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ECOGRILLO
Per	un	futuro	sostenibile
Settembre	2016
A	cura	di	Marco	Morosini
Grafica:	Maurizio	Manca
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Futuro	sostenibile,
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						Eventually	the	world	will	no
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sui	 temi	 della	 sostenibilità.	 Nel	 manual...
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WOLFGANG	SACHS	WUPPERTAL	INSTITUT
.........................................................................................
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Alcune	proposte	di	riforma	da
"Futuro	Sostenibile"
DECELERAZIONE	
Costruzione	di	automobili	e	treni	per
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FRASI	E	BRANI	SCELTI	(19	pagine)
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LO	SPAZZOGRILLO
(Spettacolo	su	RAIUNO	1993)
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PERCHÉ	NON	VOTO
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Non	 ho	 votato	 alle	 elezioni	 italiane.	 La	 legge
elettorale,	concepita	da	un	dentista	di	Bergamo	che
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Politecnici	federali	di	Zurigo	e	di	Losanna	e	adottato
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2)	novatlantis.ch
3)	 http://www.are.admin.ch/dokumentation/
00121/00224/index.html?lang=it&msg-id=1020...
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Nel	 1986,	 come	 reazione	 alla	 catastrofe	 di	 Cernobyl,	 Ursula	 e	 Michael	 Sladek	 fondano	 con	 i	 cittadini	 di...
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SPETTACOLO	IN	RAI	(1993)
2/12/1993	Teatro	delle	Vittorie,	Roma
https://www.youtube.com/watch?
v=V63qk68zLTs
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https://www.youtube.com/watch?
v=alZnfS9Ipk4
DISCORSO	ALL'UMANITÀ	(2001)
31/12/2001	su	Tele+
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UN	FUTURO	SOSTENIBILE	(1998)
Con	meno,	di	più	e	meglio.	Una	speranza	per	il	nuovo	millennio
Gian	Luigi	Quarti	
Tiziano	...
15
https://www.youtube.com/watch?
v=3TLy1ALGdNo
UN	GRILLO	PER	LA	TESTA	(1995)
Lo	"Zaino	ecologico"	e	il	"punto	di	non	rito...
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http://www.lafeltrinelli.it/libri/beppe-grillo/tutto-grillo-che-conta/9788807490439		
TUTTO	IL	GRILLO	CHE
CONTA	(2006)
...
17
Alcune	buone	proposte	
per	lo	sviluppo	sostenibile
PER	UNA	RIFORMA	FISCALE
ECOLOGICA	IN	ITALIA
http://www.meetupeuropa....
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ECOGRILLO - Beppe Grillo per futuro sostenibile - settembre 2016

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ECOGRILLO - Beppe Grillo per un futuro sostenibile - Settembre 2016
INDICE
- Studio "Futuro sostenibile” del Wuppertal Institut (2011)
- Proposte di riforma da “Futuro sostenibile”
- Lo Spazzogrillo - Ovvero l’economia del buon senso
- Perché non voto, Beppe Grillo, Internazionale, 11 aprile 2008
- Meno energia, materiali, fatica, Beppe Grillo, Area 7, 16 maggio 2008
- L'ElettroDemocrazia di Schönau
- Due film con Beppe Grillo: Un Grillo per la testa (1995), Un futuro sostenibile (1998)
- Due trasmissioni di Beppe Grillo: Ritorno in RAI (RAI UNO, 1993), Discorso all’umanità (Telepiù, 2001)
- Libro “Tutto il Grillo che conta” (2006, Feltrinelli, 500 000 venduti)
- Alcune buone proposte dal mondo per lo sviluppo sostenibile

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ECOGRILLO - Beppe Grillo per futuro sostenibile - settembre 2016

  1. 1. ECOGRILLO Per un futuro sostenibile Settembre 2016
  2. 2. A cura di Marco Morosini Grafica: Maurizio Manca
  3. 3. 1 Futuro sostenibile, istruzioni per l'uso Eventually the world will no longer be divided by the ideologies of 'le t' and 'right' but by those who accept ecological limits and those who don't. Wolfgang Sachs 2 Indice Perché non voto Internazionale n° 739 11 aprile 2008 Meno energia, materiali, fatica Area Anno XI, n° 20-21 16 maggio 2008 7 8 L'ElettroDemocrazia di Schönau11 ................................................................................................................................................................................................... 17 Proposte per un futuro sostenibile Video12 Tutto il Grillo che conta 16 6 Lo SpazzoGrillo
