Web 2.0 e nuove strategie di marketing

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La presentazione del dott. Pavolini tratta del web 2.0 e delle opportunità che esso offre alle imprese per l’implementazione di nuove strategie di marketing.

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  • Se nel web 1.0 i contenuti sulla rete venivano pubblicati da veri e propri editori su siti e poi su portali, mentre agli utenti veniva lasciata solo la possibilità di fruire, con una minima interazione, di questi contenuti… … nel web 2.0 la rete mette a disposizione sempre più non semplici siti o portali, ma vere e proprie applicazioni per gestire e organizzare i contenuti che sono in realtà prodotti dagli utenti
  • Questo ha un impatto notevole sulla comunicazione aziendale e sui contenuti riconducibili a un marchio. Mentre le informazioni del web 1.0 non erano pervasive orizzontalmente, e in sostanza per incrociare un “branded content” dovevi conoscere l’indirizzo del sito della società che lo produceva (il che comportava un investimento di promozione offline del sito in questione) o al massimo ti imbattevi in pubblicità online (altri investimenti obbligatori)… … nel web 2.0 il contenuto riconducibile a un marchio è pervasivo su tutti gli altri siti a cominciare dai blog degli utenti e dai social networks, grazie ai widget e all’aggregazione RSS In sostanza, con un marchio ci si può imbattere per mille motivi: non solo perché si è sul sito di una società, ma anche perché aggregando i contenuti di nostro interesse attraverso un TAG, potremmo incocciare con un contenuto prodotto da, che so, Asus (che è classificato con quel tag) oppure perché Asus ha un widget presente sul blog di un nostro amico, oppure perché ha promosso un gruppo sui UMPC su facebook, ecc. ecc.
  • Nel web 2.0 i contenuti non solo viaggiano in due direzioni, ma anche tra supporti diversi, fissi e mobili. PC, tablet, palmare, smartphone, set top box, I-pod, ecc ecc
  • Uno dei motori chiave di questa rivoluzione è rappresentato dalla tecnologia nota come Really Simple Syndacation, che ci permette , invece di andare a controllare ogni tanto se su un sito di nostro interesse c’è qualcosa di nuovo, di abbonarci ai contenuti di quel sito e di ricevere sul nostro aggregatore (fisso o mobile, testuale o multimediale) tutte le novità in tempo reale. Di più, possiamo anche aggregare per tag, e non per siti, avendo tutte le novità di nostro interesse in una sola pagina (es: Google Reader). Questo prefigura una importante rivoluzione anche nel campo della comunicazione aziendale…
  • Source: online video watch
  • Nel web 1.0 si investiva in costose campagne integrate offline per promuovere un brand e spingere gli utenti a collegarsi al nostro sito, dove avrebbero trovato “il mondo”, e la “virtual experience” del nostro marchio. Oggi questo si chiamerebbe un “walled garden”.
  • Nel web 2.0 l’utente si “imbatte” (stumble upon, serendipity) nel contenuto riconducibile al marchio, sui social networks. Che sono blog (anche corporate, come vedremo), ma anche directory multimediali, webapps, ecc. ecc, con cui gli utenti comunicano a due vie, realizzando un embrione di economia collaborativa. Il marchio, nato per nuotare in un ambiente economico semplice, si trova immerso in relazioni sempre più complesse, dalle quali non può prescindere pena la percezione negativa dello stesso
  • Potevo consigliarvi dei manuali tecnici sul corporate blogging e sul corporate podcasting, ma credo che considerate le vostre competenze tecniche o di comunicatori la priorità vada a una bibliografia di scenario e quindi ai testi fondamentali.
  • Potevo consigliarvi dei manuali tecnici sul corporate blogging e sul corporate podcasting, ma credo che considerate le vostre competenze tecniche o di comunicatori la priorità vada a una bibliografia di scenario e quindi ai testi fondamentali.
  • Potevo consigliarvi dei manuali tecnici sul corporate blogging e sul corporate podcasting, ma credo che considerate le vostre competenze tecniche o di comunicatori la priorità vada a una bibliografia di scenario e quindi ai testi fondamentali.
