato.Nel 1932 si scatenò una guerra tra Colombia e Perù e nel 1948iniziò il Bogotazo, una serie di proteste violente nella capitalecolombiana poi duramente represse. Nel 1974 il paese fusegnato dall‟introduzione del narcotraffico, mantenendo lo statoin una situazione di crisi permanente. Dal 2002 al 2010 è stato alpotere Alvaro Uribe Vélez, presidente alla continua ricerca di unasoluzione per porre fine al traffico di stupefacenti e alla violenza
  80. 80. 80che ne consegue. L‟attuale presidente, Juan Manuel Santos, sista impegnando per continuare il piano del suo predecessore.2.5.2 GeografiaLa Colombia ha una superficie totale di 1.141.748 km2(2.070.408 km2se si aggiungono le estensioni marittime) e unapopolazione totale di 45.659.709 abitanti (36,68 abitanti perkm2). Esso è il quarto paese più esteso del Sud America e il terzoper popolazione.La Colombia confina ed est con il Venezuela e il Brasile, a sudcon il Perù e l‟Ecuador, a nord-ovest con Panamà, a nord con ilMar dei Caraibi e a ovest con l‟Oceano Pacifico. Da menzionareperò il fatto che sostiene controversie territoriali con Venezuela eNicaragua riguardo ai propri confini marittimi. Ad essaappartengono diverse isole, tra cui l‟arcipelago di San Andrés,Providencia e Santa Catalina.
  81. 81. 81Geologicamente la Colombia è parte della cintura di fuoco delPacifico, essendo posizionata presso la convergenza della placcadi Nazca, della placca caraibica e della placca sudamericana, eciò rende la regione soggetta a terremoti, tsunami ed eruzionivulcaniche.Il territorio colombiano è diviso in una regione montuosa aoccidente ed una regione pianeggiante a oriente. Esso èattraversato dalla Cordigliera della Ande, divisa a sua volta in tredistinte catene montuose. Inoltre la Colombia è uno dei paesicon le maggiori risorse idriche e vanta cinque grandi baciniidrografici. I fiumi principali sono Caquetà, Magdalena, Cauca eAtrato.

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