  4. 4. 2 Il Wuppertal Institut è uno dei più importanti centri di ricerca sui temi della sostenibilità. Nel manuale "Futuro Sostenibile", Wolfgang Sachs e l’équipe da lui coordinata al Wuppertal Institut analizzano i principali fattori della crisi ecologica e sociale globale e propongono ai paesi industrializzati un’agenda concreta per riformare la società, l’economia e le tecnologie, le istituzioni internazionali e le relazioni economiche Nord-Sud, gli stili di vita e la partecipazione politica dei cittadiniconsumatori. Sostenibilità ambientale e sradicamento della povertà sono sono alcuni degli obiettivi di sviluppo del millennio. Se vogliamo raggiungere questi obiettivi dobbiamo renderci conto che è ipocrita pensare che la riduzione della povertà non debba passare da una mitigazione della ricchezza. Beppe Grillo Futuro sostenibile, istruzioni per l'uso Costruire un futuro sostenibile non significa solo ridurre i danni all'ambiente. Significa creare qualcosa di nuovo e rendere possibile la rigenerazione delle risorse." .................................................................................................................................................................................................... FUTURO SOSTENIBILE (2011) Le risposte eco-sociali alle crisi in Europa - Wuppertal Institut Edizione italiana a cura di Marco Morosini e Wolfgang Sachs Edizioni Ambiente, Milano, 2011, http://www.slideshare.net/morosini1952/futuro-sostenibile-2011-wuppertal-institut/ Grazie alla loro capacità di coniugare le questioni dell’ecologia con i temi della giustizia sociale, Wolfgang Sachs e il Wuppertal Institut sono un riferimento per il mondo ambientalista e per quello cristiano. Con Futuro sostenibile, Sachs e l’équipe da lui coordinata al Wuppertal Institut analizzano i principali fattori della crisi ecologica e sociale globale e propongono ai paesi industrializzati un’agenda concreta per riformare la società, l’economia e le tecnologie, le istituzioni internazionali e le relazioni economiche Nord- Sud, gli stili di vita e la partecipazione politica dei cittadini-consumatori. Questo studio ha ispirato una campagna per la sostenibilità promossa da tre grandi organizzazioni tedesche per l’ambiente e per la cooperazione allo sviluppo. È stato definito “un’opera di riferimento nel campo della sostenibilità” dall’ex presidente della Repubblica Federale Tedesca, Horst Köhler, ed è sulla scrivania dell’attuale presidente, Christian Wulff. L’edizione italiana è stata adattata ai paesi europei e integrata con alcuni riferimenti al nostro paese, proponendosi così come un concreto progetto politico e sociale per un futuro sostenibile. Il Wuppertal Institut per il clima, l’ambiente e l’energia, fondato nel 1991, è considerato uno dei più importanti centri di ricerca interdisciplinare sui temi della sostenibilità. Oltre che con diverse università, il Wuppertal Institut collabora con il governo tedesco e con il Programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente.
  5. 5. 3 WOLFGANG SACHS WUPPERTAL INSTITUT .................................................................................................................................................................................................... MARCO MOROSINI ETH ZURICH I curatori Autore di numerosi libri e direttore della sede di Berlino del Wuppertal Institut, ha studiato sociologia e teologia cattolica. Ha insegnato all’Università di Pennsylvania, è docente allo Schumacher College, professore onorario alla Università di Kassel, collaboratore dell’IPCC, membro del Club of Rome. Ha curato Il dizionario dello sviluppo (Ega, 2004), un classico degli studi sulla sostenibilità e la giustizia sociale. Tra i suoi titoli più recenti in italiano: Per un futuro equo (Feltrinelli, 2007), Ambiente e giustizia sociale (Editori Riuniti, 2002) e Futuro sostenibile – Riconversione ecologica. Nord-Sud, nuovi stili di vita (Emi, 1997). Insegna politiche ambientali al Politecnico federale di Zurigo. Ha studiato chimica e tecnologie farmaceutiche, ecotossicologia e chimica analitica ambientale. E' stato direttore di progetto al Center of Technology Assessment di Stoccarda, dove ha pubblicato un manuale in tre volumi sugli indicatori di sviluppo sostenibile (Umweltindikatoren und nachhaltige Entwicklung, 2001-2002). Ha curato “Futuro sostenibile” (EMI, 1997). Sullo sviluppo sostenibile ha realizzato documentari televisivi, scritto testi per il teatro e la televisione, e tenuto una rubrica nella pagina “Ethical living” del settimanale Internazionale. Dal 1993 collabora con Beppe Grillo. Adelheid Biesecker, Prof. i.R. Dr., Università di Brema (capitolo 7) Susanne Böhler, Wuppertal Institut (capitoli 10, 17) Reinhild Bode, Wuppertal Institut (capitolo 15) Claudia von Braunmü̈hl, Prof. Dr., Libera Università di Berlino (capitolo 7) Manfred Fischedick, Dr., Wuppertal Institut (capitolo 9) Justus von Geibler, Wuppertal Institut (capitolo 15) Andre Holtrup, Dr., Università di Brema (capitolo 13) Wolfgang Irrek, Dr., Wuppertal Institut (contributo al capitolo 10) Kora