  • Potevo consigliarvi dei manuali tecnici sul corporate blogging e sul corporate podcasting, ma credo che considerate le vostre competenze tecniche o di comunicatori la priorità vada a una bibliografia di scenario e quindi ai testi fondamentali.
  • Potevo consigliarvi dei manuali tecnici sul corporate blogging e sul corporate podcasting, ma credo che considerate le vostre competenze tecniche o di comunicatori la priorità vada a una bibliografia di scenario e quindi ai testi fondamentali.
  • Potevo consigliarvi dei manuali tecnici sul corporate blogging e sul corporate podcasting, ma credo che considerate le vostre competenze tecniche o di comunicatori la priorità vada a una bibliografia di scenario e quindi ai testi fondamentali.
  • Potevo consigliarvi dei manuali tecnici sul corporate blogging e sul corporate podcasting, ma credo che considerate le vostre competenze tecniche o di comunicatori la priorità vada a una bibliografia di scenario e quindi ai testi fondamentali.
  • Potevo consigliarvi dei manuali tecnici sul corporate blogging e sul corporate podcasting, ma credo che considerate le vostre competenze tecniche o di comunicatori la priorità vada a una bibliografia di scenario e quindi ai testi fondamentali.
  • Web 2.0 e nuove strategie di marketing

    1. 1. Web 2.0, cambiare il modo di pensare Antonio Pavolini – www.conversational.it
    2. 2. Che cos’è il Web 2.0?
    3. 3. <ul><li>… </li></ul><ul><li>… </li></ul><ul><li>… </li></ul>Definizione di Web 2.0
    4. 4. Tim O’Reilly, il Web 2.0 e il marketing delle idee
    5. 5. Web 2.0: in cosa è nuovo <ul><li>Applicazioni Web, non Siti Web </li></ul><ul><li>UGC : User Generated Content </li></ul><ul><li>La pervasività orizzontale (sul web) ‏ </li></ul><ul><li>La pervasività verticale (sui device) ‏ </li></ul><ul><li>RSS Syndacation = Time to knowledge </li></ul><ul><li>Fruizione asincrona </li></ul><ul><li>“ Coda lunga” </li></ul>
    6. 6. Applicazioni UGC, non siti Web 1.0 Web 2.0
    7. 7. Pervasività orizzontale Web 1.0 Web 2.0 branded content bc branded content bc
    8. 8. Pervasività verticale Web 1.0 Web 2.0
    9. 9. RSS: Really Simple Syndacation <ul><li>informazioni business-critical… </li></ul><ul><li>… al momento giusto… </li></ul><ul><li>… al target considerato </li></ul>
    10. 10. Vi ricorda qualcosa? &quot; Knowledge Management is a set of practices aimed at delivering the right information to the right people at the right time in order to take the right decision&quot;
    11. 11. RSS = Time to Knowledge! =
    12. 12. Fruizione Asincrona <ul><li>Controllo totale dei contenuti (cosa voglio, quando voglio, come voglio, dove voglio) ‏ </li></ul><ul><li>Uso dei tempi morti </li></ul><ul><li>Uso efficiente della banda </li></ul><ul><li>Interazione efficiente con il creatore del contenuto </li></ul><ul><li>Archiviazione automatica </li></ul>
    13. 13. La coda lunga
    14. 14. La coda lunga e la distribuzione
    15. 15. User Generated Content: il sorpasso Source: Online video watch, June 2007
    16. 16. The cluetrain manifesto (1999) ‏ <ul><li>Le tesi principali </li></ul><ul><li>(Doc Searles, Christopher Locke, David Weinberger, Rick Levine) </li></ul><ul><li>Grazie alla rete, è iniziata una gigantesca conversazione globale </li></ul><ul><li>Le persone hanno moltiplicato esponenzialmente la capacità e la velocità nel condividere la conoscenza </li></ul><ul><li>I mercati sono più intelligenti . Le aziende che non si adatteranno sono destinate a scomparire </li></ul>
    17. 17. Mainstream vs Conversational <ul><li>Dal messaggio “blindato” top-down… </li></ul><ul><li>… al messaggio “discutibile” top-down-top-down-top…, nell’ambito di una “ corporate policy ” blindata ma concordata “ ex tunc ” con gli interlocutori </li></ul><ul><li>La chiave della credibilità è la trasparenza </li></ul><ul><li>Conversare con le persone dell’azienda , non con un marchio </li></ul><ul><li>Le persone dell’azienda sono trasparenti prima ancora di essere “social-responsible”. </li></ul>
