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Fight of terrorism as seen by the defense (it /de)

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Fight of terrorism as seen by the defense (it /de)

  1. 1. Terrorismusbekämpfung aus der Sicht der Verteidigung Avv. Nicola Canestrini Meran, 21 novembre 2015 www.canestriniLex.com
  2. 2. “Or l’Etat de droit, est un équilibre fragile entre respect des droits fondamentaux et sauvegarde de l’ordre public, équilibre protégé et contrôlé par des garanties juridictionnelles. L’état d’urgence lui, a pour objet d’autoriser ce que l’Etat de droit interdit.”
  3. 3. “menace pour les libertés fondamentales” leggi sulla sicurezza? potenziamento strutture anti- terrorismo? stato di emergenza ? limitazione dell’informazione?
  4. 4. tortura sequestri di persona detenzioni “amministrative” tribunali speciali “menace pour les libertés fondamentales”
  5. 5. de minimis dibattito pubblico (e parlamentare) applicazione temporanea (ma .. il temporaneo diventa permanente) obligo di rendicontazione alle autorità democratiche controllo giurisdizionale effettivo (presuppone difesa effettiva)
  6. 6. "Those who would give up essential Liberty, to purchase a little temporary Safety, deserve neither Liberty nor Safety." (Benjamin Franklin, 1755)
  7. 7. www.canestriniLex.com t @canestrinilex g+ +canestrinilex f canestrinilex

Editor's Notes

  • stato di diritto può combattere il terrorismo?
    c’è possibilità di difesa nel processo ai terroristi?

    deformazione della giurisdizione dice gamberini (prima per terroristica poi ordianria)
  • attacco del 13 novembre Hollande ha risposto con la invocazione dello stato di emergenza con revisione costituzionale

    molto colpito la reazione degli avvocati francesi
    solidarietà - dovere di difendersi - ma definisce la sfida una “sfida democratica”



    SAF - Sindacato degli Avvocati di Francia
    LA LIBERTA’ E’ ATTACCATA, DOBBIAMO DIFENDERLA
    E’ con emozione che il Sindacato degli avvocati di Francia e l’insieme dei suoi militanti esprimono il loro sostegno e tutta la loro solidarietà alle vittime degli attentati terroristici del 12 novembre e alle loro famiglie.
    Di fronte a questi attacchi inqualificabili e inediti la Francia ha il dovere di difendersi.
    Ma deve interrogarsi sui provvedimenti da assumere per accettare la sfida democratica di proteggere contemporaneamente la sicurezza di tutti i suoi abitanti e le loro libertà.
    Non dimentichiamo che è in nome dell’odio verso l’altro e del rifiuto di queste libertà su cui è fondato il nostro spazio di vita comune che donne e uomini sono stati uccisi e feriti senza distinzione della loro nazionalità, delle loro convinzioni religiose e delle loro origini.
    Lo Stato di diritto è un equilibrio fragile fra rispetto dei diritti fondamentali e salvaguardia dell’ordine pubblico, equilibrio protetto e controllato da garanzie giurisdizionali.
    Lo stato d’emergenza (invece) ha lo scopo di autorizzare ciò che lo Stato di diritto vieta.
    La successione delle leggi sulla sicurezza, l’informazione e l’anti-terrorismo che pure non hanno consentito di evitare questi attacchi, come le proposte attuali del Capo dello Stato di accrescere nell’emergenza i poteri dell’esecutivo (stato di emergenza e revisione costituzionale) sono inquietanti perché accentuano ancora la deriva verso uno Stato di polizia, senza contro-poteri effettivi. Sono una minaccia per le libertà fondamentali.
    Per questo, ogni restrizione delle libertà non deve riguardare che persone seriamente sospettate e non può essere applicata che in un quadro di stretta proporzionalità, deve essere decisa da un magistrato e deve consentire un esercizio effettivo del contraddittorio e dei diritti della difesa. Per questo la lotta contro il terrorismo deve avvenire sotto il controllo del potere giudiziario e non deve essere lasciata ai soli rappresentanti dello Stato o al Ministro degli Interni.
    Risorse umane supplementari devono essere assegnate ai servizi di giustizia e di polizia per garantire i loro compiti di lotta contro il terrorismo, nel rispetto delle libertà fondamentali. I servizi di informazione devono concentrarsi sull’essenziale e le prerogative attribuite loro dalla recente legge sull’informazione in materia di controllo economico e politico, che non hanno rapporto con i rischi corsi dai cittadini che vivono in Francia, devono essere cancellate.
    I controlli alle frontiere non potrebbero impedire a quanti fuggono oggi la guerra e il terrorismo nel loro paese di venire a rifugiarsi in Francia.
    Inoltre, le misure che accentuano la discriminazione di particolari francesi, come la perdita della nazionalità, sono prive di effetti e controproducenti.
    Tutti i mezzi devono comunque essere messi in atto per lottare contro tutti gli estremismi e tutte le discriminazioni all’interno della società, mediante politiche sociali e educative ambiziose, solidali e egalitarie.
    Infine, è deprecabile che nessun dibattito trasparente sia oggi possibile per discutere le misure di sicurezza messe in atto dai poteri pubblici. In questa situazione eccezionale è essenziale che le istituzioni indipendenti (CNIL, CNCTR, CNCDH, Difensore civico, Difensore dei reclusi, per esempio) possano disporre delle competenze, delle risorse e di tutte le informazioni necessarie per controllare l’efficienza delle misure di sicurezza. Il segreto di stato non dovrà più esser loro opposto.
    Colpire le libertà per lottare contro il terrorismo,è esattamente fare il gioco del terrorismo. La Libertà è il nostro bene più prezioso, è ciò che viene attaccato e che dobbiamo difendere.