Kristof, Dr., Wuppertal Institut (contributo al capitolo 10) Michael Kopatz, Dr., Wuppertal Institut (capitoli 10, 13, 17, 18, coordinamento) Manfred Linz, Dr., Wuppertal Institut (capitoli 8, 13, rilettura) Rainer Lucas, Wuppertal Institut (capitolo 12) Fred Luks, Dr., Istituto austriaco per lo sviluppo sostenibile (capitolo 4) Hans-Jochen Luhmann, Dr., Wuppertal Institut (capitoli 2, 8, 11) Marco Morosini, Dr., Politecnico federale di Zurigo (aggiornamento di tutto il testo, note e bibliografia, adattamento all’Italia, nuovi testi su Italia e Svizzera) Thomas Orbach, Wuppertal Institut (capitolo 11) Hermann E. Ott, Dr., Wuppertal Institut (capitoli 14, 19) Birthe Paul, Wuppertal Institut (“Finestre sul 2022” e box d’informazione) Barbara Richard, Wuppertal Institut (“Finestre sul 2022” e box d’informazione) Oscar Reutter, Dr., Wuppertal Institut (capitoli 10, 17 e finalizzazione) Dorle Riechert, Wuppertal Institut (rilettura) Wolfgang Sachs, Prof. Dr., Wuppertal Institut, Università di Kassel (capitoli 1, 3, 5, 6, 11, 19, coordinamento editoriale) Tilman Santarius, Wuppertal Institut (capitolo 16) Gerhard Scherhorn, Prof. Dr., Emerito dell’Università di Hohenheim (capitoli 8, 11) Julia Schlü̈ns, Wuppertal Institut (“Finestre sul 2022” e box d’informazione) Helmut Spitzley, Prof. Dr., Università di Brema (capitolo 13) Mark Starmanns, Wuppertal Institut (capitolo 15) Nikolaus Supersberger, Dr., Wuppertal Institut (capitolo 2) Uta von Winterfeld, PD Dr., Wuppertal Institut, Libera Università di Berlino (capitolo 7) Gli autori
  6. 6. 4 Alcune proposte di riforma da "Futuro Sostenibile" DECELERAZIONE Costruzione di automobili e treni per velocità massime di 120 km/h e di 200 km/h LAVORO RETRIBUITO “Tempo pieno breve” di 1300 ore all’anno garantito a tutti e tutte IL LAVORO INTERO 1/3 del tempo al lavoro retribuito, 1/3 al lavoro di cura, 1/3 al lavoro di impegno per la comunità ENERGIA, QUANTITA “Una società a 2000 watt”, cioè la riduzione di 2/3 dell’uso pro capite di energia primaria da 53 000 kWh/anno (190 GJ o 4,5 tep) a 18 000 kWh/anno (63 GJ o 1,5 tep). Ciò equivarrebbe a ridurre da 6000 watt a 2000 watt la potenza dell’attuale flusso continuo di energia pro capite. ENERGIA, QUALITA 90-100 % di elettricità da fonti rinnovabili entro il 2050 90-100% di energia primaria da energie rinnovabili entro il 2050-2100 CONTRACTING Un milione di contratti di “contracting energetico”: le aziende di contracting progettano, realizzano, finanziano e gestiscono servizi energetici più efficienti per l’utente; quindi si spartiscono con l’utente il guadango derivante dall'abbassamento dei costi di esercizio POLITICA ECONOMICA Più regionalizzazione, più regolazione COMMERCIO ESTERO Abolizione delle sovvenzioni agrarie per l'esportazione. Riforma dell'Organizzazione Mondiale del Commercio, con inclusione di standard ecologici e sociali POLITICA FISCALE "Riforma fiscale ecologica": tassare di meno il lavoro e più il consumo di energia e risorse REDDITO DI CITTADINANZA Reddito minimo garantito a tutti i cittadini AGRICOLTURA Graduale rinuncia ai pesticidi e ai concimi chimici
  7. 7. 5 FRASI E BRANI SCELTI (19 pagine) http://www.edizioniambiente.it/repository/risorse/reader_braniscelti_futurosostenibile.pdf RIASSUNTO DEL LIBRO "FUTURO SOSTENIBILE" (13 pagine) http://www.slideshare.net/morosini1952/futuro-sostenibile- crisiecologicaesocialemorosiniaggsoc2011 RECENSIONE SU AVVENIRE 8 novembre 2011 http://www.slideshare.net/morosini1952/futuro-sostenibile-avvenire110608 CONFERENZA "7 RIFORME PER UN FUTURO SOSTENIBILE DELL'EUROPA E DELL'ITALIA" http://www.slideshare.net/morosini1952/udine-mm-120516 1 Società 2 Economia 3 Energia e tecnologie 4 Istituzioni internazionali 5 Relazioni economiche Nord-Sud 6 Stili di vita 7 Partecipazione politica dei cittadini
  8. 8. 6 LO SPAZZOGRILLO (Spettacolo su RAIUNO 1993) https://www.youtube.com/watch? v=jlesiv4jG0I ... e allora noi buttiamo via questo e chissenefrega, sono 10 grammi di plastica ma la plastica si fa col petrolio. Se moltiplichiamo per 50 milioni di spazzolini... è già una petroliera piccola! E la buttiamo via. Questo spazzolino va in un fornetto. Nel PVC c'è il cloruro e a 650 °C il cloruro reagisce. Perché non è un vigliacco! Reagisce e diventa diossina AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA (che non è una bestemmia ma un gas) e va in cielo e l'aria la trasporta per i prati, i campi, i mari, arriva su un oceano, piove, la diossina va in mare, in mare c'è il plancton, i pesci mangiano il plancton, tu vai al ristorante e spendi 80.000 lire per un branzino e ti sei mangiato il tuo spazzolino! ... Io voglio lavarmi i denti con uno spazzolino concepito e costruito in un altro modo!