    18. 18. Rinunciare a vendere sogni? <ul><li>Con l’uso dei conversational media l’azienda non rinuncia alle leve emotive esercitate dalla propria immagine </li></ul><ul><li>Semmai, rende più trasparente il fatto stesso di farne uso , garantendo il cliente rispetto al rischio di un loro abuso </li></ul>
    19. 19. I social network in Italia Source: comScore, March 2009
    20. 20. I social network nel mondo
    21. 21. Essere nei Social Networks
    22. 22. Le applicazioni più popolari 2.0 <ul><li>Caratteristiche </li></ul><ul><li>Gestisce in un ambiente unico, sicuro e user-friendly le relazioni in rete degli utenti in rete in modo “ ricco ”, con una miriade di applicazioni aperte e sviluppate continuamente da terze parti </li></ul><ul><li>Può incorporare tutti gli altri servizi in un “luogo” unico , ed è il principale candidato a diventare il social network centrale </li></ul><ul><li>Applicazioni aziendali </li></ul><ul><li>Campagne </li></ul><ul><li>Recensioni Prodotti </li></ul><ul><li>Fan club </li></ul><ul><li>Concorsi </li></ul><ul><li>Sondaggi </li></ul><ul><li>… </li></ul><ul><li>… </li></ul>
    23. 23. Le applicazioni più popolari 2.0 <ul><li>Caratteristiche </li></ul><ul><li>Il principale social network basato sul video sharing </li></ul><ul><li>Accetta UGC ma anche branded content </li></ul><ul><li>La sua natura onnivora fa sì che ogni video pubblicato abbia un numero di accessi che nessun altro sistema simile è in grado di garantire </li></ul><ul><li>La principale issue è legata alla gestione dei diritti digitali </li></ul><ul><li>Applicazioni aziendali </li></ul><ul><li>Repository naturale di contenuti branded content , se l’azienda accetta: </li></ul><ul><li>la logica conversazionale (e con essa la messa in discussione delle leve emotive e razionali della propria immagine) ‏ </li></ul><ul><li>la rinuncia all’approccio hollywoodiano </li></ul>
    24. 24. Le applicazioni più popolari 2.0 <ul><li>Caratteristiche </li></ul><ul><li>Il principale social network basato sul photo sharing </li></ul><ul><li>Gli account pro (a pagamento) “ mantengono ” la gran massa di account basic </li></ul><ul><li>Ha nei gruppi tematici la sua forza principale </li></ul><ul><li>Applicazioni aziendali </li></ul><ul><li>concorsi </li></ul><ul><li>creazione e moderazioni gruppi legati a un prodotto/servizio </li></ul>
    25. 25. Le applicazioni più popolari 2.0 <ul><li>Caratteristiche </li></ul><ul><li>Il principale social network basato sul buzz marketing </li></ul><ul><li>Questionari su prodotti/ servizi </li></ul><ul><li>Feedback sui prodotti/servizi testati </li></ul><ul><li>Report su come si è svolta l’azione di passaparola </li></ul><ul><li>Partecipare a una campagna comporta vantaggi per gli utenti </li></ul><ul><li>Applicazioni aziendali </li></ul><ul><li>Buzz marketing </li></ul><ul><li>Rilevazione elementi qualitativi attraverso report e feedback (conseguente risparmio su sondaggi qualitativi e focus group) ‏ </li></ul><ul><li>Beta testing </li></ul>
    26. 26. Le applicazioni più popolari 2.0 <ul><li>Caratteristiche </li></ul><ul><li>Il principale social network basato sul microblogging </li></ul><ul><li>Messaggi di solo testo inviati su multipiattaforma (SMS, IM, Web) in tempo reale , al costo della connessione </li></ul><ul><li>Ha nei widget il punto di forza </li></ul><ul><li>Applicazioni aziendali </li></ul><ul><li>Sistema di alert meno invasivo e costoso di un SMS </li></ul><ul><li>Campagne e promozioni last-minute personalizzate </li></ul><ul><li>Annunci tecnici </li></ul>
    27. 27. I blog sono social network!