  • Lo Stato di diritto è un equilibrio fragile fra rispetto dei diritti fondamentali e salvaguardia dell’ordine pubblico, equilibrio protetto e controllato da garanzie giurisdizionali.
    Lo stato d’emergenza (invece) ha lo scopo di autorizzare ciò che lo Stato di diritto vieta.”
    definisce “menace pour les libertés fondamentales”, minaccia per le libertà fondamentali, le paventate
  • .. sono inquietanti perché accentuano ancora la deriva verso uno Stato di polizia, senza contro-poteri effettivi. Sono una minaccia per le libertà fondamentali.
    Per questo, ogni restrizione delle libertà non deve riguardare che persone seriamente sospettate e non può essere applicata che in un quadro di stretta proporzionalità, deve essere decisa da un magistrato e deve consentire un esercizio effettivo del contraddittorio e dei diritti della difesa. Per questo la lotta contro il terrorismo deve avvenire sotto il controllo del potere giudiziario e non deve essere lasciata ai soli rappresentanti dello Stato o al Ministro degli Interni.”
    e avrei finito.
  • la storia lo conferma?
    italia e sudtirolo ha già subito minacce “terroristiche”.
  • tortura:
    guantanamo
    suedtirol
    brigate rosse (cioci)
  • costi - tempo
  • fuga motivata per “genere e la gravità del reato ascritto”? “tale motivazione, basandosi su un astratto pericolo di fuga, riconducibile al tipo e alla entità dei fatti contestati, non tenendo conto delle circostanze particolari e concrete della vicenda procedimentale e della personalità dello C., finisce per essere apodittica e assertiva, poichè priva di qualsiasi riferimento al caso concreto” con conseguente difetto di motivazione (Cass. pen. Sez. VI, Sent., (ud. 31/10/2013) 09-01-2014, n. 620).

    In termini, ex multis, Cass. pen. Sez. VI Sent., 09-04-2008, n. 28758 (rv. 240322): “In tema di misure coercitive disposte nell'ambito di una procedura d'estradizione passiva, il pericolo di fuga, che giustifica l'applicazione del provvedimento limitativo della libertà personale, può essere inteso come pericolo d'allontanamento dell'estradando dal territorio dello Stato richiesto, con conseguente rischio d'inosservanza dell'obbligo assunto a livello internazionale di assicurarne la consegna al Paese richiedente. Tuttavia, la sussistenza di tale pericolo deve essere motivatamente fondato su elementi concreti, specifichi e rivelatori di una vera propensione e di una reale possibilità d'allontanamento clandestino da parte dell'estradando. (In applicazione di tale principio, la Corte ha annullato con rinvio l'ordinanza con la quale era stata rigettata la richiesta di revoca della custodia in carcere e nella quale il pericolo di fuga era stato desunto dalla prospettiva che costui avrebbe dovuto scontare nello Stato richiedente una consistente pena con la sentenza di condanna posta a base della domanda estradizionale). (Annulla con rinvio, App. Torino, 8 Gennaio 2008)”.


    problema cittadino straniero in italia

  • grazie
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