  9. 9. 7 PERCHÉ NON VOTO Non voterò alle prossime elezioni anche perché nessuno dice cosa farà affinché nel 2050 l’Italia sia un paese vivibile, in un mondo vivibile. Facciamo danni che durano millenni, come non era mai successo prima. È questa la grande novità della tecnologia. I politici, quindi, devono darsi degli obiettivi che siano molto più in là di una legislatura. Quasi tutti i peggioramenti della nostra vita hanno un’unica causa: troppa economia. Troppa energia, troppo petrolio, troppi materiali, troppo inquinamento, troppi rifiuti, troppa pubblicità, troppa corruzione, troppo stress, troppo lavoro. Contro questi eccessi bisogna agire subito. Il risultato dovrebbe essere: meno economia, più vita, “less stuff, more fun”, come dice l’associazione New american dream. Tra i paesi industriali, l’Italia è al primo posto per cemento, automobili e telefonini, ma tra gli ultimi per la felicità dei suoi abitanti. Se usassimo meno energia e meno materiali, ci basterebbe lavorare meno e vivremmo meglio. Faremmo meno danni e risparmieremmo milioni di ore di lavoro, che oggi usiamo per rimediare a quei danni. L’economia servirebbe a far star bene le persone, non il contrario. Oggi consumiamo per poter vendere, vendiamo per poter produrre, produciamo per poter lavorare. È il contrario di come hanno funzionato finora tutte le civiltà. Spendiamo in pubblicità mille miliardi di euro all’anno per convincere persone che non ne hanno i mezzi a comprare cose di cui non hanno bisogno. I politici dovrebbero impegnarsi da subito su tre obiettivi: meno energia, meno materiali, meno fatica. Meno energia! Dei tre obiettivi, è il più importante. In Europa consumiamo seimila watt a testa ogni anno. È come avere 60 lampadine da cento watt accese giorno e notte. Più di metà di quest’energia va sprecata. Riducendo gli sprechi si può ridurre il consumo senza diminuire il benessere. Entro il 2050 possiamo scendere a 2.000 watt per abitante, come negli anni sessanta. Perché 2.000? Primo: 2.000 watt è il consumo medio della popolazione mondiale; non aumentarlo vuol dire non peggiorare la situazione. Se vogliamo permettere a quattro miliardi di persone di vivere meglio, dobbiamo consumare meno. Secondo: una “società da 2.000 watt” è, per esempio, l’obiettivo della Svizzera per il 2050 (novatlantis.ch), adottato dal governo nel 2002. In Svizzera ci sono novemila edifici a basso consumo, costruiti secondo lo standard nazionale “minergie”, e centomila riscaldati con le pompe di calore (geothermie.ch). Meno materiali! Per ogni italiano si prelevano ogni anno 36 tonnellate di materie prime, che per tre quarti tornano nella natura entro un anno sotto forma di rifiuti o emissioni. Gran parte di questi scarti sarebbe utile per costruire nuovi prodotti. Invece li mescoliamo, li disperdiamo, li seppelliamo, cerchiamo di bruciarli. Basterebbe che ogni ramo industriale riprendesse i prodotti che ha fabbricato e gran parte dei materiali si potrebbe riutilizzare. In Svizzera potete riportare gli elettrodomestici in qualunque negozio. Secondo il Factor 10 institute, i paesi industriali possono ridurre di dieci volte l’uso di materie prime entro il 2050, un obiettivo raccomandato anche dal Programma delle Nazioni Unite per l’ambiente. Basterebbe tassare meno il lavoro e più i materiali, i combustibili e le emissioni. Questa strategia, già in atto in alcuni paesi, si chiama Riforma fiscale ecologica. Chi vuole impegnarsi a promuoverla in Italia? Entro il 2050, venti tonnellate per abitante. È possibile, ma bisogna cominciare adesso. Meno lavoro! Grazie all’ingegno umano e alla legislazione sociale, oggi si lavora metà delle ore di cento anni fa e si produce dieci volte di più. Da secoli, progresso significa usare l’aumento di produttività per fabbricare più merci e diminuire la fatica. Secondo alcuni, però, quest’ultimo vantaggio del progresso oggi deve fermarsi: l’aumento della produttività dovrà servire solo ad aumentare le merci, mantenendo costanti le ore di lavoro o addirittura aumentandole. Un quarto del lavoro, tuttavia, crea prodotti inutili o dannosi e un altro quarto è usato per cercare di riparare ai danni