    28. 28. Alcuni diritti riservati Questa presentazione è soggetta alla licenza Creative Commons riportata a fianco, che indica i relativi diritti riservati e le condizioni d’uso da parte di terzi.
    29. 29. Web 2.0 e comunicazione aziendale
    30. 30. Pervasività sul Web della comunicazione aziendale Web 1.0 brand brand campagna offline accessi online
    31. 31. Pervasività sul Web della comunicazione aziendale Web 2.0 brand Social networks branded content corporate blog
    32. 32. Wikinomics
    33. 33. Community Management <ul><li>Stabilire lo scopo </li></ul><ul><li>Stabilire la policy </li></ul><ul><li>Condividere la policy con la community </li></ul><ul><li>Conoscere gli utenti (per esempio, profilandoli) ‏ </li></ul><ul><li>Gestire la relazione con gli utenti </li></ul><ul><li>Sfruttare i vantaggi della fruizione asincrona … </li></ul><ul><li>… per creare eventi sincroni ! </li></ul>
    34. 34. Gli strumenti: Corporate Blogging
    35. 35. Definizione di Blog
    36. 36. Anatomia di un blog <ul><li>A - Post </li></ul><ul><li>B - Link </li></ul><ul><li>C - Archivi </li></ul><ul><li>D - Articoli recenti </li></ul><ul><li>E - Barra di ricerca </li></ul><ul><li>F – Blogroll </li></ul><ul><li>G –Ads </li></ul><ul><li>H - Syndacation </li></ul>
    37. 37. Definizione di Corporate Blog
    38. 38. Ambiti e contesti
    39. 39. The Zerfass Analysis
    40. 40. A proposito di CEO blogs Source: Anthony Zerfass, 2007
    41. 41. Case Study 1 – Ducati Desmoblog
    42. 42. Case Study 2 – Fiat Bravo (layout) ‏
    43. 43. Case Study 2 – Fiat Bravo (policy) ‏
    44. 44. Case Study 2 – Fiat Bravo (about) ‏
    45. 45. Case Study 3 – Microsoft (Blog Dir.) ‏
    46. 46. Case Study 3 – Microsoft (SPoint) ‏
    47. 47. Riflessioni sul caso Microsoft <ul><li>Hanno usato la propria piattaforma , la stessa che è sul mercato </li></ul><ul><li>Parlano le persone , non il marchio </li></ul><ul><li>La percezione generale dell’azienda sta cambiando </li></ul><ul><li>(Source: John Cass, 2007) ‏ </li></ul>
    48. 48. Ancora sulla strategia di Microsoft (bloggers relations) ‏ <ul><li>Effettua un monitoraggio costante di forum, blog, podcast, social networks e altre community </li></ul><ul><li>Usa i propri blog per sondare il clima, gestire le issues , anticipare le crisi </li></ul><ul><li>Invita i blogger più influenti a eventi blogger-tailored nel mondo reale </li></ul><ul><li>Accredita i blogger più influenti ai propri eventi per la stampa </li></ul>
    49. 49. Trasparenza + apertura = credibilità <ul><li>Fact: 3000 dipendenti Sun hanno il loro blog </li></ul>
    50. 50. Blog, issues management & crisis communication: chi si è fatto male
    51. 51. A proposito di credibilità (Source: Forrester/Nielsen/Intelliseek, 2008)
    52. 52. Sempre a proposito di credibilità
    53. 53. Farsi molto male: i fake blog
    54. 54. Tutti d’accordo?