fatti. Se non producessimo tanto e se facessimo meno danni, lavoreremmo la metà. Lo sosteneva già John Maynard Keynes nel 1930: entro un secolo quindici ore la settimana sarebbero bastate. Quale partito vuole raggiungere questo traguardo? Venti ore alla settimana di lavoro entro il 2050, meglio distribuite tra chi lavora troppo e chi è disoccupato. Per perseguire questi obiettivi occorrono decine d’iniziative. Ma il programma si può riassumere in una parola: meno. Meno energia, meno materiali, meno lavoro. Al momento non mi sembra ci siano partiti capaci di portarlo avanti. Se ne conoscete uno, buona fortuna. Intanto, l’unico “più” di cui abbiamo bisogno è più conoscenza, più libertà d’informazione. V-day il 25 aprile! Internazionale n°739 11 aprile 2008
  10. 10. 8 Non ho votato alle elezioni italiane. La legge elettorale, concepita da un dentista di Bergamo che la definisce "una porcata" e dal suo padrone che la definisce "un'ottima legge", è incostituzionale e impedisce ai cittadini di scegliere i candidati. Queste elezioni sono state dominate dalle campagne acquisti come i tornei di calcio, si è parlato molto di persone e poco di contenuti, gli slogan dei due principali candidati erano intercambiabili e non dicevano niente. Soprattutto non ho trovato in nessun partito una prospettiva per il futuro che andasse al di là di qualche anno. Eppure saranno gli eletti a decidere se il nostro paese andrà in guerra o no, se consumerà e inquinerà di più o di meno, se si continuerà a togliere ai poveri per dare ai ricchi o se si farà il contrario, se si continuerà a impoverire e privatizzare i beni e i servizi pubblici. Nei rari casi in cui in questa campagna si è parlato di contenuti, questi riguardavano in prevalenza la circolazione dei soldi, non delle cose. Se avessi dovuto chiedere un impegno per il futuro non avrei chiesto se mi promettevano di diminuire le tasse sulla mia fascia di reddito. Avrei chiesto: "Cosa mi prometti di fare subito perché fra cinquant'anni l'Italia sia vivibile, in un mondo vivibile?". Siamo arrivati a questo punto di crisi, perché i governanti si sono quasi sempre occupati dei prossimi mesi e anni, raramente dei prossimi decenni e secoli. Ma noi stiamo producendo danni che dureranno secoli e millenni, una cosa che non era mai accaduta nella storia. È questa la gran novità delle nostre tecnologie e della nostra economia. Quindi i politici devono darsi obiettivi chiari e misurabili che vadano al di là non solo di una legislatura, ma della durata della loro vita. Diversi stati europei hanno programmi energetici di molti decenni. Ma chi dei partiti italiani parla del 2050? Voterò quando troverò qualcuno che abbia capito perché la qualità della nostra vita continua a peggiorare e quali sono i tre obiettivi – tre, non di più! – per invertire questa tendenza. Quasi tutti i peggioramenti della nostra vita hanno una causa comune: troppa economia. Troppa energia, troppo petrolio, troppi materiali, troppo inquinamento, troppi rifiuti, troppi chilometri, troppa pubblicità, troppa corruzione, troppo stress, troppo lavoro. Contro ognuno di questi "troppi" servono molte iniziative. Ma il risultato finale dovrebbe essere facilmente misurabile: meno economia, più vita. "Less stuff, more fun" (meno roba, più piacere), come dicono gli statunitensi del movimento "New American Dream" (1). Nelle classifiche dei consumi per abitante nei Paesi industriali l'Italia è al primo posto per cemento, AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA Meno energia, materiali, fatica AREA Anno XI numero 20-21 16 maggio 2008 automobili e telefonini, ma agli ultimi per felicità e soddisfazione della vita. Se usassimo meno energia e meno materiali, ci basterebbe lavorare meno e vivremmo meglio. Faremmo così meno danni alla salute e all'ambiente e risparmieremmo milioni d'ore di lavoro oggi dedicate a curare danni e malattie e a cercare di ripararli. Sarebbe una società del buon senso, in cui l'economia servirebbe a far star bene le persone invece che le persone a far star bene l'economia. Oggi invece facciamo tutto al contrario: consumiamo per poter vendere, vendiamo per poter produrre, produciamo per poter lavorare. È il contrario di come hanno funzionato tutte le altre civiltà. Pur sapendo che già ora l'umanità consuma troppe risorse materiali, l'obiettivo della maggioranza dei politici e degli economisti è di aumentare ulteriormente i consumi, specialmente nei Paesi più ricchi. Nel mondo spendiamo mille miliardi di euro all'anno in pubblicità per convincere persone che non ne hanno i mezzi a comprare cose di cui non hanno bisogno. Vi sembra sensato? Un parlamentare che avesse capito queste cose dovrebbe cominciare a lavorare subito per tre obiettivi: meno energia, meno materiali, meno fatica. Nel bene e nel male, quasi tutto il resto dipende da questi tre fattori. Occorrono pochi obiettivi generali, chiari e misurabili. Meno energia! Dei tre obiettivi, questo è il più importante. Per scaldarci, abitare, muoverci, nutrirci e produrre merci consumiamo in Europa 6 mila watt per abitante d'energia commerciale. È come se ognuno di noi tenesse accese 60 lampadine da 100 watt, giorno e notte, tutto l'anno. Più di metà di quest'energia non produce benessere, ma sprechi, danni e calore perduto. Riducendo questi sprechi si può ridurre il consumo senza ridurre il benessere. Ingegneri hanno calcolato che entro il 2050 possiamo scendere da 6 mila a 2 mila watt per abitante. Ma perché scendere a 2 mila watt, cioè ai nostri consumi degli anni '60? Per due motivi. Primo: 2 mila watt è oggi il consumo medio individuale della popolazione mondiale; se non superiamo questa soglia, almeno non aumentiamo i danni che già oggi facciamo con i 12 mila watt degli statunitensi, i 6 mila degli europei, i mille degli indiani e i 500 degli africani. Se non vogliamo aumentare i danni ma vogliamo permettere a quattro miliardi di persone di aumentare il loro benessere materiale, chi oggi consuma troppo deve ridurre il suo consumo. Secondo: una "società da 2 mila watt" è per esempio l'obiettivo che si è data per il 2050 la Svizzera (2), uno dei Paesi con il più alto livello di sviluppo, di benessere e di soddisfazione della popolazione. L'obiettivo dei 2 mila watt è stato formulato dai AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA
  11. 11. 9 Politecnici federali di Zurigo e di Losanna e adottato dai principali enti di ricerca federali sulle tecnologie energetiche, sui materiali, sulle acque, dall'ente federale per l'energia, dalla società degli ingegneri e degli architetti e infine dal governo svizzero nel 2002, con la sua "Strategia di sviluppo sostenibile" (3). Proprio perché la Svizzera si è data un obiettivo lontano, ha cominciato già da diversi anni a muoversi nella direzione giusta. In Svizzera ci sono già 9 mila edifici a basso o bassissimo consumo, per un totale di 9 milioni di metri quadrati. Sono costruiti o ristrutturati secondo lo standard "Minergie" (4), una norma e un marchio elaborati insieme dallo Stato, dagli ingegneri, dagli architetti e dalle imprese e destinati a diventare lo standard di tutti gli edifici. 100 mila pompe di calore sono installate in Svizzera per scaldare gli edifici con il calore del sottosuolo e la maggioranza delle case in costruzione adottano questo sistema (5). La Germania ha varato un piano per ridurre del 40 per cento le emissioni di Co2 entro il 2020. La Svezia e l'Islanda sono in gara tra loro per diventare la prima nazione oil-free (libera dal petrolio) entro il 2020. In Italia invece c'è chi vuole tornare alle utopie nucleari degli anni '70 e al carbone. Meno materiali! Per ogni italiano si prelevano dalla natura in un anno 36 tonnellate di materie prime (2004) (6), dieci volte di più di cento anni fa. Tre quarti di questi materiali tornano nella natura entro un anno come rifiuti o emissioni. La maggior parte sono ancora buoni e preziosi; sarebbero utili per fare nuovi prodotti. Invece li mescoliamo tra loro, li disperdiamo nell'aria, nelle acque, nei suoli, li seppelliamo, cerchiamo di bruciarli. Basterebbe che ogni ramo industriale fosse obbligato a riprendersi i prodotti che ha fabbricato ed ecco che gran parte dei materiali sarebbero riutilizzati. In Svizzera potete riportare nei negozi d'elettrodomestici qualunque vecchio