    55. 55. L’approccio “rassicurante”: coi marchi si conversa, eccome! MS Advertising Campagna AlfaMIto (2009)
    56. 56. L’approccio “rassicurante”: coi marchi si conversa, eccome! MS Advertising Coca Cola Happiness Factory (2008)
    57. 57. Gli strumenti: Corporate Podcasting
    58. 58. Capire il Podcasting dall’esterno
    59. 59. La provocazione <ul><li>“ Sono stupefatto di come ci sia chi non capisca ancora che, tra cinque anni, la gente riderà pensando alla televisione che era solita guardare” </li></ul><ul><li>Bill Gates, 27 gennaio 2007, World Economic Forum, Davos </li></ul>
    60. 60. <ul><li>… </li></ul><ul><li>… </li></ul><ul><li>… </li></ul>Definizione di Podcasting
    61. 61. Gli equivoci sul podcasting <ul><li>“ Podcasting =download di file multimediali da Internet” </li></ul><ul><li>“ Podcasting=Webcasting” </li></ul><ul><li>“ Podcasting=Solo su iPod” </li></ul><ul><li>“ Podcasting as The next big thing” </li></ul><ul><li>“ Podcasting as an ‘Internet fad’” </li></ul>
    62. 62. Definizione di Podcasting <ul><li>Una nuova modalità di distribuzione di contenuti multimediali </li></ul><ul><li>Come funziona? </li></ul><ul><li>Dal punto di vista del fruitore </li></ul><ul><li>Dal punto di vista del creatore </li></ul><ul><li>Dal punto di vista della tecnologia </li></ul>
    63. 63. L’esperienza del fruitore
    64. 64. L’esperienza del fruitore <ul><li>Di cosa abbiamo bisogno </li></ul><ul><li>Un computer </li></ul><ul><li>Un collegamento ad Internet </li></ul><ul><li>Un lettore portatile </li></ul>
    65. 65. L’Aggregatore ITunes Juice
    66. 66. Inseguiamo i nostri interessi
    67. 67. Inseguiamo i nostri interessi
    68. 68. Scegliamo il contenuto
    69. 69. Scegliamo il contenuto
    70. 70. Vantaggi del fruitore <ul><li>Controllo totale dei contenuti </li></ul><ul><li>Fruizione asincrona </li></ul><ul><li>Portabilità </li></ul><ul><li>Uso dei tempi morti </li></ul><ul><li>Uso efficiente della banda </li></ul><ul><li>Interazione con il creatore (blog) ‏ </li></ul>
    71. 71.
    72. 72. Capire il Podcasting dall’interno
    73. 73. La tecnologia
    74. 74. La tecnologia <ul><li>Quello che esisteva già… </li></ul>
    75. 75. La tecnologia <ul><li>… e l’unica cosa che non esisteva ancora </li></ul>
    76. 76. L’invenzione di Dave Winer 28.2.2008 Antonio Pavolini – antoniocontent@yahoo.it +
    77. 77. L’invenzione di Dave Winer
    78. 78. L’invenzione di Dave Winer
    79. 79. Podcasting!