elettrodomestico, anche se non lo avete comprato lì e se non ne comprate un altro. Aziende pioniere hanno adottato questa strategia. Interface, il più grande produttore al mondo di moquette (7) produce le moquette nuove con i materiali delle sue moquette vecchie. Voi non comprate più una merce, pagate un servizio: anni di copertura di pavimento invece che quintali di moquette. Scienziati europei hanno fondato l'"Istituto del fattore dieci" (8): secondo loro è necessario e possibile che i Paesi industriali aumentino drasticamente la loro efficienza materiale, riducendo di dieci volte il loro uso di materie prime entro cinquanta o cento anni. Anche il Programma delle Nazioni Unite per l'Ambiente raccomanda la strategia del "fattore dieci" per i Paesi industriali (9). Il sistema più efficace è spostare gradualmente le tasse dal lavoro all'uso di AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA materiali e di energia: tassare meno il lavoro e tassare di più materiali e combustibili, in modo da rendere disoccupate le tonnellate, non le persone. Questa strategia si chiama "Riforma Ecologica Fiscale" e in molti Paesi la stanno facendo (10). Quale partito e quale parlamentare si sono impegnati a farla in Italia? Entro il 2050 venti tonnellate per abitante invece delle attuali 36. È possibile. Ma bisognerebbe cominciare adesso. Meno lavoro! Il terzo obiettivo su cui un parlamentare dovrebbe impegnarsi è quello della riduzione della fatica. Della nostra, non della sua. Grazie all'ingegno umano e alla legislazione sociale, nei Paesi industriali oggi si lavora metà delle ore di cento anni fa e si produce dieci volte di più. Da secoli il progresso tecnico e sociale vuol dire dividere i benefici dell'aumento della produttività in due metà: una per aumentare le merci e l'altra per diminuire la durata della fatica umana. Secondo alcuni però ora la seconda metà del progresso si dovrebbe fermare: l'aumento della produttività dovrebbe essere tutto investito nella produzione di più merci, mantenendo costanti le ore di lavoro o addirittura aumentandole. Ma così otteniamo più consumi materiali, più inquinamento e una vita sempre più stressata. Lo stress aumenta perché oggi alle ore di lavoro pagate bisogna aggiungere decine d'ore la settimana per spostarsi sempre di più e sempre più lontano e per amministrare la propria persona e la propria famiglia come se ognuno fosse un'azienda. Un quarto delle ore di lavoro crea prodotti inutili o dannosi e un altro quarto cerca di misurare e riparare i loro danni. Se non facessimo tanti danni con un eccesso di consumi, ci basterebbe lavorare metà. Lo diceva già Keynes nel 1930: secondo lui entro un secolo (2030) quindici ore di lavoro alla settimana sarebbero bastate a produrre il necessario per tutti (11). Come mai, nonostante progressi di produttività che Keynes non poteva nemmeno immaginare, ora c'è chi chiede di aumentare le ore di lavoro? Un parlamentare dovrebbe darsi da fare per dimezzare le ore di lavoro entro cinquant'anni: da quaranta a venti ore la settimana; e per distribuirle meglio tra chi oggi deve lavorare troppo e chi è costretto alla disoccupazione. Per perseguire questi tre obiettivi occorrono decine d'iniziative. Ma il programma per il 2050 si può riassumere in una parola: meno. E in un gesto, mostrando le prime tre dita di una mano: energia, materiali, lavoro. In Italia non conosco partiti o politici capaci di farlo. Vedi note sulla pagina seguente...
  12. 12. 10 1) newdream.org 2) novatlantis.ch 3) http://www.are.admin.ch/dokumentation/ 00121/00224/index.html?lang=it&msg-id=10201 4) minergie.ch/it 5) geothermie.ch 6) arpa.it 7) interfaceinc.com; en.wikipedia.org/wiki/ AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA Ray_Anderson 8) factor10-institute.org 9) unep.org/Geo2000/english/0028.htm 10) en.wikipedia.org/wiki/Ecotax; web.net/ecoeco/ ecotaxrf.htm 11) http://www.eco.utexas.edu/faculty/ Cleaver/368keynesgrandchildrentable.pdf ....................................................................................................................................................................................................