    80. 80. Definizione Completa
    81. 81. Podcasting vs Streaming <ul><li>Podcasting </li></ul><ul><li>Libera scelta e gestione del contenuto </li></ul><ul><li>Syndacation </li></ul><ul><li>Uso efficiente del tempo </li></ul><ul><li>Uso efficiente della banda </li></ul><ul><li>Fruizione in differita </li></ul><ul><li>Assenza di Costi di distribuzione </li></ul><ul><li>Utenti in contemporanea senza limiti </li></ul><ul><li>Community </li></ul><ul><li>Interazione “differita” con i fruitori (per ora) ‏ </li></ul><ul><li>Streaming </li></ul><ul><li>Libera scelta e gestione del contenuto </li></ul><ul><li>Uso inefficiente del tempo </li></ul><ul><li>Uso inefficiente della banda </li></ul><ul><li>Fruizione in diretta </li></ul><ul><li>Costi di distribuzione </li></ul><ul><li>Utenti in contemporanea limitati </li></ul><ul><li>Community </li></ul><ul><li>Interazione diretta con i fruitori </li></ul>
    82. 82. La fruizione asincrona: il Podcasting come “fenomeno nel fenomeno”
    83. 83. I protagonisti MySKY AppleTV iPhone TiVO
    84. 84. Business Podcasting
    85. 85. Il podcasting come strumento aziendale
    86. 86. Uno strumento aziendale… <ul><li>di marketing communication </li></ul><ul><li>di comunicazione a singole comunità individuate di stakeholders (dipendenti, azionisti, stampa – VNR – influenti, etc.) ‏ </li></ul><ul><li>di knowledge management aziendale (es: forza vendita) ‏ </li></ul><ul><li>come servizio di valore aggiunto ai clienti e/o stakeholders </li></ul>
    87. 87. Corporate Podcasting <ul><li>Come Strumento di Marketing Communications (Feltrinelli.it) ‏ </li></ul>
    88. 88. Corporate Podcasting <ul><li>Come Strumento di Marketing Communications (General Motors - Fastlane) ‏ </li></ul>
    89. 89. Corporate Podcasting <ul><li>Come strumento di Marketing Communications (Whirlpool American Family) ‏ </li></ul>
    90. 90. Corporate Podcasting <ul><li>Come strumento di Marketing Communications (Acuvue) ‏ </li></ul>
    91. 91. Corporate Podcasting <ul><li>Come strumento di Marketing Communications (BMW) ‏ </li></ul>
    92. 92. Corporate Podcasting <ul><li>Come Strumento di Marketing Communications (Harvard Business Review - IdeaCast) ‏ </li></ul>
    93. 93. Corporate Podcasting <ul><li>Come Strumento per la forza vendita ( Keane.com ) ‏ </li></ul>
    94. 94. Corporate Podcasting <ul><li>Come strumento di Investor Relations ( IBM ) ‏ </li></ul>
    95. 95. Corporate Podcasting <ul><li>Training and Internal Communication: Alcatel-Lucent </li></ul>
    96. 96. Corporate Podcasting <ul><li>Come B2B tool – Sun Microsystems </li></ul>
    97. 97. Corporate Podcasting <ul><li>Come Servizio a Valore Aggiunto per i clienti ( Scuderie del Quirinale ) ‏ </li></ul>
    98. 98. It works! <ul><li>I primi risultati concreti in termini di obiettivi di business provengono dal mondo della consulenza </li></ul><ul><li>Bearing Point ha constatato che i propri white papers promossi attraverso il podcasting hanno un “sign up rate” del 30% contro il 10% delle tecniche di marketing tradizionali </li></ul>
    99. 99. Da ricordare: <ul><li>La flessibilità del podcasting, a differenza dei supporti multimediali tradizionali, ci permette di tarare tutte le caratteristiche del contenuto, (format, qualita, specifiche tecniche, etc.) in base a </li></ul><ul><li>Caratteristiche del target </li></ul><ul><li>Modalità di fruizione attesa del target </li></ul><ul><li>Aspettative del target </li></ul><ul><li>Quindi… </li></ul>
    100. 100. Regola n.1: studiare le abitudini del target <ul><li>Qual è la tech literacy del nostro target? </li></ul><ul><li>Con quale device di fruizione il nostro target ha più confidenza? </li></ul><ul><li>Quando il nostro target ha un “tempo morto?” e… </li></ul><ul><li>… quanto durano i “tempi morti” del nostro target? </li></ul>
    101. 101. Regola n.2: studiare le aspettative del target <ul><li>Quali sono le aspettative del nostro target in merito a: </li></ul><ul><li>Natura del contenuto </li></ul><ul><li>Qualità tecnica audio/video del contenuto </li></ul><ul><li>Qualità “autoriale” del contenuto </li></ul><ul><li>Livello di approfondimento/sintesi </li></ul>
    102. 102. A proposito della regola n.2 Outsourced (agenzie, studi, etc.) ‏ Trained In-House In-House In-House Produzione Presa Video: Camera Prosumer DV, Presa Audio: Microfono a Condensatore fascia alta Editing: Adobe Premiere Pro, Adobe Audition, DV Funzionale/Broadcast Clienti B2B Presa Video: Camera Consumer MiniDV, Presa Audio; Microfono a Condensatore fascia media Editing: Audacity, Windows Movie Maker, Premiere Elements Funzionale Addetti ai lavori (analisti, investitori, community) ‏ Presa Video: Camere Digibeta Presa Audio: Microfoni Professionali Editing: Avid, FinalCut Pro, Adobe Premiere Pro, ProTools, CuBase Broadcast Clienti B2C Presa video: Camera Consumer MiniDV Presa audio: Microfono a condensatore fascia media Editing: Audacity, Windows Movie Maker, Premiere Elements Funzionale Dipendenti Strumenti Qualità Attesa Audience
    103. 103. Regola n. 3: RSS = Time to Knowledge <ul><li>Come sfruttare la tecnologia RSS per fare arrivare… </li></ul><ul><li>le informazioni business-critical… </li></ul><ul><li>… al momento giusto… </li></ul><ul><li>… al target considerato? </li></ul>
    104. 104. Ma soprattutto: Regola n.4 <ul><li>Sfruttare il capitale </li></ul><ul><li>conoscitivo , </li></ul><ul><li>emotivo, </li></ul><ul><li>creativo </li></ul><ul><li>già presente in vostra azienda </li></ul>
    105. 105. Gli strumenti: Corporate Web TV
    106. 106. Distinzioni <ul><li>Web TV (sincrona/asincrona) ‏ </li></ul><ul><li>Video Sharing (asincrona) ‏ </li></ul><ul><li>IPTV (sincrona/asincrona) </li></ul><ul><li>Net TV (sincrona/asincrona) ‏ </li></ul><ul><li>senza dimenticare… </li></ul><ul><li>Life sharing Net TV ‏ </li></ul>
    107. 107. Dove vogliamo andare? <ul><li>Redazione centralizzata </li></ul><ul><li>Produzione e distribuzione decentrata </li></ul><ul><li>Streaming Only </li></ul><ul><li>Bassa interattività </li></ul><ul><li>Aggregazione limitata </li></ul><ul><li>Aggregazione platform centric </li></ul>Web 1.0: Web TV Web 2.0: Net TV <ul><li>Redazione decentrata </li></ul><ul><li>Produzione e distribuzione centralizzata su webapp </li></ul><ul><li>Streaming AND on demand </li></ul><ul><li>Alta interattività </li></ul><ul><li>Aggregazione illimitata </li></ul><ul><li>Aggregazione platform-independent (tag-based) ‏ </li></ul>
    108. 108. Case Study: Infrastruttura Enel “as is” (Web TV) ‏
    109. 109. Case Study: Infrastruttura Enel “as it could be” (Net TV) ‏
    110. 110. Case Study: Infrastruttura Enel “as it could be” (Net TV) ‏
    111. 111. Case Study: Struttura Enel “as is” (Web TV) ‏
    112. 112. Case Study: Struttura Enel “as it could be” (Net TV) ‏ 1 persona
    113. 113. Bibliografia essenziale <ul><li>Chris Anderson, La Coda Lunga </li></ul><ul><li>Sergio Maistrello, La Parte Abitata della Rete ( Tecniche Nuove, 2007) </li></ul><ul><li>Doc Searles, Christopher Locke & altri, The Cluetrain Manifesto </li></ul><ul><li>Don Tapscott, Wikinomics </li></ul><ul><li>Tommaso Tessarolo , Net TV (Apogeo, 2007) ‏ </li></ul>
    114. 114. Contatti e approfondimenti <ul><li>Antonio Pavolini – [email_address] </li></ul><ul><li>Tel. 335.6995039 </li></ul><ul><li>Blog : </li></ul><ul><li>www.conversational.it </li></ul>
    115. 115. Alcuni diritti riservati Questa presentazione è soggetta alla licenza Creative Commons riportata a fianco, che indica i relativi diritti riservati e le condizioni d’uso da parte di terzi.

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