  13. 13. 11 Nel 1986, come reazione alla catastrofe di Cernobyl, Ursula e Michael Sladek fondano con i cittadini di Schönau la EWS, azienda elettrica cooperativa non-profit che acquista la locale rete elettrica e che vende elettricità al 100% da fonti rinnovabili a 400 000 persone in tutta la Germania LA ELETTRODEMOCRAZIA DI SCHÖNAU SCHÖNAU CITIZENS’ SOCIAL COMPANY 1986-2016 Marco Morosini, 22.4.2016, ETH Zurich http://www.slideshare.net/ morosini1952/schnau-citizens-energy-social-company-19862016 Ursula e Michael Sladek, fondatori della cooperativa elettrica EWS Schönau www.ews-schoenau.de The Goldman Environmental Prize 2011 http://goldmanprize.org/2011/europe https:// www.youtube.com/ watch?v=swG1_pk6Y94
  14. 14. 12 SPETTACOLO IN RAI (1993) 2/12/1993 Teatro delle Vittorie, Roma https://www.youtube.com/watch? v=V63qk68zLTs
  15. 15. 13 https://www.youtube.com/watch? v=alZnfS9Ipk4 DISCORSO ALL'UMANITÀ (2001) 31/12/2001 su Tele+
  16. 16. 14 UN FUTURO SOSTENIBILE (1998) Con meno, di più e meglio. Una speranza per il nuovo millennio Gian Luigi Quarti Tiziano Gamboni Consulenza scientifica: Marco Morosini Produzione: Televisione Svizzera Versione: italiana Basandosi sull’importante studio “Futuro Sostenibile” (terza edizione it. Emi, Bologna 1997), realizzato dall’Istituto di Wuppertal - per il clima, l’ambiente e l’energia - il documentario presenta la teoria e soprattutto l’applicazione pratica della nuova filosofia dello “sviluppo sostenibile” per garantire un futuro al pianeta e ai suoi abitanti. Beppe Grillo da anni ridicolizza con le arti della comicità il nostro modo di produrre, di consumare, di vivere. Chi meglio di lui poteva concorrere a sintetizzare ed esemplificare questi argomenti? Premi e riconoscimenti: Premio ENEA 1999 "Sviluppo Sostenibile". https://www.youtube.com/watch? v=BmjwcQeI9q4
  17. 17. 15 https://www.youtube.com/watch? v=3TLy1ALGdNo UN GRILLO PER LA TESTA (1995) Lo "Zaino ecologico" e il "punto di non ritorno" Gian Luigi Quarti Tiziano Gamboni Consulenza scientifica: Marco Morosini Produzione: Televisione Svizzera Versione: italiana Beppe Grillo ha deciso di non essere più una pecora dell’economia. Ne ha analizzato i meccanismi e svelato gli sprechi per poi rivelare al pubblico, in modo coinvolgente ed acuto, i risultati delle sue riflessioni. E’ giunto il tempo di ridefinire il concetto di “sviluppo” e considerarci noi i paesi in via di sviluppo. Serve introdurre e considerare seriamente nuovi concetti ecologici ed economici quali lo zaino ecologico e il punto di non ritorno. Il documentario alterna gli interventi comici di Beppe Grillo con interviste ad esperti qualificati che descrivono il concetto di “sviluppo economico sostenibile”. Una controinformazione documentata, incisiva, e al tempo stesso divertente. Premi e riconoscimenti; "Premio Gran Paradiso" al Canavese International Ecofilm Festival 1999
  18. 18. 16 http://www.lafeltrinelli.it/libri/beppe-grillo/tutto-grillo-che-conta/9788807490439 TUTTO IL GRILLO CHE CONTA (2006) Dodici anni di monologhi, polemiche, censure "Vent'anni fa ho fatto una pubblicità. Ma poi ho capito alcune cose sulla pubblicità. Quindici anni fa me la prendevo coi politici. Ma poi ho capito alcune cose sull'economia. Dieci anni fa finivo i miei spettacoli sfasciando un computer a mazzate. Ma poi ho capito alcune cose sui computer e su internet. Oggi la pubblicità mi sembra uno dei mali peggiori, l'economia la vera padrona della politica e internet uno dei pochi spiragli per difendersi e per ridare alla politica lo spazio che l'economia le ha rubato."
  19. 19. 17 Alcune buone proposte per lo sviluppo sostenibile PER UNA RIFORMA FISCALE ECOLOGICA IN ITALIA http://www.meetupeuropa.eu/per-una- riforma-fiscale-ecologica-in-italia/ INIZIATIVA 1:12 PER SALARI EQUI IN ITALIA http://www.meetupeuropa.eu/ iniziativa-112-per-salari-equi-in-italia-2/ SETTIMANA DI LAVORO DI 30 ORE http://www.meetupeuropa.eu/settimana-di- lavoro-di-30-ore-2/ ITALIA 2050: UNA SOCIETA A 2000W http://www.meetupeuropa.eu/italia-2050- una-societa-a-2000-watt-2/

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